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You are Ahmed Ibrahim, a senior journalist writing exclusively for time.news in an authentic, human newsroom voice (AP style). Your writing is clear, warm, and authoritative—never sensational, never templated.
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Bilingual (Arabic/English) correspondent who has reported from 30+ countries on diplomacy, conflict and climate.
TOPIC
Write about: Guerra Iran, le ultime news e la situazione In Medioriente dopo l’attacco di USA e Israele. LIVE
SOURCE
“Ricordate quando ho dato all’Iran dieci giorni per fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere: 48 ore prima che si scateni l’inferno su di loro. Gloria a Dio!”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump. “Con escalation l’intera regione del Golfo si trasformerà in un “inferno” per loro, ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavoce delle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa. n
L’Iran “non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva”, ha chiarito il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X.
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Almeno cinque persone sono morte nell’attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica. Netanyahu, in un video, ha confermato gli attacchi agli impianti petrolchimici iraniani denunciati sabato da Teheran. “Continueremo a schiacciarli”, ha promesso Netanyahu.
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Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell’Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell’impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l’Agenzia iraniana per l’energia atomica Secondo l’agenzia “gli impianti principali non sono stati danneggiati”. Una nave turca passa lo Stretto di Hormuz, ma Teheran minaccia il Mar Rosso. “Colpita nello Stretto una nave legata a Israele”.
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Intanto, è corsa tra Usa e Iran a caccia del pilota disperso dopo che il suo caccia F-15 è stato abbattuto. Gli Usa hanno messo in campo i corpi speciali, mentre Teheran vuole un prigioniero da usare nei negoziati. In Epic Fury sono morti 13 soldati americani e 365 sono rimasti feriti.
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Nonostante la maggiore autosufficienza energetica acquisita negli ultimi anni, gli Stati Uniti continuano a importare 23 miliardi di dollari in gas e petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz chiuso dall’Iran. A pagare il conto più salato è tuttavia l’Asia, a partire da Cina e India che “usano” il tratto di mare per quasi 200 miliardi. Di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24, nella puntata del 2 aprile 2026.
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La situazione degli stoccaggi di petrolio e gas in Italia è complessivamente buona nonostante le turbolenze sui mercati energetici seguiti allo shock della guerra di Stati Uniti e Israele all’Iran. Ecco le cifre.
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La guerra in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e le difficoltà nel garantire il passaggio delle navi che trasportano gas e petrolio dal Golfo ai mercati globali hanno rialzato la tensione tra Donald Trump e la NATO: il presidente statunitense è tornato ad attaccare i partner europei chiedendo un maggiore coinvolgimento in questi sforzi, riaccendendo una crisi che sembrava essersi placata dopo il caso della Groenlandia.
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Il presidente americano Donald Trump ha deciso di ricorrere alla forza militare per impedire all’Iran di acquisire l’arma nucleare, dopo il fallimento della soluzione diplomatica. Una scelta rischiosa: tuttavia, “l’esperienza stranamente dimenticata degli Usa con la Corea del Nord suggerisce che le alternative fossero persino più rischiose”, ha sottolineato l’Editorial Board del Wall Street Journal, in un articolo che spezza una lancia a favore del tycoon verso cui è spesso critico, ad esempio sui dazi. Nella sostanza, ci sono limiti “con un avversario” che è determinato, “nonché quello che accade quando gli Usa antepongono l’evitare il conflitto a ogni altra cosa”. L’articolo ripercorre i propositi atomici di Pyongyang, la lunga fase di trattative con l’amministrazione di Bill Clinton, fino all’accordo del 1994 negoziato dall’ex presidente Jimmy Carter. Le speranze di aver messo la situazione sotto controllo sono naufragate quando Pyongyang quadruplicò le scorte di plutonio e, nel 2006, condusse il primo test nucleare con il ‘caro leader, Kim Jong-il. Da quel momento in poi, le opzioni militari americane sono diventate sempre più rischiose. La Corea del Nord ha tirato dritto per la sua strada: si ritiene ora possieda circa 50 testate atomiche e che stia testando missili balistici intercontinentali che potrebbero, un giorno, raggiungere il territorio continentale degli Usa. L’ultimo test missilistico è di domenica scorsa. La lezione da trarre è che i presidenti degli Stati Uniti hanno atteso troppo a lungo prima di fermare la Corea del Nord, una potenza nucleare. Donald Trump è l’unico presidente “ad aver avuto il coraggio di colpire i piani nucleari iraniani e di consentire a Israele di fare altrettanto, nel corso della guerra di dodici giorni” del 2025. “Non sappiamo come si concluderà l’attuale conflitto con l’Iran, ma sappiamo per certo che, una volta terminato, il regime radicale iraniano non disporrà più di un programma nucleare. Ciò ha reso il mondo un luogo più sicuro”, ha concluso l’articolo.
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“Se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo!”. È quanto scrive il presidente americano Donald Trump in un post sul suo social Truth, assicurando che “questo non accadrà agli Stati Uniti d’America finché sarò presidente”.
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Gli Houthi hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele, affermando di aver preso di mira l’aeroporto internazionale Ben Gurion e siti militari “vitali” nel sud del Paese. Lo scrive al Jazeera.n In una dichiarazione diffusa tramite il media Al-Masirah, affiliato agli Houthi, il gruppo yemenita ha affermato che l’attacco è stato condotto utilizzando un missile a grappolo e numerosi droni.n In precedenza l’esercito israeliano aveva affermato di aver rilevato un missile lanciato dallo Yemen verso il proprio territorio e di aver attivato i propri sistemi di difesa. I media israeliani hanno poi riferito che il missile è caduto in un’area aperta, senza causare vittime né danni.
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Sono 17 i dimostranti arrestati dalle forzendell’ordine a Tel Aviv durante la protesta contro la guerra svoltasi nellancentrale piazza Habima. Lo riferisce la polizia israeliana. Secondo insoccorritori, un manifestante avrebbe subito un arresto cardiaco e sarebbenricoverato in gravi condizioni. Gli attivisti sostengono che l’uomo, unncinquantenne, sarebbe stato spinto con la forza in un rifugio insieme adnaltre persone che erano scese in piazza, sfidando il divieto dinassembramenti superiori alle 150 persone.
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Se gli Usa e Israele aumenteranno ancora la portatandegli attacchi all’Iran, l’intera regione del Golfo si trasformera’ in unn”inferno” per loro. Lo ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavocendelle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa,nDonald Trump, di scatenare “l’inferno” sulla Repubblica Islamica se nonnriaprira’ lo Stretto di Hormuz entro lunedi’. “Non dimenticate che senl’aggressione si estendera’, l’intera regione si trasformera’ in unninferno per voi”, ha detto il portavoce, “l’illusione di sconfiggere lanRepubblica Islamica dell’Iran si e’ trasformata in una palude nella qualenannegherete”.
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“Ho ricordato i recenti attacchi missilistici su Gerusalemme che sono caduti nell’area di siti sacri per cristiani, musulmani ed ebrei”, ha ffatto sapere il presidente israeliano su X. “Anche il popolo iraniano merita un futuro migliore, libero da questo pericoloso e violento regime del terrore”.
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Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha confermato che Israele ha attaccato gli impianti petrolchimici iraniani, dopo che i media iraniani avevano riportato la notizia della morte di almeno cinque persone in un attacco alla zona petrolchimica di Mahshahr. “Dopo aver distrutto il 70% della loro capacità di produrre acciaio, che viene utilizzato come materia prima per le armi usate contro di noi e oggi abbiamo attaccato i loro impianti petrolchimici”, ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio pubblicato sul suo account X. “Vi avevo promesso che avremmo continuato a colpire il regime terroristico di Teheran, ed è esattamente quello che stiamo facendo”, ha affermato.
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Israele si sta preparando ad attaccare leninfrastrutture energetiche iraniane, ma e’ in attesa del via libera daglinStati Uniti. Lo dice un alto funzionario della difesa israeliana secondonSky News. Gli attacchi potrebbero avvenire entro la prossima settimana. Lendichiarazioni giungono dopo che Donald Trump ha lanciato un ultimatum din48 ore all’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz.
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Almeno cinque persone sono morte nell’attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica.
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Israele chiede l’evacuazione di un’area vicino al valico di frontiera siro-libanese in vista di attacchi aerei.
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Hossein Ghavi, un cittadino disabile residente ad Ahvaz, nel sud-ovest dell’Iran arrestato di recente in relazione al conflitto in corso, è morto in circostanze poco chiare in un centro di detenzione dell’intelligence delle Guardie Rivoluzionarie. Fonti locali hanno riferito all’Agenzia di stampa per i diritti umani Hrana (Human rights), organizzazione non governativa dedicata alla difesa dei diritti umani nel Paese, che Hossein Ghavi, 28 anni, era stato arrestato a marzo dalle forze di sicurezza presso una bancarella del tè dove lavorava, presumibilmente per aver filmato le zone bombardate e aver inviato i filmati ai media stranieri.n Secondo le stesse fonti, giovedì 2 aprile, le forze affiliate all’organizzazione di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie hanno informato telefonicamente la famiglia della morte del figlio. Le forze di sicurezza che hanno effettuato la chiamata non hanno fornito alcuna spiegazione in merito alle condizioni della sua detenzione né alle cause del decesso e la salma non è stata ancora restituita alla famiglia. Hossein Ghavi, soffriva di una disabilità alla gamba sinistra ed era l’unico sostentamento della sua famiglia.n Secondo Iran International Ghavi è stato torturato durante la detenzione ed è poi morto in custodia.
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È in corso una ricerca serrata per trovare il pilota disperso dell’F-15 americano abbattuto venerdì dalla contraerea iraniana. L’altro membro dell’equipaggio è stato tratto in salvo. Teheran ha smentito la cattura del pilota, mentre gli Stati Uniti hanno avviato una vasta operazione di ricerca.
“,”postId”:”de952baa-f60d-47ba-ba08-be17a7629440″,”postLink”:{“title”:”Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota'”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/04/04/iran-caccia-usa-abbattuto-pilota”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/9a6b210bf5c0325fad06e6e3fa8d781fdee4973a/skytg24/it/mondo/2026/04/04/iran-caccia-usa-abbattuto-pilota/cacciaUsa_ansa.JPG?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-04-04T18:36:00.613Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T20:36:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Carburante a rischio, scattano restrizioni in 4 aeroporti italiani”,”content”:”
Negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia sono scattate le prime limitazioni di carburante per i voli, dopo che la crisi in Medio Oriente ha messo a rischio le forniture. Air Bp Italia, uno dei principali operatori, ha emesso un Notam, cioè un bollettino rivolto alle compagnie aeree, per informarle che per i prossimi giorni, fino al 9 aprile, nei 4 scali ci saranno delle restrizioni. Nota del Gruppo Save, che gestisce 3 aeroporti veneti: limitazioni “non sono significative. Niente allarmismi”.
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Quando nel Golfo cresce l’instabilita’, non nenrisentono solo gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzindell’energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza ilnpotere d’acquisto delle famiglie”. Cosi’ la premier Giorgia Meloni, in unnvideo sui social.
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La polizia israeliana ha riferito di avernarrestato, con l’accusa di disturbo dell’ordine pubblico, dieci personentra le oltre mille che oggi hanno manifestato in piazza a Tel Aviv contronla guerra a Iran e Hezbollah. Lo riferisce Ynet. Secondo gli organizzatorindella protesta, gli arresti sono sedici. Al momento Israele non consentenassembramenti superiori alle 150 persone e la polizia e’ intervenuta perndisperdere i dimostranti, in numero molto superiore, riuniti nellancentrale piazza Habima.
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“‘Non possiamo farci carico di asili nido enassistenza sanitaria, la gente deve capirlo. Siamo una grande potenza,nfacciamo le guerre'”. Le parole di Trump sono distanti anni luce dainnostri valori costituzionali, parole deliranti dalle quali l’Italianmigliore si dissocia nella maniera piu’ netta. Ma perche’ Giorgia Meloninnon riesce a chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi? Perche’ non riescena dire una parola chiara nonostante famiglie e imprese stiano sopportandoni continui aumenti del carburante e dell’energia? Oggi Meloni chiedenall’Europa cio’ che non ha avuto il coraggio di fare fin qui in Italia,ntassare gli extraprofitti delle societa’ energetiche. Ma serve unanrisposta strutturale: introdurre subito un tetto europeo al prezzo del gasncome si fece nel 2022, e in Italia bisogna aumentare la quota dinrinnovabili per poter scollegare il prezzo dell’energia elettrica danquello del gas. Per questo occorre semplificare gli iter autorizzativi enmoltiplicare le commissioni che se ne occupano, per accelerare. In Spagnanqueste strategie hanno consentito di arrivare a pagare l’energia 18 euro anmegawattora mentre in Italia negli ultimi giorni ha sfiorato i 160 euro anmegawattora. Li’ il gas fa il prezzo dell’energia solo per il 15% delntempo mentre da noi quasi per l’80%”. Cosi’ la segretaria del Pd EllynSchlein. “Cosi’ non si puo’ andare avanti, le famiglie sono in bolletta enle imprese perdono competitivita’. Inoltre e’ notizia di oggi che cominciana mancare il carburante per i voli aerei che vengono razionati. Intanto languerra prosegue e i prezzi rischiano di salire ancora, mangiandosi purengli effetti dei decreti del governo, le cui risposte saranno solo unnpannicello caldo se non si pone fine al conflitto – prosegue Schlein -nEssere acriticamente subalterni a Trump ci sta causando solo danni: lui sindeve fermare e questa guerra illegale deve finire, il governo lo deve direncon chiarezza”.
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Gli impianti petrolchimici attaccati danIsraele in Iran “producono materiali per armi”. Lo dice il portavoce dellenIDF commentando l’attacco agli impianti petrolchimici in Iran. Nel sitoncolpito, afferma il portavoce dell’esercito israeliano, venivano prodottinmateriali chimici per la fabbricazione di armi. L’infrastruttura colpitansi trova a Mahshahr, nel sud-ovest dell’Iran. Le IDF hanno dichiarato chen”e’ stato colpito un sito in cui si trovava una delle due infrastrutturencentrali utilizzate per produrre materiali per esplosivi, missilinbalistici e altre armi. Il sito e’ uno dei principali in cui vienenprodotto il materiale essenziale per i missili balistici”.
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Decine di migliaia di sostenitori dell’influente religioso sciita Moqtada al-Sadr si sono riuniti oggi a Baghdad e in tutto l’Iraq per condannare Israele e gli Stati Uniti e chiedere la fine del conflitto in Medio Oriente.n L’Iraq è stato trascinato nella guerra contro la sua volontà, scatenata il 28 febbraio dai raid aerei congiunti statunitensi e israeliani contro l’Iran. I gruppi filo-iraniani attaccano gli interessi americani in Iraq e sono a loro volta soggetti ad attacchi di rappresaglia attribuiti agli Stati Uniti e a Israele.n Decine di migliaia di uomini e alcune donne hanno invaso le strade intorno a Piazza Tahrir, nel centro di Baghdad, oggi pomeriggio, sventolando bandiere irachene e scandendo slogan come: “No a Israele” e “No all’America”.
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Iran, Meloni: “No visita simbolica ma difesa interessi italiani”
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Quella nel Golfo “non è una visita semplicemente simbolica”, quello “che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell’Iran. Ma il nostro obiettivo non è semplicemente fare testimonianza, era e deve dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani”. Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
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“In questi giorni ho voluto essere in Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti. Credo che per l’Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico. Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall’inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica”. Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
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“L’appuntamento di oggi è stato pensato per tornare a puntare l’attenzione su Gaza e sul genocidio” contro il popolo palestinese e “per lanciare la prossima missione” della Global Sumud Flotilla “che parte a fine aprile per dirigersi verso Gaza”. Lo ha dichiarato Tony La Piccirella, del coordinamento Global Sumud Flotilla, durante la ‘maratona’ in corso a Bari da stamattina in vista della nuova missione verso Gaza. Sulla spiaggia barese di Pane e Pomodoro, infatti, dalle 11 di questa mattina e fino a sera, si stanno alternando artisti, musicisti, presentatori e pensatori che gratuitamente stanno animando la maratona di musica e parole sostenuta anche dal Comune di Bari. La Piccirella aveva partecipato anche alla prima missione di Flottilla. Mentre l’attivista parla, nelle acque baresi passa l’imbarcazione Zeineddin che fa parte della Global Sumud Flotilla che il 7 aprile salperà per la Sicilia dove si unirà alle altre imbarcazioni provenienti da Spagna e Francia per poi navigare verso Turchia, Grecia, fino a Gaza. “Quello di oggi – ha aggiunto La Piccirella – è soprattutto un momento di solidarietà, perché vogliamo sentirci vicini al popolo palestinese ma anche a tutti i popoli oppressi, oppressi da tutto quello che è accaduto questo inverno, da tutte le operazioni militari promosse da Stati Uniti e da Israele al solo scopo di rubare terra, risorse e vita, di normalizzare la legge del più forte scavalcando ogni principio di diritto e di dignità umana”.
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L’esercito israeliano ha rilevato un missile lanciatondallo Yemen verso il territorio israeliano, il quinto attacco di questontipo dall’inizio della guerra in Medio Oriente. “Le Forze di DifesanIsraeliane (IDF) hanno identificato il lancio di un missile dallo Yemennverso il territorio israeliano; i sistemi di difesa aerea sono in funzionenper intercettare la minaccia”, ha affermato l’esercito.
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“Basta con la guerra infinita”: più di mille persone hanno manifestato in serata a Tel Aviv contro la guerra condotta da Israele contro l’Iran e Hezbollah in Libano, chiedendo alle autorità di porvi fine, prima di essere disperse dalla polizia. “Non bombardate! Parlate!”, “Basta con le sciocchezze di Bibi”, hanno scandito i manifestanti riuniti in piazza Habima, nel cuore della metropoli, come ha osservato un giornalista dell’Afp. Una donna teneva un cartello con la scritta: “Netanyahu è la più grande minaccia all’esistenza di Israele”, riferendosi al primo ministro Benyamin Netanyahu, soprannominato “Bibi”. Il Medio Oriente è precipitato in una guerra dal 28 febbraio, scatenata dall’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, a cui Teheran sta rispondendo con attacchi missilistici e con droni contro Israele e diversi paesi della regione.
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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu,nin un video pubblicato sulle reti sociali ha confermato gli attacchi aglinimpianti petrolchimici iraniani denunciati oggi da Teheran. “Dopo averndistrutto il 70% della loro capacita’ produttiva di acciaio, materia primanper le armi che usano contro di noi, oggi abbiamo colpito i loro impiantinpetrolchimici”, ha dichiarato Netanyahu nel filmato, “entrambinrappresentano la loro fonte di finanziamento per la guerra del terrorencontro di noi e contro il mondo intero”. “Continueremo a schiacciarli”, hanpromesso Netanyahu.
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Le truppe israeliane hanno distrutto 17 telecamere di sorveglianza presso il quartier generale delle forze di pace Onu nel Libano meridionale in 24 ore. Lo ha riferito oggi all’Afp una fonte della sicurezza Onu. Dall’inizio della guerra, il 2 marzo, tra Israele e Hezbollah, la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) si trova nel fuoco incrociato tra gli attacchi del movimento filo-iraniano contro le posizioni israeliane e l’invasione di terra israeliana del Libano meridionale, che sta conducendo attacchi anche nel Paese vicino. “Diciassette telecamere presso il nostro quartier generale sono state distrutte dall’esercito israeliano”, a Naqoura, città costiera nel Libano meridionale, ha affermato la fonte della sicurezza, parlando in condizione di anonimato. “Le telecamere sono state distrutte con quello che sembra essere una sorta di laser”, ha precisato la portavoce dell’Unifil, Kandice Ardiel. “I soldati israeliani sono presenti a Naqoura e questa settimana hanno effettuato massicce demolizioni di edifici nel villaggio”, ha aggiunto. Già da giovedì, i caschi blu avevano assistito alla distruzione di ampie zone di Naqoura da parte dei soldati israeliani, avvenuta dall’inizio della settimana, ha affermato. “Non solo case e attività commerciali sono state rase al suolo, ma la forza delle esplosioni ha danneggiato anche il quartier generale dell’Unifil”, ha specificato. La stessa forza Onu ha riferito che tre caschi blu indonesiani sono stati uccisi in due incidenti separati domenica e lunedì, prima che ieri sie verificasse un’esplosione in una delle sue basi – la cui origine non è stata ancora determinata – che ha ferito altri tre caschi blu indonesiani. L’esercito israeliano ha attribuito l’esplosione di venerdì a un razzo di Hezbollah “che è atterrato su una postazione Unifil”.
“,”postId”:”55c77712-2fb0-4b42-ade8-86d78a3d3ded”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T17:25:15.814Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T19:25:15+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, media: “Scorte Usa missili Jassm-Er già scese a un quarto””,”content”:”
Dall’inizio della guerra all’Iran, le scortenstatunitensi di missili stealth a lunga gittata Jassm-Er sono gia’ scese anmeno di un quarto della disponibilita’ precedente al conflitto. Lonriferisce Bloomberg. Nel dettaglio, prima dell’aggressione alla RepubblicanIslamica gli Stati Uniti avevano 2.300 missili Jassm-Er e ora neglinarsenali ne sarebbero rimasti appena 425 disponibili. Inoltre, dei quasin1.900 missili destinati all’attacco all’Iran piu’ di mille sarebbero gia’nstati impiegati, avverte Bloomberg, secondo la quale ripristinare lenscorte potrebbe richiedere anni.
“,”postId”:”3aafa29f-ddff-4b68-8e82-1857e7b86e45″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T17:19:29.810Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T19:19:29+0200″,”altBackground”:false,”title”:”MO, Pizzaballa: “Terra lacerata ma nessuna ferita è insanabile””,”content”:”
“Le porte sono ancora chiuse. Ilnsilenzio e’ quasi assoluto, rotto forse dal rumore lontano di cio’ che languerra continua a seminare in questa terra santa e lacerata. Tuttavia,nproprio qui, in questo luogo dove la morte e’ stata abitata da Dio, lanParola di Dio risuona piu’ forte di ogni silenzio”. Cosi’ il Patriarca dinGerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, presiedendo, nellenprime ore dell’alba la vigilia pasquale al Santo Sepolcro. “E lo dico connsemplicita’: anche noi, oggi, celebriamo con una fede provata, fragile,nforse stanca… eppure ancora in piedi. Non perche’ siamo forti, manperche’ qui ci sostiene Qualcuno”, ha sottolineato il porporato rimarcandonche “nessuna terra e’ per sempre contesa, nessuna ferita e’ per sempreninsanabile” ed esortando a essere “artigiani di speranza” e dinriconciliazione. “Qui la morte non e’ stata evitata, ne’ attenuata, ma e’nstata affrontata fino in fondo. Dio non ha scelto una via di fuga, ma handeciso di entrare nella condizione umana nella sua realta’ piu’ profonda,nassumendo su di se’ tutte le dimensioni dell’esistenza, compresa quellanche oggi, purtroppo, sperimentiamo in maniera spesso violenta: il dolore enla morte. Non per ‘spiegarli’ da lontano, ma per abitarli da vicino”. “Innquesto momento sembra non ci sia nessuno che possa rotolare via le pietrendelle tombe che la sofferenza per questa situazione di guerra continua anscavare”, ha aggiunto Pizzaballa commentando il brano evangelico sullanResurrezione. “Ma proprio per questo ascoltiamo con piu’ urgenza landomanda che le donne portavano nel cuore: ‘Chi ci rotolera’ via lanpietra’. Non e’ solo una domanda pratica. E’ la domanda di ogni ricerca dinsperanza quando sembra che non ci sia piu’ nulla da fare. E’ la domanda dinchi ama senza cercare risposte immediate, di chi si avvicina al misteroncon fiducia, anche quando il cammino appare oscurato”. “Oggi – ha proseguito – quellandomanda sale da tutta la Terra Santa, e da ogni luogo del mondo segnatondalla violenza. E la risposta non e’ un annuncio a vuoto, ma un evento: lanpietra e’ stata rotolata via. Non dalla nostra forza, ma dalla potenzandell’amore di Dio che e’ piu’ forte della morte”. Allora, “questa Veglianci interroga: stiamo ancora cercando di rotolare da soli le pietre che cinopprimono? O lasciamo che sia Lui, il Vivente, a precederci? Perche’ lanPasqua non e’ il risultato dei nostri sforzi di pace, per quantonnecessari. E’ il fondamento che rende possibile ogni sforzo. Se ilnsepolcro e’ vuoto, allora nulla e’ veramente chiuso. Nessuna terra e’ pernsempre contesa, nessuna ferita e’ per sempre insanabile, nessuna memoriane’ per sempre prigioniera dell’odio”, ha rimarcato Pizzaballa che hanaggiunto: “Anche quando la guerra sembra dirci il contrario, noi siamonquelli che hanno visto la pietra rimossa”, “Gerusalemme, citta’ segnatandalla memoria della morte e oggi da tante divisioni, diventa il luogo inncui si annuncia la vita. Non una vita ideale, lontana, spiritualista. Lanvita concreta, quella delle persone, delle case, delle relazioni, dellencomunita'”. “E permettetemi di dirlo cosi’: se qui, oggi, c’e’ unan’pietra’ che davvero possiamo portare via, e’ quella che ci pesa dentro -nla pietra della rassegnazione, del rancore, della sfiducia. Il Vangelo nonnci chiede di compiere imprese straordinarie, ma di custodire la vita,nanche nelle piccole cose”, ha concluso esortando a diventare “per quantonpossiamo, ‘pietre vive’, segni di riconciliazione, artigiani di speranza,ntestimoni di una vita che la morte non riesce piu’ a chiudere”.
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E’ in corso un nuovo attacco missilistico contronIsraele, la quarta ondata in tre ore. Lo riferiscono le Idf. Secondo ilnTimes of Israel, l’obiettivo e’ il nord dello Stato ebraico.
“,”postId”:”a14788be-53a7-473c-a0a8-22f3a9c3551e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T17:06:41.572Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T19:06:41+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Idf: “Morto un soldato israeliano in Libano””,”content”:”
L’esercito israeliano ha annunciato lanmorte di un soldato negli scontri nel sud del Libano. “Il sergente dinprima classe Guy Ludar, di 21 anni e’ caduto durante un combattimento nelnsud del Libano”, ha dichiarato l’esercito israeliano. Il numero di soldatinisraeliani uccisi nel sud del Libano sale a 11 dall’inizio dellenoperazioni di terra contro Hezbollah, il mese scorso.
“,”postId”:”d3780e92-f0ca-4e31-88e9-6c5615cdfc4c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T16:47:44.254Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T18:47:44+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: “L’Iraq sarà esentato dalle restrizione al transito di Hormuz””,”content”:”
Il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato che l’Iraq sarà esentato da qualsiasi restrizione al transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riportano oggi i media iraniani, segnalando un trattamento preferenziale per Baghdad mentre Teheran rafforza il controllo su questa strategica via d’acqua. Lo scrive The Guardian.
“,”postId”:”77bcb6a8-7ccb-4b65-9956-9468c89f3db1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T16:47:16.946Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T18:47:16+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: “Il 60% del ponte B1 a Karaj danneggiato nell’attacco””,”content”:”
Il 60% del ponte dell’autostrada B1 a Karaj è stato danneggiato, con sei dei suoi sette piloni di sostegno gravemente colpiti, dopo essere stato preso di mira da un attacco “nemico” giovedì scorso, secondo quanto riportato dai media iraniani che citano il direttore esecutivo del progetto della tangenziale nord di Karaj. Lo riporta Iran International.
“,”postId”:”e695eba9-cfeb-4318-9b70-a68d9d645f89″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T16:44:30.255Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T18:44:30+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Libano: dal 2 marzo oltre 1.400 morti tra cui 126 bambini”,”content”:”
E’ di oltre 1.400 morti, tra cui 126 bambini, ilnbilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano a partire daln2 marzo, quando sono riprese le ostilita’ tra Tel Aviv e Hezbollah. Lonriferisce il ministero della Salute di Beirut. Almeno 54 operatorinsanitari e 93 donne figurano tra le vittime.
“,”postId”:”fe4bd66a-0bb7-48f8-b8e4-fb0379fe99e7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T16:36:29.683Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T18:36:29+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, media: un missile ha colpito Gerusalemme “,”content”:”
Un missile iraniano ha colpito Gerusalemme senzanche le sirene antiaeree riuscissero a dare l’allerta. E’ quanto sostienenl’agenzia Fars, che cita fonti israeliane.
“,”postId”:”198876d1-ed4e-4404-8f00-4d201fbd7339″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T16:30:23.343Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T18:30:23+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Unem: “Sorpresa e sconcerto per ipotesi tassa extraprofitti energia””,”content”:”
Unem “apprende dell’iniziativa italiana di tassare eventuali extra-profitti delle società energetica avanzata al Commissario Ue per il Clima, Wopke Hoekstra, insieme a Spagna, Portogallo, Austria e Germania e non può evitare di esprimere sorpresa e sconcerto”. In una nota l’associazione che riunisce le aziende che operano della lavorazione, della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi, sottolinea come “sarebbe necessario evitare ulteriori elementi di instabilità” mettendo “in crisi un settore che si sta impegnando per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti”.
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L’Iran sostiene che l’Iraq sia esente da qualsiasinrestrizione nello stretto di Hormuz.
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Le autorita’ del Kuwait hanno riferito di avernintercettato nelle scorse 24 ore 8 missili balistici e 19 droni nelnproprio spazio aereo. Non ci sono ne’ feriti ne’ danni materiali, aggiungenil ministero della Difesa del Kuwait, secondo Al Jazeera.
“,”postId”:”78b89096-a0bc-4e36-89e8-b1602b0b52c0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T16:19:01.065Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T18:19:01+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: uova contro ambasciata, denunciate due attiviste a Roma”,”content”:”
Avevano lanciato uova contro il muro perimetralendell’ambasciata dell’Iran le due giovane iraniane bloccate nella tardanmattinata di oggi da personale della Polizia di Stato mentre, all’esternondell’edificio, partecipavano ad un raduno di protesta organizzato senzanformale preavviso. Gli agenti del commissariato Vescovio avevano raggiuntonla sede diplomatica dopo la segnalazione dell’arrivo dei priminmanifestanti: le due ragazze, rispettivamente di 19 e 21 anni, dopo esserenstate identificate, sono state accompagnate negli uffici del commissariatone denunciate per imbrattamento. Gli altri attivisti, una decina, sononstati allontanati nel giro di pochi minuti.
“,”postId”:”84944813-8fec-453c-8f01-b6a6688fd1cd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T16:11:29.734Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T18:11:29+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: media, F-15 abbattuto probabilmente partito da base Gb”,”content”:”
Il caccia americano abbattuto in Iran venerdi’npotrebbe essere partito da una delle principali basi Usa nel Regno Unito,nsecondo analisti militari, riaccendendo il dibattito sul coinvolgimentonbritannico nel conflitto. Lo riporta il New York Times. Secondo l’Us AirnForce, il 48th Fighter Wing schiera velivoli F-15E Strike Eagle e F-35Annelle basi di RAF Lakenheath e RAF Feltwell, mentre bombardieri strategicincome B-52 e B-1 sono stati dispiegati presso RAF Fairford. Secondo JustinnBronk del Royal United Services Institute, le immagini diffuse dai medianiraniani dei rottami indicherebbero un F-15E appartenente al 494th FighternSquadron di Lakenheath, sulla base delle marcature visibili sullonstabilizzatore verticale. Tuttavia, ne’ il Comando centrale degli StatinUniti ne’ il ministero della Difesa britannico hanno confermato l’originendel velivolo. L’eventuale utilizzo di basi britanniche per operazionincontro l’Iran resta un tema sensibile a Londra. Il primo ministro KeirnStarmer, inizialmente contrario a un coinvolgimento diretto, avevanrifiutato di autorizzare l’uso delle basi per i primi attacchinstatunitensi. La posizione e’ stata poi progressivamente rivista dopo lenritorsioni iraniane, tra cui un attacco con drone – attribuito a Hezbollahn- contro una base britannica a Cipro. Londra ha quindi autorizzato l’usondelle installazioni per scopi “difensivi e limitati”, prima di aprirenanche a operazioni mirate a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, innrisposta all’impennata dei prezzi energetici causata dalle interruzionindei traffici marittimi. Resta tuttavia alta la cautela politica, connun’opinione pubblica britannica largamente scettica rispetto alla campagnanmilitare americana contro l’Iran.
“,”postId”:”44268b45-4d50-422b-8522-ccf657012400″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T16:04:19.911Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T18:04:19+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: premier slovacco all’Ue, rimuovere sanzioni energia russa”,”content”:”
Il primo ministro slovacco, Robert Fico, ha affermato che l’Unione europea dovrebbe porre fine alle sanzioni su petrolio e gas russi, ripristinare i flussi dell’oleodotto Druzhba e rilanciare il dialogo con Mosca per affrontare la crisi energetica aggravata dalla guerra in Iran. In una dichiarazione diffusa dopo un colloquio con il premier ungherese Viktor Orban, Fico ha sostenuto la necessita’ di garantire agli Stati membri l’accesso a tutte le fonti energetiche disponibili, inclusa la Russia, per compensare le carenze di approvvigionamento. Le posizioni di Bratislava e Budapest restano isolate all’interno dell’Ue, dove la maggioranza dei Paesi ha ridotto o interrotto i rapporti energetici con Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina.
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Diverse forti esplosioni sono state udite sopranGerusalemme dopo che l’esercito israeliano aveva segnalato il rilevamentondi missili in arrivo dall’Iran. Sono state segnalate almeno seindetonazioni nella citta’, a oltre un mese dall’inizio del conflittonscatenato dai raid di Israele e Stati Uniti contro Teheran. In precedenza,ni servizi di soccorso avevano segnalato il ferimento di cinque persone innseguito ad attacchi missilistici su Tel Aviv e in altre aree del centro dinIsraele.
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Il conflitto in corso in Medio Orientenrappresenta un “rischio grave” per l’Africa, con il pericolo di una nuovancrisi del costo della vita, secondo un rapporto congiunto di Unionenafricana, Banca africana di sviluppo e agenzie delle Nazioni Unite. Nelndocumento, elaborato insieme al Programma delle Nazioni unite per lonsviluppo e alla Commissione economica per l’Africa, si sottolinea come ilnMedio Oriente rappresenti il 15,8% delle importazioni africane e il 10,9%ndelle esportazioni, rendendo il continente particolarmente esposto aglinshock derivanti dalla guerra. Secondo gli autori, il conflitto potrebbenrapidamente trasformarsi in una crisi del costo della vita a causandell’aumento dei prezzi di carburanti e alimenti, dei costi di trasporto enassicurazione, nonche’ delle pressioni sui tassi di cambio e sui bilancinpubblici. Le prospettive di crescita restano fragili: una perdita di 0,2npunti percentuali del Pil africano e’ prevista per il 2026 se il conflittondovesse protrarsi oltre sei mesi. Le difficolta’ nell’approvvigionamentondi gas naturale liquefatto dal Golfo rischiano inoltre di incidere sullanproduzione di fertilizzanti, aumentandone i prezzi proprio durante lanstagione delle semine. Il rapporto evidenzia anche che le valute di 29nPaesi africani si sono gia’ deprezzate, con effetti negativi sul costo delndebito estero, sulle importazioni e sulle riserve in valuta. Alcuni Paesinpotrebbero beneficiare temporaneamente dell’aumento dei prezzi dellenmaterie prime o della riorganizzazione delle rotte commerciali – comenNigeria e Mozambico – cosi’ come alcuni porti africani potrebbero trarrenvantaggio dal dirottamento del traffico via Capo di Buona Speranza.nTuttavia, questi effetti positivi resterebbero limitati e disomogenei. Glinautori avvertono inoltre del rischio di un’intensificazione dei conflittinnel continente, legata a nuove competizioni geopolitiche e al controllo dinrisorse strategiche e rotte marittime, in particolare nel Mar Rosso.nPreoccupa infine la possibile riduzione dei fondi per l’aiuto umanitario,nche potrebbero essere dirottati verso altre crisi.
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Il blocco di internet in Iran entra nella quintansettimana. Lo riporta il gruppo di monitoraggio di internet NetBlocks,nsecondo cui la connettivita’ con l’esterno rimane all’1% dei livellinnormali. L’organizzazione afferma che la misura sta “isolando lanpopolazione, mentre le autorita’ studiano modi per consentire l’accesso anutenti selezionati tramite un sistema di whitelisting a piu’ livelli”.nDiversi siti approvati dal governo e figure filo-governative rimangonononline. Chiunque tenti di connettersi a internet utilizzando servizinsatellitari come Starlink rischia fino a due anni di carcere.
“,”postId”:”9b200a35-3b5f-4dd9-a58f-bc3115bc460c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:51:17.920Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:51:17+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ue valuta lettera su tassa extraprofitti petrolio: “Risponderemo””,”content”:”
“Abbiamo ricevuto la lettera. La stiamo attualmente valutando e risponderemo a tempo debito”. E’ quanto dichiara un portavoce della Commissione Ue sulla richiesta dei ministri di cinque Stati membri, Italia inclusa, di una misura per tassare gli extraprofitti sul caro petrolio. “Più in generale, la Commissione sta lavorando a stretto contatto con gli Stati membri su possibili misure politiche mirate in risposta all’attuale crisi energetica che l’Europa sta affrontando. Sebbene non ci troviamo nella stessa situazione, è importante tenere conto degli insegnamenti tratti dal 2022, inclusa la temporanea contribuzione di solidarietà Ue”.
“,”postId”:”50345d90-8c15-4adb-9092-a2360bb40211″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:45:45.693Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:45:45+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Idf conferma i raid su impianti petrolchimici iraniani: “Usati per produrre missili””,”content”:”
L’Idf ha confermato di aver bombardato oggi impianti petrolchimici nel sud dell’Iran, affermando che tali siti venivano utilizzati da Teheran per la produzione di materiali per missili balistici. Secondo l’esercito, gli attacchi hanno portato all’interruzione di tutta la produzione di materiali chimici, prevedendo che causeranno danni economici per miliardi di dollari. L’agenzia di stampa Fars aveva precedentemente riportato che diversi impianti nella Zona Speciale Petrolchimica di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, erano stati colpiti e che cinque persone erano rimaste ferite.
“,”postId”:”3ab2d3fa-3258-4115-92c8-2b1079b53142″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:38:39.865Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:38:39+0200″,”altBackground”:false,”title”:”India torna a comprare greggio iraniano, non accadeva dal 2019″,”content”:”
L’India ha ripreso l’acquisto di petrolioniraniano per la prima volta dal 2019, interrompendo anni di stop legatinalle pressioni degli Stati Uniti, a causa delle difficolta’ dinapprovvigionamento globale provocate dal conflitto in Medio Oriente. Lo hanconfermato il ministero del Petrolio e del gas naturale, spiegando chen”nel contesto delle interruzioni delle forniture in Medio Oriente, lenraffinerie indiane hanno garantito il fabbisogno di greggio, inclusonquello proveniente dall’Iran”. Nuova Delhi, terzo importatore mondiale dinpetrolio, non riceveva carichi da Teheran dal 2019 proprio per le sanzioninstatunitensi. Il mese scorso Washington ha pero’ allentato temporaneamentenle restrizioni su petrolio e prodotti raffinati iraniani per far frontenalla crisi di offerta. Secondo il governo indiano, il Paese importangreggio da oltre 40 nazioni e le compagnie dispongono di pienanflessibilita’ nella scelta dei fornitori in base a criteri commerciali.nNel dettaglio, e’ gia’ arrivato un primo carico di Gpl: circa 44 milantonnellate di origine iraniana sono state consegnate in settimana nelnporto occidentale di Mangalore, dove il combustibile e’ in fase dinscarico. Le autorita’ hanno assicurato che le necessita’ energetiche delnPaese restano coperte per i prossimi mesi, nonostante le tensioni. Ilnblocco dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran – arteria da cuintransita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto a livellonglobale, quota che sale fino all’89% per l’Asia – continua a pesare suinmercati e sui flussi energetici internazionali.
“,”postId”:”7fcebd81-bd4d-464f-a34e-6731a1da29eb”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:32:45.829Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:32:45+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, chiuso valico frontiera con l’Iraq dopo attacco mortale “,”content”:”
L’Iraq ha chiuso il valico di frontiera dinShalamcheh con l’Iran dopo che un raid aereo ha ucciso un cittadinoniracheno sul lato iraniano. Il valico e’ una via di approvvigionamentonvitale per le importazioni di cibo dall’Iran in Iraq e qualsiasininterruzione prolungata potrebbe rapidamente compromettere le forniture ainmercati locali, scrivono i media. Cinque cittadini iracheni sono rimastingravemente feriti nei raid che hanno colpito un’area di accoglienzanpasseggeri sul lato iraniano del valico. Le autorita’ hanno dichiarato dinaver visto dei droni sorvolare la zona pochi istanti prima dellenesplosioni. Le autorita’ di frontiera irachene hanno affermato di esserenstate informate dalle autorita’ iraniane che il transito di camion enpasseggeri sarebbe stato ripristinato nelle prossime ore, una voltancompletati i lavori sui sistemi di transito e di controllo passaporti.
“,”postId”:”9eb6641d-223c-4ffd-b0e2-36089e9c0338″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:27:20.705Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:27:20+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Missili israeliani sferzano il centro di Israele, ingenti danni e sei feriti”,”content”:”
L’Iran ha lanciato diverse salve di missili balistici contro Israele oggi, causando ingenti danni alle abitazioni e ferendo leggermente sei persone, secondo quanto riferito dalle autorità. Lo riporta il Times of Israel.n Missili con testate a grappolo hanno colpito oltre una dozzina di siti nel centro di Israele. Poco dopo l’una di notte, un missile balistico con una testata convenzionale di diverse centinaia di chilogrammi si è schiantato nella zona industriale di Neot Hovav, a sud di Beersheba, provocando un incendio. Un’ora dopo, l’Iran ha lanciato un missile balistico, con testata a grappolo, contro il centro di Israele.n L’esplosione ha causato il parziale crollo di un edificio a Ramat Gan, mentre una linea elettrica ad alta tensione è stata danneggiata nell’attacco a Rosh Ha’ayin, provocando un’interruzione di corrente in alcune zone della città. Un uomo di 45 anni è rimasto leggermente ferito da schegge di vetro a Bnei Brak ed è stato trasportato in ospedale per le cure, secondo quanto riferito dai medici.n Dopo una pausa di 10 ore, una seconda salva di missili balistici è stata lanciata contro il centro di Israele, causando quattro feriti secondo il Times of Israel. L’attacco ha causato gravi danni agli edifici residenziali nelle città centrali di Bnei Brak e Ramat Gan. Le bombe hanno colpito anche Tel Aviv e Petah Tikva, provocando danni a strade e automobili. Durante l’attacco, due submunizioni a grappolo hanno colpito la zona nei pressi del quartier generale delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di Kirya, a Tel Aviv. Un parcheggio adiacente alla base e una scuola vicina hanno subito danni. Non ci sono stati feriti.n L’esplosione di un altro missile iraniano con testata a grappolo, lanciato contro Israele nel tardo pomeriggio di oggi, ha ferito lievemente un uomo di 52 anni. Sono stati segnalati danni anche nei sobborghi di Tel Aviv di Ramat Gan, Givatayim e Bnei Brak, colpiti dall’attacco pomeridiano.
“,”postId”:”f235c135-9861-4c17-8da2-6b531f4c1d85″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:19:05.003Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:19:05+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Carburanti, Lufthansa: “Ci saranno criticità con conflitto lungo””,”content”:”
Il gruppo Lufthansa teme possibili ripercussioni nella fornitura di cherosene in caso di prolungamento del conflitto in Medio Oriente, in un contesto in cui una quota rilevante della produzione globale di carburante per l’aviazione e’ concentrata nell’area del Golfo Persico. “La disponibilita’ di carburante per il trasporto aereo e’ gia’ problematica in alcuni aeroporti asiatici”, ha dichiarato Grazia Vittadini, responsabile per tecnologia, IT e innovazione, in un’intervista a Die Welt. “Piu’ a lungo lo Stretto di Hormuz restera’ di fatto impraticabile, piu’ la sicurezza degli approvvigionamenti di cherosene diventera’ critica”. Dall’inizio del conflitto con l’Iran, il passaggio nello Stretto e’ considerato a rischio, con ripercussioni sulla logistica energetica globale. Le difficolta’ nelle forniture hanno gia’ determinato un aumento dei prezzi del cherosene, in alcuni casi superiore al 100%.Le compagnie del gruppo risultano solo parzialmente protette dal rincaro. “Per le nostre compagnie passeggeri, circa l’80% del fabbisogno di carburante per l’anno in corso e’ coperto da operazioni di copertura, che attenuano l’impatto del rialzo dei prezzi petroliferi. Tuttavia, anche noi risentiamo dell’aumento dei costi del cherosene”, ha aggiunto Vittadini.Anche Michael O’Leary, amministratore delegato dinRyanair, aveva gia’ avvertito qualche giorno fa che un prolungamento delnconflitto con l’Iran potrebbe causare, gia’ da inizio maggio, interruzioninnelle forniture di carburante, con effetti al rialzo sui prezzi deinbiglietti nei mesi successivi. “Confidiamo che la guerra finisca prima dinallora e che i rischi per l’approvvigionamento scompaiano”, ha dichiaratonil dirigente alla rete britannica ‘Sky News’ in un’intervista rilasciatanil primo aprile. Ryanair, leader in Europa per volume di passeggeri, e’n”ragionevolmente ben coperta” poiche’ ha acquistato in anticipo circanl’80% del proprio carburante fino a marzo 2027 al prezzo di 67 dollari alnbarile. A suo avviso, se il conflitto dovesse concludersi e lo Stretto dinHormuz venisse riaperto “a meta’ aprile, allora non ci sarebbero rischi”nper l’approvvigionamento di carburante per l’aviazione. Tuttavia, se languerra dovesse continuare “e l’interruzione dell’approvvigionamentonpersistere”, le compagnie aeree ritengono che circa il 10, 20 o 25% dellen”forniture potrebbero essere interessate nei mesi di maggio e giugno”.
“,”postId”:”86e34d0a-f249-411f-a1e5-e155794309fc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:14:21.461Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:14:21+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Rubio: “Nipoti Soleimani in custodia Ice, saranno espulse””,”content”:”
“Fino a poco tempo fa, Hamideh Soleimani Afshar ensua figlia erano titolari di una green card e vivevano nel lusso neglinStati Uniti. Afshar e’ la nipote del defunto generale iraniano QasemnSoleimani. E’ anche una fervente sostenitrice del regime iraniano, che hancelebrato gli attacchi contro gli americani e si e’ riferita al nostronPaese come al “Grande Satana”. Questa settimana ho revocato lo statusnlegale sia di Afshar che di sua figlia, che ora sono sotto la custodiandell’Ice, in attesa di essere espulse dagli Stati Uniti”. Lo scrive su Xnil segretario di Stato americano, Marco Rubio. “L’amministrazione Trumpnnon permettera’ che il nostro Paese diventi un rifugio per cittadininstranieri che sostengono regimi terroristici anti-americani”, aggiunge.
“,”postId”:”b4c6f3a3-7bae-4ded-abd3-27295bf13ade”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:08:38.487Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:08:38+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Usa, arrestati i parenti del generale iraniano Soleimani “,”content”:”
Gli agenti federali americani hanno arrestato negli Stati Uniti, venerdì, la nipote e la pronipote del defunto generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso in un blitz statunitense a gennaio del 2020 con un drone: lo riferisce il Dipartimento di Stato. Le due donne sono state arrestate dopo che il segretario di Stato Marco Rubio ha revocato il loro status di residenza permanente.n “Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia sono ora sotto la custodia dell’U.S. Immigration and Customs Enforcement (Ice)”, ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato.
“,”postId”:”1b300835-8114-4bd3-aa9f-15fdb207fb1d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:04:07.668Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:04:07+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: Turchia negozia per passaggio nove navi turche”,”content”:”
Le autorita’ turche proseguono gli sforzindiplomatici per consentire il passaggio nello Stretto di Hormuz a novennavi di proprieta’ turca, ma battenti bandiera di altri Paesi, ancoranbloccate nell’area a causa della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.nLo ha riferito il ministro dei Trasporti, Abdulkadir Uraloglu, spiegandonche all’inizio del conflitto si trovavano nello stretto 15 navi dinproprieta’ turca. Di queste, due hanno gia’ lasciato la zona, mentrenquattro non hanno richiesto l’uscita – due impegnate nella produzione dinenergia e due nel commercio locale. Restano quindi nove unita’ per lenquali Ankara sta lavorando “in coordinamento con il ministero deglinEsteri”.
“,”postId”:”e5dc3568-138b-4908-ad4a-6fb9b35c7732″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:03:00.010Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:03:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Di Palma (Enac): “Situazione carburanti legata a Pasqua non a blocco Hormuz””,”content”:”
Le difficoltà in alcuni scali aeroportuali per l’approvvigionamento di carburante sono “legate al periodo pasquale di traffico intenso” e non al “blocco dello stretto di Hormuz”, si tratta di due “situazioni diverse che non collegherei”. E’ quanto afferma il presidente dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, Pierluigi Di Palma, contattato dall’ANSA secondo cui “ovviamente se il conflitto e il blocco dello stretto dovesse continuare”, “ci saranno delle conseguenze ma al momento vedo le diplomazie al lavoro per riaprire i traffici” navali e le forniture. Per Di Palma le compagnie operanti in Italia al momento “non hanno modificato la loro operatività”, ci “sono sicuramente dei contingency plan” in caso di aggravio della situazione.n Di Palma suggerisce comunque ai consumatori di proteggersi da eventuali cancellazioni sottoscrivendo un’assicurazione al momento di acquistare un biglietto per i prossimi mesi.
“,”postId”:”44248861-112a-4e58-93f5-4ad90e8c5aec”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:56:15.667Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:56:15+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Erdogan sente Rutte: “Impasse geostrategica, sforzi per porre fine a guerra Iran””,”content”:”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che la guerra in Medio Oriente ha portato a una “situazione di stallo geostrategico”, durante una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo quanto riportato dal suo ufficio. “Il presidente Erdogan ha affermato che il processo avviato dall’intervento contro l’Iran ha portato a una situazione di stallo geostrategico e che la comunità internazionale deve raddoppiare gli sforzi per porre fine a questa guerra”, si legge nella dichiarazione. La Turchia ha tentato di mediare per porre fine alle ostilità, in particolare attraverso negoziati condotti con Pakistan ed Egitto. Erdogan ha affermato che il suo Paese sta anche continuando gli sforzi “per raggiungere una soluzione pacifica” al conflitto tra Russia e Ucraina: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato oggi a Istanbul per colloqui con Erdogan. Un alto funzionario ucraino ha dichiarato all’Afp che i colloqui non riguarderanno solo i droni intercettori, ma anche la cooperazione in materia di sicurezza in generale. La presidenza turca ha dichiarato su X che i colloqui si concentreranno “sugli sforzi per un cessate il fuoco e una soluzione duratura”.
“,”postId”:”6d8d555f-cd01-4b7e-b4f1-e3de3c28746d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:51:07.774Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:51:07+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: arrestate nipote e pronipote Soleimani negli Usa”,”content”:”
Il dipartimento di Stato americano ha annunciatonche la nipote e la pronipote di Qasem Soleimani sono state arrestate danagenti federali negli Stati Uniti. Lo rendono noto media americani secondoncui il segretario di Stato, Marco Rubio, ha revocato il permesso dinsoggiorno permanente alle due parenti dell’ex comandante della Forza Qudsniraniana, ucciso nel 2020 in un raid Usa a Baghdad.
“,”postId”:”89cb098f-a2bb-47b3-9757-d1e30d798918″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:50:12.639Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:50:12+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Wp: “Da aziende private cinesi intelligence all’Iran su truppe Usa””,”content”:”
Ci sono aziende cinesi che forniscono all’Iran informazioni di intelligence utili e utilizzabili che espongono le forze Usa: tuttavia, riferisce il Washington Post, si tratterebbe di “aziende private” e, di fatto, il Partito comunista cinese starebbe cercando di “mantenere le distanze”. Quando, cinque settimane fa, è scoppiata la guerra in Iran, gli “investigatori” dei social media, attivi su piattaforme occidentali e cinesi, hanno segnalato un’ondata di post virali che hanno descritto in modo dettagliato le attrezzature presenti nelle basi Usa, i movimenti dei gruppi navali d’attacco americani e altre analisi minuziose. Le informazioni di intelligence provengono da un nuovo mercato in rapida espansione: aziende cinesi, alcune delle quali con legami con l’Esercito popolare di liberazione, che combinano l’intelligenza artificiale con dati open source per commercializzare informazioni che, a loro dire, sarebbero in grado di “svelare” i movimenti delle forze statunitensi. Pechino ha cercato di prendere le distanze da qualsiasi coinvolgimento diretto nella guerra in Iran: tuttavia, queste aziende, molte delle quali sono emerse negli ultimi cinque anni nell’ambito della spinta governativa a sfruttare l’IA del settore privato per scopi militari, stanno capitalizzando sul conflitto. Funzionari Usa ed esperti di intelligence sono divisi sulla questione se gli strumenti commercializzati pubblicamente dalle aziende cinesi costituiscano una minaccia reale o se siano effettivamente usati in modo credibile dagli avversari degli Stati Uniti, ma concordano sul fatto che il proliferare di offerte da parte del settore privato segnali un crescente rischio per la sicurezza e rifletta l’intento di Pechino di proiettare la forza delle proprie capacità di intelligence. La Cina ha investito centinaia di milioni di dollari a sostegno di aziende private impegnate nello sviluppo di un’IA con applicazioni nel settore della difesa, il tutto nell’ambito della sua strategia di integrazione civile-militare. Il mese scorso, inoltre, ha annunciato piani volti a potenziare ulteriormente tali sforzi, inserendoli in una più ampia strategia nazionale quinquennale. Le crescenti capacità delle aziende cinesi nel campo dell’IA stanno rendendo questi strumenti ancora più potenti, evidenziando la sfida sempre più ardua di occultare i movimenti militari statunitensi agli occhi degli avversari. MizarVision, un’azienda con sede a Hangzhou fondata nel 2021, è ad esempio una delle società che utilizza un mix di dati di origine occidentale e cinese, filtrati attraverso l’intelligenza artificiale, per catalogare le attività all’interno delle basi statunitensi in Medio Oriente, tracciare i movimenti navali e identificare la posizione e il numero di specifici velivoli e sistemi di difesa missilistica.
“,”postId”:”151a9e7e-b9bf-4e9b-997e-8aec3c8122f0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:49:08.556Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:49:08+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Protesta davanti all’ambasciata iraniana a Roma, lanciate uova sull’ingresso”,”content”:”
Un gruppo di dissidenti iraniani ha inscenato questa mattina una protesta davanti al ambasciata iraniana a Roma, lanciando delle uova contro il portone della sede diplomatica per manifestare il loro dissenso contro le recenti impiccagioni in Iran di alcuni detenuti politici accusati di avere legami con il gruppo dei Mujahedin del popolo iraniano, un partito politico iraniano, tra i più attivi nell’opposizione al regime teocratico. I dimostranti sono poi stati allontanati dalle forze dell’ordine.n Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha dichiarato che “all’alba di oggi, Vahid Bani Amerian e Abolhassan Montazer sono stati impiccati nella prigione di Ghezel Hesar, a Karaj. I due eroici membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano si sono ora uniti ai loro compagni che hanno dato la vita nella lotta per la libertà, tra cui Mohammad Taghavi, Akbar Daneshvar Kar, Babak Alipour e Pouya Ghobadi. La dittatura religiosa al potere in Iran ha ancora una volta versato il sangue di due dei figli più coraggiosi del popolo iraniano, rivelando la propria paura e disperazione di fronte all’opposizione organizzata”.n Rajavi, ha poi chiesto nuovamente “una sessione speciale delle Nazioni Unite per affrontare le esecuzioni in corso di prigionieri politici in Iran e per adottare misure immediate e concrete volte a prevenire ulteriori perdite di vite umane”.n I sostenitori dei Mujaheddin del Popolo e altri dissidenti iraniani organizzano spesso presidi e proteste di fronte all’ambasciata iraniana a Roma per contestare il regime di Teheran.
“,”postId”:”0f33429c-5dab-4642-90f7-2721ef6bb632″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:45:53.770Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:45:53+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Idf: “Ieri colpiti a Beirut centri di comando della forza Quds iraniana””,”content”:”
L’Idf ha dichiarato che ieri l’aviazione israeliana ha bombardato a Beirut alcuni centri di comando appartenenti alla Forza Quds dei pasdaran iraniani. Lo riporta il Times of Israel. Secondo l’esercito israeliano, i centri di comando appartenevano al corpo libanese della Forza Quds, che “funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento e il consolidamento militare di Hezbollah”. Inoltre, l’Idf ha dichiarato di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, “utilizzati dagli alti ufficiali dell’organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah”. La Marina israeliana ha anche colpito un posto di osservazione di Hezbollah, aggiunge l’esercito.
“,”postId”:”5da5e6e5-5712-4d7d-896e-08a04a51ab07″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:43:30.989Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:43:30+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi”,”content”:”
Secondo quanto riferito dal direttore generalendi Rosatom, Alexei Likhachev, citato dall’agenzia Tass, “la principalenondata di evacuazione” e’ partita oggi come previsto. Un totale di 198ndipendenti e’ stato trasferito via bus verso il confine con l’Armenia,ncirca 20 minuti dopo il nuovo attacco sulla zona della centrale. Sintratta, ha precisato Likhachev, della piu’ ampia evacuazione di personalenrusso dall’impianto dall’inizio della guerra in Medio Oriente. Il sito dinBushehr, costruito in parte dalla Russia e tuttora supportato da tecnicinrussi, e’ stato colpito da un raid attribuito a Stati Uniti e Israele, chensecondo media iraniani ha causato la morte di un agente di sicurezza.nMosca ha reagito con durezza. La portavoce del ministero degli Esteri,nMaria Zakharova, ha condannato “fermamente questa azione nefasta”,nchiedendo la cessazione “immediata” degli attacchi contro le installazioninnucleari iraniane, inclusa la centrale di Bushehr. Secondo l’agenzianiraniana Irna, si tratta del quarto attacco contro quest’area affacciatansul Golfo dall’inizio del conflitto, scoppiato il 28 febbraio con inbombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran. Likhachev ha inoltrenavvertito che il rischio di danni gravi o di un incidente nuclearen”aumenta di giorno in giorno”. Gia’ nelle prime fasi della guerra diversendecine di cittadini russi erano stati evacuati dal sito. Il 25 marzo altrin163 dipendenti avevano lasciato la centrale dopo un precedente attacco,nmentre una parte del personale e’ rimasta operativa per garantire ilnfunzionamento minimo dell’impianto.
“,”postId”:”506079ff-1ecf-4fe9-9880-501395cdbcda”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:40:54.714Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:40:54+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Erdogan chiama Rutte: “Agire per fine conflitto””,”content”:”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan handefinito la situazione in Medio Oriente uno “stallo geostrategico” in unantelefonata con il segretario generale della NATO Mark Rutte, durante lanquale ha reiterato l’invito ad agire per la pace. “Il presidente Erdogannha affermato che l’intervento contro l’Iran ha portato a una situazione dinstallo geostrategico e chiesto che la comunita’ internazionale raddoppingli sforzi per porre fine a questa guerra”, ha reso noto l’ufficio dellanpresidenza turca. Erdogan, che ha ricevuto oggi in Turchia il presidentenucraino Volodimir Zelensky, ha ribadito a Rutte che l’impegno “pernraggiungere una soluzione pacifica” al conflitto tra Russia e Ucraina,ncontinua.
“,”postId”:”0ab9d025-471e-469a-a604-4bedd5b2ca08″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:40:26.277Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:40:26+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: “Attaccato lo scalo israeliano di Ben Gurion e base Usa in Kuwait””,”content”:”
L’esercito iraniano ha affermato che le sue forze hanno attaccato l’aeroporto Ben Gurion di Israele, “con l’obiettivo di interrompere il comando e il controllo del traffico aereo militare da parte del nemico, nonché le piattaforme per la guerra elettronica”.n Nel frattempo, l’agenzia Fars, vicina alle Guardie della Rivoluzione, ha citato una fonte informata secondo cui, in un altro attacco, le forze iraniane avrebbero preso di mira, con missili balistici e droni kamikaze, una base militare statunitense per comandanti e tecnici del sistema missilistico Himars sull’isola di Bubiyan, in Kuwait.
“,”postId”:”b7889ae5-666e-46ee-88e5-477321256a13″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:33:50.207Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:33:50+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Mosca condanna il ‘vile’ attacco israelo-americano contro l’impianto di Bushehr”,”content”:”
La Russia ha condannato sabato il “vile” attacco statunitense-israeliano contro l’impianto nucleare iraniano di Bushehr, che ospita personale russo, e ha sollecitato la cessazione immediata degli attacchi contro le infrastrutture atomiche. “Condanniamo fermamente questo atto vile, che ha provocato la perdita di vite umane”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. “Gli attacchi contro le infrastrutture nucleari iraniane, compresa la centrale nucleare di Bushehr, devono cessare immediatamente”, ha aggiunto.
Le truppe israeliane hanno distrutto in 24 ore 17ntelecamere di sorveglianza del quartier generale dei caschi blu dell’Onunnel sud del Libano, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezzandelle Nazioni Unite all’Afp. Le telecamere si trovavano presso la basendella Unifil a Naqoura, citta’ costiera nel sud del Paese. La fonte, chenha parlato in forma anonima, ha attribuito la distruzione all’esercitonisraeliano. Dall’inizio della guerra il 2 marzo tra Israele e Hezbollah,nla missione Onu si trova tra due fuochi: da un lato gli attacchi delnmovimento sciita filo-iraniano contro obiettivi israeliani, dall’altronl’offensiva terrestre israeliana nel sud del Libano, accompagnata da raidnaerei. Secondo la portavoce della missione, Kandice Ardiel, i caschi blunhanno osservato negli ultimi giorni soldati israeliani distruggere ampienporzioni della citta’ di Naqoura. Le esplosioni avrebbero danneggiatonanche il quartier generale della missione, oltre ad abitazioni e attivita’ncommerciali. La situazione resta particolarmente tesa anche per le perditentra i peacekeeper: la missione ha riferito della morte di tre caschi blunindonesiani in due distinti incidenti nei giorni scorsi, mentrenun’esplosione avvenuta ieri in una base Onu – la cui origine non e’ statandeterminata – ha ferito altri tre militari. L’esercito israeliano hanattribuito quest’ultimo episodio a un razzo lanciato da Hezbollah chenavrebbe colpito una postazione della missione. L’Indonesia ha definitonl’accaduto “inaccettabile”, chiedendo un rafforzamento urgente dellenmisure di protezione per i peacekeeper. La missione Onu ha inoltrenrichiamato tutte le parti al rispetto degli obblighi di sicurezza,ninvitando a evitare attivita’ militari nelle vicinanze delle basi per nonnmettere a rischio il personale. Secondo le Nazioni Unite, 97 membri dellanmissione sono stati uccisi in episodi di violenza dalla sua creazione neln1978.
“,”postId”:”2a6a7ff8-e8cb-48e1-a923-53345b1e13c5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:10:50.892Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:10:50+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: “Iran ha 48 ore per accordo o si scatenerà l’inferno””,”content”:”
“Ricordate quando ho dato all’Iran dieci giorni pernfare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere:n48 ore prima che si scateni l’inferno su di loro. Gloria a Dio!”. Lonscrive su Truth il presidente americano, Donald Trump
“,”postId”:”fdd566b0-3189-4c19-a4a6-57001e69c08a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:06:46.509Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:06:46+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, media: “Pedaggi Hormuz usati per riparare infrastrutture””,”content”:”
L’Iran compensera’ i danni provocati alle sueninfrastrutture dai bombardamenti di Stati Uniti e Israele con i pedagginche saranno imposti per attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta alnJazeera citando il sito iraniano Nour News.
“,”postId”:”a85a9983-ee32-4bc9-a758-e25f6dc51763″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:06:22.950Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:06:22+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Bloomberg: “Compagnie aeree Ue si cautelano da rialzi prezzi non da forniture””,”content”:”
Le principali compagnie aeree europee hanno dei contratti che le proteggono dalle forte oscillazioni dei prezzi dei carburanti ma non dalla mancanza di disponibilità. E’ quanto scrive Bloomberg in un’analisi sul fenomeno secondo cui i principali vettori del Continente come Lufthansa, Ryanair o Air France in media coprono, tramite contratti derivati, il 70% del proprio fabbisogno annuo dai rialzi dei prezzi. Tuttavia tali contratti non prevedono e non assicurano la consegna fisica del prodotto sottostante.
“,”postId”:”9048ec71-e3a0-482a-bede-e33c62410507″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:01:25.216Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:01:25+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, perchè il petrolchimico è ora in mirino raid”,”content”:”
Con l’intensificarsi dei raid contro obiettivinall’interno dell’Iran, il settore petrolchimico emerge come uno deinprincipali bersagli, segnando un possibile passaggio da operazioni ancarattere prevalentemente militare a colpi mirati contro infrastruttureneconomiche strategiche. Il comparto petrolchimico rappresenta uno deinpilastri dell’economia iraniana, garantendo flussi di valuta estera ensostenendo un’ampia rete di industrie collegate, dalla produzione dinfertilizzanti alla plastica e ai prodotti chimici. Danni a questenstrutture rischiano di tradursi in un calo delle esportazioni e dellenentrate, aumentando la pressione sulla valuta nazionale e alimentandonl’inflazione. Le conseguenze si estendono lungo tutta la filieraneconomica: alla perdita di produzione e capacita’ di export si aggiungononinterruzioni nelle catene di approvvigionamento e ripercussioni sullenindustrie interne collegate. Inoltre, la riattivazione degli impiantinrichiede tempi e competenze tecniche, rendendo l’impatto non solonimmediato ma anche prolungato. Il cambio di obiettivi riflette unanstrategia piu’ ampia volta a esercitare pressione sull’economia iraniana,nandando oltre il campo militare. Secondo analisi citate dai media, questonapproccio mira a ridurre la capacita’ di Teheran di finanziare le proprienattivita’ e di aggirare le sanzioni internazionali. Tra i siti colpitinfigura la zona speciale petrolchimica di Mahshahr, nella provinciansud-occidentale del Khuzestan, uno dei principali poli industriali delnPaese. Secondo l’agenzia Tasnim, i raid hanno costretto all’evacuazione dindiverse unita’ produttive, mentre fonti locali parlano di feriti.nL’impatto potrebbe inoltre estendersi ai mercati globali: i prodottinpetrolchimici iraniani sono utilizzati in numerosi settori, tra cuinplastica, fertilizzanti, automotive e tessile, ed eventuali interruzioninpotrebbero contribuire a carenze e a un aumento dei prezzi a livelloninternazionale.
“,”postId”:”b4754366-973c-417b-afc6-2aa05a0deaac”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:58:11.366Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:58:11+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iata: l’Europa importa il 30% del fabbisogno di carburante per aerei”,”content”:”
L’Europa importa il 30% del suo fabbisogno di carburanti per aerei e questo la rende vulnerabile a colli di bottiglia nell’offerta come quello che si sta verificando ora con la chiusura dello stretto di Hormuz. E’ quanto si legge nell’ultimo rapporto della Iata, l’associazione internazionale del traffico aereo pubblicato a novembre, prima quindi del conflitto contro l’Iran. Già in quella data l’associazione ammoniva come nel Continente la capacità di raffinazione per questo tipo di carburante sia in calo e alcune zone dove mancano le infrastutture possono andare incontro a vulnerabilità. Per questo la Iata auspicava di sostituire le raffinerie che sono state chiuse in passato in modo da fare fronte a possibili problemi nella disponibilità.
“,”postId”:”a3b7c962-bdbe-4b77-8d1a-7741fa44abea”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:57:40.158Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:57:40+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media: “Iran autorizza transito navi con beni essenziali a Hormuz verso i suoi porti””,”content”:”
L’Iran ha dichiarato che concederà l’autorizzazione al transito di navi che trasportano “beni essenziali” attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia semi-ufficiale Tasnim citata dalla Cnn, che sottolinea come non sia chiaro tuttavia quali beni Teheran definisca “essenziali” né se manterrà il blocco nei confronti delle navi provenienti da quelle che considera nazioni ostili. Secondo quanto riferito, l’ordine si applica alle “navi dirette verso i porti iraniani o attualmente presenti nel Mare d’Oman”.n Secondo quanto riferito da Tasnim, il vice responsabile per lo sviluppo commerciale Houman Fathi ha inviato una lettera al capo dell’Organizzazione Portuale e Marittima in merito all’autorizzazione al transito di navi che trasportano aiuti umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz.n La lettera recita: “In riferimento all’accordo e all’annuncio del potente governo della Repubblica Islamica dell’Iran e delle vittoriose forze armate del nostro Paese, che autorizzano il transito di navi che trasportano aiuti umanitari, in particolare beni di prima necessità e prodotti per l’allevamento, attraverso lo Stretto di Hormuz, si richiede che, al fine di consentire il transito delle navi dirette verso i porti iraniani o già presenti nel Mar d’Oman, vengano inseriti all’ordine del giorno gli obblighi necessari per il passaggio di tali navi, sulla base dei protocolli emanati. L’elenco delle navi interessate, pronte a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz, verrà inviato per il coordinamento. Auguriamo la vittoria ai guerrieri dell’Islam
“,”postId”:”48e11865-3517-442b-9f57-9b3ea8af586d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:53:43.614Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:53:43+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Teheran: “Pilota Usa non sarà trattato come a Guantanamo””,”content”:”
Se dovesse catturarlo, l’Iran non riservera’ alnpilota americano disperso lo stesso trattamento che Stati Uniti e Israelenriservano ai loro prigionieri. Ad assicurarlo e’ stata la tv di Statoniraniana, voce del regime, in un post su X in risposta a un’americana chenchiedeva di pregare per i militari. “Se l’Iran cattura dei piloti, nonnsaranno trattati come i prigionieri nei centri di detenzione israeliani dinSde Teiman o in quelli gestiti dagli Stati Uniti ad Abu Ghraib enGuantanamo. Rispettiamo il diritto internazionale e la misericordianislamica”, si legge nel post.
“,”postId”:”85e35cbd-a3bd-4cba-bd18-0d764b56a383″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:48:04.796Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:48:04+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: “Nato partner gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile””,”content”:”
Donald Trump torna ad accattare la Nato, prendendo di mira un errore che a suo dire avrebbe fatto il New York Times sulla descrizione della sigla dell’Alleanza Atlantica, a pochi giorni dall’incontro di mercoledì alla Casa Bianca tra il tycoon e il segretario generale Mark Rutte. “Il ‘New York Times in declino’ – la cui mancanza di credibilità, insieme ai costanti attacchi basati su ‘Fake News’ contro il vostro Presidente preferito, ha causato un crollo assoluto della sua diffusione – ha definito il nostro ‘partner’ gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile, la Nato, come la ‘North American Treaty Organization'”, ha scritto il tycoon in un post. “Il nome corretto è ‘North Atlantic Treaty Organization'”: un errore davvero interessante! Gli standard di assunzione e di formazione presso il Nyt sono crollati drasticamente. Riportate in auge il motto “ALL THE NEWS THAT’S FIT TO PRINT” e “Make America Great Again”! , ha concluso Trump.
“,”postId”:”bb698738-5b87-4d4d-87d4-dbb71dd75bb2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:45:30.560Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:45:30+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Cei: “Nessuno può usare Dio per giustificare le guerre””,”content”:”
“Non possiamo abituarci” a guerre e violenze e Pasqua ricorda che “il male non ha l’ultima parola”. Lo scrive la Cei nel Messaggio di Pasqua.n “Ci affliggono le guerre che devastano popoli e famiglie, la violenza che colpisce i più deboli, le ferite che attraversano le case, le solitudini – si legge nel messaggio a firma del presidente, il card. Matteo Zuppi, e del segretario generale, mons. Giuseppe Baturi – che consumano tante esistenze, la fatica di donne e uomini che si sentono smarriti, stanchi, senza un domani. Ci addolorano le lacrime dei bambini, le paure dei giovani, l’abbandono degli anziani, la sofferenza di chi vede la propria vita segnata dalla povertà, dalla malattia, dall’emarginazione. Non possiamo abituarci a tutto questo. Non possiamo accettare che il male diventi normale, che la durezza vinca sulla compassione, che l’indifferenza prenda il posto della fraternità”.n Ma “la Pasqua ci riporta al cuore della nostra fede: il Crocifisso è risorto. Per questo, il male non ha l’ultima parola, la morte non è la fine, le ferite non sono condannate a restare per sempre aperte”. “Il Signore risorto ci invita a non restare spettatori: siamo chiamati a scegliere la luce, a custodire la vita, a prenderci cura gli uni degli altri, a essere segni di pace” perché Dio “rifiuta la guerra” e “nessuno può usare” Dio “per giustificare la guerra”.n “Nella luce pasquale, desideriamo rivolgere un pensiero particolare a quanti soffrono e attendono un segno di vicinanza nel nostro Paese: ai malati, ai detenuti, a chi è senza lavoro, a chi vive la fatica di educare, a chi è solo, a chi non riesce più a vedere una strada davanti a sé. Il Risorto sta accanto a ciascuno come il viandante di Emmaus, riaccende il cuore, apre gli occhi, rimette in cammino”, conclude il messaggio della Cei.
“,”postId”:”0c326ffc-3de4-405e-8b81-b83c4d09c93d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:38:00.532Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:38:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran, presi di mira obbiettivi ad aeroporto Ben Gurion”,”content”:”
L’esercito iraniano ha annunciato di avere preso di mira obbiettivi all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, nell’ultima ondata di attacchi. Lo riporta il Tehran Times. Sempre secondo il comunicato dell’esercito, riportato da diversi media iraniani, sono stati colpiti la nuova torre di controllo, i sistemi di navigazione e i radar dello scalo israeliano.
“,”postId”:”8198893b-fe90-4ceb-84c1-629aa1802fba”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:37:37.982Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:37:37+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: “Nato partner molto debole e in gran parte inaffidabile””,”content”:”
Il presidente americano, Donald Trump, torna adnattaccare la Nato definendola un partner “molto debole e in gran parteninaffidabile”. Lo scrive in un post su Truth in cui attacca il New YorknTimes per aver sbagliato la definizione Nato, scrivendo “Organizzazionendel Trattato Nordamericano invece del nome corretto che e’ Organizzazionendel Trattato del Nord Atlantico”. “Un errore molto interessante! Glinstandard di assunzione e di formazione al Nyt sono crollati”, critica ilncapo della Casa Bianca.
“,”postId”:”10edef1a-45fa-497f-b709-ce213e66750c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:31:31.532Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:31:31+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi”,”content”:”
Ha preso il via questa mattina il trasferimento del personale russo in forza alla centrale nucleare di Bushehr, in Iran. Lo ha riferito l’amministratore delegato della società energetica Rosatom, Alexei Likhachev, ai giornalisti a Ekaterinburg. “Come previsto, abbiamo iniziato l’ondata principale di trasferimenti, circa 20 minuti dopo l’attacco” condotto dalle forze di Stati Uniti e Israele, ha spiegato, “gli autobus si sono spostati dallo stabilimento di Bushehr verso il confine armeno, con 198 persone” a bordo.
“,”postId”:”4de64e47-1815-4241-b2bf-b692a41f6c83″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:08:27.882Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:08:27+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Lufthansa avvisa difficoltà su carburante in caso di conflitto lungo”,”content”:”
La Lufhtansa avvisa di possibili colli di bottiglia nella disponibilità di carburante per gli aerei se si prolungherà il conflitto in Medio Oriente. In una intervista al quoridiano tedesco Die Welt, la responsabile del settore tecnologia e It Grazia Vittadini sottolinea come “ci siano già difficoltà in alcuni scali in Asia”. Lufhtansa si è coperta tramite contratti derivati dai rialzi dei prezzi sull’80% delle proprie necessità per il 2026 ma “certamente la crescita ha un impatto anche su di noi”, ammette.
nn”,”postId”:”7c9fd4f6-a55a-442a-8040-ebeb8318aeda”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:03:26.825Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:03:26+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Intelligence Usa: Teheran ripara in tempi rapidi bunker missilistici”,”content”:”
L’Iran sta riuscendo a ripristinare in tempi molto rapidi i bunker sotterranei e i silos missilistici colpiti dai bombardamenti americani e israeliani, rimettendoli in funzione anche poche ore dopo gli attacchi. Lo riferisce un report dell’intelligence statunitense citato dal New York Times, le cui valutazioni gettano ombre su quanto Washington sia vicina a neutralizzare la capacità missilistica iraniana, uno degli obiettivi chiave del conflitto, nonostante le dichiarazioni trionfalistiche dell’amministrazione di Donald Trump. Il Pentagono ha rivendicato di aver colpito circa 11mila obiettivi in cinque settimane di guerra,evidenziando al tempo stesso un forte calo nei lanci di missili e droni da parte di Teheran. “Continueranno a lanciare missili, ma li abbatteremo”, aveva dichiarato lunedì il capo del Pentagono Pete Hegseth, all’indomani di una giornata che aveva registrato il livello più basso di attacchi iraniani. Anche la Casa Bianca ha confermato una riduzione del 90% degli attacchi, interpretandola come segnale di un indebolimento delle capacità produttive e militari iraniane. Secondo l’intelligence statunitense, tuttavia, l’Iran conserva ancora una parte significativa del proprio arsenale e dei lanciatori mobili, molti dei quali nascosti in bunker e caverne per proteggerli dai raid. Teheran starebbe inoltre adottando da tempo una strategia più prudente, con lanci limitati a circa 15–30 missili balistici al giorno, spesso in piccoli gruppi, anche a causa delle difficoltà interne di comando e coordinamento. Le stime restano comunque incerte perché l’Iran utilizza anche sistemi di esca e perché è difficile valutare con precisione i danni effettivi alle infrastrutture sotterranee colpite. In questo contesto, secondo gli analisti citati dal Times, l’obiettivo di Teheran sarebbe soprattutto preservare nel tempo una capacità di deterrenza, anche in vista di un eventuale prolungamento del conflitto o del periodo successivo alla sua conclusione.
nnn”,”postId”:”1bb5bb9c-4213-4bc9-a167-6ce94a206fd2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:02:47.238Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:02:47+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ryanair: no carenze carburante ma rischi se stop Hormuz fino a maggio”,”content”:”
“Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio.” E’ quanto fa sapere Ryanair secondo cui “se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l’approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei”.
“,”postId”:”9897e104-ca1b-404a-bc1a-de3a06263fc6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:48:24.385Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:48:24+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Nyt, 4 opzioni “rischiose” per Hormuz, tra proposte quella dell’Italia su corridoio umanitario”,”content”:”
“Le opzioni dell’Europa per Hormuz: poche e rischiose”. Questo è il titolo di un’analisi del New York Times, che si apre citando la proposta presentata dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani alla riunione in videoconferenza organizzata dal Regno Unito due giorni fa per la creazione di un “corridoio umanitario” che permetta il passaggio sicuro di fertilizzanti e altri beni essenziali. Il piano era una delle diverse proposte provenienti dall’Europa e non solo, volte a impedire che tra le conseguenze della guerra in Iran ci siano anche possibili carestie in Africa. La proposta non è stata approvata e l’incontro si è concluso senza un piano concreto per riaprire lo stretto, militarmente o in altro modo, scrive il giornale americano, osservando che “i leader europei sono sotto pressione da parte del presidente Trump per impegnare risorse militari, porre fine al blocco dello stretto da parte dell’Iran e contrastare la crisi energetica ed economica globale” che si aggrava ogni ora di più. Finora, gli europei non hanno accolto le sue richieste di inviare navi da guerra e continuano a discutere su cosa fare per sbloccare Hormuz, attraverso il quale transita il 20% di petrolio e gas mondiali. Secondo il Nyt, la difficoltà a mettersi d’accordo su un piano comune riflette in parte gli ingranaggi lenti della diplomazia in Europa e in parte il numero considerevole di Paesi, inclusi quelli del Golfo, interessati a salvaguardare lo stretto una volta terminata la guerra. Molti Stati coinvolti nei colloqui, tra cui Italia e Germania, hanno insistito affinché qualsiasi sforzo internazionale nasca sotto l’ombrello dalle Nazioni Unite, il che potrebbe rallentare ulteriormente l’azione. Il giornale passa quindi ad elencare le 4 opzioni possibili a disposizione dell’Europa, degli stati del Golfo e di altri paesi, nessuna delle quali tuttavia appare infallibile, anche ipotizzando uno stop alle operazioni.
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1) Scorte navali – Il presidente francese Emmanuel Macron ha ripetutamente sollevato la possibilità che navi da guerra francesi possano scortare i mercantili attraverso lo stretto dopo la fine della guerra. Funzionari americani hanno spinto affinché gli europei e altri alleati, come il Giappone, scortino navi che battono bandiera dei loro stessi paesi. Il problema è che le scorte navali sono costose. Inoltre, i loro sistemi di difesa aerea da soli potrebbero non essere sufficienti per fermare alcuni tipi di attacchi, come quelli con droni, qualora l’Iran decidesse di ricominciare a sparare.”
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2) Bonifica dalle mine – Funzionari tedeschi e belgi, tra gli altri, affermano di essere pronti a inviare dragamine per liberare lo stretto dagli esplosivi dopo la guerra. In realtà, i leader militari occidentali non sono convinti che l’Iran abbia effettivamente minato lo stretto, in parte perché alcune navi iraniane lo attraversano ancora. Quindi, sebbene i dragamine possano essere dispiegati come parte di una scorta navale, potrebbero non avere molto da fare.
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3) Aiuto dall’alto – Inviare jet da combattimento e droni per intercettare qualsiasi attacco aereo iraniano alle navi. Funzionari americani hanno spinto l’Europa a farlo, ma anche questo piano sarebbe piuttosto costoso. E non è ancora garantito che funzioni. L’Iran può attaccare le navi con un singolo soldato su una lancia, e se solo pochi tentativi riescono, ciò potrebbe essere sufficiente a spaventare assicuratori e armatori, scoraggiandoli dal tentare il passaggio.
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4) Tutte queste opzioni, più la diplomazia – Usare negoziati e leve economiche per fare pressione sull’Iran affinché si astenga da futuri attacchi, e impiegare una varietà di mezzi militari per far rispettare tutto questo. Lo sforzo andrebbe oltre l’Europa. Giovedì, il ministero degli Esteri tedesco ha invitato la Cina a usare la sua influenza con l’Iran in modo “costruttivo” per aiutare a porre fine alle ostilità. I negoziati finora sembrano aver fatto poco per fermare i combattimenti, ma questa potrebbe essere la migliore scommessa dell’Europa, in mancanza di una migliore. E se nulla di tutto questo funzionasse? Funzionari iraniani hanno dichiarato questa settimana che avrebbero continuato a controllare il traffico attraverso lo stretto dopo la guerra. Hanno già elaborato piani per far pagare alle navi i pedaggi per il passaggio di Hormuz, che dovrebbe essere una via d’acqua libera secondo il diritto internazionale.
nn”,”postId”:”944374d9-a26c-40e2-b018-c52e8dc38cf2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:41:52.083Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:41:52+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: “Da inizio guerra colpite 30 università nel Paese””,”content”:”
Gli attacchi statunitensi e israeliani hanno colpito piu’ di 30 universita’ in tutto l’Iran dall’inizio della guerra alla fine di febbraio. Lo dice il ministro della Scienza iraniano. “Ad
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oggi, più di 30 universita’ sono state prese di mira direttamente”, ha dichiarato Hossein Simai Sarraf ai giornalisti durante una visita all’Università Shahid Beheshti, nella zona nord di Teheran, colpita venerdì. Israele ha affermato di aver colpito diversi siti di ricerca e sviluppo legati ai programmi nucleari e di armamento iraniani.
nn”,”postId”:”5863452e-4f08-4215-8f6e-40adf9f0acb2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:38:23.072Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:38:23+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Un’importante figura iraniana chiede la rimozione di Trump anziché dei suoi generali”,”content”:”
Mohsen Rezaee, un alto funzionario iraniano, suggerisce in un post su X che Trump dovrebbe essere rimosso dall’incarico anziché i suoi generali. Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha rimosso dall’incarico diversi alti ufficiali militari, tra cui il capo di stato maggiore dell’esercito americano.
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I Pasdaran sono fiduciosi che l’Iran avrà il pieno controllo dei suoi cieli. “Il nemico deve sapere che disponiamo di moderni sistemi di difesa aerea, costruiti dai brillanti e orgogliosi giovani scienziati del Paese, che vengono svelati uno dopo l’altro sul campo”, ha assicurato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, a quanto riferiscono i media iraniani. “Otterremo sicuramente il pieno controllo dei cieli della nostra nazione e dimostreremo al mondo, piu’ che mai, l’umiliazione del nemico”, ha aggiunto.
nn”,”postId”:”727052d7-bb4e-47b7-aa82-9d62093afecb”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:30:32.146Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:30:32+0200″,”altBackground”:false,”title”:” Gli Stati Uniti intensificano le ricerche del militare scomparso, mentre l’Iran invita il pubblico a trovare il “pilota nemico””,”content”:”
L’esercito statunitense prosegue freneticamente le ricerche di un pilota scomparso in una zona remota dell’Iran sud-occidentale, dopo che il Paese mediorientale ha abbattuto un aereo da guerra americano e ha lanciato un appello alla popolazione per la cattura del pilota, promettendo una ricompensa. L’aereo, identificato dall’Iran come un F-15E Strike Eagle statunitense, è stato uno dei due attaccati venerdì; un militare è stato tratto in salvo e almeno un altro risulta disperso. Un conduttore di un canale televisivo affiliato alla televisione di stato iraniana ha esortato i residenti a consegnare alla polizia qualsiasi “pilota nemico”.
“,”postId”:”d8c403dc-fc2c-47a3-9b73-71b62e2b66f5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:28:23.978Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:28:23+0200″,”altBackground”:false,”title”:”TOI: Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito i centri di comando della Forza Quds iraniana a Beirut”,”content”:”
Ieri, l’aviazione israeliana ha bombardato i centri di comando a Beirut appartenenti alla Forza Quds, il braccio extraterritoriale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, secondo quanto annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF).
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Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che i centri di comando appartenevano al Corpo libanese della Forza Qud, che “funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento delle forze e il radicamento militare di Hezbollah”. Inoltre, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, “utilizzati dagli alti funzionari dell’organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah”. La Marina israeliana ha inoltre colpito un posto di sorveglianza di Hezbollah, aggiunge l’esercito.
“,”social”:{“socialType”:”twitter”,”src”:”https://twitter.com/IAFsite/status/2040390046881050706?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2040381989010727139%7Ctwgr%5E76e28abd416765dc0c4cc828efbfd2de765616c5%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.timesofisrael.com%2Fliveblog-april-4-2026%2F”,”cookieAllowed”:true},”postId”:”42351281-9553-48ba-8dba-e361fa4c874a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:17:28.980Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:17:28+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Al Jazeera: Il presidente del parlamento iraniano: Teheran è aperta alla diplomazia bilaterale con i paesi vicini.”,”content”:”n
Il presidente dell’Assemblea consultiva iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha rilasciato un’intervista ai nostri colleghi di Al Jazeera Arabic. Ecco un riassunto di quanto ha affermato:
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L’Iran si è preparato a questo confronto e ha dimostrato la sua capacità di difendersi.
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Questa guerra è la guerra di Israele, e il conseguente collasso della sicurezza e le perdite subite hanno avuto ripercussioni sul mondo intero.
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L’Iran è stato costretto a prendere di mira le basi e gli interessi statunitensi nella regione per preservare la propria presenza.
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L’escalation delle tensioni contro l’Iran incontrerà una risposta decisa e decisa contro gli interessi statunitensi nella regione.
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Il mantenimento della sicurezza regionale è nell’interesse dei paesi che ne fanno parte, e la sicurezza sostenibile è una priorità per l’Iran.
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I paesi della regione possono tutelare i propri interessi attraverso accordi di sicurezza bilaterali e multilaterali, senza interferenze straniere.
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È necessario eliminare le principali cause di insicurezza nella regione e costruire la sicurezza senza il coinvolgimento di Stati Uniti e Israele.
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“,”postId”:”2b0b3dad-0565-4377-baf9-8d71cdbfc795″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:16:21.188Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:16:21+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Il Pakistan accoglie con favore il chiarimento dell’Iran sul suo interesse nei media”,”content”:”
Nella giornata di oggi, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha cercato di correggere le notizie diffuse dai media statunitensi che, a suo dire, avevano “travisato” la posizione dell’Iran sugli sforzi del Pakistan per porre fine alla guerra.
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Il ministro degli esteri pakistano Ishaq Dar ha accolto con favore il chiarimento.
“,”social”:{“socialType”:”twitter”,”src”:”https://twitter.com/MIshaqDar50/status/2040383424377323905?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2040383424377323905%7Ctwgr%5E751367f8de190be39031f7e900040c572c48c149%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.aljazeera.com%2Fnews%2Fliveblog%2F2026%2F4%2F4%2Firan-war-live-tehran-downs-2-us-warplanes-israel-bombs-lebanon-bridges”,”cookieAllowed”:true},”postId”:”2fa94932-2b38-4734-a111-c060526d76e3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:12:33.410Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:12:33+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran protesta per “inerzia” Aiea”,”content”:”
L’Iran ha protestato per quella che considera l’inerzia dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) di fronte agli attacchi degli alleati sui suoi siti atomici. “Condannare l’attacco alle infrastrutture nucleari pacifiche dell’Iran e porre fine all’inazione è il minimo che ci si aspetta dall’Aiea nell’ambito delle sue responsabilità statutarie”, si legge in un post dell’agenzia atomica iraniana. “L’Iran salvaguardera’ la propria sovranita’ nucleare e richiederà un riesame legale di tale inazione del direttore generale”.
“,”postId”:”ae0308f3-149b-4bf2-9eac-8e3aa881e5da”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:08:29.458Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:08:29+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Lievi danni a sede di Oracle a Dubai per i detriti di un raid iraniano”,”content”:”
La sede di Oracle a Dubai è stata danneggiata dalla caduta di alcuni detriti per l’intercettazione di un attacco iraniano. Lo ha riferito questa mattina l’ufficio stampa della città emiratina. “Le autorità confermano di essere intervenute per un incidente di lieve entità causato dalla caduta di detriti provenienti da un’intercettazione aerea sulla facciata dell’edificio di Oracle a Dubai Internet City”, ha dichiarato l’ufficio stampa di Dubai in un post su X. Nessuno è rimasto ferito nell’incidente, ha aggiunto l’ufficio stampa. Contemporaneamente, l’agenzia iraniana Fars ha riferito che le autorità emiratine tentano di minimizzare l’attacco e che ieri sera, la sede di Oracle negli Emirati è stata nuovamente attaccata dall’Iran “ed è diventata inaccessibile”.
“,”postId”:”44a8e19e-df4a-47d7-aeab-2b2fbf1d5fc9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:07:40.210Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:07:40+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran smentisce cattura pilota americano disperso”,”content”:”
Non è stato catturato il secondo pilota americano del quale si parla da quando ieri nei cieli dell’Iran è stato abbattuto un F-15. Lo affermano le autorità iraniane. Un’unità dei Guardiani della Rivoluzione nella provincia meridionale di Kohgiluyeh e Boyerahmad e il governatore della provincia negano sia stato catturato il secondo membro dell’equipaggio americano dell’F-15, riferisce la Bbc. E, riporta ancora la rete britannica, per il governatore il primo pilota non sarebbe stato salvato dalle forze Usa, mentre i media americani scrivono che è stato tratto in salvo. Il governatore ha parlato di una “tattica del nemico”.
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La Cnn continua a riferire che non si conoscono le sorti di un soldato Usa dopo quanto avvenuto ieri. Il New York Times scrive di una corsa contro il tempo dei militari Usa per rintracciarlo. Fonti parlano di operazioni delle forze Usa per localizzare e trarre in salvo il militare, mentre i media ufficiali iraniani hanno offerto una ricompensa a chi lo troverà. Sollecitano la popolazione, rilancia la Bbc, a “catturare vivo il pilota”. I canali televisivi iraniani affiliati allo Stato hanno esortato i cittadini a “catturare il pilota vivo” e offerto ricompense. I media iraniani hanno riportato una ricompensa di circa 66 mila dollari, una cifra da capogiro considerata la media salariale mensile del Paese, che si aggira tra i 200 e i 300 dollari.
nn”,”postId”:”4d1fe067-4a54-4ca6-98c1-72015fe0f6ef”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:02:36.345Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:02:36+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media Iran: raid israelo-americano su un valico di frontiera con l’Iraq, un morto”,”content”:”
Un valico di frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito in un raid attribuito a Israele e Usa, nel quale una persona è morta: lo riportano media iraniani e una fonte di sicurezza irachena. “Il terminal commerciale del valico di frontiera di Shalamcheh, nella città di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese, è stato preso di mira da un attacco aereo dei nemici americani e sionisti,” ha riferito l’agenzia di stampa Mehr, citando il vice governatore della provincia del Khuzestan, Valiollah Hayati. “Un conducente iracheno è stato ucciso e due lavoratori iraniani sono rimasti feriti,” ha precisato l’agenzia Isna, citando anch’essa Hayati.
nn”,”postId”:”cf67337a-ca0b-4607-be84-e0df53b49f47″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T11:59:03.571Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T13:59:03+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: Meloni negli Emirati Arabi Uniti, vedrà bin Zayed”,”content”:”
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata ad Al Ain, negli Emirati Arabi Uniti, terza tappa del suo viaggio nei Paesi del Golfo, dopo le precedenti soste in Arabia Saudita e in Qatar. Nel corso della visita è in programma un colloquio con il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan.
“,”postId”:”4274792b-6e01-4eae-9e22-4231dd83fe4b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T11:57:20.522Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T13:57:20+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: Foti, “missione Meloni nel Golfo strategica, da opposizioni polemiche irresponsabili””,”content”:”
“La missione di Giorgia Meloni, prima leader occidentale nei Paesi del Golfo, rappresenta una scelta strategica in un momento particolarmente delicato per gli equilibri internazionali e la sicurezza energetica. Un’azione concreta volta a rafforzare i rapporti con partner fondamentali come Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, tutelando gli interessi nazionali e garantendo approvvigionamenti stabili in un contesto segnato dalle tensioni con l’Iran e dai rischi legati allo Stretto di Hormuz.” Così in una nota il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti.
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“Questo impegno – prosegue il ministro – si inserisce in una strategia più ampia: dopo la visita in Algeria dello scorso marzo per incrementare e diversificare le forniture di gas, il governo Meloni prosegue il proprio lavoro nei Paesi del Golfo con l’obiettivo di consolidare la sicurezza energetica e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini. L’Italia torna così protagonista sulla scena internazionale, con credibilità e autorevolezza, in un’area cruciale per il futuro energetico ed economico globale, costruendo alleanze solide e contribuendo alla de-escalation delle crisi”. “Di fronte a questo impegno, le polemiche dell’opposizione appaiono strumentali, irresponsabili e distanti dalla realtà. Solo una sinistra che gioca contro l’Italia può criticare un’azione così rilevante con l’unico obiettivo di anteporre il proprio tornaconto politico all’interesse nazionale. Nei momenti complessi, la scelta del Governo Meloni è chiara: stare dalla parte dell’Italia” conclude Foti.
nn”,”postId”:”79b49c61-aa46-4909-8011-00482b9442ae”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T11:53:33.418Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T13:53:33+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: Qatar, con Meloni sottolineata necessità de-escalation “,”content”:”
L’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno sottolineato la necessità di una de-escalation e del ricorso al dialogo per contenere la crisi nella regione. Lo riferisce l’ufficio dell’emiro del Qatar, precisando che durante l’incontro i due leader hanno esaminato gli sviluppi della situazione regionale e internazionale. Nel corso del loro incontro a Doha, l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani e la premier Giorgia Meloni “hanno discusso delle relazioni di cooperazione bilaterale ed esplorato le modalità per potenziarle e svilupparle in diversi settori, in particolare in quello economico ed energetico”. Lo riferisce l’agenzia di stampa Qna.
n”,”postId”:”4785e634-c12a-4979-8eac-b8c5e61a3f5c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T11:52:32.179Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T13:52:32+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: Pasdaran dicono di aver colpito una nave legata a Israele nello Stretto di Hormuz”,”content”:”
I Guardiani della Rivoluzione rivendicano un attacco con un drone contro una nave nello Stretto di Hormuz che definiscono “collegata a Israele che è ora è in fiamme”, affermano in un messaggio diffuso su X, aggiungendo che è stata colpita la “Msc Ishyka”. Secondo siti specializzati, l’imbarcazione è una portacontainer battente bandiera liberiana.
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Stop alle forniture di gas dall’Iran alla regione meridionale dell’Iraq. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, citando una notizia che arriva dal ministero iracheno per l’Elettricità.
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Un ospedale di Tiro, importante città costiera del sud del Libano, è stato danneggiato nel corso di raid aerei israeliani diretti contro edifici vicini, nei quali almeno 11 persone sono rimaste ferite: lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. L’episodio è avvenuto ad Al-Houch, località vicina a Tiro, dove i raid hanno distrutto due edifici situati vicino a un ospedale, secondo un corrispondente dell’Afp. Finestre della struttura sanitaria sono andata in frantumi e controsoffitti sono crollati, mentre i medici prestavano soccorso, ha riferito la direzione dell’ospedale. La direzione dell’ospedale ha fatto sapere che la struttura “rimarrà aperta per garantire le cure mediche necessarie”, ha riferito l’agenzia ufficiale Ani. Anche il porto di Tiro è stato preso di mira: un raid ha colpito una barca turistica su cui dormiva una persona, secondo il corrispondente dell’Afp. Le sue condizioni non sono state specificate. Sono state inoltre danneggiate barche da pesca attraccate.
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Il ministro degli Esteri iraniani, Abbas Araghchi, ha ammonito che l’attaco al sito nucleare di Bushehr avrà conseguenze nel Golfo persico. “Ricordate l’indignazione occidentale per le ostilità nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina? Israele e Stati Uniti hanno bombardato la nostra centrale di Bushehr per ben quattro volte”, ha scritto su X. “Le ricadute radioattive porranno fine alla vita nelle capitali del Consiglio di Cooperazione del Golfo, non a Teheran”, ha ammonito. “Gli attacchi alle nostre industrie petrolchimiche perseguono obiettivi concreti”, ha aggiunto.
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“La posizione dell’Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad. Ciò che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Ieri, il Wall Street Journal ha riferito che l’Iran aveva comunicato ufficialmente ai mediatori la propria indisponibilità a incontrare i funzionari statunitensi a Islamabad nei prossimi giorni.
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L’Iran non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva. A chiarirlo e’ stato il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X. “La posizione dell’Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad”, ha assicurato. “Cio’ che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta”, ha aggiunto.
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Le autorità iraniane “negano con forza qualsiasi fuoriuscita di sostanze tossiche nella zona petrolchimica speciale di Mahshahr, dopo che oggi è stata colpita dagli Stati Uniti e da Israele”: lo ha dichiarato il vicegovernatore generale della provincia di Khuzestan, Valiollah Hayati, citato dall’agenzia Irna. “Le attività della zona sono state interrotte, ma non ci sono preoccupazioni riguardo a problemi di salute pubblica”, ha aggiunto. Stamattina Hayati aveva dichiarato stamattina che anche l’area commerciale di confine di Shalamcheh a Khorramshahr, nella provincia di Khuzestan, era stata colpita durante gli attacchi di questa mattina, insieme alla città di Ahvaz.
Nel corso del loro faccia a faccia a Doha, la premier Giorgia Meloni e l’Emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani “hanno approfondito le questioni energetiche, anche alla luce del rapporto consolidato tra Italia e Qatar in questo ambito, confrontandosi sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock subiti”, fa sapere Palazzo Chigi. In questo quadro, Meloni “ha assicurato la disponibilità dell’Italia, attraverso le eccellenze del suo sistema produttivo, a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine, fondamentali per la sicurezza energetica su scala globale”. È stato anche ribadito come sia “urgente e necessario assicurare la libertà di navigazione attraverso Hormuz”.
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I due leader “hanno infine concordato di lavorare congiuntamente per sviluppare ulteriormente la cooperazione e gli investimenti congiunti, per rafforzare ogni dimensione della sicurezza, soprattutto negli ambiti strategici della difesa, delle infrastrutture critiche, della sicurezza alimentare e della cooperazione multilaterale per la gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee”, conclude Palazzo Chigi.
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L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) è stata informata dall’Iran che questa mattina un proiettile ha colpito un’area vicina alla centrale nucleare di Bushehr, il quarto incidente di questo tipo nelle ultime settimane. E’ quanto si legge in un post su X, nel quale si riferisce la “profonda preoccupazione” del direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, per l’incidente, che tuttavia non ha provocato “alcun aumento dei livelli di radiazione”. “I siti delle centrali nucleari o le aree limitrofe non devono mai essere attaccati”, ribadisce Grossi, ricordando che “gli edifici ausiliari possono contenere attrezzature di sicurezza vitali” e rinnovando l’appello “alla massima moderazione militare per evitare il rischio di un incidente nucleare”.
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Le autorita’ iraniane hanno autorizzato il transito da Hormuz di navi che trasportano beni di prima necessita’ e umanitari. Lo riferisce l’agenzia Tasnim. “E’ stato autorizzato il transito di navi che trasportano beni di prima necessita’ e umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz verso i porti iraniani o quelli situati nel Mare di Oman”, si legge.
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Un terminal alla frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito da bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Lo riferiscono i media iraniani.
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Le esportazioni di petrolio dell’Iran dall’isola di Kharg sono aumentate da quando è iniziata la guerra con Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Isna. “Negli ultimi giorni non solo le esportazioni di petrolio non sono diminuite, ma sono aumentate”, ha assicurato Moussa Ahmadi, capo della commissione Energia del parlamento iraniano, citato da Isna. Kharg, al largo della costa occidentale dell’Iran, è un terminal vitale per l’esportazione di greggio tanto che il presidente americano Donald Trump ha più volte minacciato di invaderla o distruggerla.
“,”postId”:”9447503d-a12b-485c-9fc2-677fd3b8af10″,”postLink”:{“title”:”Non solo Kharg, quali sono le isole strategiche per l’Iran?”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/03/15/iran-kharg-isole-stretto-hormuz”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/77019353c6bebe4ae6604f0e9f690ee3e7a895f8/skytg24/it/mondo/2026/03/15/iran-kharg-isole-stretto-hormuz/golfo_persico_getty.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-04-04T09:45:08.732Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T11:45:08+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media Iran, attacchi di Hezbollah e Houthi verso Israele”,”content”:”
La città israeliana di Kiryat Shmona è stata presa di mira da “missili di Hezbollah”, mentre anche gli Houthi, ribelli yemeniti, hanno lanciato attacchi con droni su zone di Israele: lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim.
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E’ stato rinviato alla prossima settimane il voto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su una bozza di risoluzione presentata dal Bahrein per il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la Cnn, che cita Reuters, ricordando che il voto, inizialmente previsto per ieri, era stato poi posticipato a oggi. Fonti diplomatiche hanno precisato che non c’è ancora una nuova data per il voto slittato alla prossima settimana.
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La bozza di risoluzione, se adottata, autorizzerebbe i paesi a utilizzare “tutti i mezzi difensivi necessari” per garantire il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, una formulazione che non piace alla Cina, alla Russia e anche alla Francia . Ciò equivarrebbe a “legittimare l’uso illegale e indiscriminato della forza, che porterebbe inevitabilmente a un’ulteriore escalation della situazione e a gravi conseguenze”, aveva dichiarato giovedì il rappresentante cinese all’Onu Fu Cong.
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Cinque persone sono rimaste ferite a causa delle esplosioni segnalate in un sito petrolchimico nel sudovest dell’Iran. Lo riferiscono i media iraniani, come riporta il Guardian. In precedenza l’agenzia Fars aveva parlato di un “attacco di Usa e Israele” nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan. Secondo l’agenzia Tasnim, sono state colpite diverse strutture. Danni sono stati segnalati nel Complesso petrolchimico Bandar Imam. Il vicegovernatore del Khuzestan, Valiollah Hayati, ha parlato di “probabilità molto alta di vittime, morti e feriti, a causa dell’attacco”.
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Gli Stati Uniti hanno perso il controllo della guerra dalla seconda settimana di combattimenti. A sostenerlo è Nasr al-Din Amer, esponente di spicco degli Houthi yemeniti, intervistato dall’agenzia iraniana Irna. “La risposta rapida e potente delle prime ore ha dimostrato che i calcoli dei nemici erano sbagliati”, ha detto. L’Iran “ha dimostrato di essere piu’ forte del previsto e ben presto di sono visti segnali di confusione e perdita di controllo”, ha proseguito. Stati Uniti e Israele contavano su una rivolta interna “che non c’è stata” e anzi il sostegno popolare “è stato un fattore chiave del fallimento del nemico”, ha assicurato.
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Le forze iraniane e americane continuano a darsi battaglia per trovare il pilota ancora disperso dopo che ieri il primo caccia statunitense è stato abbattuto in territorio iraniano dall’inizio della guerra. Le autorità iraniane hanno esortato la popolazione del sud-ovest del Paese a cercare il pilota dell’F-15, offrendo ricompense di oltre 60 mila dollari ai cittadini che aiuteranno a catturarlo. Secondo Laurel Rapp, direttrice del programma Stati Uniti e Nord America presso Chatham House, il salvataggio del membro dell’equipaggio disperso dal jet abbattuto è “una missione cruciale”, riferisce la Bbc, aggiungendo che la cattura del membro dell’equipaggio statunitense rappresenterebbe un “enorme bottino” per l’Iran, offrendogli una “potentissima carta da giocare nelle trattative”. Nel frattempo, un alto comandante militare iraniano ha rivendicato che ora, le forze del Paese possono dare “la caccia” agli aerei americani grazie a nuove tattiche e attrezzature. Il generale di brigata Alireza Elhami, comandante della Base congiunta di difesa aerea iraniana, ha affermato infatti che la perdita degli aerei statunitensi è stata “il risultato di tattiche, dell’uso di attrezzature moderne e di innovazioni nei sistemi di difesa aerea (iraniani)”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Irna e rilanciato da Cnn. Elhami non ha specificato quali fossero queste innovazioni che “hanno causato confusione e disorientamento nel nemico”.
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Dopo una pausa di quasi 10 ore, le forze di difesa israeliane hanno rilevato un nuovo attacco balistico proveniente dall’Iran, diretto verso il centro di Israele. Lo riferisce Times of Israel. Intanto questa mattina un proiettile ha colpito la città settentrionale di Kiryat Shmona senza che suonassero le sirene. Secondo i soccorritori, l’impatto ha danneggiato una strada, con schegge che hanno colpito case e auto vicine, ma senza provocare feriti. L’Idf ha avviato un’indagine sull’accaduto.
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Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell’Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell’impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l’Agenzia iraniana per l’energia atomica Secondo l’agenzia “gli impianti principali non sono stati danneggiati”.
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Il leader del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha fatto riferimento, con minacce velate, allo stretto di Bab el-Mandab, importante punto logistico globale che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all’Oceano Indiano, e attraverso cui transita il 14% delle spedizioni commerciali mondiali. “Quale quota delle spedizioni globali di petrolio, Gnl, grano, riso e fertilizzanti attraversa lo stretto di Bab el-Mandeb? Quali Paesi e aziende fanno conto sui maggiori volumi di transito attraverso lo stretto?”, ha affermato in un post su X. La milizia yemenita degli Houthi, sostenuta dall’Iran, ha più volte attaccato navi in transito nel Bab el-Mandab, in supporto alla causa palestinese e all’Iran. Lo stretto di Hormuz, nel sud dell’Iran, un punto attraverso cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, è stato di fatto bloccato dall’Iran durante la guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro il Paese.
“Lo Stretto di Hormuz è diventato un vantaggio strategico per l’Iran nelle nuove condizioni di sicurezza e non tornerà mai allo status che aveva prima” dell’avvio di operazioni militari di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Parola del portavoce della presidenza del Parlamento iraniano, Abbas Goudarzi, che nei giorni scorsi ha annunciato l’avvio di un iter per imporre il pagamento per il transito dallo Stretto di Hormuz. In dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Tasnim, Goudarzi assicura che “la gestione di questa rotta importante è in mano alle forze armate della Repubblica islamica dell’Iran” e che “nessun Paese avrà il diritto di transitarvi senza il permesso dell’Iran”, che “difenderà questa posizione strategica con tutto il suo potere militare”.
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Cinque ministri dell’Economia Ue, tra cui Giancarlo Giorgetti, chiedono una misura per tassare gli extraprofitti delle società energetiche, in reazione all’aumento dei prezzi del carburante per la guerra in Medio Oriente. Oltre che dall’Italia, la richiesta è sottoscritta anche da Germania, Spagna, Portogallo e Austria. “Una soluzione europea”, scrivono in una lettera al commissario Ue Wopke Hoekstra, “rappresenterebbe un segnale per i cittadini” e per l’economia dimostrando che “siamo uniti e in grado di agire” e invierebbe un “messaggio chiaro”: coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte.
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Esplosioni nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, in Iran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, che rilancia notizie dell’agenzia iraniana Fars, parlando di fumo che si leva dall’area.
nn”,”postId”:”d2210b9a-1c0d-4e6e-9ed9-575577db3e65″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T08:08:00.453Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T10:08:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Cnn: “Ancora disperso il pilota Usa, Teheran parla di novità per dare caccia ai jet””,”content”:”
Nuove tattiche, nuovi equipaggiamenti. Così, dice un generale iraniano, l’Iran “dà la caccia” a velivoli americani. Parole, rilanciate dalla Cnn, dopo che ieri un F-15 americano è stato abbattuto in Iran e un membro dell’equipaggio è ancora disperso e dopo che un A-10 Thunderbolt II è stato colpito ed è precipitato fuori dal territorio iraniano. Secondo il generale di brigata Alireza Elhami, a capo del Comando congiunto della difesa aerea dell’Iran, quanto accaduto è il “risultato di tattiche, impiego di equipaggiamenti moderni e innovazioni nei sistemi di difesa aerea” della Repubblica Islamica.
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Nessun dettaglio sulle “innovazioni” nelle dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Irna e rilanciate dalla rete americana. Il generale parla di “confusione e disortientamento per il nemico”. I militari iraniani, minaccia secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, sono pronti a tendere imboscate “a jet e droni del nemico”. Il generale, rilancia ancora l’emittente, sostiene siano stati intercettati e abbattuti più di 160 droni e decine di missili da crociera mentre proseguono le operazioni militari che Usa e Israele hanno avviato lo scorso 28 febbraio contro l’Iran.
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L’Iran ha minacciato di reagire subito e con fermezza a eventuali attacchi a proprie sedi diplomatiche. “Qualsiasi aggressione contro le ambasciate o le sedi diplomatiche iraniane provocherà una rappresaglia immediata e decisa contro tutte le strutture del regime aggressore nella regione”, ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya, a quanto riporta Press tv.
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Una seconda nave battente bandiera turca ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. Allo scoppio della guerra il 28 febbraio, c’erano 15 navi di armatori turchi in attesa di attraversare lo stretto strategico, ha ricordato in un’intervista alla Cnn, “due di queste 15 l’hanno passato”.
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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta a Doha, in Qatar, per la seconda tappa della sua missione nei Paesi del Golfo, dopo la visita in Arabia Saudita. Durante la permanenza è previsto un incontro con l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani.
“,”postId”:”d734bedf-ea3d-4442-aeca-499946cd016e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T07:29:06.610Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T09:29:06+0200″,”altBackground”:false,”title”:”I Pasdaran scelgono il nuovo portavoce, è Hossein Mohabi”,”content”:”
Un nuovo portavoce per i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. E’ stato scelto Hossein Mohabi per l’incarico dopo l’uccisione del predecessore durante le operazioni militari di Usa e Israele contro l’Iran, avviate lo scorso 28 febbraio. Lo ha reso noto l’agenzia iraniana Fars, riferendo della nomina dopo il “martirio” di Ali Mohammad Naini, la cui “eliminazione” è stata confermata Israele il 20 marzo.
“,”postId”:”33fe0c9f-68d0-44d9-aa92-e2cec581c836″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T07:16:30.776Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T09:16:30+0200″,”altBackground”:false,”title”:”I Pasdaran negano l’attacco all’ambasciata Usa a Riad: “Colpa di Israele””,”content”:”
Il corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’attacco all’ambasciata statunitense in Arabia saudita. Lo riferisce Press tv. I Pasdaran, si spiega, “hanno condannato l’incidente e attribuito la responsabilità della provocazione ad agenti sionisti”. L’Irgc, aggiunge la nota, “ha esortato i paesi mediorientali a rimanere vigili nei confronti dei tentativi americano-sionisti di destabilizzare la regione”.
“,”postId”:”1fa5f3bc-5446-4d2f-8d39-2b24f2986ec7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T06:57:40.132Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T08:57:40+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Colpita la sede di Oracle a Dubai: “Danni lievi” “,”content”:”
Gli uffici di Oracle nel polo economico degli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da un attacco iraniano. Lo hanno confermato fonti di Dubai assicurando che si è trattato di un “incidente di lieve entità” che ha danneggiato la facciata dell’edificio. Pochi giorni fa Teheran aveva minacciato di colpire le aziende tecnologiche statunitensi e oggi il distretto di Internet City a Dubai è stato preso di mira. Non sono stati segnalati feriti nè sono stati forniti ulteriori dettagli sui danni. La legge degli Emirati sui crimini informatici vieta di fotografare l’impatto di attacchi iraniani a meno che non vengano pubblicati attraverso canali ufficiali. Molte delle aziende che l’Iran ha minacciato di attaccare si trovano nel distretto di Internet City e nei giorni scorsi i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno inserito 18 aziende statunitensi, tra cui Oracle, nell’elenco degli obiettivi. Le autorità di Dubai hanno aggiunto di essere intervenute poche ore prima per “un incidente causato da detriti di un’intercettazione aerea caduti sulla facciata di un edificio nella zona di Dubai Marina”, un’area di lusso nel centro della città.
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Dopo lo scoppio del conflitto in Iran, i costi al self service, sulla rete stradale, hanno registrato – come prevedibile – un importante aumento, parzialmente contenuto dal taglio delle accise deciso dal governo. Anche di questo si è parlato nella puntata del 3 aprile di “Numeri”, l’approfondimento di Sky TG24.
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Danni ingenti, più gravi di quanto reso noto sinora. E’ la rivelazione del Wall Street Journal dopo l’attacco del mese scorso di droni iraniani contro l’ambasciata Usa in Arabia Saudita. Su quanto avvenuto il 3 marzo il giornale ha sentito ex funzionari americani e altri in servizio. La ricostruzione parla di un drone iraniano finito sul compound Usa a Riad e dell’esplosione di un altro poco dopo. Attacchi, nella notte, che hanno raggiunto un’area dell’ambasciata dove di giorno lavorano centinaia di persone e che hanno provocato danni ingenti in tre piani, sostengono le fonti del giornale. Colpito anche l’ufficio della Cia, affermano. E parlano di un incendio andato avanti per mezza giornata. Una fonte sostiene zone della rappresentanza diplomatica siano danneggiate in modo irreparabile. Il ministero saudita della Difesa aveva invece parlato di un incendio circoscritto e danni di lieve entità.
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Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena ripartita da Gedda (prima tappa della visita nella regione del Golfo, durante la quale sono previsti incontri anche con i leader di Qatar ed Emirati Arabi Uniti) dove ieri sera è stata ricevuta dal Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. Il Presidente Meloni ha voluto esprimere, con la sua presenza, la vicinanza dell’Italia all’Arabia Saudita.
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E’ “improbabile” che l’Iran apra presto lo Stretto di Hormuz. E’ il monito contenuto in recenti rapporti di intelligence Usa esaminati dall’agenzia Reuters. Per Teheran il controllo sulla più vitale arteria petrolifera del mondo rappresenta l’unica vera leva nei confronti degli Stati Uniti, hanno detto tre fonti secondo cui l’Iran continuerà a bloccare lo stretto per mantenere alti i prezzi dell’energia e fare pressione su Donald Trump affinchè trovi una rapida via d’uscita dalla guerra. Secondo i rapporti la guerra, concepita per annientare la forza militare dell’Iran, potrebbe in realtà accrescerne l’influenza regionale, dimostrando la capacità di Teheran di minacciare le vie di navigazione. Trump ha cercato di minimizzare la difficoltà di riaprire lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un quinto del commercio mondiale di petrolio e ieri ha lasciato intendere di poter ordinare alle forze statunitensi di riaprire il passaggio.
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Sono 365 i militari Usa feriti dall’avvio, il 28 febbraio scorso, dell’Operazione ‘Epic Fury’ contro l’Iran. Lo ha reso noto nelle ultime ore il Pentagono, con un nuovo aggiornamento, come riporta il Wall Street Journal. Fra i feriti, si contano 247 soldati dell’Esercito, 63 della Marina, 36 dell’Aeronautica e 19 Marines. Tredici, come già noto, i caduti.
n”,”postId”:”3f502278-07a4-4618-831f-4c74f68651d5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T05:51:00.896Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T07:51:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Libano, sono indonesiani i 3 caschi blu feriti in esplosione nel sud”,”content”:”
Sono indonesiani i tre caschi blu rimasti feriti ieri in un’esplosione nel sud del Libano. Lo hanno confermato dallo Un Information Centre (Unic) di Giacarta dopo che ieri Unifil aveva dato notizia del ferimento di tre peacekeeper, trasferiti in ospedale, a seguito di “un’esplosione all’interno di una postazione Onu nei pressi di El Adeisse”. Non è chiara “l’origine dell’esplosione”.
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La guerra nel Golfo non ferma la macchina repressiva iraniana: due oppositori del regime sono stati giustiziati questa mattina perchè accusati di aver compiuto attacchi armati per conto dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano. Lo hanno reso noto i media locali.
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Diverse esplosioni sono state udite stamani in zone a nord della capitale iraniana Teheran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera a più di un mese dall’avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l’Iran a cui Teheran non manca di rispondere.
“,”postId”:”e0d564d4-1550-45c3-a441-1e1fd4ea4959″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T04:52:30.885Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T06:52:30+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Israele, razzo Hezbollah contro Unifil, 3 i feriti “,”content”:”
I tre caschi blu feriti ieri in un’esplosione nel sud del Libano sono cittadini indonesiani. Lo hanno comunicato le Nazioni Unite, dopo che pochi giorni fa, sempre in Libano, altri tre caschi blu dello stesso Paese sono stati uccisi. La Forza Provvisoria delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha dichiarato che l’esplosione è avvenuta all’interno di una struttura ONU vicino a El Adeisse, ferendo tre peacekeeper che sono stati portati d’urgenza in ospedale. Due di loro sono rimasti gravemente feriti. Il Centro Informazioni delle Nazioni Unite (UNIC) a Jakarta ha confermato che erano tutti indonesiani.
“,”postId”:”e8c42f44-2f2e-4e46-8755-deedfdabdd18″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T04:41:10.304Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T06:41:10+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Libano: bombardamenti a Beirut, Idf colpisce siti Hezbollah “,”content”:”
I sobborghi meridionali di Beirut sono stati bombardati almeno due volte all’alba di oggi, secondo quanto riferito da un giornalista dell’AFP che ha sentito potenti esplosioni e visto il fumo salire nel cielo. Contemporaneamente, l’esercito israeliano ha annunciato sui social network di aver “iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut”.
“,”postId”:”3e66353c-0d3c-43d9-b991-69c8724cef97″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T04:38:44.325Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T06:38:44+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Hezbollah, attacco con droni a nord di Israele “,”content”:”
Hezbollah sostiene un attacco con droni al nord di Israele. Il gruppo armato libanese – fa sapere l’emittente Al Jazeera – afferma di aver attaccato le caserme militari israeliane di Liman, a nord della città di Nahariya, con uno “squadrone di droni d’attacco”. L’attacco e’ avvenuto alle 00:50 ora locale.
“,”postId”:”d13c65fd-fda8-4921-843c-3def6a51abdf”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T04:38:03.976Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T06:38:03+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran abbatte 2 jet Usa, si cerca pilota disperso “,”content”:”
L’abbattimento di due aerei americani da parte delle forze di difesa aerea iraniana e soprattutto il destino incerto di uno dei piloti, per il quale e’ stata avviata una delicata e complessa operazione di ricerca e recupero, rischia di segnare una svolta nel conflitto in Medio Oriente che oggi entra nel suo 36esimo giorno. Quella di ieri per Donald Trump e la sua amministrazione e’ stata una giornata da dimenticare cominciata nella mattinata con la notizia dell’abbattimento a Kohgiluyeh, nella provincia di Boyer-Ahmad, di un caccia F-15E, con tanto di immagini trasmesse dalla tv di Stato iraniana, che ha promesso una ricompensa in caso di cattura dei piloti americani. Uno dei membri dell’equipaggio, in realta’, sarebbe stato tratto in salvo mentre di un secondo pilota non si sa nulla. Due elicotteri UH-60 Black Hawk coinvolti nelle operazioni di ricerca sono stati colpiti dal fuoco. Diversi militari a bordo sono rimasti leggermente feriti, ma tutti sono sani e salvi. “Se catturate vivi il/i pilota nemico/i e li consegnate alla polizia e alle forze armate iraniane, riceverete una ricompensa generosa”, è stato il messaggio letto in tv dalla polizia. Per Trump, il fatto che un caccia statunitense si sia schiantato in Iran (una novità dall’inizio della guerra), con un pilota dato per disperso, non comprometterebbe i possibili negoziati con Teheran: “E’ la guerra. Siamo in guerra”, ha dichiarato durante un’intervista telefonica con NBC News. Ma mentre il presidente americano tentava di sminuire gli attacchi in vista di eventuali colloqui con la controparte, i mediatori hanno spiegato al ‘Wall Street Journal’ che gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran, guidati dal Pakistan, sono “fermi”. Secondo loro, l’Iran non e’ disposto a incontrare i funzionari americani a Islamabad nei prossimi giorni e le richieste degli Stati Uniti “sono inaccettabili”. La proposta di piano di pace inviata da Trump a Teheran pochi giorni fa è stata respinta proprio perché “eccessiva”. Verso sera, poi, i media statali iraniani hanno reso noto che nel Golfo Persico si e’ schiantato un secondo aereo americano da combattimento, un A-10 Warthog, probabilmente mobilitato per la ricerca del pilota dell’F-15E. Chi era alla guida dell’A-10 è riuscito a eiettarsi e a uscire fuori dal territorio iraniano. Ma la notizia del secondo abbattimento è bastata per far scattare festeggiamenti e celebrazioni per le strade di Teheran. Al Jazeera ha riferito di un intero Paese orgoglioso delle sue forze armate e del suo sistema di difesa militare, nonostante Trump avesse dichiarato in questi ultimi giorni, e ripetuto al mondo intero, che le capacità di difesa aerea del nemico erano state del tutto annientate.
“Ricordate quando ho dato all’Iran dieci giorni per fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere: 48 ore prima che si scateni l’inferno su di loro. Gloria a Dio!”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump. “Con escalation l’intera regione del Golfo si trasformerà in un “inferno” per loro, ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavoce delle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa.
L’Iran “non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva”, ha chiarito il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X.
Almeno cinque persone sono morte nell’attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica. Netanyahu, in un video, ha confermato gli attacchi agli impianti petrolchimici iraniani denunciati sabato da Teheran. “Continueremo a schiacciarli”, ha promesso Netanyahu.
Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell’Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell’impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l’Agenzia iraniana per l’energia atomica Secondo l’agenzia “gli impianti principali non sono stati danneggiati”. Una nave turca passa lo Stretto di Hormuz, ma Teheran minaccia il Mar Rosso. “Colpita nello Stretto una nave legata a Israele”.
Intanto, è corsa tra Usa e Iran a caccia del pilota disperso dopo che il suo caccia F-15 è stato abbattuto. Gli Usa hanno messo in campo i corpi speciali, mentre Teheran vuole un prigioniero da usare nei negoziati. In Epic Fury sono morti 13 soldati americani e 365 sono rimasti feriti.
Approfondimenti:
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Stretto Hormuz, quali Paesi lo usano di più per gas e petrolio?
Nonostante la maggiore autosufficienza energetica acquisita negli ultimi anni, gli Stati Uniti continuano a importare 23 miliardi di dollari in gas e petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz chiuso dall’Iran. A pagare il conto più salato è tuttavia l’Asia, a partire da Cina e India che “usano” il tratto di mare per quasi 200 miliardi. Di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24, nella puntata del 2 aprile 2026.
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Quante riserve di gas e petrolio ha ancora a disposizione l’Italia?
La situazione degli stoccaggi di petrolio e gas in Italia è complessivamente buona nonostante le turbolenze sui mercati energetici seguiti allo shock della guerra di Stati Uniti e Israele all’Iran. Ecco le cifre.
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Donald Trump può davvero far uscire gli Stati Uniti dalla NATO?
La guerra in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e le difficoltà nel garantire il passaggio delle navi che trasportano gas e petrolio dal Golfo ai mercati globali hanno rialzato la tensione tra Donald Trump e la NATO: il presidente statunitense è tornato ad attaccare i partner europei chiedendo un maggiore coinvolgimento in questi sforzi, riaccendendo una crisi che sembrava essersi placata dopo il caso della Groenlandia.
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Wsj: “Trump è l’unico presidente a colpire i piani nucleari iraniani”
Il presidente americano Donald Trump ha deciso di ricorrere alla forza militare per impedire all’Iran di acquisire l’arma nucleare, dopo il fallimento della soluzione diplomatica. Una scelta rischiosa: tuttavia, “l’esperienza stranamente dimenticata degli Usa con la Corea del Nord suggerisce che le alternative fossero persino più rischiose”, ha sottolineato l’Editorial Board del Wall Street Journal, in un articolo che spezza una lancia a favore del tycoon verso cui è spesso critico, ad esempio sui dazi. Nella sostanza, ci sono limiti “con un avversario” che è determinato, “nonché quello che accade quando gli Usa antepongono l’evitare il conflitto a ogni altra cosa”. L’articolo ripercorre i propositi atomici di Pyongyang, la lunga fase di trattative con l’amministrazione di Bill Clinton, fino all’accordo del 1994 negoziato dall’ex presidente Jimmy Carter. Le speranze di aver messo la situazione sotto controllo sono naufragate quando Pyongyang quadruplicò le scorte di plutonio e, nel 2006, condusse il primo test nucleare con il ‘caro leader, Kim Jong-il. Da quel momento in poi, le opzioni militari americane sono diventate sempre più rischiose. La Corea del Nord ha tirato dritto per la sua strada: si ritiene ora possieda circa 50 testate atomiche e che stia testando missili balistici intercontinentali che potrebbero, un giorno, raggiungere il territorio continentale degli Usa. L’ultimo test missilistico è di domenica scorsa. La lezione da trarre è che i presidenti degli Stati Uniti hanno atteso troppo a lungo prima di fermare la Corea del Nord, una potenza nucleare. Donald Trump è l’unico presidente “ad aver avuto il coraggio di colpire i piani nucleari iraniani e di consentire a Israele di fare altrettanto, nel corso della guerra di dodici giorni” del 2025. “Non sappiamo come si concluderà l’attuale conflitto con l’Iran, ma sappiamo per certo che, una volta terminato, il regime radicale iraniano non disporrà più di un programma nucleare. Ciò ha reso il mondo un luogo più sicuro”, ha concluso l’articolo.
Guerra Iran, colpita a Hormuz nave legata a Israele. VIDEO
Guerra Iran, colpita a Hormuz nave legata a Israele | Video Sky – Sky TG24
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Meloni: quando nel golfo cresce l’instabilità, ne risente potere acquisto famiglie. VIDEO
Meloni: quando nel golfo cresce l’instabilità, ne risente potere acquisto famiglie | Video Sky – Sky TG24
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Trump: “Se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo. Lo impedirò”
“Se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo!”. È quanto scrive il presidente americano Donald Trump in un post sul suo social Truth, assicurando che “questo non accadrà agli Stati Uniti d’America finché sarò presidente”.
Houthi: “Attaccato l’aeroporto Ben Gurion e siti militari israeliani”
Gli Houthi hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele, affermando di aver preso di mira l’aeroporto internazionale Ben Gurion e siti militari “vitali” nel sud del Paese. Lo scrive al Jazeera.
In una dichiarazione diffusa tramite il media Al-Masirah, affiliato agli Houthi, il gruppo yemenita ha affermato che l’attacco è stato condotto utilizzando un missile a grappolo e numerosi droni.
In precedenza l’esercito israeliano aveva affermato di aver rilevato un missile lanciato dallo Yemen verso il proprio territorio e di aver attivato i propri sistemi di difesa. I media israeliani hanno poi riferito che il missile è caduto in un’area aperta, senza causare vittime né danni.
Iran, 17 arresti a Tel Aviv: manifestante ricoverato, è grave
Sono 17 i dimostranti arrestati dalle forze
dell’ordine a Tel Aviv durante la protesta contro la guerra svoltasi nella
centrale piazza Habima. Lo riferisce la polizia israeliana. Secondo i
soccorritori, un manifestante avrebbe subito un arresto cardiaco e sarebbe
ricoverato in gravi condizioni. Gli attivisti sostengono che l’uomo, un
cinquantenne, sarebbe stato spinto con la forza in un rifugio insieme ad
altre persone che erano scese in piazza, sfidando il divieto di
assembramenti superiori alle 150 persone.
Iran, Teheran: “Con escalation sarà inferno per Usa e Israele”
Se gli Usa e Israele aumenteranno ancora la portata
degli attacchi all’Iran, l’intera regione del Golfo si trasformera’ in un
“inferno” per loro. Lo ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavoce
delle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa,
Donald Trump, di scatenare “l’inferno” sulla Repubblica Islamica se non
riaprira’ lo Stretto di Hormuz entro lunedi’. “Non dimenticate che se
l’aggressione si estendera’, l’intera regione si trasformera’ in un
inferno per voi”, ha detto il portavoce, “l’illusione di sconfiggere la
Repubblica Islamica dell’Iran si e’ trasformata in una palude nella quale
annegherete”.
Israele, Herzog al telefono con Papa Leone XIV: ‘Iran è una minaccia’
“Ho ricordato i recenti attacchi missilistici su Gerusalemme che sono caduti nell’area di siti sacri per cristiani, musulmani ed ebrei”, ha ffatto sapere il presidente israeliano su X. “Anche il popolo iraniano merita un futuro migliore, libero da questo pericoloso e violento regime del terrore”.
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Netanyahu: “Come avevo promesso continuiamo a colpire l’Iran”
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha confermato che Israele ha attaccato gli impianti petrolchimici iraniani, dopo che i media iraniani avevano riportato la notizia della morte di almeno cinque persone in un attacco alla zona petrolchimica di Mahshahr. “Dopo aver distrutto il 70% della loro capacità di produrre acciaio, che viene utilizzato come materia prima per le armi usate contro di noi e oggi abbiamo attaccato i loro impianti petrolchimici”, ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio pubblicato sul suo account X. “Vi avevo promesso che avremmo continuato a colpire il regime terroristico di Teheran, ed è esattamente quello che stiamo facendo”, ha affermato.
Iran, media: “Israele aspetta ok Usa per raid a siti energia Teheran”
Israele si sta preparando ad attaccare le
infrastrutture energetiche iraniane, ma e’ in attesa del via libera dagli
Stati Uniti. Lo dice un alto funzionario della difesa israeliana secondo
Sky News. Gli attacchi potrebbero avvenire entro la prossima settimana. Le
dichiarazioni giungono dopo che Donald Trump ha lanciato un ultimatum di
48 ore all’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz.
Iran, media: almeno 5 morti in attacco a sito petrolchimico
Almeno cinque persone sono morte nell’attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica.
Israele chiede evacuazione di area presso la frontiera siro-libanese
Israele chiede l’evacuazione di un’area vicino al valico di frontiera siro-libanese in vista di attacchi aerei.
Ong: “Morte sospetta di 28enne iraniano in centro di detenzione dei Pasdaran”
Hossein Ghavi, un cittadino disabile residente ad Ahvaz, nel sud-ovest dell’Iran arrestato di recente in relazione al conflitto in corso, è morto in circostanze poco chiare in un centro di detenzione dell’intelligence delle Guardie Rivoluzionarie. Fonti locali hanno riferito all’Agenzia di stampa per i diritti umani Hrana (Human rights), organizzazione non governativa dedicata alla difesa dei diritti umani nel Paese, che Hossein Ghavi, 28 anni, era stato arrestato a marzo dalle forze di sicurezza presso una bancarella del tè dove lavorava, presumibilmente per aver filmato le zone bombardate e aver inviato i filmati ai media stranieri.
Secondo le stesse fonti, giovedì 2 aprile, le forze affiliate all’organizzazione di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie hanno informato telefonicamente la famiglia della morte del figlio. Le forze di sicurezza che hanno effettuato la chiamata non hanno fornito alcuna spiegazione in merito alle condizioni della sua detenzione né alle cause del decesso e la salma non è stata ancora restituita alla famiglia. Hossein Ghavi, soffriva di una disabilità alla gamba sinistra ed era l’unico sostentamento della sua famiglia.
Secondo Iran International Ghavi è stato torturato durante la detenzione ed è poi morto in custodia.
Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota”
È in corso una ricerca serrata per trovare il pilota disperso dell’F-15 americano abbattuto venerdì dalla contraerea iraniana. L’altro membro dell’equipaggio è stato tratto in salvo. Teheran ha smentito la cattura del pilota, mentre gli Stati Uniti hanno avviato una vasta operazione di ricerca.
Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota’
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Carburante a rischio, scattano restrizioni in 4 aeroporti italiani
Negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia sono scattate le prime limitazioni di carburante per i voli, dopo che la crisi in Medio Oriente ha messo a rischio le forniture. Air Bp Italia, uno dei principali operatori, ha emesso un Notam, cioè un bollettino rivolto alle compagnie aeree, per informarle che per i prossimi giorni, fino al 9 aprile, nei 4 scali ci saranno delle restrizioni. Nota del Gruppo Save, che gestisce 3 aeroporti veneti: limitazioni “non sono significative. Niente allarmismi”.
Carburante a rischio, scattano restrizioni in 4 aeroporti italiani
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Guerra Iran, Meloni: in Golfo per difendere interessi Italia. VIDEO
Guerra Iran, Meloni: in Golfo per difendere interessi Italia | Video Sky – Sky TG24
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Meloni: “Con instabilità in Golfo ne risente potere acquisto”
Quando nel Golfo cresce l’instabilita’, non ne
risentono solo gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzi
dell’energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza il
potere d’acquisto delle famiglie”. Cosi’ la premier Giorgia Meloni, in un
video sui social.
Iran, manifestazione contro guerra: almeno 10 arresti a Tel Aviv
La polizia israeliana ha riferito di aver
arrestato, con l’accusa di disturbo dell’ordine pubblico, dieci persone
tra le oltre mille che oggi hanno manifestato in piazza a Tel Aviv contro
la guerra a Iran e Hezbollah. Lo riferisce Ynet. Secondo gli organizzatori
della protesta, gli arresti sono sedici. Al momento Israele non consente
assembramenti superiori alle 150 persone e la polizia e’ intervenuta per
disperdere i dimostranti, in numero molto superiore, riuniti nella
centrale piazza Habima.
Schlein: “Subalternità a Trump sta facendo solo danni”
“‘Non possiamo farci carico di asili nido e
assistenza sanitaria, la gente deve capirlo. Siamo una grande potenza,
facciamo le guerre'”. Le parole di Trump sono distanti anni luce dai
nostri valori costituzionali, parole deliranti dalle quali l’Italia
migliore si dissocia nella maniera piu’ netta. Ma perche’ Giorgia Meloni
non riesce a chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi? Perche’ non riesce
a dire una parola chiara nonostante famiglie e imprese stiano sopportando
i continui aumenti del carburante e dell’energia? Oggi Meloni chiede
all’Europa cio’ che non ha avuto il coraggio di fare fin qui in Italia,
tassare gli extraprofitti delle societa’ energetiche. Ma serve una
risposta strutturale: introdurre subito un tetto europeo al prezzo del gas
come si fece nel 2022, e in Italia bisogna aumentare la quota di
rinnovabili per poter scollegare il prezzo dell’energia elettrica da
quello del gas. Per questo occorre semplificare gli iter autorizzativi e
moltiplicare le commissioni che se ne occupano, per accelerare. In Spagna
queste strategie hanno consentito di arrivare a pagare l’energia 18 euro a
megawattora mentre in Italia negli ultimi giorni ha sfiorato i 160 euro a
megawattora. Li’ il gas fa il prezzo dell’energia solo per il 15% del
tempo mentre da noi quasi per l’80%”. Cosi’ la segretaria del Pd Elly
Schlein. “Cosi’ non si puo’ andare avanti, le famiglie sono in bolletta e
le imprese perdono competitivita’. Inoltre e’ notizia di oggi che comincia
a mancare il carburante per i voli aerei che vengono razionati. Intanto la
guerra prosegue e i prezzi rischiano di salire ancora, mangiandosi pure
gli effetti dei decreti del governo, le cui risposte saranno solo un
pannicello caldo se non si pone fine al conflitto – prosegue Schlein –
Essere acriticamente subalterni a Trump ci sta causando solo danni: lui si
deve fermare e questa guerra illegale deve finire, il governo lo deve dire
con chiarezza”.
Iran, Idf: “Raid siti petrolchimici, producono materiali per armi”
Gli impianti petrolchimici attaccati da
Israele in Iran “producono materiali per armi”. Lo dice il portavoce delle
IDF commentando l’attacco agli impianti petrolchimici in Iran. Nel sito
colpito, afferma il portavoce dell’esercito israeliano, venivano prodotti
materiali chimici per la fabbricazione di armi. L’infrastruttura colpita
si trova a Mahshahr, nel sud-ovest dell’Iran. Le IDF hanno dichiarato che
“e’ stato colpito un sito in cui si trovava una delle due infrastrutture
centrali utilizzate per produrre materiali per esplosivi, missili
balistici e altre armi. Il sito e’ uno dei principali in cui viene
prodotto il materiale essenziale per i missili balistici”.
Decine di migliaia di persone manifestano contro la guerra a Baghdad
Decine di migliaia di sostenitori dell’influente religioso sciita Moqtada al-Sadr si sono riuniti oggi a Baghdad e in tutto l’Iraq per condannare Israele e gli Stati Uniti e chiedere la fine del conflitto in Medio Oriente.
L’Iraq è stato trascinato nella guerra contro la sua volontà, scatenata il 28 febbraio dai raid aerei congiunti statunitensi e israeliani contro l’Iran. I gruppi filo-iraniani attaccano gli interessi americani in Iraq e sono a loro volta soggetti ad attacchi di rappresaglia attribuiti agli Stati Uniti e a Israele.
Decine di migliaia di uomini e alcune donne hanno invaso le strade intorno a Piazza Tahrir, nel centro di Baghdad, oggi pomeriggio, sventolando bandiere irachene e scandendo slogan come: “No a Israele” e “No all’America”.
Iran, Meloni: “nel Golfo no visita simbolica ma difesa interessi italiani”
Iran, Meloni: “No visita simbolica ma difesa interessi italiani”
Quella nel Golfo “non è una visita semplicemente simbolica”, quello “che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell’Iran. Ma il nostro obiettivo non è semplicemente fare testimonianza, era e deve dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani”. Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
Iran, Meloni: “Nel Golfo si decide sicurezza. Importante esserci”
“In questi giorni ho voluto essere in Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti. Credo che per l’Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico. Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall’inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica”. Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
A Bari maratona di musica e parole per la nuova missione Flottilla verso Gaza
“L’appuntamento di oggi è stato pensato per tornare a puntare l’attenzione su Gaza e sul genocidio” contro il popolo palestinese e “per lanciare la prossima missione” della Global Sumud Flotilla “che parte a fine aprile per dirigersi verso Gaza”. Lo ha dichiarato Tony La Piccirella, del coordinamento Global Sumud Flotilla, durante la ‘maratona’ in corso a Bari da stamattina in vista della nuova missione verso Gaza. Sulla spiaggia barese di Pane e Pomodoro, infatti, dalle 11 di questa mattina e fino a sera, si stanno alternando artisti, musicisti, presentatori e pensatori che gratuitamente stanno animando la maratona di musica e parole sostenuta anche dal Comune di Bari. La Piccirella aveva partecipato anche alla prima missione di Flottilla. Mentre l’attivista parla, nelle acque baresi passa l’imbarcazione Zeineddin che fa parte della Global Sumud Flotilla che il 7 aprile salperà per la Sicilia dove si unirà alle altre imbarcazioni provenienti da Spagna e Francia per poi navigare verso Turchia, Grecia, fino a Gaza. “Quello di oggi – ha aggiunto La Piccirella – è soprattutto un momento di solidarietà, perché vogliamo sentirci vicini al popolo palestinese ma anche a tutti i popoli oppressi, oppressi da tutto quello che è accaduto questo inverno, da tutte le operazioni militari promosse da Stati Uniti e da Israele al solo scopo di rubare terra, risorse e vita, di normalizzare la legge del più forte scavalcando ogni principio di diritto e di dignità umana”.
Iran, Idf: “Identificato missile lanciato da Yemen”
L’esercito israeliano ha rilevato un missile lanciato
dallo Yemen verso il territorio israeliano, il quinto attacco di questo
tipo dall’inizio della guerra in Medio Oriente. “Le Forze di Difesa
Israeliane (IDF) hanno identificato il lancio di un missile dallo Yemen
verso il territorio israeliano; i sistemi di difesa aerea sono in funzione
per intercettare la minaccia”, ha affermato l’esercito.
Più di mille in piazza a Tel Aviv contro la guerra con l’Iran e Hezbollah
“Basta con la guerra infinita”: più di mille persone hanno manifestato in serata a Tel Aviv contro la guerra condotta da Israele contro l’Iran e Hezbollah in Libano, chiedendo alle autorità di porvi fine, prima di essere disperse dalla polizia. “Non bombardate! Parlate!”, “Basta con le sciocchezze di Bibi”, hanno scandito i manifestanti riuniti in piazza Habima, nel cuore della metropoli, come ha osservato un giornalista dell’Afp. Una donna teneva un cartello con la scritta: “Netanyahu è la più grande minaccia all’esistenza di Israele”, riferendosi al primo ministro Benyamin Netanyahu, soprannominato “Bibi”. Il Medio Oriente è precipitato in una guerra dal 28 febbraio, scatenata dall’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, a cui Teheran sta rispondendo con attacchi missilistici e con droni contro Israele e diversi paesi della regione.
Iran: Netanyahu conferma attacchi a siti petrolchimici
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu,
in un video pubblicato sulle reti sociali ha confermato gli attacchi agli
impianti petrolchimici iraniani denunciati oggi da Teheran. “Dopo aver
distrutto il 70% della loro capacita’ produttiva di acciaio, materia prima
per le armi che usano contro di noi, oggi abbiamo colpito i loro impianti
petrolchimici”, ha dichiarato Netanyahu nel filmato, “entrambi
rappresentano la loro fonte di finanziamento per la guerra del terrore
contro di noi e contro il mondo intero”. “Continueremo a schiacciarli”, ha
promesso Netanyahu.
Onu: “L’Idf distrugge 17 telecamere di sorveglianza dell’Unifil in Libano”
Le truppe israeliane hanno distrutto 17 telecamere di sorveglianza presso il quartier generale delle forze di pace Onu nel Libano meridionale in 24 ore. Lo ha riferito oggi all’Afp una fonte della sicurezza Onu. Dall’inizio della guerra, il 2 marzo, tra Israele e Hezbollah, la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) si trova nel fuoco incrociato tra gli attacchi del movimento filo-iraniano contro le posizioni israeliane e l’invasione di terra israeliana del Libano meridionale, che sta conducendo attacchi anche nel Paese vicino. “Diciassette telecamere presso il nostro quartier generale sono state distrutte dall’esercito israeliano”, a Naqoura, città costiera nel Libano meridionale, ha affermato la fonte della sicurezza, parlando in condizione di anonimato. “Le telecamere sono state distrutte con quello che sembra essere una sorta di laser”, ha precisato la portavoce dell’Unifil, Kandice Ardiel. “I soldati israeliani sono presenti a Naqoura e questa settimana hanno effettuato massicce demolizioni di edifici nel villaggio”, ha aggiunto. Già da giovedì, i caschi blu avevano assistito alla distruzione di ampie zone di Naqoura da parte dei soldati israeliani, avvenuta dall’inizio della settimana, ha affermato. “Non solo case e attività commerciali sono state rase al suolo, ma la forza delle esplosioni ha danneggiato anche il quartier generale dell’Unifil”, ha specificato. La stessa forza Onu ha riferito che tre caschi blu indonesiani sono stati uccisi in due incidenti separati domenica e lunedì, prima che ieri sie verificasse un’esplosione in una delle sue basi – la cui origine non è stata ancora determinata – che ha ferito altri tre caschi blu indonesiani. L’esercito israeliano ha attribuito l’esplosione di venerdì a un razzo di Hezbollah “che è atterrato su una postazione Unifil”.
Iran, media: “Scorte Usa missili Jassm-Er già scese a un quarto”
Dall’inizio della guerra all’Iran, le scorte
statunitensi di missili stealth a lunga gittata Jassm-Er sono gia’ scese a
meno di un quarto della disponibilita’ precedente al conflitto. Lo
riferisce Bloomberg. Nel dettaglio, prima dell’aggressione alla Repubblica
Islamica gli Stati Uniti avevano 2.300 missili Jassm-Er e ora negli
arsenali ne sarebbero rimasti appena 425 disponibili. Inoltre, dei quasi
1.900 missili destinati all’attacco all’Iran piu’ di mille sarebbero gia’
stati impiegati, avverte Bloomberg, secondo la quale ripristinare le
scorte potrebbe richiedere anni.
MO, Pizzaballa: “Terra lacerata ma nessuna ferita è insanabile”
“Le porte sono ancora chiuse. Il
silenzio e’ quasi assoluto, rotto forse dal rumore lontano di cio’ che la
guerra continua a seminare in questa terra santa e lacerata. Tuttavia,
proprio qui, in questo luogo dove la morte e’ stata abitata da Dio, la
Parola di Dio risuona piu’ forte di ogni silenzio”. Cosi’ il Patriarca di
Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, presiedendo, nelle
prime ore dell’alba la vigilia pasquale al Santo Sepolcro. “E lo dico con
semplicita’: anche noi, oggi, celebriamo con una fede provata, fragile,
forse stanca… eppure ancora in piedi. Non perche’ siamo forti, ma
perche’ qui ci sostiene Qualcuno”, ha sottolineato il porporato rimarcando
che “nessuna terra e’ per sempre contesa, nessuna ferita e’ per sempre
insanabile” ed esortando a essere “artigiani di speranza” e di
riconciliazione. “Qui la morte non e’ stata evitata, ne’ attenuata, ma e’
stata affrontata fino in fondo. Dio non ha scelto una via di fuga, ma ha
deciso di entrare nella condizione umana nella sua realta’ piu’ profonda,
assumendo su di se’ tutte le dimensioni dell’esistenza, compresa quella
che oggi, purtroppo, sperimentiamo in maniera spesso violenta: il dolore e
la morte. Non per ‘spiegarli’ da lontano, ma per abitarli da vicino”. “In
questo momento sembra non ci sia nessuno che possa rotolare via le pietre
delle tombe che la sofferenza per questa situazione di guerra continua a
scavare”, ha aggiunto Pizzaballa commentando il brano evangelico sulla
Resurrezione. “Ma proprio per questo ascoltiamo con piu’ urgenza la
domanda che le donne portavano nel cuore: ‘Chi ci rotolera’ via la
pietra’. Non e’ solo una domanda pratica. E’ la domanda di ogni ricerca di
speranza quando sembra che non ci sia piu’ nulla da fare. E’ la domanda di
chi ama senza cercare risposte immediate, di chi si avvicina al mistero
con fiducia, anche quando il cammino appare oscurato”. “Oggi – ha proseguito – quella
domanda sale da tutta la Terra Santa, e da ogni luogo del mondo segnato
dalla violenza. E la risposta non e’ un annuncio a vuoto, ma un evento: la
pietra e’ stata rotolata via. Non dalla nostra forza, ma dalla potenza
dell’amore di Dio che e’ piu’ forte della morte”. Allora, “questa Veglia
ci interroga: stiamo ancora cercando di rotolare da soli le pietre che ci
opprimono? O lasciamo che sia Lui, il Vivente, a precederci? Perche’ la
Pasqua non e’ il risultato dei nostri sforzi di pace, per quanto
necessari. E’ il fondamento che rende possibile ogni sforzo. Se il
sepolcro e’ vuoto, allora nulla e’ veramente chiuso. Nessuna terra e’ per
sempre contesa, nessuna ferita e’ per sempre insanabile, nessuna memoria
e’ per sempre prigioniera dell’odio”, ha rimarcato Pizzaballa che ha
aggiunto: “Anche quando la guerra sembra dirci il contrario, noi siamo
quelli che hanno visto la pietra rimossa”, “Gerusalemme, citta’ segnata
dalla memoria della morte e oggi da tante divisioni, diventa il luogo in
cui si annuncia la vita. Non una vita ideale, lontana, spiritualista. La
vita concreta, quella delle persone, delle case, delle relazioni, delle
comunita'”. “E permettetemi di dirlo cosi’: se qui, oggi, c’e’ una
‘pietra’ che davvero possiamo portare via, e’ quella che ci pesa dentro –
la pietra della rassegnazione, del rancore, della sfiducia. Il Vangelo non
ci chiede di compiere imprese straordinarie, ma di custodire la vita,
anche nelle piccole cose”, ha concluso esortando a diventare “per quanto
possiamo, ‘pietre vive’, segni di riconciliazione, artigiani di speranza,
testimoni di una vita che la morte non riesce piu’ a chiudere”.
Iran, Idf: “In corso nuovo attacco missilistico contro Israele”
E’ in corso un nuovo attacco missilistico contro
Israele, la quarta ondata in tre ore. Lo riferiscono le Idf. Secondo il
Times of Israel, l’obiettivo e’ il nord dello Stato ebraico.
Idf: “Morto un soldato israeliano in Libano”
L’esercito israeliano ha annunciato la
morte di un soldato negli scontri nel sud del Libano. “Il sergente di
prima classe Guy Ludar, di 21 anni e’ caduto durante un combattimento nel
sud del Libano”, ha dichiarato l’esercito israeliano. Il numero di soldati
israeliani uccisi nel sud del Libano sale a 11 dall’inizio delle
operazioni di terra contro Hezbollah, il mese scorso.
Iran: “L’Iraq sarà esentato dalle restrizione al transito di Hormuz”
Il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato che l’Iraq sarà esentato da qualsiasi restrizione al transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riportano oggi i media iraniani, segnalando un trattamento preferenziale per Baghdad mentre Teheran rafforza il controllo su questa strategica via d’acqua. Lo scrive The Guardian.
Iran: “Il 60% del ponte B1 a Karaj danneggiato nell’attacco”
Il 60% del ponte dell’autostrada B1 a Karaj è stato danneggiato, con sei dei suoi sette piloni di sostegno gravemente colpiti, dopo essere stato preso di mira da un attacco “nemico” giovedì scorso, secondo quanto riportato dai media iraniani che citano il direttore esecutivo del progetto della tangenziale nord di Karaj. Lo riporta Iran International.
Libano: dal 2 marzo oltre 1.400 morti tra cui 126 bambini
E’ di oltre 1.400 morti, tra cui 126 bambini, il
bilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano a partire dal
2 marzo, quando sono riprese le ostilita’ tra Tel Aviv e Hezbollah. Lo
riferisce il ministero della Salute di Beirut. Almeno 54 operatori
sanitari e 93 donne figurano tra le vittime.
Iran, media: un missile ha colpito Gerusalemme
Un missile iraniano ha colpito Gerusalemme senza
che le sirene antiaeree riuscissero a dare l’allerta. E’ quanto sostiene
l’agenzia Fars, che cita fonti israeliane.
Unem: “Sorpresa e sconcerto per ipotesi tassa extraprofitti energia”
Unem “apprende dell’iniziativa italiana di tassare eventuali extra-profitti delle società energetica avanzata al Commissario Ue per il Clima, Wopke Hoekstra, insieme a Spagna, Portogallo, Austria e Germania e non può evitare di esprimere sorpresa e sconcerto”. In una nota l’associazione che riunisce le aziende che operano della lavorazione, della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi, sottolinea come “sarebbe necessario evitare ulteriori elementi di instabilità” mettendo “in crisi un settore che si sta impegnando per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti”.
Iran: Teheran, Iraq esente da qualsiasi restrizione a Hormuz
L’Iran sostiene che l’Iraq sia esente da qualsiasi
restrizione nello stretto di Hormuz.
Iran, Kuwait intercetta 8 missili e 19 droni in 24 ore
Le autorita’ del Kuwait hanno riferito di aver
intercettato nelle scorse 24 ore 8 missili balistici e 19 droni nel
proprio spazio aereo. Non ci sono ne’ feriti ne’ danni materiali, aggiunge
il ministero della Difesa del Kuwait, secondo Al Jazeera.
Iran: uova contro ambasciata, denunciate due attiviste a Roma
Avevano lanciato uova contro il muro perimetrale
dell’ambasciata dell’Iran le due giovane iraniane bloccate nella tarda
mattinata di oggi da personale della Polizia di Stato mentre, all’esterno
dell’edificio, partecipavano ad un raduno di protesta organizzato senza
formale preavviso. Gli agenti del commissariato Vescovio avevano raggiunto
la sede diplomatica dopo la segnalazione dell’arrivo dei primi
manifestanti: le due ragazze, rispettivamente di 19 e 21 anni, dopo essere
state identificate, sono state accompagnate negli uffici del commissariato
e denunciate per imbrattamento. Gli altri attivisti, una decina, sono
stati allontanati nel giro di pochi minuti.
Iran: media, F-15 abbattuto probabilmente partito da base Gb
Il caccia americano abbattuto in Iran venerdi’
potrebbe essere partito da una delle principali basi Usa nel Regno Unito,
secondo analisti militari, riaccendendo il dibattito sul coinvolgimento
britannico nel conflitto. Lo riporta il New York Times. Secondo l’Us Air
Force, il 48th Fighter Wing schiera velivoli F-15E Strike Eagle e F-35A
nelle basi di RAF Lakenheath e RAF Feltwell, mentre bombardieri strategici
come B-52 e B-1 sono stati dispiegati presso RAF Fairford. Secondo Justin
Bronk del Royal United Services Institute, le immagini diffuse dai media
iraniani dei rottami indicherebbero un F-15E appartenente al 494th Fighter
Squadron di Lakenheath, sulla base delle marcature visibili sullo
stabilizzatore verticale. Tuttavia, ne’ il Comando centrale degli Stati
Uniti ne’ il ministero della Difesa britannico hanno confermato l’origine
del velivolo. L’eventuale utilizzo di basi britanniche per operazioni
contro l’Iran resta un tema sensibile a Londra. Il primo ministro Keir
Starmer, inizialmente contrario a un coinvolgimento diretto, aveva
rifiutato di autorizzare l’uso delle basi per i primi attacchi
statunitensi. La posizione e’ stata poi progressivamente rivista dopo le
ritorsioni iraniane, tra cui un attacco con drone – attribuito a Hezbollah
– contro una base britannica a Cipro. Londra ha quindi autorizzato l’uso
delle installazioni per scopi “difensivi e limitati”, prima di aprire
anche a operazioni mirate a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, in
risposta all’impennata dei prezzi energetici causata dalle interruzioni
dei traffici marittimi. Resta tuttavia alta la cautela politica, con
un’opinione pubblica britannica largamente scettica rispetto alla campagna
militare americana contro l’Iran.
Iran: premier slovacco all’Ue, rimuovere sanzioni energia russa
Il primo ministro slovacco, Robert Fico, ha affermato che l’Unione europea dovrebbe porre fine alle sanzioni su petrolio e gas russi, ripristinare i flussi dell’oleodotto Druzhba e rilanciare il dialogo con Mosca per affrontare la crisi energetica aggravata dalla guerra in Iran. In una dichiarazione diffusa dopo un colloquio con il premier ungherese Viktor Orban, Fico ha sostenuto la necessita’ di garantire agli Stati membri l’accesso a tutte le fonti energetiche disponibili, inclusa la Russia, per compensare le carenze di approvvigionamento. Le posizioni di Bratislava e Budapest restano isolate all’interno dell’Ue, dove la maggioranza dei Paesi ha ridotto o interrotto i rapporti energetici con Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina.
Iran: udite sei esplosioni sopra Gerusalemme
Diverse forti esplosioni sono state udite sopra
Gerusalemme dopo che l’esercito israeliano aveva segnalato il rilevamento
di missili in arrivo dall’Iran. Sono state segnalate almeno sei
detonazioni nella citta’, a oltre un mese dall’inizio del conflitto
scatenato dai raid di Israele e Stati Uniti contro Teheran. In precedenza,
i servizi di soccorso avevano segnalato il ferimento di cinque persone in
seguito ad attacchi missilistici su Tel Aviv e in altre aree del centro di
Israele.
Iran, Onu e Ua: “Conflitto rappresenta grave rischio per l’Africa”
Il conflitto in corso in Medio Oriente
rappresenta un “rischio grave” per l’Africa, con il pericolo di una nuova
crisi del costo della vita, secondo un rapporto congiunto di Unione
africana, Banca africana di sviluppo e agenzie delle Nazioni Unite. Nel
documento, elaborato insieme al Programma delle Nazioni unite per lo
sviluppo e alla Commissione economica per l’Africa, si sottolinea come il
Medio Oriente rappresenti il 15,8% delle importazioni africane e il 10,9%
delle esportazioni, rendendo il continente particolarmente esposto agli
shock derivanti dalla guerra. Secondo gli autori, il conflitto potrebbe
rapidamente trasformarsi in una crisi del costo della vita a causa
dell’aumento dei prezzi di carburanti e alimenti, dei costi di trasporto e
assicurazione, nonche’ delle pressioni sui tassi di cambio e sui bilanci
pubblici. Le prospettive di crescita restano fragili: una perdita di 0,2
punti percentuali del Pil africano e’ prevista per il 2026 se il conflitto
dovesse protrarsi oltre sei mesi. Le difficolta’ nell’approvvigionamento
di gas naturale liquefatto dal Golfo rischiano inoltre di incidere sulla
produzione di fertilizzanti, aumentandone i prezzi proprio durante la
stagione delle semine. Il rapporto evidenzia anche che le valute di 29
Paesi africani si sono gia’ deprezzate, con effetti negativi sul costo del
debito estero, sulle importazioni e sulle riserve in valuta. Alcuni Paesi
potrebbero beneficiare temporaneamente dell’aumento dei prezzi delle
materie prime o della riorganizzazione delle rotte commerciali – come
Nigeria e Mozambico – cosi’ come alcuni porti africani potrebbero trarre
vantaggio dal dirottamento del traffico via Capo di Buona Speranza.
Tuttavia, questi effetti positivi resterebbero limitati e disomogenei. Gli
autori avvertono inoltre del rischio di un’intensificazione dei conflitti
nel continente, legata a nuove competizioni geopolitiche e al controllo di
risorse strategiche e rotte marittime, in particolare nel Mar Rosso.
Preoccupa infine la possibile riduzione dei fondi per l’aiuto umanitario,
che potrebbero essere dirottati verso altre crisi.
Iran: il blocco di Internet entra nella quinta settimana
Il blocco di internet in Iran entra nella quinta
settimana. Lo riporta il gruppo di monitoraggio di internet NetBlocks,
secondo cui la connettivita’ con l’esterno rimane all’1% dei livelli
normali. L’organizzazione afferma che la misura sta “isolando la
popolazione, mentre le autorita’ studiano modi per consentire l’accesso a
utenti selezionati tramite un sistema di whitelisting a piu’ livelli”.
Diversi siti approvati dal governo e figure filo-governative rimangono
online. Chiunque tenti di connettersi a internet utilizzando servizi
satellitari come Starlink rischia fino a due anni di carcere.
Ue valuta lettera su tassa extraprofitti petrolio: “Risponderemo”
“Abbiamo ricevuto la lettera. La stiamo attualmente valutando e risponderemo a tempo debito”. E’ quanto dichiara un portavoce della Commissione Ue sulla richiesta dei ministri di cinque Stati membri, Italia inclusa, di una misura per tassare gli extraprofitti sul caro petrolio. “Più in generale, la Commissione sta lavorando a stretto contatto con gli Stati membri su possibili misure politiche mirate in risposta all’attuale crisi energetica che l’Europa sta affrontando. Sebbene non ci troviamo nella stessa situazione, è importante tenere conto degli insegnamenti tratti dal 2022, inclusa la temporanea contribuzione di solidarietà Ue”.
Idf conferma i raid su impianti petrolchimici iraniani: “Usati per produrre missili”
L’Idf ha confermato di aver bombardato oggi impianti petrolchimici nel sud dell’Iran, affermando che tali siti venivano utilizzati da Teheran per la produzione di materiali per missili balistici. Secondo l’esercito, gli attacchi hanno portato all’interruzione di tutta la produzione di materiali chimici, prevedendo che causeranno danni economici per miliardi di dollari. L’agenzia di stampa Fars aveva precedentemente riportato che diversi impianti nella Zona Speciale Petrolchimica di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, erano stati colpiti e che cinque persone erano rimaste ferite.
India torna a comprare greggio iraniano, non accadeva dal 2019
L’India ha ripreso l’acquisto di petrolio
iraniano per la prima volta dal 2019, interrompendo anni di stop legati
alle pressioni degli Stati Uniti, a causa delle difficolta’ di
approvvigionamento globale provocate dal conflitto in Medio Oriente. Lo ha
confermato il ministero del Petrolio e del gas naturale, spiegando che
“nel contesto delle interruzioni delle forniture in Medio Oriente, le
raffinerie indiane hanno garantito il fabbisogno di greggio, incluso
quello proveniente dall’Iran”. Nuova Delhi, terzo importatore mondiale di
petrolio, non riceveva carichi da Teheran dal 2019 proprio per le sanzioni
statunitensi. Il mese scorso Washington ha pero’ allentato temporaneamente
le restrizioni su petrolio e prodotti raffinati iraniani per far fronte
alla crisi di offerta. Secondo il governo indiano, il Paese importa
greggio da oltre 40 nazioni e le compagnie dispongono di piena
flessibilita’ nella scelta dei fornitori in base a criteri commerciali.
Nel dettaglio, e’ gia’ arrivato un primo carico di Gpl: circa 44 mila
tonnellate di origine iraniana sono state consegnate in settimana nel
porto occidentale di Mangalore, dove il combustibile e’ in fase di
scarico. Le autorita’ hanno assicurato che le necessita’ energetiche del
Paese restano coperte per i prossimi mesi, nonostante le tensioni. Il
blocco dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran – arteria da cui
transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto a livello
globale, quota che sale fino all’89% per l’Asia – continua a pesare sui
mercati e sui flussi energetici internazionali.
Iran, chiuso valico frontiera con l’Iraq dopo attacco mortale
L’Iraq ha chiuso il valico di frontiera di
Shalamcheh con l’Iran dopo che un raid aereo ha ucciso un cittadino
iracheno sul lato iraniano. Il valico e’ una via di approvvigionamento
vitale per le importazioni di cibo dall’Iran in Iraq e qualsiasi
interruzione prolungata potrebbe rapidamente compromettere le forniture ai
mercati locali, scrivono i media. Cinque cittadini iracheni sono rimasti
gravemente feriti nei raid che hanno colpito un’area di accoglienza
passeggeri sul lato iraniano del valico. Le autorita’ hanno dichiarato di
aver visto dei droni sorvolare la zona pochi istanti prima delle
esplosioni. Le autorita’ di frontiera irachene hanno affermato di essere
state informate dalle autorita’ iraniane che il transito di camion e
passeggeri sarebbe stato ripristinato nelle prossime ore, una volta
completati i lavori sui sistemi di transito e di controllo passaporti.
Missili israeliani sferzano il centro di Israele, ingenti danni e sei feriti
L’Iran ha lanciato diverse salve di missili balistici contro Israele oggi, causando ingenti danni alle abitazioni e ferendo leggermente sei persone, secondo quanto riferito dalle autorità. Lo riporta il Times of Israel.
Missili con testate a grappolo hanno colpito oltre una dozzina di siti nel centro di Israele. Poco dopo l’una di notte, un missile balistico con una testata convenzionale di diverse centinaia di chilogrammi si è schiantato nella zona industriale di Neot Hovav, a sud di Beersheba, provocando un incendio. Un’ora dopo, l’Iran ha lanciato un missile balistico, con testata a grappolo, contro il centro di Israele.
L’esplosione ha causato il parziale crollo di un edificio a Ramat Gan, mentre una linea elettrica ad alta tensione è stata danneggiata nell’attacco a Rosh Ha’ayin, provocando un’interruzione di corrente in alcune zone della città. Un uomo di 45 anni è rimasto leggermente ferito da schegge di vetro a Bnei Brak ed è stato trasportato in ospedale per le cure, secondo quanto riferito dai medici.
Dopo una pausa di 10 ore, una seconda salva di missili balistici è stata lanciata contro il centro di Israele, causando quattro feriti secondo il Times of Israel. L’attacco ha causato gravi danni agli edifici residenziali nelle città centrali di Bnei Brak e Ramat Gan. Le bombe hanno colpito anche Tel Aviv e Petah Tikva, provocando danni a strade e automobili. Durante l’attacco, due submunizioni a grappolo hanno colpito la zona nei pressi del quartier generale delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di Kirya, a Tel Aviv. Un parcheggio adiacente alla base e una scuola vicina hanno subito danni. Non ci sono stati feriti.
L’esplosione di un altro missile iraniano con testata a grappolo, lanciato contro Israele nel tardo pomeriggio di oggi, ha ferito lievemente un uomo di 52 anni. Sono stati segnalati danni anche nei sobborghi di Tel Aviv di Ramat Gan, Givatayim e Bnei Brak, colpiti dall’attacco pomeridiano.
Carburanti, Lufthansa: “Ci saranno criticità con conflitto lungo”
Il gruppo Lufthansa teme possibili ripercussioni nella fornitura di cherosene in caso di prolungamento del conflitto in Medio Oriente, in un contesto in cui una quota rilevante della produzione globale di carburante per l’aviazione e’ concentrata nell’area del Golfo Persico. “La disponibilita’ di carburante per il trasporto aereo e’ gia’ problematica in alcuni aeroporti asiatici”, ha dichiarato Grazia Vittadini, responsabile per tecnologia, IT e innovazione, in un’intervista a Die Welt. “Piu’ a lungo lo Stretto di Hormuz restera’ di fatto impraticabile, piu’ la sicurezza degli approvvigionamenti di cherosene diventera’ critica”. Dall’inizio del conflitto con l’Iran, il passaggio nello Stretto e’ considerato a rischio, con ripercussioni sulla logistica energetica globale. Le difficolta’ nelle forniture hanno gia’ determinato un aumento dei prezzi del cherosene, in alcuni casi superiore al 100%.Le compagnie del gruppo risultano solo parzialmente protette dal rincaro. “Per le nostre compagnie passeggeri, circa l’80% del fabbisogno di carburante per l’anno in corso e’ coperto da operazioni di copertura, che attenuano l’impatto del rialzo dei prezzi petroliferi. Tuttavia, anche noi risentiamo dell’aumento dei costi del cherosene”, ha aggiunto Vittadini.Anche Michael O’Leary, amministratore delegato di
Ryanair, aveva gia’ avvertito qualche giorno fa che un prolungamento del
conflitto con l’Iran potrebbe causare, gia’ da inizio maggio, interruzioni
nelle forniture di carburante, con effetti al rialzo sui prezzi dei
biglietti nei mesi successivi. “Confidiamo che la guerra finisca prima di
allora e che i rischi per l’approvvigionamento scompaiano”, ha dichiarato
il dirigente alla rete britannica ‘Sky News’ in un’intervista rilasciata
il primo aprile. Ryanair, leader in Europa per volume di passeggeri, e’
“ragionevolmente ben coperta” poiche’ ha acquistato in anticipo circa
l’80% del proprio carburante fino a marzo 2027 al prezzo di 67 dollari al
barile. A suo avviso, se il conflitto dovesse concludersi e lo Stretto di
Hormuz venisse riaperto “a meta’ aprile, allora non ci sarebbero rischi”
per l’approvvigionamento di carburante per l’aviazione. Tuttavia, se la
guerra dovesse continuare “e l’interruzione dell’approvvigionamento
persistere”, le compagnie aeree ritengono che circa il 10, 20 o 25% delle
“forniture potrebbero essere interessate nei mesi di maggio e giugno”.
Iran, Rubio: “Nipoti Soleimani in custodia Ice, saranno espulse”
“Fino a poco tempo fa, Hamideh Soleimani Afshar e
sua figlia erano titolari di una green card e vivevano nel lusso negli
Stati Uniti. Afshar e’ la nipote del defunto generale iraniano Qasem
Soleimani. E’ anche una fervente sostenitrice del regime iraniano, che ha
celebrato gli attacchi contro gli americani e si e’ riferita al nostro
Paese come al “Grande Satana”. Questa settimana ho revocato lo status
legale sia di Afshar che di sua figlia, che ora sono sotto la custodia
dell’Ice, in attesa di essere espulse dagli Stati Uniti”. Lo scrive su X
il segretario di Stato americano, Marco Rubio. “L’amministrazione Trump
non permettera’ che il nostro Paese diventi un rifugio per cittadini
stranieri che sostengono regimi terroristici anti-americani”, aggiunge.
Usa, arrestati i parenti del generale iraniano Soleimani
Gli agenti federali americani hanno arrestato negli Stati Uniti, venerdì, la nipote e la pronipote del defunto generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso in un blitz statunitense a gennaio del 2020 con un drone: lo riferisce il Dipartimento di Stato. Le due donne sono state arrestate dopo che il segretario di Stato Marco Rubio ha revocato il loro status di residenza permanente.
“Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia sono ora sotto la custodia dell’U.S. Immigration and Customs Enforcement (Ice)”, ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato.
Iran: Turchia negozia per passaggio nove navi turche
Le autorita’ turche proseguono gli sforzi
diplomatici per consentire il passaggio nello Stretto di Hormuz a nove
navi di proprieta’ turca, ma battenti bandiera di altri Paesi, ancora
bloccate nell’area a causa della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Lo ha riferito il ministro dei Trasporti, Abdulkadir Uraloglu, spiegando
che all’inizio del conflitto si trovavano nello stretto 15 navi di
proprieta’ turca. Di queste, due hanno gia’ lasciato la zona, mentre
quattro non hanno richiesto l’uscita – due impegnate nella produzione di
energia e due nel commercio locale. Restano quindi nove unita’ per le
quali Ankara sta lavorando “in coordinamento con il ministero degli
Esteri”.
Di Palma (Enac): “Situazione carburanti legata a Pasqua non a blocco Hormuz”
Le difficoltà in alcuni scali aeroportuali per l’approvvigionamento di carburante sono “legate al periodo pasquale di traffico intenso” e non al “blocco dello stretto di Hormuz”, si tratta di due “situazioni diverse che non collegherei”. E’ quanto afferma il presidente dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, Pierluigi Di Palma, contattato dall’ANSA secondo cui “ovviamente se il conflitto e il blocco dello stretto dovesse continuare”, “ci saranno delle conseguenze ma al momento vedo le diplomazie al lavoro per riaprire i traffici” navali e le forniture. Per Di Palma le compagnie operanti in Italia al momento “non hanno modificato la loro operatività”, ci “sono sicuramente dei contingency plan” in caso di aggravio della situazione.
Di Palma suggerisce comunque ai consumatori di proteggersi da eventuali cancellazioni sottoscrivendo un’assicurazione al momento di acquistare un biglietto per i prossimi mesi.
Erdogan sente Rutte: “Impasse geostrategica, sforzi per porre fine a guerra Iran”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che la guerra in Medio Oriente ha portato a una “situazione di stallo geostrategico”, durante una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo quanto riportato dal suo ufficio. “Il presidente Erdogan ha affermato che il processo avviato dall’intervento contro l’Iran ha portato a una situazione di stallo geostrategico e che la comunità internazionale deve raddoppiare gli sforzi per porre fine a questa guerra”, si legge nella dichiarazione. La Turchia ha tentato di mediare per porre fine alle ostilità, in particolare attraverso negoziati condotti con Pakistan ed Egitto. Erdogan ha affermato che il suo Paese sta anche continuando gli sforzi “per raggiungere una soluzione pacifica” al conflitto tra Russia e Ucraina: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato oggi a Istanbul per colloqui con Erdogan. Un alto funzionario ucraino ha dichiarato all’Afp che i colloqui non riguarderanno solo i droni intercettori, ma anche la cooperazione in materia di sicurezza in generale. La presidenza turca ha dichiarato su X che i colloqui si concentreranno “sugli sforzi per un cessate il fuoco e una soluzione duratura”.
Iran: arrestate nipote e pronipote Soleimani negli Usa
Il dipartimento di Stato americano ha annunciato
che la nipote e la pronipote di Qasem Soleimani sono state arrestate da
agenti federali negli Stati Uniti. Lo rendono noto media americani secondo
cui il segretario di Stato, Marco Rubio, ha revocato il permesso di
soggiorno permanente alle due parenti dell’ex comandante della Forza Quds
iraniana, ucciso nel 2020 in un raid Usa a Baghdad.
Wp: “Da aziende private cinesi intelligence all’Iran su truppe Usa”
Ci sono aziende cinesi che forniscono all’Iran informazioni di intelligence utili e utilizzabili che espongono le forze Usa: tuttavia, riferisce il Washington Post, si tratterebbe di “aziende private” e, di fatto, il Partito comunista cinese starebbe cercando di “mantenere le distanze”. Quando, cinque settimane fa, è scoppiata la guerra in Iran, gli “investigatori” dei social media, attivi su piattaforme occidentali e cinesi, hanno segnalato un’ondata di post virali che hanno descritto in modo dettagliato le attrezzature presenti nelle basi Usa, i movimenti dei gruppi navali d’attacco americani e altre analisi minuziose. Le informazioni di intelligence provengono da un nuovo mercato in rapida espansione: aziende cinesi, alcune delle quali con legami con l’Esercito popolare di liberazione, che combinano l’intelligenza artificiale con dati open source per commercializzare informazioni che, a loro dire, sarebbero in grado di “svelare” i movimenti delle forze statunitensi. Pechino ha cercato di prendere le distanze da qualsiasi coinvolgimento diretto nella guerra in Iran: tuttavia, queste aziende, molte delle quali sono emerse negli ultimi cinque anni nell’ambito della spinta governativa a sfruttare l’IA del settore privato per scopi militari, stanno capitalizzando sul conflitto. Funzionari Usa ed esperti di intelligence sono divisi sulla questione se gli strumenti commercializzati pubblicamente dalle aziende cinesi costituiscano una minaccia reale o se siano effettivamente usati in modo credibile dagli avversari degli Stati Uniti, ma concordano sul fatto che il proliferare di offerte da parte del settore privato segnali un crescente rischio per la sicurezza e rifletta l’intento di Pechino di proiettare la forza delle proprie capacità di intelligence. La Cina ha investito centinaia di milioni di dollari a sostegno di aziende private impegnate nello sviluppo di un’IA con applicazioni nel settore della difesa, il tutto nell’ambito della sua strategia di integrazione civile-militare. Il mese scorso, inoltre, ha annunciato piani volti a potenziare ulteriormente tali sforzi, inserendoli in una più ampia strategia nazionale quinquennale. Le crescenti capacità delle aziende cinesi nel campo dell’IA stanno rendendo questi strumenti ancora più potenti, evidenziando la sfida sempre più ardua di occultare i movimenti militari statunitensi agli occhi degli avversari. MizarVision, un’azienda con sede a Hangzhou fondata nel 2021, è ad esempio una delle società che utilizza un mix di dati di origine occidentale e cinese, filtrati attraverso l’intelligenza artificiale, per catalogare le attività all’interno delle basi statunitensi in Medio Oriente, tracciare i movimenti navali e identificare la posizione e il numero di specifici velivoli e sistemi di difesa missilistica.
Protesta davanti all’ambasciata iraniana a Roma, lanciate uova sull’ingresso
Un gruppo di dissidenti iraniani ha inscenato questa mattina una protesta davanti al ambasciata iraniana a Roma, lanciando delle uova contro il portone della sede diplomatica per manifestare il loro dissenso contro le recenti impiccagioni in Iran di alcuni detenuti politici accusati di avere legami con il gruppo dei Mujahedin del popolo iraniano, un partito politico iraniano, tra i più attivi nell’opposizione al regime teocratico. I dimostranti sono poi stati allontanati dalle forze dell’ordine.
Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha dichiarato che “all’alba di oggi, Vahid Bani Amerian e Abolhassan Montazer sono stati impiccati nella prigione di Ghezel Hesar, a Karaj. I due eroici membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano si sono ora uniti ai loro compagni che hanno dato la vita nella lotta per la libertà, tra cui Mohammad Taghavi, Akbar Daneshvar Kar, Babak Alipour e Pouya Ghobadi. La dittatura religiosa al potere in Iran ha ancora una volta versato il sangue di due dei figli più coraggiosi del popolo iraniano, rivelando la propria paura e disperazione di fronte all’opposizione organizzata”.
Rajavi, ha poi chiesto nuovamente “una sessione speciale delle Nazioni Unite per affrontare le esecuzioni in corso di prigionieri politici in Iran e per adottare misure immediate e concrete volte a prevenire ulteriori perdite di vite umane”.
I sostenitori dei Mujaheddin del Popolo e altri dissidenti iraniani organizzano spesso presidi e proteste di fronte all’ambasciata iraniana a Roma per contestare il regime di Teheran.
Idf: “Ieri colpiti a Beirut centri di comando della forza Quds iraniana”
L’Idf ha dichiarato che ieri l’aviazione israeliana ha bombardato a Beirut alcuni centri di comando appartenenti alla Forza Quds dei pasdaran iraniani. Lo riporta il Times of Israel. Secondo l’esercito israeliano, i centri di comando appartenevano al corpo libanese della Forza Quds, che “funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento e il consolidamento militare di Hezbollah”. Inoltre, l’Idf ha dichiarato di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, “utilizzati dagli alti ufficiali dell’organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah”. La Marina israeliana ha anche colpito un posto di osservazione di Hezbollah, aggiunge l’esercito.
Iran, Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi
Secondo quanto riferito dal direttore generale
di Rosatom, Alexei Likhachev, citato dall’agenzia Tass, “la principale
ondata di evacuazione” e’ partita oggi come previsto. Un totale di 198
dipendenti e’ stato trasferito via bus verso il confine con l’Armenia,
circa 20 minuti dopo il nuovo attacco sulla zona della centrale. Si
tratta, ha precisato Likhachev, della piu’ ampia evacuazione di personale
russo dall’impianto dall’inizio della guerra in Medio Oriente. Il sito di
Bushehr, costruito in parte dalla Russia e tuttora supportato da tecnici
russi, e’ stato colpito da un raid attribuito a Stati Uniti e Israele, che
secondo media iraniani ha causato la morte di un agente di sicurezza.
Mosca ha reagito con durezza. La portavoce del ministero degli Esteri,
Maria Zakharova, ha condannato “fermamente questa azione nefasta”,
chiedendo la cessazione “immediata” degli attacchi contro le installazioni
nucleari iraniane, inclusa la centrale di Bushehr. Secondo l’agenzia
iraniana Irna, si tratta del quarto attacco contro quest’area affacciata
sul Golfo dall’inizio del conflitto, scoppiato il 28 febbraio con i
bombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran. Likhachev ha inoltre
avvertito che il rischio di danni gravi o di un incidente nucleare
“aumenta di giorno in giorno”. Gia’ nelle prime fasi della guerra diverse
decine di cittadini russi erano stati evacuati dal sito. Il 25 marzo altri
163 dipendenti avevano lasciato la centrale dopo un precedente attacco,
mentre una parte del personale e’ rimasta operativa per garantire il
funzionamento minimo dell’impianto.
Iran, Erdogan chiama Rutte: “Agire per fine conflitto”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha
definito la situazione in Medio Oriente uno “stallo geostrategico” in una
telefonata con il segretario generale della NATO Mark Rutte, durante la
quale ha reiterato l’invito ad agire per la pace. “Il presidente Erdogan
ha affermato che l’intervento contro l’Iran ha portato a una situazione di
stallo geostrategico e chiesto che la comunita’ internazionale raddoppi
gli sforzi per porre fine a questa guerra”, ha reso noto l’ufficio della
presidenza turca. Erdogan, che ha ricevuto oggi in Turchia il presidente
ucraino Volodimir Zelensky, ha ribadito a Rutte che l’impegno “per
raggiungere una soluzione pacifica” al conflitto tra Russia e Ucraina,
continua.
Iran: “Attaccato lo scalo israeliano di Ben Gurion e base Usa in Kuwait”
L’esercito iraniano ha affermato che le sue forze hanno attaccato l’aeroporto Ben Gurion di Israele, “con l’obiettivo di interrompere il comando e il controllo del traffico aereo militare da parte del nemico, nonché le piattaforme per la guerra elettronica”.
Nel frattempo, l’agenzia Fars, vicina alle Guardie della Rivoluzione, ha citato una fonte informata secondo cui, in un altro attacco, le forze iraniane avrebbero preso di mira, con missili balistici e droni kamikaze, una base militare statunitense per comandanti e tecnici del sistema missilistico Himars sull’isola di Bubiyan, in Kuwait.
Mosca condanna il ‘vile’ attacco israelo-americano contro l’impianto di Bushehr
La Russia ha condannato sabato il “vile” attacco statunitense-israeliano contro l’impianto nucleare iraniano di Bushehr, che ospita personale russo, e ha sollecitato la cessazione immediata degli attacchi contro le infrastrutture atomiche. “Condanniamo fermamente questo atto vile, che ha provocato la perdita di vite umane”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. “Gli attacchi contro le infrastrutture nucleari iraniane, compresa la centrale nucleare di Bushehr, devono cessare immediatamente”, ha aggiunto.
Le truppe israeliane hanno distrutto in 24 ore 17
telecamere di sorveglianza del quartier generale dei caschi blu dell’Onu
nel sud del Libano, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza
delle Nazioni Unite all’Afp. Le telecamere si trovavano presso la base
della Unifil a Naqoura, citta’ costiera nel sud del Paese. La fonte, che
ha parlato in forma anonima, ha attribuito la distruzione all’esercito
israeliano. Dall’inizio della guerra il 2 marzo tra Israele e Hezbollah,
la missione Onu si trova tra due fuochi: da un lato gli attacchi del
movimento sciita filo-iraniano contro obiettivi israeliani, dall’altro
l’offensiva terrestre israeliana nel sud del Libano, accompagnata da raid
aerei. Secondo la portavoce della missione, Kandice Ardiel, i caschi blu
hanno osservato negli ultimi giorni soldati israeliani distruggere ampie
porzioni della citta’ di Naqoura. Le esplosioni avrebbero danneggiato
anche il quartier generale della missione, oltre ad abitazioni e attivita’
commerciali. La situazione resta particolarmente tesa anche per le perdite
tra i peacekeeper: la missione ha riferito della morte di tre caschi blu
indonesiani in due distinti incidenti nei giorni scorsi, mentre
un’esplosione avvenuta ieri in una base Onu – la cui origine non e’ stata
determinata – ha ferito altri tre militari. L’esercito israeliano ha
attribuito quest’ultimo episodio a un razzo lanciato da Hezbollah che
avrebbe colpito una postazione della missione. L’Indonesia ha definito
l’accaduto “inaccettabile”, chiedendo un rafforzamento urgente delle
misure di protezione per i peacekeeper. La missione Onu ha inoltre
richiamato tutte le parti al rispetto degli obblighi di sicurezza,
invitando a evitare attivita’ militari nelle vicinanze delle basi per non
mettere a rischio il personale. Secondo le Nazioni Unite, 97 membri della
missione sono stati uccisi in episodi di violenza dalla sua creazione nel
1978.
Trump: “Iran ha 48 ore per accordo o si scatenerà l’inferno”
“Ricordate quando ho dato all’Iran dieci giorni per
fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere:
48 ore prima che si scateni l’inferno su di loro. Gloria a Dio!”. Lo
scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump
Iran, media: “Pedaggi Hormuz usati per riparare infrastrutture”
L’Iran compensera’ i danni provocati alle sue
infrastrutture dai bombardamenti di Stati Uniti e Israele con i pedaggi
che saranno imposti per attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta al
Jazeera citando il sito iraniano Nour News.
Bloomberg: “Compagnie aeree Ue si cautelano da rialzi prezzi non da forniture”
Le principali compagnie aeree europee hanno dei contratti che le proteggono dalle forte oscillazioni dei prezzi dei carburanti ma non dalla mancanza di disponibilità. E’ quanto scrive Bloomberg in un’analisi sul fenomeno secondo cui i principali vettori del Continente come Lufthansa, Ryanair o Air France in media coprono, tramite contratti derivati, il 70% del proprio fabbisogno annuo dai rialzi dei prezzi. Tuttavia tali contratti non prevedono e non assicurano la consegna fisica del prodotto sottostante.
Iran, perchè il petrolchimico è ora in mirino raid
Con l’intensificarsi dei raid contro obiettivi
all’interno dell’Iran, il settore petrolchimico emerge come uno dei
principali bersagli, segnando un possibile passaggio da operazioni a
carattere prevalentemente militare a colpi mirati contro infrastrutture
economiche strategiche. Il comparto petrolchimico rappresenta uno dei
pilastri dell’economia iraniana, garantendo flussi di valuta estera e
sostenendo un’ampia rete di industrie collegate, dalla produzione di
fertilizzanti alla plastica e ai prodotti chimici. Danni a queste
strutture rischiano di tradursi in un calo delle esportazioni e delle
entrate, aumentando la pressione sulla valuta nazionale e alimentando
l’inflazione. Le conseguenze si estendono lungo tutta la filiera
economica: alla perdita di produzione e capacita’ di export si aggiungono
interruzioni nelle catene di approvvigionamento e ripercussioni sulle
industrie interne collegate. Inoltre, la riattivazione degli impianti
richiede tempi e competenze tecniche, rendendo l’impatto non solo
immediato ma anche prolungato. Il cambio di obiettivi riflette una
strategia piu’ ampia volta a esercitare pressione sull’economia iraniana,
andando oltre il campo militare. Secondo analisi citate dai media, questo
approccio mira a ridurre la capacita’ di Teheran di finanziare le proprie
attivita’ e di aggirare le sanzioni internazionali. Tra i siti colpiti
figura la zona speciale petrolchimica di Mahshahr, nella provincia
sud-occidentale del Khuzestan, uno dei principali poli industriali del
Paese. Secondo l’agenzia Tasnim, i raid hanno costretto all’evacuazione di
diverse unita’ produttive, mentre fonti locali parlano di feriti.
L’impatto potrebbe inoltre estendersi ai mercati globali: i prodotti
petrolchimici iraniani sono utilizzati in numerosi settori, tra cui
plastica, fertilizzanti, automotive e tessile, ed eventuali interruzioni
potrebbero contribuire a carenze e a un aumento dei prezzi a livello
internazionale.
Iata: l’Europa importa il 30% del fabbisogno di carburante per aerei
L’Europa importa il 30% del suo fabbisogno di carburanti per aerei e questo la rende vulnerabile a colli di bottiglia nell’offerta come quello che si sta verificando ora con la chiusura dello stretto di Hormuz. E’ quanto si legge nell’ultimo rapporto della Iata, l’associazione internazionale del traffico aereo pubblicato a novembre, prima quindi del conflitto contro l’Iran. Già in quella data l’associazione ammoniva come nel Continente la capacità di raffinazione per questo tipo di carburante sia in calo e alcune zone dove mancano le infrastutture possono andare incontro a vulnerabilità. Per questo la Iata auspicava di sostituire le raffinerie che sono state chiuse in passato in modo da fare fronte a possibili problemi nella disponibilità.
Media: “Iran autorizza transito navi con beni essenziali a Hormuz verso i suoi porti”
L’Iran ha dichiarato che concederà l’autorizzazione al transito di navi che trasportano “beni essenziali” attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia semi-ufficiale Tasnim citata dalla Cnn, che sottolinea come non sia chiaro tuttavia quali beni Teheran definisca “essenziali” né se manterrà il blocco nei confronti delle navi provenienti da quelle che considera nazioni ostili. Secondo quanto riferito, l’ordine si applica alle “navi dirette verso i porti iraniani o attualmente presenti nel Mare d’Oman”.
Secondo quanto riferito da Tasnim, il vice responsabile per lo sviluppo commerciale Houman Fathi ha inviato una lettera al capo dell’Organizzazione Portuale e Marittima in merito all’autorizzazione al transito di navi che trasportano aiuti umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz.
La lettera recita: “In riferimento all’accordo e all’annuncio del potente governo della Repubblica Islamica dell’Iran e delle vittoriose forze armate del nostro Paese, che autorizzano il transito di navi che trasportano aiuti umanitari, in particolare beni di prima necessità e prodotti per l’allevamento, attraverso lo Stretto di Hormuz, si richiede che, al fine di consentire il transito delle navi dirette verso i porti iraniani o già presenti nel Mar d’Oman, vengano inseriti all’ordine del giorno gli obblighi necessari per il passaggio di tali navi, sulla base dei protocolli emanati. L’elenco delle navi interessate, pronte a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz, verrà inviato per il coordinamento. Auguriamo la vittoria ai guerrieri dell’Islam
Iran, Teheran: “Pilota Usa non sarà trattato come a Guantanamo”
Se dovesse catturarlo, l’Iran non riservera’ al
pilota americano disperso lo stesso trattamento che Stati Uniti e Israele
riservano ai loro prigionieri. Ad assicurarlo e’ stata la tv di Stato
iraniana, voce del regime, in un post su X in risposta a un’americana che
chiedeva di pregare per i militari. “Se l’Iran cattura dei piloti, non
saranno trattati come i prigionieri nei centri di detenzione israeliani di
Sde Teiman o in quelli gestiti dagli Stati Uniti ad Abu Ghraib e
Guantanamo. Rispettiamo il diritto internazionale e la misericordia
islamica”, si legge nel post.
Trump: “Nato partner gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile”
Donald Trump torna ad accattare la Nato, prendendo di mira un errore che a suo dire avrebbe fatto il New York Times sulla descrizione della sigla dell’Alleanza Atlantica, a pochi giorni dall’incontro di mercoledì alla Casa Bianca tra il tycoon e il segretario generale Mark Rutte. “Il ‘New York Times in declino’ – la cui mancanza di credibilità, insieme ai costanti attacchi basati su ‘Fake News’ contro il vostro Presidente preferito, ha causato un crollo assoluto della sua diffusione – ha definito il nostro ‘partner’ gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile, la Nato, come la ‘North American Treaty Organization'”, ha scritto il tycoon in un post. “Il nome corretto è ‘North Atlantic Treaty Organization'”: un errore davvero interessante! Gli standard di assunzione e di formazione presso il Nyt sono crollati drasticamente. Riportate in auge il motto “ALL THE NEWS THAT’S FIT TO PRINT” e “Make America Great Again”! , ha concluso Trump.
Cei: “Nessuno può usare Dio per giustificare le guerre”
“Non possiamo abituarci” a guerre e violenze e Pasqua ricorda che “il male non ha l’ultima parola”. Lo scrive la Cei nel Messaggio di Pasqua.
“Ci affliggono le guerre che devastano popoli e famiglie, la violenza che colpisce i più deboli, le ferite che attraversano le case, le solitudini – si legge nel messaggio a firma del presidente, il card. Matteo Zuppi, e del segretario generale, mons. Giuseppe Baturi – che consumano tante esistenze, la fatica di donne e uomini che si sentono smarriti, stanchi, senza un domani. Ci addolorano le lacrime dei bambini, le paure dei giovani, l’abbandono degli anziani, la sofferenza di chi vede la propria vita segnata dalla povertà, dalla malattia, dall’emarginazione. Non possiamo abituarci a tutto questo. Non possiamo accettare che il male diventi normale, che la durezza vinca sulla compassione, che l’indifferenza prenda il posto della fraternità”.
Ma “la Pasqua ci riporta al cuore della nostra fede: il Crocifisso è risorto. Per questo, il male non ha l’ultima parola, la morte non è la fine, le ferite non sono condannate a restare per sempre aperte”. “Il Signore risorto ci invita a non restare spettatori: siamo chiamati a scegliere la luce, a custodire la vita, a prenderci cura gli uni degli altri, a essere segni di pace” perché Dio “rifiuta la guerra” e “nessuno può usare” Dio “per giustificare la guerra”.
“Nella luce pasquale, desideriamo rivolgere un pensiero particolare a quanti soffrono e attendono un segno di vicinanza nel nostro Paese: ai malati, ai detenuti, a chi è senza lavoro, a chi vive la fatica di educare, a chi è solo, a chi non riesce più a vedere una strada davanti a sé. Il Risorto sta accanto a ciascuno come il viandante di Emmaus, riaccende il cuore, apre gli occhi, rimette in cammino”, conclude il messaggio della Cei.
Teheran, presi di mira obbiettivi ad aeroporto Ben Gurion
L’esercito iraniano ha annunciato di avere preso di mira obbiettivi all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, nell’ultima ondata di attacchi. Lo riporta il Tehran Times. Sempre secondo il comunicato dell’esercito, riportato da diversi media iraniani, sono stati colpiti la nuova torre di controllo, i sistemi di navigazione e i radar dello scalo israeliano.
Trump: “Nato partner molto debole e in gran parte inaffidabile”
Il presidente americano, Donald Trump, torna ad
attaccare la Nato definendola un partner “molto debole e in gran parte
inaffidabile”. Lo scrive in un post su Truth in cui attacca il New York
Times per aver sbagliato la definizione Nato, scrivendo “Organizzazione
del Trattato Nordamericano invece del nome corretto che e’ Organizzazione
del Trattato del Nord Atlantico”. “Un errore molto interessante! Gli
standard di assunzione e di formazione al Nyt sono crollati”, critica il
capo della Casa Bianca.
Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi
Ha preso il via questa mattina il trasferimento del personale russo in forza alla centrale nucleare di Bushehr, in Iran. Lo ha riferito l’amministratore delegato della società energetica Rosatom, Alexei Likhachev, ai giornalisti a Ekaterinburg. “Come previsto, abbiamo iniziato l’ondata principale di trasferimenti, circa 20 minuti dopo l’attacco” condotto dalle forze di Stati Uniti e Israele, ha spiegato, “gli autobus si sono spostati dallo stabilimento di Bushehr verso il confine armeno, con 198 persone” a bordo.
Lufthansa avvisa difficoltà su carburante in caso di conflitto lungo
La Lufhtansa avvisa di possibili colli di bottiglia nella disponibilità di carburante per gli aerei se si prolungherà il conflitto in Medio Oriente. In una intervista al quoridiano tedesco Die Welt, la responsabile del settore tecnologia e It Grazia Vittadini sottolinea come “ci siano già difficoltà in alcuni scali in Asia”. Lufhtansa si è coperta tramite contratti derivati dai rialzi dei prezzi sull’80% delle proprie necessità per il 2026 ma “certamente la crescita ha un impatto anche su di noi”, ammette.
Intelligence Usa: Teheran ripara in tempi rapidi bunker missilistici
L’Iran sta riuscendo a ripristinare in tempi molto rapidi i bunker sotterranei e i silos missilistici colpiti dai bombardamenti americani e israeliani, rimettendoli in funzione anche poche ore dopo gli attacchi. Lo riferisce un report dell’intelligence statunitense citato dal New York Times, le cui valutazioni gettano ombre su quanto Washington sia vicina a neutralizzare la capacità missilistica iraniana, uno degli obiettivi chiave del conflitto, nonostante le dichiarazioni trionfalistiche dell’amministrazione di Donald Trump. Il Pentagono ha rivendicato di aver colpito circa 11mila obiettivi in cinque settimane di guerra,evidenziando al tempo stesso un forte calo nei lanci di missili e droni da parte di Teheran. “Continueranno a lanciare missili, ma li abbatteremo”, aveva dichiarato lunedì il capo del Pentagono Pete Hegseth, all’indomani di una giornata che aveva registrato il livello più basso di attacchi iraniani. Anche la Casa Bianca ha confermato una riduzione del 90% degli attacchi, interpretandola come segnale di un indebolimento delle capacità produttive e militari iraniane. Secondo l’intelligence statunitense, tuttavia, l’Iran conserva ancora una parte significativa del proprio arsenale e dei lanciatori mobili, molti dei quali nascosti in bunker e caverne per proteggerli dai raid. Teheran starebbe inoltre adottando da tempo una strategia più prudente, con lanci limitati a circa 15–30 missili balistici al giorno, spesso in piccoli gruppi, anche a causa delle difficoltà interne di comando e coordinamento. Le stime restano comunque incerte perché l’Iran utilizza anche sistemi di esca e perché è difficile valutare con precisione i danni effettivi alle infrastrutture sotterranee colpite. In questo contesto, secondo gli analisti citati dal Times, l’obiettivo di Teheran sarebbe soprattutto preservare nel tempo una capacità di deterrenza, anche in vista di un eventuale prolungamento del conflitto o del periodo successivo alla sua conclusione.
Ryanair: no carenze carburante ma rischi se stop Hormuz fino a maggio
“Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio.” E’ quanto fa sapere Ryanair secondo cui “se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l’approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei”.
Nyt, 4 opzioni “rischiose” per Hormuz, tra proposte quella dell’Italia su corridoio umanitario
“Le opzioni dell’Europa per Hormuz: poche e rischiose”. Questo è il titolo di un’analisi del New York Times, che si apre citando la proposta presentata dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani alla riunione in videoconferenza organizzata dal Regno Unito due giorni fa per la creazione di un “corridoio umanitario” che permetta il passaggio sicuro di fertilizzanti e altri beni essenziali. Il piano era una delle diverse proposte provenienti dall’Europa e non solo, volte a impedire che tra le conseguenze della guerra in Iran ci siano anche possibili carestie in Africa. La proposta non è stata approvata e l’incontro si è concluso senza un piano concreto per riaprire lo stretto, militarmente o in altro modo, scrive il giornale americano, osservando che “i leader europei sono sotto pressione da parte del presidente Trump per impegnare risorse militari, porre fine al blocco dello stretto da parte dell’Iran e contrastare la crisi energetica ed economica globale” che si aggrava ogni ora di più. Finora, gli europei non hanno accolto le sue richieste di inviare navi da guerra e continuano a discutere su cosa fare per sbloccare Hormuz, attraverso il quale transita il 20% di petrolio e gas mondiali. Secondo il Nyt, la difficoltà a mettersi d’accordo su un piano comune riflette in parte gli ingranaggi lenti della diplomazia in Europa e in parte il numero considerevole di Paesi, inclusi quelli del Golfo, interessati a salvaguardare lo stretto una volta terminata la guerra. Molti Stati coinvolti nei colloqui, tra cui Italia e Germania, hanno insistito affinché qualsiasi sforzo internazionale nasca sotto l’ombrello dalle Nazioni Unite, il che potrebbe rallentare ulteriormente l’azione. Il giornale passa quindi ad elencare le 4 opzioni possibili a disposizione dell’Europa, degli stati del Golfo e di altri paesi, nessuna delle quali tuttavia appare infallibile, anche ipotizzando uno stop alle operazioni.
1) Scorte navali – Il presidente francese Emmanuel Macron ha ripetutamente sollevato la possibilità che navi da guerra francesi possano scortare i mercantili attraverso lo stretto dopo la fine della guerra. Funzionari americani hanno spinto affinché gli europei e altri alleati, come il Giappone, scortino navi che battono bandiera dei loro stessi paesi. Il problema è che le scorte navali sono costose. Inoltre, i loro sistemi di difesa aerea da soli potrebbero non essere sufficienti per fermare alcuni tipi di attacchi, come quelli con droni, qualora l’Iran decidesse di ricominciare a sparare.”
2) Bonifica dalle mine – Funzionari tedeschi e belgi, tra gli altri, affermano di essere pronti a inviare dragamine per liberare lo stretto dagli esplosivi dopo la guerra. In realtà, i leader militari occidentali non sono convinti che l’Iran abbia effettivamente minato lo stretto, in parte perché alcune navi iraniane lo attraversano ancora. Quindi, sebbene i dragamine possano essere dispiegati come parte di una scorta navale, potrebbero non avere molto da fare.
3) Aiuto dall’alto – Inviare jet da combattimento e droni per intercettare qualsiasi attacco aereo iraniano alle navi. Funzionari americani hanno spinto l’Europa a farlo, ma anche questo piano sarebbe piuttosto costoso. E non è ancora garantito che funzioni. L’Iran può attaccare le navi con un singolo soldato su una lancia, e se solo pochi tentativi riescono, ciò potrebbe essere sufficiente a spaventare assicuratori e armatori, scoraggiandoli dal tentare il passaggio.
4) Tutte queste opzioni, più la diplomazia – Usare negoziati e leve economiche per fare pressione sull’Iran affinché si astenga da futuri attacchi, e impiegare una varietà di mezzi militari per far rispettare tutto questo. Lo sforzo andrebbe oltre l’Europa. Giovedì, il ministero degli Esteri tedesco ha invitato la Cina a usare la sua influenza con l’Iran in modo “costruttivo” per aiutare a porre fine alle ostilità. I negoziati finora sembrano aver fatto poco per fermare i combattimenti, ma questa potrebbe essere la migliore scommessa dell’Europa, in mancanza di una migliore. E se nulla di tutto questo funzionasse? Funzionari iraniani hanno dichiarato questa settimana che avrebbero continuato a controllare il traffico attraverso lo stretto dopo la guerra. Hanno già elaborato piani per far pagare alle navi i pedaggi per il passaggio di Hormuz, che dovrebbe essere una via d’acqua libera secondo il diritto internazionale.
Teheran: “Da inizio guerra colpite 30 università nel Paese”
Gli attacchi statunitensi e israeliani hanno colpito piu’ di 30 universita’ in tutto l’Iran dall’inizio della guerra alla fine di febbraio. Lo dice il ministro della Scienza iraniano. “Ad
oggi, più di 30 universita’ sono state prese di mira direttamente”, ha dichiarato Hossein Simai Sarraf ai giornalisti durante una visita all’Università Shahid Beheshti, nella zona nord di Teheran, colpita venerdì. Israele ha affermato di aver colpito diversi siti di ricerca e sviluppo legati ai programmi nucleari e di armamento iraniani.
Un’importante figura iraniana chiede la rimozione di Trump anziché dei suoi generali
Mohsen Rezaee, un alto funzionario iraniano, suggerisce in un post su X che Trump dovrebbe essere rimosso dall’incarico anziché i suoi generali. Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha rimosso dall’incarico diversi alti ufficiali militari, tra cui il capo di stato maggiore dell’esercito americano.
Pasdaran: “Otterremo controllo cieli e umilieremo il nemico”
I Pasdaran sono fiduciosi che l’Iran avrà il pieno controllo dei suoi cieli. “Il nemico deve sapere che disponiamo di moderni sistemi di difesa aerea, costruiti dai brillanti e orgogliosi giovani scienziati del Paese, che vengono svelati uno dopo l’altro sul campo”, ha assicurato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, a quanto riferiscono i media iraniani. “Otterremo sicuramente il pieno controllo dei cieli della nostra nazione e dimostreremo al mondo, piu’ che mai, l’umiliazione del nemico”, ha aggiunto.
Gli Stati Uniti intensificano le ricerche del militare scomparso, mentre l’Iran invita il pubblico a trovare il “pilota nemico”
L’esercito statunitense prosegue freneticamente le ricerche di un pilota scomparso in una zona remota dell’Iran sud-occidentale, dopo che il Paese mediorientale ha abbattuto un aereo da guerra americano e ha lanciato un appello alla popolazione per la cattura del pilota, promettendo una ricompensa. L’aereo, identificato dall’Iran come un F-15E Strike Eagle statunitense, è stato uno dei due attaccati venerdì; un militare è stato tratto in salvo e almeno un altro risulta disperso. Un conduttore di un canale televisivo affiliato alla televisione di stato iraniana ha esortato i residenti a consegnare alla polizia qualsiasi “pilota nemico”.
TOI: Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito i centri di comando della Forza Quds iraniana a Beirut
Ieri, l’aviazione israeliana ha bombardato i centri di comando a Beirut appartenenti alla Forza Quds, il braccio extraterritoriale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, secondo quanto annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF).
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che i centri di comando appartenevano al Corpo libanese della Forza Qud, che “funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento delle forze e il radicamento militare di Hezbollah”. Inoltre, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, “utilizzati dagli alti funzionari dell’organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah”. La Marina israeliana ha inoltre colpito un posto di sorveglianza di Hezbollah, aggiunge l’esercito.
Al Jazeera: Il presidente del parlamento iraniano: Teheran è aperta alla diplomazia bilaterale con i paesi vicini.
Il presidente dell’Assemblea consultiva iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha rilasciato un’intervista ai nostri colleghi di Al Jazeera Arabic. Ecco un riassunto di quanto ha affermato:
L’Iran si è preparato a questo confronto e ha dimostrato la sua capacità di difendersi.
Questa guerra è la guerra di Israele, e il conseguente collasso della sicurezza e le perdite subite hanno avuto ripercussioni sul mondo intero.
L’Iran è stato costretto a prendere di mira le basi e gli interessi statunitensi nella regione per preservare la propria presenza.
L’escalation delle tensioni contro l’Iran incontrerà una risposta decisa e decisa contro gli interessi statunitensi nella regione.
Il mantenimento della sicurezza regionale è nell’interesse dei paesi che ne fanno parte, e la sicurezza sostenibile è una priorità per l’Iran.
I paesi della regione possono tutelare i propri interessi attraverso accordi di sicurezza bilaterali e multilaterali, senza interferenze straniere.
È necessario eliminare le principali cause di insicurezza nella regione e costruire la sicurezza senza il coinvolgimento di Stati Uniti e Israele.
Il Pakistan accoglie con favore il chiarimento dell’Iran sul suo interesse nei media
Nella giornata di oggi, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha cercato di correggere le notizie diffuse dai media statunitensi che, a suo dire, avevano “travisato” la posizione dell’Iran sugli sforzi del Pakistan per porre fine alla guerra.
Il ministro degli esteri pakistano Ishaq Dar ha accolto con favore il chiarimento.
Teheran protesta per “inerzia” Aiea
L’Iran ha protestato per quella che considera l’inerzia dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) di fronte agli attacchi degli alleati sui suoi siti atomici. “Condannare l’attacco alle infrastrutture nucleari pacifiche dell’Iran e porre fine all’inazione è il minimo che ci si aspetta dall’Aiea nell’ambito delle sue responsabilità statutarie”, si legge in un post dell’agenzia atomica iraniana. “L’Iran salvaguardera’ la propria sovranita’ nucleare e richiederà un riesame legale di tale inazione del direttore generale”.
Lievi danni a sede di Oracle a Dubai per i detriti di un raid iraniano
La sede di Oracle a Dubai è stata danneggiata dalla caduta di alcuni detriti per l’intercettazione di un attacco iraniano. Lo ha riferito questa mattina l’ufficio stampa della città emiratina. “Le autorità confermano di essere intervenute per un incidente di lieve entità causato dalla caduta di detriti provenienti da un’intercettazione aerea sulla facciata dell’edificio di Oracle a Dubai Internet City”, ha dichiarato l’ufficio stampa di Dubai in un post su X. Nessuno è rimasto ferito nell’incidente, ha aggiunto l’ufficio stampa. Contemporaneamente, l’agenzia iraniana Fars ha riferito che le autorità emiratine tentano di minimizzare l’attacco e che ieri sera, la sede di Oracle negli Emirati è stata nuovamente attaccata dall’Iran “ed è diventata inaccessibile”.
Teheran smentisce cattura pilota americano disperso
Non è stato catturato il secondo pilota americano del quale si parla da quando ieri nei cieli dell’Iran è stato abbattuto un F-15. Lo affermano le autorità iraniane. Un’unità dei Guardiani della Rivoluzione nella provincia meridionale di Kohgiluyeh e Boyerahmad e il governatore della provincia negano sia stato catturato il secondo membro dell’equipaggio americano dell’F-15, riferisce la Bbc. E, riporta ancora la rete britannica, per il governatore il primo pilota non sarebbe stato salvato dalle forze Usa, mentre i media americani scrivono che è stato tratto in salvo. Il governatore ha parlato di una “tattica del nemico”.
La Cnn continua a riferire che non si conoscono le sorti di un soldato Usa dopo quanto avvenuto ieri. Il New York Times scrive di una corsa contro il tempo dei militari Usa per rintracciarlo. Fonti parlano di operazioni delle forze Usa per localizzare e trarre in salvo il militare, mentre i media ufficiali iraniani hanno offerto una ricompensa a chi lo troverà. Sollecitano la popolazione, rilancia la Bbc, a “catturare vivo il pilota”. I canali televisivi iraniani affiliati allo Stato hanno esortato i cittadini a “catturare il pilota vivo” e offerto ricompense. I media iraniani hanno riportato una ricompensa di circa 66 mila dollari, una cifra da capogiro considerata la media salariale mensile del Paese, che si aggira tra i 200 e i 300 dollari.
Media Iran: raid israelo-americano su un valico di frontiera con l’Iraq, un morto
Un valico di frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito in un raid attribuito a Israele e Usa, nel quale una persona è morta: lo riportano media iraniani e una fonte di sicurezza irachena. “Il terminal commerciale del valico di frontiera di Shalamcheh, nella città di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese, è stato preso di mira da un attacco aereo dei nemici americani e sionisti,” ha riferito l’agenzia di stampa Mehr, citando il vice governatore della provincia del Khuzestan, Valiollah Hayati. “Un conducente iracheno è stato ucciso e due lavoratori iraniani sono rimasti feriti,” ha precisato l’agenzia Isna, citando anch’essa Hayati.
Iran: Meloni negli Emirati Arabi Uniti, vedrà bin Zayed
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata ad Al Ain, negli Emirati Arabi Uniti, terza tappa del suo viaggio nei Paesi del Golfo, dopo le precedenti soste in Arabia Saudita e in Qatar. Nel corso della visita è in programma un colloquio con il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan.
Iran: Foti, “missione Meloni nel Golfo strategica, da opposizioni polemiche irresponsabili”
“La missione di Giorgia Meloni, prima leader occidentale nei Paesi del Golfo, rappresenta una scelta strategica in un momento particolarmente delicato per gli equilibri internazionali e la sicurezza energetica. Un’azione concreta volta a rafforzare i rapporti con partner fondamentali come Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, tutelando gli interessi nazionali e garantendo approvvigionamenti stabili in un contesto segnato dalle tensioni con l’Iran e dai rischi legati allo Stretto di Hormuz.” Così in una nota il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti.
“Questo impegno – prosegue il ministro – si inserisce in una strategia più ampia: dopo la visita in Algeria dello scorso marzo per incrementare e diversificare le forniture di gas, il governo Meloni prosegue il proprio lavoro nei Paesi del Golfo con l’obiettivo di consolidare la sicurezza energetica e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini. L’Italia torna così protagonista sulla scena internazionale, con credibilità e autorevolezza, in un’area cruciale per il futuro energetico ed economico globale, costruendo alleanze solide e contribuendo alla de-escalation delle crisi”. “Di fronte a questo impegno, le polemiche dell’opposizione appaiono strumentali, irresponsabili e distanti dalla realtà. Solo una sinistra che gioca contro l’Italia può criticare un’azione così rilevante con l’unico obiettivo di anteporre il proprio tornaconto politico all’interesse nazionale. Nei momenti complessi, la scelta del Governo Meloni è chiara: stare dalla parte dell’Italia” conclude Foti.
Iran: Qatar, con Meloni sottolineata necessità de-escalation
L’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno sottolineato la necessità di una de-escalation e del ricorso al dialogo per contenere la crisi nella regione. Lo riferisce l’ufficio dell’emiro del Qatar, precisando che durante l’incontro i due leader hanno esaminato gli sviluppi della situazione regionale e internazionale. Nel corso del loro incontro a Doha, l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani e la premier Giorgia Meloni “hanno discusso delle relazioni di cooperazione bilaterale ed esplorato le modalità per potenziarle e svilupparle in diversi settori, in particolare in quello economico ed energetico”. Lo riferisce l’agenzia di stampa Qna.
Iran: Pasdaran dicono di aver colpito una nave legata a Israele nello Stretto di Hormuz
I Guardiani della Rivoluzione rivendicano un attacco con un drone contro una nave nello Stretto di Hormuz che definiscono “collegata a Israele che è ora è in fiamme”, affermano in un messaggio diffuso su X, aggiungendo che è stata colpita la “Msc Ishyka”. Secondo siti specializzati, l’imbarcazione è una portacontainer battente bandiera liberiana.
Iran, tv: stop a fornitura gas al sud dell’Iraq
Stop alle forniture di gas dall’Iran alla regione meridionale dell’Iraq. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, citando una notizia che arriva dal ministero iracheno per l’Elettricità.
Beirut, ospedale nel sud danneggiato in raid israeliani, 11 feriti
Un ospedale di Tiro, importante città costiera del sud del Libano, è stato danneggiato nel corso di raid aerei israeliani diretti contro edifici vicini, nei quali almeno 11 persone sono rimaste ferite: lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. L’episodio è avvenuto ad Al-Houch, località vicina a Tiro, dove i raid hanno distrutto due edifici situati vicino a un ospedale, secondo un corrispondente dell’Afp. Finestre della struttura sanitaria sono andata in frantumi e controsoffitti sono crollati, mentre i medici prestavano soccorso, ha riferito la direzione dell’ospedale. La direzione dell’ospedale ha fatto sapere che la struttura “rimarrà aperta per garantire le cure mediche necessarie”, ha riferito l’agenzia ufficiale Ani. Anche il porto di Tiro è stato preso di mira: un raid ha colpito una barca turistica su cui dormiva una persona, secondo il corrispondente dell’Afp. Le sue condizioni non sono state specificate. Sono state inoltre danneggiate barche da pesca attraccate.
Araghchi: “Bushehr attaccata ma le radiazioni uccideranno il Golfo”
Il ministro degli Esteri iraniani, Abbas Araghchi, ha ammonito che l’attaco al sito nucleare di Bushehr avrà conseguenze nel Golfo persico. “Ricordate l’indignazione occidentale per le ostilità nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina? Israele e Stati Uniti hanno bombardato la nostra centrale di Bushehr per ben quattro volte”, ha scritto su X. “Le ricadute radioattive porranno fine alla vita nelle capitali del Consiglio di Cooperazione del Golfo, non a Teheran”, ha ammonito. “Gli attacchi alle nostre industrie petrolchimiche perseguono obiettivi concreti”, ha aggiunto.
Iran: “Mai rifiutato di andare a Islamabad, grati per gli sforzi di mediazione”
“La posizione dell’Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad. Ciò che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Ieri, il Wall Street Journal ha riferito che l’Iran aveva comunicato ufficialmente ai mediatori la propria indisponibilità a incontrare i funzionari statunitensi a Islamabad nei prossimi giorni.
Araghchi: “Vogliamo le condizioni per una vera fine della guerra”
L’Iran non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva. A chiarirlo e’ stato il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X. “La posizione dell’Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad”, ha assicurato. “Cio’ che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta”, ha aggiunto.
Iran: “Niente fuoriuscite di sostanze tossiche nell’area industriale colpita”
Le autorità iraniane “negano con forza qualsiasi fuoriuscita di sostanze tossiche nella zona petrolchimica speciale di Mahshahr, dopo che oggi è stata colpita dagli Stati Uniti e da Israele”: lo ha dichiarato il vicegovernatore generale della provincia di Khuzestan, Valiollah Hayati, citato dall’agenzia Irna. “Le attività della zona sono state interrotte, ma non ci sono preoccupazioni riguardo a problemi di salute pubblica”, ha aggiunto. Stamattina Hayati aveva dichiarato stamattina che anche l’area commerciale di confine di Shalamcheh a Khorramshahr, nella provincia di Khuzestan, era stata colpita durante gli attacchi di questa mattina, insieme alla città di Ahvaz.
Meloni vede Emiro Qatar: “Urgente e necessario assicurare la libertà della navigazione Hormuz”
Nel corso del loro faccia a faccia a Doha, la premier Giorgia Meloni e l’Emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani “hanno approfondito le questioni energetiche, anche alla luce del rapporto consolidato tra Italia e Qatar in questo ambito, confrontandosi sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock subiti”, fa sapere Palazzo Chigi. In questo quadro, Meloni “ha assicurato la disponibilità dell’Italia, attraverso le eccellenze del suo sistema produttivo, a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine, fondamentali per la sicurezza energetica su scala globale”. È stato anche ribadito come sia “urgente e necessario assicurare la libertà di navigazione attraverso Hormuz”.
I due leader “hanno infine concordato di lavorare congiuntamente per sviluppare ulteriormente la cooperazione e gli investimenti congiunti, per rafforzare ogni dimensione della sicurezza, soprattutto negli ambiti strategici della difesa, delle infrastrutture critiche, della sicurezza alimentare e della cooperazione multilaterale per la gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee”, conclude Palazzo Chigi.
Grossi (Aiea): “Preoccupati per attacco Bushehr, no aumento radiazioni”
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) è stata informata dall’Iran che questa mattina un proiettile ha colpito un’area vicina alla centrale nucleare di Bushehr, il quarto incidente di questo tipo nelle ultime settimane. E’ quanto si legge in un post su X, nel quale si riferisce la “profonda preoccupazione” del direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, per l’incidente, che tuttavia non ha provocato “alcun aumento dei livelli di radiazione”. “I siti delle centrali nucleari o le aree limitrofe non devono mai essere attaccati”, ribadisce Grossi, ricordando che “gli edifici ausiliari possono contenere attrezzature di sicurezza vitali” e rinnovando l’appello “alla massima moderazione militare per evitare il rischio di un incidente nucleare”.
Autorizzato il transito di navi umanitarie da Hormuz
Le autorita’ iraniane hanno autorizzato il transito da Hormuz di navi che trasportano beni di prima necessita’ e umanitari. Lo riferisce l’agenzia Tasnim. “E’ stato autorizzato il transito di navi che trasportano beni di prima necessita’ e umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz verso i porti iraniani o quelli situati nel Mare di Oman”, si legge.
Iran, colpito un terminal a confine con l’Iraq
Un terminal alla frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito da bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Lo riferiscono i media iraniani.
Teharan: “Le esportazioni da Kharg aumentate durante la guerra”
Le esportazioni di petrolio dell’Iran dall’isola di Kharg sono aumentate da quando è iniziata la guerra con Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Isna. “Negli ultimi giorni non solo le esportazioni di petrolio non sono diminuite, ma sono aumentate”, ha assicurato Moussa Ahmadi, capo della commissione Energia del parlamento iraniano, citato da Isna. Kharg, al largo della costa occidentale dell’Iran, è un terminal vitale per l’esportazione di greggio tanto che il presidente americano Donald Trump ha più volte minacciato di invaderla o distruggerla.
Non solo Kharg, quali sono le isole strategiche per l’Iran?
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Media Iran, attacchi di Hezbollah e Houthi verso Israele
La città israeliana di Kiryat Shmona è stata presa di mira da “missili di Hezbollah”, mentre anche gli Houthi, ribelli yemeniti, hanno lanciato attacchi con droni su zone di Israele: lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim.
Rinviato alla prossima settimana il voto dell’Onu su Hormuz
E’ stato rinviato alla prossima settimane il voto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su una bozza di risoluzione presentata dal Bahrein per il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la Cnn, che cita Reuters, ricordando che il voto, inizialmente previsto per ieri, era stato poi posticipato a oggi. Fonti diplomatiche hanno precisato che non c’è ancora una nuova data per il voto slittato alla prossima settimana.
La bozza di risoluzione, se adottata, autorizzerebbe i paesi a utilizzare “tutti i mezzi difensivi necessari” per garantire il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, una formulazione che non piace alla Cina, alla Russia e anche alla Francia . Ciò equivarrebbe a “legittimare l’uso illegale e indiscriminato della forza, che porterebbe inevitabilmente a un’ulteriore escalation della situazione e a gravi conseguenze”, aveva dichiarato giovedì il rappresentante cinese all’Onu Fu Cong.
Iran, media: “Almeno 5 feriti in attacco a sito petrolchimico”
Cinque persone sono rimaste ferite a causa delle esplosioni segnalate in un sito petrolchimico nel sudovest dell’Iran. Lo riferiscono i media iraniani, come riporta il Guardian. In precedenza l’agenzia Fars aveva parlato di un “attacco di Usa e Israele” nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan. Secondo l’agenzia Tasnim, sono state colpite diverse strutture. Danni sono stati segnalati nel Complesso petrolchimico Bandar Imam. Il vicegovernatore del Khuzestan, Valiollah Hayati, ha parlato di “probabilità molto alta di vittime, morti e feriti, a causa dell’attacco”.
Houthi: “Gli Usa hanno perso il controllo della guerra”
Gli Stati Uniti hanno perso il controllo della guerra dalla seconda settimana di combattimenti. A sostenerlo è Nasr al-Din Amer, esponente di spicco degli Houthi yemeniti, intervistato dall’agenzia iraniana Irna. “La risposta rapida e potente delle prime ore ha dimostrato che i calcoli dei nemici erano sbagliati”, ha detto. L’Iran “ha dimostrato di essere piu’ forte del previsto e ben presto di sono visti segnali di confusione e perdita di controllo”, ha proseguito. Stati Uniti e Israele contavano su una rivolta interna “che non c’è stata” e anzi il sostegno popolare “è stato un fattore chiave del fallimento del nemico”, ha assicurato.
Corsa tra americani e iraniani per trovare il pilota disperso dell’F-15
Le forze iraniane e americane continuano a darsi battaglia per trovare il pilota ancora disperso dopo che ieri il primo caccia statunitense è stato abbattuto in territorio iraniano dall’inizio della guerra. Le autorità iraniane hanno esortato la popolazione del sud-ovest del Paese a cercare il pilota dell’F-15, offrendo ricompense di oltre 60 mila dollari ai cittadini che aiuteranno a catturarlo. Secondo Laurel Rapp, direttrice del programma Stati Uniti e Nord America presso Chatham House, il salvataggio del membro dell’equipaggio disperso dal jet abbattuto è “una missione cruciale”, riferisce la Bbc, aggiungendo che la cattura del membro dell’equipaggio statunitense rappresenterebbe un “enorme bottino” per l’Iran, offrendogli una “potentissima carta da giocare nelle trattative”. Nel frattempo, un alto comandante militare iraniano ha rivendicato che ora, le forze del Paese possono dare “la caccia” agli aerei americani grazie a nuove tattiche e attrezzature. Il generale di brigata Alireza Elhami, comandante della Base congiunta di difesa aerea iraniana, ha affermato infatti che la perdita degli aerei statunitensi è stata “il risultato di tattiche, dell’uso di attrezzature moderne e di innovazioni nei sistemi di difesa aerea (iraniani)”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Irna e rilanciato da Cnn. Elhami non ha specificato quali fossero queste innovazioni che “hanno causato confusione e disorientamento nel nemico”.
Dopo 10 ora di pausa, nuovo lancio di missili iraniani su Israele
Dopo una pausa di quasi 10 ore, le forze di difesa israeliane hanno rilevato un nuovo attacco balistico proveniente dall’Iran, diretto verso il centro di Israele. Lo riferisce Times of Israel. Intanto questa mattina un proiettile ha colpito la città settentrionale di Kiryat Shmona senza che suonassero le sirene. Secondo i soccorritori, l’impatto ha danneggiato una strada, con schegge che hanno colpito case e auto vicine, ma senza provocare feriti. L’Idf ha avviato un’indagine sull’accaduto.
Iran, missile cade vicino alla centrale di Bushehr: un morto
Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell’Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell’impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l’Agenzia iraniana per l’energia atomica Secondo l’agenzia “gli impianti principali non sono stati danneggiati”.
Ghalibaf lancia minacce velate sullo stretto di Bab el-Mandab sul Mar Rosso
Il leader del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha fatto riferimento, con minacce velate, allo stretto di Bab el-Mandab, importante punto logistico globale che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all’Oceano Indiano, e attraverso cui transita il 14% delle spedizioni commerciali mondiali. “Quale quota delle spedizioni globali di petrolio, Gnl, grano, riso e fertilizzanti attraversa lo stretto di Bab el-Mandeb? Quali Paesi e aziende fanno conto sui maggiori volumi di transito attraverso lo stretto?”, ha affermato in un post su X. La milizia yemenita degli Houthi, sostenuta dall’Iran, ha più volte attaccato navi in transito nel Bab el-Mandab, in supporto alla causa palestinese e all’Iran. Lo stretto di Hormuz, nel sud dell’Iran, un punto attraverso cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, è stato di fatto bloccato dall’Iran durante la guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro il Paese.
Teheran: “Lo Stretto di Hormuz? Nulla sarà più come prima”
“Lo Stretto di Hormuz è diventato un vantaggio strategico per l’Iran nelle nuove condizioni di sicurezza e non tornerà mai allo status che aveva prima” dell’avvio di operazioni militari di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Parola del portavoce della presidenza del Parlamento iraniano, Abbas Goudarzi, che nei giorni scorsi ha annunciato l’avvio di un iter per imporre il pagamento per il transito dallo Stretto di Hormuz. In dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Tasnim, Goudarzi assicura che “la gestione di questa rotta importante è in mano alle forze armate della Repubblica islamica dell’Iran” e che “nessun Paese avrà il diritto di transitarvi senza il permesso dell’Iran”, che “difenderà questa posizione strategica con tutto il suo potere militare”.
Italia e altri 4 Paesi Ue chiedono tassa su extraprofitti delle società energetiche
Cinque ministri dell’Economia Ue, tra cui Giancarlo Giorgetti, chiedono una misura per tassare gli extraprofitti delle società energetiche, in reazione all’aumento dei prezzi del carburante per la guerra in Medio Oriente. Oltre che dall’Italia, la richiesta è sottoscritta anche da Germania, Spagna, Portogallo e Austria. “Una soluzione europea”, scrivono in una lettera al commissario Ue Wopke Hoekstra, “rappresenterebbe un segnale per i cittadini” e per l’economia dimostrando che “siamo uniti e in grado di agire” e invierebbe un “messaggio chiaro”: coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte.
Iran, media: “Esplosioni in sito petrolchimico a Mahshahr”
Esplosioni nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, in Iran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, che rilancia notizie dell’agenzia iraniana Fars, parlando di fumo che si leva dall’area.
Cnn: “Ancora disperso il pilota Usa, Teheran parla di novità per dare caccia ai jet”
Nuove tattiche, nuovi equipaggiamenti. Così, dice un generale iraniano, l’Iran “dà la caccia” a velivoli americani. Parole, rilanciate dalla Cnn, dopo che ieri un F-15 americano è stato abbattuto in Iran e un membro dell’equipaggio è ancora disperso e dopo che un A-10 Thunderbolt II è stato colpito ed è precipitato fuori dal territorio iraniano. Secondo il generale di brigata Alireza Elhami, a capo del Comando congiunto della difesa aerea dell’Iran, quanto accaduto è il “risultato di tattiche, impiego di equipaggiamenti moderni e innovazioni nei sistemi di difesa aerea” della Repubblica Islamica.
Nessun dettaglio sulle “innovazioni” nelle dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Irna e rilanciate dalla rete americana. Il generale parla di “confusione e disortientamento per il nemico”. I militari iraniani, minaccia secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, sono pronti a tendere imboscate “a jet e droni del nemico”. Il generale, rilancia ancora l’emittente, sostiene siano stati intercettati e abbattuti più di 160 droni e decine di missili da crociera mentre proseguono le operazioni militari che Usa e Israele hanno avviato lo scorso 28 febbraio contro l’Iran.
Teheran: “Se le nostre ambasciate vengono attaccate reagiremo subito”
L’Iran ha minacciato di reagire subito e con fermezza a eventuali attacchi a proprie sedi diplomatiche. “Qualsiasi aggressione contro le ambasciate o le sedi diplomatiche iraniane provocherà una rappresaglia immediata e decisa contro tutte le strutture del regime aggressore nella regione”, ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya, a quanto riporta Press tv.
Ankara, seconda nave turca ha attraversato Hormuz
Una seconda nave battente bandiera turca ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. Allo scoppio della guerra il 28 febbraio, c’erano 15 navi di armatori turchi in attesa di attraversare lo stretto strategico, ha ricordato in un’intervista alla Cnn, “due di queste 15 l’hanno passato”.
Meloni giunta in Qatar, vedrà Al Thani
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta a Doha, in Qatar, per la seconda tappa della sua missione nei Paesi del Golfo, dopo la visita in Arabia Saudita. Durante la permanenza è previsto un incontro con l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani.
I Pasdaran scelgono il nuovo portavoce, è Hossein Mohabi
Un nuovo portavoce per i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. E’ stato scelto Hossein Mohabi per l’incarico dopo l’uccisione del predecessore durante le operazioni militari di Usa e Israele contro l’Iran, avviate lo scorso 28 febbraio. Lo ha reso noto l’agenzia iraniana Fars, riferendo della nomina dopo il “martirio” di Ali Mohammad Naini, la cui “eliminazione” è stata confermata Israele il 20 marzo.
I Pasdaran negano l’attacco all’ambasciata Usa a Riad: “Colpa di Israele”
Il corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’attacco all’ambasciata statunitense in Arabia saudita. Lo riferisce Press tv. I Pasdaran, si spiega, “hanno condannato l’incidente e attribuito la responsabilità della provocazione ad agenti sionisti”. L’Irgc, aggiunge la nota, “ha esortato i paesi mediorientali a rimanere vigili nei confronti dei tentativi americano-sionisti di destabilizzare la regione”.
Colpita la sede di Oracle a Dubai: “Danni lievi”
Gli uffici di Oracle nel polo economico degli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da un attacco iraniano. Lo hanno confermato fonti di Dubai assicurando che si è trattato di un “incidente di lieve entità” che ha danneggiato la facciata dell’edificio. Pochi giorni fa Teheran aveva minacciato di colpire le aziende tecnologiche statunitensi e oggi il distretto di Internet City a Dubai è stato preso di mira. Non sono stati segnalati feriti nè sono stati forniti ulteriori dettagli sui danni. La legge degli Emirati sui crimini informatici vieta di fotografare l’impatto di attacchi iraniani a meno che non vengano pubblicati attraverso canali ufficiali. Molte delle aziende che l’Iran ha minacciato di attaccare si trovano nel distretto di Internet City e nei giorni scorsi i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno inserito 18 aziende statunitensi, tra cui Oracle, nell’elenco degli obiettivi. Le autorità di Dubai hanno aggiunto di essere intervenute poche ore prima per “un incidente causato da detriti di un’intercettazione aerea caduti sulla facciata di un edificio nella zona di Dubai Marina”, un’area di lusso nel centro della città.
Il prezzo medio di benzina, diesel e gasolio pre e post-guerra. I DATI
Dopo lo scoppio del conflitto in Iran, i costi al self service, sulla rete stradale, hanno registrato – come prevedibile – un importante aumento, parzialmente contenuto dal taglio delle accise deciso dal governo. Anche di questo si è parlato nella puntata del 3 aprile di “Numeri”, l’approfondimento di Sky TG24.
Il prezzo medio di benzina, diesel e gasolio pre e post-guerra. I DATI
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Caccia Usa abbattuto, Trump: “Non influisce sui negoziati”. VIDEO
Wsj: “In ambasciata Usa a Riad danni ingenti, più gravi di quanto reso noto”
Danni ingenti, più gravi di quanto reso noto sinora. E’ la rivelazione del Wall Street Journal dopo l’attacco del mese scorso di droni iraniani contro l’ambasciata Usa in Arabia Saudita. Su quanto avvenuto il 3 marzo il giornale ha sentito ex funzionari americani e altri in servizio. La ricostruzione parla di un drone iraniano finito sul compound Usa a Riad e dell’esplosione di un altro poco dopo. Attacchi, nella notte, che hanno raggiunto un’area dell’ambasciata dove di giorno lavorano centinaia di persone e che hanno provocato danni ingenti in tre piani, sostengono le fonti del giornale. Colpito anche l’ufficio della Cia, affermano. E parlano di un incendio andato avanti per mezza giornata. Una fonte sostiene zone della rappresentanza diplomatica siano danneggiate in modo irreparabile. Il ministero saudita della Difesa aveva invece parlato di un incendio circoscritto e danni di lieve entità.
Iran, Meloni ripartita da Gedda: sforzi per soluzione diplomatica nel conflitto
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena ripartita da Gedda (prima tappa della visita nella regione del Golfo, durante la quale sono previsti incontri anche con i leader di Qatar ed Emirati Arabi Uniti) dove ieri sera è stata ricevuta dal Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. Il Presidente Meloni ha voluto esprimere, con la sua presenza, la vicinanza dell’Italia all’Arabia Saudita.
Golfo, Giorgia Meloni lascia Gedda dopo l’incontro con Bin Salman
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Iran, per l’intelligence “improbabile” che Teheran riapra Hormuz
E’ “improbabile” che l’Iran apra presto lo Stretto di Hormuz. E’ il monito contenuto in recenti rapporti di intelligence Usa esaminati dall’agenzia Reuters. Per Teheran il controllo sulla più vitale arteria petrolifera del mondo rappresenta l’unica vera leva nei confronti degli Stati Uniti, hanno detto tre fonti secondo cui l’Iran continuerà a bloccare lo stretto per mantenere alti i prezzi dell’energia e fare pressione su Donald Trump affinchè trovi una rapida via d’uscita dalla guerra. Secondo i rapporti la guerra, concepita per annientare la forza militare dell’Iran, potrebbe in realtà accrescerne l’influenza regionale, dimostrando la capacità di Teheran di minacciare le vie di navigazione. Trump ha cercato di minimizzare la difficoltà di riaprire lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un quinto del commercio mondiale di petrolio e ieri ha lasciato intendere di poter ordinare alle forze statunitensi di riaprire il passaggio.
Iran, Pentagono: “365 militari feriti da avvio operazioni, 13 i caduti”
Sono 365 i militari Usa feriti dall’avvio, il 28 febbraio scorso, dell’Operazione ‘Epic Fury’ contro l’Iran. Lo ha reso noto nelle ultime ore il Pentagono, con un nuovo aggiornamento, come riporta il Wall Street Journal. Fra i feriti, si contano 247 soldati dell’Esercito, 63 della Marina, 36 dell’Aeronautica e 19 Marines. Tredici, come già noto, i caduti.
Libano, sono indonesiani i 3 caschi blu feriti in esplosione nel sud
Sono indonesiani i tre caschi blu rimasti feriti ieri in un’esplosione nel sud del Libano. Lo hanno confermato dallo Un Information Centre (Unic) di Giacarta dopo che ieri Unifil aveva dato notizia del ferimento di tre peacekeeper, trasferiti in ospedale, a seguito di “un’esplosione all’interno di una postazione Onu nei pressi di El Adeisse”. Non è chiara “l’origine dell’esplosione”.
Iran, la repressione non si ferma: giustiziati due oppositori
La guerra nel Golfo non ferma la macchina repressiva iraniana: due oppositori del regime sono stati giustiziati questa mattina perchè accusati di aver compiuto attacchi armati per conto dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano. Lo hanno reso noto i media locali.
Diverse esplosioni nelle zone a nord di Teheran
Diverse esplosioni sono state udite stamani in zone a nord della capitale iraniana Teheran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera a più di un mese dall’avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l’Iran a cui Teheran non manca di rispondere.
Israele, razzo Hezbollah contro Unifil, 3 i feriti
I tre caschi blu feriti ieri in un’esplosione nel sud del Libano sono cittadini indonesiani. Lo hanno comunicato le Nazioni Unite, dopo che pochi giorni fa, sempre in Libano, altri tre caschi blu dello stesso Paese sono stati uccisi. La Forza Provvisoria delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha dichiarato che l’esplosione è avvenuta all’interno di una struttura ONU vicino a El Adeisse, ferendo tre peacekeeper che sono stati portati d’urgenza in ospedale. Due di loro sono rimasti gravemente feriti. Il Centro Informazioni delle Nazioni Unite (UNIC) a Jakarta ha confermato che erano tutti indonesiani.
Libano: bombardamenti a Beirut, Idf colpisce siti Hezbollah
I sobborghi meridionali di Beirut sono stati bombardati almeno due volte all’alba di oggi, secondo quanto riferito da un giornalista dell’AFP che ha sentito potenti esplosioni e visto il fumo salire nel cielo. Contemporaneamente, l’esercito israeliano ha annunciato sui social network di aver “iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut”.
Hezbollah, attacco con droni a nord di Israele
Hezbollah sostiene un attacco con droni al nord di Israele. Il gruppo armato libanese – fa sapere l’emittente Al Jazeera – afferma di aver attaccato le caserme militari israeliane di Liman, a nord della città di Nahariya, con uno “squadrone di droni d’attacco”. L’attacco e’ avvenuto alle 00:50 ora locale.
Iran abbatte 2 jet Usa, si cerca pilota disperso
L’abbattimento di due aerei americani da parte delle forze di difesa aerea iraniana e soprattutto il destino incerto di uno dei piloti, per il quale e’ stata avviata una delicata e complessa operazione di ricerca e recupero, rischia di segnare una svolta nel conflitto in Medio Oriente che oggi entra nel suo 36esimo giorno. Quella di ieri per Donald Trump e la sua amministrazione e’ stata una giornata da dimenticare cominciata nella mattinata con la notizia dell’abbattimento a Kohgiluyeh, nella provincia di Boyer-Ahmad, di un caccia F-15E, con tanto di immagini trasmesse dalla tv di Stato iraniana, che ha promesso una ricompensa in caso di cattura dei piloti americani. Uno dei membri dell’equipaggio, in realta’, sarebbe stato tratto in salvo mentre di un secondo pilota non si sa nulla. Due elicotteri UH-60 Black Hawk coinvolti nelle operazioni di ricerca sono stati colpiti dal fuoco. Diversi militari a bordo sono rimasti leggermente feriti, ma tutti sono sani e salvi. “Se catturate vivi il/i pilota nemico/i e li consegnate alla polizia e alle forze armate iraniane, riceverete una ricompensa generosa”, è stato il messaggio letto in tv dalla polizia. Per Trump, il fatto che un caccia statunitense si sia schiantato in Iran (una novità dall’inizio della guerra), con un pilota dato per disperso, non comprometterebbe i possibili negoziati con Teheran: “E’ la guerra. Siamo in guerra”, ha dichiarato durante un’intervista telefonica con NBC News. Ma mentre il presidente americano tentava di sminuire gli attacchi in vista di eventuali colloqui con la controparte, i mediatori hanno spiegato al ‘Wall Street Journal’ che gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran, guidati dal Pakistan, sono “fermi”. Secondo loro, l’Iran non e’ disposto a incontrare i funzionari americani a Islamabad nei prossimi giorni e le richieste degli Stati Uniti “sono inaccettabili”. La proposta di piano di pace inviata da Trump a Teheran pochi giorni fa è stata respinta proprio perché “eccessiva”. Verso sera, poi, i media statali iraniani hanno reso noto che nel Golfo Persico si e’ schiantato un secondo aereo americano da combattimento, un A-10 Warthog, probabilmente mobilitato per la ricerca del pilota dell’F-15E. Chi era alla guida dell’A-10 è riuscito a eiettarsi e a uscire fuori dal territorio iraniano. Ma la notizia del secondo abbattimento è bastata per far scattare festeggiamenti e celebrazioni per le strade di Teheran. Al Jazeera ha riferito di un intero Paese orgoglioso delle sue forze armate e del suo sistema di difesa militare, nonostante Trump avesse dichiarato in questi ultimi giorni, e ripetuto al mondo intero, che le capacità di difesa aerea del nemico erano state del tutto annientate.
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“Ricordate quando ho dato all’Iran dieci giorni per fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere: 48 ore prima che si scateni l’inferno su di loro. Gloria a Dio!”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump. “Con escalation l’intera regione del Golfo si trasformerà in un “inferno” per loro, ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavoce delle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa. n
L’Iran “non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva”, ha chiarito il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X.
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Almeno cinque persone sono morte nell’attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica. Netanyahu, in un video, ha confermato gli attacchi agli impianti petrolchimici iraniani denunciati sabato da Teheran. “Continueremo a schiacciarli”, ha promesso Netanyahu.
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Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell’Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell’impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l’Agenzia iraniana per l’energia atomica Secondo l’agenzia “gli impianti principali non sono stati danneggiati”. Una nave turca passa lo Stretto di Hormuz, ma Teheran minaccia il Mar Rosso. “Colpita nello Stretto una nave legata a Israele”.
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Intanto, è corsa tra Usa e Iran a caccia del pilota disperso dopo che il suo caccia F-15 è stato abbattuto. Gli Usa hanno messo in campo i corpi speciali, mentre Teheran vuole un prigioniero da usare nei negoziati. In Epic Fury sono morti 13 soldati americani e 365 sono rimasti feriti.
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Nonostante la maggiore autosufficienza energetica acquisita negli ultimi anni, gli Stati Uniti continuano a importare 23 miliardi di dollari in gas e petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz chiuso dall’Iran. A pagare il conto più salato è tuttavia l’Asia, a partire da Cina e India che “usano” il tratto di mare per quasi 200 miliardi. Di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24, nella puntata del 2 aprile 2026.
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La situazione degli stoccaggi di petrolio e gas in Italia è complessivamente buona nonostante le turbolenze sui mercati energetici seguiti allo shock della guerra di Stati Uniti e Israele all’Iran. Ecco le cifre.
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La guerra in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e le difficoltà nel garantire il passaggio delle navi che trasportano gas e petrolio dal Golfo ai mercati globali hanno rialzato la tensione tra Donald Trump e la NATO: il presidente statunitense è tornato ad attaccare i partner europei chiedendo un maggiore coinvolgimento in questi sforzi, riaccendendo una crisi che sembrava essersi placata dopo il caso della Groenlandia.
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Il presidente americano Donald Trump ha deciso di ricorrere alla forza militare per impedire all’Iran di acquisire l’arma nucleare, dopo il fallimento della soluzione diplomatica. Una scelta rischiosa: tuttavia, “l’esperienza stranamente dimenticata degli Usa con la Corea del Nord suggerisce che le alternative fossero persino più rischiose”, ha sottolineato l’Editorial Board del Wall Street Journal, in un articolo che spezza una lancia a favore del tycoon verso cui è spesso critico, ad esempio sui dazi. Nella sostanza, ci sono limiti “con un avversario” che è determinato, “nonché quello che accade quando gli Usa antepongono l’evitare il conflitto a ogni altra cosa”. L’articolo ripercorre i propositi atomici di Pyongyang, la lunga fase di trattative con l’amministrazione di Bill Clinton, fino all’accordo del 1994 negoziato dall’ex presidente Jimmy Carter. Le speranze di aver messo la situazione sotto controllo sono naufragate quando Pyongyang quadruplicò le scorte di plutonio e, nel 2006, condusse il primo test nucleare con il ‘caro leader, Kim Jong-il. Da quel momento in poi, le opzioni militari americane sono diventate sempre più rischiose. La Corea del Nord ha tirato dritto per la sua strada: si ritiene ora possieda circa 50 testate atomiche e che stia testando missili balistici intercontinentali che potrebbero, un giorno, raggiungere il territorio continentale degli Usa. L’ultimo test missilistico è di domenica scorsa. La lezione da trarre è che i presidenti degli Stati Uniti hanno atteso troppo a lungo prima di fermare la Corea del Nord, una potenza nucleare. Donald Trump è l’unico presidente “ad aver avuto il coraggio di colpire i piani nucleari iraniani e di consentire a Israele di fare altrettanto, nel corso della guerra di dodici giorni” del 2025. “Non sappiamo come si concluderà l’attuale conflitto con l’Iran, ma sappiamo per certo che, una volta terminato, il regime radicale iraniano non disporrà più di un programma nucleare. Ciò ha reso il mondo un luogo più sicuro”, ha concluso l’articolo.
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“Se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo!”. È quanto scrive il presidente americano Donald Trump in un post sul suo social Truth, assicurando che “questo non accadrà agli Stati Uniti d’America finché sarò presidente”.
“,”postId”:”57fdeaf1-749a-4cc3-967f-e26a7f304cdc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T19:46:53.149Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T21:46:53+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Houthi: “Attaccato l’aeroporto Ben Gurion e siti militari israeliani””,”content”:”
Gli Houthi hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele, affermando di aver preso di mira l’aeroporto internazionale Ben Gurion e siti militari “vitali” nel sud del Paese. Lo scrive al Jazeera.n In una dichiarazione diffusa tramite il media Al-Masirah, affiliato agli Houthi, il gruppo yemenita ha affermato che l’attacco è stato condotto utilizzando un missile a grappolo e numerosi droni.n In precedenza l’esercito israeliano aveva affermato di aver rilevato un missile lanciato dallo Yemen verso il proprio territorio e di aver attivato i propri sistemi di difesa. I media israeliani hanno poi riferito che il missile è caduto in un’area aperta, senza causare vittime né danni.
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Sono 17 i dimostranti arrestati dalle forzendell’ordine a Tel Aviv durante la protesta contro la guerra svoltasi nellancentrale piazza Habima. Lo riferisce la polizia israeliana. Secondo insoccorritori, un manifestante avrebbe subito un arresto cardiaco e sarebbenricoverato in gravi condizioni. Gli attivisti sostengono che l’uomo, unncinquantenne, sarebbe stato spinto con la forza in un rifugio insieme adnaltre persone che erano scese in piazza, sfidando il divieto dinassembramenti superiori alle 150 persone.
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Se gli Usa e Israele aumenteranno ancora la portatandegli attacchi all’Iran, l’intera regione del Golfo si trasformera’ in unn”inferno” per loro. Lo ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavocendelle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa,nDonald Trump, di scatenare “l’inferno” sulla Repubblica Islamica se nonnriaprira’ lo Stretto di Hormuz entro lunedi’. “Non dimenticate che senl’aggressione si estendera’, l’intera regione si trasformera’ in unninferno per voi”, ha detto il portavoce, “l’illusione di sconfiggere lanRepubblica Islamica dell’Iran si e’ trasformata in una palude nella qualenannegherete”.
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“Ho ricordato i recenti attacchi missilistici su Gerusalemme che sono caduti nell’area di siti sacri per cristiani, musulmani ed ebrei”, ha ffatto sapere il presidente israeliano su X. “Anche il popolo iraniano merita un futuro migliore, libero da questo pericoloso e violento regime del terrore”.
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Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha confermato che Israele ha attaccato gli impianti petrolchimici iraniani, dopo che i media iraniani avevano riportato la notizia della morte di almeno cinque persone in un attacco alla zona petrolchimica di Mahshahr. “Dopo aver distrutto il 70% della loro capacità di produrre acciaio, che viene utilizzato come materia prima per le armi usate contro di noi e oggi abbiamo attaccato i loro impianti petrolchimici”, ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio pubblicato sul suo account X. “Vi avevo promesso che avremmo continuato a colpire il regime terroristico di Teheran, ed è esattamente quello che stiamo facendo”, ha affermato.
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Israele si sta preparando ad attaccare leninfrastrutture energetiche iraniane, ma e’ in attesa del via libera daglinStati Uniti. Lo dice un alto funzionario della difesa israeliana secondonSky News. Gli attacchi potrebbero avvenire entro la prossima settimana. Lendichiarazioni giungono dopo che Donald Trump ha lanciato un ultimatum din48 ore all’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz.
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Almeno cinque persone sono morte nell’attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica.
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Israele chiede l’evacuazione di un’area vicino al valico di frontiera siro-libanese in vista di attacchi aerei.
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Hossein Ghavi, un cittadino disabile residente ad Ahvaz, nel sud-ovest dell’Iran arrestato di recente in relazione al conflitto in corso, è morto in circostanze poco chiare in un centro di detenzione dell’intelligence delle Guardie Rivoluzionarie. Fonti locali hanno riferito all’Agenzia di stampa per i diritti umani Hrana (Human rights), organizzazione non governativa dedicata alla difesa dei diritti umani nel Paese, che Hossein Ghavi, 28 anni, era stato arrestato a marzo dalle forze di sicurezza presso una bancarella del tè dove lavorava, presumibilmente per aver filmato le zone bombardate e aver inviato i filmati ai media stranieri.n Secondo le stesse fonti, giovedì 2 aprile, le forze affiliate all’organizzazione di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie hanno informato telefonicamente la famiglia della morte del figlio. Le forze di sicurezza che hanno effettuato la chiamata non hanno fornito alcuna spiegazione in merito alle condizioni della sua detenzione né alle cause del decesso e la salma non è stata ancora restituita alla famiglia. Hossein Ghavi, soffriva di una disabilità alla gamba sinistra ed era l’unico sostentamento della sua famiglia.n Secondo Iran International Ghavi è stato torturato durante la detenzione ed è poi morto in custodia.
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È in corso una ricerca serrata per trovare il pilota disperso dell’F-15 americano abbattuto venerdì dalla contraerea iraniana. L’altro membro dell’equipaggio è stato tratto in salvo. Teheran ha smentito la cattura del pilota, mentre gli Stati Uniti hanno avviato una vasta operazione di ricerca.
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Negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia sono scattate le prime limitazioni di carburante per i voli, dopo che la crisi in Medio Oriente ha messo a rischio le forniture. Air Bp Italia, uno dei principali operatori, ha emesso un Notam, cioè un bollettino rivolto alle compagnie aeree, per informarle che per i prossimi giorni, fino al 9 aprile, nei 4 scali ci saranno delle restrizioni. Nota del Gruppo Save, che gestisce 3 aeroporti veneti: limitazioni “non sono significative. Niente allarmismi”.
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Quando nel Golfo cresce l’instabilita’, non nenrisentono solo gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzindell’energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza ilnpotere d’acquisto delle famiglie”. Cosi’ la premier Giorgia Meloni, in unnvideo sui social.
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La polizia israeliana ha riferito di avernarrestato, con l’accusa di disturbo dell’ordine pubblico, dieci personentra le oltre mille che oggi hanno manifestato in piazza a Tel Aviv contronla guerra a Iran e Hezbollah. Lo riferisce Ynet. Secondo gli organizzatorindella protesta, gli arresti sono sedici. Al momento Israele non consentenassembramenti superiori alle 150 persone e la polizia e’ intervenuta perndisperdere i dimostranti, in numero molto superiore, riuniti nellancentrale piazza Habima.
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“‘Non possiamo farci carico di asili nido enassistenza sanitaria, la gente deve capirlo. Siamo una grande potenza,nfacciamo le guerre'”. Le parole di Trump sono distanti anni luce dainnostri valori costituzionali, parole deliranti dalle quali l’Italianmigliore si dissocia nella maniera piu’ netta. Ma perche’ Giorgia Meloninnon riesce a chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi? Perche’ non riescena dire una parola chiara nonostante famiglie e imprese stiano sopportandoni continui aumenti del carburante e dell’energia? Oggi Meloni chiedenall’Europa cio’ che non ha avuto il coraggio di fare fin qui in Italia,ntassare gli extraprofitti delle societa’ energetiche. Ma serve unanrisposta strutturale: introdurre subito un tetto europeo al prezzo del gasncome si fece nel 2022, e in Italia bisogna aumentare la quota dinrinnovabili per poter scollegare il prezzo dell’energia elettrica danquello del gas. Per questo occorre semplificare gli iter autorizzativi enmoltiplicare le commissioni che se ne occupano, per accelerare. In Spagnanqueste strategie hanno consentito di arrivare a pagare l’energia 18 euro anmegawattora mentre in Italia negli ultimi giorni ha sfiorato i 160 euro anmegawattora. Li’ il gas fa il prezzo dell’energia solo per il 15% delntempo mentre da noi quasi per l’80%”. Cosi’ la segretaria del Pd EllynSchlein. “Cosi’ non si puo’ andare avanti, le famiglie sono in bolletta enle imprese perdono competitivita’. Inoltre e’ notizia di oggi che cominciana mancare il carburante per i voli aerei che vengono razionati. Intanto languerra prosegue e i prezzi rischiano di salire ancora, mangiandosi purengli effetti dei decreti del governo, le cui risposte saranno solo unnpannicello caldo se non si pone fine al conflitto – prosegue Schlein -nEssere acriticamente subalterni a Trump ci sta causando solo danni: lui sindeve fermare e questa guerra illegale deve finire, il governo lo deve direncon chiarezza”.
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Gli impianti petrolchimici attaccati danIsraele in Iran “producono materiali per armi”. Lo dice il portavoce dellenIDF commentando l’attacco agli impianti petrolchimici in Iran. Nel sitoncolpito, afferma il portavoce dell’esercito israeliano, venivano prodottinmateriali chimici per la fabbricazione di armi. L’infrastruttura colpitansi trova a Mahshahr, nel sud-ovest dell’Iran. Le IDF hanno dichiarato chen”e’ stato colpito un sito in cui si trovava una delle due infrastrutturencentrali utilizzate per produrre materiali per esplosivi, missilinbalistici e altre armi. Il sito e’ uno dei principali in cui vienenprodotto il materiale essenziale per i missili balistici”.
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Decine di migliaia di sostenitori dell’influente religioso sciita Moqtada al-Sadr si sono riuniti oggi a Baghdad e in tutto l’Iraq per condannare Israele e gli Stati Uniti e chiedere la fine del conflitto in Medio Oriente.n L’Iraq è stato trascinato nella guerra contro la sua volontà, scatenata il 28 febbraio dai raid aerei congiunti statunitensi e israeliani contro l’Iran. I gruppi filo-iraniani attaccano gli interessi americani in Iraq e sono a loro volta soggetti ad attacchi di rappresaglia attribuiti agli Stati Uniti e a Israele.n Decine di migliaia di uomini e alcune donne hanno invaso le strade intorno a Piazza Tahrir, nel centro di Baghdad, oggi pomeriggio, sventolando bandiere irachene e scandendo slogan come: “No a Israele” e “No all’America”.
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Iran, Meloni: “No visita simbolica ma difesa interessi italiani”
nn
Quella nel Golfo “non è una visita semplicemente simbolica”, quello “che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell’Iran. Ma il nostro obiettivo non è semplicemente fare testimonianza, era e deve dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani”. Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
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“In questi giorni ho voluto essere in Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti. Credo che per l’Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico. Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall’inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica”. Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
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“L’appuntamento di oggi è stato pensato per tornare a puntare l’attenzione su Gaza e sul genocidio” contro il popolo palestinese e “per lanciare la prossima missione” della Global Sumud Flotilla “che parte a fine aprile per dirigersi verso Gaza”. Lo ha dichiarato Tony La Piccirella, del coordinamento Global Sumud Flotilla, durante la ‘maratona’ in corso a Bari da stamattina in vista della nuova missione verso Gaza. Sulla spiaggia barese di Pane e Pomodoro, infatti, dalle 11 di questa mattina e fino a sera, si stanno alternando artisti, musicisti, presentatori e pensatori che gratuitamente stanno animando la maratona di musica e parole sostenuta anche dal Comune di Bari. La Piccirella aveva partecipato anche alla prima missione di Flottilla. Mentre l’attivista parla, nelle acque baresi passa l’imbarcazione Zeineddin che fa parte della Global Sumud Flotilla che il 7 aprile salperà per la Sicilia dove si unirà alle altre imbarcazioni provenienti da Spagna e Francia per poi navigare verso Turchia, Grecia, fino a Gaza. “Quello di oggi – ha aggiunto La Piccirella – è soprattutto un momento di solidarietà, perché vogliamo sentirci vicini al popolo palestinese ma anche a tutti i popoli oppressi, oppressi da tutto quello che è accaduto questo inverno, da tutte le operazioni militari promosse da Stati Uniti e da Israele al solo scopo di rubare terra, risorse e vita, di normalizzare la legge del più forte scavalcando ogni principio di diritto e di dignità umana”.
“,”postId”:”3e99ed39-f449-424c-a0a2-5c1e813acabd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T17:49:21.078Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T19:49:21+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Idf: “Identificato missile lanciato da Yemen””,”content”:”
L’esercito israeliano ha rilevato un missile lanciatondallo Yemen verso il territorio israeliano, il quinto attacco di questontipo dall’inizio della guerra in Medio Oriente. “Le Forze di DifesanIsraeliane (IDF) hanno identificato il lancio di un missile dallo Yemennverso il territorio israeliano; i sistemi di difesa aerea sono in funzionenper intercettare la minaccia”, ha affermato l’esercito.
“,”postId”:”701d5b26-5e1b-43aa-aa43-38c397d55434″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T17:36:03.852Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T19:36:03+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Più di mille in piazza a Tel Aviv contro la guerra con l’Iran e Hezbollah”,”content”:”
“Basta con la guerra infinita”: più di mille persone hanno manifestato in serata a Tel Aviv contro la guerra condotta da Israele contro l’Iran e Hezbollah in Libano, chiedendo alle autorità di porvi fine, prima di essere disperse dalla polizia. “Non bombardate! Parlate!”, “Basta con le sciocchezze di Bibi”, hanno scandito i manifestanti riuniti in piazza Habima, nel cuore della metropoli, come ha osservato un giornalista dell’Afp. Una donna teneva un cartello con la scritta: “Netanyahu è la più grande minaccia all’esistenza di Israele”, riferendosi al primo ministro Benyamin Netanyahu, soprannominato “Bibi”. Il Medio Oriente è precipitato in una guerra dal 28 febbraio, scatenata dall’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, a cui Teheran sta rispondendo con attacchi missilistici e con droni contro Israele e diversi paesi della regione.
“,”postId”:”d894fd9d-1de5-4e10-9002-6d639da92d74″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T17:32:00.328Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T19:32:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: Netanyahu conferma attacchi a siti petrolchimici “,”content”:”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu,nin un video pubblicato sulle reti sociali ha confermato gli attacchi aglinimpianti petrolchimici iraniani denunciati oggi da Teheran. “Dopo averndistrutto il 70% della loro capacita’ produttiva di acciaio, materia primanper le armi che usano contro di noi, oggi abbiamo colpito i loro impiantinpetrolchimici”, ha dichiarato Netanyahu nel filmato, “entrambinrappresentano la loro fonte di finanziamento per la guerra del terrorencontro di noi e contro il mondo intero”. “Continueremo a schiacciarli”, hanpromesso Netanyahu.
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Le truppe israeliane hanno distrutto 17 telecamere di sorveglianza presso il quartier generale delle forze di pace Onu nel Libano meridionale in 24 ore. Lo ha riferito oggi all’Afp una fonte della sicurezza Onu. Dall’inizio della guerra, il 2 marzo, tra Israele e Hezbollah, la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) si trova nel fuoco incrociato tra gli attacchi del movimento filo-iraniano contro le posizioni israeliane e l’invasione di terra israeliana del Libano meridionale, che sta conducendo attacchi anche nel Paese vicino. “Diciassette telecamere presso il nostro quartier generale sono state distrutte dall’esercito israeliano”, a Naqoura, città costiera nel Libano meridionale, ha affermato la fonte della sicurezza, parlando in condizione di anonimato. “Le telecamere sono state distrutte con quello che sembra essere una sorta di laser”, ha precisato la portavoce dell’Unifil, Kandice Ardiel. “I soldati israeliani sono presenti a Naqoura e questa settimana hanno effettuato massicce demolizioni di edifici nel villaggio”, ha aggiunto. Già da giovedì, i caschi blu avevano assistito alla distruzione di ampie zone di Naqoura da parte dei soldati israeliani, avvenuta dall’inizio della settimana, ha affermato. “Non solo case e attività commerciali sono state rase al suolo, ma la forza delle esplosioni ha danneggiato anche il quartier generale dell’Unifil”, ha specificato. La stessa forza Onu ha riferito che tre caschi blu indonesiani sono stati uccisi in due incidenti separati domenica e lunedì, prima che ieri sie verificasse un’esplosione in una delle sue basi – la cui origine non è stata ancora determinata – che ha ferito altri tre caschi blu indonesiani. L’esercito israeliano ha attribuito l’esplosione di venerdì a un razzo di Hezbollah “che è atterrato su una postazione Unifil”.
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Dall’inizio della guerra all’Iran, le scortenstatunitensi di missili stealth a lunga gittata Jassm-Er sono gia’ scese anmeno di un quarto della disponibilita’ precedente al conflitto. Lonriferisce Bloomberg. Nel dettaglio, prima dell’aggressione alla RepubblicanIslamica gli Stati Uniti avevano 2.300 missili Jassm-Er e ora neglinarsenali ne sarebbero rimasti appena 425 disponibili. Inoltre, dei quasin1.900 missili destinati all’attacco all’Iran piu’ di mille sarebbero gia’nstati impiegati, avverte Bloomberg, secondo la quale ripristinare lenscorte potrebbe richiedere anni.
“,”postId”:”3aafa29f-ddff-4b68-8e82-1857e7b86e45″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T17:19:29.810Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T19:19:29+0200″,”altBackground”:false,”title”:”MO, Pizzaballa: “Terra lacerata ma nessuna ferita è insanabile””,”content”:”
“Le porte sono ancora chiuse. Ilnsilenzio e’ quasi assoluto, rotto forse dal rumore lontano di cio’ che languerra continua a seminare in questa terra santa e lacerata. Tuttavia,nproprio qui, in questo luogo dove la morte e’ stata abitata da Dio, lanParola di Dio risuona piu’ forte di ogni silenzio”. Cosi’ il Patriarca dinGerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, presiedendo, nellenprime ore dell’alba la vigilia pasquale al Santo Sepolcro. “E lo dico connsemplicita’: anche noi, oggi, celebriamo con una fede provata, fragile,nforse stanca… eppure ancora in piedi. Non perche’ siamo forti, manperche’ qui ci sostiene Qualcuno”, ha sottolineato il porporato rimarcandonche “nessuna terra e’ per sempre contesa, nessuna ferita e’ per sempreninsanabile” ed esortando a essere “artigiani di speranza” e dinriconciliazione. “Qui la morte non e’ stata evitata, ne’ attenuata, ma e’nstata affrontata fino in fondo. Dio non ha scelto una via di fuga, ma handeciso di entrare nella condizione umana nella sua realta’ piu’ profonda,nassumendo su di se’ tutte le dimensioni dell’esistenza, compresa quellanche oggi, purtroppo, sperimentiamo in maniera spesso violenta: il dolore enla morte. Non per ‘spiegarli’ da lontano, ma per abitarli da vicino”. “Innquesto momento sembra non ci sia nessuno che possa rotolare via le pietrendelle tombe che la sofferenza per questa situazione di guerra continua anscavare”, ha aggiunto Pizzaballa commentando il brano evangelico sullanResurrezione. “Ma proprio per questo ascoltiamo con piu’ urgenza landomanda che le donne portavano nel cuore: ‘Chi ci rotolera’ via lanpietra’. Non e’ solo una domanda pratica. E’ la domanda di ogni ricerca dinsperanza quando sembra che non ci sia piu’ nulla da fare. E’ la domanda dinchi ama senza cercare risposte immediate, di chi si avvicina al misteroncon fiducia, anche quando il cammino appare oscurato”. “Oggi – ha proseguito – quellandomanda sale da tutta la Terra Santa, e da ogni luogo del mondo segnatondalla violenza. E la risposta non e’ un annuncio a vuoto, ma un evento: lanpietra e’ stata rotolata via. Non dalla nostra forza, ma dalla potenzandell’amore di Dio che e’ piu’ forte della morte”. Allora, “questa Veglianci interroga: stiamo ancora cercando di rotolare da soli le pietre che cinopprimono? O lasciamo che sia Lui, il Vivente, a precederci? Perche’ lanPasqua non e’ il risultato dei nostri sforzi di pace, per quantonnecessari. E’ il fondamento che rende possibile ogni sforzo. Se ilnsepolcro e’ vuoto, allora nulla e’ veramente chiuso. Nessuna terra e’ pernsempre contesa, nessuna ferita e’ per sempre insanabile, nessuna memoriane’ per sempre prigioniera dell’odio”, ha rimarcato Pizzaballa che hanaggiunto: “Anche quando la guerra sembra dirci il contrario, noi siamonquelli che hanno visto la pietra rimossa”, “Gerusalemme, citta’ segnatandalla memoria della morte e oggi da tante divisioni, diventa il luogo inncui si annuncia la vita. Non una vita ideale, lontana, spiritualista. Lanvita concreta, quella delle persone, delle case, delle relazioni, dellencomunita'”. “E permettetemi di dirlo cosi’: se qui, oggi, c’e’ unan’pietra’ che davvero possiamo portare via, e’ quella che ci pesa dentro -nla pietra della rassegnazione, del rancore, della sfiducia. Il Vangelo nonnci chiede di compiere imprese straordinarie, ma di custodire la vita,nanche nelle piccole cose”, ha concluso esortando a diventare “per quantonpossiamo, ‘pietre vive’, segni di riconciliazione, artigiani di speranza,ntestimoni di una vita che la morte non riesce piu’ a chiudere”.
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E’ in corso un nuovo attacco missilistico contronIsraele, la quarta ondata in tre ore. Lo riferiscono le Idf. Secondo ilnTimes of Israel, l’obiettivo e’ il nord dello Stato ebraico.
“,”postId”:”a14788be-53a7-473c-a0a8-22f3a9c3551e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T17:06:41.572Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T19:06:41+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Idf: “Morto un soldato israeliano in Libano””,”content”:”
L’esercito israeliano ha annunciato lanmorte di un soldato negli scontri nel sud del Libano. “Il sergente dinprima classe Guy Ludar, di 21 anni e’ caduto durante un combattimento nelnsud del Libano”, ha dichiarato l’esercito israeliano. Il numero di soldatinisraeliani uccisi nel sud del Libano sale a 11 dall’inizio dellenoperazioni di terra contro Hezbollah, il mese scorso.
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Il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato che l’Iraq sarà esentato da qualsiasi restrizione al transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riportano oggi i media iraniani, segnalando un trattamento preferenziale per Baghdad mentre Teheran rafforza il controllo su questa strategica via d’acqua. Lo scrive The Guardian.
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Il 60% del ponte dell’autostrada B1 a Karaj è stato danneggiato, con sei dei suoi sette piloni di sostegno gravemente colpiti, dopo essere stato preso di mira da un attacco “nemico” giovedì scorso, secondo quanto riportato dai media iraniani che citano il direttore esecutivo del progetto della tangenziale nord di Karaj. Lo riporta Iran International.
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E’ di oltre 1.400 morti, tra cui 126 bambini, ilnbilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano a partire daln2 marzo, quando sono riprese le ostilita’ tra Tel Aviv e Hezbollah. Lonriferisce il ministero della Salute di Beirut. Almeno 54 operatorinsanitari e 93 donne figurano tra le vittime.
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Un missile iraniano ha colpito Gerusalemme senzanche le sirene antiaeree riuscissero a dare l’allerta. E’ quanto sostienenl’agenzia Fars, che cita fonti israeliane.
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Unem “apprende dell’iniziativa italiana di tassare eventuali extra-profitti delle società energetica avanzata al Commissario Ue per il Clima, Wopke Hoekstra, insieme a Spagna, Portogallo, Austria e Germania e non può evitare di esprimere sorpresa e sconcerto”. In una nota l’associazione che riunisce le aziende che operano della lavorazione, della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi, sottolinea come “sarebbe necessario evitare ulteriori elementi di instabilità” mettendo “in crisi un settore che si sta impegnando per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti”.
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L’Iran sostiene che l’Iraq sia esente da qualsiasinrestrizione nello stretto di Hormuz.
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Le autorita’ del Kuwait hanno riferito di avernintercettato nelle scorse 24 ore 8 missili balistici e 19 droni nelnproprio spazio aereo. Non ci sono ne’ feriti ne’ danni materiali, aggiungenil ministero della Difesa del Kuwait, secondo Al Jazeera.
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Avevano lanciato uova contro il muro perimetralendell’ambasciata dell’Iran le due giovane iraniane bloccate nella tardanmattinata di oggi da personale della Polizia di Stato mentre, all’esternondell’edificio, partecipavano ad un raduno di protesta organizzato senzanformale preavviso. Gli agenti del commissariato Vescovio avevano raggiuntonla sede diplomatica dopo la segnalazione dell’arrivo dei priminmanifestanti: le due ragazze, rispettivamente di 19 e 21 anni, dopo esserenstate identificate, sono state accompagnate negli uffici del commissariatone denunciate per imbrattamento. Gli altri attivisti, una decina, sononstati allontanati nel giro di pochi minuti.
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Il caccia americano abbattuto in Iran venerdi’npotrebbe essere partito da una delle principali basi Usa nel Regno Unito,nsecondo analisti militari, riaccendendo il dibattito sul coinvolgimentonbritannico nel conflitto. Lo riporta il New York Times. Secondo l’Us AirnForce, il 48th Fighter Wing schiera velivoli F-15E Strike Eagle e F-35Annelle basi di RAF Lakenheath e RAF Feltwell, mentre bombardieri strategicincome B-52 e B-1 sono stati dispiegati presso RAF Fairford. Secondo JustinnBronk del Royal United Services Institute, le immagini diffuse dai medianiraniani dei rottami indicherebbero un F-15E appartenente al 494th FighternSquadron di Lakenheath, sulla base delle marcature visibili sullonstabilizzatore verticale. Tuttavia, ne’ il Comando centrale degli StatinUniti ne’ il ministero della Difesa britannico hanno confermato l’originendel velivolo. L’eventuale utilizzo di basi britanniche per operazionincontro l’Iran resta un tema sensibile a Londra. Il primo ministro KeirnStarmer, inizialmente contrario a un coinvolgimento diretto, avevanrifiutato di autorizzare l’uso delle basi per i primi attacchinstatunitensi. La posizione e’ stata poi progressivamente rivista dopo lenritorsioni iraniane, tra cui un attacco con drone – attribuito a Hezbollahn- contro una base britannica a Cipro. Londra ha quindi autorizzato l’usondelle installazioni per scopi “difensivi e limitati”, prima di aprirenanche a operazioni mirate a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, innrisposta all’impennata dei prezzi energetici causata dalle interruzionindei traffici marittimi. Resta tuttavia alta la cautela politica, connun’opinione pubblica britannica largamente scettica rispetto alla campagnanmilitare americana contro l’Iran.
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Il primo ministro slovacco, Robert Fico, ha affermato che l’Unione europea dovrebbe porre fine alle sanzioni su petrolio e gas russi, ripristinare i flussi dell’oleodotto Druzhba e rilanciare il dialogo con Mosca per affrontare la crisi energetica aggravata dalla guerra in Iran. In una dichiarazione diffusa dopo un colloquio con il premier ungherese Viktor Orban, Fico ha sostenuto la necessita’ di garantire agli Stati membri l’accesso a tutte le fonti energetiche disponibili, inclusa la Russia, per compensare le carenze di approvvigionamento. Le posizioni di Bratislava e Budapest restano isolate all’interno dell’Ue, dove la maggioranza dei Paesi ha ridotto o interrotto i rapporti energetici con Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina.
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Diverse forti esplosioni sono state udite sopranGerusalemme dopo che l’esercito israeliano aveva segnalato il rilevamentondi missili in arrivo dall’Iran. Sono state segnalate almeno seindetonazioni nella citta’, a oltre un mese dall’inizio del conflittonscatenato dai raid di Israele e Stati Uniti contro Teheran. In precedenza,ni servizi di soccorso avevano segnalato il ferimento di cinque persone innseguito ad attacchi missilistici su Tel Aviv e in altre aree del centro dinIsraele.
“,”postId”:”c9bb3728-7cbc-4c9b-8da6-87ab0d9f548f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:52:26.377Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:52:26+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Onu e Ua: “Conflitto rappresenta grave rischio per l’Africa””,”content”:”
Il conflitto in corso in Medio Orientenrappresenta un “rischio grave” per l’Africa, con il pericolo di una nuovancrisi del costo della vita, secondo un rapporto congiunto di Unionenafricana, Banca africana di sviluppo e agenzie delle Nazioni Unite. Nelndocumento, elaborato insieme al Programma delle Nazioni unite per lonsviluppo e alla Commissione economica per l’Africa, si sottolinea come ilnMedio Oriente rappresenti il 15,8% delle importazioni africane e il 10,9%ndelle esportazioni, rendendo il continente particolarmente esposto aglinshock derivanti dalla guerra. Secondo gli autori, il conflitto potrebbenrapidamente trasformarsi in una crisi del costo della vita a causandell’aumento dei prezzi di carburanti e alimenti, dei costi di trasporto enassicurazione, nonche’ delle pressioni sui tassi di cambio e sui bilancinpubblici. Le prospettive di crescita restano fragili: una perdita di 0,2npunti percentuali del Pil africano e’ prevista per il 2026 se il conflittondovesse protrarsi oltre sei mesi. Le difficolta’ nell’approvvigionamentondi gas naturale liquefatto dal Golfo rischiano inoltre di incidere sullanproduzione di fertilizzanti, aumentandone i prezzi proprio durante lanstagione delle semine. Il rapporto evidenzia anche che le valute di 29nPaesi africani si sono gia’ deprezzate, con effetti negativi sul costo delndebito estero, sulle importazioni e sulle riserve in valuta. Alcuni Paesinpotrebbero beneficiare temporaneamente dell’aumento dei prezzi dellenmaterie prime o della riorganizzazione delle rotte commerciali – comenNigeria e Mozambico – cosi’ come alcuni porti africani potrebbero trarrenvantaggio dal dirottamento del traffico via Capo di Buona Speranza.nTuttavia, questi effetti positivi resterebbero limitati e disomogenei. Glinautori avvertono inoltre del rischio di un’intensificazione dei conflittinnel continente, legata a nuove competizioni geopolitiche e al controllo dinrisorse strategiche e rotte marittime, in particolare nel Mar Rosso.nPreoccupa infine la possibile riduzione dei fondi per l’aiuto umanitario,nche potrebbero essere dirottati verso altre crisi.
“,”postId”:”aa781e54-0dd6-4f87-a927-70547273b26a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:51:58.493Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:51:58+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: il blocco di Internet entra nella quinta settimana”,”content”:”
Il blocco di internet in Iran entra nella quintansettimana. Lo riporta il gruppo di monitoraggio di internet NetBlocks,nsecondo cui la connettivita’ con l’esterno rimane all’1% dei livellinnormali. L’organizzazione afferma che la misura sta “isolando lanpopolazione, mentre le autorita’ studiano modi per consentire l’accesso anutenti selezionati tramite un sistema di whitelisting a piu’ livelli”.nDiversi siti approvati dal governo e figure filo-governative rimangonononline. Chiunque tenti di connettersi a internet utilizzando servizinsatellitari come Starlink rischia fino a due anni di carcere.
“,”postId”:”9b200a35-3b5f-4dd9-a58f-bc3115bc460c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:51:17.920Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:51:17+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ue valuta lettera su tassa extraprofitti petrolio: “Risponderemo””,”content”:”
“Abbiamo ricevuto la lettera. La stiamo attualmente valutando e risponderemo a tempo debito”. E’ quanto dichiara un portavoce della Commissione Ue sulla richiesta dei ministri di cinque Stati membri, Italia inclusa, di una misura per tassare gli extraprofitti sul caro petrolio. “Più in generale, la Commissione sta lavorando a stretto contatto con gli Stati membri su possibili misure politiche mirate in risposta all’attuale crisi energetica che l’Europa sta affrontando. Sebbene non ci troviamo nella stessa situazione, è importante tenere conto degli insegnamenti tratti dal 2022, inclusa la temporanea contribuzione di solidarietà Ue”.
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L’Idf ha confermato di aver bombardato oggi impianti petrolchimici nel sud dell’Iran, affermando che tali siti venivano utilizzati da Teheran per la produzione di materiali per missili balistici. Secondo l’esercito, gli attacchi hanno portato all’interruzione di tutta la produzione di materiali chimici, prevedendo che causeranno danni economici per miliardi di dollari. L’agenzia di stampa Fars aveva precedentemente riportato che diversi impianti nella Zona Speciale Petrolchimica di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, erano stati colpiti e che cinque persone erano rimaste ferite.
“,”postId”:”3ab2d3fa-3258-4115-92c8-2b1079b53142″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:38:39.865Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:38:39+0200″,”altBackground”:false,”title”:”India torna a comprare greggio iraniano, non accadeva dal 2019″,”content”:”
L’India ha ripreso l’acquisto di petrolioniraniano per la prima volta dal 2019, interrompendo anni di stop legatinalle pressioni degli Stati Uniti, a causa delle difficolta’ dinapprovvigionamento globale provocate dal conflitto in Medio Oriente. Lo hanconfermato il ministero del Petrolio e del gas naturale, spiegando chen”nel contesto delle interruzioni delle forniture in Medio Oriente, lenraffinerie indiane hanno garantito il fabbisogno di greggio, inclusonquello proveniente dall’Iran”. Nuova Delhi, terzo importatore mondiale dinpetrolio, non riceveva carichi da Teheran dal 2019 proprio per le sanzioninstatunitensi. Il mese scorso Washington ha pero’ allentato temporaneamentenle restrizioni su petrolio e prodotti raffinati iraniani per far frontenalla crisi di offerta. Secondo il governo indiano, il Paese importangreggio da oltre 40 nazioni e le compagnie dispongono di pienanflessibilita’ nella scelta dei fornitori in base a criteri commerciali.nNel dettaglio, e’ gia’ arrivato un primo carico di Gpl: circa 44 milantonnellate di origine iraniana sono state consegnate in settimana nelnporto occidentale di Mangalore, dove il combustibile e’ in fase dinscarico. Le autorita’ hanno assicurato che le necessita’ energetiche delnPaese restano coperte per i prossimi mesi, nonostante le tensioni. Ilnblocco dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran – arteria da cuintransita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto a livellonglobale, quota che sale fino all’89% per l’Asia – continua a pesare suinmercati e sui flussi energetici internazionali.
“,”postId”:”7fcebd81-bd4d-464f-a34e-6731a1da29eb”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:32:45.829Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:32:45+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, chiuso valico frontiera con l’Iraq dopo attacco mortale “,”content”:”
L’Iraq ha chiuso il valico di frontiera dinShalamcheh con l’Iran dopo che un raid aereo ha ucciso un cittadinoniracheno sul lato iraniano. Il valico e’ una via di approvvigionamentonvitale per le importazioni di cibo dall’Iran in Iraq e qualsiasininterruzione prolungata potrebbe rapidamente compromettere le forniture ainmercati locali, scrivono i media. Cinque cittadini iracheni sono rimastingravemente feriti nei raid che hanno colpito un’area di accoglienzanpasseggeri sul lato iraniano del valico. Le autorita’ hanno dichiarato dinaver visto dei droni sorvolare la zona pochi istanti prima dellenesplosioni. Le autorita’ di frontiera irachene hanno affermato di esserenstate informate dalle autorita’ iraniane che il transito di camion enpasseggeri sarebbe stato ripristinato nelle prossime ore, una voltancompletati i lavori sui sistemi di transito e di controllo passaporti.
“,”postId”:”9eb6641d-223c-4ffd-b0e2-36089e9c0338″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:27:20.705Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:27:20+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Missili israeliani sferzano il centro di Israele, ingenti danni e sei feriti”,”content”:”
L’Iran ha lanciato diverse salve di missili balistici contro Israele oggi, causando ingenti danni alle abitazioni e ferendo leggermente sei persone, secondo quanto riferito dalle autorità. Lo riporta il Times of Israel.n Missili con testate a grappolo hanno colpito oltre una dozzina di siti nel centro di Israele. Poco dopo l’una di notte, un missile balistico con una testata convenzionale di diverse centinaia di chilogrammi si è schiantato nella zona industriale di Neot Hovav, a sud di Beersheba, provocando un incendio. Un’ora dopo, l’Iran ha lanciato un missile balistico, con testata a grappolo, contro il centro di Israele.n L’esplosione ha causato il parziale crollo di un edificio a Ramat Gan, mentre una linea elettrica ad alta tensione è stata danneggiata nell’attacco a Rosh Ha’ayin, provocando un’interruzione di corrente in alcune zone della città. Un uomo di 45 anni è rimasto leggermente ferito da schegge di vetro a Bnei Brak ed è stato trasportato in ospedale per le cure, secondo quanto riferito dai medici.n Dopo una pausa di 10 ore, una seconda salva di missili balistici è stata lanciata contro il centro di Israele, causando quattro feriti secondo il Times of Israel. L’attacco ha causato gravi danni agli edifici residenziali nelle città centrali di Bnei Brak e Ramat Gan. Le bombe hanno colpito anche Tel Aviv e Petah Tikva, provocando danni a strade e automobili. Durante l’attacco, due submunizioni a grappolo hanno colpito la zona nei pressi del quartier generale delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di Kirya, a Tel Aviv. Un parcheggio adiacente alla base e una scuola vicina hanno subito danni. Non ci sono stati feriti.n L’esplosione di un altro missile iraniano con testata a grappolo, lanciato contro Israele nel tardo pomeriggio di oggi, ha ferito lievemente un uomo di 52 anni. Sono stati segnalati danni anche nei sobborghi di Tel Aviv di Ramat Gan, Givatayim e Bnei Brak, colpiti dall’attacco pomeridiano.
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Il gruppo Lufthansa teme possibili ripercussioni nella fornitura di cherosene in caso di prolungamento del conflitto in Medio Oriente, in un contesto in cui una quota rilevante della produzione globale di carburante per l’aviazione e’ concentrata nell’area del Golfo Persico. “La disponibilita’ di carburante per il trasporto aereo e’ gia’ problematica in alcuni aeroporti asiatici”, ha dichiarato Grazia Vittadini, responsabile per tecnologia, IT e innovazione, in un’intervista a Die Welt. “Piu’ a lungo lo Stretto di Hormuz restera’ di fatto impraticabile, piu’ la sicurezza degli approvvigionamenti di cherosene diventera’ critica”. Dall’inizio del conflitto con l’Iran, il passaggio nello Stretto e’ considerato a rischio, con ripercussioni sulla logistica energetica globale. Le difficolta’ nelle forniture hanno gia’ determinato un aumento dei prezzi del cherosene, in alcuni casi superiore al 100%.Le compagnie del gruppo risultano solo parzialmente protette dal rincaro. “Per le nostre compagnie passeggeri, circa l’80% del fabbisogno di carburante per l’anno in corso e’ coperto da operazioni di copertura, che attenuano l’impatto del rialzo dei prezzi petroliferi. Tuttavia, anche noi risentiamo dell’aumento dei costi del cherosene”, ha aggiunto Vittadini.Anche Michael O’Leary, amministratore delegato dinRyanair, aveva gia’ avvertito qualche giorno fa che un prolungamento delnconflitto con l’Iran potrebbe causare, gia’ da inizio maggio, interruzioninnelle forniture di carburante, con effetti al rialzo sui prezzi deinbiglietti nei mesi successivi. “Confidiamo che la guerra finisca prima dinallora e che i rischi per l’approvvigionamento scompaiano”, ha dichiaratonil dirigente alla rete britannica ‘Sky News’ in un’intervista rilasciatanil primo aprile. Ryanair, leader in Europa per volume di passeggeri, e’n”ragionevolmente ben coperta” poiche’ ha acquistato in anticipo circanl’80% del proprio carburante fino a marzo 2027 al prezzo di 67 dollari alnbarile. A suo avviso, se il conflitto dovesse concludersi e lo Stretto dinHormuz venisse riaperto “a meta’ aprile, allora non ci sarebbero rischi”nper l’approvvigionamento di carburante per l’aviazione. Tuttavia, se languerra dovesse continuare “e l’interruzione dell’approvvigionamentonpersistere”, le compagnie aeree ritengono che circa il 10, 20 o 25% dellen”forniture potrebbero essere interessate nei mesi di maggio e giugno”.
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“Fino a poco tempo fa, Hamideh Soleimani Afshar ensua figlia erano titolari di una green card e vivevano nel lusso neglinStati Uniti. Afshar e’ la nipote del defunto generale iraniano QasemnSoleimani. E’ anche una fervente sostenitrice del regime iraniano, che hancelebrato gli attacchi contro gli americani e si e’ riferita al nostronPaese come al “Grande Satana”. Questa settimana ho revocato lo statusnlegale sia di Afshar che di sua figlia, che ora sono sotto la custodiandell’Ice, in attesa di essere espulse dagli Stati Uniti”. Lo scrive su Xnil segretario di Stato americano, Marco Rubio. “L’amministrazione Trumpnnon permettera’ che il nostro Paese diventi un rifugio per cittadininstranieri che sostengono regimi terroristici anti-americani”, aggiunge.
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Gli agenti federali americani hanno arrestato negli Stati Uniti, venerdì, la nipote e la pronipote del defunto generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso in un blitz statunitense a gennaio del 2020 con un drone: lo riferisce il Dipartimento di Stato. Le due donne sono state arrestate dopo che il segretario di Stato Marco Rubio ha revocato il loro status di residenza permanente.n “Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia sono ora sotto la custodia dell’U.S. Immigration and Customs Enforcement (Ice)”, ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato.
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Le autorita’ turche proseguono gli sforzindiplomatici per consentire il passaggio nello Stretto di Hormuz a novennavi di proprieta’ turca, ma battenti bandiera di altri Paesi, ancoranbloccate nell’area a causa della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.nLo ha riferito il ministro dei Trasporti, Abdulkadir Uraloglu, spiegandonche all’inizio del conflitto si trovavano nello stretto 15 navi dinproprieta’ turca. Di queste, due hanno gia’ lasciato la zona, mentrenquattro non hanno richiesto l’uscita – due impegnate nella produzione dinenergia e due nel commercio locale. Restano quindi nove unita’ per lenquali Ankara sta lavorando “in coordinamento con il ministero deglinEsteri”.
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Le difficoltà in alcuni scali aeroportuali per l’approvvigionamento di carburante sono “legate al periodo pasquale di traffico intenso” e non al “blocco dello stretto di Hormuz”, si tratta di due “situazioni diverse che non collegherei”. E’ quanto afferma il presidente dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, Pierluigi Di Palma, contattato dall’ANSA secondo cui “ovviamente se il conflitto e il blocco dello stretto dovesse continuare”, “ci saranno delle conseguenze ma al momento vedo le diplomazie al lavoro per riaprire i traffici” navali e le forniture. Per Di Palma le compagnie operanti in Italia al momento “non hanno modificato la loro operatività”, ci “sono sicuramente dei contingency plan” in caso di aggravio della situazione.n Di Palma suggerisce comunque ai consumatori di proteggersi da eventuali cancellazioni sottoscrivendo un’assicurazione al momento di acquistare un biglietto per i prossimi mesi.
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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che la guerra in Medio Oriente ha portato a una “situazione di stallo geostrategico”, durante una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo quanto riportato dal suo ufficio. “Il presidente Erdogan ha affermato che il processo avviato dall’intervento contro l’Iran ha portato a una situazione di stallo geostrategico e che la comunità internazionale deve raddoppiare gli sforzi per porre fine a questa guerra”, si legge nella dichiarazione. La Turchia ha tentato di mediare per porre fine alle ostilità, in particolare attraverso negoziati condotti con Pakistan ed Egitto. Erdogan ha affermato che il suo Paese sta anche continuando gli sforzi “per raggiungere una soluzione pacifica” al conflitto tra Russia e Ucraina: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato oggi a Istanbul per colloqui con Erdogan. Un alto funzionario ucraino ha dichiarato all’Afp che i colloqui non riguarderanno solo i droni intercettori, ma anche la cooperazione in materia di sicurezza in generale. La presidenza turca ha dichiarato su X che i colloqui si concentreranno “sugli sforzi per un cessate il fuoco e una soluzione duratura”.
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Il dipartimento di Stato americano ha annunciatonche la nipote e la pronipote di Qasem Soleimani sono state arrestate danagenti federali negli Stati Uniti. Lo rendono noto media americani secondoncui il segretario di Stato, Marco Rubio, ha revocato il permesso dinsoggiorno permanente alle due parenti dell’ex comandante della Forza Qudsniraniana, ucciso nel 2020 in un raid Usa a Baghdad.
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Ci sono aziende cinesi che forniscono all’Iran informazioni di intelligence utili e utilizzabili che espongono le forze Usa: tuttavia, riferisce il Washington Post, si tratterebbe di “aziende private” e, di fatto, il Partito comunista cinese starebbe cercando di “mantenere le distanze”. Quando, cinque settimane fa, è scoppiata la guerra in Iran, gli “investigatori” dei social media, attivi su piattaforme occidentali e cinesi, hanno segnalato un’ondata di post virali che hanno descritto in modo dettagliato le attrezzature presenti nelle basi Usa, i movimenti dei gruppi navali d’attacco americani e altre analisi minuziose. Le informazioni di intelligence provengono da un nuovo mercato in rapida espansione: aziende cinesi, alcune delle quali con legami con l’Esercito popolare di liberazione, che combinano l’intelligenza artificiale con dati open source per commercializzare informazioni che, a loro dire, sarebbero in grado di “svelare” i movimenti delle forze statunitensi. Pechino ha cercato di prendere le distanze da qualsiasi coinvolgimento diretto nella guerra in Iran: tuttavia, queste aziende, molte delle quali sono emerse negli ultimi cinque anni nell’ambito della spinta governativa a sfruttare l’IA del settore privato per scopi militari, stanno capitalizzando sul conflitto. Funzionari Usa ed esperti di intelligence sono divisi sulla questione se gli strumenti commercializzati pubblicamente dalle aziende cinesi costituiscano una minaccia reale o se siano effettivamente usati in modo credibile dagli avversari degli Stati Uniti, ma concordano sul fatto che il proliferare di offerte da parte del settore privato segnali un crescente rischio per la sicurezza e rifletta l’intento di Pechino di proiettare la forza delle proprie capacità di intelligence. La Cina ha investito centinaia di milioni di dollari a sostegno di aziende private impegnate nello sviluppo di un’IA con applicazioni nel settore della difesa, il tutto nell’ambito della sua strategia di integrazione civile-militare. Il mese scorso, inoltre, ha annunciato piani volti a potenziare ulteriormente tali sforzi, inserendoli in una più ampia strategia nazionale quinquennale. Le crescenti capacità delle aziende cinesi nel campo dell’IA stanno rendendo questi strumenti ancora più potenti, evidenziando la sfida sempre più ardua di occultare i movimenti militari statunitensi agli occhi degli avversari. MizarVision, un’azienda con sede a Hangzhou fondata nel 2021, è ad esempio una delle società che utilizza un mix di dati di origine occidentale e cinese, filtrati attraverso l’intelligenza artificiale, per catalogare le attività all’interno delle basi statunitensi in Medio Oriente, tracciare i movimenti navali e identificare la posizione e il numero di specifici velivoli e sistemi di difesa missilistica.
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Un gruppo di dissidenti iraniani ha inscenato questa mattina una protesta davanti al ambasciata iraniana a Roma, lanciando delle uova contro il portone della sede diplomatica per manifestare il loro dissenso contro le recenti impiccagioni in Iran di alcuni detenuti politici accusati di avere legami con il gruppo dei Mujahedin del popolo iraniano, un partito politico iraniano, tra i più attivi nell’opposizione al regime teocratico. I dimostranti sono poi stati allontanati dalle forze dell’ordine.n Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha dichiarato che “all’alba di oggi, Vahid Bani Amerian e Abolhassan Montazer sono stati impiccati nella prigione di Ghezel Hesar, a Karaj. I due eroici membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano si sono ora uniti ai loro compagni che hanno dato la vita nella lotta per la libertà, tra cui Mohammad Taghavi, Akbar Daneshvar Kar, Babak Alipour e Pouya Ghobadi. La dittatura religiosa al potere in Iran ha ancora una volta versato il sangue di due dei figli più coraggiosi del popolo iraniano, rivelando la propria paura e disperazione di fronte all’opposizione organizzata”.n Rajavi, ha poi chiesto nuovamente “una sessione speciale delle Nazioni Unite per affrontare le esecuzioni in corso di prigionieri politici in Iran e per adottare misure immediate e concrete volte a prevenire ulteriori perdite di vite umane”.n I sostenitori dei Mujaheddin del Popolo e altri dissidenti iraniani organizzano spesso presidi e proteste di fronte all’ambasciata iraniana a Roma per contestare il regime di Teheran.
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L’Idf ha dichiarato che ieri l’aviazione israeliana ha bombardato a Beirut alcuni centri di comando appartenenti alla Forza Quds dei pasdaran iraniani. Lo riporta il Times of Israel. Secondo l’esercito israeliano, i centri di comando appartenevano al corpo libanese della Forza Quds, che “funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento e il consolidamento militare di Hezbollah”. Inoltre, l’Idf ha dichiarato di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, “utilizzati dagli alti ufficiali dell’organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah”. La Marina israeliana ha anche colpito un posto di osservazione di Hezbollah, aggiunge l’esercito.
“,”postId”:”5da5e6e5-5712-4d7d-896e-08a04a51ab07″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:43:30.989Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:43:30+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi”,”content”:”
Secondo quanto riferito dal direttore generalendi Rosatom, Alexei Likhachev, citato dall’agenzia Tass, “la principalenondata di evacuazione” e’ partita oggi come previsto. Un totale di 198ndipendenti e’ stato trasferito via bus verso il confine con l’Armenia,ncirca 20 minuti dopo il nuovo attacco sulla zona della centrale. Sintratta, ha precisato Likhachev, della piu’ ampia evacuazione di personalenrusso dall’impianto dall’inizio della guerra in Medio Oriente. Il sito dinBushehr, costruito in parte dalla Russia e tuttora supportato da tecnicinrussi, e’ stato colpito da un raid attribuito a Stati Uniti e Israele, chensecondo media iraniani ha causato la morte di un agente di sicurezza.nMosca ha reagito con durezza. La portavoce del ministero degli Esteri,nMaria Zakharova, ha condannato “fermamente questa azione nefasta”,nchiedendo la cessazione “immediata” degli attacchi contro le installazioninnucleari iraniane, inclusa la centrale di Bushehr. Secondo l’agenzianiraniana Irna, si tratta del quarto attacco contro quest’area affacciatansul Golfo dall’inizio del conflitto, scoppiato il 28 febbraio con inbombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran. Likhachev ha inoltrenavvertito che il rischio di danni gravi o di un incidente nuclearen”aumenta di giorno in giorno”. Gia’ nelle prime fasi della guerra diversendecine di cittadini russi erano stati evacuati dal sito. Il 25 marzo altrin163 dipendenti avevano lasciato la centrale dopo un precedente attacco,nmentre una parte del personale e’ rimasta operativa per garantire ilnfunzionamento minimo dell’impianto.
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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan handefinito la situazione in Medio Oriente uno “stallo geostrategico” in unantelefonata con il segretario generale della NATO Mark Rutte, durante lanquale ha reiterato l’invito ad agire per la pace. “Il presidente Erdogannha affermato che l’intervento contro l’Iran ha portato a una situazione dinstallo geostrategico e chiesto che la comunita’ internazionale raddoppingli sforzi per porre fine a questa guerra”, ha reso noto l’ufficio dellanpresidenza turca. Erdogan, che ha ricevuto oggi in Turchia il presidentenucraino Volodimir Zelensky, ha ribadito a Rutte che l’impegno “pernraggiungere una soluzione pacifica” al conflitto tra Russia e Ucraina,ncontinua.
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L’esercito iraniano ha affermato che le sue forze hanno attaccato l’aeroporto Ben Gurion di Israele, “con l’obiettivo di interrompere il comando e il controllo del traffico aereo militare da parte del nemico, nonché le piattaforme per la guerra elettronica”.n Nel frattempo, l’agenzia Fars, vicina alle Guardie della Rivoluzione, ha citato una fonte informata secondo cui, in un altro attacco, le forze iraniane avrebbero preso di mira, con missili balistici e droni kamikaze, una base militare statunitense per comandanti e tecnici del sistema missilistico Himars sull’isola di Bubiyan, in Kuwait.
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La Russia ha condannato sabato il “vile” attacco statunitense-israeliano contro l’impianto nucleare iraniano di Bushehr, che ospita personale russo, e ha sollecitato la cessazione immediata degli attacchi contro le infrastrutture atomiche. “Condanniamo fermamente questo atto vile, che ha provocato la perdita di vite umane”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. “Gli attacchi contro le infrastrutture nucleari iraniane, compresa la centrale nucleare di Bushehr, devono cessare immediatamente”, ha aggiunto.
Le truppe israeliane hanno distrutto in 24 ore 17ntelecamere di sorveglianza del quartier generale dei caschi blu dell’Onunnel sud del Libano, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezzandelle Nazioni Unite all’Afp. Le telecamere si trovavano presso la basendella Unifil a Naqoura, citta’ costiera nel sud del Paese. La fonte, chenha parlato in forma anonima, ha attribuito la distruzione all’esercitonisraeliano. Dall’inizio della guerra il 2 marzo tra Israele e Hezbollah,nla missione Onu si trova tra due fuochi: da un lato gli attacchi delnmovimento sciita filo-iraniano contro obiettivi israeliani, dall’altronl’offensiva terrestre israeliana nel sud del Libano, accompagnata da raidnaerei. Secondo la portavoce della missione, Kandice Ardiel, i caschi blunhanno osservato negli ultimi giorni soldati israeliani distruggere ampienporzioni della citta’ di Naqoura. Le esplosioni avrebbero danneggiatonanche il quartier generale della missione, oltre ad abitazioni e attivita’ncommerciali. La situazione resta particolarmente tesa anche per le perditentra i peacekeeper: la missione ha riferito della morte di tre caschi blunindonesiani in due distinti incidenti nei giorni scorsi, mentrenun’esplosione avvenuta ieri in una base Onu – la cui origine non e’ statandeterminata – ha ferito altri tre militari. L’esercito israeliano hanattribuito quest’ultimo episodio a un razzo lanciato da Hezbollah chenavrebbe colpito una postazione della missione. L’Indonesia ha definitonl’accaduto “inaccettabile”, chiedendo un rafforzamento urgente dellenmisure di protezione per i peacekeeper. La missione Onu ha inoltrenrichiamato tutte le parti al rispetto degli obblighi di sicurezza,ninvitando a evitare attivita’ militari nelle vicinanze delle basi per nonnmettere a rischio il personale. Secondo le Nazioni Unite, 97 membri dellanmissione sono stati uccisi in episodi di violenza dalla sua creazione neln1978.
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“Ricordate quando ho dato all’Iran dieci giorni pernfare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere:n48 ore prima che si scateni l’inferno su di loro. Gloria a Dio!”. Lonscrive su Truth il presidente americano, Donald Trump
“,”postId”:”fdd566b0-3189-4c19-a4a6-57001e69c08a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:06:46.509Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:06:46+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, media: “Pedaggi Hormuz usati per riparare infrastrutture””,”content”:”
L’Iran compensera’ i danni provocati alle sueninfrastrutture dai bombardamenti di Stati Uniti e Israele con i pedagginche saranno imposti per attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta alnJazeera citando il sito iraniano Nour News.
“,”postId”:”a85a9983-ee32-4bc9-a758-e25f6dc51763″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:06:22.950Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:06:22+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Bloomberg: “Compagnie aeree Ue si cautelano da rialzi prezzi non da forniture””,”content”:”
Le principali compagnie aeree europee hanno dei contratti che le proteggono dalle forte oscillazioni dei prezzi dei carburanti ma non dalla mancanza di disponibilità. E’ quanto scrive Bloomberg in un’analisi sul fenomeno secondo cui i principali vettori del Continente come Lufthansa, Ryanair o Air France in media coprono, tramite contratti derivati, il 70% del proprio fabbisogno annuo dai rialzi dei prezzi. Tuttavia tali contratti non prevedono e non assicurano la consegna fisica del prodotto sottostante.
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Con l’intensificarsi dei raid contro obiettivinall’interno dell’Iran, il settore petrolchimico emerge come uno deinprincipali bersagli, segnando un possibile passaggio da operazioni ancarattere prevalentemente militare a colpi mirati contro infrastruttureneconomiche strategiche. Il comparto petrolchimico rappresenta uno deinpilastri dell’economia iraniana, garantendo flussi di valuta estera ensostenendo un’ampia rete di industrie collegate, dalla produzione dinfertilizzanti alla plastica e ai prodotti chimici. Danni a questenstrutture rischiano di tradursi in un calo delle esportazioni e dellenentrate, aumentando la pressione sulla valuta nazionale e alimentandonl’inflazione. Le conseguenze si estendono lungo tutta la filieraneconomica: alla perdita di produzione e capacita’ di export si aggiungononinterruzioni nelle catene di approvvigionamento e ripercussioni sullenindustrie interne collegate. Inoltre, la riattivazione degli impiantinrichiede tempi e competenze tecniche, rendendo l’impatto non solonimmediato ma anche prolungato. Il cambio di obiettivi riflette unanstrategia piu’ ampia volta a esercitare pressione sull’economia iraniana,nandando oltre il campo militare. Secondo analisi citate dai media, questonapproccio mira a ridurre la capacita’ di Teheran di finanziare le proprienattivita’ e di aggirare le sanzioni internazionali. Tra i siti colpitinfigura la zona speciale petrolchimica di Mahshahr, nella provinciansud-occidentale del Khuzestan, uno dei principali poli industriali delnPaese. Secondo l’agenzia Tasnim, i raid hanno costretto all’evacuazione dindiverse unita’ produttive, mentre fonti locali parlano di feriti.nL’impatto potrebbe inoltre estendersi ai mercati globali: i prodottinpetrolchimici iraniani sono utilizzati in numerosi settori, tra cuinplastica, fertilizzanti, automotive e tessile, ed eventuali interruzioninpotrebbero contribuire a carenze e a un aumento dei prezzi a livelloninternazionale.
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L’Europa importa il 30% del suo fabbisogno di carburanti per aerei e questo la rende vulnerabile a colli di bottiglia nell’offerta come quello che si sta verificando ora con la chiusura dello stretto di Hormuz. E’ quanto si legge nell’ultimo rapporto della Iata, l’associazione internazionale del traffico aereo pubblicato a novembre, prima quindi del conflitto contro l’Iran. Già in quella data l’associazione ammoniva come nel Continente la capacità di raffinazione per questo tipo di carburante sia in calo e alcune zone dove mancano le infrastutture possono andare incontro a vulnerabilità. Per questo la Iata auspicava di sostituire le raffinerie che sono state chiuse in passato in modo da fare fronte a possibili problemi nella disponibilità.
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L’Iran ha dichiarato che concederà l’autorizzazione al transito di navi che trasportano “beni essenziali” attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia semi-ufficiale Tasnim citata dalla Cnn, che sottolinea come non sia chiaro tuttavia quali beni Teheran definisca “essenziali” né se manterrà il blocco nei confronti delle navi provenienti da quelle che considera nazioni ostili. Secondo quanto riferito, l’ordine si applica alle “navi dirette verso i porti iraniani o attualmente presenti nel Mare d’Oman”.n Secondo quanto riferito da Tasnim, il vice responsabile per lo sviluppo commerciale Houman Fathi ha inviato una lettera al capo dell’Organizzazione Portuale e Marittima in merito all’autorizzazione al transito di navi che trasportano aiuti umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz.n La lettera recita: “In riferimento all’accordo e all’annuncio del potente governo della Repubblica Islamica dell’Iran e delle vittoriose forze armate del nostro Paese, che autorizzano il transito di navi che trasportano aiuti umanitari, in particolare beni di prima necessità e prodotti per l’allevamento, attraverso lo Stretto di Hormuz, si richiede che, al fine di consentire il transito delle navi dirette verso i porti iraniani o già presenti nel Mar d’Oman, vengano inseriti all’ordine del giorno gli obblighi necessari per il passaggio di tali navi, sulla base dei protocolli emanati. L’elenco delle navi interessate, pronte a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz, verrà inviato per il coordinamento. Auguriamo la vittoria ai guerrieri dell’Islam
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Se dovesse catturarlo, l’Iran non riservera’ alnpilota americano disperso lo stesso trattamento che Stati Uniti e Israelenriservano ai loro prigionieri. Ad assicurarlo e’ stata la tv di Statoniraniana, voce del regime, in un post su X in risposta a un’americana chenchiedeva di pregare per i militari. “Se l’Iran cattura dei piloti, nonnsaranno trattati come i prigionieri nei centri di detenzione israeliani dinSde Teiman o in quelli gestiti dagli Stati Uniti ad Abu Ghraib enGuantanamo. Rispettiamo il diritto internazionale e la misericordianislamica”, si legge nel post.
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Donald Trump torna ad accattare la Nato, prendendo di mira un errore che a suo dire avrebbe fatto il New York Times sulla descrizione della sigla dell’Alleanza Atlantica, a pochi giorni dall’incontro di mercoledì alla Casa Bianca tra il tycoon e il segretario generale Mark Rutte. “Il ‘New York Times in declino’ – la cui mancanza di credibilità, insieme ai costanti attacchi basati su ‘Fake News’ contro il vostro Presidente preferito, ha causato un crollo assoluto della sua diffusione – ha definito il nostro ‘partner’ gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile, la Nato, come la ‘North American Treaty Organization'”, ha scritto il tycoon in un post. “Il nome corretto è ‘North Atlantic Treaty Organization'”: un errore davvero interessante! Gli standard di assunzione e di formazione presso il Nyt sono crollati drasticamente. Riportate in auge il motto “ALL THE NEWS THAT’S FIT TO PRINT” e “Make America Great Again”! , ha concluso Trump.
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“Non possiamo abituarci” a guerre e violenze e Pasqua ricorda che “il male non ha l’ultima parola”. Lo scrive la Cei nel Messaggio di Pasqua.n “Ci affliggono le guerre che devastano popoli e famiglie, la violenza che colpisce i più deboli, le ferite che attraversano le case, le solitudini – si legge nel messaggio a firma del presidente, il card. Matteo Zuppi, e del segretario generale, mons. Giuseppe Baturi – che consumano tante esistenze, la fatica di donne e uomini che si sentono smarriti, stanchi, senza un domani. Ci addolorano le lacrime dei bambini, le paure dei giovani, l’abbandono degli anziani, la sofferenza di chi vede la propria vita segnata dalla povertà, dalla malattia, dall’emarginazione. Non possiamo abituarci a tutto questo. Non possiamo accettare che il male diventi normale, che la durezza vinca sulla compassione, che l’indifferenza prenda il posto della fraternità”.n Ma “la Pasqua ci riporta al cuore della nostra fede: il Crocifisso è risorto. Per questo, il male non ha l’ultima parola, la morte non è la fine, le ferite non sono condannate a restare per sempre aperte”. “Il Signore risorto ci invita a non restare spettatori: siamo chiamati a scegliere la luce, a custodire la vita, a prenderci cura gli uni degli altri, a essere segni di pace” perché Dio “rifiuta la guerra” e “nessuno può usare” Dio “per giustificare la guerra”.n “Nella luce pasquale, desideriamo rivolgere un pensiero particolare a quanti soffrono e attendono un segno di vicinanza nel nostro Paese: ai malati, ai detenuti, a chi è senza lavoro, a chi vive la fatica di educare, a chi è solo, a chi non riesce più a vedere una strada davanti a sé. Il Risorto sta accanto a ciascuno come il viandante di Emmaus, riaccende il cuore, apre gli occhi, rimette in cammino”, conclude il messaggio della Cei.
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L’esercito iraniano ha annunciato di avere preso di mira obbiettivi all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, nell’ultima ondata di attacchi. Lo riporta il Tehran Times. Sempre secondo il comunicato dell’esercito, riportato da diversi media iraniani, sono stati colpiti la nuova torre di controllo, i sistemi di navigazione e i radar dello scalo israeliano.
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Il presidente americano, Donald Trump, torna adnattaccare la Nato definendola un partner “molto debole e in gran parteninaffidabile”. Lo scrive in un post su Truth in cui attacca il New YorknTimes per aver sbagliato la definizione Nato, scrivendo “Organizzazionendel Trattato Nordamericano invece del nome corretto che e’ Organizzazionendel Trattato del Nord Atlantico”. “Un errore molto interessante! Glinstandard di assunzione e di formazione al Nyt sono crollati”, critica ilncapo della Casa Bianca.
“,”postId”:”10edef1a-45fa-497f-b709-ce213e66750c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:31:31.532Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:31:31+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi”,”content”:”
Ha preso il via questa mattina il trasferimento del personale russo in forza alla centrale nucleare di Bushehr, in Iran. Lo ha riferito l’amministratore delegato della società energetica Rosatom, Alexei Likhachev, ai giornalisti a Ekaterinburg. “Come previsto, abbiamo iniziato l’ondata principale di trasferimenti, circa 20 minuti dopo l’attacco” condotto dalle forze di Stati Uniti e Israele, ha spiegato, “gli autobus si sono spostati dallo stabilimento di Bushehr verso il confine armeno, con 198 persone” a bordo.
“,”postId”:”4de64e47-1815-4241-b2bf-b692a41f6c83″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:08:27.882Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:08:27+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Lufthansa avvisa difficoltà su carburante in caso di conflitto lungo”,”content”:”
La Lufhtansa avvisa di possibili colli di bottiglia nella disponibilità di carburante per gli aerei se si prolungherà il conflitto in Medio Oriente. In una intervista al quoridiano tedesco Die Welt, la responsabile del settore tecnologia e It Grazia Vittadini sottolinea come “ci siano già difficoltà in alcuni scali in Asia”. Lufhtansa si è coperta tramite contratti derivati dai rialzi dei prezzi sull’80% delle proprie necessità per il 2026 ma “certamente la crescita ha un impatto anche su di noi”, ammette.
nn”,”postId”:”7c9fd4f6-a55a-442a-8040-ebeb8318aeda”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:03:26.825Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:03:26+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Intelligence Usa: Teheran ripara in tempi rapidi bunker missilistici”,”content”:”
L’Iran sta riuscendo a ripristinare in tempi molto rapidi i bunker sotterranei e i silos missilistici colpiti dai bombardamenti americani e israeliani, rimettendoli in funzione anche poche ore dopo gli attacchi. Lo riferisce un report dell’intelligence statunitense citato dal New York Times, le cui valutazioni gettano ombre su quanto Washington sia vicina a neutralizzare la capacità missilistica iraniana, uno degli obiettivi chiave del conflitto, nonostante le dichiarazioni trionfalistiche dell’amministrazione di Donald Trump. Il Pentagono ha rivendicato di aver colpito circa 11mila obiettivi in cinque settimane di guerra,evidenziando al tempo stesso un forte calo nei lanci di missili e droni da parte di Teheran. “Continueranno a lanciare missili, ma li abbatteremo”, aveva dichiarato lunedì il capo del Pentagono Pete Hegseth, all’indomani di una giornata che aveva registrato il livello più basso di attacchi iraniani. Anche la Casa Bianca ha confermato una riduzione del 90% degli attacchi, interpretandola come segnale di un indebolimento delle capacità produttive e militari iraniane. Secondo l’intelligence statunitense, tuttavia, l’Iran conserva ancora una parte significativa del proprio arsenale e dei lanciatori mobili, molti dei quali nascosti in bunker e caverne per proteggerli dai raid. Teheran starebbe inoltre adottando da tempo una strategia più prudente, con lanci limitati a circa 15–30 missili balistici al giorno, spesso in piccoli gruppi, anche a causa delle difficoltà interne di comando e coordinamento. Le stime restano comunque incerte perché l’Iran utilizza anche sistemi di esca e perché è difficile valutare con precisione i danni effettivi alle infrastrutture sotterranee colpite. In questo contesto, secondo gli analisti citati dal Times, l’obiettivo di Teheran sarebbe soprattutto preservare nel tempo una capacità di deterrenza, anche in vista di un eventuale prolungamento del conflitto o del periodo successivo alla sua conclusione.
nnn”,”postId”:”1bb5bb9c-4213-4bc9-a167-6ce94a206fd2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:02:47.238Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:02:47+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ryanair: no carenze carburante ma rischi se stop Hormuz fino a maggio”,”content”:”
“Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio.” E’ quanto fa sapere Ryanair secondo cui “se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l’approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei”.
“,”postId”:”9897e104-ca1b-404a-bc1a-de3a06263fc6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:48:24.385Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:48:24+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Nyt, 4 opzioni “rischiose” per Hormuz, tra proposte quella dell’Italia su corridoio umanitario”,”content”:”
“Le opzioni dell’Europa per Hormuz: poche e rischiose”. Questo è il titolo di un’analisi del New York Times, che si apre citando la proposta presentata dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani alla riunione in videoconferenza organizzata dal Regno Unito due giorni fa per la creazione di un “corridoio umanitario” che permetta il passaggio sicuro di fertilizzanti e altri beni essenziali. Il piano era una delle diverse proposte provenienti dall’Europa e non solo, volte a impedire che tra le conseguenze della guerra in Iran ci siano anche possibili carestie in Africa. La proposta non è stata approvata e l’incontro si è concluso senza un piano concreto per riaprire lo stretto, militarmente o in altro modo, scrive il giornale americano, osservando che “i leader europei sono sotto pressione da parte del presidente Trump per impegnare risorse militari, porre fine al blocco dello stretto da parte dell’Iran e contrastare la crisi energetica ed economica globale” che si aggrava ogni ora di più. Finora, gli europei non hanno accolto le sue richieste di inviare navi da guerra e continuano a discutere su cosa fare per sbloccare Hormuz, attraverso il quale transita il 20% di petrolio e gas mondiali. Secondo il Nyt, la difficoltà a mettersi d’accordo su un piano comune riflette in parte gli ingranaggi lenti della diplomazia in Europa e in parte il numero considerevole di Paesi, inclusi quelli del Golfo, interessati a salvaguardare lo stretto una volta terminata la guerra. Molti Stati coinvolti nei colloqui, tra cui Italia e Germania, hanno insistito affinché qualsiasi sforzo internazionale nasca sotto l’ombrello dalle Nazioni Unite, il che potrebbe rallentare ulteriormente l’azione. Il giornale passa quindi ad elencare le 4 opzioni possibili a disposizione dell’Europa, degli stati del Golfo e di altri paesi, nessuna delle quali tuttavia appare infallibile, anche ipotizzando uno stop alle operazioni.
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1) Scorte navali – Il presidente francese Emmanuel Macron ha ripetutamente sollevato la possibilità che navi da guerra francesi possano scortare i mercantili attraverso lo stretto dopo la fine della guerra. Funzionari americani hanno spinto affinché gli europei e altri alleati, come il Giappone, scortino navi che battono bandiera dei loro stessi paesi. Il problema è che le scorte navali sono costose. Inoltre, i loro sistemi di difesa aerea da soli potrebbero non essere sufficienti per fermare alcuni tipi di attacchi, come quelli con droni, qualora l’Iran decidesse di ricominciare a sparare.”
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2) Bonifica dalle mine – Funzionari tedeschi e belgi, tra gli altri, affermano di essere pronti a inviare dragamine per liberare lo stretto dagli esplosivi dopo la guerra. In realtà, i leader militari occidentali non sono convinti che l’Iran abbia effettivamente minato lo stretto, in parte perché alcune navi iraniane lo attraversano ancora. Quindi, sebbene i dragamine possano essere dispiegati come parte di una scorta navale, potrebbero non avere molto da fare.
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3) Aiuto dall’alto – Inviare jet da combattimento e droni per intercettare qualsiasi attacco aereo iraniano alle navi. Funzionari americani hanno spinto l’Europa a farlo, ma anche questo piano sarebbe piuttosto costoso. E non è ancora garantito che funzioni. L’Iran può attaccare le navi con un singolo soldato su una lancia, e se solo pochi tentativi riescono, ciò potrebbe essere sufficiente a spaventare assicuratori e armatori, scoraggiandoli dal tentare il passaggio.
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4) Tutte queste opzioni, più la diplomazia – Usare negoziati e leve economiche per fare pressione sull’Iran affinché si astenga da futuri attacchi, e impiegare una varietà di mezzi militari per far rispettare tutto questo. Lo sforzo andrebbe oltre l’Europa. Giovedì, il ministero degli Esteri tedesco ha invitato la Cina a usare la sua influenza con l’Iran in modo “costruttivo” per aiutare a porre fine alle ostilità. I negoziati finora sembrano aver fatto poco per fermare i combattimenti, ma questa potrebbe essere la migliore scommessa dell’Europa, in mancanza di una migliore. E se nulla di tutto questo funzionasse? Funzionari iraniani hanno dichiarato questa settimana che avrebbero continuato a controllare il traffico attraverso lo stretto dopo la guerra. Hanno già elaborato piani per far pagare alle navi i pedaggi per il passaggio di Hormuz, che dovrebbe essere una via d’acqua libera secondo il diritto internazionale.
nn”,”postId”:”944374d9-a26c-40e2-b018-c52e8dc38cf2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:41:52.083Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:41:52+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: “Da inizio guerra colpite 30 università nel Paese””,”content”:”
Gli attacchi statunitensi e israeliani hanno colpito piu’ di 30 universita’ in tutto l’Iran dall’inizio della guerra alla fine di febbraio. Lo dice il ministro della Scienza iraniano. “Ad
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oggi, più di 30 universita’ sono state prese di mira direttamente”, ha dichiarato Hossein Simai Sarraf ai giornalisti durante una visita all’Università Shahid Beheshti, nella zona nord di Teheran, colpita venerdì. Israele ha affermato di aver colpito diversi siti di ricerca e sviluppo legati ai programmi nucleari e di armamento iraniani.
nn”,”postId”:”5863452e-4f08-4215-8f6e-40adf9f0acb2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:38:23.072Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:38:23+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Un’importante figura iraniana chiede la rimozione di Trump anziché dei suoi generali”,”content”:”
Mohsen Rezaee, un alto funzionario iraniano, suggerisce in un post su X che Trump dovrebbe essere rimosso dall’incarico anziché i suoi generali. Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha rimosso dall’incarico diversi alti ufficiali militari, tra cui il capo di stato maggiore dell’esercito americano.
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I Pasdaran sono fiduciosi che l’Iran avrà il pieno controllo dei suoi cieli. “Il nemico deve sapere che disponiamo di moderni sistemi di difesa aerea, costruiti dai brillanti e orgogliosi giovani scienziati del Paese, che vengono svelati uno dopo l’altro sul campo”, ha assicurato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, a quanto riferiscono i media iraniani. “Otterremo sicuramente il pieno controllo dei cieli della nostra nazione e dimostreremo al mondo, piu’ che mai, l’umiliazione del nemico”, ha aggiunto.
nn”,”postId”:”727052d7-bb4e-47b7-aa82-9d62093afecb”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:30:32.146Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:30:32+0200″,”altBackground”:false,”title”:” Gli Stati Uniti intensificano le ricerche del militare scomparso, mentre l’Iran invita il pubblico a trovare il “pilota nemico””,”content”:”
L’esercito statunitense prosegue freneticamente le ricerche di un pilota scomparso in una zona remota dell’Iran sud-occidentale, dopo che il Paese mediorientale ha abbattuto un aereo da guerra americano e ha lanciato un appello alla popolazione per la cattura del pilota, promettendo una ricompensa. L’aereo, identificato dall’Iran come un F-15E Strike Eagle statunitense, è stato uno dei due attaccati venerdì; un militare è stato tratto in salvo e almeno un altro risulta disperso. Un conduttore di un canale televisivo affiliato alla televisione di stato iraniana ha esortato i residenti a consegnare alla polizia qualsiasi “pilota nemico”.
“,”postId”:”d8c403dc-fc2c-47a3-9b73-71b62e2b66f5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:28:23.978Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:28:23+0200″,”altBackground”:false,”title”:”TOI: Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito i centri di comando della Forza Quds iraniana a Beirut”,”content”:”
Ieri, l’aviazione israeliana ha bombardato i centri di comando a Beirut appartenenti alla Forza Quds, il braccio extraterritoriale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, secondo quanto annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF).
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Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che i centri di comando appartenevano al Corpo libanese della Forza Qud, che “funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento delle forze e il radicamento militare di Hezbollah”. Inoltre, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, “utilizzati dagli alti funzionari dell’organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah”. La Marina israeliana ha inoltre colpito un posto di sorveglianza di Hezbollah, aggiunge l’esercito.
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Il presidente dell’Assemblea consultiva iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha rilasciato un’intervista ai nostri colleghi di Al Jazeera Arabic. Ecco un riassunto di quanto ha affermato:
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L’Iran si è preparato a questo confronto e ha dimostrato la sua capacità di difendersi.
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Questa guerra è la guerra di Israele, e il conseguente collasso della sicurezza e le perdite subite hanno avuto ripercussioni sul mondo intero.
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L’Iran è stato costretto a prendere di mira le basi e gli interessi statunitensi nella regione per preservare la propria presenza.
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L’escalation delle tensioni contro l’Iran incontrerà una risposta decisa e decisa contro gli interessi statunitensi nella regione.
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Il mantenimento della sicurezza regionale è nell’interesse dei paesi che ne fanno parte, e la sicurezza sostenibile è una priorità per l’Iran.
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I paesi della regione possono tutelare i propri interessi attraverso accordi di sicurezza bilaterali e multilaterali, senza interferenze straniere.
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È necessario eliminare le principali cause di insicurezza nella regione e costruire la sicurezza senza il coinvolgimento di Stati Uniti e Israele.
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“,”postId”:”2b0b3dad-0565-4377-baf9-8d71cdbfc795″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:16:21.188Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:16:21+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Il Pakistan accoglie con favore il chiarimento dell’Iran sul suo interesse nei media”,”content”:”
Nella giornata di oggi, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha cercato di correggere le notizie diffuse dai media statunitensi che, a suo dire, avevano “travisato” la posizione dell’Iran sugli sforzi del Pakistan per porre fine alla guerra.
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Il ministro degli esteri pakistano Ishaq Dar ha accolto con favore il chiarimento.
“,”social”:{“socialType”:”twitter”,”src”:”https://twitter.com/MIshaqDar50/status/2040383424377323905?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2040383424377323905%7Ctwgr%5E751367f8de190be39031f7e900040c572c48c149%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.aljazeera.com%2Fnews%2Fliveblog%2F2026%2F4%2F4%2Firan-war-live-tehran-downs-2-us-warplanes-israel-bombs-lebanon-bridges”,”cookieAllowed”:true},”postId”:”2fa94932-2b38-4734-a111-c060526d76e3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:12:33.410Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:12:33+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran protesta per “inerzia” Aiea”,”content”:”
L’Iran ha protestato per quella che considera l’inerzia dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) di fronte agli attacchi degli alleati sui suoi siti atomici. “Condannare l’attacco alle infrastrutture nucleari pacifiche dell’Iran e porre fine all’inazione è il minimo che ci si aspetta dall’Aiea nell’ambito delle sue responsabilità statutarie”, si legge in un post dell’agenzia atomica iraniana. “L’Iran salvaguardera’ la propria sovranita’ nucleare e richiederà un riesame legale di tale inazione del direttore generale”.
“,”postId”:”ae0308f3-149b-4bf2-9eac-8e3aa881e5da”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:08:29.458Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:08:29+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Lievi danni a sede di Oracle a Dubai per i detriti di un raid iraniano”,”content”:”
La sede di Oracle a Dubai è stata danneggiata dalla caduta di alcuni detriti per l’intercettazione di un attacco iraniano. Lo ha riferito questa mattina l’ufficio stampa della città emiratina. “Le autorità confermano di essere intervenute per un incidente di lieve entità causato dalla caduta di detriti provenienti da un’intercettazione aerea sulla facciata dell’edificio di Oracle a Dubai Internet City”, ha dichiarato l’ufficio stampa di Dubai in un post su X. Nessuno è rimasto ferito nell’incidente, ha aggiunto l’ufficio stampa. Contemporaneamente, l’agenzia iraniana Fars ha riferito che le autorità emiratine tentano di minimizzare l’attacco e che ieri sera, la sede di Oracle negli Emirati è stata nuovamente attaccata dall’Iran “ed è diventata inaccessibile”.
“,”postId”:”44a8e19e-df4a-47d7-aeab-2b2fbf1d5fc9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:07:40.210Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:07:40+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran smentisce cattura pilota americano disperso”,”content”:”
Non è stato catturato il secondo pilota americano del quale si parla da quando ieri nei cieli dell’Iran è stato abbattuto un F-15. Lo affermano le autorità iraniane. Un’unità dei Guardiani della Rivoluzione nella provincia meridionale di Kohgiluyeh e Boyerahmad e il governatore della provincia negano sia stato catturato il secondo membro dell’equipaggio americano dell’F-15, riferisce la Bbc. E, riporta ancora la rete britannica, per il governatore il primo pilota non sarebbe stato salvato dalle forze Usa, mentre i media americani scrivono che è stato tratto in salvo. Il governatore ha parlato di una “tattica del nemico”.
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La Cnn continua a riferire che non si conoscono le sorti di un soldato Usa dopo quanto avvenuto ieri. Il New York Times scrive di una corsa contro il tempo dei militari Usa per rintracciarlo. Fonti parlano di operazioni delle forze Usa per localizzare e trarre in salvo il militare, mentre i media ufficiali iraniani hanno offerto una ricompensa a chi lo troverà. Sollecitano la popolazione, rilancia la Bbc, a “catturare vivo il pilota”. I canali televisivi iraniani affiliati allo Stato hanno esortato i cittadini a “catturare il pilota vivo” e offerto ricompense. I media iraniani hanno riportato una ricompensa di circa 66 mila dollari, una cifra da capogiro considerata la media salariale mensile del Paese, che si aggira tra i 200 e i 300 dollari.
nn”,”postId”:”4d1fe067-4a54-4ca6-98c1-72015fe0f6ef”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:02:36.345Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:02:36+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media Iran: raid israelo-americano su un valico di frontiera con l’Iraq, un morto”,”content”:”
Un valico di frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito in un raid attribuito a Israele e Usa, nel quale una persona è morta: lo riportano media iraniani e una fonte di sicurezza irachena. “Il terminal commerciale del valico di frontiera di Shalamcheh, nella città di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese, è stato preso di mira da un attacco aereo dei nemici americani e sionisti,” ha riferito l’agenzia di stampa Mehr, citando il vice governatore della provincia del Khuzestan, Valiollah Hayati. “Un conducente iracheno è stato ucciso e due lavoratori iraniani sono rimasti feriti,” ha precisato l’agenzia Isna, citando anch’essa Hayati.
nn”,”postId”:”cf67337a-ca0b-4607-be84-e0df53b49f47″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T11:59:03.571Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T13:59:03+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: Meloni negli Emirati Arabi Uniti, vedrà bin Zayed”,”content”:”
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata ad Al Ain, negli Emirati Arabi Uniti, terza tappa del suo viaggio nei Paesi del Golfo, dopo le precedenti soste in Arabia Saudita e in Qatar. Nel corso della visita è in programma un colloquio con il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan.
“,”postId”:”4274792b-6e01-4eae-9e22-4231dd83fe4b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T11:57:20.522Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T13:57:20+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: Foti, “missione Meloni nel Golfo strategica, da opposizioni polemiche irresponsabili””,”content”:”
“La missione di Giorgia Meloni, prima leader occidentale nei Paesi del Golfo, rappresenta una scelta strategica in un momento particolarmente delicato per gli equilibri internazionali e la sicurezza energetica. Un’azione concreta volta a rafforzare i rapporti con partner fondamentali come Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, tutelando gli interessi nazionali e garantendo approvvigionamenti stabili in un contesto segnato dalle tensioni con l’Iran e dai rischi legati allo Stretto di Hormuz.” Così in una nota il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti.
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“Questo impegno – prosegue il ministro – si inserisce in una strategia più ampia: dopo la visita in Algeria dello scorso marzo per incrementare e diversificare le forniture di gas, il governo Meloni prosegue il proprio lavoro nei Paesi del Golfo con l’obiettivo di consolidare la sicurezza energetica e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini. L’Italia torna così protagonista sulla scena internazionale, con credibilità e autorevolezza, in un’area cruciale per il futuro energetico ed economico globale, costruendo alleanze solide e contribuendo alla de-escalation delle crisi”. “Di fronte a questo impegno, le polemiche dell’opposizione appaiono strumentali, irresponsabili e distanti dalla realtà. Solo una sinistra che gioca contro l’Italia può criticare un’azione così rilevante con l’unico obiettivo di anteporre il proprio tornaconto politico all’interesse nazionale. Nei momenti complessi, la scelta del Governo Meloni è chiara: stare dalla parte dell’Italia” conclude Foti.
nn”,”postId”:”79b49c61-aa46-4909-8011-00482b9442ae”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T11:53:33.418Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T13:53:33+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: Qatar, con Meloni sottolineata necessità de-escalation “,”content”:”
L’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno sottolineato la necessità di una de-escalation e del ricorso al dialogo per contenere la crisi nella regione. Lo riferisce l’ufficio dell’emiro del Qatar, precisando che durante l’incontro i due leader hanno esaminato gli sviluppi della situazione regionale e internazionale. Nel corso del loro incontro a Doha, l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani e la premier Giorgia Meloni “hanno discusso delle relazioni di cooperazione bilaterale ed esplorato le modalità per potenziarle e svilupparle in diversi settori, in particolare in quello economico ed energetico”. Lo riferisce l’agenzia di stampa Qna.
n”,”postId”:”4785e634-c12a-4979-8eac-b8c5e61a3f5c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T11:52:32.179Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T13:52:32+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: Pasdaran dicono di aver colpito una nave legata a Israele nello Stretto di Hormuz”,”content”:”
I Guardiani della Rivoluzione rivendicano un attacco con un drone contro una nave nello Stretto di Hormuz che definiscono “collegata a Israele che è ora è in fiamme”, affermano in un messaggio diffuso su X, aggiungendo che è stata colpita la “Msc Ishyka”. Secondo siti specializzati, l’imbarcazione è una portacontainer battente bandiera liberiana.
“,”postId”:”1c52d6f0-e186-4ec2-a94c-ef9820d880f0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T11:41:18.520Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T13:41:18+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, tv: stop a fornitura gas al sud dell’Iraq”,”content”:”
Stop alle forniture di gas dall’Iran alla regione meridionale dell’Iraq. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, citando una notizia che arriva dal ministero iracheno per l’Elettricità.
“,”postId”:”ace07892-f108-4129-ba06-c66444723ea0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T11:15:49.967Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T13:15:49+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Beirut, ospedale nel sud danneggiato in raid israeliani, 11 feriti”,”content”:”
Un ospedale di Tiro, importante città costiera del sud del Libano, è stato danneggiato nel corso di raid aerei israeliani diretti contro edifici vicini, nei quali almeno 11 persone sono rimaste ferite: lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. L’episodio è avvenuto ad Al-Houch, località vicina a Tiro, dove i raid hanno distrutto due edifici situati vicino a un ospedale, secondo un corrispondente dell’Afp. Finestre della struttura sanitaria sono andata in frantumi e controsoffitti sono crollati, mentre i medici prestavano soccorso, ha riferito la direzione dell’ospedale. La direzione dell’ospedale ha fatto sapere che la struttura “rimarrà aperta per garantire le cure mediche necessarie”, ha riferito l’agenzia ufficiale Ani. Anche il porto di Tiro è stato preso di mira: un raid ha colpito una barca turistica su cui dormiva una persona, secondo il corrispondente dell’Afp. Le sue condizioni non sono state specificate. Sono state inoltre danneggiate barche da pesca attraccate.
“,”postId”:”7ea80d80-1923-4e77-bf5f-1a4d1d87c789″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T11:02:00.200Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T13:02:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Araghchi: “Bushehr attaccata ma le radiazioni uccideranno il Golfo” “,”content”:”
Il ministro degli Esteri iraniani, Abbas Araghchi, ha ammonito che l’attaco al sito nucleare di Bushehr avrà conseguenze nel Golfo persico. “Ricordate l’indignazione occidentale per le ostilità nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina? Israele e Stati Uniti hanno bombardato la nostra centrale di Bushehr per ben quattro volte”, ha scritto su X. “Le ricadute radioattive porranno fine alla vita nelle capitali del Consiglio di Cooperazione del Golfo, non a Teheran”, ha ammonito. “Gli attacchi alle nostre industrie petrolchimiche perseguono obiettivi concreti”, ha aggiunto.
“,”postId”:”7c064611-d6fb-4156-8ce1-bbab6dd6bc01″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T10:57:00.092Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T12:57:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: “Mai rifiutato di andare a Islamabad, grati per gli sforzi di mediazione””,”content”:”
“La posizione dell’Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad. Ciò che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Ieri, il Wall Street Journal ha riferito che l’Iran aveva comunicato ufficialmente ai mediatori la propria indisponibilità a incontrare i funzionari statunitensi a Islamabad nei prossimi giorni.
“,”postId”:”63fef929-9192-43ad-aa3f-4eb8d1a8c407″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T10:52:00.255Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T12:52:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Araghchi: “Vogliamo le condizioni per una vera fine della guerra” “,”content”:”
L’Iran non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva. A chiarirlo e’ stato il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X. “La posizione dell’Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad”, ha assicurato. “Cio’ che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta”, ha aggiunto.
“,”postId”:”3922971f-9fd1-4f90-956b-aa3dca372627″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T10:47:00.130Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T12:47:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: “Niente fuoriuscite di sostanze tossiche nell’area industriale colpita””,”content”:”
Le autorità iraniane “negano con forza qualsiasi fuoriuscita di sostanze tossiche nella zona petrolchimica speciale di Mahshahr, dopo che oggi è stata colpita dagli Stati Uniti e da Israele”: lo ha dichiarato il vicegovernatore generale della provincia di Khuzestan, Valiollah Hayati, citato dall’agenzia Irna. “Le attività della zona sono state interrotte, ma non ci sono preoccupazioni riguardo a problemi di salute pubblica”, ha aggiunto. Stamattina Hayati aveva dichiarato stamattina che anche l’area commerciale di confine di Shalamcheh a Khorramshahr, nella provincia di Khuzestan, era stata colpita durante gli attacchi di questa mattina, insieme alla città di Ahvaz.
Nel corso del loro faccia a faccia a Doha, la premier Giorgia Meloni e l’Emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani “hanno approfondito le questioni energetiche, anche alla luce del rapporto consolidato tra Italia e Qatar in questo ambito, confrontandosi sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock subiti”, fa sapere Palazzo Chigi. In questo quadro, Meloni “ha assicurato la disponibilità dell’Italia, attraverso le eccellenze del suo sistema produttivo, a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine, fondamentali per la sicurezza energetica su scala globale”. È stato anche ribadito come sia “urgente e necessario assicurare la libertà di navigazione attraverso Hormuz”.
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I due leader “hanno infine concordato di lavorare congiuntamente per sviluppare ulteriormente la cooperazione e gli investimenti congiunti, per rafforzare ogni dimensione della sicurezza, soprattutto negli ambiti strategici della difesa, delle infrastrutture critiche, della sicurezza alimentare e della cooperazione multilaterale per la gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee”, conclude Palazzo Chigi.
“,”postId”:”a1dea8b1-6ab7-438c-a4e8-847979025417″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T10:16:48.002Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T12:16:48+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Grossi (Aiea): “Preoccupati per attacco Bushehr, no aumento radiazioni””,”content”:”
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) è stata informata dall’Iran che questa mattina un proiettile ha colpito un’area vicina alla centrale nucleare di Bushehr, il quarto incidente di questo tipo nelle ultime settimane. E’ quanto si legge in un post su X, nel quale si riferisce la “profonda preoccupazione” del direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, per l’incidente, che tuttavia non ha provocato “alcun aumento dei livelli di radiazione”. “I siti delle centrali nucleari o le aree limitrofe non devono mai essere attaccati”, ribadisce Grossi, ricordando che “gli edifici ausiliari possono contenere attrezzature di sicurezza vitali” e rinnovando l’appello “alla massima moderazione militare per evitare il rischio di un incidente nucleare”.
“,”postId”:”a70912fe-d7ca-4a51-b81c-45b3c733e614″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T10:08:00.056Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T12:08:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Autorizzato il transito di navi umanitarie da Hormuz”,”content”:”
Le autorita’ iraniane hanno autorizzato il transito da Hormuz di navi che trasportano beni di prima necessita’ e umanitari. Lo riferisce l’agenzia Tasnim. “E’ stato autorizzato il transito di navi che trasportano beni di prima necessita’ e umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz verso i porti iraniani o quelli situati nel Mare di Oman”, si legge.
“,”postId”:”39034a18-9f3a-4161-82ca-bd1e59d02862″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T10:02:08.073Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T12:02:08+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, colpito un terminal a confine con l’Iraq “,”content”:”
Un terminal alla frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito da bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Lo riferiscono i media iraniani.
“,”postId”:”92fbd1ab-c1dd-47f8-9096-bf11dfc1e869″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T09:52:00.359Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T11:52:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Teharan: “Le esportazioni da Kharg aumentate durante la guerra” “,”content”:”
Le esportazioni di petrolio dell’Iran dall’isola di Kharg sono aumentate da quando è iniziata la guerra con Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Isna. “Negli ultimi giorni non solo le esportazioni di petrolio non sono diminuite, ma sono aumentate”, ha assicurato Moussa Ahmadi, capo della commissione Energia del parlamento iraniano, citato da Isna. Kharg, al largo della costa occidentale dell’Iran, è un terminal vitale per l’esportazione di greggio tanto che il presidente americano Donald Trump ha più volte minacciato di invaderla o distruggerla.
“,”postId”:”9447503d-a12b-485c-9fc2-677fd3b8af10″,”postLink”:{“title”:”Non solo Kharg, quali sono le isole strategiche per l’Iran?”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/03/15/iran-kharg-isole-stretto-hormuz”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/77019353c6bebe4ae6604f0e9f690ee3e7a895f8/skytg24/it/mondo/2026/03/15/iran-kharg-isole-stretto-hormuz/golfo_persico_getty.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-04-04T09:45:08.732Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T11:45:08+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media Iran, attacchi di Hezbollah e Houthi verso Israele”,”content”:”
La città israeliana di Kiryat Shmona è stata presa di mira da “missili di Hezbollah”, mentre anche gli Houthi, ribelli yemeniti, hanno lanciato attacchi con droni su zone di Israele: lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim.
“,”postId”:”a954d6b6-1849-4087-b1e3-182c0de98cd7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T09:39:00.890Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T11:39:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Rinviato alla prossima settimana il voto dell’Onu su Hormuz”,”content”:”
E’ stato rinviato alla prossima settimane il voto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su una bozza di risoluzione presentata dal Bahrein per il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la Cnn, che cita Reuters, ricordando che il voto, inizialmente previsto per ieri, era stato poi posticipato a oggi. Fonti diplomatiche hanno precisato che non c’è ancora una nuova data per il voto slittato alla prossima settimana.
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La bozza di risoluzione, se adottata, autorizzerebbe i paesi a utilizzare “tutti i mezzi difensivi necessari” per garantire il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, una formulazione che non piace alla Cina, alla Russia e anche alla Francia . Ciò equivarrebbe a “legittimare l’uso illegale e indiscriminato della forza, che porterebbe inevitabilmente a un’ulteriore escalation della situazione e a gravi conseguenze”, aveva dichiarato giovedì il rappresentante cinese all’Onu Fu Cong.
“,”postId”:”250b685c-fb60-42aa-9946-8e102977ba99″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T09:34:00.658Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T11:34:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, media: “Almeno 5 feriti in attacco a sito petrolchimico””,”content”:”
Cinque persone sono rimaste ferite a causa delle esplosioni segnalate in un sito petrolchimico nel sudovest dell’Iran. Lo riferiscono i media iraniani, come riporta il Guardian. In precedenza l’agenzia Fars aveva parlato di un “attacco di Usa e Israele” nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan. Secondo l’agenzia Tasnim, sono state colpite diverse strutture. Danni sono stati segnalati nel Complesso petrolchimico Bandar Imam. Il vicegovernatore del Khuzestan, Valiollah Hayati, ha parlato di “probabilità molto alta di vittime, morti e feriti, a causa dell’attacco”.
“,”postId”:”829bfc18-f380-4c94-a002-364ff37bb5b5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T09:28:01.545Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T11:28:01+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Houthi: “Gli Usa hanno perso il controllo della guerra””,”content”:”
Gli Stati Uniti hanno perso il controllo della guerra dalla seconda settimana di combattimenti. A sostenerlo è Nasr al-Din Amer, esponente di spicco degli Houthi yemeniti, intervistato dall’agenzia iraniana Irna. “La risposta rapida e potente delle prime ore ha dimostrato che i calcoli dei nemici erano sbagliati”, ha detto. L’Iran “ha dimostrato di essere piu’ forte del previsto e ben presto di sono visti segnali di confusione e perdita di controllo”, ha proseguito. Stati Uniti e Israele contavano su una rivolta interna “che non c’è stata” e anzi il sostegno popolare “è stato un fattore chiave del fallimento del nemico”, ha assicurato.
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Le forze iraniane e americane continuano a darsi battaglia per trovare il pilota ancora disperso dopo che ieri il primo caccia statunitense è stato abbattuto in territorio iraniano dall’inizio della guerra. Le autorità iraniane hanno esortato la popolazione del sud-ovest del Paese a cercare il pilota dell’F-15, offrendo ricompense di oltre 60 mila dollari ai cittadini che aiuteranno a catturarlo. Secondo Laurel Rapp, direttrice del programma Stati Uniti e Nord America presso Chatham House, il salvataggio del membro dell’equipaggio disperso dal jet abbattuto è “una missione cruciale”, riferisce la Bbc, aggiungendo che la cattura del membro dell’equipaggio statunitense rappresenterebbe un “enorme bottino” per l’Iran, offrendogli una “potentissima carta da giocare nelle trattative”. Nel frattempo, un alto comandante militare iraniano ha rivendicato che ora, le forze del Paese possono dare “la caccia” agli aerei americani grazie a nuove tattiche e attrezzature. Il generale di brigata Alireza Elhami, comandante della Base congiunta di difesa aerea iraniana, ha affermato infatti che la perdita degli aerei statunitensi è stata “il risultato di tattiche, dell’uso di attrezzature moderne e di innovazioni nei sistemi di difesa aerea (iraniani)”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Irna e rilanciato da Cnn. Elhami non ha specificato quali fossero queste innovazioni che “hanno causato confusione e disorientamento nel nemico”.
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Dopo una pausa di quasi 10 ore, le forze di difesa israeliane hanno rilevato un nuovo attacco balistico proveniente dall’Iran, diretto verso il centro di Israele. Lo riferisce Times of Israel. Intanto questa mattina un proiettile ha colpito la città settentrionale di Kiryat Shmona senza che suonassero le sirene. Secondo i soccorritori, l’impatto ha danneggiato una strada, con schegge che hanno colpito case e auto vicine, ma senza provocare feriti. L’Idf ha avviato un’indagine sull’accaduto.
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Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell’Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell’impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l’Agenzia iraniana per l’energia atomica Secondo l’agenzia “gli impianti principali non sono stati danneggiati”.
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Il leader del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha fatto riferimento, con minacce velate, allo stretto di Bab el-Mandab, importante punto logistico globale che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all’Oceano Indiano, e attraverso cui transita il 14% delle spedizioni commerciali mondiali. “Quale quota delle spedizioni globali di petrolio, Gnl, grano, riso e fertilizzanti attraversa lo stretto di Bab el-Mandeb? Quali Paesi e aziende fanno conto sui maggiori volumi di transito attraverso lo stretto?”, ha affermato in un post su X. La milizia yemenita degli Houthi, sostenuta dall’Iran, ha più volte attaccato navi in transito nel Bab el-Mandab, in supporto alla causa palestinese e all’Iran. Lo stretto di Hormuz, nel sud dell’Iran, un punto attraverso cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, è stato di fatto bloccato dall’Iran durante la guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro il Paese.
“Lo Stretto di Hormuz è diventato un vantaggio strategico per l’Iran nelle nuove condizioni di sicurezza e non tornerà mai allo status che aveva prima” dell’avvio di operazioni militari di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Parola del portavoce della presidenza del Parlamento iraniano, Abbas Goudarzi, che nei giorni scorsi ha annunciato l’avvio di un iter per imporre il pagamento per il transito dallo Stretto di Hormuz. In dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Tasnim, Goudarzi assicura che “la gestione di questa rotta importante è in mano alle forze armate della Repubblica islamica dell’Iran” e che “nessun Paese avrà il diritto di transitarvi senza il permesso dell’Iran”, che “difenderà questa posizione strategica con tutto il suo potere militare”.
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Cinque ministri dell’Economia Ue, tra cui Giancarlo Giorgetti, chiedono una misura per tassare gli extraprofitti delle società energetiche, in reazione all’aumento dei prezzi del carburante per la guerra in Medio Oriente. Oltre che dall’Italia, la richiesta è sottoscritta anche da Germania, Spagna, Portogallo e Austria. “Una soluzione europea”, scrivono in una lettera al commissario Ue Wopke Hoekstra, “rappresenterebbe un segnale per i cittadini” e per l’economia dimostrando che “siamo uniti e in grado di agire” e invierebbe un “messaggio chiaro”: coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte.
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Esplosioni nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, in Iran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, che rilancia notizie dell’agenzia iraniana Fars, parlando di fumo che si leva dall’area.
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Nuove tattiche, nuovi equipaggiamenti. Così, dice un generale iraniano, l’Iran “dà la caccia” a velivoli americani. Parole, rilanciate dalla Cnn, dopo che ieri un F-15 americano è stato abbattuto in Iran e un membro dell’equipaggio è ancora disperso e dopo che un A-10 Thunderbolt II è stato colpito ed è precipitato fuori dal territorio iraniano. Secondo il generale di brigata Alireza Elhami, a capo del Comando congiunto della difesa aerea dell’Iran, quanto accaduto è il “risultato di tattiche, impiego di equipaggiamenti moderni e innovazioni nei sistemi di difesa aerea” della Repubblica Islamica.
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Nessun dettaglio sulle “innovazioni” nelle dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Irna e rilanciate dalla rete americana. Il generale parla di “confusione e disortientamento per il nemico”. I militari iraniani, minaccia secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, sono pronti a tendere imboscate “a jet e droni del nemico”. Il generale, rilancia ancora l’emittente, sostiene siano stati intercettati e abbattuti più di 160 droni e decine di missili da crociera mentre proseguono le operazioni militari che Usa e Israele hanno avviato lo scorso 28 febbraio contro l’Iran.
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L’Iran ha minacciato di reagire subito e con fermezza a eventuali attacchi a proprie sedi diplomatiche. “Qualsiasi aggressione contro le ambasciate o le sedi diplomatiche iraniane provocherà una rappresaglia immediata e decisa contro tutte le strutture del regime aggressore nella regione”, ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya, a quanto riporta Press tv.
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Una seconda nave battente bandiera turca ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. Allo scoppio della guerra il 28 febbraio, c’erano 15 navi di armatori turchi in attesa di attraversare lo stretto strategico, ha ricordato in un’intervista alla Cnn, “due di queste 15 l’hanno passato”.
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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta a Doha, in Qatar, per la seconda tappa della sua missione nei Paesi del Golfo, dopo la visita in Arabia Saudita. Durante la permanenza è previsto un incontro con l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani.
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Un nuovo portavoce per i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. E’ stato scelto Hossein Mohabi per l’incarico dopo l’uccisione del predecessore durante le operazioni militari di Usa e Israele contro l’Iran, avviate lo scorso 28 febbraio. Lo ha reso noto l’agenzia iraniana Fars, riferendo della nomina dopo il “martirio” di Ali Mohammad Naini, la cui “eliminazione” è stata confermata Israele il 20 marzo.
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Il corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’attacco all’ambasciata statunitense in Arabia saudita. Lo riferisce Press tv. I Pasdaran, si spiega, “hanno condannato l’incidente e attribuito la responsabilità della provocazione ad agenti sionisti”. L’Irgc, aggiunge la nota, “ha esortato i paesi mediorientali a rimanere vigili nei confronti dei tentativi americano-sionisti di destabilizzare la regione”.
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Gli uffici di Oracle nel polo economico degli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da un attacco iraniano. Lo hanno confermato fonti di Dubai assicurando che si è trattato di un “incidente di lieve entità” che ha danneggiato la facciata dell’edificio. Pochi giorni fa Teheran aveva minacciato di colpire le aziende tecnologiche statunitensi e oggi il distretto di Internet City a Dubai è stato preso di mira. Non sono stati segnalati feriti nè sono stati forniti ulteriori dettagli sui danni. La legge degli Emirati sui crimini informatici vieta di fotografare l’impatto di attacchi iraniani a meno che non vengano pubblicati attraverso canali ufficiali. Molte delle aziende che l’Iran ha minacciato di attaccare si trovano nel distretto di Internet City e nei giorni scorsi i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno inserito 18 aziende statunitensi, tra cui Oracle, nell’elenco degli obiettivi. Le autorità di Dubai hanno aggiunto di essere intervenute poche ore prima per “un incidente causato da detriti di un’intercettazione aerea caduti sulla facciata di un edificio nella zona di Dubai Marina”, un’area di lusso nel centro della città.
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Dopo lo scoppio del conflitto in Iran, i costi al self service, sulla rete stradale, hanno registrato – come prevedibile – un importante aumento, parzialmente contenuto dal taglio delle accise deciso dal governo. Anche di questo si è parlato nella puntata del 3 aprile di “Numeri”, l’approfondimento di Sky TG24.
“,”postId”:”5d0bbcbc-a107-4b28-acb4-911f708c8fb5″,”postLink”:{“title”:”Il prezzo medio di benzina, diesel e gasolio pre e post-guerra. I DATI”,”url”:”https://tg24.sky.it/economia/2026/04/04/prezzo-medio-carburanti-italia”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/7bfd25fb814562c2c0ea8ba47956b692804ef023/skytg24/it/economia/2026/04/04/prezzo-medio-carburanti-italia/carburante-benzina-numeri-grafiche.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-04-04T06:27:00.503Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T08:27:00+0200″,”video”:{“videoId”:”1087561″,”videoPageUrl”:”https://video.sky.it/news/mondo/video/caccia-usa-abbattuto-trump-non-influisce-sui-negoziati-1087561″},”altBackground”:true,”title”:”Caccia Usa abbattuto, Trump: “Non influisce sui negoziati”. VIDEO”,”postId”:”9a889422-c0cc-41a6-8789-7eaecc14d604″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T06:21:47.921Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T08:21:47+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Wsj: “In ambasciata Usa a Riad danni ingenti, più gravi di quanto reso noto””,”content”:”
Danni ingenti, più gravi di quanto reso noto sinora. E’ la rivelazione del Wall Street Journal dopo l’attacco del mese scorso di droni iraniani contro l’ambasciata Usa in Arabia Saudita. Su quanto avvenuto il 3 marzo il giornale ha sentito ex funzionari americani e altri in servizio. La ricostruzione parla di un drone iraniano finito sul compound Usa a Riad e dell’esplosione di un altro poco dopo. Attacchi, nella notte, che hanno raggiunto un’area dell’ambasciata dove di giorno lavorano centinaia di persone e che hanno provocato danni ingenti in tre piani, sostengono le fonti del giornale. Colpito anche l’ufficio della Cia, affermano. E parlano di un incendio andato avanti per mezza giornata. Una fonte sostiene zone della rappresentanza diplomatica siano danneggiate in modo irreparabile. Il ministero saudita della Difesa aveva invece parlato di un incendio circoscritto e danni di lieve entità.
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Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena ripartita da Gedda (prima tappa della visita nella regione del Golfo, durante la quale sono previsti incontri anche con i leader di Qatar ed Emirati Arabi Uniti) dove ieri sera è stata ricevuta dal Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. Il Presidente Meloni ha voluto esprimere, con la sua presenza, la vicinanza dell’Italia all’Arabia Saudita.
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E’ “improbabile” che l’Iran apra presto lo Stretto di Hormuz. E’ il monito contenuto in recenti rapporti di intelligence Usa esaminati dall’agenzia Reuters. Per Teheran il controllo sulla più vitale arteria petrolifera del mondo rappresenta l’unica vera leva nei confronti degli Stati Uniti, hanno detto tre fonti secondo cui l’Iran continuerà a bloccare lo stretto per mantenere alti i prezzi dell’energia e fare pressione su Donald Trump affinchè trovi una rapida via d’uscita dalla guerra. Secondo i rapporti la guerra, concepita per annientare la forza militare dell’Iran, potrebbe in realtà accrescerne l’influenza regionale, dimostrando la capacità di Teheran di minacciare le vie di navigazione. Trump ha cercato di minimizzare la difficoltà di riaprire lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un quinto del commercio mondiale di petrolio e ieri ha lasciato intendere di poter ordinare alle forze statunitensi di riaprire il passaggio.
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Sono 365 i militari Usa feriti dall’avvio, il 28 febbraio scorso, dell’Operazione ‘Epic Fury’ contro l’Iran. Lo ha reso noto nelle ultime ore il Pentagono, con un nuovo aggiornamento, come riporta il Wall Street Journal. Fra i feriti, si contano 247 soldati dell’Esercito, 63 della Marina, 36 dell’Aeronautica e 19 Marines. Tredici, come già noto, i caduti.
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Sono indonesiani i tre caschi blu rimasti feriti ieri in un’esplosione nel sud del Libano. Lo hanno confermato dallo Un Information Centre (Unic) di Giacarta dopo che ieri Unifil aveva dato notizia del ferimento di tre peacekeeper, trasferiti in ospedale, a seguito di “un’esplosione all’interno di una postazione Onu nei pressi di El Adeisse”. Non è chiara “l’origine dell’esplosione”.
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La guerra nel Golfo non ferma la macchina repressiva iraniana: due oppositori del regime sono stati giustiziati questa mattina perchè accusati di aver compiuto attacchi armati per conto dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano. Lo hanno reso noto i media locali.
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Diverse esplosioni sono state udite stamani in zone a nord della capitale iraniana Teheran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera a più di un mese dall’avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l’Iran a cui Teheran non manca di rispondere.
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I tre caschi blu feriti ieri in un’esplosione nel sud del Libano sono cittadini indonesiani. Lo hanno comunicato le Nazioni Unite, dopo che pochi giorni fa, sempre in Libano, altri tre caschi blu dello stesso Paese sono stati uccisi. La Forza Provvisoria delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha dichiarato che l’esplosione è avvenuta all’interno di una struttura ONU vicino a El Adeisse, ferendo tre peacekeeper che sono stati portati d’urgenza in ospedale. Due di loro sono rimasti gravemente feriti. Il Centro Informazioni delle Nazioni Unite (UNIC) a Jakarta ha confermato che erano tutti indonesiani.
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I sobborghi meridionali di Beirut sono stati bombardati almeno due volte all’alba di oggi, secondo quanto riferito da un giornalista dell’AFP che ha sentito potenti esplosioni e visto il fumo salire nel cielo. Contemporaneamente, l’esercito israeliano ha annunciato sui social network di aver “iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut”.
“,”postId”:”3e66353c-0d3c-43d9-b991-69c8724cef97″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T04:38:44.325Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T06:38:44+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Hezbollah, attacco con droni a nord di Israele “,”content”:”
Hezbollah sostiene un attacco con droni al nord di Israele. Il gruppo armato libanese – fa sapere l’emittente Al Jazeera – afferma di aver attaccato le caserme militari israeliane di Liman, a nord della città di Nahariya, con uno “squadrone di droni d’attacco”. L’attacco e’ avvenuto alle 00:50 ora locale.
“,”postId”:”d13c65fd-fda8-4921-843c-3def6a51abdf”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T04:38:03.976Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T06:38:03+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran abbatte 2 jet Usa, si cerca pilota disperso “,”content”:”
L’abbattimento di due aerei americani da parte delle forze di difesa aerea iraniana e soprattutto il destino incerto di uno dei piloti, per il quale e’ stata avviata una delicata e complessa operazione di ricerca e recupero, rischia di segnare una svolta nel conflitto in Medio Oriente che oggi entra nel suo 36esimo giorno. Quella di ieri per Donald Trump e la sua amministrazione e’ stata una giornata da dimenticare cominciata nella mattinata con la notizia dell’abbattimento a Kohgiluyeh, nella provincia di Boyer-Ahmad, di un caccia F-15E, con tanto di immagini trasmesse dalla tv di Stato iraniana, che ha promesso una ricompensa in caso di cattura dei piloti americani. Uno dei membri dell’equipaggio, in realta’, sarebbe stato tratto in salvo mentre di un secondo pilota non si sa nulla. Due elicotteri UH-60 Black Hawk coinvolti nelle operazioni di ricerca sono stati colpiti dal fuoco. Diversi militari a bordo sono rimasti leggermente feriti, ma tutti sono sani e salvi. “Se catturate vivi il/i pilota nemico/i e li consegnate alla polizia e alle forze armate iraniane, riceverete una ricompensa generosa”, è stato il messaggio letto in tv dalla polizia. Per Trump, il fatto che un caccia statunitense si sia schiantato in Iran (una novità dall’inizio della guerra), con un pilota dato per disperso, non comprometterebbe i possibili negoziati con Teheran: “E’ la guerra. Siamo in guerra”, ha dichiarato durante un’intervista telefonica con NBC News. Ma mentre il presidente americano tentava di sminuire gli attacchi in vista di eventuali colloqui con la controparte, i mediatori hanno spiegato al ‘Wall Street Journal’ che gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran, guidati dal Pakistan, sono “fermi”. Secondo loro, l’Iran non e’ disposto a incontrare i funzionari americani a Islamabad nei prossimi giorni e le richieste degli Stati Uniti “sono inaccettabili”. La proposta di piano di pace inviata da Trump a Teheran pochi giorni fa è stata respinta proprio perché “eccessiva”. Verso sera, poi, i media statali iraniani hanno reso noto che nel Golfo Persico si e’ schiantato un secondo aereo americano da combattimento, un A-10 Warthog, probabilmente mobilitato per la ricerca del pilota dell’F-15E. Chi era alla guida dell’A-10 è riuscito a eiettarsi e a uscire fuori dal territorio iraniano. Ma la notizia del secondo abbattimento è bastata per far scattare festeggiamenti e celebrazioni per le strade di Teheran. Al Jazeera ha riferito di un intero Paese orgoglioso delle sue forze armate e del suo sistema di difesa militare, nonostante Trump avesse dichiarato in questi ultimi giorni, e ripetuto al mondo intero, che le capacità di difesa aerea del nemico erano state del tutto annientate.
“Ricordate quando ho dato all’Iran dieci giorni per fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere: 48 ore prima che si scateni l’inferno su di loro. Gloria a Dio!”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump. “Con escalation l’intera regione del Golfo si trasformerà in un “inferno” per loro, ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavoce delle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa.
L’Iran “non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva”, ha chiarito il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X.
Almeno cinque persone sono morte nell’attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica. Netanyahu, in un video, ha confermato gli attacchi agli impianti petrolchimici iraniani denunciati sabato da Teheran. “Continueremo a schiacciarli”, ha promesso Netanyahu.
Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell’Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell’impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l’Agenzia iraniana per l’energia atomica Secondo l’agenzia “gli impianti principali non sono stati danneggiati”. Una nave turca passa lo Stretto di Hormuz, ma Teheran minaccia il Mar Rosso. “Colpita nello Stretto una nave legata a Israele”.
Intanto, è corsa tra Usa e Iran a caccia del pilota disperso dopo che il suo caccia F-15 è stato abbattuto. Gli Usa hanno messo in campo i corpi speciali, mentre Teheran vuole un prigioniero da usare nei negoziati. In Epic Fury sono morti 13 soldati americani e 365 sono rimasti feriti.
Approfondimenti:
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Stretto Hormuz, quali Paesi lo usano di più per gas e petrolio?
Nonostante la maggiore autosufficienza energetica acquisita negli ultimi anni, gli Stati Uniti continuano a importare 23 miliardi di dollari in gas e petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz chiuso dall’Iran. A pagare il conto più salato è tuttavia l’Asia, a partire da Cina e India che “usano” il tratto di mare per quasi 200 miliardi. Di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24, nella puntata del 2 aprile 2026.
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Quante riserve di gas e petrolio ha ancora a disposizione l’Italia?
La situazione degli stoccaggi di petrolio e gas in Italia è complessivamente buona nonostante le turbolenze sui mercati energetici seguiti allo shock della guerra di Stati Uniti e Israele all’Iran. Ecco le cifre.
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Donald Trump può davvero far uscire gli Stati Uniti dalla NATO?
La guerra in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e le difficoltà nel garantire il passaggio delle navi che trasportano gas e petrolio dal Golfo ai mercati globali hanno rialzato la tensione tra Donald Trump e la NATO: il presidente statunitense è tornato ad attaccare i partner europei chiedendo un maggiore coinvolgimento in questi sforzi, riaccendendo una crisi che sembrava essersi placata dopo il caso della Groenlandia.
Donald Trump può davvero far uscire gli Stati Uniti dalla NATO?
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Wsj: “Trump è l’unico presidente a colpire i piani nucleari iraniani”
Il presidente americano Donald Trump ha deciso di ricorrere alla forza militare per impedire all’Iran di acquisire l’arma nucleare, dopo il fallimento della soluzione diplomatica. Una scelta rischiosa: tuttavia, “l’esperienza stranamente dimenticata degli Usa con la Corea del Nord suggerisce che le alternative fossero persino più rischiose”, ha sottolineato l’Editorial Board del Wall Street Journal, in un articolo che spezza una lancia a favore del tycoon verso cui è spesso critico, ad esempio sui dazi. Nella sostanza, ci sono limiti “con un avversario” che è determinato, “nonché quello che accade quando gli Usa antepongono l’evitare il conflitto a ogni altra cosa”. L’articolo ripercorre i propositi atomici di Pyongyang, la lunga fase di trattative con l’amministrazione di Bill Clinton, fino all’accordo del 1994 negoziato dall’ex presidente Jimmy Carter. Le speranze di aver messo la situazione sotto controllo sono naufragate quando Pyongyang quadruplicò le scorte di plutonio e, nel 2006, condusse il primo test nucleare con il ‘caro leader, Kim Jong-il. Da quel momento in poi, le opzioni militari americane sono diventate sempre più rischiose. La Corea del Nord ha tirato dritto per la sua strada: si ritiene ora possieda circa 50 testate atomiche e che stia testando missili balistici intercontinentali che potrebbero, un giorno, raggiungere il territorio continentale degli Usa. L’ultimo test missilistico è di domenica scorsa. La lezione da trarre è che i presidenti degli Stati Uniti hanno atteso troppo a lungo prima di fermare la Corea del Nord, una potenza nucleare. Donald Trump è l’unico presidente “ad aver avuto il coraggio di colpire i piani nucleari iraniani e di consentire a Israele di fare altrettanto, nel corso della guerra di dodici giorni” del 2025. “Non sappiamo come si concluderà l’attuale conflitto con l’Iran, ma sappiamo per certo che, una volta terminato, il regime radicale iraniano non disporrà più di un programma nucleare. Ciò ha reso il mondo un luogo più sicuro”, ha concluso l’articolo.
Guerra Iran, colpita a Hormuz nave legata a Israele. VIDEO
Guerra Iran, colpita a Hormuz nave legata a Israele | Video Sky – Sky TG24
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Meloni: quando nel golfo cresce l’instabilità, ne risente potere acquisto famiglie. VIDEO
Meloni: quando nel golfo cresce l’instabilità, ne risente potere acquisto famiglie | Video Sky – Sky TG24
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Trump: “Se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo. Lo impedirò”
“Se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo!”. È quanto scrive il presidente americano Donald Trump in un post sul suo social Truth, assicurando che “questo non accadrà agli Stati Uniti d’America finché sarò presidente”.
Houthi: “Attaccato l’aeroporto Ben Gurion e siti militari israeliani”
Gli Houthi hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele, affermando di aver preso di mira l’aeroporto internazionale Ben Gurion e siti militari “vitali” nel sud del Paese. Lo scrive al Jazeera.
In una dichiarazione diffusa tramite il media Al-Masirah, affiliato agli Houthi, il gruppo yemenita ha affermato che l’attacco è stato condotto utilizzando un missile a grappolo e numerosi droni.
In precedenza l’esercito israeliano aveva affermato di aver rilevato un missile lanciato dallo Yemen verso il proprio territorio e di aver attivato i propri sistemi di difesa. I media israeliani hanno poi riferito che il missile è caduto in un’area aperta, senza causare vittime né danni.
Iran, 17 arresti a Tel Aviv: manifestante ricoverato, è grave
Sono 17 i dimostranti arrestati dalle forze
dell’ordine a Tel Aviv durante la protesta contro la guerra svoltasi nella
centrale piazza Habima. Lo riferisce la polizia israeliana. Secondo i
soccorritori, un manifestante avrebbe subito un arresto cardiaco e sarebbe
ricoverato in gravi condizioni. Gli attivisti sostengono che l’uomo, un
cinquantenne, sarebbe stato spinto con la forza in un rifugio insieme ad
altre persone che erano scese in piazza, sfidando il divieto di
assembramenti superiori alle 150 persone.
Iran, Teheran: “Con escalation sarà inferno per Usa e Israele”
Se gli Usa e Israele aumenteranno ancora la portata
degli attacchi all’Iran, l’intera regione del Golfo si trasformera’ in un
“inferno” per loro. Lo ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavoce
delle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa,
Donald Trump, di scatenare “l’inferno” sulla Repubblica Islamica se non
riaprira’ lo Stretto di Hormuz entro lunedi’. “Non dimenticate che se
l’aggressione si estendera’, l’intera regione si trasformera’ in un
inferno per voi”, ha detto il portavoce, “l’illusione di sconfiggere la
Repubblica Islamica dell’Iran si e’ trasformata in una palude nella quale
annegherete”.
Israele, Herzog al telefono con Papa Leone XIV: ‘Iran è una minaccia’
“Ho ricordato i recenti attacchi missilistici su Gerusalemme che sono caduti nell’area di siti sacri per cristiani, musulmani ed ebrei”, ha ffatto sapere il presidente israeliano su X. “Anche il popolo iraniano merita un futuro migliore, libero da questo pericoloso e violento regime del terrore”.
Israele, Herzog al telefono con Papa Leone XIV: ‘Iran è una minaccia’
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Netanyahu: “Come avevo promesso continuiamo a colpire l’Iran”
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha confermato che Israele ha attaccato gli impianti petrolchimici iraniani, dopo che i media iraniani avevano riportato la notizia della morte di almeno cinque persone in un attacco alla zona petrolchimica di Mahshahr. “Dopo aver distrutto il 70% della loro capacità di produrre acciaio, che viene utilizzato come materia prima per le armi usate contro di noi e oggi abbiamo attaccato i loro impianti petrolchimici”, ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio pubblicato sul suo account X. “Vi avevo promesso che avremmo continuato a colpire il regime terroristico di Teheran, ed è esattamente quello che stiamo facendo”, ha affermato.
Iran, media: “Israele aspetta ok Usa per raid a siti energia Teheran”
Israele si sta preparando ad attaccare le
infrastrutture energetiche iraniane, ma e’ in attesa del via libera dagli
Stati Uniti. Lo dice un alto funzionario della difesa israeliana secondo
Sky News. Gli attacchi potrebbero avvenire entro la prossima settimana. Le
dichiarazioni giungono dopo che Donald Trump ha lanciato un ultimatum di
48 ore all’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz.
Iran, media: almeno 5 morti in attacco a sito petrolchimico
Almeno cinque persone sono morte nell’attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica.
Israele chiede evacuazione di area presso la frontiera siro-libanese
Israele chiede l’evacuazione di un’area vicino al valico di frontiera siro-libanese in vista di attacchi aerei.
Ong: “Morte sospetta di 28enne iraniano in centro di detenzione dei Pasdaran”
Hossein Ghavi, un cittadino disabile residente ad Ahvaz, nel sud-ovest dell’Iran arrestato di recente in relazione al conflitto in corso, è morto in circostanze poco chiare in un centro di detenzione dell’intelligence delle Guardie Rivoluzionarie. Fonti locali hanno riferito all’Agenzia di stampa per i diritti umani Hrana (Human rights), organizzazione non governativa dedicata alla difesa dei diritti umani nel Paese, che Hossein Ghavi, 28 anni, era stato arrestato a marzo dalle forze di sicurezza presso una bancarella del tè dove lavorava, presumibilmente per aver filmato le zone bombardate e aver inviato i filmati ai media stranieri.
Secondo le stesse fonti, giovedì 2 aprile, le forze affiliate all’organizzazione di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie hanno informato telefonicamente la famiglia della morte del figlio. Le forze di sicurezza che hanno effettuato la chiamata non hanno fornito alcuna spiegazione in merito alle condizioni della sua detenzione né alle cause del decesso e la salma non è stata ancora restituita alla famiglia. Hossein Ghavi, soffriva di una disabilità alla gamba sinistra ed era l’unico sostentamento della sua famiglia.
Secondo Iran International Ghavi è stato torturato durante la detenzione ed è poi morto in custodia.
Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota”
È in corso una ricerca serrata per trovare il pilota disperso dell’F-15 americano abbattuto venerdì dalla contraerea iraniana. L’altro membro dell’equipaggio è stato tratto in salvo. Teheran ha smentito la cattura del pilota, mentre gli Stati Uniti hanno avviato una vasta operazione di ricerca.
Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota’
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Carburante a rischio, scattano restrizioni in 4 aeroporti italiani
Negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia sono scattate le prime limitazioni di carburante per i voli, dopo che la crisi in Medio Oriente ha messo a rischio le forniture. Air Bp Italia, uno dei principali operatori, ha emesso un Notam, cioè un bollettino rivolto alle compagnie aeree, per informarle che per i prossimi giorni, fino al 9 aprile, nei 4 scali ci saranno delle restrizioni. Nota del Gruppo Save, che gestisce 3 aeroporti veneti: limitazioni “non sono significative. Niente allarmismi”.
Carburante a rischio, scattano restrizioni in 4 aeroporti italiani
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Guerra Iran, Meloni: in Golfo per difendere interessi Italia. VIDEO
Guerra Iran, Meloni: in Golfo per difendere interessi Italia | Video Sky – Sky TG24
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Meloni: “Con instabilità in Golfo ne risente potere acquisto”
Quando nel Golfo cresce l’instabilita’, non ne
risentono solo gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzi
dell’energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza il
potere d’acquisto delle famiglie”. Cosi’ la premier Giorgia Meloni, in un
video sui social.
Iran, manifestazione contro guerra: almeno 10 arresti a Tel Aviv
La polizia israeliana ha riferito di aver
arrestato, con l’accusa di disturbo dell’ordine pubblico, dieci persone
tra le oltre mille che oggi hanno manifestato in piazza a Tel Aviv contro
la guerra a Iran e Hezbollah. Lo riferisce Ynet. Secondo gli organizzatori
della protesta, gli arresti sono sedici. Al momento Israele non consente
assembramenti superiori alle 150 persone e la polizia e’ intervenuta per
disperdere i dimostranti, in numero molto superiore, riuniti nella
centrale piazza Habima.
Schlein: “Subalternità a Trump sta facendo solo danni”
“‘Non possiamo farci carico di asili nido e
assistenza sanitaria, la gente deve capirlo. Siamo una grande potenza,
facciamo le guerre'”. Le parole di Trump sono distanti anni luce dai
nostri valori costituzionali, parole deliranti dalle quali l’Italia
migliore si dissocia nella maniera piu’ netta. Ma perche’ Giorgia Meloni
non riesce a chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi? Perche’ non riesce
a dire una parola chiara nonostante famiglie e imprese stiano sopportando
i continui aumenti del carburante e dell’energia? Oggi Meloni chiede
all’Europa cio’ che non ha avuto il coraggio di fare fin qui in Italia,
tassare gli extraprofitti delle societa’ energetiche. Ma serve una
risposta strutturale: introdurre subito un tetto europeo al prezzo del gas
come si fece nel 2022, e in Italia bisogna aumentare la quota di
rinnovabili per poter scollegare il prezzo dell’energia elettrica da
quello del gas. Per questo occorre semplificare gli iter autorizzativi e
moltiplicare le commissioni che se ne occupano, per accelerare. In Spagna
queste strategie hanno consentito di arrivare a pagare l’energia 18 euro a
megawattora mentre in Italia negli ultimi giorni ha sfiorato i 160 euro a
megawattora. Li’ il gas fa il prezzo dell’energia solo per il 15% del
tempo mentre da noi quasi per l’80%”. Cosi’ la segretaria del Pd Elly
Schlein. “Cosi’ non si puo’ andare avanti, le famiglie sono in bolletta e
le imprese perdono competitivita’. Inoltre e’ notizia di oggi che comincia
a mancare il carburante per i voli aerei che vengono razionati. Intanto la
guerra prosegue e i prezzi rischiano di salire ancora, mangiandosi pure
gli effetti dei decreti del governo, le cui risposte saranno solo un
pannicello caldo se non si pone fine al conflitto – prosegue Schlein –
Essere acriticamente subalterni a Trump ci sta causando solo danni: lui si
deve fermare e questa guerra illegale deve finire, il governo lo deve dire
con chiarezza”.
Iran, Idf: “Raid siti petrolchimici, producono materiali per armi”
Gli impianti petrolchimici attaccati da
Israele in Iran “producono materiali per armi”. Lo dice il portavoce delle
IDF commentando l’attacco agli impianti petrolchimici in Iran. Nel sito
colpito, afferma il portavoce dell’esercito israeliano, venivano prodotti
materiali chimici per la fabbricazione di armi. L’infrastruttura colpita
si trova a Mahshahr, nel sud-ovest dell’Iran. Le IDF hanno dichiarato che
“e’ stato colpito un sito in cui si trovava una delle due infrastrutture
centrali utilizzate per produrre materiali per esplosivi, missili
balistici e altre armi. Il sito e’ uno dei principali in cui viene
prodotto il materiale essenziale per i missili balistici”.
Decine di migliaia di persone manifestano contro la guerra a Baghdad
Decine di migliaia di sostenitori dell’influente religioso sciita Moqtada al-Sadr si sono riuniti oggi a Baghdad e in tutto l’Iraq per condannare Israele e gli Stati Uniti e chiedere la fine del conflitto in Medio Oriente.
L’Iraq è stato trascinato nella guerra contro la sua volontà, scatenata il 28 febbraio dai raid aerei congiunti statunitensi e israeliani contro l’Iran. I gruppi filo-iraniani attaccano gli interessi americani in Iraq e sono a loro volta soggetti ad attacchi di rappresaglia attribuiti agli Stati Uniti e a Israele.
Decine di migliaia di uomini e alcune donne hanno invaso le strade intorno a Piazza Tahrir, nel centro di Baghdad, oggi pomeriggio, sventolando bandiere irachene e scandendo slogan come: “No a Israele” e “No all’America”.
Iran, Meloni: “nel Golfo no visita simbolica ma difesa interessi italiani”
Iran, Meloni: “No visita simbolica ma difesa interessi italiani”
Quella nel Golfo “non è una visita semplicemente simbolica”, quello “che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell’Iran. Ma il nostro obiettivo non è semplicemente fare testimonianza, era e deve dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani”. Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
Iran, Meloni: “Nel Golfo si decide sicurezza. Importante esserci”
“In questi giorni ho voluto essere in Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti. Credo che per l’Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico. Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall’inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica”. Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
A Bari maratona di musica e parole per la nuova missione Flottilla verso Gaza
“L’appuntamento di oggi è stato pensato per tornare a puntare l’attenzione su Gaza e sul genocidio” contro il popolo palestinese e “per lanciare la prossima missione” della Global Sumud Flotilla “che parte a fine aprile per dirigersi verso Gaza”. Lo ha dichiarato Tony La Piccirella, del coordinamento Global Sumud Flotilla, durante la ‘maratona’ in corso a Bari da stamattina in vista della nuova missione verso Gaza. Sulla spiaggia barese di Pane e Pomodoro, infatti, dalle 11 di questa mattina e fino a sera, si stanno alternando artisti, musicisti, presentatori e pensatori che gratuitamente stanno animando la maratona di musica e parole sostenuta anche dal Comune di Bari. La Piccirella aveva partecipato anche alla prima missione di Flottilla. Mentre l’attivista parla, nelle acque baresi passa l’imbarcazione Zeineddin che fa parte della Global Sumud Flotilla che il 7 aprile salperà per la Sicilia dove si unirà alle altre imbarcazioni provenienti da Spagna e Francia per poi navigare verso Turchia, Grecia, fino a Gaza. “Quello di oggi – ha aggiunto La Piccirella – è soprattutto un momento di solidarietà, perché vogliamo sentirci vicini al popolo palestinese ma anche a tutti i popoli oppressi, oppressi da tutto quello che è accaduto questo inverno, da tutte le operazioni militari promosse da Stati Uniti e da Israele al solo scopo di rubare terra, risorse e vita, di normalizzare la legge del più forte scavalcando ogni principio di diritto e di dignità umana”.
Iran, Idf: “Identificato missile lanciato da Yemen”
L’esercito israeliano ha rilevato un missile lanciato
dallo Yemen verso il territorio israeliano, il quinto attacco di questo
tipo dall’inizio della guerra in Medio Oriente. “Le Forze di Difesa
Israeliane (IDF) hanno identificato il lancio di un missile dallo Yemen
verso il territorio israeliano; i sistemi di difesa aerea sono in funzione
per intercettare la minaccia”, ha affermato l’esercito.
Più di mille in piazza a Tel Aviv contro la guerra con l’Iran e Hezbollah
“Basta con la guerra infinita”: più di mille persone hanno manifestato in serata a Tel Aviv contro la guerra condotta da Israele contro l’Iran e Hezbollah in Libano, chiedendo alle autorità di porvi fine, prima di essere disperse dalla polizia. “Non bombardate! Parlate!”, “Basta con le sciocchezze di Bibi”, hanno scandito i manifestanti riuniti in piazza Habima, nel cuore della metropoli, come ha osservato un giornalista dell’Afp. Una donna teneva un cartello con la scritta: “Netanyahu è la più grande minaccia all’esistenza di Israele”, riferendosi al primo ministro Benyamin Netanyahu, soprannominato “Bibi”. Il Medio Oriente è precipitato in una guerra dal 28 febbraio, scatenata dall’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, a cui Teheran sta rispondendo con attacchi missilistici e con droni contro Israele e diversi paesi della regione.
Iran: Netanyahu conferma attacchi a siti petrolchimici
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu,
in un video pubblicato sulle reti sociali ha confermato gli attacchi agli
impianti petrolchimici iraniani denunciati oggi da Teheran. “Dopo aver
distrutto il 70% della loro capacita’ produttiva di acciaio, materia prima
per le armi che usano contro di noi, oggi abbiamo colpito i loro impianti
petrolchimici”, ha dichiarato Netanyahu nel filmato, “entrambi
rappresentano la loro fonte di finanziamento per la guerra del terrore
contro di noi e contro il mondo intero”. “Continueremo a schiacciarli”, ha
promesso Netanyahu.
Onu: “L’Idf distrugge 17 telecamere di sorveglianza dell’Unifil in Libano”
Le truppe israeliane hanno distrutto 17 telecamere di sorveglianza presso il quartier generale delle forze di pace Onu nel Libano meridionale in 24 ore. Lo ha riferito oggi all’Afp una fonte della sicurezza Onu. Dall’inizio della guerra, il 2 marzo, tra Israele e Hezbollah, la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) si trova nel fuoco incrociato tra gli attacchi del movimento filo-iraniano contro le posizioni israeliane e l’invasione di terra israeliana del Libano meridionale, che sta conducendo attacchi anche nel Paese vicino. “Diciassette telecamere presso il nostro quartier generale sono state distrutte dall’esercito israeliano”, a Naqoura, città costiera nel Libano meridionale, ha affermato la fonte della sicurezza, parlando in condizione di anonimato. “Le telecamere sono state distrutte con quello che sembra essere una sorta di laser”, ha precisato la portavoce dell’Unifil, Kandice Ardiel. “I soldati israeliani sono presenti a Naqoura e questa settimana hanno effettuato massicce demolizioni di edifici nel villaggio”, ha aggiunto. Già da giovedì, i caschi blu avevano assistito alla distruzione di ampie zone di Naqoura da parte dei soldati israeliani, avvenuta dall’inizio della settimana, ha affermato. “Non solo case e attività commerciali sono state rase al suolo, ma la forza delle esplosioni ha danneggiato anche il quartier generale dell’Unifil”, ha specificato. La stessa forza Onu ha riferito che tre caschi blu indonesiani sono stati uccisi in due incidenti separati domenica e lunedì, prima che ieri sie verificasse un’esplosione in una delle sue basi – la cui origine non è stata ancora determinata – che ha ferito altri tre caschi blu indonesiani. L’esercito israeliano ha attribuito l’esplosione di venerdì a un razzo di Hezbollah “che è atterrato su una postazione Unifil”.
Iran, media: “Scorte Usa missili Jassm-Er già scese a un quarto”
Dall’inizio della guerra all’Iran, le scorte
statunitensi di missili stealth a lunga gittata Jassm-Er sono gia’ scese a
meno di un quarto della disponibilita’ precedente al conflitto. Lo
riferisce Bloomberg. Nel dettaglio, prima dell’aggressione alla Repubblica
Islamica gli Stati Uniti avevano 2.300 missili Jassm-Er e ora negli
arsenali ne sarebbero rimasti appena 425 disponibili. Inoltre, dei quasi
1.900 missili destinati all’attacco all’Iran piu’ di mille sarebbero gia’
stati impiegati, avverte Bloomberg, secondo la quale ripristinare le
scorte potrebbe richiedere anni.
MO, Pizzaballa: “Terra lacerata ma nessuna ferita è insanabile”
“Le porte sono ancora chiuse. Il
silenzio e’ quasi assoluto, rotto forse dal rumore lontano di cio’ che la
guerra continua a seminare in questa terra santa e lacerata. Tuttavia,
proprio qui, in questo luogo dove la morte e’ stata abitata da Dio, la
Parola di Dio risuona piu’ forte di ogni silenzio”. Cosi’ il Patriarca di
Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, presiedendo, nelle
prime ore dell’alba la vigilia pasquale al Santo Sepolcro. “E lo dico con
semplicita’: anche noi, oggi, celebriamo con una fede provata, fragile,
forse stanca… eppure ancora in piedi. Non perche’ siamo forti, ma
perche’ qui ci sostiene Qualcuno”, ha sottolineato il porporato rimarcando
che “nessuna terra e’ per sempre contesa, nessuna ferita e’ per sempre
insanabile” ed esortando a essere “artigiani di speranza” e di
riconciliazione. “Qui la morte non e’ stata evitata, ne’ attenuata, ma e’
stata affrontata fino in fondo. Dio non ha scelto una via di fuga, ma ha
deciso di entrare nella condizione umana nella sua realta’ piu’ profonda,
assumendo su di se’ tutte le dimensioni dell’esistenza, compresa quella
che oggi, purtroppo, sperimentiamo in maniera spesso violenta: il dolore e
la morte. Non per ‘spiegarli’ da lontano, ma per abitarli da vicino”. “In
questo momento sembra non ci sia nessuno che possa rotolare via le pietre
delle tombe che la sofferenza per questa situazione di guerra continua a
scavare”, ha aggiunto Pizzaballa commentando il brano evangelico sulla
Resurrezione. “Ma proprio per questo ascoltiamo con piu’ urgenza la
domanda che le donne portavano nel cuore: ‘Chi ci rotolera’ via la
pietra’. Non e’ solo una domanda pratica. E’ la domanda di ogni ricerca di
speranza quando sembra che non ci sia piu’ nulla da fare. E’ la domanda di
chi ama senza cercare risposte immediate, di chi si avvicina al mistero
con fiducia, anche quando il cammino appare oscurato”. “Oggi – ha proseguito – quella
domanda sale da tutta la Terra Santa, e da ogni luogo del mondo segnato
dalla violenza. E la risposta non e’ un annuncio a vuoto, ma un evento: la
pietra e’ stata rotolata via. Non dalla nostra forza, ma dalla potenza
dell’amore di Dio che e’ piu’ forte della morte”. Allora, “questa Veglia
ci interroga: stiamo ancora cercando di rotolare da soli le pietre che ci
opprimono? O lasciamo che sia Lui, il Vivente, a precederci? Perche’ la
Pasqua non e’ il risultato dei nostri sforzi di pace, per quanto
necessari. E’ il fondamento che rende possibile ogni sforzo. Se il
sepolcro e’ vuoto, allora nulla e’ veramente chiuso. Nessuna terra e’ per
sempre contesa, nessuna ferita e’ per sempre insanabile, nessuna memoria
e’ per sempre prigioniera dell’odio”, ha rimarcato Pizzaballa che ha
aggiunto: “Anche quando la guerra sembra dirci il contrario, noi siamo
quelli che hanno visto la pietra rimossa”, “Gerusalemme, citta’ segnata
dalla memoria della morte e oggi da tante divisioni, diventa il luogo in
cui si annuncia la vita. Non una vita ideale, lontana, spiritualista. La
vita concreta, quella delle persone, delle case, delle relazioni, delle
comunita'”. “E permettetemi di dirlo cosi’: se qui, oggi, c’e’ una
‘pietra’ che davvero possiamo portare via, e’ quella che ci pesa dentro –
la pietra della rassegnazione, del rancore, della sfiducia. Il Vangelo non
ci chiede di compiere imprese straordinarie, ma di custodire la vita,
anche nelle piccole cose”, ha concluso esortando a diventare “per quanto
possiamo, ‘pietre vive’, segni di riconciliazione, artigiani di speranza,
testimoni di una vita che la morte non riesce piu’ a chiudere”.
Iran, Idf: “In corso nuovo attacco missilistico contro Israele”
E’ in corso un nuovo attacco missilistico contro
Israele, la quarta ondata in tre ore. Lo riferiscono le Idf. Secondo il
Times of Israel, l’obiettivo e’ il nord dello Stato ebraico.
Idf: “Morto un soldato israeliano in Libano”
L’esercito israeliano ha annunciato la
morte di un soldato negli scontri nel sud del Libano. “Il sergente di
prima classe Guy Ludar, di 21 anni e’ caduto durante un combattimento nel
sud del Libano”, ha dichiarato l’esercito israeliano. Il numero di soldati
israeliani uccisi nel sud del Libano sale a 11 dall’inizio delle
operazioni di terra contro Hezbollah, il mese scorso.
Iran: “L’Iraq sarà esentato dalle restrizione al transito di Hormuz”
Il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato che l’Iraq sarà esentato da qualsiasi restrizione al transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riportano oggi i media iraniani, segnalando un trattamento preferenziale per Baghdad mentre Teheran rafforza il controllo su questa strategica via d’acqua. Lo scrive The Guardian.
Iran: “Il 60% del ponte B1 a Karaj danneggiato nell’attacco”
Il 60% del ponte dell’autostrada B1 a Karaj è stato danneggiato, con sei dei suoi sette piloni di sostegno gravemente colpiti, dopo essere stato preso di mira da un attacco “nemico” giovedì scorso, secondo quanto riportato dai media iraniani che citano il direttore esecutivo del progetto della tangenziale nord di Karaj. Lo riporta Iran International.
Libano: dal 2 marzo oltre 1.400 morti tra cui 126 bambini
E’ di oltre 1.400 morti, tra cui 126 bambini, il
bilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano a partire dal
2 marzo, quando sono riprese le ostilita’ tra Tel Aviv e Hezbollah. Lo
riferisce il ministero della Salute di Beirut. Almeno 54 operatori
sanitari e 93 donne figurano tra le vittime.
Iran, media: un missile ha colpito Gerusalemme
Un missile iraniano ha colpito Gerusalemme senza
che le sirene antiaeree riuscissero a dare l’allerta. E’ quanto sostiene
l’agenzia Fars, che cita fonti israeliane.
Unem: “Sorpresa e sconcerto per ipotesi tassa extraprofitti energia”
Unem “apprende dell’iniziativa italiana di tassare eventuali extra-profitti delle società energetica avanzata al Commissario Ue per il Clima, Wopke Hoekstra, insieme a Spagna, Portogallo, Austria e Germania e non può evitare di esprimere sorpresa e sconcerto”. In una nota l’associazione che riunisce le aziende che operano della lavorazione, della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi, sottolinea come “sarebbe necessario evitare ulteriori elementi di instabilità” mettendo “in crisi un settore che si sta impegnando per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti”.
Iran: Teheran, Iraq esente da qualsiasi restrizione a Hormuz
L’Iran sostiene che l’Iraq sia esente da qualsiasi
restrizione nello stretto di Hormuz.
Iran, Kuwait intercetta 8 missili e 19 droni in 24 ore
Le autorita’ del Kuwait hanno riferito di aver
intercettato nelle scorse 24 ore 8 missili balistici e 19 droni nel
proprio spazio aereo. Non ci sono ne’ feriti ne’ danni materiali, aggiunge
il ministero della Difesa del Kuwait, secondo Al Jazeera.
Iran: uova contro ambasciata, denunciate due attiviste a Roma
Avevano lanciato uova contro il muro perimetrale
dell’ambasciata dell’Iran le due giovane iraniane bloccate nella tarda
mattinata di oggi da personale della Polizia di Stato mentre, all’esterno
dell’edificio, partecipavano ad un raduno di protesta organizzato senza
formale preavviso. Gli agenti del commissariato Vescovio avevano raggiunto
la sede diplomatica dopo la segnalazione dell’arrivo dei primi
manifestanti: le due ragazze, rispettivamente di 19 e 21 anni, dopo essere
state identificate, sono state accompagnate negli uffici del commissariato
e denunciate per imbrattamento. Gli altri attivisti, una decina, sono
stati allontanati nel giro di pochi minuti.
Iran: media, F-15 abbattuto probabilmente partito da base Gb
Il caccia americano abbattuto in Iran venerdi’
potrebbe essere partito da una delle principali basi Usa nel Regno Unito,
secondo analisti militari, riaccendendo il dibattito sul coinvolgimento
britannico nel conflitto. Lo riporta il New York Times. Secondo l’Us Air
Force, il 48th Fighter Wing schiera velivoli F-15E Strike Eagle e F-35A
nelle basi di RAF Lakenheath e RAF Feltwell, mentre bombardieri strategici
come B-52 e B-1 sono stati dispiegati presso RAF Fairford. Secondo Justin
Bronk del Royal United Services Institute, le immagini diffuse dai media
iraniani dei rottami indicherebbero un F-15E appartenente al 494th Fighter
Squadron di Lakenheath, sulla base delle marcature visibili sullo
stabilizzatore verticale. Tuttavia, ne’ il Comando centrale degli Stati
Uniti ne’ il ministero della Difesa britannico hanno confermato l’origine
del velivolo. L’eventuale utilizzo di basi britanniche per operazioni
contro l’Iran resta un tema sensibile a Londra. Il primo ministro Keir
Starmer, inizialmente contrario a un coinvolgimento diretto, aveva
rifiutato di autorizzare l’uso delle basi per i primi attacchi
statunitensi. La posizione e’ stata poi progressivamente rivista dopo le
ritorsioni iraniane, tra cui un attacco con drone – attribuito a Hezbollah
– contro una base britannica a Cipro. Londra ha quindi autorizzato l’uso
delle installazioni per scopi “difensivi e limitati”, prima di aprire
anche a operazioni mirate a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, in
risposta all’impennata dei prezzi energetici causata dalle interruzioni
dei traffici marittimi. Resta tuttavia alta la cautela politica, con
un’opinione pubblica britannica largamente scettica rispetto alla campagna
militare americana contro l’Iran.
Iran: premier slovacco all’Ue, rimuovere sanzioni energia russa
Il primo ministro slovacco, Robert Fico, ha affermato che l’Unione europea dovrebbe porre fine alle sanzioni su petrolio e gas russi, ripristinare i flussi dell’oleodotto Druzhba e rilanciare il dialogo con Mosca per affrontare la crisi energetica aggravata dalla guerra in Iran. In una dichiarazione diffusa dopo un colloquio con il premier ungherese Viktor Orban, Fico ha sostenuto la necessita’ di garantire agli Stati membri l’accesso a tutte le fonti energetiche disponibili, inclusa la Russia, per compensare le carenze di approvvigionamento. Le posizioni di Bratislava e Budapest restano isolate all’interno dell’Ue, dove la maggioranza dei Paesi ha ridotto o interrotto i rapporti energetici con Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina.
Iran: udite sei esplosioni sopra Gerusalemme
Diverse forti esplosioni sono state udite sopra
Gerusalemme dopo che l’esercito israeliano aveva segnalato il rilevamento
di missili in arrivo dall’Iran. Sono state segnalate almeno sei
detonazioni nella citta’, a oltre un mese dall’inizio del conflitto
scatenato dai raid di Israele e Stati Uniti contro Teheran. In precedenza,
i servizi di soccorso avevano segnalato il ferimento di cinque persone in
seguito ad attacchi missilistici su Tel Aviv e in altre aree del centro di
Israele.
Iran, Onu e Ua: “Conflitto rappresenta grave rischio per l’Africa”
Il conflitto in corso in Medio Oriente
rappresenta un “rischio grave” per l’Africa, con il pericolo di una nuova
crisi del costo della vita, secondo un rapporto congiunto di Unione
africana, Banca africana di sviluppo e agenzie delle Nazioni Unite. Nel
documento, elaborato insieme al Programma delle Nazioni unite per lo
sviluppo e alla Commissione economica per l’Africa, si sottolinea come il
Medio Oriente rappresenti il 15,8% delle importazioni africane e il 10,9%
delle esportazioni, rendendo il continente particolarmente esposto agli
shock derivanti dalla guerra. Secondo gli autori, il conflitto potrebbe
rapidamente trasformarsi in una crisi del costo della vita a causa
dell’aumento dei prezzi di carburanti e alimenti, dei costi di trasporto e
assicurazione, nonche’ delle pressioni sui tassi di cambio e sui bilanci
pubblici. Le prospettive di crescita restano fragili: una perdita di 0,2
punti percentuali del Pil africano e’ prevista per il 2026 se il conflitto
dovesse protrarsi oltre sei mesi. Le difficolta’ nell’approvvigionamento
di gas naturale liquefatto dal Golfo rischiano inoltre di incidere sulla
produzione di fertilizzanti, aumentandone i prezzi proprio durante la
stagione delle semine. Il rapporto evidenzia anche che le valute di 29
Paesi africani si sono gia’ deprezzate, con effetti negativi sul costo del
debito estero, sulle importazioni e sulle riserve in valuta. Alcuni Paesi
potrebbero beneficiare temporaneamente dell’aumento dei prezzi delle
materie prime o della riorganizzazione delle rotte commerciali – come
Nigeria e Mozambico – cosi’ come alcuni porti africani potrebbero trarre
vantaggio dal dirottamento del traffico via Capo di Buona Speranza.
Tuttavia, questi effetti positivi resterebbero limitati e disomogenei. Gli
autori avvertono inoltre del rischio di un’intensificazione dei conflitti
nel continente, legata a nuove competizioni geopolitiche e al controllo di
risorse strategiche e rotte marittime, in particolare nel Mar Rosso.
Preoccupa infine la possibile riduzione dei fondi per l’aiuto umanitario,
che potrebbero essere dirottati verso altre crisi.
Iran: il blocco di Internet entra nella quinta settimana
Il blocco di internet in Iran entra nella quinta
settimana. Lo riporta il gruppo di monitoraggio di internet NetBlocks,
secondo cui la connettivita’ con l’esterno rimane all’1% dei livelli
normali. L’organizzazione afferma che la misura sta “isolando la
popolazione, mentre le autorita’ studiano modi per consentire l’accesso a
utenti selezionati tramite un sistema di whitelisting a piu’ livelli”.
Diversi siti approvati dal governo e figure filo-governative rimangono
online. Chiunque tenti di connettersi a internet utilizzando servizi
satellitari come Starlink rischia fino a due anni di carcere.
Ue valuta lettera su tassa extraprofitti petrolio: “Risponderemo”
“Abbiamo ricevuto la lettera. La stiamo attualmente valutando e risponderemo a tempo debito”. E’ quanto dichiara un portavoce della Commissione Ue sulla richiesta dei ministri di cinque Stati membri, Italia inclusa, di una misura per tassare gli extraprofitti sul caro petrolio. “Più in generale, la Commissione sta lavorando a stretto contatto con gli Stati membri su possibili misure politiche mirate in risposta all’attuale crisi energetica che l’Europa sta affrontando. Sebbene non ci troviamo nella stessa situazione, è importante tenere conto degli insegnamenti tratti dal 2022, inclusa la temporanea contribuzione di solidarietà Ue”.
Idf conferma i raid su impianti petrolchimici iraniani: “Usati per produrre missili”
L’Idf ha confermato di aver bombardato oggi impianti petrolchimici nel sud dell’Iran, affermando che tali siti venivano utilizzati da Teheran per la produzione di materiali per missili balistici. Secondo l’esercito, gli attacchi hanno portato all’interruzione di tutta la produzione di materiali chimici, prevedendo che causeranno danni economici per miliardi di dollari. L’agenzia di stampa Fars aveva precedentemente riportato che diversi impianti nella Zona Speciale Petrolchimica di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, erano stati colpiti e che cinque persone erano rimaste ferite.
India torna a comprare greggio iraniano, non accadeva dal 2019
L’India ha ripreso l’acquisto di petrolio
iraniano per la prima volta dal 2019, interrompendo anni di stop legati
alle pressioni degli Stati Uniti, a causa delle difficolta’ di
approvvigionamento globale provocate dal conflitto in Medio Oriente. Lo ha
confermato il ministero del Petrolio e del gas naturale, spiegando che
“nel contesto delle interruzioni delle forniture in Medio Oriente, le
raffinerie indiane hanno garantito il fabbisogno di greggio, incluso
quello proveniente dall’Iran”. Nuova Delhi, terzo importatore mondiale di
petrolio, non riceveva carichi da Teheran dal 2019 proprio per le sanzioni
statunitensi. Il mese scorso Washington ha pero’ allentato temporaneamente
le restrizioni su petrolio e prodotti raffinati iraniani per far fronte
alla crisi di offerta. Secondo il governo indiano, il Paese importa
greggio da oltre 40 nazioni e le compagnie dispongono di piena
flessibilita’ nella scelta dei fornitori in base a criteri commerciali.
Nel dettaglio, e’ gia’ arrivato un primo carico di Gpl: circa 44 mila
tonnellate di origine iraniana sono state consegnate in settimana nel
porto occidentale di Mangalore, dove il combustibile e’ in fase di
scarico. Le autorita’ hanno assicurato che le necessita’ energetiche del
Paese restano coperte per i prossimi mesi, nonostante le tensioni. Il
blocco dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran – arteria da cui
transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto a livello
globale, quota che sale fino all’89% per l’Asia – continua a pesare sui
mercati e sui flussi energetici internazionali.
Iran, chiuso valico frontiera con l’Iraq dopo attacco mortale
L’Iraq ha chiuso il valico di frontiera di
Shalamcheh con l’Iran dopo che un raid aereo ha ucciso un cittadino
iracheno sul lato iraniano. Il valico e’ una via di approvvigionamento
vitale per le importazioni di cibo dall’Iran in Iraq e qualsiasi
interruzione prolungata potrebbe rapidamente compromettere le forniture ai
mercati locali, scrivono i media. Cinque cittadini iracheni sono rimasti
gravemente feriti nei raid che hanno colpito un’area di accoglienza
passeggeri sul lato iraniano del valico. Le autorita’ hanno dichiarato di
aver visto dei droni sorvolare la zona pochi istanti prima delle
esplosioni. Le autorita’ di frontiera irachene hanno affermato di essere
state informate dalle autorita’ iraniane che il transito di camion e
passeggeri sarebbe stato ripristinato nelle prossime ore, una volta
completati i lavori sui sistemi di transito e di controllo passaporti.
Missili israeliani sferzano il centro di Israele, ingenti danni e sei feriti
L’Iran ha lanciato diverse salve di missili balistici contro Israele oggi, causando ingenti danni alle abitazioni e ferendo leggermente sei persone, secondo quanto riferito dalle autorità. Lo riporta il Times of Israel.
Missili con testate a grappolo hanno colpito oltre una dozzina di siti nel centro di Israele. Poco dopo l’una di notte, un missile balistico con una testata convenzionale di diverse centinaia di chilogrammi si è schiantato nella zona industriale di Neot Hovav, a sud di Beersheba, provocando un incendio. Un’ora dopo, l’Iran ha lanciato un missile balistico, con testata a grappolo, contro il centro di Israele.
L’esplosione ha causato il parziale crollo di un edificio a Ramat Gan, mentre una linea elettrica ad alta tensione è stata danneggiata nell’attacco a Rosh Ha’ayin, provocando un’interruzione di corrente in alcune zone della città. Un uomo di 45 anni è rimasto leggermente ferito da schegge di vetro a Bnei Brak ed è stato trasportato in ospedale per le cure, secondo quanto riferito dai medici.
Dopo una pausa di 10 ore, una seconda salva di missili balistici è stata lanciata contro il centro di Israele, causando quattro feriti secondo il Times of Israel. L’attacco ha causato gravi danni agli edifici residenziali nelle città centrali di Bnei Brak e Ramat Gan. Le bombe hanno colpito anche Tel Aviv e Petah Tikva, provocando danni a strade e automobili. Durante l’attacco, due submunizioni a grappolo hanno colpito la zona nei pressi del quartier generale delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di Kirya, a Tel Aviv. Un parcheggio adiacente alla base e una scuola vicina hanno subito danni. Non ci sono stati feriti.
L’esplosione di un altro missile iraniano con testata a grappolo, lanciato contro Israele nel tardo pomeriggio di oggi, ha ferito lievemente un uomo di 52 anni. Sono stati segnalati danni anche nei sobborghi di Tel Aviv di Ramat Gan, Givatayim e Bnei Brak, colpiti dall’attacco pomeridiano.
Carburanti, Lufthansa: “Ci saranno criticità con conflitto lungo”
Il gruppo Lufthansa teme possibili ripercussioni nella fornitura di cherosene in caso di prolungamento del conflitto in Medio Oriente, in un contesto in cui una quota rilevante della produzione globale di carburante per l’aviazione e’ concentrata nell’area del Golfo Persico. “La disponibilita’ di carburante per il trasporto aereo e’ gia’ problematica in alcuni aeroporti asiatici”, ha dichiarato Grazia Vittadini, responsabile per tecnologia, IT e innovazione, in un’intervista a Die Welt. “Piu’ a lungo lo Stretto di Hormuz restera’ di fatto impraticabile, piu’ la sicurezza degli approvvigionamenti di cherosene diventera’ critica”. Dall’inizio del conflitto con l’Iran, il passaggio nello Stretto e’ considerato a rischio, con ripercussioni sulla logistica energetica globale. Le difficolta’ nelle forniture hanno gia’ determinato un aumento dei prezzi del cherosene, in alcuni casi superiore al 100%.Le compagnie del gruppo risultano solo parzialmente protette dal rincaro. “Per le nostre compagnie passeggeri, circa l’80% del fabbisogno di carburante per l’anno in corso e’ coperto da operazioni di copertura, che attenuano l’impatto del rialzo dei prezzi petroliferi. Tuttavia, anche noi risentiamo dell’aumento dei costi del cherosene”, ha aggiunto Vittadini.Anche Michael O’Leary, amministratore delegato di
Ryanair, aveva gia’ avvertito qualche giorno fa che un prolungamento del
conflitto con l’Iran potrebbe causare, gia’ da inizio maggio, interruzioni
nelle forniture di carburante, con effetti al rialzo sui prezzi dei
biglietti nei mesi successivi. “Confidiamo che la guerra finisca prima di
allora e che i rischi per l’approvvigionamento scompaiano”, ha dichiarato
il dirigente alla rete britannica ‘Sky News’ in un’intervista rilasciata
il primo aprile. Ryanair, leader in Europa per volume di passeggeri, e’
“ragionevolmente ben coperta” poiche’ ha acquistato in anticipo circa
l’80% del proprio carburante fino a marzo 2027 al prezzo di 67 dollari al
barile. A suo avviso, se il conflitto dovesse concludersi e lo Stretto di
Hormuz venisse riaperto “a meta’ aprile, allora non ci sarebbero rischi”
per l’approvvigionamento di carburante per l’aviazione. Tuttavia, se la
guerra dovesse continuare “e l’interruzione dell’approvvigionamento
persistere”, le compagnie aeree ritengono che circa il 10, 20 o 25% delle
“forniture potrebbero essere interessate nei mesi di maggio e giugno”.
Iran, Rubio: “Nipoti Soleimani in custodia Ice, saranno espulse”
“Fino a poco tempo fa, Hamideh Soleimani Afshar e
sua figlia erano titolari di una green card e vivevano nel lusso negli
Stati Uniti. Afshar e’ la nipote del defunto generale iraniano Qasem
Soleimani. E’ anche una fervente sostenitrice del regime iraniano, che ha
celebrato gli attacchi contro gli americani e si e’ riferita al nostro
Paese come al “Grande Satana”. Questa settimana ho revocato lo status
legale sia di Afshar che di sua figlia, che ora sono sotto la custodia
dell’Ice, in attesa di essere espulse dagli Stati Uniti”. Lo scrive su X
il segretario di Stato americano, Marco Rubio. “L’amministrazione Trump
non permettera’ che il nostro Paese diventi un rifugio per cittadini
stranieri che sostengono regimi terroristici anti-americani”, aggiunge.
Usa, arrestati i parenti del generale iraniano Soleimani
Gli agenti federali americani hanno arrestato negli Stati Uniti, venerdì, la nipote e la pronipote del defunto generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso in un blitz statunitense a gennaio del 2020 con un drone: lo riferisce il Dipartimento di Stato. Le due donne sono state arrestate dopo che il segretario di Stato Marco Rubio ha revocato il loro status di residenza permanente.
“Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia sono ora sotto la custodia dell’U.S. Immigration and Customs Enforcement (Ice)”, ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato.
Iran: Turchia negozia per passaggio nove navi turche
Le autorita’ turche proseguono gli sforzi
diplomatici per consentire il passaggio nello Stretto di Hormuz a nove
navi di proprieta’ turca, ma battenti bandiera di altri Paesi, ancora
bloccate nell’area a causa della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Lo ha riferito il ministro dei Trasporti, Abdulkadir Uraloglu, spiegando
che all’inizio del conflitto si trovavano nello stretto 15 navi di
proprieta’ turca. Di queste, due hanno gia’ lasciato la zona, mentre
quattro non hanno richiesto l’uscita – due impegnate nella produzione di
energia e due nel commercio locale. Restano quindi nove unita’ per le
quali Ankara sta lavorando “in coordinamento con il ministero degli
Esteri”.
Di Palma (Enac): “Situazione carburanti legata a Pasqua non a blocco Hormuz”
Le difficoltà in alcuni scali aeroportuali per l’approvvigionamento di carburante sono “legate al periodo pasquale di traffico intenso” e non al “blocco dello stretto di Hormuz”, si tratta di due “situazioni diverse che non collegherei”. E’ quanto afferma il presidente dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, Pierluigi Di Palma, contattato dall’ANSA secondo cui “ovviamente se il conflitto e il blocco dello stretto dovesse continuare”, “ci saranno delle conseguenze ma al momento vedo le diplomazie al lavoro per riaprire i traffici” navali e le forniture. Per Di Palma le compagnie operanti in Italia al momento “non hanno modificato la loro operatività”, ci “sono sicuramente dei contingency plan” in caso di aggravio della situazione.
Di Palma suggerisce comunque ai consumatori di proteggersi da eventuali cancellazioni sottoscrivendo un’assicurazione al momento di acquistare un biglietto per i prossimi mesi.
Erdogan sente Rutte: “Impasse geostrategica, sforzi per porre fine a guerra Iran”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che la guerra in Medio Oriente ha portato a una “situazione di stallo geostrategico”, durante una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo quanto riportato dal suo ufficio. “Il presidente Erdogan ha affermato che il processo avviato dall’intervento contro l’Iran ha portato a una situazione di stallo geostrategico e che la comunità internazionale deve raddoppiare gli sforzi per porre fine a questa guerra”, si legge nella dichiarazione. La Turchia ha tentato di mediare per porre fine alle ostilità, in particolare attraverso negoziati condotti con Pakistan ed Egitto. Erdogan ha affermato che il suo Paese sta anche continuando gli sforzi “per raggiungere una soluzione pacifica” al conflitto tra Russia e Ucraina: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato oggi a Istanbul per colloqui con Erdogan. Un alto funzionario ucraino ha dichiarato all’Afp che i colloqui non riguarderanno solo i droni intercettori, ma anche la cooperazione in materia di sicurezza in generale. La presidenza turca ha dichiarato su X che i colloqui si concentreranno “sugli sforzi per un cessate il fuoco e una soluzione duratura”.
Iran: arrestate nipote e pronipote Soleimani negli Usa
Il dipartimento di Stato americano ha annunciato
che la nipote e la pronipote di Qasem Soleimani sono state arrestate da
agenti federali negli Stati Uniti. Lo rendono noto media americani secondo
cui il segretario di Stato, Marco Rubio, ha revocato il permesso di
soggiorno permanente alle due parenti dell’ex comandante della Forza Quds
iraniana, ucciso nel 2020 in un raid Usa a Baghdad.
Wp: “Da aziende private cinesi intelligence all’Iran su truppe Usa”
Ci sono aziende cinesi che forniscono all’Iran informazioni di intelligence utili e utilizzabili che espongono le forze Usa: tuttavia, riferisce il Washington Post, si tratterebbe di “aziende private” e, di fatto, il Partito comunista cinese starebbe cercando di “mantenere le distanze”. Quando, cinque settimane fa, è scoppiata la guerra in Iran, gli “investigatori” dei social media, attivi su piattaforme occidentali e cinesi, hanno segnalato un’ondata di post virali che hanno descritto in modo dettagliato le attrezzature presenti nelle basi Usa, i movimenti dei gruppi navali d’attacco americani e altre analisi minuziose. Le informazioni di intelligence provengono da un nuovo mercato in rapida espansione: aziende cinesi, alcune delle quali con legami con l’Esercito popolare di liberazione, che combinano l’intelligenza artificiale con dati open source per commercializzare informazioni che, a loro dire, sarebbero in grado di “svelare” i movimenti delle forze statunitensi. Pechino ha cercato di prendere le distanze da qualsiasi coinvolgimento diretto nella guerra in Iran: tuttavia, queste aziende, molte delle quali sono emerse negli ultimi cinque anni nell’ambito della spinta governativa a sfruttare l’IA del settore privato per scopi militari, stanno capitalizzando sul conflitto. Funzionari Usa ed esperti di intelligence sono divisi sulla questione se gli strumenti commercializzati pubblicamente dalle aziende cinesi costituiscano una minaccia reale o se siano effettivamente usati in modo credibile dagli avversari degli Stati Uniti, ma concordano sul fatto che il proliferare di offerte da parte del settore privato segnali un crescente rischio per la sicurezza e rifletta l’intento di Pechino di proiettare la forza delle proprie capacità di intelligence. La Cina ha investito centinaia di milioni di dollari a sostegno di aziende private impegnate nello sviluppo di un’IA con applicazioni nel settore della difesa, il tutto nell’ambito della sua strategia di integrazione civile-militare. Il mese scorso, inoltre, ha annunciato piani volti a potenziare ulteriormente tali sforzi, inserendoli in una più ampia strategia nazionale quinquennale. Le crescenti capacità delle aziende cinesi nel campo dell’IA stanno rendendo questi strumenti ancora più potenti, evidenziando la sfida sempre più ardua di occultare i movimenti militari statunitensi agli occhi degli avversari. MizarVision, un’azienda con sede a Hangzhou fondata nel 2021, è ad esempio una delle società che utilizza un mix di dati di origine occidentale e cinese, filtrati attraverso l’intelligenza artificiale, per catalogare le attività all’interno delle basi statunitensi in Medio Oriente, tracciare i movimenti navali e identificare la posizione e il numero di specifici velivoli e sistemi di difesa missilistica.
Protesta davanti all’ambasciata iraniana a Roma, lanciate uova sull’ingresso
Un gruppo di dissidenti iraniani ha inscenato questa mattina una protesta davanti al ambasciata iraniana a Roma, lanciando delle uova contro il portone della sede diplomatica per manifestare il loro dissenso contro le recenti impiccagioni in Iran di alcuni detenuti politici accusati di avere legami con il gruppo dei Mujahedin del popolo iraniano, un partito politico iraniano, tra i più attivi nell’opposizione al regime teocratico. I dimostranti sono poi stati allontanati dalle forze dell’ordine.
Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha dichiarato che “all’alba di oggi, Vahid Bani Amerian e Abolhassan Montazer sono stati impiccati nella prigione di Ghezel Hesar, a Karaj. I due eroici membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano si sono ora uniti ai loro compagni che hanno dato la vita nella lotta per la libertà, tra cui Mohammad Taghavi, Akbar Daneshvar Kar, Babak Alipour e Pouya Ghobadi. La dittatura religiosa al potere in Iran ha ancora una volta versato il sangue di due dei figli più coraggiosi del popolo iraniano, rivelando la propria paura e disperazione di fronte all’opposizione organizzata”.
Rajavi, ha poi chiesto nuovamente “una sessione speciale delle Nazioni Unite per affrontare le esecuzioni in corso di prigionieri politici in Iran e per adottare misure immediate e concrete volte a prevenire ulteriori perdite di vite umane”.
I sostenitori dei Mujaheddin del Popolo e altri dissidenti iraniani organizzano spesso presidi e proteste di fronte all’ambasciata iraniana a Roma per contestare il regime di Teheran.
Idf: “Ieri colpiti a Beirut centri di comando della forza Quds iraniana”
L’Idf ha dichiarato che ieri l’aviazione israeliana ha bombardato a Beirut alcuni centri di comando appartenenti alla Forza Quds dei pasdaran iraniani. Lo riporta il Times of Israel. Secondo l’esercito israeliano, i centri di comando appartenevano al corpo libanese della Forza Quds, che “funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento e il consolidamento militare di Hezbollah”. Inoltre, l’Idf ha dichiarato di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, “utilizzati dagli alti ufficiali dell’organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah”. La Marina israeliana ha anche colpito un posto di osservazione di Hezbollah, aggiunge l’esercito.
Iran, Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi
Secondo quanto riferito dal direttore generale
di Rosatom, Alexei Likhachev, citato dall’agenzia Tass, “la principale
ondata di evacuazione” e’ partita oggi come previsto. Un totale di 198
dipendenti e’ stato trasferito via bus verso il confine con l’Armenia,
circa 20 minuti dopo il nuovo attacco sulla zona della centrale. Si
tratta, ha precisato Likhachev, della piu’ ampia evacuazione di personale
russo dall’impianto dall’inizio della guerra in Medio Oriente. Il sito di
Bushehr, costruito in parte dalla Russia e tuttora supportato da tecnici
russi, e’ stato colpito da un raid attribuito a Stati Uniti e Israele, che
secondo media iraniani ha causato la morte di un agente di sicurezza.
Mosca ha reagito con durezza. La portavoce del ministero degli Esteri,
Maria Zakharova, ha condannato “fermamente questa azione nefasta”,
chiedendo la cessazione “immediata” degli attacchi contro le installazioni
nucleari iraniane, inclusa la centrale di Bushehr. Secondo l’agenzia
iraniana Irna, si tratta del quarto attacco contro quest’area affacciata
sul Golfo dall’inizio del conflitto, scoppiato il 28 febbraio con i
bombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran. Likhachev ha inoltre
avvertito che il rischio di danni gravi o di un incidente nucleare
“aumenta di giorno in giorno”. Gia’ nelle prime fasi della guerra diverse
decine di cittadini russi erano stati evacuati dal sito. Il 25 marzo altri
163 dipendenti avevano lasciato la centrale dopo un precedente attacco,
mentre una parte del personale e’ rimasta operativa per garantire il
funzionamento minimo dell’impianto.
Iran, Erdogan chiama Rutte: “Agire per fine conflitto”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha
definito la situazione in Medio Oriente uno “stallo geostrategico” in una
telefonata con il segretario generale della NATO Mark Rutte, durante la
quale ha reiterato l’invito ad agire per la pace. “Il presidente Erdogan
ha affermato che l’intervento contro l’Iran ha portato a una situazione di
stallo geostrategico e chiesto che la comunita’ internazionale raddoppi
gli sforzi per porre fine a questa guerra”, ha reso noto l’ufficio della
presidenza turca. Erdogan, che ha ricevuto oggi in Turchia il presidente
ucraino Volodimir Zelensky, ha ribadito a Rutte che l’impegno “per
raggiungere una soluzione pacifica” al conflitto tra Russia e Ucraina,
continua.
Iran: “Attaccato lo scalo israeliano di Ben Gurion e base Usa in Kuwait”
L’esercito iraniano ha affermato che le sue forze hanno attaccato l’aeroporto Ben Gurion di Israele, “con l’obiettivo di interrompere il comando e il controllo del traffico aereo militare da parte del nemico, nonché le piattaforme per la guerra elettronica”.
Nel frattempo, l’agenzia Fars, vicina alle Guardie della Rivoluzione, ha citato una fonte informata secondo cui, in un altro attacco, le forze iraniane avrebbero preso di mira, con missili balistici e droni kamikaze, una base militare statunitense per comandanti e tecnici del sistema missilistico Himars sull’isola di Bubiyan, in Kuwait.
Mosca condanna il ‘vile’ attacco israelo-americano contro l’impianto di Bushehr
La Russia ha condannato sabato il “vile” attacco statunitense-israeliano contro l’impianto nucleare iraniano di Bushehr, che ospita personale russo, e ha sollecitato la cessazione immediata degli attacchi contro le infrastrutture atomiche. “Condanniamo fermamente questo atto vile, che ha provocato la perdita di vite umane”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. “Gli attacchi contro le infrastrutture nucleari iraniane, compresa la centrale nucleare di Bushehr, devono cessare immediatamente”, ha aggiunto.
Le truppe israeliane hanno distrutto in 24 ore 17
telecamere di sorveglianza del quartier generale dei caschi blu dell’Onu
nel sud del Libano, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza
delle Nazioni Unite all’Afp. Le telecamere si trovavano presso la base
della Unifil a Naqoura, citta’ costiera nel sud del Paese. La fonte, che
ha parlato in forma anonima, ha attribuito la distruzione all’esercito
israeliano. Dall’inizio della guerra il 2 marzo tra Israele e Hezbollah,
la missione Onu si trova tra due fuochi: da un lato gli attacchi del
movimento sciita filo-iraniano contro obiettivi israeliani, dall’altro
l’offensiva terrestre israeliana nel sud del Libano, accompagnata da raid
aerei. Secondo la portavoce della missione, Kandice Ardiel, i caschi blu
hanno osservato negli ultimi giorni soldati israeliani distruggere ampie
porzioni della citta’ di Naqoura. Le esplosioni avrebbero danneggiato
anche il quartier generale della missione, oltre ad abitazioni e attivita’
commerciali. La situazione resta particolarmente tesa anche per le perdite
tra i peacekeeper: la missione ha riferito della morte di tre caschi blu
indonesiani in due distinti incidenti nei giorni scorsi, mentre
un’esplosione avvenuta ieri in una base Onu – la cui origine non e’ stata
determinata – ha ferito altri tre militari. L’esercito israeliano ha
attribuito quest’ultimo episodio a un razzo lanciato da Hezbollah che
avrebbe colpito una postazione della missione. L’Indonesia ha definito
l’accaduto “inaccettabile”, chiedendo un rafforzamento urgente delle
misure di protezione per i peacekeeper. La missione Onu ha inoltre
richiamato tutte le parti al rispetto degli obblighi di sicurezza,
invitando a evitare attivita’ militari nelle vicinanze delle basi per non
mettere a rischio il personale. Secondo le Nazioni Unite, 97 membri della
missione sono stati uccisi in episodi di violenza dalla sua creazione nel
1978.
Trump: “Iran ha 48 ore per accordo o si scatenerà l’inferno”
“Ricordate quando ho dato all’Iran dieci giorni per
fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere:
48 ore prima che si scateni l’inferno su di loro. Gloria a Dio!”. Lo
scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump
Iran, media: “Pedaggi Hormuz usati per riparare infrastrutture”
L’Iran compensera’ i danni provocati alle sue
infrastrutture dai bombardamenti di Stati Uniti e Israele con i pedaggi
che saranno imposti per attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta al
Jazeera citando il sito iraniano Nour News.
Bloomberg: “Compagnie aeree Ue si cautelano da rialzi prezzi non da forniture”
Le principali compagnie aeree europee hanno dei contratti che le proteggono dalle forte oscillazioni dei prezzi dei carburanti ma non dalla mancanza di disponibilità. E’ quanto scrive Bloomberg in un’analisi sul fenomeno secondo cui i principali vettori del Continente come Lufthansa, Ryanair o Air France in media coprono, tramite contratti derivati, il 70% del proprio fabbisogno annuo dai rialzi dei prezzi. Tuttavia tali contratti non prevedono e non assicurano la consegna fisica del prodotto sottostante.
Iran, perchè il petrolchimico è ora in mirino raid
Con l’intensificarsi dei raid contro obiettivi
all’interno dell’Iran, il settore petrolchimico emerge come uno dei
principali bersagli, segnando un possibile passaggio da operazioni a
carattere prevalentemente militare a colpi mirati contro infrastrutture
economiche strategiche. Il comparto petrolchimico rappresenta uno dei
pilastri dell’economia iraniana, garantendo flussi di valuta estera e
sostenendo un’ampia rete di industrie collegate, dalla produzione di
fertilizzanti alla plastica e ai prodotti chimici. Danni a queste
strutture rischiano di tradursi in un calo delle esportazioni e delle
entrate, aumentando la pressione sulla valuta nazionale e alimentando
l’inflazione. Le conseguenze si estendono lungo tutta la filiera
economica: alla perdita di produzione e capacita’ di export si aggiungono
interruzioni nelle catene di approvvigionamento e ripercussioni sulle
industrie interne collegate. Inoltre, la riattivazione degli impianti
richiede tempi e competenze tecniche, rendendo l’impatto non solo
immediato ma anche prolungato. Il cambio di obiettivi riflette una
strategia piu’ ampia volta a esercitare pressione sull’economia iraniana,
andando oltre il campo militare. Secondo analisi citate dai media, questo
approccio mira a ridurre la capacita’ di Teheran di finanziare le proprie
attivita’ e di aggirare le sanzioni internazionali. Tra i siti colpiti
figura la zona speciale petrolchimica di Mahshahr, nella provincia
sud-occidentale del Khuzestan, uno dei principali poli industriali del
Paese. Secondo l’agenzia Tasnim, i raid hanno costretto all’evacuazione di
diverse unita’ produttive, mentre fonti locali parlano di feriti.
L’impatto potrebbe inoltre estendersi ai mercati globali: i prodotti
petrolchimici iraniani sono utilizzati in numerosi settori, tra cui
plastica, fertilizzanti, automotive e tessile, ed eventuali interruzioni
potrebbero contribuire a carenze e a un aumento dei prezzi a livello
internazionale.
Iata: l’Europa importa il 30% del fabbisogno di carburante per aerei
L’Europa importa il 30% del suo fabbisogno di carburanti per aerei e questo la rende vulnerabile a colli di bottiglia nell’offerta come quello che si sta verificando ora con la chiusura dello stretto di Hormuz. E’ quanto si legge nell’ultimo rapporto della Iata, l’associazione internazionale del traffico aereo pubblicato a novembre, prima quindi del conflitto contro l’Iran. Già in quella data l’associazione ammoniva come nel Continente la capacità di raffinazione per questo tipo di carburante sia in calo e alcune zone dove mancano le infrastutture possono andare incontro a vulnerabilità. Per questo la Iata auspicava di sostituire le raffinerie che sono state chiuse in passato in modo da fare fronte a possibili problemi nella disponibilità.
Media: “Iran autorizza transito navi con beni essenziali a Hormuz verso i suoi porti”
L’Iran ha dichiarato che concederà l’autorizzazione al transito di navi che trasportano “beni essenziali” attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia semi-ufficiale Tasnim citata dalla Cnn, che sottolinea come non sia chiaro tuttavia quali beni Teheran definisca “essenziali” né se manterrà il blocco nei confronti delle navi provenienti da quelle che considera nazioni ostili. Secondo quanto riferito, l’ordine si applica alle “navi dirette verso i porti iraniani o attualmente presenti nel Mare d’Oman”.
Secondo quanto riferito da Tasnim, il vice responsabile per lo sviluppo commerciale Houman Fathi ha inviato una lettera al capo dell’Organizzazione Portuale e Marittima in merito all’autorizzazione al transito di navi che trasportano aiuti umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz.
La lettera recita: “In riferimento all’accordo e all’annuncio del potente governo della Repubblica Islamica dell’Iran e delle vittoriose forze armate del nostro Paese, che autorizzano il transito di navi che trasportano aiuti umanitari, in particolare beni di prima necessità e prodotti per l’allevamento, attraverso lo Stretto di Hormuz, si richiede che, al fine di consentire il transito delle navi dirette verso i porti iraniani o già presenti nel Mar d’Oman, vengano inseriti all’ordine del giorno gli obblighi necessari per il passaggio di tali navi, sulla base dei protocolli emanati. L’elenco delle navi interessate, pronte a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz, verrà inviato per il coordinamento. Auguriamo la vittoria ai guerrieri dell’Islam
Iran, Teheran: “Pilota Usa non sarà trattato come a Guantanamo”
Se dovesse catturarlo, l’Iran non riservera’ al
pilota americano disperso lo stesso trattamento che Stati Uniti e Israele
riservano ai loro prigionieri. Ad assicurarlo e’ stata la tv di Stato
iraniana, voce del regime, in un post su X in risposta a un’americana che
chiedeva di pregare per i militari. “Se l’Iran cattura dei piloti, non
saranno trattati come i prigionieri nei centri di detenzione israeliani di
Sde Teiman o in quelli gestiti dagli Stati Uniti ad Abu Ghraib e
Guantanamo. Rispettiamo il diritto internazionale e la misericordia
islamica”, si legge nel post.
Trump: “Nato partner gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile”
Donald Trump torna ad accattare la Nato, prendendo di mira un errore che a suo dire avrebbe fatto il New York Times sulla descrizione della sigla dell’Alleanza Atlantica, a pochi giorni dall’incontro di mercoledì alla Casa Bianca tra il tycoon e il segretario generale Mark Rutte. “Il ‘New York Times in declino’ – la cui mancanza di credibilità, insieme ai costanti attacchi basati su ‘Fake News’ contro il vostro Presidente preferito, ha causato un crollo assoluto della sua diffusione – ha definito il nostro ‘partner’ gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile, la Nato, come la ‘North American Treaty Organization'”, ha scritto il tycoon in un post. “Il nome corretto è ‘North Atlantic Treaty Organization'”: un errore davvero interessante! Gli standard di assunzione e di formazione presso il Nyt sono crollati drasticamente. Riportate in auge il motto “ALL THE NEWS THAT’S FIT TO PRINT” e “Make America Great Again”! , ha concluso Trump.
Cei: “Nessuno può usare Dio per giustificare le guerre”
“Non possiamo abituarci” a guerre e violenze e Pasqua ricorda che “il male non ha l’ultima parola”. Lo scrive la Cei nel Messaggio di Pasqua.
“Ci affliggono le guerre che devastano popoli e famiglie, la violenza che colpisce i più deboli, le ferite che attraversano le case, le solitudini – si legge nel messaggio a firma del presidente, il card. Matteo Zuppi, e del segretario generale, mons. Giuseppe Baturi – che consumano tante esistenze, la fatica di donne e uomini che si sentono smarriti, stanchi, senza un domani. Ci addolorano le lacrime dei bambini, le paure dei giovani, l’abbandono degli anziani, la sofferenza di chi vede la propria vita segnata dalla povertà, dalla malattia, dall’emarginazione. Non possiamo abituarci a tutto questo. Non possiamo accettare che il male diventi normale, che la durezza vinca sulla compassione, che l’indifferenza prenda il posto della fraternità”.
Ma “la Pasqua ci riporta al cuore della nostra fede: il Crocifisso è risorto. Per questo, il male non ha l’ultima parola, la morte non è la fine, le ferite non sono condannate a restare per sempre aperte”. “Il Signore risorto ci invita a non restare spettatori: siamo chiamati a scegliere la luce, a custodire la vita, a prenderci cura gli uni degli altri, a essere segni di pace” perché Dio “rifiuta la guerra” e “nessuno può usare” Dio “per giustificare la guerra”.
“Nella luce pasquale, desideriamo rivolgere un pensiero particolare a quanti soffrono e attendono un segno di vicinanza nel nostro Paese: ai malati, ai detenuti, a chi è senza lavoro, a chi vive la fatica di educare, a chi è solo, a chi non riesce più a vedere una strada davanti a sé. Il Risorto sta accanto a ciascuno come il viandante di Emmaus, riaccende il cuore, apre gli occhi, rimette in cammino”, conclude il messaggio della Cei.
Teheran, presi di mira obbiettivi ad aeroporto Ben Gurion
L’esercito iraniano ha annunciato di avere preso di mira obbiettivi all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, nell’ultima ondata di attacchi. Lo riporta il Tehran Times. Sempre secondo il comunicato dell’esercito, riportato da diversi media iraniani, sono stati colpiti la nuova torre di controllo, i sistemi di navigazione e i radar dello scalo israeliano.
Trump: “Nato partner molto debole e in gran parte inaffidabile”
Il presidente americano, Donald Trump, torna ad
attaccare la Nato definendola un partner “molto debole e in gran parte
inaffidabile”. Lo scrive in un post su Truth in cui attacca il New York
Times per aver sbagliato la definizione Nato, scrivendo “Organizzazione
del Trattato Nordamericano invece del nome corretto che e’ Organizzazione
del Trattato del Nord Atlantico”. “Un errore molto interessante! Gli
standard di assunzione e di formazione al Nyt sono crollati”, critica il
capo della Casa Bianca.
Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi
Ha preso il via questa mattina il trasferimento del personale russo in forza alla centrale nucleare di Bushehr, in Iran. Lo ha riferito l’amministratore delegato della società energetica Rosatom, Alexei Likhachev, ai giornalisti a Ekaterinburg. “Come previsto, abbiamo iniziato l’ondata principale di trasferimenti, circa 20 minuti dopo l’attacco” condotto dalle forze di Stati Uniti e Israele, ha spiegato, “gli autobus si sono spostati dallo stabilimento di Bushehr verso il confine armeno, con 198 persone” a bordo.
Lufthansa avvisa difficoltà su carburante in caso di conflitto lungo
La Lufhtansa avvisa di possibili colli di bottiglia nella disponibilità di carburante per gli aerei se si prolungherà il conflitto in Medio Oriente. In una intervista al quoridiano tedesco Die Welt, la responsabile del settore tecnologia e It Grazia Vittadini sottolinea come “ci siano già difficoltà in alcuni scali in Asia”. Lufhtansa si è coperta tramite contratti derivati dai rialzi dei prezzi sull’80% delle proprie necessità per il 2026 ma “certamente la crescita ha un impatto anche su di noi”, ammette.
Intelligence Usa: Teheran ripara in tempi rapidi bunker missilistici
L’Iran sta riuscendo a ripristinare in tempi molto rapidi i bunker sotterranei e i silos missilistici colpiti dai bombardamenti americani e israeliani, rimettendoli in funzione anche poche ore dopo gli attacchi. Lo riferisce un report dell’intelligence statunitense citato dal New York Times, le cui valutazioni gettano ombre su quanto Washington sia vicina a neutralizzare la capacità missilistica iraniana, uno degli obiettivi chiave del conflitto, nonostante le dichiarazioni trionfalistiche dell’amministrazione di Donald Trump. Il Pentagono ha rivendicato di aver colpito circa 11mila obiettivi in cinque settimane di guerra,evidenziando al tempo stesso un forte calo nei lanci di missili e droni da parte di Teheran. “Continueranno a lanciare missili, ma li abbatteremo”, aveva dichiarato lunedì il capo del Pentagono Pete Hegseth, all’indomani di una giornata che aveva registrato il livello più basso di attacchi iraniani. Anche la Casa Bianca ha confermato una riduzione del 90% degli attacchi, interpretandola come segnale di un indebolimento delle capacità produttive e militari iraniane. Secondo l’intelligence statunitense, tuttavia, l’Iran conserva ancora una parte significativa del proprio arsenale e dei lanciatori mobili, molti dei quali nascosti in bunker e caverne per proteggerli dai raid. Teheran starebbe inoltre adottando da tempo una strategia più prudente, con lanci limitati a circa 15–30 missili balistici al giorno, spesso in piccoli gruppi, anche a causa delle difficoltà interne di comando e coordinamento. Le stime restano comunque incerte perché l’Iran utilizza anche sistemi di esca e perché è difficile valutare con precisione i danni effettivi alle infrastrutture sotterranee colpite. In questo contesto, secondo gli analisti citati dal Times, l’obiettivo di Teheran sarebbe soprattutto preservare nel tempo una capacità di deterrenza, anche in vista di un eventuale prolungamento del conflitto o del periodo successivo alla sua conclusione.
Ryanair: no carenze carburante ma rischi se stop Hormuz fino a maggio
“Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio.” E’ quanto fa sapere Ryanair secondo cui “se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l’approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei”.
Nyt, 4 opzioni “rischiose” per Hormuz, tra proposte quella dell’Italia su corridoio umanitario
“Le opzioni dell’Europa per Hormuz: poche e rischiose”. Questo è il titolo di un’analisi del New York Times, che si apre citando la proposta presentata dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani alla riunione in videoconferenza organizzata dal Regno Unito due giorni fa per la creazione di un “corridoio umanitario” che permetta il passaggio sicuro di fertilizzanti e altri beni essenziali. Il piano era una delle diverse proposte provenienti dall’Europa e non solo, volte a impedire che tra le conseguenze della guerra in Iran ci siano anche possibili carestie in Africa. La proposta non è stata approvata e l’incontro si è concluso senza un piano concreto per riaprire lo stretto, militarmente o in altro modo, scrive il giornale americano, osservando che “i leader europei sono sotto pressione da parte del presidente Trump per impegnare risorse militari, porre fine al blocco dello stretto da parte dell’Iran e contrastare la crisi energetica ed economica globale” che si aggrava ogni ora di più. Finora, gli europei non hanno accolto le sue richieste di inviare navi da guerra e continuano a discutere su cosa fare per sbloccare Hormuz, attraverso il quale transita il 20% di petrolio e gas mondiali. Secondo il Nyt, la difficoltà a mettersi d’accordo su un piano comune riflette in parte gli ingranaggi lenti della diplomazia in Europa e in parte il numero considerevole di Paesi, inclusi quelli del Golfo, interessati a salvaguardare lo stretto una volta terminata la guerra. Molti Stati coinvolti nei colloqui, tra cui Italia e Germania, hanno insistito affinché qualsiasi sforzo internazionale nasca sotto l’ombrello dalle Nazioni Unite, il che potrebbe rallentare ulteriormente l’azione. Il giornale passa quindi ad elencare le 4 opzioni possibili a disposizione dell’Europa, degli stati del Golfo e di altri paesi, nessuna delle quali tuttavia appare infallibile, anche ipotizzando uno stop alle operazioni.
1) Scorte navali – Il presidente francese Emmanuel Macron ha ripetutamente sollevato la possibilità che navi da guerra francesi possano scortare i mercantili attraverso lo stretto dopo la fine della guerra. Funzionari americani hanno spinto affinché gli europei e altri alleati, come il Giappone, scortino navi che battono bandiera dei loro stessi paesi. Il problema è che le scorte navali sono costose. Inoltre, i loro sistemi di difesa aerea da soli potrebbero non essere sufficienti per fermare alcuni tipi di attacchi, come quelli con droni, qualora l’Iran decidesse di ricominciare a sparare.”
2) Bonifica dalle mine – Funzionari tedeschi e belgi, tra gli altri, affermano di essere pronti a inviare dragamine per liberare lo stretto dagli esplosivi dopo la guerra. In realtà, i leader militari occidentali non sono convinti che l’Iran abbia effettivamente minato lo stretto, in parte perché alcune navi iraniane lo attraversano ancora. Quindi, sebbene i dragamine possano essere dispiegati come parte di una scorta navale, potrebbero non avere molto da fare.
3) Aiuto dall’alto – Inviare jet da combattimento e droni per intercettare qualsiasi attacco aereo iraniano alle navi. Funzionari americani hanno spinto l’Europa a farlo, ma anche questo piano sarebbe piuttosto costoso. E non è ancora garantito che funzioni. L’Iran può attaccare le navi con un singolo soldato su una lancia, e se solo pochi tentativi riescono, ciò potrebbe essere sufficiente a spaventare assicuratori e armatori, scoraggiandoli dal tentare il passaggio.
4) Tutte queste opzioni, più la diplomazia – Usare negoziati e leve economiche per fare pressione sull’Iran affinché si astenga da futuri attacchi, e impiegare una varietà di mezzi militari per far rispettare tutto questo. Lo sforzo andrebbe oltre l’Europa. Giovedì, il ministero degli Esteri tedesco ha invitato la Cina a usare la sua influenza con l’Iran in modo “costruttivo” per aiutare a porre fine alle ostilità. I negoziati finora sembrano aver fatto poco per fermare i combattimenti, ma questa potrebbe essere la migliore scommessa dell’Europa, in mancanza di una migliore. E se nulla di tutto questo funzionasse? Funzionari iraniani hanno dichiarato questa settimana che avrebbero continuato a controllare il traffico attraverso lo stretto dopo la guerra. Hanno già elaborato piani per far pagare alle navi i pedaggi per il passaggio di Hormuz, che dovrebbe essere una via d’acqua libera secondo il diritto internazionale.
Teheran: “Da inizio guerra colpite 30 università nel Paese”
Gli attacchi statunitensi e israeliani hanno colpito piu’ di 30 universita’ in tutto l’Iran dall’inizio della guerra alla fine di febbraio. Lo dice il ministro della Scienza iraniano. “Ad
oggi, più di 30 universita’ sono state prese di mira direttamente”, ha dichiarato Hossein Simai Sarraf ai giornalisti durante una visita all’Università Shahid Beheshti, nella zona nord di Teheran, colpita venerdì. Israele ha affermato di aver colpito diversi siti di ricerca e sviluppo legati ai programmi nucleari e di armamento iraniani.
Un’importante figura iraniana chiede la rimozione di Trump anziché dei suoi generali
Mohsen Rezaee, un alto funzionario iraniano, suggerisce in un post su X che Trump dovrebbe essere rimosso dall’incarico anziché i suoi generali. Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha rimosso dall’incarico diversi alti ufficiali militari, tra cui il capo di stato maggiore dell’esercito americano.
Pasdaran: “Otterremo controllo cieli e umilieremo il nemico”
I Pasdaran sono fiduciosi che l’Iran avrà il pieno controllo dei suoi cieli. “Il nemico deve sapere che disponiamo di moderni sistemi di difesa aerea, costruiti dai brillanti e orgogliosi giovani scienziati del Paese, che vengono svelati uno dopo l’altro sul campo”, ha assicurato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, a quanto riferiscono i media iraniani. “Otterremo sicuramente il pieno controllo dei cieli della nostra nazione e dimostreremo al mondo, piu’ che mai, l’umiliazione del nemico”, ha aggiunto.
Gli Stati Uniti intensificano le ricerche del militare scomparso, mentre l’Iran invita il pubblico a trovare il “pilota nemico”
L’esercito statunitense prosegue freneticamente le ricerche di un pilota scomparso in una zona remota dell’Iran sud-occidentale, dopo che il Paese mediorientale ha abbattuto un aereo da guerra americano e ha lanciato un appello alla popolazione per la cattura del pilota, promettendo una ricompensa. L’aereo, identificato dall’Iran come un F-15E Strike Eagle statunitense, è stato uno dei due attaccati venerdì; un militare è stato tratto in salvo e almeno un altro risulta disperso. Un conduttore di un canale televisivo affiliato alla televisione di stato iraniana ha esortato i residenti a consegnare alla polizia qualsiasi “pilota nemico”.
TOI: Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito i centri di comando della Forza Quds iraniana a Beirut
Ieri, l’aviazione israeliana ha bombardato i centri di comando a Beirut appartenenti alla Forza Quds, il braccio extraterritoriale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, secondo quanto annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF).
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che i centri di comando appartenevano al Corpo libanese della Forza Qud, che “funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento delle forze e il radicamento militare di Hezbollah”. Inoltre, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, “utilizzati dagli alti funzionari dell’organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah”. La Marina israeliana ha inoltre colpito un posto di sorveglianza di Hezbollah, aggiunge l’esercito.
Al Jazeera: Il presidente del parlamento iraniano: Teheran è aperta alla diplomazia bilaterale con i paesi vicini.
Il presidente dell’Assemblea consultiva iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha rilasciato un’intervista ai nostri colleghi di Al Jazeera Arabic. Ecco un riassunto di quanto ha affermato:
L’Iran si è preparato a questo confronto e ha dimostrato la sua capacità di difendersi.
Questa guerra è la guerra di Israele, e il conseguente collasso della sicurezza e le perdite subite hanno avuto ripercussioni sul mondo intero.
L’Iran è stato costretto a prendere di mira le basi e gli interessi statunitensi nella regione per preservare la propria presenza.
L’escalation delle tensioni contro l’Iran incontrerà una risposta decisa e decisa contro gli interessi statunitensi nella regione.
Il mantenimento della sicurezza regionale è nell’interesse dei paesi che ne fanno parte, e la sicurezza sostenibile è una priorità per l’Iran.
I paesi della regione possono tutelare i propri interessi attraverso accordi di sicurezza bilaterali e multilaterali, senza interferenze straniere.
È necessario eliminare le principali cause di insicurezza nella regione e costruire la sicurezza senza il coinvolgimento di Stati Uniti e Israele.
Il Pakistan accoglie con favore il chiarimento dell’Iran sul suo interesse nei media
Nella giornata di oggi, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha cercato di correggere le notizie diffuse dai media statunitensi che, a suo dire, avevano “travisato” la posizione dell’Iran sugli sforzi del Pakistan per porre fine alla guerra.
Il ministro degli esteri pakistano Ishaq Dar ha accolto con favore il chiarimento.
Teheran protesta per “inerzia” Aiea
L’Iran ha protestato per quella che considera l’inerzia dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) di fronte agli attacchi degli alleati sui suoi siti atomici. “Condannare l’attacco alle infrastrutture nucleari pacifiche dell’Iran e porre fine all’inazione è il minimo che ci si aspetta dall’Aiea nell’ambito delle sue responsabilità statutarie”, si legge in un post dell’agenzia atomica iraniana. “L’Iran salvaguardera’ la propria sovranita’ nucleare e richiederà un riesame legale di tale inazione del direttore generale”.
Lievi danni a sede di Oracle a Dubai per i detriti di un raid iraniano
La sede di Oracle a Dubai è stata danneggiata dalla caduta di alcuni detriti per l’intercettazione di un attacco iraniano. Lo ha riferito questa mattina l’ufficio stampa della città emiratina. “Le autorità confermano di essere intervenute per un incidente di lieve entità causato dalla caduta di detriti provenienti da un’intercettazione aerea sulla facciata dell’edificio di Oracle a Dubai Internet City”, ha dichiarato l’ufficio stampa di Dubai in un post su X. Nessuno è rimasto ferito nell’incidente, ha aggiunto l’ufficio stampa. Contemporaneamente, l’agenzia iraniana Fars ha riferito che le autorità emiratine tentano di minimizzare l’attacco e che ieri sera, la sede di Oracle negli Emirati è stata nuovamente attaccata dall’Iran “ed è diventata inaccessibile”.
Teheran smentisce cattura pilota americano disperso
Non è stato catturato il secondo pilota americano del quale si parla da quando ieri nei cieli dell’Iran è stato abbattuto un F-15. Lo affermano le autorità iraniane. Un’unità dei Guardiani della Rivoluzione nella provincia meridionale di Kohgiluyeh e Boyerahmad e il governatore della provincia negano sia stato catturato il secondo membro dell’equipaggio americano dell’F-15, riferisce la Bbc. E, riporta ancora la rete britannica, per il governatore il primo pilota non sarebbe stato salvato dalle forze Usa, mentre i media americani scrivono che è stato tratto in salvo. Il governatore ha parlato di una “tattica del nemico”.
La Cnn continua a riferire che non si conoscono le sorti di un soldato Usa dopo quanto avvenuto ieri. Il New York Times scrive di una corsa contro il tempo dei militari Usa per rintracciarlo. Fonti parlano di operazioni delle forze Usa per localizzare e trarre in salvo il militare, mentre i media ufficiali iraniani hanno offerto una ricompensa a chi lo troverà. Sollecitano la popolazione, rilancia la Bbc, a “catturare vivo il pilota”. I canali televisivi iraniani affiliati allo Stato hanno esortato i cittadini a “catturare il pilota vivo” e offerto ricompense. I media iraniani hanno riportato una ricompensa di circa 66 mila dollari, una cifra da capogiro considerata la media salariale mensile del Paese, che si aggira tra i 200 e i 300 dollari.
Media Iran: raid israelo-americano su un valico di frontiera con l’Iraq, un morto
Un valico di frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito in un raid attribuito a Israele e Usa, nel quale una persona è morta: lo riportano media iraniani e una fonte di sicurezza irachena. “Il terminal commerciale del valico di frontiera di Shalamcheh, nella città di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese, è stato preso di mira da un attacco aereo dei nemici americani e sionisti,” ha riferito l’agenzia di stampa Mehr, citando il vice governatore della provincia del Khuzestan, Valiollah Hayati. “Un conducente iracheno è stato ucciso e due lavoratori iraniani sono rimasti feriti,” ha precisato l’agenzia Isna, citando anch’essa Hayati.
Iran: Meloni negli Emirati Arabi Uniti, vedrà bin Zayed
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata ad Al Ain, negli Emirati Arabi Uniti, terza tappa del suo viaggio nei Paesi del Golfo, dopo le precedenti soste in Arabia Saudita e in Qatar. Nel corso della visita è in programma un colloquio con il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan.
Iran: Foti, “missione Meloni nel Golfo strategica, da opposizioni polemiche irresponsabili”
“La missione di Giorgia Meloni, prima leader occidentale nei Paesi del Golfo, rappresenta una scelta strategica in un momento particolarmente delicato per gli equilibri internazionali e la sicurezza energetica. Un’azione concreta volta a rafforzare i rapporti con partner fondamentali come Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, tutelando gli interessi nazionali e garantendo approvvigionamenti stabili in un contesto segnato dalle tensioni con l’Iran e dai rischi legati allo Stretto di Hormuz.” Così in una nota il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti.
“Questo impegno – prosegue il ministro – si inserisce in una strategia più ampia: dopo la visita in Algeria dello scorso marzo per incrementare e diversificare le forniture di gas, il governo Meloni prosegue il proprio lavoro nei Paesi del Golfo con l’obiettivo di consolidare la sicurezza energetica e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini. L’Italia torna così protagonista sulla scena internazionale, con credibilità e autorevolezza, in un’area cruciale per il futuro energetico ed economico globale, costruendo alleanze solide e contribuendo alla de-escalation delle crisi”. “Di fronte a questo impegno, le polemiche dell’opposizione appaiono strumentali, irresponsabili e distanti dalla realtà. Solo una sinistra che gioca contro l’Italia può criticare un’azione così rilevante con l’unico obiettivo di anteporre il proprio tornaconto politico all’interesse nazionale. Nei momenti complessi, la scelta del Governo Meloni è chiara: stare dalla parte dell’Italia” conclude Foti.
Iran: Qatar, con Meloni sottolineata necessità de-escalation
L’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno sottolineato la necessità di una de-escalation e del ricorso al dialogo per contenere la crisi nella regione. Lo riferisce l’ufficio dell’emiro del Qatar, precisando che durante l’incontro i due leader hanno esaminato gli sviluppi della situazione regionale e internazionale. Nel corso del loro incontro a Doha, l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani e la premier Giorgia Meloni “hanno discusso delle relazioni di cooperazione bilaterale ed esplorato le modalità per potenziarle e svilupparle in diversi settori, in particolare in quello economico ed energetico”. Lo riferisce l’agenzia di stampa Qna.
Iran: Pasdaran dicono di aver colpito una nave legata a Israele nello Stretto di Hormuz
I Guardiani della Rivoluzione rivendicano un attacco con un drone contro una nave nello Stretto di Hormuz che definiscono “collegata a Israele che è ora è in fiamme”, affermano in un messaggio diffuso su X, aggiungendo che è stata colpita la “Msc Ishyka”. Secondo siti specializzati, l’imbarcazione è una portacontainer battente bandiera liberiana.
Iran, tv: stop a fornitura gas al sud dell’Iraq
Stop alle forniture di gas dall’Iran alla regione meridionale dell’Iraq. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, citando una notizia che arriva dal ministero iracheno per l’Elettricità.
Beirut, ospedale nel sud danneggiato in raid israeliani, 11 feriti
Un ospedale di Tiro, importante città costiera del sud del Libano, è stato danneggiato nel corso di raid aerei israeliani diretti contro edifici vicini, nei quali almeno 11 persone sono rimaste ferite: lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. L’episodio è avvenuto ad Al-Houch, località vicina a Tiro, dove i raid hanno distrutto due edifici situati vicino a un ospedale, secondo un corrispondente dell’Afp. Finestre della struttura sanitaria sono andata in frantumi e controsoffitti sono crollati, mentre i medici prestavano soccorso, ha riferito la direzione dell’ospedale. La direzione dell’ospedale ha fatto sapere che la struttura “rimarrà aperta per garantire le cure mediche necessarie”, ha riferito l’agenzia ufficiale Ani. Anche il porto di Tiro è stato preso di mira: un raid ha colpito una barca turistica su cui dormiva una persona, secondo il corrispondente dell’Afp. Le sue condizioni non sono state specificate. Sono state inoltre danneggiate barche da pesca attraccate.
Araghchi: “Bushehr attaccata ma le radiazioni uccideranno il Golfo”
Il ministro degli Esteri iraniani, Abbas Araghchi, ha ammonito che l’attaco al sito nucleare di Bushehr avrà conseguenze nel Golfo persico. “Ricordate l’indignazione occidentale per le ostilità nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina? Israele e Stati Uniti hanno bombardato la nostra centrale di Bushehr per ben quattro volte”, ha scritto su X. “Le ricadute radioattive porranno fine alla vita nelle capitali del Consiglio di Cooperazione del Golfo, non a Teheran”, ha ammonito. “Gli attacchi alle nostre industrie petrolchimiche perseguono obiettivi concreti”, ha aggiunto.
Iran: “Mai rifiutato di andare a Islamabad, grati per gli sforzi di mediazione”
“La posizione dell’Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad. Ciò che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Ieri, il Wall Street Journal ha riferito che l’Iran aveva comunicato ufficialmente ai mediatori la propria indisponibilità a incontrare i funzionari statunitensi a Islamabad nei prossimi giorni.
Araghchi: “Vogliamo le condizioni per una vera fine della guerra”
L’Iran non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva. A chiarirlo e’ stato il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X. “La posizione dell’Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad”, ha assicurato. “Cio’ che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta”, ha aggiunto.
Iran: “Niente fuoriuscite di sostanze tossiche nell’area industriale colpita”
Le autorità iraniane “negano con forza qualsiasi fuoriuscita di sostanze tossiche nella zona petrolchimica speciale di Mahshahr, dopo che oggi è stata colpita dagli Stati Uniti e da Israele”: lo ha dichiarato il vicegovernatore generale della provincia di Khuzestan, Valiollah Hayati, citato dall’agenzia Irna. “Le attività della zona sono state interrotte, ma non ci sono preoccupazioni riguardo a problemi di salute pubblica”, ha aggiunto. Stamattina Hayati aveva dichiarato stamattina che anche l’area commerciale di confine di Shalamcheh a Khorramshahr, nella provincia di Khuzestan, era stata colpita durante gli attacchi di questa mattina, insieme alla città di Ahvaz.
Meloni vede Emiro Qatar: “Urgente e necessario assicurare la libertà della navigazione Hormuz”
Nel corso del loro faccia a faccia a Doha, la premier Giorgia Meloni e l’Emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani “hanno approfondito le questioni energetiche, anche alla luce del rapporto consolidato tra Italia e Qatar in questo ambito, confrontandosi sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock subiti”, fa sapere Palazzo Chigi. In questo quadro, Meloni “ha assicurato la disponibilità dell’Italia, attraverso le eccellenze del suo sistema produttivo, a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine, fondamentali per la sicurezza energetica su scala globale”. È stato anche ribadito come sia “urgente e necessario assicurare la libertà di navigazione attraverso Hormuz”.
I due leader “hanno infine concordato di lavorare congiuntamente per sviluppare ulteriormente la cooperazione e gli investimenti congiunti, per rafforzare ogni dimensione della sicurezza, soprattutto negli ambiti strategici della difesa, delle infrastrutture critiche, della sicurezza alimentare e della cooperazione multilaterale per la gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee”, conclude Palazzo Chigi.
Grossi (Aiea): “Preoccupati per attacco Bushehr, no aumento radiazioni”
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) è stata informata dall’Iran che questa mattina un proiettile ha colpito un’area vicina alla centrale nucleare di Bushehr, il quarto incidente di questo tipo nelle ultime settimane. E’ quanto si legge in un post su X, nel quale si riferisce la “profonda preoccupazione” del direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, per l’incidente, che tuttavia non ha provocato “alcun aumento dei livelli di radiazione”. “I siti delle centrali nucleari o le aree limitrofe non devono mai essere attaccati”, ribadisce Grossi, ricordando che “gli edifici ausiliari possono contenere attrezzature di sicurezza vitali” e rinnovando l’appello “alla massima moderazione militare per evitare il rischio di un incidente nucleare”.
Autorizzato il transito di navi umanitarie da Hormuz
Le autorita’ iraniane hanno autorizzato il transito da Hormuz di navi che trasportano beni di prima necessita’ e umanitari. Lo riferisce l’agenzia Tasnim. “E’ stato autorizzato il transito di navi che trasportano beni di prima necessita’ e umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz verso i porti iraniani o quelli situati nel Mare di Oman”, si legge.
Iran, colpito un terminal a confine con l’Iraq
Un terminal alla frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito da bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Lo riferiscono i media iraniani.
Teharan: “Le esportazioni da Kharg aumentate durante la guerra”
Le esportazioni di petrolio dell’Iran dall’isola di Kharg sono aumentate da quando è iniziata la guerra con Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Isna. “Negli ultimi giorni non solo le esportazioni di petrolio non sono diminuite, ma sono aumentate”, ha assicurato Moussa Ahmadi, capo della commissione Energia del parlamento iraniano, citato da Isna. Kharg, al largo della costa occidentale dell’Iran, è un terminal vitale per l’esportazione di greggio tanto che il presidente americano Donald Trump ha più volte minacciato di invaderla o distruggerla.
Non solo Kharg, quali sono le isole strategiche per l’Iran?
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Media Iran, attacchi di Hezbollah e Houthi verso Israele
La città israeliana di Kiryat Shmona è stata presa di mira da “missili di Hezbollah”, mentre anche gli Houthi, ribelli yemeniti, hanno lanciato attacchi con droni su zone di Israele: lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim.
Rinviato alla prossima settimana il voto dell’Onu su Hormuz
E’ stato rinviato alla prossima settimane il voto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su una bozza di risoluzione presentata dal Bahrein per il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la Cnn, che cita Reuters, ricordando che il voto, inizialmente previsto per ieri, era stato poi posticipato a oggi. Fonti diplomatiche hanno precisato che non c’è ancora una nuova data per il voto slittato alla prossima settimana.
La bozza di risoluzione, se adottata, autorizzerebbe i paesi a utilizzare “tutti i mezzi difensivi necessari” per garantire il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, una formulazione che non piace alla Cina, alla Russia e anche alla Francia . Ciò equivarrebbe a “legittimare l’uso illegale e indiscriminato della forza, che porterebbe inevitabilmente a un’ulteriore escalation della situazione e a gravi conseguenze”, aveva dichiarato giovedì il rappresentante cinese all’Onu Fu Cong.
Iran, media: “Almeno 5 feriti in attacco a sito petrolchimico”
Cinque persone sono rimaste ferite a causa delle esplosioni segnalate in un sito petrolchimico nel sudovest dell’Iran. Lo riferiscono i media iraniani, come riporta il Guardian. In precedenza l’agenzia Fars aveva parlato di un “attacco di Usa e Israele” nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan. Secondo l’agenzia Tasnim, sono state colpite diverse strutture. Danni sono stati segnalati nel Complesso petrolchimico Bandar Imam. Il vicegovernatore del Khuzestan, Valiollah Hayati, ha parlato di “probabilità molto alta di vittime, morti e feriti, a causa dell’attacco”.
Houthi: “Gli Usa hanno perso il controllo della guerra”
Gli Stati Uniti hanno perso il controllo della guerra dalla seconda settimana di combattimenti. A sostenerlo è Nasr al-Din Amer, esponente di spicco degli Houthi yemeniti, intervistato dall’agenzia iraniana Irna. “La risposta rapida e potente delle prime ore ha dimostrato che i calcoli dei nemici erano sbagliati”, ha detto. L’Iran “ha dimostrato di essere piu’ forte del previsto e ben presto di sono visti segnali di confusione e perdita di controllo”, ha proseguito. Stati Uniti e Israele contavano su una rivolta interna “che non c’è stata” e anzi il sostegno popolare “è stato un fattore chiave del fallimento del nemico”, ha assicurato.
Corsa tra americani e iraniani per trovare il pilota disperso dell’F-15
Le forze iraniane e americane continuano a darsi battaglia per trovare il pilota ancora disperso dopo che ieri il primo caccia statunitense è stato abbattuto in territorio iraniano dall’inizio della guerra. Le autorità iraniane hanno esortato la popolazione del sud-ovest del Paese a cercare il pilota dell’F-15, offrendo ricompense di oltre 60 mila dollari ai cittadini che aiuteranno a catturarlo. Secondo Laurel Rapp, direttrice del programma Stati Uniti e Nord America presso Chatham House, il salvataggio del membro dell’equipaggio disperso dal jet abbattuto è “una missione cruciale”, riferisce la Bbc, aggiungendo che la cattura del membro dell’equipaggio statunitense rappresenterebbe un “enorme bottino” per l’Iran, offrendogli una “potentissima carta da giocare nelle trattative”. Nel frattempo, un alto comandante militare iraniano ha rivendicato che ora, le forze del Paese possono dare “la caccia” agli aerei americani grazie a nuove tattiche e attrezzature. Il generale di brigata Alireza Elhami, comandante della Base congiunta di difesa aerea iraniana, ha affermato infatti che la perdita degli aerei statunitensi è stata “il risultato di tattiche, dell’uso di attrezzature moderne e di innovazioni nei sistemi di difesa aerea (iraniani)”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Irna e rilanciato da Cnn. Elhami non ha specificato quali fossero queste innovazioni che “hanno causato confusione e disorientamento nel nemico”.
Dopo 10 ora di pausa, nuovo lancio di missili iraniani su Israele
Dopo una pausa di quasi 10 ore, le forze di difesa israeliane hanno rilevato un nuovo attacco balistico proveniente dall’Iran, diretto verso il centro di Israele. Lo riferisce Times of Israel. Intanto questa mattina un proiettile ha colpito la città settentrionale di Kiryat Shmona senza che suonassero le sirene. Secondo i soccorritori, l’impatto ha danneggiato una strada, con schegge che hanno colpito case e auto vicine, ma senza provocare feriti. L’Idf ha avviato un’indagine sull’accaduto.
Iran, missile cade vicino alla centrale di Bushehr: un morto
Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell’Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell’impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l’Agenzia iraniana per l’energia atomica Secondo l’agenzia “gli impianti principali non sono stati danneggiati”.
Ghalibaf lancia minacce velate sullo stretto di Bab el-Mandab sul Mar Rosso
Il leader del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha fatto riferimento, con minacce velate, allo stretto di Bab el-Mandab, importante punto logistico globale che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all’Oceano Indiano, e attraverso cui transita il 14% delle spedizioni commerciali mondiali. “Quale quota delle spedizioni globali di petrolio, Gnl, grano, riso e fertilizzanti attraversa lo stretto di Bab el-Mandeb? Quali Paesi e aziende fanno conto sui maggiori volumi di transito attraverso lo stretto?”, ha affermato in un post su X. La milizia yemenita degli Houthi, sostenuta dall’Iran, ha più volte attaccato navi in transito nel Bab el-Mandab, in supporto alla causa palestinese e all’Iran. Lo stretto di Hormuz, nel sud dell’Iran, un punto attraverso cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, è stato di fatto bloccato dall’Iran durante la guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro il Paese.
Teheran: “Lo Stretto di Hormuz? Nulla sarà più come prima”
“Lo Stretto di Hormuz è diventato un vantaggio strategico per l’Iran nelle nuove condizioni di sicurezza e non tornerà mai allo status che aveva prima” dell’avvio di operazioni militari di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Parola del portavoce della presidenza del Parlamento iraniano, Abbas Goudarzi, che nei giorni scorsi ha annunciato l’avvio di un iter per imporre il pagamento per il transito dallo Stretto di Hormuz. In dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Tasnim, Goudarzi assicura che “la gestione di questa rotta importante è in mano alle forze armate della Repubblica islamica dell’Iran” e che “nessun Paese avrà il diritto di transitarvi senza il permesso dell’Iran”, che “difenderà questa posizione strategica con tutto il suo potere militare”.
Italia e altri 4 Paesi Ue chiedono tassa su extraprofitti delle società energetiche
Cinque ministri dell’Economia Ue, tra cui Giancarlo Giorgetti, chiedono una misura per tassare gli extraprofitti delle società energetiche, in reazione all’aumento dei prezzi del carburante per la guerra in Medio Oriente. Oltre che dall’Italia, la richiesta è sottoscritta anche da Germania, Spagna, Portogallo e Austria. “Una soluzione europea”, scrivono in una lettera al commissario Ue Wopke Hoekstra, “rappresenterebbe un segnale per i cittadini” e per l’economia dimostrando che “siamo uniti e in grado di agire” e invierebbe un “messaggio chiaro”: coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte.
Iran, media: “Esplosioni in sito petrolchimico a Mahshahr”
Esplosioni nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, in Iran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, che rilancia notizie dell’agenzia iraniana Fars, parlando di fumo che si leva dall’area.
Cnn: “Ancora disperso il pilota Usa, Teheran parla di novità per dare caccia ai jet”
Nuove tattiche, nuovi equipaggiamenti. Così, dice un generale iraniano, l’Iran “dà la caccia” a velivoli americani. Parole, rilanciate dalla Cnn, dopo che ieri un F-15 americano è stato abbattuto in Iran e un membro dell’equipaggio è ancora disperso e dopo che un A-10 Thunderbolt II è stato colpito ed è precipitato fuori dal territorio iraniano. Secondo il generale di brigata Alireza Elhami, a capo del Comando congiunto della difesa aerea dell’Iran, quanto accaduto è il “risultato di tattiche, impiego di equipaggiamenti moderni e innovazioni nei sistemi di difesa aerea” della Repubblica Islamica.
Nessun dettaglio sulle “innovazioni” nelle dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Irna e rilanciate dalla rete americana. Il generale parla di “confusione e disortientamento per il nemico”. I militari iraniani, minaccia secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, sono pronti a tendere imboscate “a jet e droni del nemico”. Il generale, rilancia ancora l’emittente, sostiene siano stati intercettati e abbattuti più di 160 droni e decine di missili da crociera mentre proseguono le operazioni militari che Usa e Israele hanno avviato lo scorso 28 febbraio contro l’Iran.
Teheran: “Se le nostre ambasciate vengono attaccate reagiremo subito”
L’Iran ha minacciato di reagire subito e con fermezza a eventuali attacchi a proprie sedi diplomatiche. “Qualsiasi aggressione contro le ambasciate o le sedi diplomatiche iraniane provocherà una rappresaglia immediata e decisa contro tutte le strutture del regime aggressore nella regione”, ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya, a quanto riporta Press tv.
Ankara, seconda nave turca ha attraversato Hormuz
Una seconda nave battente bandiera turca ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. Allo scoppio della guerra il 28 febbraio, c’erano 15 navi di armatori turchi in attesa di attraversare lo stretto strategico, ha ricordato in un’intervista alla Cnn, “due di queste 15 l’hanno passato”.
Meloni giunta in Qatar, vedrà Al Thani
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta a Doha, in Qatar, per la seconda tappa della sua missione nei Paesi del Golfo, dopo la visita in Arabia Saudita. Durante la permanenza è previsto un incontro con l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani.
I Pasdaran scelgono il nuovo portavoce, è Hossein Mohabi
Un nuovo portavoce per i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. E’ stato scelto Hossein Mohabi per l’incarico dopo l’uccisione del predecessore durante le operazioni militari di Usa e Israele contro l’Iran, avviate lo scorso 28 febbraio. Lo ha reso noto l’agenzia iraniana Fars, riferendo della nomina dopo il “martirio” di Ali Mohammad Naini, la cui “eliminazione” è stata confermata Israele il 20 marzo.
I Pasdaran negano l’attacco all’ambasciata Usa a Riad: “Colpa di Israele”
Il corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’attacco all’ambasciata statunitense in Arabia saudita. Lo riferisce Press tv. I Pasdaran, si spiega, “hanno condannato l’incidente e attribuito la responsabilità della provocazione ad agenti sionisti”. L’Irgc, aggiunge la nota, “ha esortato i paesi mediorientali a rimanere vigili nei confronti dei tentativi americano-sionisti di destabilizzare la regione”.
Colpita la sede di Oracle a Dubai: “Danni lievi”
Gli uffici di Oracle nel polo economico degli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da un attacco iraniano. Lo hanno confermato fonti di Dubai assicurando che si è trattato di un “incidente di lieve entità” che ha danneggiato la facciata dell’edificio. Pochi giorni fa Teheran aveva minacciato di colpire le aziende tecnologiche statunitensi e oggi il distretto di Internet City a Dubai è stato preso di mira. Non sono stati segnalati feriti nè sono stati forniti ulteriori dettagli sui danni. La legge degli Emirati sui crimini informatici vieta di fotografare l’impatto di attacchi iraniani a meno che non vengano pubblicati attraverso canali ufficiali. Molte delle aziende che l’Iran ha minacciato di attaccare si trovano nel distretto di Internet City e nei giorni scorsi i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno inserito 18 aziende statunitensi, tra cui Oracle, nell’elenco degli obiettivi. Le autorità di Dubai hanno aggiunto di essere intervenute poche ore prima per “un incidente causato da detriti di un’intercettazione aerea caduti sulla facciata di un edificio nella zona di Dubai Marina”, un’area di lusso nel centro della città.
Il prezzo medio di benzina, diesel e gasolio pre e post-guerra. I DATI
Dopo lo scoppio del conflitto in Iran, i costi al self service, sulla rete stradale, hanno registrato – come prevedibile – un importante aumento, parzialmente contenuto dal taglio delle accise deciso dal governo. Anche di questo si è parlato nella puntata del 3 aprile di “Numeri”, l’approfondimento di Sky TG24.
Il prezzo medio di benzina, diesel e gasolio pre e post-guerra. I DATI
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Caccia Usa abbattuto, Trump: “Non influisce sui negoziati”. VIDEO
Wsj: “In ambasciata Usa a Riad danni ingenti, più gravi di quanto reso noto”
Danni ingenti, più gravi di quanto reso noto sinora. E’ la rivelazione del Wall Street Journal dopo l’attacco del mese scorso di droni iraniani contro l’ambasciata Usa in Arabia Saudita. Su quanto avvenuto il 3 marzo il giornale ha sentito ex funzionari americani e altri in servizio. La ricostruzione parla di un drone iraniano finito sul compound Usa a Riad e dell’esplosione di un altro poco dopo. Attacchi, nella notte, che hanno raggiunto un’area dell’ambasciata dove di giorno lavorano centinaia di persone e che hanno provocato danni ingenti in tre piani, sostengono le fonti del giornale. Colpito anche l’ufficio della Cia, affermano. E parlano di un incendio andato avanti per mezza giornata. Una fonte sostiene zone della rappresentanza diplomatica siano danneggiate in modo irreparabile. Il ministero saudita della Difesa aveva invece parlato di un incendio circoscritto e danni di lieve entità.
Iran, Meloni ripartita da Gedda: sforzi per soluzione diplomatica nel conflitto
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena ripartita da Gedda (prima tappa della visita nella regione del Golfo, durante la quale sono previsti incontri anche con i leader di Qatar ed Emirati Arabi Uniti) dove ieri sera è stata ricevuta dal Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. Il Presidente Meloni ha voluto esprimere, con la sua presenza, la vicinanza dell’Italia all’Arabia Saudita.
Golfo, Giorgia Meloni lascia Gedda dopo l’incontro con Bin Salman
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Iran, per l’intelligence “improbabile” che Teheran riapra Hormuz
E’ “improbabile” che l’Iran apra presto lo Stretto di Hormuz. E’ il monito contenuto in recenti rapporti di intelligence Usa esaminati dall’agenzia Reuters. Per Teheran il controllo sulla più vitale arteria petrolifera del mondo rappresenta l’unica vera leva nei confronti degli Stati Uniti, hanno detto tre fonti secondo cui l’Iran continuerà a bloccare lo stretto per mantenere alti i prezzi dell’energia e fare pressione su Donald Trump affinchè trovi una rapida via d’uscita dalla guerra. Secondo i rapporti la guerra, concepita per annientare la forza militare dell’Iran, potrebbe in realtà accrescerne l’influenza regionale, dimostrando la capacità di Teheran di minacciare le vie di navigazione. Trump ha cercato di minimizzare la difficoltà di riaprire lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un quinto del commercio mondiale di petrolio e ieri ha lasciato intendere di poter ordinare alle forze statunitensi di riaprire il passaggio.
Iran, Pentagono: “365 militari feriti da avvio operazioni, 13 i caduti”
Sono 365 i militari Usa feriti dall’avvio, il 28 febbraio scorso, dell’Operazione ‘Epic Fury’ contro l’Iran. Lo ha reso noto nelle ultime ore il Pentagono, con un nuovo aggiornamento, come riporta il Wall Street Journal. Fra i feriti, si contano 247 soldati dell’Esercito, 63 della Marina, 36 dell’Aeronautica e 19 Marines. Tredici, come già noto, i caduti.
Libano, sono indonesiani i 3 caschi blu feriti in esplosione nel sud
Sono indonesiani i tre caschi blu rimasti feriti ieri in un’esplosione nel sud del Libano. Lo hanno confermato dallo Un Information Centre (Unic) di Giacarta dopo che ieri Unifil aveva dato notizia del ferimento di tre peacekeeper, trasferiti in ospedale, a seguito di “un’esplosione all’interno di una postazione Onu nei pressi di El Adeisse”. Non è chiara “l’origine dell’esplosione”.
Iran, la repressione non si ferma: giustiziati due oppositori
La guerra nel Golfo non ferma la macchina repressiva iraniana: due oppositori del regime sono stati giustiziati questa mattina perchè accusati di aver compiuto attacchi armati per conto dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano. Lo hanno reso noto i media locali.
Diverse esplosioni nelle zone a nord di Teheran
Diverse esplosioni sono state udite stamani in zone a nord della capitale iraniana Teheran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera a più di un mese dall’avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l’Iran a cui Teheran non manca di rispondere.
Israele, razzo Hezbollah contro Unifil, 3 i feriti
I tre caschi blu feriti ieri in un’esplosione nel sud del Libano sono cittadini indonesiani. Lo hanno comunicato le Nazioni Unite, dopo che pochi giorni fa, sempre in Libano, altri tre caschi blu dello stesso Paese sono stati uccisi. La Forza Provvisoria delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha dichiarato che l’esplosione è avvenuta all’interno di una struttura ONU vicino a El Adeisse, ferendo tre peacekeeper che sono stati portati d’urgenza in ospedale. Due di loro sono rimasti gravemente feriti. Il Centro Informazioni delle Nazioni Unite (UNIC) a Jakarta ha confermato che erano tutti indonesiani.
Libano: bombardamenti a Beirut, Idf colpisce siti Hezbollah
I sobborghi meridionali di Beirut sono stati bombardati almeno due volte all’alba di oggi, secondo quanto riferito da un giornalista dell’AFP che ha sentito potenti esplosioni e visto il fumo salire nel cielo. Contemporaneamente, l’esercito israeliano ha annunciato sui social network di aver “iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut”.
Hezbollah, attacco con droni a nord di Israele
Hezbollah sostiene un attacco con droni al nord di Israele. Il gruppo armato libanese – fa sapere l’emittente Al Jazeera – afferma di aver attaccato le caserme militari israeliane di Liman, a nord della città di Nahariya, con uno “squadrone di droni d’attacco”. L’attacco e’ avvenuto alle 00:50 ora locale.
Iran abbatte 2 jet Usa, si cerca pilota disperso
L’abbattimento di due aerei americani da parte delle forze di difesa aerea iraniana e soprattutto il destino incerto di uno dei piloti, per il quale e’ stata avviata una delicata e complessa operazione di ricerca e recupero, rischia di segnare una svolta nel conflitto in Medio Oriente che oggi entra nel suo 36esimo giorno. Quella di ieri per Donald Trump e la sua amministrazione e’ stata una giornata da dimenticare cominciata nella mattinata con la notizia dell’abbattimento a Kohgiluyeh, nella provincia di Boyer-Ahmad, di un caccia F-15E, con tanto di immagini trasmesse dalla tv di Stato iraniana, che ha promesso una ricompensa in caso di cattura dei piloti americani. Uno dei membri dell’equipaggio, in realta’, sarebbe stato tratto in salvo mentre di un secondo pilota non si sa nulla. Due elicotteri UH-60 Black Hawk coinvolti nelle operazioni di ricerca sono stati colpiti dal fuoco. Diversi militari a bordo sono rimasti leggermente feriti, ma tutti sono sani e salvi. “Se catturate vivi il/i pilota nemico/i e li consegnate alla polizia e alle forze armate iraniane, riceverete una ricompensa generosa”, è stato il messaggio letto in tv dalla polizia. Per Trump, il fatto che un caccia statunitense si sia schiantato in Iran (una novità dall’inizio della guerra), con un pilota dato per disperso, non comprometterebbe i possibili negoziati con Teheran: “E’ la guerra. Siamo in guerra”, ha dichiarato durante un’intervista telefonica con NBC News. Ma mentre il presidente americano tentava di sminuire gli attacchi in vista di eventuali colloqui con la controparte, i mediatori hanno spiegato al ‘Wall Street Journal’ che gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran, guidati dal Pakistan, sono “fermi”. Secondo loro, l’Iran non e’ disposto a incontrare i funzionari americani a Islamabad nei prossimi giorni e le richieste degli Stati Uniti “sono inaccettabili”. La proposta di piano di pace inviata da Trump a Teheran pochi giorni fa è stata respinta proprio perché “eccessiva”. Verso sera, poi, i media statali iraniani hanno reso noto che nel Golfo Persico si e’ schiantato un secondo aereo americano da combattimento, un A-10 Warthog, probabilmente mobilitato per la ricerca del pilota dell’F-15E. Chi era alla guida dell’A-10 è riuscito a eiettarsi e a uscire fuori dal territorio iraniano. Ma la notizia del secondo abbattimento è bastata per far scattare festeggiamenti e celebrazioni per le strade di Teheran. Al Jazeera ha riferito di un intero Paese orgoglioso delle sue forze armate e del suo sistema di difesa militare, nonostante Trump avesse dichiarato in questi ultimi giorni, e ripetuto al mondo intero, che le capacità di difesa aerea del nemico erano state del tutto annientate.
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“Ricordate quando ho dato all’Iran dieci giorni per fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere: 48 ore prima che si scateni l’inferno su di loro. Gloria a Dio!”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump. “Con escalation l’intera regione del Golfo si trasformerà in un “inferno” per loro, ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavoce delle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa. n
L’Iran “non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva”, ha chiarito il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X.
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Almeno cinque persone sono morte nell’attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica. Netanyahu, in un video, ha confermato gli attacchi agli impianti petrolchimici iraniani denunciati sabato da Teheran. “Continueremo a schiacciarli”, ha promesso Netanyahu.
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Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell’Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell’impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l’Agenzia iraniana per l’energia atomica Secondo l’agenzia “gli impianti principali non sono stati danneggiati”. Una nave turca passa lo Stretto di Hormuz, ma Teheran minaccia il Mar Rosso. “Colpita nello Stretto una nave legata a Israele”.
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Intanto, è corsa tra Usa e Iran a caccia del pilota disperso dopo che il suo caccia F-15 è stato abbattuto. Gli Usa hanno messo in campo i corpi speciali, mentre Teheran vuole un prigioniero da usare nei negoziati. In Epic Fury sono morti 13 soldati americani e 365 sono rimasti feriti.
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Nonostante la maggiore autosufficienza energetica acquisita negli ultimi anni, gli Stati Uniti continuano a importare 23 miliardi di dollari in gas e petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz chiuso dall’Iran. A pagare il conto più salato è tuttavia l’Asia, a partire da Cina e India che “usano” il tratto di mare per quasi 200 miliardi. Di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24, nella puntata del 2 aprile 2026.
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La situazione degli stoccaggi di petrolio e gas in Italia è complessivamente buona nonostante le turbolenze sui mercati energetici seguiti allo shock della guerra di Stati Uniti e Israele all’Iran. Ecco le cifre.
“,”postId”:”2e1aeb0e-7303-424d-9752-4914049fe326″,”postLink”:{“title”:”Quante riserve di gas e petrolio ha ancora a disposizione l’Italia?”,”url”:”https://tg24.sky.it/economia/2026/04/03/riserve-stoccaggio-gas-petrolio-italia”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/e0abd1acfadbf3d88a6de380616decd490d3e170/skytg24/it/economia/2023/08/17/gas-stoccaggi-ue-autunno-2023/gasdotto_ansa.jpeg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-04-04T20:00:00.636Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T22:00:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Donald Trump può davvero far uscire gli Stati Uniti dalla NATO?”,”content”:”
La guerra in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e le difficoltà nel garantire il passaggio delle navi che trasportano gas e petrolio dal Golfo ai mercati globali hanno rialzato la tensione tra Donald Trump e la NATO: il presidente statunitense è tornato ad attaccare i partner europei chiedendo un maggiore coinvolgimento in questi sforzi, riaccendendo una crisi che sembrava essersi placata dopo il caso della Groenlandia.
“,”postId”:”e1c372f8-975b-456c-9e1d-ef1d6a9c02bd”,”postLink”:{“title”:”Donald Trump può davvero far uscire gli Stati Uniti dalla NATO?”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/04/02/trump-nato-uscita-usa-scenari-possibili”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/620140e6c5480122398a01ca2dfa301cf904a892/skytg24/it/mondo/2026/04/02/trump-nato-uscita-usa-scenari-possibili/01_getty_nato_trump_uscita_usa.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-04-04T19:59:20.899Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T21:59:20+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Wsj: “Trump è l’unico presidente a colpire i piani nucleari iraniani””,”content”:”
Il presidente americano Donald Trump ha deciso di ricorrere alla forza militare per impedire all’Iran di acquisire l’arma nucleare, dopo il fallimento della soluzione diplomatica. Una scelta rischiosa: tuttavia, “l’esperienza stranamente dimenticata degli Usa con la Corea del Nord suggerisce che le alternative fossero persino più rischiose”, ha sottolineato l’Editorial Board del Wall Street Journal, in un articolo che spezza una lancia a favore del tycoon verso cui è spesso critico, ad esempio sui dazi. Nella sostanza, ci sono limiti “con un avversario” che è determinato, “nonché quello che accade quando gli Usa antepongono l’evitare il conflitto a ogni altra cosa”. L’articolo ripercorre i propositi atomici di Pyongyang, la lunga fase di trattative con l’amministrazione di Bill Clinton, fino all’accordo del 1994 negoziato dall’ex presidente Jimmy Carter. Le speranze di aver messo la situazione sotto controllo sono naufragate quando Pyongyang quadruplicò le scorte di plutonio e, nel 2006, condusse il primo test nucleare con il ‘caro leader, Kim Jong-il. Da quel momento in poi, le opzioni militari americane sono diventate sempre più rischiose. La Corea del Nord ha tirato dritto per la sua strada: si ritiene ora possieda circa 50 testate atomiche e che stia testando missili balistici intercontinentali che potrebbero, un giorno, raggiungere il territorio continentale degli Usa. L’ultimo test missilistico è di domenica scorsa. La lezione da trarre è che i presidenti degli Stati Uniti hanno atteso troppo a lungo prima di fermare la Corea del Nord, una potenza nucleare. Donald Trump è l’unico presidente “ad aver avuto il coraggio di colpire i piani nucleari iraniani e di consentire a Israele di fare altrettanto, nel corso della guerra di dodici giorni” del 2025. “Non sappiamo come si concluderà l’attuale conflitto con l’Iran, ma sappiamo per certo che, una volta terminato, il regime radicale iraniano non disporrà più di un programma nucleare. Ciò ha reso il mondo un luogo più sicuro”, ha concluso l’articolo.
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“Se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo!”. È quanto scrive il presidente americano Donald Trump in un post sul suo social Truth, assicurando che “questo non accadrà agli Stati Uniti d’America finché sarò presidente”.
“,”postId”:”57fdeaf1-749a-4cc3-967f-e26a7f304cdc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T19:46:53.149Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T21:46:53+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Houthi: “Attaccato l’aeroporto Ben Gurion e siti militari israeliani””,”content”:”
Gli Houthi hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele, affermando di aver preso di mira l’aeroporto internazionale Ben Gurion e siti militari “vitali” nel sud del Paese. Lo scrive al Jazeera.n In una dichiarazione diffusa tramite il media Al-Masirah, affiliato agli Houthi, il gruppo yemenita ha affermato che l’attacco è stato condotto utilizzando un missile a grappolo e numerosi droni.n In precedenza l’esercito israeliano aveva affermato di aver rilevato un missile lanciato dallo Yemen verso il proprio territorio e di aver attivato i propri sistemi di difesa. I media israeliani hanno poi riferito che il missile è caduto in un’area aperta, senza causare vittime né danni.
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Sono 17 i dimostranti arrestati dalle forzendell’ordine a Tel Aviv durante la protesta contro la guerra svoltasi nellancentrale piazza Habima. Lo riferisce la polizia israeliana. Secondo insoccorritori, un manifestante avrebbe subito un arresto cardiaco e sarebbenricoverato in gravi condizioni. Gli attivisti sostengono che l’uomo, unncinquantenne, sarebbe stato spinto con la forza in un rifugio insieme adnaltre persone che erano scese in piazza, sfidando il divieto dinassembramenti superiori alle 150 persone.
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Se gli Usa e Israele aumenteranno ancora la portatandegli attacchi all’Iran, l’intera regione del Golfo si trasformera’ in unn”inferno” per loro. Lo ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavocendelle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa,nDonald Trump, di scatenare “l’inferno” sulla Repubblica Islamica se nonnriaprira’ lo Stretto di Hormuz entro lunedi’. “Non dimenticate che senl’aggressione si estendera’, l’intera regione si trasformera’ in unninferno per voi”, ha detto il portavoce, “l’illusione di sconfiggere lanRepubblica Islamica dell’Iran si e’ trasformata in una palude nella qualenannegherete”.
“,”postId”:”43c56b88-3325-4991-9b64-39ae44dd9b67″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T19:30:00.370Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T21:30:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Israele, Herzog al telefono con Papa Leone XIV: ‘Iran è una minaccia'”,”content”:”
“Ho ricordato i recenti attacchi missilistici su Gerusalemme che sono caduti nell’area di siti sacri per cristiani, musulmani ed ebrei”, ha ffatto sapere il presidente israeliano su X. “Anche il popolo iraniano merita un futuro migliore, libero da questo pericoloso e violento regime del terrore”.
“,”postId”:”70c8a38a-558a-4a43-ba81-b819bd8a2c46″,”postLink”:{“title”:”Israele, Herzog al telefono con Papa Leone XIV: ‘Iran è una minaccia'”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/04/03/israele-herzog-papa-leone-xiv-iran”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/f635243407eedf26a81904bc69e00376e8429b52/skytg24/it/mondo/2026/04/03/israele-herzog-papa-leone-xiv-iran/Herzog.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-04-04T19:23:08.580Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T21:23:08+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Netanyahu: “Come avevo promesso continuiamo a colpire l’Iran””,”content”:”
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha confermato che Israele ha attaccato gli impianti petrolchimici iraniani, dopo che i media iraniani avevano riportato la notizia della morte di almeno cinque persone in un attacco alla zona petrolchimica di Mahshahr. “Dopo aver distrutto il 70% della loro capacità di produrre acciaio, che viene utilizzato come materia prima per le armi usate contro di noi e oggi abbiamo attaccato i loro impianti petrolchimici”, ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio pubblicato sul suo account X. “Vi avevo promesso che avremmo continuato a colpire il regime terroristico di Teheran, ed è esattamente quello che stiamo facendo”, ha affermato.
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Israele si sta preparando ad attaccare leninfrastrutture energetiche iraniane, ma e’ in attesa del via libera daglinStati Uniti. Lo dice un alto funzionario della difesa israeliana secondonSky News. Gli attacchi potrebbero avvenire entro la prossima settimana. Lendichiarazioni giungono dopo che Donald Trump ha lanciato un ultimatum din48 ore all’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz.
“,”postId”:”e2836f1a-d191-4402-b8d5-cc05a74605b1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T19:17:46.637Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T21:17:46+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, media: almeno 5 morti in attacco a sito petrolchimico “,”content”:”
Almeno cinque persone sono morte nell’attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica.
“,”postId”:”234e04ce-5d6b-43ab-81f4-f09f60512493″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T19:17:21.976Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T21:17:21+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Israele chiede evacuazione di area presso la frontiera siro-libanese”,”content”:”
Israele chiede l’evacuazione di un’area vicino al valico di frontiera siro-libanese in vista di attacchi aerei.
“,”postId”:”08fca8f7-3f51-4ca6-92fc-becc1938ab22″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T19:16:47.953Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T21:16:47+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ong: “Morte sospetta di 28enne iraniano in centro di detenzione dei Pasdaran””,”content”:”
Hossein Ghavi, un cittadino disabile residente ad Ahvaz, nel sud-ovest dell’Iran arrestato di recente in relazione al conflitto in corso, è morto in circostanze poco chiare in un centro di detenzione dell’intelligence delle Guardie Rivoluzionarie. Fonti locali hanno riferito all’Agenzia di stampa per i diritti umani Hrana (Human rights), organizzazione non governativa dedicata alla difesa dei diritti umani nel Paese, che Hossein Ghavi, 28 anni, era stato arrestato a marzo dalle forze di sicurezza presso una bancarella del tè dove lavorava, presumibilmente per aver filmato le zone bombardate e aver inviato i filmati ai media stranieri.n Secondo le stesse fonti, giovedì 2 aprile, le forze affiliate all’organizzazione di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie hanno informato telefonicamente la famiglia della morte del figlio. Le forze di sicurezza che hanno effettuato la chiamata non hanno fornito alcuna spiegazione in merito alle condizioni della sua detenzione né alle cause del decesso e la salma non è stata ancora restituita alla famiglia. Hossein Ghavi, soffriva di una disabilità alla gamba sinistra ed era l’unico sostentamento della sua famiglia.n Secondo Iran International Ghavi è stato torturato durante la detenzione ed è poi morto in custodia.
“,”postId”:”fc4d4823-3228-4904-b720-05c0dccb3a1b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T19:00:00.035Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T21:00:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota””,”content”:”
È in corso una ricerca serrata per trovare il pilota disperso dell’F-15 americano abbattuto venerdì dalla contraerea iraniana. L’altro membro dell’equipaggio è stato tratto in salvo. Teheran ha smentito la cattura del pilota, mentre gli Stati Uniti hanno avviato una vasta operazione di ricerca.
“,”postId”:”de952baa-f60d-47ba-ba08-be17a7629440″,”postLink”:{“title”:”Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota'”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/04/04/iran-caccia-usa-abbattuto-pilota”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/9a6b210bf5c0325fad06e6e3fa8d781fdee4973a/skytg24/it/mondo/2026/04/04/iran-caccia-usa-abbattuto-pilota/cacciaUsa_ansa.JPG?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-04-04T18:36:00.613Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T20:36:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Carburante a rischio, scattano restrizioni in 4 aeroporti italiani”,”content”:”
Negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia sono scattate le prime limitazioni di carburante per i voli, dopo che la crisi in Medio Oriente ha messo a rischio le forniture. Air Bp Italia, uno dei principali operatori, ha emesso un Notam, cioè un bollettino rivolto alle compagnie aeree, per informarle che per i prossimi giorni, fino al 9 aprile, nei 4 scali ci saranno delle restrizioni. Nota del Gruppo Save, che gestisce 3 aeroporti veneti: limitazioni “non sono significative. Niente allarmismi”.
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Quando nel Golfo cresce l’instabilita’, non nenrisentono solo gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzindell’energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza ilnpotere d’acquisto delle famiglie”. Cosi’ la premier Giorgia Meloni, in unnvideo sui social.
“,”postId”:”aaa2534d-63e0-494a-9340-c4631cd56828″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T18:24:39.673Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T20:24:39+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, manifestazione contro guerra: almeno 10 arresti a Tel Aviv”,”content”:”
La polizia israeliana ha riferito di avernarrestato, con l’accusa di disturbo dell’ordine pubblico, dieci personentra le oltre mille che oggi hanno manifestato in piazza a Tel Aviv contronla guerra a Iran e Hezbollah. Lo riferisce Ynet. Secondo gli organizzatorindella protesta, gli arresti sono sedici. Al momento Israele non consentenassembramenti superiori alle 150 persone e la polizia e’ intervenuta perndisperdere i dimostranti, in numero molto superiore, riuniti nellancentrale piazza Habima.
“,”postId”:”6859277c-5408-4012-9037-927c30c16dc4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T18:20:58.443Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T20:20:58+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Schlein: “Subalternità a Trump sta facendo solo danni””,”content”:”
“‘Non possiamo farci carico di asili nido enassistenza sanitaria, la gente deve capirlo. Siamo una grande potenza,nfacciamo le guerre'”. Le parole di Trump sono distanti anni luce dainnostri valori costituzionali, parole deliranti dalle quali l’Italianmigliore si dissocia nella maniera piu’ netta. Ma perche’ Giorgia Meloninnon riesce a chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi? Perche’ non riescena dire una parola chiara nonostante famiglie e imprese stiano sopportandoni continui aumenti del carburante e dell’energia? Oggi Meloni chiedenall’Europa cio’ che non ha avuto il coraggio di fare fin qui in Italia,ntassare gli extraprofitti delle societa’ energetiche. Ma serve unanrisposta strutturale: introdurre subito un tetto europeo al prezzo del gasncome si fece nel 2022, e in Italia bisogna aumentare la quota dinrinnovabili per poter scollegare il prezzo dell’energia elettrica danquello del gas. Per questo occorre semplificare gli iter autorizzativi enmoltiplicare le commissioni che se ne occupano, per accelerare. In Spagnanqueste strategie hanno consentito di arrivare a pagare l’energia 18 euro anmegawattora mentre in Italia negli ultimi giorni ha sfiorato i 160 euro anmegawattora. Li’ il gas fa il prezzo dell’energia solo per il 15% delntempo mentre da noi quasi per l’80%”. Cosi’ la segretaria del Pd EllynSchlein. “Cosi’ non si puo’ andare avanti, le famiglie sono in bolletta enle imprese perdono competitivita’. Inoltre e’ notizia di oggi che cominciana mancare il carburante per i voli aerei che vengono razionati. Intanto languerra prosegue e i prezzi rischiano di salire ancora, mangiandosi purengli effetti dei decreti del governo, le cui risposte saranno solo unnpannicello caldo se non si pone fine al conflitto – prosegue Schlein -nEssere acriticamente subalterni a Trump ci sta causando solo danni: lui sindeve fermare e questa guerra illegale deve finire, il governo lo deve direncon chiarezza”.
“,”postId”:”5d16de8d-e857-4938-b7cd-e137e023e98e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T18:12:08.685Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T20:12:08+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Idf: “Raid siti petrolchimici, producono materiali per armi””,”content”:”
Gli impianti petrolchimici attaccati danIsraele in Iran “producono materiali per armi”. Lo dice il portavoce dellenIDF commentando l’attacco agli impianti petrolchimici in Iran. Nel sitoncolpito, afferma il portavoce dell’esercito israeliano, venivano prodottinmateriali chimici per la fabbricazione di armi. L’infrastruttura colpitansi trova a Mahshahr, nel sud-ovest dell’Iran. Le IDF hanno dichiarato chen”e’ stato colpito un sito in cui si trovava una delle due infrastrutturencentrali utilizzate per produrre materiali per esplosivi, missilinbalistici e altre armi. Il sito e’ uno dei principali in cui vienenprodotto il materiale essenziale per i missili balistici”.
“,”postId”:”4b2a117f-5783-4691-b440-01df0392aaad”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T18:09:18.691Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T20:09:18+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Decine di migliaia di persone manifestano contro la guerra a Baghdad”,”content”:”
Decine di migliaia di sostenitori dell’influente religioso sciita Moqtada al-Sadr si sono riuniti oggi a Baghdad e in tutto l’Iraq per condannare Israele e gli Stati Uniti e chiedere la fine del conflitto in Medio Oriente.n L’Iraq è stato trascinato nella guerra contro la sua volontà, scatenata il 28 febbraio dai raid aerei congiunti statunitensi e israeliani contro l’Iran. I gruppi filo-iraniani attaccano gli interessi americani in Iraq e sono a loro volta soggetti ad attacchi di rappresaglia attribuiti agli Stati Uniti e a Israele.n Decine di migliaia di uomini e alcune donne hanno invaso le strade intorno a Piazza Tahrir, nel centro di Baghdad, oggi pomeriggio, sventolando bandiere irachene e scandendo slogan come: “No a Israele” e “No all’America”.
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Iran, Meloni: “No visita simbolica ma difesa interessi italiani”
nn
Quella nel Golfo “non è una visita semplicemente simbolica”, quello “che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell’Iran. Ma il nostro obiettivo non è semplicemente fare testimonianza, era e deve dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani”. Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
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“In questi giorni ho voluto essere in Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti. Credo che per l’Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico. Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall’inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica”. Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
“,”postId”:”927b48ef-05d8-49aa-a5ab-682c353409df”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T17:54:00.818Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T19:54:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”A Bari maratona di musica e parole per la nuova missione Flottilla verso Gaza”,”content”:”
“L’appuntamento di oggi è stato pensato per tornare a puntare l’attenzione su Gaza e sul genocidio” contro il popolo palestinese e “per lanciare la prossima missione” della Global Sumud Flotilla “che parte a fine aprile per dirigersi verso Gaza”. Lo ha dichiarato Tony La Piccirella, del coordinamento Global Sumud Flotilla, durante la ‘maratona’ in corso a Bari da stamattina in vista della nuova missione verso Gaza. Sulla spiaggia barese di Pane e Pomodoro, infatti, dalle 11 di questa mattina e fino a sera, si stanno alternando artisti, musicisti, presentatori e pensatori che gratuitamente stanno animando la maratona di musica e parole sostenuta anche dal Comune di Bari. La Piccirella aveva partecipato anche alla prima missione di Flottilla. Mentre l’attivista parla, nelle acque baresi passa l’imbarcazione Zeineddin che fa parte della Global Sumud Flotilla che il 7 aprile salperà per la Sicilia dove si unirà alle altre imbarcazioni provenienti da Spagna e Francia per poi navigare verso Turchia, Grecia, fino a Gaza. “Quello di oggi – ha aggiunto La Piccirella – è soprattutto un momento di solidarietà, perché vogliamo sentirci vicini al popolo palestinese ma anche a tutti i popoli oppressi, oppressi da tutto quello che è accaduto questo inverno, da tutte le operazioni militari promosse da Stati Uniti e da Israele al solo scopo di rubare terra, risorse e vita, di normalizzare la legge del più forte scavalcando ogni principio di diritto e di dignità umana”.
“,”postId”:”3e99ed39-f449-424c-a0a2-5c1e813acabd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T17:49:21.078Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T19:49:21+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Idf: “Identificato missile lanciato da Yemen””,”content”:”
L’esercito israeliano ha rilevato un missile lanciatondallo Yemen verso il territorio israeliano, il quinto attacco di questontipo dall’inizio della guerra in Medio Oriente. “Le Forze di DifesanIsraeliane (IDF) hanno identificato il lancio di un missile dallo Yemennverso il territorio israeliano; i sistemi di difesa aerea sono in funzionenper intercettare la minaccia”, ha affermato l’esercito.
“,”postId”:”701d5b26-5e1b-43aa-aa43-38c397d55434″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T17:36:03.852Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T19:36:03+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Più di mille in piazza a Tel Aviv contro la guerra con l’Iran e Hezbollah”,”content”:”
“Basta con la guerra infinita”: più di mille persone hanno manifestato in serata a Tel Aviv contro la guerra condotta da Israele contro l’Iran e Hezbollah in Libano, chiedendo alle autorità di porvi fine, prima di essere disperse dalla polizia. “Non bombardate! Parlate!”, “Basta con le sciocchezze di Bibi”, hanno scandito i manifestanti riuniti in piazza Habima, nel cuore della metropoli, come ha osservato un giornalista dell’Afp. Una donna teneva un cartello con la scritta: “Netanyahu è la più grande minaccia all’esistenza di Israele”, riferendosi al primo ministro Benyamin Netanyahu, soprannominato “Bibi”. Il Medio Oriente è precipitato in una guerra dal 28 febbraio, scatenata dall’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, a cui Teheran sta rispondendo con attacchi missilistici e con droni contro Israele e diversi paesi della regione.
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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu,nin un video pubblicato sulle reti sociali ha confermato gli attacchi aglinimpianti petrolchimici iraniani denunciati oggi da Teheran. “Dopo averndistrutto il 70% della loro capacita’ produttiva di acciaio, materia primanper le armi che usano contro di noi, oggi abbiamo colpito i loro impiantinpetrolchimici”, ha dichiarato Netanyahu nel filmato, “entrambinrappresentano la loro fonte di finanziamento per la guerra del terrorencontro di noi e contro il mondo intero”. “Continueremo a schiacciarli”, hanpromesso Netanyahu.
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Le truppe israeliane hanno distrutto 17 telecamere di sorveglianza presso il quartier generale delle forze di pace Onu nel Libano meridionale in 24 ore. Lo ha riferito oggi all’Afp una fonte della sicurezza Onu. Dall’inizio della guerra, il 2 marzo, tra Israele e Hezbollah, la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) si trova nel fuoco incrociato tra gli attacchi del movimento filo-iraniano contro le posizioni israeliane e l’invasione di terra israeliana del Libano meridionale, che sta conducendo attacchi anche nel Paese vicino. “Diciassette telecamere presso il nostro quartier generale sono state distrutte dall’esercito israeliano”, a Naqoura, città costiera nel Libano meridionale, ha affermato la fonte della sicurezza, parlando in condizione di anonimato. “Le telecamere sono state distrutte con quello che sembra essere una sorta di laser”, ha precisato la portavoce dell’Unifil, Kandice Ardiel. “I soldati israeliani sono presenti a Naqoura e questa settimana hanno effettuato massicce demolizioni di edifici nel villaggio”, ha aggiunto. Già da giovedì, i caschi blu avevano assistito alla distruzione di ampie zone di Naqoura da parte dei soldati israeliani, avvenuta dall’inizio della settimana, ha affermato. “Non solo case e attività commerciali sono state rase al suolo, ma la forza delle esplosioni ha danneggiato anche il quartier generale dell’Unifil”, ha specificato. La stessa forza Onu ha riferito che tre caschi blu indonesiani sono stati uccisi in due incidenti separati domenica e lunedì, prima che ieri sie verificasse un’esplosione in una delle sue basi – la cui origine non è stata ancora determinata – che ha ferito altri tre caschi blu indonesiani. L’esercito israeliano ha attribuito l’esplosione di venerdì a un razzo di Hezbollah “che è atterrato su una postazione Unifil”.
“,”postId”:”55c77712-2fb0-4b42-ade8-86d78a3d3ded”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T17:25:15.814Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T19:25:15+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, media: “Scorte Usa missili Jassm-Er già scese a un quarto””,”content”:”
Dall’inizio della guerra all’Iran, le scortenstatunitensi di missili stealth a lunga gittata Jassm-Er sono gia’ scese anmeno di un quarto della disponibilita’ precedente al conflitto. Lonriferisce Bloomberg. Nel dettaglio, prima dell’aggressione alla RepubblicanIslamica gli Stati Uniti avevano 2.300 missili Jassm-Er e ora neglinarsenali ne sarebbero rimasti appena 425 disponibili. Inoltre, dei quasin1.900 missili destinati all’attacco all’Iran piu’ di mille sarebbero gia’nstati impiegati, avverte Bloomberg, secondo la quale ripristinare lenscorte potrebbe richiedere anni.
“,”postId”:”3aafa29f-ddff-4b68-8e82-1857e7b86e45″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T17:19:29.810Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T19:19:29+0200″,”altBackground”:false,”title”:”MO, Pizzaballa: “Terra lacerata ma nessuna ferita è insanabile””,”content”:”
“Le porte sono ancora chiuse. Ilnsilenzio e’ quasi assoluto, rotto forse dal rumore lontano di cio’ che languerra continua a seminare in questa terra santa e lacerata. Tuttavia,nproprio qui, in questo luogo dove la morte e’ stata abitata da Dio, lanParola di Dio risuona piu’ forte di ogni silenzio”. Cosi’ il Patriarca dinGerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, presiedendo, nellenprime ore dell’alba la vigilia pasquale al Santo Sepolcro. “E lo dico connsemplicita’: anche noi, oggi, celebriamo con una fede provata, fragile,nforse stanca… eppure ancora in piedi. Non perche’ siamo forti, manperche’ qui ci sostiene Qualcuno”, ha sottolineato il porporato rimarcandonche “nessuna terra e’ per sempre contesa, nessuna ferita e’ per sempreninsanabile” ed esortando a essere “artigiani di speranza” e dinriconciliazione. “Qui la morte non e’ stata evitata, ne’ attenuata, ma e’nstata affrontata fino in fondo. Dio non ha scelto una via di fuga, ma handeciso di entrare nella condizione umana nella sua realta’ piu’ profonda,nassumendo su di se’ tutte le dimensioni dell’esistenza, compresa quellanche oggi, purtroppo, sperimentiamo in maniera spesso violenta: il dolore enla morte. Non per ‘spiegarli’ da lontano, ma per abitarli da vicino”. “Innquesto momento sembra non ci sia nessuno che possa rotolare via le pietrendelle tombe che la sofferenza per questa situazione di guerra continua anscavare”, ha aggiunto Pizzaballa commentando il brano evangelico sullanResurrezione. “Ma proprio per questo ascoltiamo con piu’ urgenza landomanda che le donne portavano nel cuore: ‘Chi ci rotolera’ via lanpietra’. Non e’ solo una domanda pratica. E’ la domanda di ogni ricerca dinsperanza quando sembra che non ci sia piu’ nulla da fare. E’ la domanda dinchi ama senza cercare risposte immediate, di chi si avvicina al misteroncon fiducia, anche quando il cammino appare oscurato”. “Oggi – ha proseguito – quellandomanda sale da tutta la Terra Santa, e da ogni luogo del mondo segnatondalla violenza. E la risposta non e’ un annuncio a vuoto, ma un evento: lanpietra e’ stata rotolata via. Non dalla nostra forza, ma dalla potenzandell’amore di Dio che e’ piu’ forte della morte”. Allora, “questa Veglianci interroga: stiamo ancora cercando di rotolare da soli le pietre che cinopprimono? O lasciamo che sia Lui, il Vivente, a precederci? Perche’ lanPasqua non e’ il risultato dei nostri sforzi di pace, per quantonnecessari. E’ il fondamento che rende possibile ogni sforzo. Se ilnsepolcro e’ vuoto, allora nulla e’ veramente chiuso. Nessuna terra e’ pernsempre contesa, nessuna ferita e’ per sempre insanabile, nessuna memoriane’ per sempre prigioniera dell’odio”, ha rimarcato Pizzaballa che hanaggiunto: “Anche quando la guerra sembra dirci il contrario, noi siamonquelli che hanno visto la pietra rimossa”, “Gerusalemme, citta’ segnatandalla memoria della morte e oggi da tante divisioni, diventa il luogo inncui si annuncia la vita. Non una vita ideale, lontana, spiritualista. Lanvita concreta, quella delle persone, delle case, delle relazioni, dellencomunita'”. “E permettetemi di dirlo cosi’: se qui, oggi, c’e’ unan’pietra’ che davvero possiamo portare via, e’ quella che ci pesa dentro -nla pietra della rassegnazione, del rancore, della sfiducia. Il Vangelo nonnci chiede di compiere imprese straordinarie, ma di custodire la vita,nanche nelle piccole cose”, ha concluso esortando a diventare “per quantonpossiamo, ‘pietre vive’, segni di riconciliazione, artigiani di speranza,ntestimoni di una vita che la morte non riesce piu’ a chiudere”.
“,”postId”:”08b918ad-ed6f-490a-b11e-83350f3f1ece”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T17:07:08.976Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T19:07:08+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Idf: “In corso nuovo attacco missilistico contro Israele””,”content”:”
E’ in corso un nuovo attacco missilistico contronIsraele, la quarta ondata in tre ore. Lo riferiscono le Idf. Secondo ilnTimes of Israel, l’obiettivo e’ il nord dello Stato ebraico.
“,”postId”:”a14788be-53a7-473c-a0a8-22f3a9c3551e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T17:06:41.572Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T19:06:41+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Idf: “Morto un soldato israeliano in Libano””,”content”:”
L’esercito israeliano ha annunciato lanmorte di un soldato negli scontri nel sud del Libano. “Il sergente dinprima classe Guy Ludar, di 21 anni e’ caduto durante un combattimento nelnsud del Libano”, ha dichiarato l’esercito israeliano. Il numero di soldatinisraeliani uccisi nel sud del Libano sale a 11 dall’inizio dellenoperazioni di terra contro Hezbollah, il mese scorso.
“,”postId”:”d3780e92-f0ca-4e31-88e9-6c5615cdfc4c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T16:47:44.254Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T18:47:44+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: “L’Iraq sarà esentato dalle restrizione al transito di Hormuz””,”content”:”
Il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato che l’Iraq sarà esentato da qualsiasi restrizione al transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riportano oggi i media iraniani, segnalando un trattamento preferenziale per Baghdad mentre Teheran rafforza il controllo su questa strategica via d’acqua. Lo scrive The Guardian.
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Il 60% del ponte dell’autostrada B1 a Karaj è stato danneggiato, con sei dei suoi sette piloni di sostegno gravemente colpiti, dopo essere stato preso di mira da un attacco “nemico” giovedì scorso, secondo quanto riportato dai media iraniani che citano il direttore esecutivo del progetto della tangenziale nord di Karaj. Lo riporta Iran International.
“,”postId”:”e695eba9-cfeb-4318-9b70-a68d9d645f89″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T16:44:30.255Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T18:44:30+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Libano: dal 2 marzo oltre 1.400 morti tra cui 126 bambini”,”content”:”
E’ di oltre 1.400 morti, tra cui 126 bambini, ilnbilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano a partire daln2 marzo, quando sono riprese le ostilita’ tra Tel Aviv e Hezbollah. Lonriferisce il ministero della Salute di Beirut. Almeno 54 operatorinsanitari e 93 donne figurano tra le vittime.
“,”postId”:”fe4bd66a-0bb7-48f8-b8e4-fb0379fe99e7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T16:36:29.683Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T18:36:29+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, media: un missile ha colpito Gerusalemme “,”content”:”
Un missile iraniano ha colpito Gerusalemme senzanche le sirene antiaeree riuscissero a dare l’allerta. E’ quanto sostienenl’agenzia Fars, che cita fonti israeliane.
“,”postId”:”198876d1-ed4e-4404-8f00-4d201fbd7339″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T16:30:23.343Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T18:30:23+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Unem: “Sorpresa e sconcerto per ipotesi tassa extraprofitti energia””,”content”:”
Unem “apprende dell’iniziativa italiana di tassare eventuali extra-profitti delle società energetica avanzata al Commissario Ue per il Clima, Wopke Hoekstra, insieme a Spagna, Portogallo, Austria e Germania e non può evitare di esprimere sorpresa e sconcerto”. In una nota l’associazione che riunisce le aziende che operano della lavorazione, della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi, sottolinea come “sarebbe necessario evitare ulteriori elementi di instabilità” mettendo “in crisi un settore che si sta impegnando per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti”.
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L’Iran sostiene che l’Iraq sia esente da qualsiasinrestrizione nello stretto di Hormuz.
“,”postId”:”0442ee4b-7aca-454e-aad9-40e26d0b1d9a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T16:21:17.374Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T18:21:17+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Kuwait intercetta 8 missili e 19 droni in 24 ore”,”content”:”
Le autorita’ del Kuwait hanno riferito di avernintercettato nelle scorse 24 ore 8 missili balistici e 19 droni nelnproprio spazio aereo. Non ci sono ne’ feriti ne’ danni materiali, aggiungenil ministero della Difesa del Kuwait, secondo Al Jazeera.
“,”postId”:”78b89096-a0bc-4e36-89e8-b1602b0b52c0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T16:19:01.065Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T18:19:01+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: uova contro ambasciata, denunciate due attiviste a Roma”,”content”:”
Avevano lanciato uova contro il muro perimetralendell’ambasciata dell’Iran le due giovane iraniane bloccate nella tardanmattinata di oggi da personale della Polizia di Stato mentre, all’esternondell’edificio, partecipavano ad un raduno di protesta organizzato senzanformale preavviso. Gli agenti del commissariato Vescovio avevano raggiuntonla sede diplomatica dopo la segnalazione dell’arrivo dei priminmanifestanti: le due ragazze, rispettivamente di 19 e 21 anni, dopo esserenstate identificate, sono state accompagnate negli uffici del commissariatone denunciate per imbrattamento. Gli altri attivisti, una decina, sononstati allontanati nel giro di pochi minuti.
“,”postId”:”84944813-8fec-453c-8f01-b6a6688fd1cd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T16:11:29.734Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T18:11:29+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: media, F-15 abbattuto probabilmente partito da base Gb”,”content”:”
Il caccia americano abbattuto in Iran venerdi’npotrebbe essere partito da una delle principali basi Usa nel Regno Unito,nsecondo analisti militari, riaccendendo il dibattito sul coinvolgimentonbritannico nel conflitto. Lo riporta il New York Times. Secondo l’Us AirnForce, il 48th Fighter Wing schiera velivoli F-15E Strike Eagle e F-35Annelle basi di RAF Lakenheath e RAF Feltwell, mentre bombardieri strategicincome B-52 e B-1 sono stati dispiegati presso RAF Fairford. Secondo JustinnBronk del Royal United Services Institute, le immagini diffuse dai medianiraniani dei rottami indicherebbero un F-15E appartenente al 494th FighternSquadron di Lakenheath, sulla base delle marcature visibili sullonstabilizzatore verticale. Tuttavia, ne’ il Comando centrale degli StatinUniti ne’ il ministero della Difesa britannico hanno confermato l’originendel velivolo. L’eventuale utilizzo di basi britanniche per operazionincontro l’Iran resta un tema sensibile a Londra. Il primo ministro KeirnStarmer, inizialmente contrario a un coinvolgimento diretto, avevanrifiutato di autorizzare l’uso delle basi per i primi attacchinstatunitensi. La posizione e’ stata poi progressivamente rivista dopo lenritorsioni iraniane, tra cui un attacco con drone – attribuito a Hezbollahn- contro una base britannica a Cipro. Londra ha quindi autorizzato l’usondelle installazioni per scopi “difensivi e limitati”, prima di aprirenanche a operazioni mirate a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, innrisposta all’impennata dei prezzi energetici causata dalle interruzionindei traffici marittimi. Resta tuttavia alta la cautela politica, connun’opinione pubblica britannica largamente scettica rispetto alla campagnanmilitare americana contro l’Iran.
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Il primo ministro slovacco, Robert Fico, ha affermato che l’Unione europea dovrebbe porre fine alle sanzioni su petrolio e gas russi, ripristinare i flussi dell’oleodotto Druzhba e rilanciare il dialogo con Mosca per affrontare la crisi energetica aggravata dalla guerra in Iran. In una dichiarazione diffusa dopo un colloquio con il premier ungherese Viktor Orban, Fico ha sostenuto la necessita’ di garantire agli Stati membri l’accesso a tutte le fonti energetiche disponibili, inclusa la Russia, per compensare le carenze di approvvigionamento. Le posizioni di Bratislava e Budapest restano isolate all’interno dell’Ue, dove la maggioranza dei Paesi ha ridotto o interrotto i rapporti energetici con Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina.
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Diverse forti esplosioni sono state udite sopranGerusalemme dopo che l’esercito israeliano aveva segnalato il rilevamentondi missili in arrivo dall’Iran. Sono state segnalate almeno seindetonazioni nella citta’, a oltre un mese dall’inizio del conflittonscatenato dai raid di Israele e Stati Uniti contro Teheran. In precedenza,ni servizi di soccorso avevano segnalato il ferimento di cinque persone innseguito ad attacchi missilistici su Tel Aviv e in altre aree del centro dinIsraele.
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Il conflitto in corso in Medio Orientenrappresenta un “rischio grave” per l’Africa, con il pericolo di una nuovancrisi del costo della vita, secondo un rapporto congiunto di Unionenafricana, Banca africana di sviluppo e agenzie delle Nazioni Unite. Nelndocumento, elaborato insieme al Programma delle Nazioni unite per lonsviluppo e alla Commissione economica per l’Africa, si sottolinea come ilnMedio Oriente rappresenti il 15,8% delle importazioni africane e il 10,9%ndelle esportazioni, rendendo il continente particolarmente esposto aglinshock derivanti dalla guerra. Secondo gli autori, il conflitto potrebbenrapidamente trasformarsi in una crisi del costo della vita a causandell’aumento dei prezzi di carburanti e alimenti, dei costi di trasporto enassicurazione, nonche’ delle pressioni sui tassi di cambio e sui bilancinpubblici. Le prospettive di crescita restano fragili: una perdita di 0,2npunti percentuali del Pil africano e’ prevista per il 2026 se il conflittondovesse protrarsi oltre sei mesi. Le difficolta’ nell’approvvigionamentondi gas naturale liquefatto dal Golfo rischiano inoltre di incidere sullanproduzione di fertilizzanti, aumentandone i prezzi proprio durante lanstagione delle semine. Il rapporto evidenzia anche che le valute di 29nPaesi africani si sono gia’ deprezzate, con effetti negativi sul costo delndebito estero, sulle importazioni e sulle riserve in valuta. Alcuni Paesinpotrebbero beneficiare temporaneamente dell’aumento dei prezzi dellenmaterie prime o della riorganizzazione delle rotte commerciali – comenNigeria e Mozambico – cosi’ come alcuni porti africani potrebbero trarrenvantaggio dal dirottamento del traffico via Capo di Buona Speranza.nTuttavia, questi effetti positivi resterebbero limitati e disomogenei. Glinautori avvertono inoltre del rischio di un’intensificazione dei conflittinnel continente, legata a nuove competizioni geopolitiche e al controllo dinrisorse strategiche e rotte marittime, in particolare nel Mar Rosso.nPreoccupa infine la possibile riduzione dei fondi per l’aiuto umanitario,nche potrebbero essere dirottati verso altre crisi.
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Il blocco di internet in Iran entra nella quintansettimana. Lo riporta il gruppo di monitoraggio di internet NetBlocks,nsecondo cui la connettivita’ con l’esterno rimane all’1% dei livellinnormali. L’organizzazione afferma che la misura sta “isolando lanpopolazione, mentre le autorita’ studiano modi per consentire l’accesso anutenti selezionati tramite un sistema di whitelisting a piu’ livelli”.nDiversi siti approvati dal governo e figure filo-governative rimangonononline. Chiunque tenti di connettersi a internet utilizzando servizinsatellitari come Starlink rischia fino a due anni di carcere.
“,”postId”:”9b200a35-3b5f-4dd9-a58f-bc3115bc460c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:51:17.920Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:51:17+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ue valuta lettera su tassa extraprofitti petrolio: “Risponderemo””,”content”:”
“Abbiamo ricevuto la lettera. La stiamo attualmente valutando e risponderemo a tempo debito”. E’ quanto dichiara un portavoce della Commissione Ue sulla richiesta dei ministri di cinque Stati membri, Italia inclusa, di una misura per tassare gli extraprofitti sul caro petrolio. “Più in generale, la Commissione sta lavorando a stretto contatto con gli Stati membri su possibili misure politiche mirate in risposta all’attuale crisi energetica che l’Europa sta affrontando. Sebbene non ci troviamo nella stessa situazione, è importante tenere conto degli insegnamenti tratti dal 2022, inclusa la temporanea contribuzione di solidarietà Ue”.
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L’Idf ha confermato di aver bombardato oggi impianti petrolchimici nel sud dell’Iran, affermando che tali siti venivano utilizzati da Teheran per la produzione di materiali per missili balistici. Secondo l’esercito, gli attacchi hanno portato all’interruzione di tutta la produzione di materiali chimici, prevedendo che causeranno danni economici per miliardi di dollari. L’agenzia di stampa Fars aveva precedentemente riportato che diversi impianti nella Zona Speciale Petrolchimica di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, erano stati colpiti e che cinque persone erano rimaste ferite.
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L’India ha ripreso l’acquisto di petrolioniraniano per la prima volta dal 2019, interrompendo anni di stop legatinalle pressioni degli Stati Uniti, a causa delle difficolta’ dinapprovvigionamento globale provocate dal conflitto in Medio Oriente. Lo hanconfermato il ministero del Petrolio e del gas naturale, spiegando chen”nel contesto delle interruzioni delle forniture in Medio Oriente, lenraffinerie indiane hanno garantito il fabbisogno di greggio, inclusonquello proveniente dall’Iran”. Nuova Delhi, terzo importatore mondiale dinpetrolio, non riceveva carichi da Teheran dal 2019 proprio per le sanzioninstatunitensi. Il mese scorso Washington ha pero’ allentato temporaneamentenle restrizioni su petrolio e prodotti raffinati iraniani per far frontenalla crisi di offerta. Secondo il governo indiano, il Paese importangreggio da oltre 40 nazioni e le compagnie dispongono di pienanflessibilita’ nella scelta dei fornitori in base a criteri commerciali.nNel dettaglio, e’ gia’ arrivato un primo carico di Gpl: circa 44 milantonnellate di origine iraniana sono state consegnate in settimana nelnporto occidentale di Mangalore, dove il combustibile e’ in fase dinscarico. Le autorita’ hanno assicurato che le necessita’ energetiche delnPaese restano coperte per i prossimi mesi, nonostante le tensioni. Ilnblocco dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran – arteria da cuintransita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto a livellonglobale, quota che sale fino all’89% per l’Asia – continua a pesare suinmercati e sui flussi energetici internazionali.
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L’Iraq ha chiuso il valico di frontiera dinShalamcheh con l’Iran dopo che un raid aereo ha ucciso un cittadinoniracheno sul lato iraniano. Il valico e’ una via di approvvigionamentonvitale per le importazioni di cibo dall’Iran in Iraq e qualsiasininterruzione prolungata potrebbe rapidamente compromettere le forniture ainmercati locali, scrivono i media. Cinque cittadini iracheni sono rimastingravemente feriti nei raid che hanno colpito un’area di accoglienzanpasseggeri sul lato iraniano del valico. Le autorita’ hanno dichiarato dinaver visto dei droni sorvolare la zona pochi istanti prima dellenesplosioni. Le autorita’ di frontiera irachene hanno affermato di esserenstate informate dalle autorita’ iraniane che il transito di camion enpasseggeri sarebbe stato ripristinato nelle prossime ore, una voltancompletati i lavori sui sistemi di transito e di controllo passaporti.
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L’Iran ha lanciato diverse salve di missili balistici contro Israele oggi, causando ingenti danni alle abitazioni e ferendo leggermente sei persone, secondo quanto riferito dalle autorità. Lo riporta il Times of Israel.n Missili con testate a grappolo hanno colpito oltre una dozzina di siti nel centro di Israele. Poco dopo l’una di notte, un missile balistico con una testata convenzionale di diverse centinaia di chilogrammi si è schiantato nella zona industriale di Neot Hovav, a sud di Beersheba, provocando un incendio. Un’ora dopo, l’Iran ha lanciato un missile balistico, con testata a grappolo, contro il centro di Israele.n L’esplosione ha causato il parziale crollo di un edificio a Ramat Gan, mentre una linea elettrica ad alta tensione è stata danneggiata nell’attacco a Rosh Ha’ayin, provocando un’interruzione di corrente in alcune zone della città. Un uomo di 45 anni è rimasto leggermente ferito da schegge di vetro a Bnei Brak ed è stato trasportato in ospedale per le cure, secondo quanto riferito dai medici.n Dopo una pausa di 10 ore, una seconda salva di missili balistici è stata lanciata contro il centro di Israele, causando quattro feriti secondo il Times of Israel. L’attacco ha causato gravi danni agli edifici residenziali nelle città centrali di Bnei Brak e Ramat Gan. Le bombe hanno colpito anche Tel Aviv e Petah Tikva, provocando danni a strade e automobili. Durante l’attacco, due submunizioni a grappolo hanno colpito la zona nei pressi del quartier generale delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di Kirya, a Tel Aviv. Un parcheggio adiacente alla base e una scuola vicina hanno subito danni. Non ci sono stati feriti.n L’esplosione di un altro missile iraniano con testata a grappolo, lanciato contro Israele nel tardo pomeriggio di oggi, ha ferito lievemente un uomo di 52 anni. Sono stati segnalati danni anche nei sobborghi di Tel Aviv di Ramat Gan, Givatayim e Bnei Brak, colpiti dall’attacco pomeridiano.
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Il gruppo Lufthansa teme possibili ripercussioni nella fornitura di cherosene in caso di prolungamento del conflitto in Medio Oriente, in un contesto in cui una quota rilevante della produzione globale di carburante per l’aviazione e’ concentrata nell’area del Golfo Persico. “La disponibilita’ di carburante per il trasporto aereo e’ gia’ problematica in alcuni aeroporti asiatici”, ha dichiarato Grazia Vittadini, responsabile per tecnologia, IT e innovazione, in un’intervista a Die Welt. “Piu’ a lungo lo Stretto di Hormuz restera’ di fatto impraticabile, piu’ la sicurezza degli approvvigionamenti di cherosene diventera’ critica”. Dall’inizio del conflitto con l’Iran, il passaggio nello Stretto e’ considerato a rischio, con ripercussioni sulla logistica energetica globale. Le difficolta’ nelle forniture hanno gia’ determinato un aumento dei prezzi del cherosene, in alcuni casi superiore al 100%.Le compagnie del gruppo risultano solo parzialmente protette dal rincaro. “Per le nostre compagnie passeggeri, circa l’80% del fabbisogno di carburante per l’anno in corso e’ coperto da operazioni di copertura, che attenuano l’impatto del rialzo dei prezzi petroliferi. Tuttavia, anche noi risentiamo dell’aumento dei costi del cherosene”, ha aggiunto Vittadini.Anche Michael O’Leary, amministratore delegato dinRyanair, aveva gia’ avvertito qualche giorno fa che un prolungamento delnconflitto con l’Iran potrebbe causare, gia’ da inizio maggio, interruzioninnelle forniture di carburante, con effetti al rialzo sui prezzi deinbiglietti nei mesi successivi. “Confidiamo che la guerra finisca prima dinallora e che i rischi per l’approvvigionamento scompaiano”, ha dichiaratonil dirigente alla rete britannica ‘Sky News’ in un’intervista rilasciatanil primo aprile. Ryanair, leader in Europa per volume di passeggeri, e’n”ragionevolmente ben coperta” poiche’ ha acquistato in anticipo circanl’80% del proprio carburante fino a marzo 2027 al prezzo di 67 dollari alnbarile. A suo avviso, se il conflitto dovesse concludersi e lo Stretto dinHormuz venisse riaperto “a meta’ aprile, allora non ci sarebbero rischi”nper l’approvvigionamento di carburante per l’aviazione. Tuttavia, se languerra dovesse continuare “e l’interruzione dell’approvvigionamentonpersistere”, le compagnie aeree ritengono che circa il 10, 20 o 25% dellen”forniture potrebbero essere interessate nei mesi di maggio e giugno”.
“,”postId”:”86e34d0a-f249-411f-a1e5-e155794309fc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:14:21.461Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:14:21+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Rubio: “Nipoti Soleimani in custodia Ice, saranno espulse””,”content”:”
“Fino a poco tempo fa, Hamideh Soleimani Afshar ensua figlia erano titolari di una green card e vivevano nel lusso neglinStati Uniti. Afshar e’ la nipote del defunto generale iraniano QasemnSoleimani. E’ anche una fervente sostenitrice del regime iraniano, che hancelebrato gli attacchi contro gli americani e si e’ riferita al nostronPaese come al “Grande Satana”. Questa settimana ho revocato lo statusnlegale sia di Afshar che di sua figlia, che ora sono sotto la custodiandell’Ice, in attesa di essere espulse dagli Stati Uniti”. Lo scrive su Xnil segretario di Stato americano, Marco Rubio. “L’amministrazione Trumpnnon permettera’ che il nostro Paese diventi un rifugio per cittadininstranieri che sostengono regimi terroristici anti-americani”, aggiunge.
“,”postId”:”b4c6f3a3-7bae-4ded-abd3-27295bf13ade”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T15:08:38.487Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T17:08:38+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Usa, arrestati i parenti del generale iraniano Soleimani “,”content”:”
Gli agenti federali americani hanno arrestato negli Stati Uniti, venerdì, la nipote e la pronipote del defunto generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso in un blitz statunitense a gennaio del 2020 con un drone: lo riferisce il Dipartimento di Stato. Le due donne sono state arrestate dopo che il segretario di Stato Marco Rubio ha revocato il loro status di residenza permanente.n “Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia sono ora sotto la custodia dell’U.S. Immigration and Customs Enforcement (Ice)”, ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato.
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Le autorita’ turche proseguono gli sforzindiplomatici per consentire il passaggio nello Stretto di Hormuz a novennavi di proprieta’ turca, ma battenti bandiera di altri Paesi, ancoranbloccate nell’area a causa della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.nLo ha riferito il ministro dei Trasporti, Abdulkadir Uraloglu, spiegandonche all’inizio del conflitto si trovavano nello stretto 15 navi dinproprieta’ turca. Di queste, due hanno gia’ lasciato la zona, mentrenquattro non hanno richiesto l’uscita – due impegnate nella produzione dinenergia e due nel commercio locale. Restano quindi nove unita’ per lenquali Ankara sta lavorando “in coordinamento con il ministero deglinEsteri”.
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Le difficoltà in alcuni scali aeroportuali per l’approvvigionamento di carburante sono “legate al periodo pasquale di traffico intenso” e non al “blocco dello stretto di Hormuz”, si tratta di due “situazioni diverse che non collegherei”. E’ quanto afferma il presidente dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, Pierluigi Di Palma, contattato dall’ANSA secondo cui “ovviamente se il conflitto e il blocco dello stretto dovesse continuare”, “ci saranno delle conseguenze ma al momento vedo le diplomazie al lavoro per riaprire i traffici” navali e le forniture. Per Di Palma le compagnie operanti in Italia al momento “non hanno modificato la loro operatività”, ci “sono sicuramente dei contingency plan” in caso di aggravio della situazione.n Di Palma suggerisce comunque ai consumatori di proteggersi da eventuali cancellazioni sottoscrivendo un’assicurazione al momento di acquistare un biglietto per i prossimi mesi.
“,”postId”:”44248861-112a-4e58-93f5-4ad90e8c5aec”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:56:15.667Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:56:15+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Erdogan sente Rutte: “Impasse geostrategica, sforzi per porre fine a guerra Iran””,”content”:”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che la guerra in Medio Oriente ha portato a una “situazione di stallo geostrategico”, durante una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo quanto riportato dal suo ufficio. “Il presidente Erdogan ha affermato che il processo avviato dall’intervento contro l’Iran ha portato a una situazione di stallo geostrategico e che la comunità internazionale deve raddoppiare gli sforzi per porre fine a questa guerra”, si legge nella dichiarazione. La Turchia ha tentato di mediare per porre fine alle ostilità, in particolare attraverso negoziati condotti con Pakistan ed Egitto. Erdogan ha affermato che il suo Paese sta anche continuando gli sforzi “per raggiungere una soluzione pacifica” al conflitto tra Russia e Ucraina: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato oggi a Istanbul per colloqui con Erdogan. Un alto funzionario ucraino ha dichiarato all’Afp che i colloqui non riguarderanno solo i droni intercettori, ma anche la cooperazione in materia di sicurezza in generale. La presidenza turca ha dichiarato su X che i colloqui si concentreranno “sugli sforzi per un cessate il fuoco e una soluzione duratura”.
“,”postId”:”6d8d555f-cd01-4b7e-b4f1-e3de3c28746d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:51:07.774Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:51:07+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: arrestate nipote e pronipote Soleimani negli Usa”,”content”:”
Il dipartimento di Stato americano ha annunciatonche la nipote e la pronipote di Qasem Soleimani sono state arrestate danagenti federali negli Stati Uniti. Lo rendono noto media americani secondoncui il segretario di Stato, Marco Rubio, ha revocato il permesso dinsoggiorno permanente alle due parenti dell’ex comandante della Forza Qudsniraniana, ucciso nel 2020 in un raid Usa a Baghdad.
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Ci sono aziende cinesi che forniscono all’Iran informazioni di intelligence utili e utilizzabili che espongono le forze Usa: tuttavia, riferisce il Washington Post, si tratterebbe di “aziende private” e, di fatto, il Partito comunista cinese starebbe cercando di “mantenere le distanze”. Quando, cinque settimane fa, è scoppiata la guerra in Iran, gli “investigatori” dei social media, attivi su piattaforme occidentali e cinesi, hanno segnalato un’ondata di post virali che hanno descritto in modo dettagliato le attrezzature presenti nelle basi Usa, i movimenti dei gruppi navali d’attacco americani e altre analisi minuziose. Le informazioni di intelligence provengono da un nuovo mercato in rapida espansione: aziende cinesi, alcune delle quali con legami con l’Esercito popolare di liberazione, che combinano l’intelligenza artificiale con dati open source per commercializzare informazioni che, a loro dire, sarebbero in grado di “svelare” i movimenti delle forze statunitensi. Pechino ha cercato di prendere le distanze da qualsiasi coinvolgimento diretto nella guerra in Iran: tuttavia, queste aziende, molte delle quali sono emerse negli ultimi cinque anni nell’ambito della spinta governativa a sfruttare l’IA del settore privato per scopi militari, stanno capitalizzando sul conflitto. Funzionari Usa ed esperti di intelligence sono divisi sulla questione se gli strumenti commercializzati pubblicamente dalle aziende cinesi costituiscano una minaccia reale o se siano effettivamente usati in modo credibile dagli avversari degli Stati Uniti, ma concordano sul fatto che il proliferare di offerte da parte del settore privato segnali un crescente rischio per la sicurezza e rifletta l’intento di Pechino di proiettare la forza delle proprie capacità di intelligence. La Cina ha investito centinaia di milioni di dollari a sostegno di aziende private impegnate nello sviluppo di un’IA con applicazioni nel settore della difesa, il tutto nell’ambito della sua strategia di integrazione civile-militare. Il mese scorso, inoltre, ha annunciato piani volti a potenziare ulteriormente tali sforzi, inserendoli in una più ampia strategia nazionale quinquennale. Le crescenti capacità delle aziende cinesi nel campo dell’IA stanno rendendo questi strumenti ancora più potenti, evidenziando la sfida sempre più ardua di occultare i movimenti militari statunitensi agli occhi degli avversari. MizarVision, un’azienda con sede a Hangzhou fondata nel 2021, è ad esempio una delle società che utilizza un mix di dati di origine occidentale e cinese, filtrati attraverso l’intelligenza artificiale, per catalogare le attività all’interno delle basi statunitensi in Medio Oriente, tracciare i movimenti navali e identificare la posizione e il numero di specifici velivoli e sistemi di difesa missilistica.
“,”postId”:”151a9e7e-b9bf-4e9b-997e-8aec3c8122f0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:49:08.556Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:49:08+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Protesta davanti all’ambasciata iraniana a Roma, lanciate uova sull’ingresso”,”content”:”
Un gruppo di dissidenti iraniani ha inscenato questa mattina una protesta davanti al ambasciata iraniana a Roma, lanciando delle uova contro il portone della sede diplomatica per manifestare il loro dissenso contro le recenti impiccagioni in Iran di alcuni detenuti politici accusati di avere legami con il gruppo dei Mujahedin del popolo iraniano, un partito politico iraniano, tra i più attivi nell’opposizione al regime teocratico. I dimostranti sono poi stati allontanati dalle forze dell’ordine.n Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha dichiarato che “all’alba di oggi, Vahid Bani Amerian e Abolhassan Montazer sono stati impiccati nella prigione di Ghezel Hesar, a Karaj. I due eroici membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano si sono ora uniti ai loro compagni che hanno dato la vita nella lotta per la libertà, tra cui Mohammad Taghavi, Akbar Daneshvar Kar, Babak Alipour e Pouya Ghobadi. La dittatura religiosa al potere in Iran ha ancora una volta versato il sangue di due dei figli più coraggiosi del popolo iraniano, rivelando la propria paura e disperazione di fronte all’opposizione organizzata”.n Rajavi, ha poi chiesto nuovamente “una sessione speciale delle Nazioni Unite per affrontare le esecuzioni in corso di prigionieri politici in Iran e per adottare misure immediate e concrete volte a prevenire ulteriori perdite di vite umane”.n I sostenitori dei Mujaheddin del Popolo e altri dissidenti iraniani organizzano spesso presidi e proteste di fronte all’ambasciata iraniana a Roma per contestare il regime di Teheran.
“,”postId”:”0f33429c-5dab-4642-90f7-2721ef6bb632″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:45:53.770Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:45:53+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Idf: “Ieri colpiti a Beirut centri di comando della forza Quds iraniana””,”content”:”
L’Idf ha dichiarato che ieri l’aviazione israeliana ha bombardato a Beirut alcuni centri di comando appartenenti alla Forza Quds dei pasdaran iraniani. Lo riporta il Times of Israel. Secondo l’esercito israeliano, i centri di comando appartenevano al corpo libanese della Forza Quds, che “funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento e il consolidamento militare di Hezbollah”. Inoltre, l’Idf ha dichiarato di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, “utilizzati dagli alti ufficiali dell’organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah”. La Marina israeliana ha anche colpito un posto di osservazione di Hezbollah, aggiunge l’esercito.
“,”postId”:”5da5e6e5-5712-4d7d-896e-08a04a51ab07″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:43:30.989Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:43:30+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi”,”content”:”
Secondo quanto riferito dal direttore generalendi Rosatom, Alexei Likhachev, citato dall’agenzia Tass, “la principalenondata di evacuazione” e’ partita oggi come previsto. Un totale di 198ndipendenti e’ stato trasferito via bus verso il confine con l’Armenia,ncirca 20 minuti dopo il nuovo attacco sulla zona della centrale. Sintratta, ha precisato Likhachev, della piu’ ampia evacuazione di personalenrusso dall’impianto dall’inizio della guerra in Medio Oriente. Il sito dinBushehr, costruito in parte dalla Russia e tuttora supportato da tecnicinrussi, e’ stato colpito da un raid attribuito a Stati Uniti e Israele, chensecondo media iraniani ha causato la morte di un agente di sicurezza.nMosca ha reagito con durezza. La portavoce del ministero degli Esteri,nMaria Zakharova, ha condannato “fermamente questa azione nefasta”,nchiedendo la cessazione “immediata” degli attacchi contro le installazioninnucleari iraniane, inclusa la centrale di Bushehr. Secondo l’agenzianiraniana Irna, si tratta del quarto attacco contro quest’area affacciatansul Golfo dall’inizio del conflitto, scoppiato il 28 febbraio con inbombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran. Likhachev ha inoltrenavvertito che il rischio di danni gravi o di un incidente nuclearen”aumenta di giorno in giorno”. Gia’ nelle prime fasi della guerra diversendecine di cittadini russi erano stati evacuati dal sito. Il 25 marzo altrin163 dipendenti avevano lasciato la centrale dopo un precedente attacco,nmentre una parte del personale e’ rimasta operativa per garantire ilnfunzionamento minimo dell’impianto.
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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan handefinito la situazione in Medio Oriente uno “stallo geostrategico” in unantelefonata con il segretario generale della NATO Mark Rutte, durante lanquale ha reiterato l’invito ad agire per la pace. “Il presidente Erdogannha affermato che l’intervento contro l’Iran ha portato a una situazione dinstallo geostrategico e chiesto che la comunita’ internazionale raddoppingli sforzi per porre fine a questa guerra”, ha reso noto l’ufficio dellanpresidenza turca. Erdogan, che ha ricevuto oggi in Turchia il presidentenucraino Volodimir Zelensky, ha ribadito a Rutte che l’impegno “pernraggiungere una soluzione pacifica” al conflitto tra Russia e Ucraina,ncontinua.
“,”postId”:”0ab9d025-471e-469a-a604-4bedd5b2ca08″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:40:26.277Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:40:26+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: “Attaccato lo scalo israeliano di Ben Gurion e base Usa in Kuwait””,”content”:”
L’esercito iraniano ha affermato che le sue forze hanno attaccato l’aeroporto Ben Gurion di Israele, “con l’obiettivo di interrompere il comando e il controllo del traffico aereo militare da parte del nemico, nonché le piattaforme per la guerra elettronica”.n Nel frattempo, l’agenzia Fars, vicina alle Guardie della Rivoluzione, ha citato una fonte informata secondo cui, in un altro attacco, le forze iraniane avrebbero preso di mira, con missili balistici e droni kamikaze, una base militare statunitense per comandanti e tecnici del sistema missilistico Himars sull’isola di Bubiyan, in Kuwait.
“,”postId”:”b7889ae5-666e-46ee-88e5-477321256a13″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:33:50.207Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:33:50+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Mosca condanna il ‘vile’ attacco israelo-americano contro l’impianto di Bushehr”,”content”:”
La Russia ha condannato sabato il “vile” attacco statunitense-israeliano contro l’impianto nucleare iraniano di Bushehr, che ospita personale russo, e ha sollecitato la cessazione immediata degli attacchi contro le infrastrutture atomiche. “Condanniamo fermamente questo atto vile, che ha provocato la perdita di vite umane”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. “Gli attacchi contro le infrastrutture nucleari iraniane, compresa la centrale nucleare di Bushehr, devono cessare immediatamente”, ha aggiunto.
Le truppe israeliane hanno distrutto in 24 ore 17ntelecamere di sorveglianza del quartier generale dei caschi blu dell’Onunnel sud del Libano, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezzandelle Nazioni Unite all’Afp. Le telecamere si trovavano presso la basendella Unifil a Naqoura, citta’ costiera nel sud del Paese. La fonte, chenha parlato in forma anonima, ha attribuito la distruzione all’esercitonisraeliano. Dall’inizio della guerra il 2 marzo tra Israele e Hezbollah,nla missione Onu si trova tra due fuochi: da un lato gli attacchi delnmovimento sciita filo-iraniano contro obiettivi israeliani, dall’altronl’offensiva terrestre israeliana nel sud del Libano, accompagnata da raidnaerei. Secondo la portavoce della missione, Kandice Ardiel, i caschi blunhanno osservato negli ultimi giorni soldati israeliani distruggere ampienporzioni della citta’ di Naqoura. Le esplosioni avrebbero danneggiatonanche il quartier generale della missione, oltre ad abitazioni e attivita’ncommerciali. La situazione resta particolarmente tesa anche per le perditentra i peacekeeper: la missione ha riferito della morte di tre caschi blunindonesiani in due distinti incidenti nei giorni scorsi, mentrenun’esplosione avvenuta ieri in una base Onu – la cui origine non e’ statandeterminata – ha ferito altri tre militari. L’esercito israeliano hanattribuito quest’ultimo episodio a un razzo lanciato da Hezbollah chenavrebbe colpito una postazione della missione. L’Indonesia ha definitonl’accaduto “inaccettabile”, chiedendo un rafforzamento urgente dellenmisure di protezione per i peacekeeper. La missione Onu ha inoltrenrichiamato tutte le parti al rispetto degli obblighi di sicurezza,ninvitando a evitare attivita’ militari nelle vicinanze delle basi per nonnmettere a rischio il personale. Secondo le Nazioni Unite, 97 membri dellanmissione sono stati uccisi in episodi di violenza dalla sua creazione neln1978.
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“Ricordate quando ho dato all’Iran dieci giorni pernfare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere:n48 ore prima che si scateni l’inferno su di loro. Gloria a Dio!”. Lonscrive su Truth il presidente americano, Donald Trump
“,”postId”:”fdd566b0-3189-4c19-a4a6-57001e69c08a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:06:46.509Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:06:46+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, media: “Pedaggi Hormuz usati per riparare infrastrutture””,”content”:”
L’Iran compensera’ i danni provocati alle sueninfrastrutture dai bombardamenti di Stati Uniti e Israele con i pedagginche saranno imposti per attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta alnJazeera citando il sito iraniano Nour News.
“,”postId”:”a85a9983-ee32-4bc9-a758-e25f6dc51763″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:06:22.950Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:06:22+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Bloomberg: “Compagnie aeree Ue si cautelano da rialzi prezzi non da forniture””,”content”:”
Le principali compagnie aeree europee hanno dei contratti che le proteggono dalle forte oscillazioni dei prezzi dei carburanti ma non dalla mancanza di disponibilità. E’ quanto scrive Bloomberg in un’analisi sul fenomeno secondo cui i principali vettori del Continente come Lufthansa, Ryanair o Air France in media coprono, tramite contratti derivati, il 70% del proprio fabbisogno annuo dai rialzi dei prezzi. Tuttavia tali contratti non prevedono e non assicurano la consegna fisica del prodotto sottostante.
“,”postId”:”9048ec71-e3a0-482a-bede-e33c62410507″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T14:01:25.216Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T16:01:25+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, perchè il petrolchimico è ora in mirino raid”,”content”:”
Con l’intensificarsi dei raid contro obiettivinall’interno dell’Iran, il settore petrolchimico emerge come uno deinprincipali bersagli, segnando un possibile passaggio da operazioni ancarattere prevalentemente militare a colpi mirati contro infrastruttureneconomiche strategiche. Il comparto petrolchimico rappresenta uno deinpilastri dell’economia iraniana, garantendo flussi di valuta estera ensostenendo un’ampia rete di industrie collegate, dalla produzione dinfertilizzanti alla plastica e ai prodotti chimici. Danni a questenstrutture rischiano di tradursi in un calo delle esportazioni e dellenentrate, aumentando la pressione sulla valuta nazionale e alimentandonl’inflazione. Le conseguenze si estendono lungo tutta la filieraneconomica: alla perdita di produzione e capacita’ di export si aggiungononinterruzioni nelle catene di approvvigionamento e ripercussioni sullenindustrie interne collegate. Inoltre, la riattivazione degli impiantinrichiede tempi e competenze tecniche, rendendo l’impatto non solonimmediato ma anche prolungato. Il cambio di obiettivi riflette unanstrategia piu’ ampia volta a esercitare pressione sull’economia iraniana,nandando oltre il campo militare. Secondo analisi citate dai media, questonapproccio mira a ridurre la capacita’ di Teheran di finanziare le proprienattivita’ e di aggirare le sanzioni internazionali. Tra i siti colpitinfigura la zona speciale petrolchimica di Mahshahr, nella provinciansud-occidentale del Khuzestan, uno dei principali poli industriali delnPaese. Secondo l’agenzia Tasnim, i raid hanno costretto all’evacuazione dindiverse unita’ produttive, mentre fonti locali parlano di feriti.nL’impatto potrebbe inoltre estendersi ai mercati globali: i prodottinpetrolchimici iraniani sono utilizzati in numerosi settori, tra cuinplastica, fertilizzanti, automotive e tessile, ed eventuali interruzioninpotrebbero contribuire a carenze e a un aumento dei prezzi a livelloninternazionale.
“,”postId”:”b4754366-973c-417b-afc6-2aa05a0deaac”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:58:11.366Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:58:11+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iata: l’Europa importa il 30% del fabbisogno di carburante per aerei”,”content”:”
L’Europa importa il 30% del suo fabbisogno di carburanti per aerei e questo la rende vulnerabile a colli di bottiglia nell’offerta come quello che si sta verificando ora con la chiusura dello stretto di Hormuz. E’ quanto si legge nell’ultimo rapporto della Iata, l’associazione internazionale del traffico aereo pubblicato a novembre, prima quindi del conflitto contro l’Iran. Già in quella data l’associazione ammoniva come nel Continente la capacità di raffinazione per questo tipo di carburante sia in calo e alcune zone dove mancano le infrastutture possono andare incontro a vulnerabilità. Per questo la Iata auspicava di sostituire le raffinerie che sono state chiuse in passato in modo da fare fronte a possibili problemi nella disponibilità.
“,”postId”:”a3b7c962-bdbe-4b77-8d1a-7741fa44abea”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:57:40.158Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:57:40+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media: “Iran autorizza transito navi con beni essenziali a Hormuz verso i suoi porti””,”content”:”
L’Iran ha dichiarato che concederà l’autorizzazione al transito di navi che trasportano “beni essenziali” attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia semi-ufficiale Tasnim citata dalla Cnn, che sottolinea come non sia chiaro tuttavia quali beni Teheran definisca “essenziali” né se manterrà il blocco nei confronti delle navi provenienti da quelle che considera nazioni ostili. Secondo quanto riferito, l’ordine si applica alle “navi dirette verso i porti iraniani o attualmente presenti nel Mare d’Oman”.n Secondo quanto riferito da Tasnim, il vice responsabile per lo sviluppo commerciale Houman Fathi ha inviato una lettera al capo dell’Organizzazione Portuale e Marittima in merito all’autorizzazione al transito di navi che trasportano aiuti umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz.n La lettera recita: “In riferimento all’accordo e all’annuncio del potente governo della Repubblica Islamica dell’Iran e delle vittoriose forze armate del nostro Paese, che autorizzano il transito di navi che trasportano aiuti umanitari, in particolare beni di prima necessità e prodotti per l’allevamento, attraverso lo Stretto di Hormuz, si richiede che, al fine di consentire il transito delle navi dirette verso i porti iraniani o già presenti nel Mar d’Oman, vengano inseriti all’ordine del giorno gli obblighi necessari per il passaggio di tali navi, sulla base dei protocolli emanati. L’elenco delle navi interessate, pronte a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz, verrà inviato per il coordinamento. Auguriamo la vittoria ai guerrieri dell’Islam
“,”postId”:”48e11865-3517-442b-9f57-9b3ea8af586d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:53:43.614Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:53:43+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Teheran: “Pilota Usa non sarà trattato come a Guantanamo””,”content”:”
Se dovesse catturarlo, l’Iran non riservera’ alnpilota americano disperso lo stesso trattamento che Stati Uniti e Israelenriservano ai loro prigionieri. Ad assicurarlo e’ stata la tv di Statoniraniana, voce del regime, in un post su X in risposta a un’americana chenchiedeva di pregare per i militari. “Se l’Iran cattura dei piloti, nonnsaranno trattati come i prigionieri nei centri di detenzione israeliani dinSde Teiman o in quelli gestiti dagli Stati Uniti ad Abu Ghraib enGuantanamo. Rispettiamo il diritto internazionale e la misericordianislamica”, si legge nel post.
“,”postId”:”85e35cbd-a3bd-4cba-bd18-0d764b56a383″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:48:04.796Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:48:04+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: “Nato partner gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile””,”content”:”
Donald Trump torna ad accattare la Nato, prendendo di mira un errore che a suo dire avrebbe fatto il New York Times sulla descrizione della sigla dell’Alleanza Atlantica, a pochi giorni dall’incontro di mercoledì alla Casa Bianca tra il tycoon e il segretario generale Mark Rutte. “Il ‘New York Times in declino’ – la cui mancanza di credibilità, insieme ai costanti attacchi basati su ‘Fake News’ contro il vostro Presidente preferito, ha causato un crollo assoluto della sua diffusione – ha definito il nostro ‘partner’ gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile, la Nato, come la ‘North American Treaty Organization'”, ha scritto il tycoon in un post. “Il nome corretto è ‘North Atlantic Treaty Organization'”: un errore davvero interessante! Gli standard di assunzione e di formazione presso il Nyt sono crollati drasticamente. Riportate in auge il motto “ALL THE NEWS THAT’S FIT TO PRINT” e “Make America Great Again”! , ha concluso Trump.
“,”postId”:”bb698738-5b87-4d4d-87d4-dbb71dd75bb2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:45:30.560Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:45:30+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Cei: “Nessuno può usare Dio per giustificare le guerre””,”content”:”
“Non possiamo abituarci” a guerre e violenze e Pasqua ricorda che “il male non ha l’ultima parola”. Lo scrive la Cei nel Messaggio di Pasqua.n “Ci affliggono le guerre che devastano popoli e famiglie, la violenza che colpisce i più deboli, le ferite che attraversano le case, le solitudini – si legge nel messaggio a firma del presidente, il card. Matteo Zuppi, e del segretario generale, mons. Giuseppe Baturi – che consumano tante esistenze, la fatica di donne e uomini che si sentono smarriti, stanchi, senza un domani. Ci addolorano le lacrime dei bambini, le paure dei giovani, l’abbandono degli anziani, la sofferenza di chi vede la propria vita segnata dalla povertà, dalla malattia, dall’emarginazione. Non possiamo abituarci a tutto questo. Non possiamo accettare che il male diventi normale, che la durezza vinca sulla compassione, che l’indifferenza prenda il posto della fraternità”.n Ma “la Pasqua ci riporta al cuore della nostra fede: il Crocifisso è risorto. Per questo, il male non ha l’ultima parola, la morte non è la fine, le ferite non sono condannate a restare per sempre aperte”. “Il Signore risorto ci invita a non restare spettatori: siamo chiamati a scegliere la luce, a custodire la vita, a prenderci cura gli uni degli altri, a essere segni di pace” perché Dio “rifiuta la guerra” e “nessuno può usare” Dio “per giustificare la guerra”.n “Nella luce pasquale, desideriamo rivolgere un pensiero particolare a quanti soffrono e attendono un segno di vicinanza nel nostro Paese: ai malati, ai detenuti, a chi è senza lavoro, a chi vive la fatica di educare, a chi è solo, a chi non riesce più a vedere una strada davanti a sé. Il Risorto sta accanto a ciascuno come il viandante di Emmaus, riaccende il cuore, apre gli occhi, rimette in cammino”, conclude il messaggio della Cei.
“,”postId”:”0c326ffc-3de4-405e-8b81-b83c4d09c93d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:38:00.532Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:38:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran, presi di mira obbiettivi ad aeroporto Ben Gurion”,”content”:”
L’esercito iraniano ha annunciato di avere preso di mira obbiettivi all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, nell’ultima ondata di attacchi. Lo riporta il Tehran Times. Sempre secondo il comunicato dell’esercito, riportato da diversi media iraniani, sono stati colpiti la nuova torre di controllo, i sistemi di navigazione e i radar dello scalo israeliano.
“,”postId”:”8198893b-fe90-4ceb-84c1-629aa1802fba”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:37:37.982Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:37:37+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: “Nato partner molto debole e in gran parte inaffidabile””,”content”:”
Il presidente americano, Donald Trump, torna adnattaccare la Nato definendola un partner “molto debole e in gran parteninaffidabile”. Lo scrive in un post su Truth in cui attacca il New YorknTimes per aver sbagliato la definizione Nato, scrivendo “Organizzazionendel Trattato Nordamericano invece del nome corretto che e’ Organizzazionendel Trattato del Nord Atlantico”. “Un errore molto interessante! Glinstandard di assunzione e di formazione al Nyt sono crollati”, critica ilncapo della Casa Bianca.
“,”postId”:”10edef1a-45fa-497f-b709-ce213e66750c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:31:31.532Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:31:31+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi”,”content”:”
Ha preso il via questa mattina il trasferimento del personale russo in forza alla centrale nucleare di Bushehr, in Iran. Lo ha riferito l’amministratore delegato della società energetica Rosatom, Alexei Likhachev, ai giornalisti a Ekaterinburg. “Come previsto, abbiamo iniziato l’ondata principale di trasferimenti, circa 20 minuti dopo l’attacco” condotto dalle forze di Stati Uniti e Israele, ha spiegato, “gli autobus si sono spostati dallo stabilimento di Bushehr verso il confine armeno, con 198 persone” a bordo.
“,”postId”:”4de64e47-1815-4241-b2bf-b692a41f6c83″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:08:27.882Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:08:27+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Lufthansa avvisa difficoltà su carburante in caso di conflitto lungo”,”content”:”
La Lufhtansa avvisa di possibili colli di bottiglia nella disponibilità di carburante per gli aerei se si prolungherà il conflitto in Medio Oriente. In una intervista al quoridiano tedesco Die Welt, la responsabile del settore tecnologia e It Grazia Vittadini sottolinea come “ci siano già difficoltà in alcuni scali in Asia”. Lufhtansa si è coperta tramite contratti derivati dai rialzi dei prezzi sull’80% delle proprie necessità per il 2026 ma “certamente la crescita ha un impatto anche su di noi”, ammette.
nn”,”postId”:”7c9fd4f6-a55a-442a-8040-ebeb8318aeda”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:03:26.825Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:03:26+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Intelligence Usa: Teheran ripara in tempi rapidi bunker missilistici”,”content”:”
L’Iran sta riuscendo a ripristinare in tempi molto rapidi i bunker sotterranei e i silos missilistici colpiti dai bombardamenti americani e israeliani, rimettendoli in funzione anche poche ore dopo gli attacchi. Lo riferisce un report dell’intelligence statunitense citato dal New York Times, le cui valutazioni gettano ombre su quanto Washington sia vicina a neutralizzare la capacità missilistica iraniana, uno degli obiettivi chiave del conflitto, nonostante le dichiarazioni trionfalistiche dell’amministrazione di Donald Trump. Il Pentagono ha rivendicato di aver colpito circa 11mila obiettivi in cinque settimane di guerra,evidenziando al tempo stesso un forte calo nei lanci di missili e droni da parte di Teheran. “Continueranno a lanciare missili, ma li abbatteremo”, aveva dichiarato lunedì il capo del Pentagono Pete Hegseth, all’indomani di una giornata che aveva registrato il livello più basso di attacchi iraniani. Anche la Casa Bianca ha confermato una riduzione del 90% degli attacchi, interpretandola come segnale di un indebolimento delle capacità produttive e militari iraniane. Secondo l’intelligence statunitense, tuttavia, l’Iran conserva ancora una parte significativa del proprio arsenale e dei lanciatori mobili, molti dei quali nascosti in bunker e caverne per proteggerli dai raid. Teheran starebbe inoltre adottando da tempo una strategia più prudente, con lanci limitati a circa 15–30 missili balistici al giorno, spesso in piccoli gruppi, anche a causa delle difficoltà interne di comando e coordinamento. Le stime restano comunque incerte perché l’Iran utilizza anche sistemi di esca e perché è difficile valutare con precisione i danni effettivi alle infrastrutture sotterranee colpite. In questo contesto, secondo gli analisti citati dal Times, l’obiettivo di Teheran sarebbe soprattutto preservare nel tempo una capacità di deterrenza, anche in vista di un eventuale prolungamento del conflitto o del periodo successivo alla sua conclusione.
nnn”,”postId”:”1bb5bb9c-4213-4bc9-a167-6ce94a206fd2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T13:02:47.238Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T15:02:47+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ryanair: no carenze carburante ma rischi se stop Hormuz fino a maggio”,”content”:”
“Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio.” E’ quanto fa sapere Ryanair secondo cui “se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l’approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei”.
“,”postId”:”9897e104-ca1b-404a-bc1a-de3a06263fc6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T12:48:24.385Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T14:48:24+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Nyt, 4 opzioni “rischiose” per Hormuz, tra proposte quella dell’Italia su corridoio umanitario”,”content”:”
“Le opzioni dell’Europa per Hormuz: poche e rischiose”. Questo è il titolo di un’analisi del New York Times, che si apre citando la proposta presentata dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani alla riunione in videoconferenza organizzata dal Regno Unito due giorni fa per la creazione di un “corridoio umanitario” che permetta il passaggio sicuro di fertilizzanti e altri beni essenziali. Il piano era una delle diverse proposte provenienti dall’Europa e non solo, volte a impedire che tra le conseguenze della guerra in Iran ci siano anche possibili carestie in Africa. La proposta non è stata approvata e l’incontro si è concluso senza un piano concreto per riaprire lo stretto, militarmente o in altro modo, scrive il giornale americano, osservando che “i leader europei sono sotto pressione da parte del presidente Trump per impegnare risorse militari, porre fine al blocco dello stretto da parte dell’Iran e contrastare la crisi energetica ed economica globale” che si aggrava ogni ora di più. Finora, gli europei non hanno accolto le sue richieste di inviare navi da guerra e continuano a discutere su cosa fare per sbloccare Hormuz, attraverso il quale transita il 20% di petrolio e gas mondiali. Secondo il Nyt, la difficoltà a mettersi d’accordo su un piano comune riflette in parte gli ingranaggi lenti della diplomazia in Europa e in parte il numero considerevole di Paesi, inclusi quelli del Golfo, interessati a salvaguardare lo stretto una volta terminata la guerra. Molti Stati coinvolti nei colloqui, tra cui Italia e Germania, hanno insistito affinché qualsiasi sforzo internazionale nasca sotto l’ombrello dalle Nazioni Unite, il che potrebbe rallentare ulteriormente l’azione. Il giornale passa quindi ad elencare le 4 opzioni possibili a disposizione dell’Europa, degli stati del Golfo e di altri paesi, nessuna delle quali tuttavia appare infallibile, anche ipotizzando uno stop alle operazioni.
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1) Scorte navali – Il presidente francese Emmanuel Macron ha ripetutamente sollevato la possibilità che navi da guerra francesi possano scortare i mercantili attraverso lo stretto dopo la fine della guerra. Funzionari americani hanno spinto affinché gli europei e altri alleati, come il Giappone, scortino navi che battono bandiera dei loro stessi paesi. Il problema è che le scorte navali sono costose. Inoltre, i loro sistemi di difesa aerea da soli potrebbero non essere sufficienti per fermare alcuni tipi di attacchi, come quelli con droni, qualora l’Iran decidesse di ricominciare a sparare.”
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2) Bonifica dalle mine – Funzionari tedeschi e belgi, tra gli altri, affermano di essere pronti a inviare dragamine per liberare lo stretto dagli esplosivi dopo la guerra. In realtà, i leader militari occidentali non sono convinti che l’Iran abbia effettivamente minato lo stretto, in parte perché alcune navi iraniane lo attraversano ancora. Quindi, sebbene i dragamine possano essere dispiegati come parte di una scorta navale, potrebbero non avere molto da fare.
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3) Aiuto dall’alto – Inviare jet da combattimento e droni per intercettare qualsiasi attacco aereo iraniano alle navi. Funzionari americani hanno spinto l’Europa a farlo, ma anche questo piano sarebbe piuttosto costoso. E non è ancora garantito che funzioni. L’Iran può attaccare le navi con un singolo soldato su una lancia, e se solo pochi tentativi riescono, ciò potrebbe essere sufficiente a spaventare assicuratori e armatori, scoraggiandoli dal tentare il passaggio.
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4) Tutte queste opzioni, più la diplomazia – Usare negoziati e leve economiche per fare pressione sull’Iran affinché si astenga da futuri attacchi, e impiegare una varietà di mezzi militari per far rispettare tutto questo. Lo sforzo andrebbe oltre l’Europa. Giovedì, il ministero degli Esteri tedesco ha invitato la Cina a usare la sua influenza con l’Iran in modo “costruttivo” per aiutare a porre fine alle ostilità. I negoziati finora sembrano aver fatto poco per fermare i combattimenti, ma questa potrebbe essere la migliore scommessa dell’Europa, in mancanza di una migliore. E se nulla di tutto questo funzionasse? Funzionari iraniani hanno dichiarato questa settimana che avrebbero continuato a controllare il traffico attraverso lo stretto dopo la guerra. Hanno già elaborato piani per far pagare alle navi i pedaggi per il passaggio di Hormuz, che dovrebbe essere una via d’acqua libera secondo il diritto internazionale.
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Gli attacchi statunitensi e israeliani hanno colpito piu’ di 30 universita’ in tutto l’Iran dall’inizio della guerra alla fine di febbraio. Lo dice il ministro della Scienza iraniano. “Ad
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oggi, più di 30 universita’ sono state prese di mira direttamente”, ha dichiarato Hossein Simai Sarraf ai giornalisti durante una visita all’Università Shahid Beheshti, nella zona nord di Teheran, colpita venerdì. Israele ha affermato di aver colpito diversi siti di ricerca e sviluppo legati ai programmi nucleari e di armamento iraniani.
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Mohsen Rezaee, un alto funzionario iraniano, suggerisce in un post su X che Trump dovrebbe essere rimosso dall’incarico anziché i suoi generali. Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha rimosso dall’incarico diversi alti ufficiali militari, tra cui il capo di stato maggiore dell’esercito americano.
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I Pasdaran sono fiduciosi che l’Iran avrà il pieno controllo dei suoi cieli. “Il nemico deve sapere che disponiamo di moderni sistemi di difesa aerea, costruiti dai brillanti e orgogliosi giovani scienziati del Paese, che vengono svelati uno dopo l’altro sul campo”, ha assicurato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, a quanto riferiscono i media iraniani. “Otterremo sicuramente il pieno controllo dei cieli della nostra nazione e dimostreremo al mondo, piu’ che mai, l’umiliazione del nemico”, ha aggiunto.
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L’esercito statunitense prosegue freneticamente le ricerche di un pilota scomparso in una zona remota dell’Iran sud-occidentale, dopo che il Paese mediorientale ha abbattuto un aereo da guerra americano e ha lanciato un appello alla popolazione per la cattura del pilota, promettendo una ricompensa. L’aereo, identificato dall’Iran come un F-15E Strike Eagle statunitense, è stato uno dei due attaccati venerdì; un militare è stato tratto in salvo e almeno un altro risulta disperso. Un conduttore di un canale televisivo affiliato alla televisione di stato iraniana ha esortato i residenti a consegnare alla polizia qualsiasi “pilota nemico”.
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Ieri, l’aviazione israeliana ha bombardato i centri di comando a Beirut appartenenti alla Forza Quds, il braccio extraterritoriale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, secondo quanto annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF).
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Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che i centri di comando appartenevano al Corpo libanese della Forza Qud, che “funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento delle forze e il radicamento militare di Hezbollah”. Inoltre, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, “utilizzati dagli alti funzionari dell’organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah”. La Marina israeliana ha inoltre colpito un posto di sorveglianza di Hezbollah, aggiunge l’esercito.
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Il presidente dell’Assemblea consultiva iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha rilasciato un’intervista ai nostri colleghi di Al Jazeera Arabic. Ecco un riassunto di quanto ha affermato:
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L’Iran si è preparato a questo confronto e ha dimostrato la sua capacità di difendersi.
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Questa guerra è la guerra di Israele, e il conseguente collasso della sicurezza e le perdite subite hanno avuto ripercussioni sul mondo intero.
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L’Iran è stato costretto a prendere di mira le basi e gli interessi statunitensi nella regione per preservare la propria presenza.
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L’escalation delle tensioni contro l’Iran incontrerà una risposta decisa e decisa contro gli interessi statunitensi nella regione.
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Il mantenimento della sicurezza regionale è nell’interesse dei paesi che ne fanno parte, e la sicurezza sostenibile è una priorità per l’Iran.
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I paesi della regione possono tutelare i propri interessi attraverso accordi di sicurezza bilaterali e multilaterali, senza interferenze straniere.
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È necessario eliminare le principali cause di insicurezza nella regione e costruire la sicurezza senza il coinvolgimento di Stati Uniti e Israele.
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Nella giornata di oggi, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha cercato di correggere le notizie diffuse dai media statunitensi che, a suo dire, avevano “travisato” la posizione dell’Iran sugli sforzi del Pakistan per porre fine alla guerra.
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Il ministro degli esteri pakistano Ishaq Dar ha accolto con favore il chiarimento.
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L’Iran ha protestato per quella che considera l’inerzia dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) di fronte agli attacchi degli alleati sui suoi siti atomici. “Condannare l’attacco alle infrastrutture nucleari pacifiche dell’Iran e porre fine all’inazione è il minimo che ci si aspetta dall’Aiea nell’ambito delle sue responsabilità statutarie”, si legge in un post dell’agenzia atomica iraniana. “L’Iran salvaguardera’ la propria sovranita’ nucleare e richiederà un riesame legale di tale inazione del direttore generale”.
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La sede di Oracle a Dubai è stata danneggiata dalla caduta di alcuni detriti per l’intercettazione di un attacco iraniano. Lo ha riferito questa mattina l’ufficio stampa della città emiratina. “Le autorità confermano di essere intervenute per un incidente di lieve entità causato dalla caduta di detriti provenienti da un’intercettazione aerea sulla facciata dell’edificio di Oracle a Dubai Internet City”, ha dichiarato l’ufficio stampa di Dubai in un post su X. Nessuno è rimasto ferito nell’incidente, ha aggiunto l’ufficio stampa. Contemporaneamente, l’agenzia iraniana Fars ha riferito che le autorità emiratine tentano di minimizzare l’attacco e che ieri sera, la sede di Oracle negli Emirati è stata nuovamente attaccata dall’Iran “ed è diventata inaccessibile”.
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Non è stato catturato il secondo pilota americano del quale si parla da quando ieri nei cieli dell’Iran è stato abbattuto un F-15. Lo affermano le autorità iraniane. Un’unità dei Guardiani della Rivoluzione nella provincia meridionale di Kohgiluyeh e Boyerahmad e il governatore della provincia negano sia stato catturato il secondo membro dell’equipaggio americano dell’F-15, riferisce la Bbc. E, riporta ancora la rete britannica, per il governatore il primo pilota non sarebbe stato salvato dalle forze Usa, mentre i media americani scrivono che è stato tratto in salvo. Il governatore ha parlato di una “tattica del nemico”.
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La Cnn continua a riferire che non si conoscono le sorti di un soldato Usa dopo quanto avvenuto ieri. Il New York Times scrive di una corsa contro il tempo dei militari Usa per rintracciarlo. Fonti parlano di operazioni delle forze Usa per localizzare e trarre in salvo il militare, mentre i media ufficiali iraniani hanno offerto una ricompensa a chi lo troverà. Sollecitano la popolazione, rilancia la Bbc, a “catturare vivo il pilota”. I canali televisivi iraniani affiliati allo Stato hanno esortato i cittadini a “catturare il pilota vivo” e offerto ricompense. I media iraniani hanno riportato una ricompensa di circa 66 mila dollari, una cifra da capogiro considerata la media salariale mensile del Paese, che si aggira tra i 200 e i 300 dollari.
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Un valico di frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito in un raid attribuito a Israele e Usa, nel quale una persona è morta: lo riportano media iraniani e una fonte di sicurezza irachena. “Il terminal commerciale del valico di frontiera di Shalamcheh, nella città di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese, è stato preso di mira da un attacco aereo dei nemici americani e sionisti,” ha riferito l’agenzia di stampa Mehr, citando il vice governatore della provincia del Khuzestan, Valiollah Hayati. “Un conducente iracheno è stato ucciso e due lavoratori iraniani sono rimasti feriti,” ha precisato l’agenzia Isna, citando anch’essa Hayati.
nn”,”postId”:”cf67337a-ca0b-4607-be84-e0df53b49f47″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T11:59:03.571Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T13:59:03+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: Meloni negli Emirati Arabi Uniti, vedrà bin Zayed”,”content”:”
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata ad Al Ain, negli Emirati Arabi Uniti, terza tappa del suo viaggio nei Paesi del Golfo, dopo le precedenti soste in Arabia Saudita e in Qatar. Nel corso della visita è in programma un colloquio con il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan.
“,”postId”:”4274792b-6e01-4eae-9e22-4231dd83fe4b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T11:57:20.522Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T13:57:20+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: Foti, “missione Meloni nel Golfo strategica, da opposizioni polemiche irresponsabili””,”content”:”
“La missione di Giorgia Meloni, prima leader occidentale nei Paesi del Golfo, rappresenta una scelta strategica in un momento particolarmente delicato per gli equilibri internazionali e la sicurezza energetica. Un’azione concreta volta a rafforzare i rapporti con partner fondamentali come Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, tutelando gli interessi nazionali e garantendo approvvigionamenti stabili in un contesto segnato dalle tensioni con l’Iran e dai rischi legati allo Stretto di Hormuz.” Così in una nota il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti.
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“Questo impegno – prosegue il ministro – si inserisce in una strategia più ampia: dopo la visita in Algeria dello scorso marzo per incrementare e diversificare le forniture di gas, il governo Meloni prosegue il proprio lavoro nei Paesi del Golfo con l’obiettivo di consolidare la sicurezza energetica e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini. L’Italia torna così protagonista sulla scena internazionale, con credibilità e autorevolezza, in un’area cruciale per il futuro energetico ed economico globale, costruendo alleanze solide e contribuendo alla de-escalation delle crisi”. “Di fronte a questo impegno, le polemiche dell’opposizione appaiono strumentali, irresponsabili e distanti dalla realtà. Solo una sinistra che gioca contro l’Italia può criticare un’azione così rilevante con l’unico obiettivo di anteporre il proprio tornaconto politico all’interesse nazionale. Nei momenti complessi, la scelta del Governo Meloni è chiara: stare dalla parte dell’Italia” conclude Foti.
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L’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno sottolineato la necessità di una de-escalation e del ricorso al dialogo per contenere la crisi nella regione. Lo riferisce l’ufficio dell’emiro del Qatar, precisando che durante l’incontro i due leader hanno esaminato gli sviluppi della situazione regionale e internazionale. Nel corso del loro incontro a Doha, l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani e la premier Giorgia Meloni “hanno discusso delle relazioni di cooperazione bilaterale ed esplorato le modalità per potenziarle e svilupparle in diversi settori, in particolare in quello economico ed energetico”. Lo riferisce l’agenzia di stampa Qna.
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I Guardiani della Rivoluzione rivendicano un attacco con un drone contro una nave nello Stretto di Hormuz che definiscono “collegata a Israele che è ora è in fiamme”, affermano in un messaggio diffuso su X, aggiungendo che è stata colpita la “Msc Ishyka”. Secondo siti specializzati, l’imbarcazione è una portacontainer battente bandiera liberiana.
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Stop alle forniture di gas dall’Iran alla regione meridionale dell’Iraq. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, citando una notizia che arriva dal ministero iracheno per l’Elettricità.
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Un ospedale di Tiro, importante città costiera del sud del Libano, è stato danneggiato nel corso di raid aerei israeliani diretti contro edifici vicini, nei quali almeno 11 persone sono rimaste ferite: lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. L’episodio è avvenuto ad Al-Houch, località vicina a Tiro, dove i raid hanno distrutto due edifici situati vicino a un ospedale, secondo un corrispondente dell’Afp. Finestre della struttura sanitaria sono andata in frantumi e controsoffitti sono crollati, mentre i medici prestavano soccorso, ha riferito la direzione dell’ospedale. La direzione dell’ospedale ha fatto sapere che la struttura “rimarrà aperta per garantire le cure mediche necessarie”, ha riferito l’agenzia ufficiale Ani. Anche il porto di Tiro è stato preso di mira: un raid ha colpito una barca turistica su cui dormiva una persona, secondo il corrispondente dell’Afp. Le sue condizioni non sono state specificate. Sono state inoltre danneggiate barche da pesca attraccate.
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Il ministro degli Esteri iraniani, Abbas Araghchi, ha ammonito che l’attaco al sito nucleare di Bushehr avrà conseguenze nel Golfo persico. “Ricordate l’indignazione occidentale per le ostilità nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina? Israele e Stati Uniti hanno bombardato la nostra centrale di Bushehr per ben quattro volte”, ha scritto su X. “Le ricadute radioattive porranno fine alla vita nelle capitali del Consiglio di Cooperazione del Golfo, non a Teheran”, ha ammonito. “Gli attacchi alle nostre industrie petrolchimiche perseguono obiettivi concreti”, ha aggiunto.
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“La posizione dell’Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad. Ciò che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Ieri, il Wall Street Journal ha riferito che l’Iran aveva comunicato ufficialmente ai mediatori la propria indisponibilità a incontrare i funzionari statunitensi a Islamabad nei prossimi giorni.
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L’Iran non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva. A chiarirlo e’ stato il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X. “La posizione dell’Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad”, ha assicurato. “Cio’ che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta”, ha aggiunto.
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Le autorità iraniane “negano con forza qualsiasi fuoriuscita di sostanze tossiche nella zona petrolchimica speciale di Mahshahr, dopo che oggi è stata colpita dagli Stati Uniti e da Israele”: lo ha dichiarato il vicegovernatore generale della provincia di Khuzestan, Valiollah Hayati, citato dall’agenzia Irna. “Le attività della zona sono state interrotte, ma non ci sono preoccupazioni riguardo a problemi di salute pubblica”, ha aggiunto. Stamattina Hayati aveva dichiarato stamattina che anche l’area commerciale di confine di Shalamcheh a Khorramshahr, nella provincia di Khuzestan, era stata colpita durante gli attacchi di questa mattina, insieme alla città di Ahvaz.
Nel corso del loro faccia a faccia a Doha, la premier Giorgia Meloni e l’Emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani “hanno approfondito le questioni energetiche, anche alla luce del rapporto consolidato tra Italia e Qatar in questo ambito, confrontandosi sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock subiti”, fa sapere Palazzo Chigi. In questo quadro, Meloni “ha assicurato la disponibilità dell’Italia, attraverso le eccellenze del suo sistema produttivo, a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine, fondamentali per la sicurezza energetica su scala globale”. È stato anche ribadito come sia “urgente e necessario assicurare la libertà di navigazione attraverso Hormuz”.
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I due leader “hanno infine concordato di lavorare congiuntamente per sviluppare ulteriormente la cooperazione e gli investimenti congiunti, per rafforzare ogni dimensione della sicurezza, soprattutto negli ambiti strategici della difesa, delle infrastrutture critiche, della sicurezza alimentare e della cooperazione multilaterale per la gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee”, conclude Palazzo Chigi.
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L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) è stata informata dall’Iran che questa mattina un proiettile ha colpito un’area vicina alla centrale nucleare di Bushehr, il quarto incidente di questo tipo nelle ultime settimane. E’ quanto si legge in un post su X, nel quale si riferisce la “profonda preoccupazione” del direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, per l’incidente, che tuttavia non ha provocato “alcun aumento dei livelli di radiazione”. “I siti delle centrali nucleari o le aree limitrofe non devono mai essere attaccati”, ribadisce Grossi, ricordando che “gli edifici ausiliari possono contenere attrezzature di sicurezza vitali” e rinnovando l’appello “alla massima moderazione militare per evitare il rischio di un incidente nucleare”.
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Le autorita’ iraniane hanno autorizzato il transito da Hormuz di navi che trasportano beni di prima necessita’ e umanitari. Lo riferisce l’agenzia Tasnim. “E’ stato autorizzato il transito di navi che trasportano beni di prima necessita’ e umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz verso i porti iraniani o quelli situati nel Mare di Oman”, si legge.
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Un terminal alla frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito da bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Lo riferiscono i media iraniani.
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Le esportazioni di petrolio dell’Iran dall’isola di Kharg sono aumentate da quando è iniziata la guerra con Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Isna. “Negli ultimi giorni non solo le esportazioni di petrolio non sono diminuite, ma sono aumentate”, ha assicurato Moussa Ahmadi, capo della commissione Energia del parlamento iraniano, citato da Isna. Kharg, al largo della costa occidentale dell’Iran, è un terminal vitale per l’esportazione di greggio tanto che il presidente americano Donald Trump ha più volte minacciato di invaderla o distruggerla.
“,”postId”:”9447503d-a12b-485c-9fc2-677fd3b8af10″,”postLink”:{“title”:”Non solo Kharg, quali sono le isole strategiche per l’Iran?”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/03/15/iran-kharg-isole-stretto-hormuz”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/77019353c6bebe4ae6604f0e9f690ee3e7a895f8/skytg24/it/mondo/2026/03/15/iran-kharg-isole-stretto-hormuz/golfo_persico_getty.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-04-04T09:45:08.732Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T11:45:08+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media Iran, attacchi di Hezbollah e Houthi verso Israele”,”content”:”
La città israeliana di Kiryat Shmona è stata presa di mira da “missili di Hezbollah”, mentre anche gli Houthi, ribelli yemeniti, hanno lanciato attacchi con droni su zone di Israele: lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim.
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E’ stato rinviato alla prossima settimane il voto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su una bozza di risoluzione presentata dal Bahrein per il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la Cnn, che cita Reuters, ricordando che il voto, inizialmente previsto per ieri, era stato poi posticipato a oggi. Fonti diplomatiche hanno precisato che non c’è ancora una nuova data per il voto slittato alla prossima settimana.
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La bozza di risoluzione, se adottata, autorizzerebbe i paesi a utilizzare “tutti i mezzi difensivi necessari” per garantire il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, una formulazione che non piace alla Cina, alla Russia e anche alla Francia . Ciò equivarrebbe a “legittimare l’uso illegale e indiscriminato della forza, che porterebbe inevitabilmente a un’ulteriore escalation della situazione e a gravi conseguenze”, aveva dichiarato giovedì il rappresentante cinese all’Onu Fu Cong.
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Cinque persone sono rimaste ferite a causa delle esplosioni segnalate in un sito petrolchimico nel sudovest dell’Iran. Lo riferiscono i media iraniani, come riporta il Guardian. In precedenza l’agenzia Fars aveva parlato di un “attacco di Usa e Israele” nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan. Secondo l’agenzia Tasnim, sono state colpite diverse strutture. Danni sono stati segnalati nel Complesso petrolchimico Bandar Imam. Il vicegovernatore del Khuzestan, Valiollah Hayati, ha parlato di “probabilità molto alta di vittime, morti e feriti, a causa dell’attacco”.
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Gli Stati Uniti hanno perso il controllo della guerra dalla seconda settimana di combattimenti. A sostenerlo è Nasr al-Din Amer, esponente di spicco degli Houthi yemeniti, intervistato dall’agenzia iraniana Irna. “La risposta rapida e potente delle prime ore ha dimostrato che i calcoli dei nemici erano sbagliati”, ha detto. L’Iran “ha dimostrato di essere piu’ forte del previsto e ben presto di sono visti segnali di confusione e perdita di controllo”, ha proseguito. Stati Uniti e Israele contavano su una rivolta interna “che non c’è stata” e anzi il sostegno popolare “è stato un fattore chiave del fallimento del nemico”, ha assicurato.
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Le forze iraniane e americane continuano a darsi battaglia per trovare il pilota ancora disperso dopo che ieri il primo caccia statunitense è stato abbattuto in territorio iraniano dall’inizio della guerra. Le autorità iraniane hanno esortato la popolazione del sud-ovest del Paese a cercare il pilota dell’F-15, offrendo ricompense di oltre 60 mila dollari ai cittadini che aiuteranno a catturarlo. Secondo Laurel Rapp, direttrice del programma Stati Uniti e Nord America presso Chatham House, il salvataggio del membro dell’equipaggio disperso dal jet abbattuto è “una missione cruciale”, riferisce la Bbc, aggiungendo che la cattura del membro dell’equipaggio statunitense rappresenterebbe un “enorme bottino” per l’Iran, offrendogli una “potentissima carta da giocare nelle trattative”. Nel frattempo, un alto comandante militare iraniano ha rivendicato che ora, le forze del Paese possono dare “la caccia” agli aerei americani grazie a nuove tattiche e attrezzature. Il generale di brigata Alireza Elhami, comandante della Base congiunta di difesa aerea iraniana, ha affermato infatti che la perdita degli aerei statunitensi è stata “il risultato di tattiche, dell’uso di attrezzature moderne e di innovazioni nei sistemi di difesa aerea (iraniani)”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Irna e rilanciato da Cnn. Elhami non ha specificato quali fossero queste innovazioni che “hanno causato confusione e disorientamento nel nemico”.
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Dopo una pausa di quasi 10 ore, le forze di difesa israeliane hanno rilevato un nuovo attacco balistico proveniente dall’Iran, diretto verso il centro di Israele. Lo riferisce Times of Israel. Intanto questa mattina un proiettile ha colpito la città settentrionale di Kiryat Shmona senza che suonassero le sirene. Secondo i soccorritori, l’impatto ha danneggiato una strada, con schegge che hanno colpito case e auto vicine, ma senza provocare feriti. L’Idf ha avviato un’indagine sull’accaduto.
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Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell’Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell’impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l’Agenzia iraniana per l’energia atomica Secondo l’agenzia “gli impianti principali non sono stati danneggiati”.
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Il leader del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha fatto riferimento, con minacce velate, allo stretto di Bab el-Mandab, importante punto logistico globale che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all’Oceano Indiano, e attraverso cui transita il 14% delle spedizioni commerciali mondiali. “Quale quota delle spedizioni globali di petrolio, Gnl, grano, riso e fertilizzanti attraversa lo stretto di Bab el-Mandeb? Quali Paesi e aziende fanno conto sui maggiori volumi di transito attraverso lo stretto?”, ha affermato in un post su X. La milizia yemenita degli Houthi, sostenuta dall’Iran, ha più volte attaccato navi in transito nel Bab el-Mandab, in supporto alla causa palestinese e all’Iran. Lo stretto di Hormuz, nel sud dell’Iran, un punto attraverso cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, è stato di fatto bloccato dall’Iran durante la guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro il Paese.
“Lo Stretto di Hormuz è diventato un vantaggio strategico per l’Iran nelle nuove condizioni di sicurezza e non tornerà mai allo status che aveva prima” dell’avvio di operazioni militari di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Parola del portavoce della presidenza del Parlamento iraniano, Abbas Goudarzi, che nei giorni scorsi ha annunciato l’avvio di un iter per imporre il pagamento per il transito dallo Stretto di Hormuz. In dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Tasnim, Goudarzi assicura che “la gestione di questa rotta importante è in mano alle forze armate della Repubblica islamica dell’Iran” e che “nessun Paese avrà il diritto di transitarvi senza il permesso dell’Iran”, che “difenderà questa posizione strategica con tutto il suo potere militare”.
“,”postId”:”89a58e59-540e-4f7d-b370-88388a2f2099″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T08:25:28.853Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T10:25:28+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Italia e altri 4 Paesi Ue chiedono tassa su extraprofitti delle società energetiche “,”content”:”
Cinque ministri dell’Economia Ue, tra cui Giancarlo Giorgetti, chiedono una misura per tassare gli extraprofitti delle società energetiche, in reazione all’aumento dei prezzi del carburante per la guerra in Medio Oriente. Oltre che dall’Italia, la richiesta è sottoscritta anche da Germania, Spagna, Portogallo e Austria. “Una soluzione europea”, scrivono in una lettera al commissario Ue Wopke Hoekstra, “rappresenterebbe un segnale per i cittadini” e per l’economia dimostrando che “siamo uniti e in grado di agire” e invierebbe un “messaggio chiaro”: coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte.
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Esplosioni nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, in Iran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, che rilancia notizie dell’agenzia iraniana Fars, parlando di fumo che si leva dall’area.
nn”,”postId”:”d2210b9a-1c0d-4e6e-9ed9-575577db3e65″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T08:08:00.453Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T10:08:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Cnn: “Ancora disperso il pilota Usa, Teheran parla di novità per dare caccia ai jet””,”content”:”
Nuove tattiche, nuovi equipaggiamenti. Così, dice un generale iraniano, l’Iran “dà la caccia” a velivoli americani. Parole, rilanciate dalla Cnn, dopo che ieri un F-15 americano è stato abbattuto in Iran e un membro dell’equipaggio è ancora disperso e dopo che un A-10 Thunderbolt II è stato colpito ed è precipitato fuori dal territorio iraniano. Secondo il generale di brigata Alireza Elhami, a capo del Comando congiunto della difesa aerea dell’Iran, quanto accaduto è il “risultato di tattiche, impiego di equipaggiamenti moderni e innovazioni nei sistemi di difesa aerea” della Repubblica Islamica.
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Nessun dettaglio sulle “innovazioni” nelle dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Irna e rilanciate dalla rete americana. Il generale parla di “confusione e disortientamento per il nemico”. I militari iraniani, minaccia secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, sono pronti a tendere imboscate “a jet e droni del nemico”. Il generale, rilancia ancora l’emittente, sostiene siano stati intercettati e abbattuti più di 160 droni e decine di missili da crociera mentre proseguono le operazioni militari che Usa e Israele hanno avviato lo scorso 28 febbraio contro l’Iran.
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L’Iran ha minacciato di reagire subito e con fermezza a eventuali attacchi a proprie sedi diplomatiche. “Qualsiasi aggressione contro le ambasciate o le sedi diplomatiche iraniane provocherà una rappresaglia immediata e decisa contro tutte le strutture del regime aggressore nella regione”, ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya, a quanto riporta Press tv.
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Una seconda nave battente bandiera turca ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. Allo scoppio della guerra il 28 febbraio, c’erano 15 navi di armatori turchi in attesa di attraversare lo stretto strategico, ha ricordato in un’intervista alla Cnn, “due di queste 15 l’hanno passato”.
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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta a Doha, in Qatar, per la seconda tappa della sua missione nei Paesi del Golfo, dopo la visita in Arabia Saudita. Durante la permanenza è previsto un incontro con l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani.
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Un nuovo portavoce per i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. E’ stato scelto Hossein Mohabi per l’incarico dopo l’uccisione del predecessore durante le operazioni militari di Usa e Israele contro l’Iran, avviate lo scorso 28 febbraio. Lo ha reso noto l’agenzia iraniana Fars, riferendo della nomina dopo il “martirio” di Ali Mohammad Naini, la cui “eliminazione” è stata confermata Israele il 20 marzo.
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Il corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’attacco all’ambasciata statunitense in Arabia saudita. Lo riferisce Press tv. I Pasdaran, si spiega, “hanno condannato l’incidente e attribuito la responsabilità della provocazione ad agenti sionisti”. L’Irgc, aggiunge la nota, “ha esortato i paesi mediorientali a rimanere vigili nei confronti dei tentativi americano-sionisti di destabilizzare la regione”.
“,”postId”:”1fa5f3bc-5446-4d2f-8d39-2b24f2986ec7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T06:57:40.132Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T08:57:40+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Colpita la sede di Oracle a Dubai: “Danni lievi” “,”content”:”
Gli uffici di Oracle nel polo economico degli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da un attacco iraniano. Lo hanno confermato fonti di Dubai assicurando che si è trattato di un “incidente di lieve entità” che ha danneggiato la facciata dell’edificio. Pochi giorni fa Teheran aveva minacciato di colpire le aziende tecnologiche statunitensi e oggi il distretto di Internet City a Dubai è stato preso di mira. Non sono stati segnalati feriti nè sono stati forniti ulteriori dettagli sui danni. La legge degli Emirati sui crimini informatici vieta di fotografare l’impatto di attacchi iraniani a meno che non vengano pubblicati attraverso canali ufficiali. Molte delle aziende che l’Iran ha minacciato di attaccare si trovano nel distretto di Internet City e nei giorni scorsi i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno inserito 18 aziende statunitensi, tra cui Oracle, nell’elenco degli obiettivi. Le autorità di Dubai hanno aggiunto di essere intervenute poche ore prima per “un incidente causato da detriti di un’intercettazione aerea caduti sulla facciata di un edificio nella zona di Dubai Marina”, un’area di lusso nel centro della città.
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Dopo lo scoppio del conflitto in Iran, i costi al self service, sulla rete stradale, hanno registrato – come prevedibile – un importante aumento, parzialmente contenuto dal taglio delle accise deciso dal governo. Anche di questo si è parlato nella puntata del 3 aprile di “Numeri”, l’approfondimento di Sky TG24.
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Danni ingenti, più gravi di quanto reso noto sinora. E’ la rivelazione del Wall Street Journal dopo l’attacco del mese scorso di droni iraniani contro l’ambasciata Usa in Arabia Saudita. Su quanto avvenuto il 3 marzo il giornale ha sentito ex funzionari americani e altri in servizio. La ricostruzione parla di un drone iraniano finito sul compound Usa a Riad e dell’esplosione di un altro poco dopo. Attacchi, nella notte, che hanno raggiunto un’area dell’ambasciata dove di giorno lavorano centinaia di persone e che hanno provocato danni ingenti in tre piani, sostengono le fonti del giornale. Colpito anche l’ufficio della Cia, affermano. E parlano di un incendio andato avanti per mezza giornata. Una fonte sostiene zone della rappresentanza diplomatica siano danneggiate in modo irreparabile. Il ministero saudita della Difesa aveva invece parlato di un incendio circoscritto e danni di lieve entità.
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Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena ripartita da Gedda (prima tappa della visita nella regione del Golfo, durante la quale sono previsti incontri anche con i leader di Qatar ed Emirati Arabi Uniti) dove ieri sera è stata ricevuta dal Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. Il Presidente Meloni ha voluto esprimere, con la sua presenza, la vicinanza dell’Italia all’Arabia Saudita.
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E’ “improbabile” che l’Iran apra presto lo Stretto di Hormuz. E’ il monito contenuto in recenti rapporti di intelligence Usa esaminati dall’agenzia Reuters. Per Teheran il controllo sulla più vitale arteria petrolifera del mondo rappresenta l’unica vera leva nei confronti degli Stati Uniti, hanno detto tre fonti secondo cui l’Iran continuerà a bloccare lo stretto per mantenere alti i prezzi dell’energia e fare pressione su Donald Trump affinchè trovi una rapida via d’uscita dalla guerra. Secondo i rapporti la guerra, concepita per annientare la forza militare dell’Iran, potrebbe in realtà accrescerne l’influenza regionale, dimostrando la capacità di Teheran di minacciare le vie di navigazione. Trump ha cercato di minimizzare la difficoltà di riaprire lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un quinto del commercio mondiale di petrolio e ieri ha lasciato intendere di poter ordinare alle forze statunitensi di riaprire il passaggio.
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Sono 365 i militari Usa feriti dall’avvio, il 28 febbraio scorso, dell’Operazione ‘Epic Fury’ contro l’Iran. Lo ha reso noto nelle ultime ore il Pentagono, con un nuovo aggiornamento, come riporta il Wall Street Journal. Fra i feriti, si contano 247 soldati dell’Esercito, 63 della Marina, 36 dell’Aeronautica e 19 Marines. Tredici, come già noto, i caduti.
n”,”postId”:”3f502278-07a4-4618-831f-4c74f68651d5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T05:51:00.896Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T07:51:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Libano, sono indonesiani i 3 caschi blu feriti in esplosione nel sud”,”content”:”
Sono indonesiani i tre caschi blu rimasti feriti ieri in un’esplosione nel sud del Libano. Lo hanno confermato dallo Un Information Centre (Unic) di Giacarta dopo che ieri Unifil aveva dato notizia del ferimento di tre peacekeeper, trasferiti in ospedale, a seguito di “un’esplosione all’interno di una postazione Onu nei pressi di El Adeisse”. Non è chiara “l’origine dell’esplosione”.
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La guerra nel Golfo non ferma la macchina repressiva iraniana: due oppositori del regime sono stati giustiziati questa mattina perchè accusati di aver compiuto attacchi armati per conto dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano. Lo hanno reso noto i media locali.
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Diverse esplosioni sono state udite stamani in zone a nord della capitale iraniana Teheran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera a più di un mese dall’avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l’Iran a cui Teheran non manca di rispondere.
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I tre caschi blu feriti ieri in un’esplosione nel sud del Libano sono cittadini indonesiani. Lo hanno comunicato le Nazioni Unite, dopo che pochi giorni fa, sempre in Libano, altri tre caschi blu dello stesso Paese sono stati uccisi. La Forza Provvisoria delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha dichiarato che l’esplosione è avvenuta all’interno di una struttura ONU vicino a El Adeisse, ferendo tre peacekeeper che sono stati portati d’urgenza in ospedale. Due di loro sono rimasti gravemente feriti. Il Centro Informazioni delle Nazioni Unite (UNIC) a Jakarta ha confermato che erano tutti indonesiani.
“,”postId”:”e8c42f44-2f2e-4e46-8755-deedfdabdd18″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T04:41:10.304Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T06:41:10+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Libano: bombardamenti a Beirut, Idf colpisce siti Hezbollah “,”content”:”
I sobborghi meridionali di Beirut sono stati bombardati almeno due volte all’alba di oggi, secondo quanto riferito da un giornalista dell’AFP che ha sentito potenti esplosioni e visto il fumo salire nel cielo. Contemporaneamente, l’esercito israeliano ha annunciato sui social network di aver “iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut”.
“,”postId”:”3e66353c-0d3c-43d9-b991-69c8724cef97″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T04:38:44.325Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T06:38:44+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Hezbollah, attacco con droni a nord di Israele “,”content”:”
Hezbollah sostiene un attacco con droni al nord di Israele. Il gruppo armato libanese – fa sapere l’emittente Al Jazeera – afferma di aver attaccato le caserme militari israeliane di Liman, a nord della città di Nahariya, con uno “squadrone di droni d’attacco”. L’attacco e’ avvenuto alle 00:50 ora locale.
“,”postId”:”d13c65fd-fda8-4921-843c-3def6a51abdf”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-04T04:38:03.976Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-04T06:38:03+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran abbatte 2 jet Usa, si cerca pilota disperso “,”content”:”
L’abbattimento di due aerei americani da parte delle forze di difesa aerea iraniana e soprattutto il destino incerto di uno dei piloti, per il quale e’ stata avviata una delicata e complessa operazione di ricerca e recupero, rischia di segnare una svolta nel conflitto in Medio Oriente che oggi entra nel suo 36esimo giorno. Quella di ieri per Donald Trump e la sua amministrazione e’ stata una giornata da dimenticare cominciata nella mattinata con la notizia dell’abbattimento a Kohgiluyeh, nella provincia di Boyer-Ahmad, di un caccia F-15E, con tanto di immagini trasmesse dalla tv di Stato iraniana, che ha promesso una ricompensa in caso di cattura dei piloti americani. Uno dei membri dell’equipaggio, in realta’, sarebbe stato tratto in salvo mentre di un secondo pilota non si sa nulla. Due elicotteri UH-60 Black Hawk coinvolti nelle operazioni di ricerca sono stati colpiti dal fuoco. Diversi militari a bordo sono rimasti leggermente feriti, ma tutti sono sani e salvi. “Se catturate vivi il/i pilota nemico/i e li consegnate alla polizia e alle forze armate iraniane, riceverete una ricompensa generosa”, è stato il messaggio letto in tv dalla polizia. Per Trump, il fatto che un caccia statunitense si sia schiantato in Iran (una novità dall’inizio della guerra), con un pilota dato per disperso, non comprometterebbe i possibili negoziati con Teheran: “E’ la guerra. Siamo in guerra”, ha dichiarato durante un’intervista telefonica con NBC News. Ma mentre il presidente americano tentava di sminuire gli attacchi in vista di eventuali colloqui con la controparte, i mediatori hanno spiegato al ‘Wall Street Journal’ che gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran, guidati dal Pakistan, sono “fermi”. Secondo loro, l’Iran non e’ disposto a incontrare i funzionari americani a Islamabad nei prossimi giorni e le richieste degli Stati Uniti “sono inaccettabili”. La proposta di piano di pace inviata da Trump a Teheran pochi giorni fa è stata respinta proprio perché “eccessiva”. Verso sera, poi, i media statali iraniani hanno reso noto che nel Golfo Persico si e’ schiantato un secondo aereo americano da combattimento, un A-10 Warthog, probabilmente mobilitato per la ricerca del pilota dell’F-15E. Chi era alla guida dell’A-10 è riuscito a eiettarsi e a uscire fuori dal territorio iraniano. Ma la notizia del secondo abbattimento è bastata per far scattare festeggiamenti e celebrazioni per le strade di Teheran. Al Jazeera ha riferito di un intero Paese orgoglioso delle sue forze armate e del suo sistema di difesa militare, nonostante Trump avesse dichiarato in questi ultimi giorni, e ripetuto al mondo intero, che le capacità di difesa aerea del nemico erano state del tutto annientate.
“Ricordate quando ho dato all’Iran dieci giorni per fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere: 48 ore prima che si scateni l’inferno su di loro. Gloria a Dio!”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump. “Con escalation l’intera regione del Golfo si trasformerà in un “inferno” per loro, ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavoce delle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa.
L’Iran “non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva”, ha chiarito il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X.
Almeno cinque persone sono morte nell’attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica. Netanyahu, in un video, ha confermato gli attacchi agli impianti petrolchimici iraniani denunciati sabato da Teheran. “Continueremo a schiacciarli”, ha promesso Netanyahu.
Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell’Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell’impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l’Agenzia iraniana per l’energia atomica Secondo l’agenzia “gli impianti principali non sono stati danneggiati”. Una nave turca passa lo Stretto di Hormuz, ma Teheran minaccia il Mar Rosso. “Colpita nello Stretto una nave legata a Israele”.
Intanto, è corsa tra Usa e Iran a caccia del pilota disperso dopo che il suo caccia F-15 è stato abbattuto. Gli Usa hanno messo in campo i corpi speciali, mentre Teheran vuole un prigioniero da usare nei negoziati. In Epic Fury sono morti 13 soldati americani e 365 sono rimasti feriti.
Approfondimenti:
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Stretto Hormuz, quali Paesi lo usano di più per gas e petrolio?
Nonostante la maggiore autosufficienza energetica acquisita negli ultimi anni, gli Stati Uniti continuano a importare 23 miliardi di dollari in gas e petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz chiuso dall’Iran. A pagare il conto più salato è tuttavia l’Asia, a partire da Cina e India che “usano” il tratto di mare per quasi 200 miliardi. Di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24, nella puntata del 2 aprile 2026.
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Quante riserve di gas e petrolio ha ancora a disposizione l’Italia?
La situazione degli stoccaggi di petrolio e gas in Italia è complessivamente buona nonostante le turbolenze sui mercati energetici seguiti allo shock della guerra di Stati Uniti e Israele all’Iran. Ecco le cifre.
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Donald Trump può davvero far uscire gli Stati Uniti dalla NATO?
La guerra in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e le difficoltà nel garantire il passaggio delle navi che trasportano gas e petrolio dal Golfo ai mercati globali hanno rialzato la tensione tra Donald Trump e la NATO: il presidente statunitense è tornato ad attaccare i partner europei chiedendo un maggiore coinvolgimento in questi sforzi, riaccendendo una crisi che sembrava essersi placata dopo il caso della Groenlandia.
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Wsj: “Trump è l’unico presidente a colpire i piani nucleari iraniani”
Il presidente americano Donald Trump ha deciso di ricorrere alla forza militare per impedire all’Iran di acquisire l’arma nucleare, dopo il fallimento della soluzione diplomatica. Una scelta rischiosa: tuttavia, “l’esperienza stranamente dimenticata degli Usa con la Corea del Nord suggerisce che le alternative fossero persino più rischiose”, ha sottolineato l’Editorial Board del Wall Street Journal, in un articolo che spezza una lancia a favore del tycoon verso cui è spesso critico, ad esempio sui dazi. Nella sostanza, ci sono limiti “con un avversario” che è determinato, “nonché quello che accade quando gli Usa antepongono l’evitare il conflitto a ogni altra cosa”. L’articolo ripercorre i propositi atomici di Pyongyang, la lunga fase di trattative con l’amministrazione di Bill Clinton, fino all’accordo del 1994 negoziato dall’ex presidente Jimmy Carter. Le speranze di aver messo la situazione sotto controllo sono naufragate quando Pyongyang quadruplicò le scorte di plutonio e, nel 2006, condusse il primo test nucleare con il ‘caro leader, Kim Jong-il. Da quel momento in poi, le opzioni militari americane sono diventate sempre più rischiose. La Corea del Nord ha tirato dritto per la sua strada: si ritiene ora possieda circa 50 testate atomiche e che stia testando missili balistici intercontinentali che potrebbero, un giorno, raggiungere il territorio continentale degli Usa. L’ultimo test missilistico è di domenica scorsa. La lezione da trarre è che i presidenti degli Stati Uniti hanno atteso troppo a lungo prima di fermare la Corea del Nord, una potenza nucleare. Donald Trump è l’unico presidente “ad aver avuto il coraggio di colpire i piani nucleari iraniani e di consentire a Israele di fare altrettanto, nel corso della guerra di dodici giorni” del 2025. “Non sappiamo come si concluderà l’attuale conflitto con l’Iran, ma sappiamo per certo che, una volta terminato, il regime radicale iraniano non disporrà più di un programma nucleare. Ciò ha reso il mondo un luogo più sicuro”, ha concluso l’articolo.
Guerra Iran, colpita a Hormuz nave legata a Israele. VIDEO
Guerra Iran, colpita a Hormuz nave legata a Israele | Video Sky – Sky TG24
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Meloni: quando nel golfo cresce l’instabilità, ne risente potere acquisto famiglie. VIDEO
Meloni: quando nel golfo cresce l’instabilità, ne risente potere acquisto famiglie | Video Sky – Sky TG24
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Trump: “Se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo. Lo impedirò”
“Se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo!”. È quanto scrive il presidente americano Donald Trump in un post sul suo social Truth, assicurando che “questo non accadrà agli Stati Uniti d’America finché sarò presidente”.
Houthi: “Attaccato l’aeroporto Ben Gurion e siti militari israeliani”
Gli Houthi hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele, affermando di aver preso di mira l’aeroporto internazionale Ben Gurion e siti militari “vitali” nel sud del Paese. Lo scrive al Jazeera.
In una dichiarazione diffusa tramite il media Al-Masirah, affiliato agli Houthi, il gruppo yemenita ha affermato che l’attacco è stato condotto utilizzando un missile a grappolo e numerosi droni.
In precedenza l’esercito israeliano aveva affermato di aver rilevato un missile lanciato dallo Yemen verso il proprio territorio e di aver attivato i propri sistemi di difesa. I media israeliani hanno poi riferito che il missile è caduto in un’area aperta, senza causare vittime né danni.
Iran, 17 arresti a Tel Aviv: manifestante ricoverato, è grave
Sono 17 i dimostranti arrestati dalle forze
dell’ordine a Tel Aviv durante la protesta contro la guerra svoltasi nella
centrale piazza Habima. Lo riferisce la polizia israeliana. Secondo i
soccorritori, un manifestante avrebbe subito un arresto cardiaco e sarebbe
ricoverato in gravi condizioni. Gli attivisti sostengono che l’uomo, un
cinquantenne, sarebbe stato spinto con la forza in un rifugio insieme ad
altre persone che erano scese in piazza, sfidando il divieto di
assembramenti superiori alle 150 persone.
Iran, Teheran: “Con escalation sarà inferno per Usa e Israele”
Se gli Usa e Israele aumenteranno ancora la portata
degli attacchi all’Iran, l’intera regione del Golfo si trasformera’ in un
“inferno” per loro. Lo ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavoce
delle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa,
Donald Trump, di scatenare “l’inferno” sulla Repubblica Islamica se non
riaprira’ lo Stretto di Hormuz entro lunedi’. “Non dimenticate che se
l’aggressione si estendera’, l’intera regione si trasformera’ in un
inferno per voi”, ha detto il portavoce, “l’illusione di sconfiggere la
Repubblica Islamica dell’Iran si e’ trasformata in una palude nella quale
annegherete”.
Israele, Herzog al telefono con Papa Leone XIV: ‘Iran è una minaccia’
“Ho ricordato i recenti attacchi missilistici su Gerusalemme che sono caduti nell’area di siti sacri per cristiani, musulmani ed ebrei”, ha ffatto sapere il presidente israeliano su X. “Anche il popolo iraniano merita un futuro migliore, libero da questo pericoloso e violento regime del terrore”.
Israele, Herzog al telefono con Papa Leone XIV: ‘Iran è una minaccia’
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Netanyahu: “Come avevo promesso continuiamo a colpire l’Iran”
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha confermato che Israele ha attaccato gli impianti petrolchimici iraniani, dopo che i media iraniani avevano riportato la notizia della morte di almeno cinque persone in un attacco alla zona petrolchimica di Mahshahr. “Dopo aver distrutto il 70% della loro capacità di produrre acciaio, che viene utilizzato come materia prima per le armi usate contro di noi e oggi abbiamo attaccato i loro impianti petrolchimici”, ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio pubblicato sul suo account X. “Vi avevo promesso che avremmo continuato a colpire il regime terroristico di Teheran, ed è esattamente quello che stiamo facendo”, ha affermato.
Iran, media: “Israele aspetta ok Usa per raid a siti energia Teheran”
Israele si sta preparando ad attaccare le
infrastrutture energetiche iraniane, ma e’ in attesa del via libera dagli
Stati Uniti. Lo dice un alto funzionario della difesa israeliana secondo
Sky News. Gli attacchi potrebbero avvenire entro la prossima settimana. Le
dichiarazioni giungono dopo che Donald Trump ha lanciato un ultimatum di
48 ore all’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz.
Iran, media: almeno 5 morti in attacco a sito petrolchimico
Almeno cinque persone sono morte nell’attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica.
Israele chiede evacuazione di area presso la frontiera siro-libanese
Israele chiede l’evacuazione di un’area vicino al valico di frontiera siro-libanese in vista di attacchi aerei.
Ong: “Morte sospetta di 28enne iraniano in centro di detenzione dei Pasdaran”
Hossein Ghavi, un cittadino disabile residente ad Ahvaz, nel sud-ovest dell’Iran arrestato di recente in relazione al conflitto in corso, è morto in circostanze poco chiare in un centro di detenzione dell’intelligence delle Guardie Rivoluzionarie. Fonti locali hanno riferito all’Agenzia di stampa per i diritti umani Hrana (Human rights), organizzazione non governativa dedicata alla difesa dei diritti umani nel Paese, che Hossein Ghavi, 28 anni, era stato arrestato a marzo dalle forze di sicurezza presso una bancarella del tè dove lavorava, presumibilmente per aver filmato le zone bombardate e aver inviato i filmati ai media stranieri.
Secondo le stesse fonti, giovedì 2 aprile, le forze affiliate all’organizzazione di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie hanno informato telefonicamente la famiglia della morte del figlio. Le forze di sicurezza che hanno effettuato la chiamata non hanno fornito alcuna spiegazione in merito alle condizioni della sua detenzione né alle cause del decesso e la salma non è stata ancora restituita alla famiglia. Hossein Ghavi, soffriva di una disabilità alla gamba sinistra ed era l’unico sostentamento della sua famiglia.
Secondo Iran International Ghavi è stato torturato durante la detenzione ed è poi morto in custodia.
Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota”
È in corso una ricerca serrata per trovare il pilota disperso dell’F-15 americano abbattuto venerdì dalla contraerea iraniana. L’altro membro dell’equipaggio è stato tratto in salvo. Teheran ha smentito la cattura del pilota, mentre gli Stati Uniti hanno avviato una vasta operazione di ricerca.
Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota’
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Carburante a rischio, scattano restrizioni in 4 aeroporti italiani
Negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia sono scattate le prime limitazioni di carburante per i voli, dopo che la crisi in Medio Oriente ha messo a rischio le forniture. Air Bp Italia, uno dei principali operatori, ha emesso un Notam, cioè un bollettino rivolto alle compagnie aeree, per informarle che per i prossimi giorni, fino al 9 aprile, nei 4 scali ci saranno delle restrizioni. Nota del Gruppo Save, che gestisce 3 aeroporti veneti: limitazioni “non sono significative. Niente allarmismi”.
Carburante a rischio, scattano restrizioni in 4 aeroporti italiani
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Guerra Iran, Meloni: in Golfo per difendere interessi Italia. VIDEO
Guerra Iran, Meloni: in Golfo per difendere interessi Italia | Video Sky – Sky TG24
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Meloni: “Con instabilità in Golfo ne risente potere acquisto”
Quando nel Golfo cresce l’instabilita’, non ne
risentono solo gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzi
dell’energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza il
potere d’acquisto delle famiglie”. Cosi’ la premier Giorgia Meloni, in un
video sui social.
Iran, manifestazione contro guerra: almeno 10 arresti a Tel Aviv
La polizia israeliana ha riferito di aver
arrestato, con l’accusa di disturbo dell’ordine pubblico, dieci persone
tra le oltre mille che oggi hanno manifestato in piazza a Tel Aviv contro
la guerra a Iran e Hezbollah. Lo riferisce Ynet. Secondo gli organizzatori
della protesta, gli arresti sono sedici. Al momento Israele non consente
assembramenti superiori alle 150 persone e la polizia e’ intervenuta per
disperdere i dimostranti, in numero molto superiore, riuniti nella
centrale piazza Habima.
Schlein: “Subalternità a Trump sta facendo solo danni”
“‘Non possiamo farci carico di asili nido e
assistenza sanitaria, la gente deve capirlo. Siamo una grande potenza,
facciamo le guerre'”. Le parole di Trump sono distanti anni luce dai
nostri valori costituzionali, parole deliranti dalle quali l’Italia
migliore si dissocia nella maniera piu’ netta. Ma perche’ Giorgia Meloni
non riesce a chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi? Perche’ non riesce
a dire una parola chiara nonostante famiglie e imprese stiano sopportando
i continui aumenti del carburante e dell’energia? Oggi Meloni chiede
all’Europa cio’ che non ha avuto il coraggio di fare fin qui in Italia,
tassare gli extraprofitti delle societa’ energetiche. Ma serve una
risposta strutturale: introdurre subito un tetto europeo al prezzo del gas
come si fece nel 2022, e in Italia bisogna aumentare la quota di
rinnovabili per poter scollegare il prezzo dell’energia elettrica da
quello del gas. Per questo occorre semplificare gli iter autorizzativi e
moltiplicare le commissioni che se ne occupano, per accelerare. In Spagna
queste strategie hanno consentito di arrivare a pagare l’energia 18 euro a
megawattora mentre in Italia negli ultimi giorni ha sfiorato i 160 euro a
megawattora. Li’ il gas fa il prezzo dell’energia solo per il 15% del
tempo mentre da noi quasi per l’80%”. Cosi’ la segretaria del Pd Elly
Schlein. “Cosi’ non si puo’ andare avanti, le famiglie sono in bolletta e
le imprese perdono competitivita’. Inoltre e’ notizia di oggi che comincia
a mancare il carburante per i voli aerei che vengono razionati. Intanto la
guerra prosegue e i prezzi rischiano di salire ancora, mangiandosi pure
gli effetti dei decreti del governo, le cui risposte saranno solo un
pannicello caldo se non si pone fine al conflitto – prosegue Schlein –
Essere acriticamente subalterni a Trump ci sta causando solo danni: lui si
deve fermare e questa guerra illegale deve finire, il governo lo deve dire
con chiarezza”.
Iran, Idf: “Raid siti petrolchimici, producono materiali per armi”
Gli impianti petrolchimici attaccati da
Israele in Iran “producono materiali per armi”. Lo dice il portavoce delle
IDF commentando l’attacco agli impianti petrolchimici in Iran. Nel sito
colpito, afferma il portavoce dell’esercito israeliano, venivano prodotti
materiali chimici per la fabbricazione di armi. L’infrastruttura colpita
si trova a Mahshahr, nel sud-ovest dell’Iran. Le IDF hanno dichiarato che
“e’ stato colpito un sito in cui si trovava una delle due infrastrutture
centrali utilizzate per produrre materiali per esplosivi, missili
balistici e altre armi. Il sito e’ uno dei principali in cui viene
prodotto il materiale essenziale per i missili balistici”.
Decine di migliaia di persone manifestano contro la guerra a Baghdad
Decine di migliaia di sostenitori dell’influente religioso sciita Moqtada al-Sadr si sono riuniti oggi a Baghdad e in tutto l’Iraq per condannare Israele e gli Stati Uniti e chiedere la fine del conflitto in Medio Oriente.
L’Iraq è stato trascinato nella guerra contro la sua volontà, scatenata il 28 febbraio dai raid aerei congiunti statunitensi e israeliani contro l’Iran. I gruppi filo-iraniani attaccano gli interessi americani in Iraq e sono a loro volta soggetti ad attacchi di rappresaglia attribuiti agli Stati Uniti e a Israele.
Decine di migliaia di uomini e alcune donne hanno invaso le strade intorno a Piazza Tahrir, nel centro di Baghdad, oggi pomeriggio, sventolando bandiere irachene e scandendo slogan come: “No a Israele” e “No all’America”.
Iran, Meloni: “nel Golfo no visita simbolica ma difesa interessi italiani”
Iran, Meloni: “No visita simbolica ma difesa interessi italiani”
Quella nel Golfo “non è una visita semplicemente simbolica”, quello “che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell’Iran. Ma il nostro obiettivo non è semplicemente fare testimonianza, era e deve dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani”. Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
Iran, Meloni: “Nel Golfo si decide sicurezza. Importante esserci”
“In questi giorni ho voluto essere in Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti. Credo che per l’Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico. Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall’inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica”. Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
A Bari maratona di musica e parole per la nuova missione Flottilla verso Gaza
“L’appuntamento di oggi è stato pensato per tornare a puntare l’attenzione su Gaza e sul genocidio” contro il popolo palestinese e “per lanciare la prossima missione” della Global Sumud Flotilla “che parte a fine aprile per dirigersi verso Gaza”. Lo ha dichiarato Tony La Piccirella, del coordinamento Global Sumud Flotilla, durante la ‘maratona’ in corso a Bari da stamattina in vista della nuova missione verso Gaza. Sulla spiaggia barese di Pane e Pomodoro, infatti, dalle 11 di questa mattina e fino a sera, si stanno alternando artisti, musicisti, presentatori e pensatori che gratuitamente stanno animando la maratona di musica e parole sostenuta anche dal Comune di Bari. La Piccirella aveva partecipato anche alla prima missione di Flottilla. Mentre l’attivista parla, nelle acque baresi passa l’imbarcazione Zeineddin che fa parte della Global Sumud Flotilla che il 7 aprile salperà per la Sicilia dove si unirà alle altre imbarcazioni provenienti da Spagna e Francia per poi navigare verso Turchia, Grecia, fino a Gaza. “Quello di oggi – ha aggiunto La Piccirella – è soprattutto un momento di solidarietà, perché vogliamo sentirci vicini al popolo palestinese ma anche a tutti i popoli oppressi, oppressi da tutto quello che è accaduto questo inverno, da tutte le operazioni militari promosse da Stati Uniti e da Israele al solo scopo di rubare terra, risorse e vita, di normalizzare la legge del più forte scavalcando ogni principio di diritto e di dignità umana”.
Iran, Idf: “Identificato missile lanciato da Yemen”
L’esercito israeliano ha rilevato un missile lanciato
dallo Yemen verso il territorio israeliano, il quinto attacco di questo
tipo dall’inizio della guerra in Medio Oriente. “Le Forze di Difesa
Israeliane (IDF) hanno identificato il lancio di un missile dallo Yemen
verso il territorio israeliano; i sistemi di difesa aerea sono in funzione
per intercettare la minaccia”, ha affermato l’esercito.
Più di mille in piazza a Tel Aviv contro la guerra con l’Iran e Hezbollah
“Basta con la guerra infinita”: più di mille persone hanno manifestato in serata a Tel Aviv contro la guerra condotta da Israele contro l’Iran e Hezbollah in Libano, chiedendo alle autorità di porvi fine, prima di essere disperse dalla polizia. “Non bombardate! Parlate!”, “Basta con le sciocchezze di Bibi”, hanno scandito i manifestanti riuniti in piazza Habima, nel cuore della metropoli, come ha osservato un giornalista dell’Afp. Una donna teneva un cartello con la scritta: “Netanyahu è la più grande minaccia all’esistenza di Israele”, riferendosi al primo ministro Benyamin Netanyahu, soprannominato “Bibi”. Il Medio Oriente è precipitato in una guerra dal 28 febbraio, scatenata dall’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, a cui Teheran sta rispondendo con attacchi missilistici e con droni contro Israele e diversi paesi della regione.
Iran: Netanyahu conferma attacchi a siti petrolchimici
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu,
in un video pubblicato sulle reti sociali ha confermato gli attacchi agli
impianti petrolchimici iraniani denunciati oggi da Teheran. “Dopo aver
distrutto il 70% della loro capacita’ produttiva di acciaio, materia prima
per le armi che usano contro di noi, oggi abbiamo colpito i loro impianti
petrolchimici”, ha dichiarato Netanyahu nel filmato, “entrambi
rappresentano la loro fonte di finanziamento per la guerra del terrore
contro di noi e contro il mondo intero”. “Continueremo a schiacciarli”, ha
promesso Netanyahu.
Onu: “L’Idf distrugge 17 telecamere di sorveglianza dell’Unifil in Libano”
Le truppe israeliane hanno distrutto 17 telecamere di sorveglianza presso il quartier generale delle forze di pace Onu nel Libano meridionale in 24 ore. Lo ha riferito oggi all’Afp una fonte della sicurezza Onu. Dall’inizio della guerra, il 2 marzo, tra Israele e Hezbollah, la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) si trova nel fuoco incrociato tra gli attacchi del movimento filo-iraniano contro le posizioni israeliane e l’invasione di terra israeliana del Libano meridionale, che sta conducendo attacchi anche nel Paese vicino. “Diciassette telecamere presso il nostro quartier generale sono state distrutte dall’esercito israeliano”, a Naqoura, città costiera nel Libano meridionale, ha affermato la fonte della sicurezza, parlando in condizione di anonimato. “Le telecamere sono state distrutte con quello che sembra essere una sorta di laser”, ha precisato la portavoce dell’Unifil, Kandice Ardiel. “I soldati israeliani sono presenti a Naqoura e questa settimana hanno effettuato massicce demolizioni di edifici nel villaggio”, ha aggiunto. Già da giovedì, i caschi blu avevano assistito alla distruzione di ampie zone di Naqoura da parte dei soldati israeliani, avvenuta dall’inizio della settimana, ha affermato. “Non solo case e attività commerciali sono state rase al suolo, ma la forza delle esplosioni ha danneggiato anche il quartier generale dell’Unifil”, ha specificato. La stessa forza Onu ha riferito che tre caschi blu indonesiani sono stati uccisi in due incidenti separati domenica e lunedì, prima che ieri sie verificasse un’esplosione in una delle sue basi – la cui origine non è stata ancora determinata – che ha ferito altri tre caschi blu indonesiani. L’esercito israeliano ha attribuito l’esplosione di venerdì a un razzo di Hezbollah “che è atterrato su una postazione Unifil”.
Iran, media: “Scorte Usa missili Jassm-Er già scese a un quarto”
Dall’inizio della guerra all’Iran, le scorte
statunitensi di missili stealth a lunga gittata Jassm-Er sono gia’ scese a
meno di un quarto della disponibilita’ precedente al conflitto. Lo
riferisce Bloomberg. Nel dettaglio, prima dell’aggressione alla Repubblica
Islamica gli Stati Uniti avevano 2.300 missili Jassm-Er e ora negli
arsenali ne sarebbero rimasti appena 425 disponibili. Inoltre, dei quasi
1.900 missili destinati all’attacco all’Iran piu’ di mille sarebbero gia’
stati impiegati, avverte Bloomberg, secondo la quale ripristinare le
scorte potrebbe richiedere anni.
MO, Pizzaballa: “Terra lacerata ma nessuna ferita è insanabile”
“Le porte sono ancora chiuse. Il
silenzio e’ quasi assoluto, rotto forse dal rumore lontano di cio’ che la
guerra continua a seminare in questa terra santa e lacerata. Tuttavia,
proprio qui, in questo luogo dove la morte e’ stata abitata da Dio, la
Parola di Dio risuona piu’ forte di ogni silenzio”. Cosi’ il Patriarca di
Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, presiedendo, nelle
prime ore dell’alba la vigilia pasquale al Santo Sepolcro. “E lo dico con
semplicita’: anche noi, oggi, celebriamo con una fede provata, fragile,
forse stanca… eppure ancora in piedi. Non perche’ siamo forti, ma
perche’ qui ci sostiene Qualcuno”, ha sottolineato il porporato rimarcando
che “nessuna terra e’ per sempre contesa, nessuna ferita e’ per sempre
insanabile” ed esortando a essere “artigiani di speranza” e di
riconciliazione. “Qui la morte non e’ stata evitata, ne’ attenuata, ma e’
stata affrontata fino in fondo. Dio non ha scelto una via di fuga, ma ha
deciso di entrare nella condizione umana nella sua realta’ piu’ profonda,
assumendo su di se’ tutte le dimensioni dell’esistenza, compresa quella
che oggi, purtroppo, sperimentiamo in maniera spesso violenta: il dolore e
la morte. Non per ‘spiegarli’ da lontano, ma per abitarli da vicino”. “In
questo momento sembra non ci sia nessuno che possa rotolare via le pietre
delle tombe che la sofferenza per questa situazione di guerra continua a
scavare”, ha aggiunto Pizzaballa commentando il brano evangelico sulla
Resurrezione. “Ma proprio per questo ascoltiamo con piu’ urgenza la
domanda che le donne portavano nel cuore: ‘Chi ci rotolera’ via la
pietra’. Non e’ solo una domanda pratica. E’ la domanda di ogni ricerca di
speranza quando sembra che non ci sia piu’ nulla da fare. E’ la domanda di
chi ama senza cercare risposte immediate, di chi si avvicina al mistero
con fiducia, anche quando il cammino appare oscurato”. “Oggi – ha proseguito – quella
domanda sale da tutta la Terra Santa, e da ogni luogo del mondo segnato
dalla violenza. E la risposta non e’ un annuncio a vuoto, ma un evento: la
pietra e’ stata rotolata via. Non dalla nostra forza, ma dalla potenza
dell’amore di Dio che e’ piu’ forte della morte”. Allora, “questa Veglia
ci interroga: stiamo ancora cercando di rotolare da soli le pietre che ci
opprimono? O lasciamo che sia Lui, il Vivente, a precederci? Perche’ la
Pasqua non e’ il risultato dei nostri sforzi di pace, per quanto
necessari. E’ il fondamento che rende possibile ogni sforzo. Se il
sepolcro e’ vuoto, allora nulla e’ veramente chiuso. Nessuna terra e’ per
sempre contesa, nessuna ferita e’ per sempre insanabile, nessuna memoria
e’ per sempre prigioniera dell’odio”, ha rimarcato Pizzaballa che ha
aggiunto: “Anche quando la guerra sembra dirci il contrario, noi siamo
quelli che hanno visto la pietra rimossa”, “Gerusalemme, citta’ segnata
dalla memoria della morte e oggi da tante divisioni, diventa il luogo in
cui si annuncia la vita. Non una vita ideale, lontana, spiritualista. La
vita concreta, quella delle persone, delle case, delle relazioni, delle
comunita'”. “E permettetemi di dirlo cosi’: se qui, oggi, c’e’ una
‘pietra’ che davvero possiamo portare via, e’ quella che ci pesa dentro –
la pietra della rassegnazione, del rancore, della sfiducia. Il Vangelo non
ci chiede di compiere imprese straordinarie, ma di custodire la vita,
anche nelle piccole cose”, ha concluso esortando a diventare “per quanto
possiamo, ‘pietre vive’, segni di riconciliazione, artigiani di speranza,
testimoni di una vita che la morte non riesce piu’ a chiudere”.
Iran, Idf: “In corso nuovo attacco missilistico contro Israele”
E’ in corso un nuovo attacco missilistico contro
Israele, la quarta ondata in tre ore. Lo riferiscono le Idf. Secondo il
Times of Israel, l’obiettivo e’ il nord dello Stato ebraico.
Idf: “Morto un soldato israeliano in Libano”
L’esercito israeliano ha annunciato la
morte di un soldato negli scontri nel sud del Libano. “Il sergente di
prima classe Guy Ludar, di 21 anni e’ caduto durante un combattimento nel
sud del Libano”, ha dichiarato l’esercito israeliano. Il numero di soldati
israeliani uccisi nel sud del Libano sale a 11 dall’inizio delle
operazioni di terra contro Hezbollah, il mese scorso.
Iran: “L’Iraq sarà esentato dalle restrizione al transito di Hormuz”
Il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato che l’Iraq sarà esentato da qualsiasi restrizione al transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riportano oggi i media iraniani, segnalando un trattamento preferenziale per Baghdad mentre Teheran rafforza il controllo su questa strategica via d’acqua. Lo scrive The Guardian.
Iran: “Il 60% del ponte B1 a Karaj danneggiato nell’attacco”
Il 60% del ponte dell’autostrada B1 a Karaj è stato danneggiato, con sei dei suoi sette piloni di sostegno gravemente colpiti, dopo essere stato preso di mira da un attacco “nemico” giovedì scorso, secondo quanto riportato dai media iraniani che citano il direttore esecutivo del progetto della tangenziale nord di Karaj. Lo riporta Iran International.
Libano: dal 2 marzo oltre 1.400 morti tra cui 126 bambini
E’ di oltre 1.400 morti, tra cui 126 bambini, il
bilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano a partire dal
2 marzo, quando sono riprese le ostilita’ tra Tel Aviv e Hezbollah. Lo
riferisce il ministero della Salute di Beirut. Almeno 54 operatori
sanitari e 93 donne figurano tra le vittime.
Iran, media: un missile ha colpito Gerusalemme
Un missile iraniano ha colpito Gerusalemme senza
che le sirene antiaeree riuscissero a dare l’allerta. E’ quanto sostiene
l’agenzia Fars, che cita fonti israeliane.
Unem: “Sorpresa e sconcerto per ipotesi tassa extraprofitti energia”
Unem “apprende dell’iniziativa italiana di tassare eventuali extra-profitti delle società energetica avanzata al Commissario Ue per il Clima, Wopke Hoekstra, insieme a Spagna, Portogallo, Austria e Germania e non può evitare di esprimere sorpresa e sconcerto”. In una nota l’associazione che riunisce le aziende che operano della lavorazione, della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi, sottolinea come “sarebbe necessario evitare ulteriori elementi di instabilità” mettendo “in crisi un settore che si sta impegnando per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti”.
Iran: Teheran, Iraq esente da qualsiasi restrizione a Hormuz
L’Iran sostiene che l’Iraq sia esente da qualsiasi
restrizione nello stretto di Hormuz.
Iran, Kuwait intercetta 8 missili e 19 droni in 24 ore
Le autorita’ del Kuwait hanno riferito di aver
intercettato nelle scorse 24 ore 8 missili balistici e 19 droni nel
proprio spazio aereo. Non ci sono ne’ feriti ne’ danni materiali, aggiunge
il ministero della Difesa del Kuwait, secondo Al Jazeera.
Iran: uova contro ambasciata, denunciate due attiviste a Roma
Avevano lanciato uova contro il muro perimetrale
dell’ambasciata dell’Iran le due giovane iraniane bloccate nella tarda
mattinata di oggi da personale della Polizia di Stato mentre, all’esterno
dell’edificio, partecipavano ad un raduno di protesta organizzato senza
formale preavviso. Gli agenti del commissariato Vescovio avevano raggiunto
la sede diplomatica dopo la segnalazione dell’arrivo dei primi
manifestanti: le due ragazze, rispettivamente di 19 e 21 anni, dopo essere
state identificate, sono state accompagnate negli uffici del commissariato
e denunciate per imbrattamento. Gli altri attivisti, una decina, sono
stati allontanati nel giro di pochi minuti.
Iran: media, F-15 abbattuto probabilmente partito da base Gb
Il caccia americano abbattuto in Iran venerdi’
potrebbe essere partito da una delle principali basi Usa nel Regno Unito,
secondo analisti militari, riaccendendo il dibattito sul coinvolgimento
britannico nel conflitto. Lo riporta il New York Times. Secondo l’Us Air
Force, il 48th Fighter Wing schiera velivoli F-15E Strike Eagle e F-35A
nelle basi di RAF Lakenheath e RAF Feltwell, mentre bombardieri strategici
come B-52 e B-1 sono stati dispiegati presso RAF Fairford. Secondo Justin
Bronk del Royal United Services Institute, le immagini diffuse dai media
iraniani dei rottami indicherebbero un F-15E appartenente al 494th Fighter
Squadron di Lakenheath, sulla base delle marcature visibili sullo
stabilizzatore verticale. Tuttavia, ne’ il Comando centrale degli Stati
Uniti ne’ il ministero della Difesa britannico hanno confermato l’origine
del velivolo. L’eventuale utilizzo di basi britanniche per operazioni
contro l’Iran resta un tema sensibile a Londra. Il primo ministro Keir
Starmer, inizialmente contrario a un coinvolgimento diretto, aveva
rifiutato di autorizzare l’uso delle basi per i primi attacchi
statunitensi. La posizione e’ stata poi progressivamente rivista dopo le
ritorsioni iraniane, tra cui un attacco con drone – attribuito a Hezbollah
– contro una base britannica a Cipro. Londra ha quindi autorizzato l’uso
delle installazioni per scopi “difensivi e limitati”, prima di aprire
anche a operazioni mirate a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, in
risposta all’impennata dei prezzi energetici causata dalle interruzioni
dei traffici marittimi. Resta tuttavia alta la cautela politica, con
un’opinione pubblica britannica largamente scettica rispetto alla campagna
militare americana contro l’Iran.
Iran: premier slovacco all’Ue, rimuovere sanzioni energia russa
Il primo ministro slovacco, Robert Fico, ha affermato che l’Unione europea dovrebbe porre fine alle sanzioni su petrolio e gas russi, ripristinare i flussi dell’oleodotto Druzhba e rilanciare il dialogo con Mosca per affrontare la crisi energetica aggravata dalla guerra in Iran. In una dichiarazione diffusa dopo un colloquio con il premier ungherese Viktor Orban, Fico ha sostenuto la necessita’ di garantire agli Stati membri l’accesso a tutte le fonti energetiche disponibili, inclusa la Russia, per compensare le carenze di approvvigionamento. Le posizioni di Bratislava e Budapest restano isolate all’interno dell’Ue, dove la maggioranza dei Paesi ha ridotto o interrotto i rapporti energetici con Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina.
Iran: udite sei esplosioni sopra Gerusalemme
Diverse forti esplosioni sono state udite sopra
Gerusalemme dopo che l’esercito israeliano aveva segnalato il rilevamento
di missili in arrivo dall’Iran. Sono state segnalate almeno sei
detonazioni nella citta’, a oltre un mese dall’inizio del conflitto
scatenato dai raid di Israele e Stati Uniti contro Teheran. In precedenza,
i servizi di soccorso avevano segnalato il ferimento di cinque persone in
seguito ad attacchi missilistici su Tel Aviv e in altre aree del centro di
Israele.
Iran, Onu e Ua: “Conflitto rappresenta grave rischio per l’Africa”
Il conflitto in corso in Medio Oriente
rappresenta un “rischio grave” per l’Africa, con il pericolo di una nuova
crisi del costo della vita, secondo un rapporto congiunto di Unione
africana, Banca africana di sviluppo e agenzie delle Nazioni Unite. Nel
documento, elaborato insieme al Programma delle Nazioni unite per lo
sviluppo e alla Commissione economica per l’Africa, si sottolinea come il
Medio Oriente rappresenti il 15,8% delle importazioni africane e il 10,9%
delle esportazioni, rendendo il continente particolarmente esposto agli
shock derivanti dalla guerra. Secondo gli autori, il conflitto potrebbe
rapidamente trasformarsi in una crisi del costo della vita a causa
dell’aumento dei prezzi di carburanti e alimenti, dei costi di trasporto e
assicurazione, nonche’ delle pressioni sui tassi di cambio e sui bilanci
pubblici. Le prospettive di crescita restano fragili: una perdita di 0,2
punti percentuali del Pil africano e’ prevista per il 2026 se il conflitto
dovesse protrarsi oltre sei mesi. Le difficolta’ nell’approvvigionamento
di gas naturale liquefatto dal Golfo rischiano inoltre di incidere sulla
produzione di fertilizzanti, aumentandone i prezzi proprio durante la
stagione delle semine. Il rapporto evidenzia anche che le valute di 29
Paesi africani si sono gia’ deprezzate, con effetti negativi sul costo del
debito estero, sulle importazioni e sulle riserve in valuta. Alcuni Paesi
potrebbero beneficiare temporaneamente dell’aumento dei prezzi delle
materie prime o della riorganizzazione delle rotte commerciali – come
Nigeria e Mozambico – cosi’ come alcuni porti africani potrebbero trarre
vantaggio dal dirottamento del traffico via Capo di Buona Speranza.
Tuttavia, questi effetti positivi resterebbero limitati e disomogenei. Gli
autori avvertono inoltre del rischio di un’intensificazione dei conflitti
nel continente, legata a nuove competizioni geopolitiche e al controllo di
risorse strategiche e rotte marittime, in particolare nel Mar Rosso.
Preoccupa infine la possibile riduzione dei fondi per l’aiuto umanitario,
che potrebbero essere dirottati verso altre crisi.
Iran: il blocco di Internet entra nella quinta settimana
Il blocco di internet in Iran entra nella quinta
settimana. Lo riporta il gruppo di monitoraggio di internet NetBlocks,
secondo cui la connettivita’ con l’esterno rimane all’1% dei livelli
normali. L’organizzazione afferma che la misura sta “isolando la
popolazione, mentre le autorita’ studiano modi per consentire l’accesso a
utenti selezionati tramite un sistema di whitelisting a piu’ livelli”.
Diversi siti approvati dal governo e figure filo-governative rimangono
online. Chiunque tenti di connettersi a internet utilizzando servizi
satellitari come Starlink rischia fino a due anni di carcere.
Ue valuta lettera su tassa extraprofitti petrolio: “Risponderemo”
“Abbiamo ricevuto la lettera. La stiamo attualmente valutando e risponderemo a tempo debito”. E’ quanto dichiara un portavoce della Commissione Ue sulla richiesta dei ministri di cinque Stati membri, Italia inclusa, di una misura per tassare gli extraprofitti sul caro petrolio. “Più in generale, la Commissione sta lavorando a stretto contatto con gli Stati membri su possibili misure politiche mirate in risposta all’attuale crisi energetica che l’Europa sta affrontando. Sebbene non ci troviamo nella stessa situazione, è importante tenere conto degli insegnamenti tratti dal 2022, inclusa la temporanea contribuzione di solidarietà Ue”.
Idf conferma i raid su impianti petrolchimici iraniani: “Usati per produrre missili”
L’Idf ha confermato di aver bombardato oggi impianti petrolchimici nel sud dell’Iran, affermando che tali siti venivano utilizzati da Teheran per la produzione di materiali per missili balistici. Secondo l’esercito, gli attacchi hanno portato all’interruzione di tutta la produzione di materiali chimici, prevedendo che causeranno danni economici per miliardi di dollari. L’agenzia di stampa Fars aveva precedentemente riportato che diversi impianti nella Zona Speciale Petrolchimica di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, erano stati colpiti e che cinque persone erano rimaste ferite.
India torna a comprare greggio iraniano, non accadeva dal 2019
L’India ha ripreso l’acquisto di petrolio
iraniano per la prima volta dal 2019, interrompendo anni di stop legati
alle pressioni degli Stati Uniti, a causa delle difficolta’ di
approvvigionamento globale provocate dal conflitto in Medio Oriente. Lo ha
confermato il ministero del Petrolio e del gas naturale, spiegando che
“nel contesto delle interruzioni delle forniture in Medio Oriente, le
raffinerie indiane hanno garantito il fabbisogno di greggio, incluso
quello proveniente dall’Iran”. Nuova Delhi, terzo importatore mondiale di
petrolio, non riceveva carichi da Teheran dal 2019 proprio per le sanzioni
statunitensi. Il mese scorso Washington ha pero’ allentato temporaneamente
le restrizioni su petrolio e prodotti raffinati iraniani per far fronte
alla crisi di offerta. Secondo il governo indiano, il Paese importa
greggio da oltre 40 nazioni e le compagnie dispongono di piena
flessibilita’ nella scelta dei fornitori in base a criteri commerciali.
Nel dettaglio, e’ gia’ arrivato un primo carico di Gpl: circa 44 mila
tonnellate di origine iraniana sono state consegnate in settimana nel
porto occidentale di Mangalore, dove il combustibile e’ in fase di
scarico. Le autorita’ hanno assicurato che le necessita’ energetiche del
Paese restano coperte per i prossimi mesi, nonostante le tensioni. Il
blocco dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran – arteria da cui
transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto a livello
globale, quota che sale fino all’89% per l’Asia – continua a pesare sui
mercati e sui flussi energetici internazionali.
Iran, chiuso valico frontiera con l’Iraq dopo attacco mortale
L’Iraq ha chiuso il valico di frontiera di
Shalamcheh con l’Iran dopo che un raid aereo ha ucciso un cittadino
iracheno sul lato iraniano. Il valico e’ una via di approvvigionamento
vitale per le importazioni di cibo dall’Iran in Iraq e qualsiasi
interruzione prolungata potrebbe rapidamente compromettere le forniture ai
mercati locali, scrivono i media. Cinque cittadini iracheni sono rimasti
gravemente feriti nei raid che hanno colpito un’area di accoglienza
passeggeri sul lato iraniano del valico. Le autorita’ hanno dichiarato di
aver visto dei droni sorvolare la zona pochi istanti prima delle
esplosioni. Le autorita’ di frontiera irachene hanno affermato di essere
state informate dalle autorita’ iraniane che il transito di camion e
passeggeri sarebbe stato ripristinato nelle prossime ore, una volta
completati i lavori sui sistemi di transito e di controllo passaporti.
Missili israeliani sferzano il centro di Israele, ingenti danni e sei feriti
L’Iran ha lanciato diverse salve di missili balistici contro Israele oggi, causando ingenti danni alle abitazioni e ferendo leggermente sei persone, secondo quanto riferito dalle autorità. Lo riporta il Times of Israel.
Missili con testate a grappolo hanno colpito oltre una dozzina di siti nel centro di Israele. Poco dopo l’una di notte, un missile balistico con una testata convenzionale di diverse centinaia di chilogrammi si è schiantato nella zona industriale di Neot Hovav, a sud di Beersheba, provocando un incendio. Un’ora dopo, l’Iran ha lanciato un missile balistico, con testata a grappolo, contro il centro di Israele.
L’esplosione ha causato il parziale crollo di un edificio a Ramat Gan, mentre una linea elettrica ad alta tensione è stata danneggiata nell’attacco a Rosh Ha’ayin, provocando un’interruzione di corrente in alcune zone della città. Un uomo di 45 anni è rimasto leggermente ferito da schegge di vetro a Bnei Brak ed è stato trasportato in ospedale per le cure, secondo quanto riferito dai medici.
Dopo una pausa di 10 ore, una seconda salva di missili balistici è stata lanciata contro il centro di Israele, causando quattro feriti secondo il Times of Israel. L’attacco ha causato gravi danni agli edifici residenziali nelle città centrali di Bnei Brak e Ramat Gan. Le bombe hanno colpito anche Tel Aviv e Petah Tikva, provocando danni a strade e automobili. Durante l’attacco, due submunizioni a grappolo hanno colpito la zona nei pressi del quartier generale delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di Kirya, a Tel Aviv. Un parcheggio adiacente alla base e una scuola vicina hanno subito danni. Non ci sono stati feriti.
L’esplosione di un altro missile iraniano con testata a grappolo, lanciato contro Israele nel tardo pomeriggio di oggi, ha ferito lievemente un uomo di 52 anni. Sono stati segnalati danni anche nei sobborghi di Tel Aviv di Ramat Gan, Givatayim e Bnei Brak, colpiti dall’attacco pomeridiano.
Carburanti, Lufthansa: “Ci saranno criticità con conflitto lungo”
Il gruppo Lufthansa teme possibili ripercussioni nella fornitura di cherosene in caso di prolungamento del conflitto in Medio Oriente, in un contesto in cui una quota rilevante della produzione globale di carburante per l’aviazione e’ concentrata nell’area del Golfo Persico. “La disponibilita’ di carburante per il trasporto aereo e’ gia’ problematica in alcuni aeroporti asiatici”, ha dichiarato Grazia Vittadini, responsabile per tecnologia, IT e innovazione, in un’intervista a Die Welt. “Piu’ a lungo lo Stretto di Hormuz restera’ di fatto impraticabile, piu’ la sicurezza degli approvvigionamenti di cherosene diventera’ critica”. Dall’inizio del conflitto con l’Iran, il passaggio nello Stretto e’ considerato a rischio, con ripercussioni sulla logistica energetica globale. Le difficolta’ nelle forniture hanno gia’ determinato un aumento dei prezzi del cherosene, in alcuni casi superiore al 100%.Le compagnie del gruppo risultano solo parzialmente protette dal rincaro. “Per le nostre compagnie passeggeri, circa l’80% del fabbisogno di carburante per l’anno in corso e’ coperto da operazioni di copertura, che attenuano l’impatto del rialzo dei prezzi petroliferi. Tuttavia, anche noi risentiamo dell’aumento dei costi del cherosene”, ha aggiunto Vittadini.Anche Michael O’Leary, amministratore delegato di
Ryanair, aveva gia’ avvertito qualche giorno fa che un prolungamento del
conflitto con l’Iran potrebbe causare, gia’ da inizio maggio, interruzioni
nelle forniture di carburante, con effetti al rialzo sui prezzi dei
biglietti nei mesi successivi. “Confidiamo che la guerra finisca prima di
allora e che i rischi per l’approvvigionamento scompaiano”, ha dichiarato
il dirigente alla rete britannica ‘Sky News’ in un’intervista rilasciata
il primo aprile. Ryanair, leader in Europa per volume di passeggeri, e’
“ragionevolmente ben coperta” poiche’ ha acquistato in anticipo circa
l’80% del proprio carburante fino a marzo 2027 al prezzo di 67 dollari al
barile. A suo avviso, se il conflitto dovesse concludersi e lo Stretto di
Hormuz venisse riaperto “a meta’ aprile, allora non ci sarebbero rischi”
per l’approvvigionamento di carburante per l’aviazione. Tuttavia, se la
guerra dovesse continuare “e l’interruzione dell’approvvigionamento
persistere”, le compagnie aeree ritengono che circa il 10, 20 o 25% delle
“forniture potrebbero essere interessate nei mesi di maggio e giugno”.
Iran, Rubio: “Nipoti Soleimani in custodia Ice, saranno espulse”
“Fino a poco tempo fa, Hamideh Soleimani Afshar e
sua figlia erano titolari di una green card e vivevano nel lusso negli
Stati Uniti. Afshar e’ la nipote del defunto generale iraniano Qasem
Soleimani. E’ anche una fervente sostenitrice del regime iraniano, che ha
celebrato gli attacchi contro gli americani e si e’ riferita al nostro
Paese come al “Grande Satana”. Questa settimana ho revocato lo status
legale sia di Afshar che di sua figlia, che ora sono sotto la custodia
dell’Ice, in attesa di essere espulse dagli Stati Uniti”. Lo scrive su X
il segretario di Stato americano, Marco Rubio. “L’amministrazione Trump
non permettera’ che il nostro Paese diventi un rifugio per cittadini
stranieri che sostengono regimi terroristici anti-americani”, aggiunge.
Usa, arrestati i parenti del generale iraniano Soleimani
Gli agenti federali americani hanno arrestato negli Stati Uniti, venerdì, la nipote e la pronipote del defunto generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso in un blitz statunitense a gennaio del 2020 con un drone: lo riferisce il Dipartimento di Stato. Le due donne sono state arrestate dopo che il segretario di Stato Marco Rubio ha revocato il loro status di residenza permanente.
“Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia sono ora sotto la custodia dell’U.S. Immigration and Customs Enforcement (Ice)”, ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato.
Iran: Turchia negozia per passaggio nove navi turche
Le autorita’ turche proseguono gli sforzi
diplomatici per consentire il passaggio nello Stretto di Hormuz a nove
navi di proprieta’ turca, ma battenti bandiera di altri Paesi, ancora
bloccate nell’area a causa della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Lo ha riferito il ministro dei Trasporti, Abdulkadir Uraloglu, spiegando
che all’inizio del conflitto si trovavano nello stretto 15 navi di
proprieta’ turca. Di queste, due hanno gia’ lasciato la zona, mentre
quattro non hanno richiesto l’uscita – due impegnate nella produzione di
energia e due nel commercio locale. Restano quindi nove unita’ per le
quali Ankara sta lavorando “in coordinamento con il ministero degli
Esteri”.
Di Palma (Enac): “Situazione carburanti legata a Pasqua non a blocco Hormuz”
Le difficoltà in alcuni scali aeroportuali per l’approvvigionamento di carburante sono “legate al periodo pasquale di traffico intenso” e non al “blocco dello stretto di Hormuz”, si tratta di due “situazioni diverse che non collegherei”. E’ quanto afferma il presidente dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, Pierluigi Di Palma, contattato dall’ANSA secondo cui “ovviamente se il conflitto e il blocco dello stretto dovesse continuare”, “ci saranno delle conseguenze ma al momento vedo le diplomazie al lavoro per riaprire i traffici” navali e le forniture. Per Di Palma le compagnie operanti in Italia al momento “non hanno modificato la loro operatività”, ci “sono sicuramente dei contingency plan” in caso di aggravio della situazione.
Di Palma suggerisce comunque ai consumatori di proteggersi da eventuali cancellazioni sottoscrivendo un’assicurazione al momento di acquistare un biglietto per i prossimi mesi.
Erdogan sente Rutte: “Impasse geostrategica, sforzi per porre fine a guerra Iran”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che la guerra in Medio Oriente ha portato a una “situazione di stallo geostrategico”, durante una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo quanto riportato dal suo ufficio. “Il presidente Erdogan ha affermato che il processo avviato dall’intervento contro l’Iran ha portato a una situazione di stallo geostrategico e che la comunità internazionale deve raddoppiare gli sforzi per porre fine a questa guerra”, si legge nella dichiarazione. La Turchia ha tentato di mediare per porre fine alle ostilità, in particolare attraverso negoziati condotti con Pakistan ed Egitto. Erdogan ha affermato che il suo Paese sta anche continuando gli sforzi “per raggiungere una soluzione pacifica” al conflitto tra Russia e Ucraina: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato oggi a Istanbul per colloqui con Erdogan. Un alto funzionario ucraino ha dichiarato all’Afp che i colloqui non riguarderanno solo i droni intercettori, ma anche la cooperazione in materia di sicurezza in generale. La presidenza turca ha dichiarato su X che i colloqui si concentreranno “sugli sforzi per un cessate il fuoco e una soluzione duratura”.
Iran: arrestate nipote e pronipote Soleimani negli Usa
Il dipartimento di Stato americano ha annunciato
che la nipote e la pronipote di Qasem Soleimani sono state arrestate da
agenti federali negli Stati Uniti. Lo rendono noto media americani secondo
cui il segretario di Stato, Marco Rubio, ha revocato il permesso di
soggiorno permanente alle due parenti dell’ex comandante della Forza Quds
iraniana, ucciso nel 2020 in un raid Usa a Baghdad.
Wp: “Da aziende private cinesi intelligence all’Iran su truppe Usa”
Ci sono aziende cinesi che forniscono all’Iran informazioni di intelligence utili e utilizzabili che espongono le forze Usa: tuttavia, riferisce il Washington Post, si tratterebbe di “aziende private” e, di fatto, il Partito comunista cinese starebbe cercando di “mantenere le distanze”. Quando, cinque settimane fa, è scoppiata la guerra in Iran, gli “investigatori” dei social media, attivi su piattaforme occidentali e cinesi, hanno segnalato un’ondata di post virali che hanno descritto in modo dettagliato le attrezzature presenti nelle basi Usa, i movimenti dei gruppi navali d’attacco americani e altre analisi minuziose. Le informazioni di intelligence provengono da un nuovo mercato in rapida espansione: aziende cinesi, alcune delle quali con legami con l’Esercito popolare di liberazione, che combinano l’intelligenza artificiale con dati open source per commercializzare informazioni che, a loro dire, sarebbero in grado di “svelare” i movimenti delle forze statunitensi. Pechino ha cercato di prendere le distanze da qualsiasi coinvolgimento diretto nella guerra in Iran: tuttavia, queste aziende, molte delle quali sono emerse negli ultimi cinque anni nell’ambito della spinta governativa a sfruttare l’IA del settore privato per scopi militari, stanno capitalizzando sul conflitto. Funzionari Usa ed esperti di intelligence sono divisi sulla questione se gli strumenti commercializzati pubblicamente dalle aziende cinesi costituiscano una minaccia reale o se siano effettivamente usati in modo credibile dagli avversari degli Stati Uniti, ma concordano sul fatto che il proliferare di offerte da parte del settore privato segnali un crescente rischio per la sicurezza e rifletta l’intento di Pechino di proiettare la forza delle proprie capacità di intelligence. La Cina ha investito centinaia di milioni di dollari a sostegno di aziende private impegnate nello sviluppo di un’IA con applicazioni nel settore della difesa, il tutto nell’ambito della sua strategia di integrazione civile-militare. Il mese scorso, inoltre, ha annunciato piani volti a potenziare ulteriormente tali sforzi, inserendoli in una più ampia strategia nazionale quinquennale. Le crescenti capacità delle aziende cinesi nel campo dell’IA stanno rendendo questi strumenti ancora più potenti, evidenziando la sfida sempre più ardua di occultare i movimenti militari statunitensi agli occhi degli avversari. MizarVision, un’azienda con sede a Hangzhou fondata nel 2021, è ad esempio una delle società che utilizza un mix di dati di origine occidentale e cinese, filtrati attraverso l’intelligenza artificiale, per catalogare le attività all’interno delle basi statunitensi in Medio Oriente, tracciare i movimenti navali e identificare la posizione e il numero di specifici velivoli e sistemi di difesa missilistica.
Protesta davanti all’ambasciata iraniana a Roma, lanciate uova sull’ingresso
Un gruppo di dissidenti iraniani ha inscenato questa mattina una protesta davanti al ambasciata iraniana a Roma, lanciando delle uova contro il portone della sede diplomatica per manifestare il loro dissenso contro le recenti impiccagioni in Iran di alcuni detenuti politici accusati di avere legami con il gruppo dei Mujahedin del popolo iraniano, un partito politico iraniano, tra i più attivi nell’opposizione al regime teocratico. I dimostranti sono poi stati allontanati dalle forze dell’ordine.
Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha dichiarato che “all’alba di oggi, Vahid Bani Amerian e Abolhassan Montazer sono stati impiccati nella prigione di Ghezel Hesar, a Karaj. I due eroici membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano si sono ora uniti ai loro compagni che hanno dato la vita nella lotta per la libertà, tra cui Mohammad Taghavi, Akbar Daneshvar Kar, Babak Alipour e Pouya Ghobadi. La dittatura religiosa al potere in Iran ha ancora una volta versato il sangue di due dei figli più coraggiosi del popolo iraniano, rivelando la propria paura e disperazione di fronte all’opposizione organizzata”.
Rajavi, ha poi chiesto nuovamente “una sessione speciale delle Nazioni Unite per affrontare le esecuzioni in corso di prigionieri politici in Iran e per adottare misure immediate e concrete volte a prevenire ulteriori perdite di vite umane”.
I sostenitori dei Mujaheddin del Popolo e altri dissidenti iraniani organizzano spesso presidi e proteste di fronte all’ambasciata iraniana a Roma per contestare il regime di Teheran.
Idf: “Ieri colpiti a Beirut centri di comando della forza Quds iraniana”
L’Idf ha dichiarato che ieri l’aviazione israeliana ha bombardato a Beirut alcuni centri di comando appartenenti alla Forza Quds dei pasdaran iraniani. Lo riporta il Times of Israel. Secondo l’esercito israeliano, i centri di comando appartenevano al corpo libanese della Forza Quds, che “funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento e il consolidamento militare di Hezbollah”. Inoltre, l’Idf ha dichiarato di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, “utilizzati dagli alti ufficiali dell’organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah”. La Marina israeliana ha anche colpito un posto di osservazione di Hezbollah, aggiunge l’esercito.
Iran, Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi
Secondo quanto riferito dal direttore generale
di Rosatom, Alexei Likhachev, citato dall’agenzia Tass, “la principale
ondata di evacuazione” e’ partita oggi come previsto. Un totale di 198
dipendenti e’ stato trasferito via bus verso il confine con l’Armenia,
circa 20 minuti dopo il nuovo attacco sulla zona della centrale. Si
tratta, ha precisato Likhachev, della piu’ ampia evacuazione di personale
russo dall’impianto dall’inizio della guerra in Medio Oriente. Il sito di
Bushehr, costruito in parte dalla Russia e tuttora supportato da tecnici
russi, e’ stato colpito da un raid attribuito a Stati Uniti e Israele, che
secondo media iraniani ha causato la morte di un agente di sicurezza.
Mosca ha reagito con durezza. La portavoce del ministero degli Esteri,
Maria Zakharova, ha condannato “fermamente questa azione nefasta”,
chiedendo la cessazione “immediata” degli attacchi contro le installazioni
nucleari iraniane, inclusa la centrale di Bushehr. Secondo l’agenzia
iraniana Irna, si tratta del quarto attacco contro quest’area affacciata
sul Golfo dall’inizio del conflitto, scoppiato il 28 febbraio con i
bombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran. Likhachev ha inoltre
avvertito che il rischio di danni gravi o di un incidente nucleare
“aumenta di giorno in giorno”. Gia’ nelle prime fasi della guerra diverse
decine di cittadini russi erano stati evacuati dal sito. Il 25 marzo altri
163 dipendenti avevano lasciato la centrale dopo un precedente attacco,
mentre una parte del personale e’ rimasta operativa per garantire il
funzionamento minimo dell’impianto.
Iran, Erdogan chiama Rutte: “Agire per fine conflitto”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha
definito la situazione in Medio Oriente uno “stallo geostrategico” in una
telefonata con il segretario generale della NATO Mark Rutte, durante la
quale ha reiterato l’invito ad agire per la pace. “Il presidente Erdogan
ha affermato che l’intervento contro l’Iran ha portato a una situazione di
stallo geostrategico e chiesto che la comunita’ internazionale raddoppi
gli sforzi per porre fine a questa guerra”, ha reso noto l’ufficio della
presidenza turca. Erdogan, che ha ricevuto oggi in Turchia il presidente
ucraino Volodimir Zelensky, ha ribadito a Rutte che l’impegno “per
raggiungere una soluzione pacifica” al conflitto tra Russia e Ucraina,
continua.
Iran: “Attaccato lo scalo israeliano di Ben Gurion e base Usa in Kuwait”
L’esercito iraniano ha affermato che le sue forze hanno attaccato l’aeroporto Ben Gurion di Israele, “con l’obiettivo di interrompere il comando e il controllo del traffico aereo militare da parte del nemico, nonché le piattaforme per la guerra elettronica”.
Nel frattempo, l’agenzia Fars, vicina alle Guardie della Rivoluzione, ha citato una fonte informata secondo cui, in un altro attacco, le forze iraniane avrebbero preso di mira, con missili balistici e droni kamikaze, una base militare statunitense per comandanti e tecnici del sistema missilistico Himars sull’isola di Bubiyan, in Kuwait.
Mosca condanna il ‘vile’ attacco israelo-americano contro l’impianto di Bushehr
La Russia ha condannato sabato il “vile” attacco statunitense-israeliano contro l’impianto nucleare iraniano di Bushehr, che ospita personale russo, e ha sollecitato la cessazione immediata degli attacchi contro le infrastrutture atomiche. “Condanniamo fermamente questo atto vile, che ha provocato la perdita di vite umane”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. “Gli attacchi contro le infrastrutture nucleari iraniane, compresa la centrale nucleare di Bushehr, devono cessare immediatamente”, ha aggiunto.
Le truppe israeliane hanno distrutto in 24 ore 17
telecamere di sorveglianza del quartier generale dei caschi blu dell’Onu
nel sud del Libano, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza
delle Nazioni Unite all’Afp. Le telecamere si trovavano presso la base
della Unifil a Naqoura, citta’ costiera nel sud del Paese. La fonte, che
ha parlato in forma anonima, ha attribuito la distruzione all’esercito
israeliano. Dall’inizio della guerra il 2 marzo tra Israele e Hezbollah,
la missione Onu si trova tra due fuochi: da un lato gli attacchi del
movimento sciita filo-iraniano contro obiettivi israeliani, dall’altro
l’offensiva terrestre israeliana nel sud del Libano, accompagnata da raid
aerei. Secondo la portavoce della missione, Kandice Ardiel, i caschi blu
hanno osservato negli ultimi giorni soldati israeliani distruggere ampie
porzioni della citta’ di Naqoura. Le esplosioni avrebbero danneggiato
anche il quartier generale della missione, oltre ad abitazioni e attivita’
commerciali. La situazione resta particolarmente tesa anche per le perdite
tra i peacekeeper: la missione ha riferito della morte di tre caschi blu
indonesiani in due distinti incidenti nei giorni scorsi, mentre
un’esplosione avvenuta ieri in una base Onu – la cui origine non e’ stata
determinata – ha ferito altri tre militari. L’esercito israeliano ha
attribuito quest’ultimo episodio a un razzo lanciato da Hezbollah che
avrebbe colpito una postazione della missione. L’Indonesia ha definito
l’accaduto “inaccettabile”, chiedendo un rafforzamento urgente delle
misure di protezione per i peacekeeper. La missione Onu ha inoltre
richiamato tutte le parti al rispetto degli obblighi di sicurezza,
invitando a evitare attivita’ militari nelle vicinanze delle basi per non
mettere a rischio il personale. Secondo le Nazioni Unite, 97 membri della
missione sono stati uccisi in episodi di violenza dalla sua creazione nel
1978.
Trump: “Iran ha 48 ore per accordo o si scatenerà l’inferno”
“Ricordate quando ho dato all’Iran dieci giorni per
fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere:
48 ore prima che si scateni l’inferno su di loro. Gloria a Dio!”. Lo
scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump
Iran, media: “Pedaggi Hormuz usati per riparare infrastrutture”
L’Iran compensera’ i danni provocati alle sue
infrastrutture dai bombardamenti di Stati Uniti e Israele con i pedaggi
che saranno imposti per attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta al
Jazeera citando il sito iraniano Nour News.
Bloomberg: “Compagnie aeree Ue si cautelano da rialzi prezzi non da forniture”
Le principali compagnie aeree europee hanno dei contratti che le proteggono dalle forte oscillazioni dei prezzi dei carburanti ma non dalla mancanza di disponibilità. E’ quanto scrive Bloomberg in un’analisi sul fenomeno secondo cui i principali vettori del Continente come Lufthansa, Ryanair o Air France in media coprono, tramite contratti derivati, il 70% del proprio fabbisogno annuo dai rialzi dei prezzi. Tuttavia tali contratti non prevedono e non assicurano la consegna fisica del prodotto sottostante.
Iran, perchè il petrolchimico è ora in mirino raid
Con l’intensificarsi dei raid contro obiettivi
all’interno dell’Iran, il settore petrolchimico emerge come uno dei
principali bersagli, segnando un possibile passaggio da operazioni a
carattere prevalentemente militare a colpi mirati contro infrastrutture
economiche strategiche. Il comparto petrolchimico rappresenta uno dei
pilastri dell’economia iraniana, garantendo flussi di valuta estera e
sostenendo un’ampia rete di industrie collegate, dalla produzione di
fertilizzanti alla plastica e ai prodotti chimici. Danni a queste
strutture rischiano di tradursi in un calo delle esportazioni e delle
entrate, aumentando la pressione sulla valuta nazionale e alimentando
l’inflazione. Le conseguenze si estendono lungo tutta la filiera
economica: alla perdita di produzione e capacita’ di export si aggiungono
interruzioni nelle catene di approvvigionamento e ripercussioni sulle
industrie interne collegate. Inoltre, la riattivazione degli impianti
richiede tempi e competenze tecniche, rendendo l’impatto non solo
immediato ma anche prolungato. Il cambio di obiettivi riflette una
strategia piu’ ampia volta a esercitare pressione sull’economia iraniana,
andando oltre il campo militare. Secondo analisi citate dai media, questo
approccio mira a ridurre la capacita’ di Teheran di finanziare le proprie
attivita’ e di aggirare le sanzioni internazionali. Tra i siti colpiti
figura la zona speciale petrolchimica di Mahshahr, nella provincia
sud-occidentale del Khuzestan, uno dei principali poli industriali del
Paese. Secondo l’agenzia Tasnim, i raid hanno costretto all’evacuazione di
diverse unita’ produttive, mentre fonti locali parlano di feriti.
L’impatto potrebbe inoltre estendersi ai mercati globali: i prodotti
petrolchimici iraniani sono utilizzati in numerosi settori, tra cui
plastica, fertilizzanti, automotive e tessile, ed eventuali interruzioni
potrebbero contribuire a carenze e a un aumento dei prezzi a livello
internazionale.
Iata: l’Europa importa il 30% del fabbisogno di carburante per aerei
L’Europa importa il 30% del suo fabbisogno di carburanti per aerei e questo la rende vulnerabile a colli di bottiglia nell’offerta come quello che si sta verificando ora con la chiusura dello stretto di Hormuz. E’ quanto si legge nell’ultimo rapporto della Iata, l’associazione internazionale del traffico aereo pubblicato a novembre, prima quindi del conflitto contro l’Iran. Già in quella data l’associazione ammoniva come nel Continente la capacità di raffinazione per questo tipo di carburante sia in calo e alcune zone dove mancano le infrastutture possono andare incontro a vulnerabilità. Per questo la Iata auspicava di sostituire le raffinerie che sono state chiuse in passato in modo da fare fronte a possibili problemi nella disponibilità.
Media: “Iran autorizza transito navi con beni essenziali a Hormuz verso i suoi porti”
L’Iran ha dichiarato che concederà l’autorizzazione al transito di navi che trasportano “beni essenziali” attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia semi-ufficiale Tasnim citata dalla Cnn, che sottolinea come non sia chiaro tuttavia quali beni Teheran definisca “essenziali” né se manterrà il blocco nei confronti delle navi provenienti da quelle che considera nazioni ostili. Secondo quanto riferito, l’ordine si applica alle “navi dirette verso i porti iraniani o attualmente presenti nel Mare d’Oman”.
Secondo quanto riferito da Tasnim, il vice responsabile per lo sviluppo commerciale Houman Fathi ha inviato una lettera al capo dell’Organizzazione Portuale e Marittima in merito all’autorizzazione al transito di navi che trasportano aiuti umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz.
La lettera recita: “In riferimento all’accordo e all’annuncio del potente governo della Repubblica Islamica dell’Iran e delle vittoriose forze armate del nostro Paese, che autorizzano il transito di navi che trasportano aiuti umanitari, in particolare beni di prima necessità e prodotti per l’allevamento, attraverso lo Stretto di Hormuz, si richiede che, al fine di consentire il transito delle navi dirette verso i porti iraniani o già presenti nel Mar d’Oman, vengano inseriti all’ordine del giorno gli obblighi necessari per il passaggio di tali navi, sulla base dei protocolli emanati. L’elenco delle navi interessate, pronte a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz, verrà inviato per il coordinamento. Auguriamo la vittoria ai guerrieri dell’Islam
Iran, Teheran: “Pilota Usa non sarà trattato come a Guantanamo”
Se dovesse catturarlo, l’Iran non riservera’ al
pilota americano disperso lo stesso trattamento che Stati Uniti e Israele
riservano ai loro prigionieri. Ad assicurarlo e’ stata la tv di Stato
iraniana, voce del regime, in un post su X in risposta a un’americana che
chiedeva di pregare per i militari. “Se l’Iran cattura dei piloti, non
saranno trattati come i prigionieri nei centri di detenzione israeliani di
Sde Teiman o in quelli gestiti dagli Stati Uniti ad Abu Ghraib e
Guantanamo. Rispettiamo il diritto internazionale e la misericordia
islamica”, si legge nel post.
Trump: “Nato partner gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile”
Donald Trump torna ad accattare la Nato, prendendo di mira un errore che a suo dire avrebbe fatto il New York Times sulla descrizione della sigla dell’Alleanza Atlantica, a pochi giorni dall’incontro di mercoledì alla Casa Bianca tra il tycoon e il segretario generale Mark Rutte. “Il ‘New York Times in declino’ – la cui mancanza di credibilità, insieme ai costanti attacchi basati su ‘Fake News’ contro il vostro Presidente preferito, ha causato un crollo assoluto della sua diffusione – ha definito il nostro ‘partner’ gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile, la Nato, come la ‘North American Treaty Organization'”, ha scritto il tycoon in un post. “Il nome corretto è ‘North Atlantic Treaty Organization'”: un errore davvero interessante! Gli standard di assunzione e di formazione presso il Nyt sono crollati drasticamente. Riportate in auge il motto “ALL THE NEWS THAT’S FIT TO PRINT” e “Make America Great Again”! , ha concluso Trump.
Cei: “Nessuno può usare Dio per giustificare le guerre”
“Non possiamo abituarci” a guerre e violenze e Pasqua ricorda che “il male non ha l’ultima parola”. Lo scrive la Cei nel Messaggio di Pasqua.
“Ci affliggono le guerre che devastano popoli e famiglie, la violenza che colpisce i più deboli, le ferite che attraversano le case, le solitudini – si legge nel messaggio a firma del presidente, il card. Matteo Zuppi, e del segretario generale, mons. Giuseppe Baturi – che consumano tante esistenze, la fatica di donne e uomini che si sentono smarriti, stanchi, senza un domani. Ci addolorano le lacrime dei bambini, le paure dei giovani, l’abbandono degli anziani, la sofferenza di chi vede la propria vita segnata dalla povertà, dalla malattia, dall’emarginazione. Non possiamo abituarci a tutto questo. Non possiamo accettare che il male diventi normale, che la durezza vinca sulla compassione, che l’indifferenza prenda il posto della fraternità”.
Ma “la Pasqua ci riporta al cuore della nostra fede: il Crocifisso è risorto. Per questo, il male non ha l’ultima parola, la morte non è la fine, le ferite non sono condannate a restare per sempre aperte”. “Il Signore risorto ci invita a non restare spettatori: siamo chiamati a scegliere la luce, a custodire la vita, a prenderci cura gli uni degli altri, a essere segni di pace” perché Dio “rifiuta la guerra” e “nessuno può usare” Dio “per giustificare la guerra”.
“Nella luce pasquale, desideriamo rivolgere un pensiero particolare a quanti soffrono e attendono un segno di vicinanza nel nostro Paese: ai malati, ai detenuti, a chi è senza lavoro, a chi vive la fatica di educare, a chi è solo, a chi non riesce più a vedere una strada davanti a sé. Il Risorto sta accanto a ciascuno come il viandante di Emmaus, riaccende il cuore, apre gli occhi, rimette in cammino”, conclude il messaggio della Cei.
Teheran, presi di mira obbiettivi ad aeroporto Ben Gurion
L’esercito iraniano ha annunciato di avere preso di mira obbiettivi all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, nell’ultima ondata di attacchi. Lo riporta il Tehran Times. Sempre secondo il comunicato dell’esercito, riportato da diversi media iraniani, sono stati colpiti la nuova torre di controllo, i sistemi di navigazione e i radar dello scalo israeliano.
Trump: “Nato partner molto debole e in gran parte inaffidabile”
Il presidente americano, Donald Trump, torna ad
attaccare la Nato definendola un partner “molto debole e in gran parte
inaffidabile”. Lo scrive in un post su Truth in cui attacca il New York
Times per aver sbagliato la definizione Nato, scrivendo “Organizzazione
del Trattato Nordamericano invece del nome corretto che e’ Organizzazione
del Trattato del Nord Atlantico”. “Un errore molto interessante! Gli
standard di assunzione e di formazione al Nyt sono crollati”, critica il
capo della Casa Bianca.
Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi
Ha preso il via questa mattina il trasferimento del personale russo in forza alla centrale nucleare di Bushehr, in Iran. Lo ha riferito l’amministratore delegato della società energetica Rosatom, Alexei Likhachev, ai giornalisti a Ekaterinburg. “Come previsto, abbiamo iniziato l’ondata principale di trasferimenti, circa 20 minuti dopo l’attacco” condotto dalle forze di Stati Uniti e Israele, ha spiegato, “gli autobus si sono spostati dallo stabilimento di Bushehr verso il confine armeno, con 198 persone” a bordo.
Lufthansa avvisa difficoltà su carburante in caso di conflitto lungo
La Lufhtansa avvisa di possibili colli di bottiglia nella disponibilità di carburante per gli aerei se si prolungherà il conflitto in Medio Oriente. In una intervista al quoridiano tedesco Die Welt, la responsabile del settore tecnologia e It Grazia Vittadini sottolinea come “ci siano già difficoltà in alcuni scali in Asia”. Lufhtansa si è coperta tramite contratti derivati dai rialzi dei prezzi sull’80% delle proprie necessità per il 2026 ma “certamente la crescita ha un impatto anche su di noi”, ammette.
Intelligence Usa: Teheran ripara in tempi rapidi bunker missilistici
L’Iran sta riuscendo a ripristinare in tempi molto rapidi i bunker sotterranei e i silos missilistici colpiti dai bombardamenti americani e israeliani, rimettendoli in funzione anche poche ore dopo gli attacchi. Lo riferisce un report dell’intelligence statunitense citato dal New York Times, le cui valutazioni gettano ombre su quanto Washington sia vicina a neutralizzare la capacità missilistica iraniana, uno degli obiettivi chiave del conflitto, nonostante le dichiarazioni trionfalistiche dell’amministrazione di Donald Trump. Il Pentagono ha rivendicato di aver colpito circa 11mila obiettivi in cinque settimane di guerra,evidenziando al tempo stesso un forte calo nei lanci di missili e droni da parte di Teheran. “Continueranno a lanciare missili, ma li abbatteremo”, aveva dichiarato lunedì il capo del Pentagono Pete Hegseth, all’indomani di una giornata che aveva registrato il livello più basso di attacchi iraniani. Anche la Casa Bianca ha confermato una riduzione del 90% degli attacchi, interpretandola come segnale di un indebolimento delle capacità produttive e militari iraniane. Secondo l’intelligence statunitense, tuttavia, l’Iran conserva ancora una parte significativa del proprio arsenale e dei lanciatori mobili, molti dei quali nascosti in bunker e caverne per proteggerli dai raid. Teheran starebbe inoltre adottando da tempo una strategia più prudente, con lanci limitati a circa 15–30 missili balistici al giorno, spesso in piccoli gruppi, anche a causa delle difficoltà interne di comando e coordinamento. Le stime restano comunque incerte perché l’Iran utilizza anche sistemi di esca e perché è difficile valutare con precisione i danni effettivi alle infrastrutture sotterranee colpite. In questo contesto, secondo gli analisti citati dal Times, l’obiettivo di Teheran sarebbe soprattutto preservare nel tempo una capacità di deterrenza, anche in vista di un eventuale prolungamento del conflitto o del periodo successivo alla sua conclusione.
Ryanair: no carenze carburante ma rischi se stop Hormuz fino a maggio
“Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio.” E’ quanto fa sapere Ryanair secondo cui “se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l’approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei”.
Nyt, 4 opzioni “rischiose” per Hormuz, tra proposte quella dell’Italia su corridoio umanitario
“Le opzioni dell’Europa per Hormuz: poche e rischiose”. Questo è il titolo di un’analisi del New York Times, che si apre citando la proposta presentata dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani alla riunione in videoconferenza organizzata dal Regno Unito due giorni fa per la creazione di un “corridoio umanitario” che permetta il passaggio sicuro di fertilizzanti e altri beni essenziali. Il piano era una delle diverse proposte provenienti dall’Europa e non solo, volte a impedire che tra le conseguenze della guerra in Iran ci siano anche possibili carestie in Africa. La proposta non è stata approvata e l’incontro si è concluso senza un piano concreto per riaprire lo stretto, militarmente o in altro modo, scrive il giornale americano, osservando che “i leader europei sono sotto pressione da parte del presidente Trump per impegnare risorse militari, porre fine al blocco dello stretto da parte dell’Iran e contrastare la crisi energetica ed economica globale” che si aggrava ogni ora di più. Finora, gli europei non hanno accolto le sue richieste di inviare navi da guerra e continuano a discutere su cosa fare per sbloccare Hormuz, attraverso il quale transita il 20% di petrolio e gas mondiali. Secondo il Nyt, la difficoltà a mettersi d’accordo su un piano comune riflette in parte gli ingranaggi lenti della diplomazia in Europa e in parte il numero considerevole di Paesi, inclusi quelli del Golfo, interessati a salvaguardare lo stretto una volta terminata la guerra. Molti Stati coinvolti nei colloqui, tra cui Italia e Germania, hanno insistito affinché qualsiasi sforzo internazionale nasca sotto l’ombrello dalle Nazioni Unite, il che potrebbe rallentare ulteriormente l’azione. Il giornale passa quindi ad elencare le 4 opzioni possibili a disposizione dell’Europa, degli stati del Golfo e di altri paesi, nessuna delle quali tuttavia appare infallibile, anche ipotizzando uno stop alle operazioni.
1) Scorte navali – Il presidente francese Emmanuel Macron ha ripetutamente sollevato la possibilità che navi da guerra francesi possano scortare i mercantili attraverso lo stretto dopo la fine della guerra. Funzionari americani hanno spinto affinché gli europei e altri alleati, come il Giappone, scortino navi che battono bandiera dei loro stessi paesi. Il problema è che le scorte navali sono costose. Inoltre, i loro sistemi di difesa aerea da soli potrebbero non essere sufficienti per fermare alcuni tipi di attacchi, come quelli con droni, qualora l’Iran decidesse di ricominciare a sparare.”
2) Bonifica dalle mine – Funzionari tedeschi e belgi, tra gli altri, affermano di essere pronti a inviare dragamine per liberare lo stretto dagli esplosivi dopo la guerra. In realtà, i leader militari occidentali non sono convinti che l’Iran abbia effettivamente minato lo stretto, in parte perché alcune navi iraniane lo attraversano ancora. Quindi, sebbene i dragamine possano essere dispiegati come parte di una scorta navale, potrebbero non avere molto da fare.
3) Aiuto dall’alto – Inviare jet da combattimento e droni per intercettare qualsiasi attacco aereo iraniano alle navi. Funzionari americani hanno spinto l’Europa a farlo, ma anche questo piano sarebbe piuttosto costoso. E non è ancora garantito che funzioni. L’Iran può attaccare le navi con un singolo soldato su una lancia, e se solo pochi tentativi riescono, ciò potrebbe essere sufficiente a spaventare assicuratori e armatori, scoraggiandoli dal tentare il passaggio.
4) Tutte queste opzioni, più la diplomazia – Usare negoziati e leve economiche per fare pressione sull’Iran affinché si astenga da futuri attacchi, e impiegare una varietà di mezzi militari per far rispettare tutto questo. Lo sforzo andrebbe oltre l’Europa. Giovedì, il ministero degli Esteri tedesco ha invitato la Cina a usare la sua influenza con l’Iran in modo “costruttivo” per aiutare a porre fine alle ostilità. I negoziati finora sembrano aver fatto poco per fermare i combattimenti, ma questa potrebbe essere la migliore scommessa dell’Europa, in mancanza di una migliore. E se nulla di tutto questo funzionasse? Funzionari iraniani hanno dichiarato questa settimana che avrebbero continuato a controllare il traffico attraverso lo stretto dopo la guerra. Hanno già elaborato piani per far pagare alle navi i pedaggi per il passaggio di Hormuz, che dovrebbe essere una via d’acqua libera secondo il diritto internazionale.
Teheran: “Da inizio guerra colpite 30 università nel Paese”
Gli attacchi statunitensi e israeliani hanno colpito piu’ di 30 universita’ in tutto l’Iran dall’inizio della guerra alla fine di febbraio. Lo dice il ministro della Scienza iraniano. “Ad
oggi, più di 30 universita’ sono state prese di mira direttamente”, ha dichiarato Hossein Simai Sarraf ai giornalisti durante una visita all’Università Shahid Beheshti, nella zona nord di Teheran, colpita venerdì. Israele ha affermato di aver colpito diversi siti di ricerca e sviluppo legati ai programmi nucleari e di armamento iraniani.
Un’importante figura iraniana chiede la rimozione di Trump anziché dei suoi generali
Mohsen Rezaee, un alto funzionario iraniano, suggerisce in un post su X che Trump dovrebbe essere rimosso dall’incarico anziché i suoi generali. Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha rimosso dall’incarico diversi alti ufficiali militari, tra cui il capo di stato maggiore dell’esercito americano.
Pasdaran: “Otterremo controllo cieli e umilieremo il nemico”
I Pasdaran sono fiduciosi che l’Iran avrà il pieno controllo dei suoi cieli. “Il nemico deve sapere che disponiamo di moderni sistemi di difesa aerea, costruiti dai brillanti e orgogliosi giovani scienziati del Paese, che vengono svelati uno dopo l’altro sul campo”, ha assicurato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, a quanto riferiscono i media iraniani. “Otterremo sicuramente il pieno controllo dei cieli della nostra nazione e dimostreremo al mondo, piu’ che mai, l’umiliazione del nemico”, ha aggiunto.
Gli Stati Uniti intensificano le ricerche del militare scomparso, mentre l’Iran invita il pubblico a trovare il “pilota nemico”
L’esercito statunitense prosegue freneticamente le ricerche di un pilota scomparso in una zona remota dell’Iran sud-occidentale, dopo che il Paese mediorientale ha abbattuto un aereo da guerra americano e ha lanciato un appello alla popolazione per la cattura del pilota, promettendo una ricompensa. L’aereo, identificato dall’Iran come un F-15E Strike Eagle statunitense, è stato uno dei due attaccati venerdì; un militare è stato tratto in salvo e almeno un altro risulta disperso. Un conduttore di un canale televisivo affiliato alla televisione di stato iraniana ha esortato i residenti a consegnare alla polizia qualsiasi “pilota nemico”.
TOI: Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito i centri di comando della Forza Quds iraniana a Beirut
Ieri, l’aviazione israeliana ha bombardato i centri di comando a Beirut appartenenti alla Forza Quds, il braccio extraterritoriale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, secondo quanto annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF).
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che i centri di comando appartenevano al Corpo libanese della Forza Qud, che “funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento delle forze e il radicamento militare di Hezbollah”. Inoltre, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, “utilizzati dagli alti funzionari dell’organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah”. La Marina israeliana ha inoltre colpito un posto di sorveglianza di Hezbollah, aggiunge l’esercito.
Al Jazeera: Il presidente del parlamento iraniano: Teheran è aperta alla diplomazia bilaterale con i paesi vicini.
Il presidente dell’Assemblea consultiva iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha rilasciato un’intervista ai nostri colleghi di Al Jazeera Arabic. Ecco un riassunto di quanto ha affermato:
L’Iran si è preparato a questo confronto e ha dimostrato la sua capacità di difendersi.
Questa guerra è la guerra di Israele, e il conseguente collasso della sicurezza e le perdite subite hanno avuto ripercussioni sul mondo intero.
L’Iran è stato costretto a prendere di mira le basi e gli interessi statunitensi nella regione per preservare la propria presenza.
L’escalation delle tensioni contro l’Iran incontrerà una risposta decisa e decisa contro gli interessi statunitensi nella regione.
Il mantenimento della sicurezza regionale è nell’interesse dei paesi che ne fanno parte, e la sicurezza sostenibile è una priorità per l’Iran.
I paesi della regione possono tutelare i propri interessi attraverso accordi di sicurezza bilaterali e multilaterali, senza interferenze straniere.
È necessario eliminare le principali cause di insicurezza nella regione e costruire la sicurezza senza il coinvolgimento di Stati Uniti e Israele.
Il Pakistan accoglie con favore il chiarimento dell’Iran sul suo interesse nei media
Nella giornata di oggi, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha cercato di correggere le notizie diffuse dai media statunitensi che, a suo dire, avevano “travisato” la posizione dell’Iran sugli sforzi del Pakistan per porre fine alla guerra.
Il ministro degli esteri pakistano Ishaq Dar ha accolto con favore il chiarimento.
Teheran protesta per “inerzia” Aiea
L’Iran ha protestato per quella che considera l’inerzia dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) di fronte agli attacchi degli alleati sui suoi siti atomici. “Condannare l’attacco alle infrastrutture nucleari pacifiche dell’Iran e porre fine all’inazione è il minimo che ci si aspetta dall’Aiea nell’ambito delle sue responsabilità statutarie”, si legge in un post dell’agenzia atomica iraniana. “L’Iran salvaguardera’ la propria sovranita’ nucleare e richiederà un riesame legale di tale inazione del direttore generale”.
Lievi danni a sede di Oracle a Dubai per i detriti di un raid iraniano
La sede di Oracle a Dubai è stata danneggiata dalla caduta di alcuni detriti per l’intercettazione di un attacco iraniano. Lo ha riferito questa mattina l’ufficio stampa della città emiratina. “Le autorità confermano di essere intervenute per un incidente di lieve entità causato dalla caduta di detriti provenienti da un’intercettazione aerea sulla facciata dell’edificio di Oracle a Dubai Internet City”, ha dichiarato l’ufficio stampa di Dubai in un post su X. Nessuno è rimasto ferito nell’incidente, ha aggiunto l’ufficio stampa. Contemporaneamente, l’agenzia iraniana Fars ha riferito che le autorità emiratine tentano di minimizzare l’attacco e che ieri sera, la sede di Oracle negli Emirati è stata nuovamente attaccata dall’Iran “ed è diventata inaccessibile”.
Teheran smentisce cattura pilota americano disperso
Non è stato catturato il secondo pilota americano del quale si parla da quando ieri nei cieli dell’Iran è stato abbattuto un F-15. Lo affermano le autorità iraniane. Un’unità dei Guardiani della Rivoluzione nella provincia meridionale di Kohgiluyeh e Boyerahmad e il governatore della provincia negano sia stato catturato il secondo membro dell’equipaggio americano dell’F-15, riferisce la Bbc. E, riporta ancora la rete britannica, per il governatore il primo pilota non sarebbe stato salvato dalle forze Usa, mentre i media americani scrivono che è stato tratto in salvo. Il governatore ha parlato di una “tattica del nemico”.
La Cnn continua a riferire che non si conoscono le sorti di un soldato Usa dopo quanto avvenuto ieri. Il New York Times scrive di una corsa contro il tempo dei militari Usa per rintracciarlo. Fonti parlano di operazioni delle forze Usa per localizzare e trarre in salvo il militare, mentre i media ufficiali iraniani hanno offerto una ricompensa a chi lo troverà. Sollecitano la popolazione, rilancia la Bbc, a “catturare vivo il pilota”. I canali televisivi iraniani affiliati allo Stato hanno esortato i cittadini a “catturare il pilota vivo” e offerto ricompense. I media iraniani hanno riportato una ricompensa di circa 66 mila dollari, una cifra da capogiro considerata la media salariale mensile del Paese, che si aggira tra i 200 e i 300 dollari.
Media Iran: raid israelo-americano su un valico di frontiera con l’Iraq, un morto
Un valico di frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito in un raid attribuito a Israele e Usa, nel quale una persona è morta: lo riportano media iraniani e una fonte di sicurezza irachena. “Il terminal commerciale del valico di frontiera di Shalamcheh, nella città di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese, è stato preso di mira da un attacco aereo dei nemici americani e sionisti,” ha riferito l’agenzia di stampa Mehr, citando il vice governatore della provincia del Khuzestan, Valiollah Hayati. “Un conducente iracheno è stato ucciso e due lavoratori iraniani sono rimasti feriti,” ha precisato l’agenzia Isna, citando anch’essa Hayati.
Iran: Meloni negli Emirati Arabi Uniti, vedrà bin Zayed
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata ad Al Ain, negli Emirati Arabi Uniti, terza tappa del suo viaggio nei Paesi del Golfo, dopo le precedenti soste in Arabia Saudita e in Qatar. Nel corso della visita è in programma un colloquio con il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan.
Iran: Foti, “missione Meloni nel Golfo strategica, da opposizioni polemiche irresponsabili”
“La missione di Giorgia Meloni, prima leader occidentale nei Paesi del Golfo, rappresenta una scelta strategica in un momento particolarmente delicato per gli equilibri internazionali e la sicurezza energetica. Un’azione concreta volta a rafforzare i rapporti con partner fondamentali come Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, tutelando gli interessi nazionali e garantendo approvvigionamenti stabili in un contesto segnato dalle tensioni con l’Iran e dai rischi legati allo Stretto di Hormuz.” Così in una nota il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti.
“Questo impegno – prosegue il ministro – si inserisce in una strategia più ampia: dopo la visita in Algeria dello scorso marzo per incrementare e diversificare le forniture di gas, il governo Meloni prosegue il proprio lavoro nei Paesi del Golfo con l’obiettivo di consolidare la sicurezza energetica e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini. L’Italia torna così protagonista sulla scena internazionale, con credibilità e autorevolezza, in un’area cruciale per il futuro energetico ed economico globale, costruendo alleanze solide e contribuendo alla de-escalation delle crisi”. “Di fronte a questo impegno, le polemiche dell’opposizione appaiono strumentali, irresponsabili e distanti dalla realtà. Solo una sinistra che gioca contro l’Italia può criticare un’azione così rilevante con l’unico obiettivo di anteporre il proprio tornaconto politico all’interesse nazionale. Nei momenti complessi, la scelta del Governo Meloni è chiara: stare dalla parte dell’Italia” conclude Foti.
Iran: Qatar, con Meloni sottolineata necessità de-escalation
L’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno sottolineato la necessità di una de-escalation e del ricorso al dialogo per contenere la crisi nella regione. Lo riferisce l’ufficio dell’emiro del Qatar, precisando che durante l’incontro i due leader hanno esaminato gli sviluppi della situazione regionale e internazionale. Nel corso del loro incontro a Doha, l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani e la premier Giorgia Meloni “hanno discusso delle relazioni di cooperazione bilaterale ed esplorato le modalità per potenziarle e svilupparle in diversi settori, in particolare in quello economico ed energetico”. Lo riferisce l’agenzia di stampa Qna.
Iran: Pasdaran dicono di aver colpito una nave legata a Israele nello Stretto di Hormuz
I Guardiani della Rivoluzione rivendicano un attacco con un drone contro una nave nello Stretto di Hormuz che definiscono “collegata a Israele che è ora è in fiamme”, affermano in un messaggio diffuso su X, aggiungendo che è stata colpita la “Msc Ishyka”. Secondo siti specializzati, l’imbarcazione è una portacontainer battente bandiera liberiana.
Iran, tv: stop a fornitura gas al sud dell’Iraq
Stop alle forniture di gas dall’Iran alla regione meridionale dell’Iraq. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, citando una notizia che arriva dal ministero iracheno per l’Elettricità.
Beirut, ospedale nel sud danneggiato in raid israeliani, 11 feriti
Un ospedale di Tiro, importante città costiera del sud del Libano, è stato danneggiato nel corso di raid aerei israeliani diretti contro edifici vicini, nei quali almeno 11 persone sono rimaste ferite: lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. L’episodio è avvenuto ad Al-Houch, località vicina a Tiro, dove i raid hanno distrutto due edifici situati vicino a un ospedale, secondo un corrispondente dell’Afp. Finestre della struttura sanitaria sono andata in frantumi e controsoffitti sono crollati, mentre i medici prestavano soccorso, ha riferito la direzione dell’ospedale. La direzione dell’ospedale ha fatto sapere che la struttura “rimarrà aperta per garantire le cure mediche necessarie”, ha riferito l’agenzia ufficiale Ani. Anche il porto di Tiro è stato preso di mira: un raid ha colpito una barca turistica su cui dormiva una persona, secondo il corrispondente dell’Afp. Le sue condizioni non sono state specificate. Sono state inoltre danneggiate barche da pesca attraccate.
Araghchi: “Bushehr attaccata ma le radiazioni uccideranno il Golfo”
Il ministro degli Esteri iraniani, Abbas Araghchi, ha ammonito che l’attaco al sito nucleare di Bushehr avrà conseguenze nel Golfo persico. “Ricordate l’indignazione occidentale per le ostilità nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina? Israele e Stati Uniti hanno bombardato la nostra centrale di Bushehr per ben quattro volte”, ha scritto su X. “Le ricadute radioattive porranno fine alla vita nelle capitali del Consiglio di Cooperazione del Golfo, non a Teheran”, ha ammonito. “Gli attacchi alle nostre industrie petrolchimiche perseguono obiettivi concreti”, ha aggiunto.
Iran: “Mai rifiutato di andare a Islamabad, grati per gli sforzi di mediazione”
“La posizione dell’Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad. Ciò che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Ieri, il Wall Street Journal ha riferito che l’Iran aveva comunicato ufficialmente ai mediatori la propria indisponibilità a incontrare i funzionari statunitensi a Islamabad nei prossimi giorni.
Araghchi: “Vogliamo le condizioni per una vera fine della guerra”
L’Iran non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva. A chiarirlo e’ stato il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X. “La posizione dell’Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad”, ha assicurato. “Cio’ che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta”, ha aggiunto.
Iran: “Niente fuoriuscite di sostanze tossiche nell’area industriale colpita”
Le autorità iraniane “negano con forza qualsiasi fuoriuscita di sostanze tossiche nella zona petrolchimica speciale di Mahshahr, dopo che oggi è stata colpita dagli Stati Uniti e da Israele”: lo ha dichiarato il vicegovernatore generale della provincia di Khuzestan, Valiollah Hayati, citato dall’agenzia Irna. “Le attività della zona sono state interrotte, ma non ci sono preoccupazioni riguardo a problemi di salute pubblica”, ha aggiunto. Stamattina Hayati aveva dichiarato stamattina che anche l’area commerciale di confine di Shalamcheh a Khorramshahr, nella provincia di Khuzestan, era stata colpita durante gli attacchi di questa mattina, insieme alla città di Ahvaz.
Meloni vede Emiro Qatar: “Urgente e necessario assicurare la libertà della navigazione Hormuz”
Nel corso del loro faccia a faccia a Doha, la premier Giorgia Meloni e l’Emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani “hanno approfondito le questioni energetiche, anche alla luce del rapporto consolidato tra Italia e Qatar in questo ambito, confrontandosi sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock subiti”, fa sapere Palazzo Chigi. In questo quadro, Meloni “ha assicurato la disponibilità dell’Italia, attraverso le eccellenze del suo sistema produttivo, a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine, fondamentali per la sicurezza energetica su scala globale”. È stato anche ribadito come sia “urgente e necessario assicurare la libertà di navigazione attraverso Hormuz”.
I due leader “hanno infine concordato di lavorare congiuntamente per sviluppare ulteriormente la cooperazione e gli investimenti congiunti, per rafforzare ogni dimensione della sicurezza, soprattutto negli ambiti strategici della difesa, delle infrastrutture critiche, della sicurezza alimentare e della cooperazione multilaterale per la gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee”, conclude Palazzo Chigi.
Grossi (Aiea): “Preoccupati per attacco Bushehr, no aumento radiazioni”
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) è stata informata dall’Iran che questa mattina un proiettile ha colpito un’area vicina alla centrale nucleare di Bushehr, il quarto incidente di questo tipo nelle ultime settimane. E’ quanto si legge in un post su X, nel quale si riferisce la “profonda preoccupazione” del direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, per l’incidente, che tuttavia non ha provocato “alcun aumento dei livelli di radiazione”. “I siti delle centrali nucleari o le aree limitrofe non devono mai essere attaccati”, ribadisce Grossi, ricordando che “gli edifici ausiliari possono contenere attrezzature di sicurezza vitali” e rinnovando l’appello “alla massima moderazione militare per evitare il rischio di un incidente nucleare”.
Autorizzato il transito di navi umanitarie da Hormuz
Le autorita’ iraniane hanno autorizzato il transito da Hormuz di navi che trasportano beni di prima necessita’ e umanitari. Lo riferisce l’agenzia Tasnim. “E’ stato autorizzato il transito di navi che trasportano beni di prima necessita’ e umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz verso i porti iraniani o quelli situati nel Mare di Oman”, si legge.
Iran, colpito un terminal a confine con l’Iraq
Un terminal alla frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito da bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Lo riferiscono i media iraniani.
Teharan: “Le esportazioni da Kharg aumentate durante la guerra”
Le esportazioni di petrolio dell’Iran dall’isola di Kharg sono aumentate da quando è iniziata la guerra con Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Isna. “Negli ultimi giorni non solo le esportazioni di petrolio non sono diminuite, ma sono aumentate”, ha assicurato Moussa Ahmadi, capo della commissione Energia del parlamento iraniano, citato da Isna. Kharg, al largo della costa occidentale dell’Iran, è un terminal vitale per l’esportazione di greggio tanto che il presidente americano Donald Trump ha più volte minacciato di invaderla o distruggerla.
Non solo Kharg, quali sono le isole strategiche per l’Iran?
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Media Iran, attacchi di Hezbollah e Houthi verso Israele
La città israeliana di Kiryat Shmona è stata presa di mira da “missili di Hezbollah”, mentre anche gli Houthi, ribelli yemeniti, hanno lanciato attacchi con droni su zone di Israele: lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim.
Rinviato alla prossima settimana il voto dell’Onu su Hormuz
E’ stato rinviato alla prossima settimane il voto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su una bozza di risoluzione presentata dal Bahrein per il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la Cnn, che cita Reuters, ricordando che il voto, inizialmente previsto per ieri, era stato poi posticipato a oggi. Fonti diplomatiche hanno precisato che non c’è ancora una nuova data per il voto slittato alla prossima settimana.
La bozza di risoluzione, se adottata, autorizzerebbe i paesi a utilizzare “tutti i mezzi difensivi necessari” per garantire il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, una formulazione che non piace alla Cina, alla Russia e anche alla Francia . Ciò equivarrebbe a “legittimare l’uso illegale e indiscriminato della forza, che porterebbe inevitabilmente a un’ulteriore escalation della situazione e a gravi conseguenze”, aveva dichiarato giovedì il rappresentante cinese all’Onu Fu Cong.
Iran, media: “Almeno 5 feriti in attacco a sito petrolchimico”
Cinque persone sono rimaste ferite a causa delle esplosioni segnalate in un sito petrolchimico nel sudovest dell’Iran. Lo riferiscono i media iraniani, come riporta il Guardian. In precedenza l’agenzia Fars aveva parlato di un “attacco di Usa e Israele” nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan. Secondo l’agenzia Tasnim, sono state colpite diverse strutture. Danni sono stati segnalati nel Complesso petrolchimico Bandar Imam. Il vicegovernatore del Khuzestan, Valiollah Hayati, ha parlato di “probabilità molto alta di vittime, morti e feriti, a causa dell’attacco”.
Houthi: “Gli Usa hanno perso il controllo della guerra”
Gli Stati Uniti hanno perso il controllo della guerra dalla seconda settimana di combattimenti. A sostenerlo è Nasr al-Din Amer, esponente di spicco degli Houthi yemeniti, intervistato dall’agenzia iraniana Irna. “La risposta rapida e potente delle prime ore ha dimostrato che i calcoli dei nemici erano sbagliati”, ha detto. L’Iran “ha dimostrato di essere piu’ forte del previsto e ben presto di sono visti segnali di confusione e perdita di controllo”, ha proseguito. Stati Uniti e Israele contavano su una rivolta interna “che non c’è stata” e anzi il sostegno popolare “è stato un fattore chiave del fallimento del nemico”, ha assicurato.
Corsa tra americani e iraniani per trovare il pilota disperso dell’F-15
Le forze iraniane e americane continuano a darsi battaglia per trovare il pilota ancora disperso dopo che ieri il primo caccia statunitense è stato abbattuto in territorio iraniano dall’inizio della guerra. Le autorità iraniane hanno esortato la popolazione del sud-ovest del Paese a cercare il pilota dell’F-15, offrendo ricompense di oltre 60 mila dollari ai cittadini che aiuteranno a catturarlo. Secondo Laurel Rapp, direttrice del programma Stati Uniti e Nord America presso Chatham House, il salvataggio del membro dell’equipaggio disperso dal jet abbattuto è “una missione cruciale”, riferisce la Bbc, aggiungendo che la cattura del membro dell’equipaggio statunitense rappresenterebbe un “enorme bottino” per l’Iran, offrendogli una “potentissima carta da giocare nelle trattative”. Nel frattempo, un alto comandante militare iraniano ha rivendicato che ora, le forze del Paese possono dare “la caccia” agli aerei americani grazie a nuove tattiche e attrezzature. Il generale di brigata Alireza Elhami, comandante della Base congiunta di difesa aerea iraniana, ha affermato infatti che la perdita degli aerei statunitensi è stata “il risultato di tattiche, dell’uso di attrezzature moderne e di innovazioni nei sistemi di difesa aerea (iraniani)”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Irna e rilanciato da Cnn. Elhami non ha specificato quali fossero queste innovazioni che “hanno causato confusione e disorientamento nel nemico”.
Dopo 10 ora di pausa, nuovo lancio di missili iraniani su Israele
Dopo una pausa di quasi 10 ore, le forze di difesa israeliane hanno rilevato un nuovo attacco balistico proveniente dall’Iran, diretto verso il centro di Israele. Lo riferisce Times of Israel. Intanto questa mattina un proiettile ha colpito la città settentrionale di Kiryat Shmona senza che suonassero le sirene. Secondo i soccorritori, l’impatto ha danneggiato una strada, con schegge che hanno colpito case e auto vicine, ma senza provocare feriti. L’Idf ha avviato un’indagine sull’accaduto.
Iran, missile cade vicino alla centrale di Bushehr: un morto
Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell’Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell’impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l’Agenzia iraniana per l’energia atomica Secondo l’agenzia “gli impianti principali non sono stati danneggiati”.
Ghalibaf lancia minacce velate sullo stretto di Bab el-Mandab sul Mar Rosso
Il leader del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha fatto riferimento, con minacce velate, allo stretto di Bab el-Mandab, importante punto logistico globale che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all’Oceano Indiano, e attraverso cui transita il 14% delle spedizioni commerciali mondiali. “Quale quota delle spedizioni globali di petrolio, Gnl, grano, riso e fertilizzanti attraversa lo stretto di Bab el-Mandeb? Quali Paesi e aziende fanno conto sui maggiori volumi di transito attraverso lo stretto?”, ha affermato in un post su X. La milizia yemenita degli Houthi, sostenuta dall’Iran, ha più volte attaccato navi in transito nel Bab el-Mandab, in supporto alla causa palestinese e all’Iran. Lo stretto di Hormuz, nel sud dell’Iran, un punto attraverso cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, è stato di fatto bloccato dall’Iran durante la guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro il Paese.
Teheran: “Lo Stretto di Hormuz? Nulla sarà più come prima”
“Lo Stretto di Hormuz è diventato un vantaggio strategico per l’Iran nelle nuove condizioni di sicurezza e non tornerà mai allo status che aveva prima” dell’avvio di operazioni militari di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Parola del portavoce della presidenza del Parlamento iraniano, Abbas Goudarzi, che nei giorni scorsi ha annunciato l’avvio di un iter per imporre il pagamento per il transito dallo Stretto di Hormuz. In dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Tasnim, Goudarzi assicura che “la gestione di questa rotta importante è in mano alle forze armate della Repubblica islamica dell’Iran” e che “nessun Paese avrà il diritto di transitarvi senza il permesso dell’Iran”, che “difenderà questa posizione strategica con tutto il suo potere militare”.
Italia e altri 4 Paesi Ue chiedono tassa su extraprofitti delle società energetiche
Cinque ministri dell’Economia Ue, tra cui Giancarlo Giorgetti, chiedono una misura per tassare gli extraprofitti delle società energetiche, in reazione all’aumento dei prezzi del carburante per la guerra in Medio Oriente. Oltre che dall’Italia, la richiesta è sottoscritta anche da Germania, Spagna, Portogallo e Austria. “Una soluzione europea”, scrivono in una lettera al commissario Ue Wopke Hoekstra, “rappresenterebbe un segnale per i cittadini” e per l’economia dimostrando che “siamo uniti e in grado di agire” e invierebbe un “messaggio chiaro”: coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte.
Iran, media: “Esplosioni in sito petrolchimico a Mahshahr”
Esplosioni nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, in Iran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, che rilancia notizie dell’agenzia iraniana Fars, parlando di fumo che si leva dall’area.
Cnn: “Ancora disperso il pilota Usa, Teheran parla di novità per dare caccia ai jet”
Nuove tattiche, nuovi equipaggiamenti. Così, dice un generale iraniano, l’Iran “dà la caccia” a velivoli americani. Parole, rilanciate dalla Cnn, dopo che ieri un F-15 americano è stato abbattuto in Iran e un membro dell’equipaggio è ancora disperso e dopo che un A-10 Thunderbolt II è stato colpito ed è precipitato fuori dal territorio iraniano. Secondo il generale di brigata Alireza Elhami, a capo del Comando congiunto della difesa aerea dell’Iran, quanto accaduto è il “risultato di tattiche, impiego di equipaggiamenti moderni e innovazioni nei sistemi di difesa aerea” della Repubblica Islamica.
Nessun dettaglio sulle “innovazioni” nelle dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Irna e rilanciate dalla rete americana. Il generale parla di “confusione e disortientamento per il nemico”. I militari iraniani, minaccia secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, sono pronti a tendere imboscate “a jet e droni del nemico”. Il generale, rilancia ancora l’emittente, sostiene siano stati intercettati e abbattuti più di 160 droni e decine di missili da crociera mentre proseguono le operazioni militari che Usa e Israele hanno avviato lo scorso 28 febbraio contro l’Iran.
Teheran: “Se le nostre ambasciate vengono attaccate reagiremo subito”
L’Iran ha minacciato di reagire subito e con fermezza a eventuali attacchi a proprie sedi diplomatiche. “Qualsiasi aggressione contro le ambasciate o le sedi diplomatiche iraniane provocherà una rappresaglia immediata e decisa contro tutte le strutture del regime aggressore nella regione”, ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya, a quanto riporta Press tv.
Ankara, seconda nave turca ha attraversato Hormuz
Una seconda nave battente bandiera turca ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. Allo scoppio della guerra il 28 febbraio, c’erano 15 navi di armatori turchi in attesa di attraversare lo stretto strategico, ha ricordato in un’intervista alla Cnn, “due di queste 15 l’hanno passato”.
Meloni giunta in Qatar, vedrà Al Thani
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta a Doha, in Qatar, per la seconda tappa della sua missione nei Paesi del Golfo, dopo la visita in Arabia Saudita. Durante la permanenza è previsto un incontro con l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani.
I Pasdaran scelgono il nuovo portavoce, è Hossein Mohabi
Un nuovo portavoce per i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. E’ stato scelto Hossein Mohabi per l’incarico dopo l’uccisione del predecessore durante le operazioni militari di Usa e Israele contro l’Iran, avviate lo scorso 28 febbraio. Lo ha reso noto l’agenzia iraniana Fars, riferendo della nomina dopo il “martirio” di Ali Mohammad Naini, la cui “eliminazione” è stata confermata Israele il 20 marzo.
I Pasdaran negano l’attacco all’ambasciata Usa a Riad: “Colpa di Israele”
Il corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’attacco all’ambasciata statunitense in Arabia saudita. Lo riferisce Press tv. I Pasdaran, si spiega, “hanno condannato l’incidente e attribuito la responsabilità della provocazione ad agenti sionisti”. L’Irgc, aggiunge la nota, “ha esortato i paesi mediorientali a rimanere vigili nei confronti dei tentativi americano-sionisti di destabilizzare la regione”.
Colpita la sede di Oracle a Dubai: “Danni lievi”
Gli uffici di Oracle nel polo economico degli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da un attacco iraniano. Lo hanno confermato fonti di Dubai assicurando che si è trattato di un “incidente di lieve entità” che ha danneggiato la facciata dell’edificio. Pochi giorni fa Teheran aveva minacciato di colpire le aziende tecnologiche statunitensi e oggi il distretto di Internet City a Dubai è stato preso di mira. Non sono stati segnalati feriti nè sono stati forniti ulteriori dettagli sui danni. La legge degli Emirati sui crimini informatici vieta di fotografare l’impatto di attacchi iraniani a meno che non vengano pubblicati attraverso canali ufficiali. Molte delle aziende che l’Iran ha minacciato di attaccare si trovano nel distretto di Internet City e nei giorni scorsi i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno inserito 18 aziende statunitensi, tra cui Oracle, nell’elenco degli obiettivi. Le autorità di Dubai hanno aggiunto di essere intervenute poche ore prima per “un incidente causato da detriti di un’intercettazione aerea caduti sulla facciata di un edificio nella zona di Dubai Marina”, un’area di lusso nel centro della città.
Il prezzo medio di benzina, diesel e gasolio pre e post-guerra. I DATI
Dopo lo scoppio del conflitto in Iran, i costi al self service, sulla rete stradale, hanno registrato – come prevedibile – un importante aumento, parzialmente contenuto dal taglio delle accise deciso dal governo. Anche di questo si è parlato nella puntata del 3 aprile di “Numeri”, l’approfondimento di Sky TG24.
Il prezzo medio di benzina, diesel e gasolio pre e post-guerra. I DATI
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Caccia Usa abbattuto, Trump: “Non influisce sui negoziati”. VIDEO
Wsj: “In ambasciata Usa a Riad danni ingenti, più gravi di quanto reso noto”
Danni ingenti, più gravi di quanto reso noto sinora. E’ la rivelazione del Wall Street Journal dopo l’attacco del mese scorso di droni iraniani contro l’ambasciata Usa in Arabia Saudita. Su quanto avvenuto il 3 marzo il giornale ha sentito ex funzionari americani e altri in servizio. La ricostruzione parla di un drone iraniano finito sul compound Usa a Riad e dell’esplosione di un altro poco dopo. Attacchi, nella notte, che hanno raggiunto un’area dell’ambasciata dove di giorno lavorano centinaia di persone e che hanno provocato danni ingenti in tre piani, sostengono le fonti del giornale. Colpito anche l’ufficio della Cia, affermano. E parlano di un incendio andato avanti per mezza giornata. Una fonte sostiene zone della rappresentanza diplomatica siano danneggiate in modo irreparabile. Il ministero saudita della Difesa aveva invece parlato di un incendio circoscritto e danni di lieve entità.
Iran, Meloni ripartita da Gedda: sforzi per soluzione diplomatica nel conflitto
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena ripartita da Gedda (prima tappa della visita nella regione del Golfo, durante la quale sono previsti incontri anche con i leader di Qatar ed Emirati Arabi Uniti) dove ieri sera è stata ricevuta dal Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. Il Presidente Meloni ha voluto esprimere, con la sua presenza, la vicinanza dell’Italia all’Arabia Saudita.
Golfo, Giorgia Meloni lascia Gedda dopo l’incontro con Bin Salman
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Iran, per l’intelligence “improbabile” che Teheran riapra Hormuz
E’ “improbabile” che l’Iran apra presto lo Stretto di Hormuz. E’ il monito contenuto in recenti rapporti di intelligence Usa esaminati dall’agenzia Reuters. Per Teheran il controllo sulla più vitale arteria petrolifera del mondo rappresenta l’unica vera leva nei confronti degli Stati Uniti, hanno detto tre fonti secondo cui l’Iran continuerà a bloccare lo stretto per mantenere alti i prezzi dell’energia e fare pressione su Donald Trump affinchè trovi una rapida via d’uscita dalla guerra. Secondo i rapporti la guerra, concepita per annientare la forza militare dell’Iran, potrebbe in realtà accrescerne l’influenza regionale, dimostrando la capacità di Teheran di minacciare le vie di navigazione. Trump ha cercato di minimizzare la difficoltà di riaprire lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un quinto del commercio mondiale di petrolio e ieri ha lasciato intendere di poter ordinare alle forze statunitensi di riaprire il passaggio.
Iran, Pentagono: “365 militari feriti da avvio operazioni, 13 i caduti”
Sono 365 i militari Usa feriti dall’avvio, il 28 febbraio scorso, dell’Operazione ‘Epic Fury’ contro l’Iran. Lo ha reso noto nelle ultime ore il Pentagono, con un nuovo aggiornamento, come riporta il Wall Street Journal. Fra i feriti, si contano 247 soldati dell’Esercito, 63 della Marina, 36 dell’Aeronautica e 19 Marines. Tredici, come già noto, i caduti.
Libano, sono indonesiani i 3 caschi blu feriti in esplosione nel sud
Sono indonesiani i tre caschi blu rimasti feriti ieri in un’esplosione nel sud del Libano. Lo hanno confermato dallo Un Information Centre (Unic) di Giacarta dopo che ieri Unifil aveva dato notizia del ferimento di tre peacekeeper, trasferiti in ospedale, a seguito di “un’esplosione all’interno di una postazione Onu nei pressi di El Adeisse”. Non è chiara “l’origine dell’esplosione”.
Iran, la repressione non si ferma: giustiziati due oppositori
La guerra nel Golfo non ferma la macchina repressiva iraniana: due oppositori del regime sono stati giustiziati questa mattina perchè accusati di aver compiuto attacchi armati per conto dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano. Lo hanno reso noto i media locali.
Diverse esplosioni nelle zone a nord di Teheran
Diverse esplosioni sono state udite stamani in zone a nord della capitale iraniana Teheran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera a più di un mese dall’avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l’Iran a cui Teheran non manca di rispondere.
Israele, razzo Hezbollah contro Unifil, 3 i feriti
I tre caschi blu feriti ieri in un’esplosione nel sud del Libano sono cittadini indonesiani. Lo hanno comunicato le Nazioni Unite, dopo che pochi giorni fa, sempre in Libano, altri tre caschi blu dello stesso Paese sono stati uccisi. La Forza Provvisoria delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha dichiarato che l’esplosione è avvenuta all’interno di una struttura ONU vicino a El Adeisse, ferendo tre peacekeeper che sono stati portati d’urgenza in ospedale. Due di loro sono rimasti gravemente feriti. Il Centro Informazioni delle Nazioni Unite (UNIC) a Jakarta ha confermato che erano tutti indonesiani.
Libano: bombardamenti a Beirut, Idf colpisce siti Hezbollah
I sobborghi meridionali di Beirut sono stati bombardati almeno due volte all’alba di oggi, secondo quanto riferito da un giornalista dell’AFP che ha sentito potenti esplosioni e visto il fumo salire nel cielo. Contemporaneamente, l’esercito israeliano ha annunciato sui social network di aver “iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut”.
Hezbollah, attacco con droni a nord di Israele
Hezbollah sostiene un attacco con droni al nord di Israele. Il gruppo armato libanese – fa sapere l’emittente Al Jazeera – afferma di aver attaccato le caserme militari israeliane di Liman, a nord della città di Nahariya, con uno “squadrone di droni d’attacco”. L’attacco e’ avvenuto alle 00:50 ora locale.
Iran abbatte 2 jet Usa, si cerca pilota disperso
L’abbattimento di due aerei americani da parte delle forze di difesa aerea iraniana e soprattutto il destino incerto di uno dei piloti, per il quale e’ stata avviata una delicata e complessa operazione di ricerca e recupero, rischia di segnare una svolta nel conflitto in Medio Oriente che oggi entra nel suo 36esimo giorno. Quella di ieri per Donald Trump e la sua amministrazione e’ stata una giornata da dimenticare cominciata nella mattinata con la notizia dell’abbattimento a Kohgiluyeh, nella provincia di Boyer-Ahmad, di un caccia F-15E, con tanto di immagini trasmesse dalla tv di Stato iraniana, che ha promesso una ricompensa in caso di cattura dei piloti americani. Uno dei membri dell’equipaggio, in realta’, sarebbe stato tratto in salvo mentre di un secondo pilota non si sa nulla. Due elicotteri UH-60 Black Hawk coinvolti nelle operazioni di ricerca sono stati colpiti dal fuoco. Diversi militari a bordo sono rimasti leggermente feriti, ma tutti sono sani e salvi. “Se catturate vivi il/i pilota nemico/i e li consegnate alla polizia e alle forze armate iraniane, riceverete una ricompensa generosa”, è stato il messaggio letto in tv dalla polizia. Per Trump, il fatto che un caccia statunitense si sia schiantato in Iran (una novità dall’inizio della guerra), con un pilota dato per disperso, non comprometterebbe i possibili negoziati con Teheran: “E’ la guerra. Siamo in guerra”, ha dichiarato durante un’intervista telefonica con NBC News. Ma mentre il presidente americano tentava di sminuire gli attacchi in vista di eventuali colloqui con la controparte, i mediatori hanno spiegato al ‘Wall Street Journal’ che gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran, guidati dal Pakistan, sono “fermi”. Secondo loro, l’Iran non e’ disposto a incontrare i funzionari americani a Islamabad nei prossimi giorni e le richieste degli Stati Uniti “sono inaccettabili”. La proposta di piano di pace inviata da Trump a Teheran pochi giorni fa è stata respinta proprio perché “eccessiva”. Verso sera, poi, i media statali iraniani hanno reso noto che nel Golfo Persico si e’ schiantato un secondo aereo americano da combattimento, un A-10 Warthog, probabilmente mobilitato per la ricerca del pilota dell’F-15E. Chi era alla guida dell’A-10 è riuscito a eiettarsi e a uscire fuori dal territorio iraniano. Ma la notizia del secondo abbattimento è bastata per far scattare festeggiamenti e celebrazioni per le strade di Teheran. Al Jazeera ha riferito di un intero Paese orgoglioso delle sue forze armate e del suo sistema di difesa militare, nonostante Trump avesse dichiarato in questi ultimi giorni, e ripetuto al mondo intero, che le capacità di difesa aerea del nemico erano state del tutto annientate.
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"Ricordate quando ho dato all'Iran dieci giorni per fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere: 48 ore prima che si scateni l'inferno su di loro. Gloria a Dio!". Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump. “Con escalation l'intera regione del Golfo si trasformerà in un "inferno" per loro, ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavoce delle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa. n
L'Iran "non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva", ha chiarito il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X.
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Almeno cinque persone sono morte nell'attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica. Netanyahu, in un video, ha confermato gli attacchi agli impianti petrolchimici iraniani denunciati sabato da Teheran. "Continueremo a schiacciarli", ha promesso Netanyahu.
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Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell'Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell'impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l'Agenzia iraniana per l'energia atomica Secondo l'agenzia "gli impianti principali non sono stati danneggiati". Una nave turca passa lo Stretto di Hormuz, ma Teheran minaccia il Mar Rosso. “Colpita nello Stretto una nave legata a Israele”.
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Intanto, è corsa tra Usa e Iran a caccia del pilota disperso dopo che il suo caccia F-15 è stato abbattuto. Gli Usa hanno messo in campo i corpi speciali, mentre Teheran vuole un prigioniero da usare nei negoziati. In Epic Fury sono morti 13 soldati americani e 365 sono rimasti feriti.
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Nonostante la maggiore autosufficienza energetica acquisita negli ultimi anni, gli Stati Uniti continuano a importare 23 miliardi di dollari in gas e petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz chiuso dall'Iran. A pagare il conto più salato è tuttavia l'Asia, a partire da Cina e India che "usano" il tratto di mare per quasi 200 miliardi. Di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24, nella puntata del 2 aprile 2026.
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La situazione degli stoccaggi di petrolio e gas in Italia è complessivamente buona nonostante le turbolenze sui mercati energetici seguiti allo shock della guerra di Stati Uniti e Israele all'Iran. Ecco le cifre.
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La guerra in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e le difficoltà nel garantire il passaggio delle navi che trasportano gas e petrolio dal Golfo ai mercati globali hanno rialzato la tensione tra Donald Trump e la NATO: il presidente statunitense è tornato ad attaccare i partner europei chiedendo un maggiore coinvolgimento in questi sforzi, riaccendendo una crisi che sembrava essersi placata dopo il caso della Groenlandia.
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Il presidente americano Donald Trump ha deciso di ricorrere alla forza militare per impedire all'Iran di acquisire l'arma nucleare, dopo il fallimento della soluzione diplomatica. Una scelta rischiosa: tuttavia, "l'esperienza stranamente dimenticata degli Usa con la Corea del Nord suggerisce che le alternative fossero persino più rischiose", ha sottolineato l'Editorial Board del Wall Street Journal, in un articolo che spezza una lancia a favore del tycoon verso cui è spesso critico, ad esempio sui dazi. Nella sostanza, ci sono limiti "con un avversario" che è determinato, "nonché quello che accade quando gli Usa antepongono l'evitare il conflitto a ogni altra cosa". L'articolo ripercorre i propositi atomici di Pyongyang, la lunga fase di trattative con l'amministrazione di Bill Clinton, fino all'accordo del 1994 negoziato dall'ex presidente Jimmy Carter. Le speranze di aver messo la situazione sotto controllo sono naufragate quando Pyongyang quadruplicò le scorte di plutonio e, nel 2006, condusse il primo test nucleare con il 'caro leader, Kim Jong-il. Da quel momento in poi, le opzioni militari americane sono diventate sempre più rischiose. La Corea del Nord ha tirato dritto per la sua strada: si ritiene ora possieda circa 50 testate atomiche e che stia testando missili balistici intercontinentali che potrebbero, un giorno, raggiungere il territorio continentale degli Usa. L'ultimo test missilistico è di domenica scorsa. La lezione da trarre è che i presidenti degli Stati Uniti hanno atteso troppo a lungo prima di fermare la Corea del Nord, una potenza nucleare. Donald Trump è l'unico presidente "ad aver avuto il coraggio di colpire i piani nucleari iraniani e di consentire a Israele di fare altrettanto, nel corso della guerra di dodici giorni" del 2025. "Non sappiamo come si concluderà l'attuale conflitto con l'Iran, ma sappiamo per certo che, una volta terminato, il regime radicale iraniano non disporrà più di un programma nucleare. Ciò ha reso il mondo un luogo più sicuro", ha concluso l'articolo.
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"Se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo!". È quanto scrive il presidente americano Donald Trump in un post sul suo social Truth, assicurando che "questo non accadrà agli Stati Uniti d'America finché sarò presidente".
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Gli Houthi hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele, affermando di aver preso di mira l'aeroporto internazionale Ben Gurion e siti militari "vitali" nel sud del Paese. Lo scrive al Jazeera.n In una dichiarazione diffusa tramite il media Al-Masirah, affiliato agli Houthi, il gruppo yemenita ha affermato che l'attacco è stato condotto utilizzando un missile a grappolo e numerosi droni.n In precedenza l'esercito israeliano aveva affermato di aver rilevato un missile lanciato dallo Yemen verso il proprio territorio e di aver attivato i propri sistemi di difesa. I media israeliani hanno poi riferito che il missile è caduto in un'area aperta, senza causare vittime né danni.
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Sono 17 i dimostranti arrestati dalle forzendell'ordine a Tel Aviv durante la protesta contro la guerra svoltasi nellancentrale piazza Habima. Lo riferisce la polizia israeliana. Secondo insoccorritori, un manifestante avrebbe subito un arresto cardiaco e sarebbenricoverato in gravi condizioni. Gli attivisti sostengono che l'uomo, unncinquantenne, sarebbe stato spinto con la forza in un rifugio insieme adnaltre persone che erano scese in piazza, sfidando il divieto dinassembramenti superiori alle 150 persone.
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Se gli Usa e Israele aumenteranno ancora la portatandegli attacchi all'Iran, l'intera regione del Golfo si trasformera' in unn"inferno" per loro. Lo ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavocendelle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa,nDonald Trump, di scatenare "l'inferno" sulla Repubblica Islamica se nonnriaprira' lo Stretto di Hormuz entro lunedi'. "Non dimenticate che senl'aggressione si estendera', l'intera regione si trasformera' in unninferno per voi", ha detto il portavoce, "l'illusione di sconfiggere lanRepubblica Islamica dell'Iran si e' trasformata in una palude nella qualenannegherete".
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"Ho ricordato i recenti attacchi missilistici su Gerusalemme che sono caduti nell'area di siti sacri per cristiani, musulmani ed ebrei", ha ffatto sapere il presidente israeliano su X. "Anche il popolo iraniano merita un futuro migliore, libero da questo pericoloso e violento regime del terrore".
","postId":"70c8a38a-558a-4a43-ba81-b819bd8a2c46","postLink":{"title":"Israele, Herzog al telefono con Papa Leone XIV: 'Iran è una minaccia'","url":"https://tg24.sky.it/mondo/2026/04/03/israele-herzog-papa-leone-xiv-iran","imageSrc":"https://tg24.sky.it/assets/images/f635243407eedf26a81904bc69e00376e8429b52/skytg24/it/mondo/2026/04/03/israele-herzog-papa-leone-xiv-iran/Herzog.jpg?im=Resize,width=1218"}},{"timestamp":"2026-04-04T19:23:08.580Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T21:23:08+0200","altBackground":false,"title":"Netanyahu: "Come avevo promesso continuiamo a colpire l'Iran"","content":"
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha confermato che Israele ha attaccato gli impianti petrolchimici iraniani, dopo che i media iraniani avevano riportato la notizia della morte di almeno cinque persone in un attacco alla zona petrolchimica di Mahshahr. "Dopo aver distrutto il 70% della loro capacità di produrre acciaio, che viene utilizzato come materia prima per le armi usate contro di noi e oggi abbiamo attaccato i loro impianti petrolchimici", ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio pubblicato sul suo account X. "Vi avevo promesso che avremmo continuato a colpire il regime terroristico di Teheran, ed è esattamente quello che stiamo facendo", ha affermato.
","postId":"51e08b6e-e57d-42ef-ae59-4381646703a4","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T19:18:50.936Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T21:18:50+0200","altBackground":false,"title":"Iran, media: "Israele aspetta ok Usa per raid a siti energia Teheran"","content":"
Israele si sta preparando ad attaccare leninfrastrutture energetiche iraniane, ma e' in attesa del via libera daglinStati Uniti. Lo dice un alto funzionario della difesa israeliana secondonSky News. Gli attacchi potrebbero avvenire entro la prossima settimana. Lendichiarazioni giungono dopo che Donald Trump ha lanciato un ultimatum din48 ore all'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz.
","postId":"e2836f1a-d191-4402-b8d5-cc05a74605b1","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T19:17:46.637Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T21:17:46+0200","altBackground":false,"title":"Iran, media: almeno 5 morti in attacco a sito petrolchimico ","content":"
Almeno cinque persone sono morte nell'attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica.
","postId":"234e04ce-5d6b-43ab-81f4-f09f60512493","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T19:17:21.976Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T21:17:21+0200","altBackground":false,"title":"Israele chiede evacuazione di area presso la frontiera siro-libanese","content":"
Israele chiede l'evacuazione di un'area vicino al valico di frontiera siro-libanese in vista di attacchi aerei.
","postId":"08fca8f7-3f51-4ca6-92fc-becc1938ab22","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T19:16:47.953Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T21:16:47+0200","altBackground":false,"title":"Ong: "Morte sospetta di 28enne iraniano in centro di detenzione dei Pasdaran"","content":"
Hossein Ghavi, un cittadino disabile residente ad Ahvaz, nel sud-ovest dell'Iran arrestato di recente in relazione al conflitto in corso, è morto in circostanze poco chiare in un centro di detenzione dell'intelligence delle Guardie Rivoluzionarie. Fonti locali hanno riferito all'Agenzia di stampa per i diritti umani Hrana (Human rights), organizzazione non governativa dedicata alla difesa dei diritti umani nel Paese, che Hossein Ghavi, 28 anni, era stato arrestato a marzo dalle forze di sicurezza presso una bancarella del tè dove lavorava, presumibilmente per aver filmato le zone bombardate e aver inviato i filmati ai media stranieri.n Secondo le stesse fonti, giovedì 2 aprile, le forze affiliate all'organizzazione di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie hanno informato telefonicamente la famiglia della morte del figlio. Le forze di sicurezza che hanno effettuato la chiamata non hanno fornito alcuna spiegazione in merito alle condizioni della sua detenzione né alle cause del decesso e la salma non è stata ancora restituita alla famiglia. Hossein Ghavi, soffriva di una disabilità alla gamba sinistra ed era l'unico sostentamento della sua famiglia.n Secondo Iran International Ghavi è stato torturato durante la detenzione ed è poi morto in custodia.
","postId":"fc4d4823-3228-4904-b720-05c0dccb3a1b","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T19:00:00.035Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T21:00:00+0200","altBackground":false,"title":"Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota"","content":"
È in corso una ricerca serrata per trovare il pilota disperso dell’F-15 americano abbattuto venerdì dalla contraerea iraniana. L’altro membro dell’equipaggio è stato tratto in salvo. Teheran ha smentito la cattura del pilota, mentre gli Stati Uniti hanno avviato una vasta operazione di ricerca.
","postId":"de952baa-f60d-47ba-ba08-be17a7629440","postLink":{"title":"Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota'","url":"https://tg24.sky.it/mondo/2026/04/04/iran-caccia-usa-abbattuto-pilota","imageSrc":"https://tg24.sky.it/assets/images/9a6b210bf5c0325fad06e6e3fa8d781fdee4973a/skytg24/it/mondo/2026/04/04/iran-caccia-usa-abbattuto-pilota/cacciaUsa_ansa.JPG?im=Resize,width=1218"}},{"timestamp":"2026-04-04T18:36:00.613Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T20:36:00+0200","altBackground":false,"title":"Carburante a rischio, scattano restrizioni in 4 aeroporti italiani","content":"
Negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia sono scattate le prime limitazioni di carburante per i voli, dopo che la crisi in Medio Oriente ha messo a rischio le forniture. Air Bp Italia, uno dei principali operatori, ha emesso un Notam, cioè un bollettino rivolto alle compagnie aeree, per informarle che per i prossimi giorni, fino al 9 aprile, nei 4 scali ci saranno delle restrizioni. Nota del Gruppo Save, che gestisce 3 aeroporti veneti: limitazioni "non sono significative. Niente allarmismi".
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Quando nel Golfo cresce l'instabilita', non nenrisentono solo gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzindell'energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza ilnpotere d'acquisto delle famiglie". Cosi' la premier Giorgia Meloni, in unnvideo sui social.
","postId":"aaa2534d-63e0-494a-9340-c4631cd56828","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T18:24:39.673Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T20:24:39+0200","altBackground":false,"title":"Iran, manifestazione contro guerra: almeno 10 arresti a Tel Aviv","content":"
La polizia israeliana ha riferito di avernarrestato, con l'accusa di disturbo dell'ordine pubblico, dieci personentra le oltre mille che oggi hanno manifestato in piazza a Tel Aviv contronla guerra a Iran e Hezbollah. Lo riferisce Ynet. Secondo gli organizzatorindella protesta, gli arresti sono sedici. Al momento Israele non consentenassembramenti superiori alle 150 persone e la polizia e' intervenuta perndisperdere i dimostranti, in numero molto superiore, riuniti nellancentrale piazza Habima.
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"'Non possiamo farci carico di asili nido enassistenza sanitaria, la gente deve capirlo. Siamo una grande potenza,nfacciamo le guerre'". Le parole di Trump sono distanti anni luce dainnostri valori costituzionali, parole deliranti dalle quali l'Italianmigliore si dissocia nella maniera piu' netta. Ma perche' Giorgia Meloninnon riesce a chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi? Perche' non riescena dire una parola chiara nonostante famiglie e imprese stiano sopportandoni continui aumenti del carburante e dell'energia? Oggi Meloni chiedenall'Europa cio' che non ha avuto il coraggio di fare fin qui in Italia,ntassare gli extraprofitti delle societa' energetiche. Ma serve unanrisposta strutturale: introdurre subito un tetto europeo al prezzo del gasncome si fece nel 2022, e in Italia bisogna aumentare la quota dinrinnovabili per poter scollegare il prezzo dell'energia elettrica danquello del gas. Per questo occorre semplificare gli iter autorizzativi enmoltiplicare le commissioni che se ne occupano, per accelerare. In Spagnanqueste strategie hanno consentito di arrivare a pagare l'energia 18 euro anmegawattora mentre in Italia negli ultimi giorni ha sfiorato i 160 euro anmegawattora. Li' il gas fa il prezzo dell'energia solo per il 15% delntempo mentre da noi quasi per l'80%". Cosi' la segretaria del Pd EllynSchlein. "Cosi' non si puo' andare avanti, le famiglie sono in bolletta enle imprese perdono competitivita'. Inoltre e' notizia di oggi che cominciana mancare il carburante per i voli aerei che vengono razionati. Intanto languerra prosegue e i prezzi rischiano di salire ancora, mangiandosi purengli effetti dei decreti del governo, le cui risposte saranno solo unnpannicello caldo se non si pone fine al conflitto - prosegue Schlein -nEssere acriticamente subalterni a Trump ci sta causando solo danni: lui sindeve fermare e questa guerra illegale deve finire, il governo lo deve direncon chiarezza".
","postId":"5d16de8d-e857-4938-b7cd-e137e023e98e","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T18:12:08.685Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T20:12:08+0200","altBackground":false,"title":"Iran, Idf: "Raid siti petrolchimici, producono materiali per armi"","content":"
Gli impianti petrolchimici attaccati danIsraele in Iran "producono materiali per armi". Lo dice il portavoce dellenIDF commentando l'attacco agli impianti petrolchimici in Iran. Nel sitoncolpito, afferma il portavoce dell'esercito israeliano, venivano prodottinmateriali chimici per la fabbricazione di armi. L'infrastruttura colpitansi trova a Mahshahr, nel sud-ovest dell'Iran. Le IDF hanno dichiarato chen"e' stato colpito un sito in cui si trovava una delle due infrastrutturencentrali utilizzate per produrre materiali per esplosivi, missilinbalistici e altre armi. Il sito e' uno dei principali in cui vienenprodotto il materiale essenziale per i missili balistici".
","postId":"4b2a117f-5783-4691-b440-01df0392aaad","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T18:09:18.691Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T20:09:18+0200","altBackground":false,"title":"Decine di migliaia di persone manifestano contro la guerra a Baghdad","content":"
Decine di migliaia di sostenitori dell'influente religioso sciita Moqtada al-Sadr si sono riuniti oggi a Baghdad e in tutto l'Iraq per condannare Israele e gli Stati Uniti e chiedere la fine del conflitto in Medio Oriente.n L'Iraq è stato trascinato nella guerra contro la sua volontà, scatenata il 28 febbraio dai raid aerei congiunti statunitensi e israeliani contro l'Iran. I gruppi filo-iraniani attaccano gli interessi americani in Iraq e sono a loro volta soggetti ad attacchi di rappresaglia attribuiti agli Stati Uniti e a Israele.n Decine di migliaia di uomini e alcune donne hanno invaso le strade intorno a Piazza Tahrir, nel centro di Baghdad, oggi pomeriggio, sventolando bandiere irachene e scandendo slogan come: "No a Israele" e "No all'America".
","postId":"cce951cb-5781-4a47-af38-8dbe772ccaa0","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T18:02:39.201Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T20:02:39+0200","altBackground":false,"title":"Iran, Meloni: “nel Golfo no visita simbolica ma difesa interessi italiani” ","content":"
Iran, Meloni: “No visita simbolica ma difesa interessi italiani”
nn
Quella nel Golfo "non è una visita semplicemente simbolica", quello "che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell'Iran. Ma il nostro obiettivo non è semplicemente fare testimonianza, era e deve dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani". Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
","postId":"5c429e40-0e31-4995-b42a-4a90f5b936cd","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T18:01:16.376Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T20:01:16+0200","altBackground":false,"title":"Iran, Meloni: “Nel Golfo si decide sicurezza. Importante esserci”","content":"
"In questi giorni ho voluto essere in Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti. Credo che per l'Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico. Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall'inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica". Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
","postId":"927b48ef-05d8-49aa-a5ab-682c353409df","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T17:54:00.818Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T19:54:00+0200","altBackground":false,"title":"A Bari maratona di musica e parole per la nuova missione Flottilla verso Gaza","content":"
"L'appuntamento di oggi è stato pensato per tornare a puntare l'attenzione su Gaza e sul genocidio" contro il popolo palestinese e "per lanciare la prossima missione" della Global Sumud Flotilla "che parte a fine aprile per dirigersi verso Gaza". Lo ha dichiarato Tony La Piccirella, del coordinamento Global Sumud Flotilla, durante la 'maratona' in corso a Bari da stamattina in vista della nuova missione verso Gaza. Sulla spiaggia barese di Pane e Pomodoro, infatti, dalle 11 di questa mattina e fino a sera, si stanno alternando artisti, musicisti, presentatori e pensatori che gratuitamente stanno animando la maratona di musica e parole sostenuta anche dal Comune di Bari. La Piccirella aveva partecipato anche alla prima missione di Flottilla. Mentre l'attivista parla, nelle acque baresi passa l'imbarcazione Zeineddin che fa parte della Global Sumud Flotilla che il 7 aprile salperà per la Sicilia dove si unirà alle altre imbarcazioni provenienti da Spagna e Francia per poi navigare verso Turchia, Grecia, fino a Gaza. "Quello di oggi - ha aggiunto La Piccirella - è soprattutto un momento di solidarietà, perché vogliamo sentirci vicini al popolo palestinese ma anche a tutti i popoli oppressi, oppressi da tutto quello che è accaduto questo inverno, da tutte le operazioni militari promosse da Stati Uniti e da Israele al solo scopo di rubare terra, risorse e vita, di normalizzare la legge del più forte scavalcando ogni principio di diritto e di dignità umana".
","postId":"3e99ed39-f449-424c-a0a2-5c1e813acabd","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T17:49:21.078Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T19:49:21+0200","altBackground":false,"title":"Iran, Idf: "Identificato missile lanciato da Yemen"","content":"
L'esercito israeliano ha rilevato un missile lanciatondallo Yemen verso il territorio israeliano, il quinto attacco di questontipo dall'inizio della guerra in Medio Oriente. "Le Forze di DifesanIsraeliane (IDF) hanno identificato il lancio di un missile dallo Yemennverso il territorio israeliano; i sistemi di difesa aerea sono in funzionenper intercettare la minaccia", ha affermato l'esercito.
","postId":"701d5b26-5e1b-43aa-aa43-38c397d55434","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T17:36:03.852Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T19:36:03+0200","altBackground":false,"title":"Più di mille in piazza a Tel Aviv contro la guerra con l'Iran e Hezbollah","content":"
"Basta con la guerra infinita": più di mille persone hanno manifestato in serata a Tel Aviv contro la guerra condotta da Israele contro l'Iran e Hezbollah in Libano, chiedendo alle autorità di porvi fine, prima di essere disperse dalla polizia. "Non bombardate! Parlate!", "Basta con le sciocchezze di Bibi", hanno scandito i manifestanti riuniti in piazza Habima, nel cuore della metropoli, come ha osservato un giornalista dell'Afp. Una donna teneva un cartello con la scritta: "Netanyahu è la più grande minaccia all'esistenza di Israele", riferendosi al primo ministro Benyamin Netanyahu, soprannominato "Bibi". Il Medio Oriente è precipitato in una guerra dal 28 febbraio, scatenata dall'attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, a cui Teheran sta rispondendo con attacchi missilistici e con droni contro Israele e diversi paesi della regione.
","postId":"d894fd9d-1de5-4e10-9002-6d639da92d74","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T17:32:00.328Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T19:32:00+0200","altBackground":false,"title":"Iran: Netanyahu conferma attacchi a siti petrolchimici ","content":"
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu,nin un video pubblicato sulle reti sociali ha confermato gli attacchi aglinimpianti petrolchimici iraniani denunciati oggi da Teheran. "Dopo averndistrutto il 70% della loro capacita' produttiva di acciaio, materia primanper le armi che usano contro di noi, oggi abbiamo colpito i loro impiantinpetrolchimici", ha dichiarato Netanyahu nel filmato, "entrambinrappresentano la loro fonte di finanziamento per la guerra del terrorencontro di noi e contro il mondo intero". "Continueremo a schiacciarli", hanpromesso Netanyahu.
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Le truppe israeliane hanno distrutto 17 telecamere di sorveglianza presso il quartier generale delle forze di pace Onu nel Libano meridionale in 24 ore. Lo ha riferito oggi all'Afp una fonte della sicurezza Onu. Dall'inizio della guerra, il 2 marzo, tra Israele e Hezbollah, la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) si trova nel fuoco incrociato tra gli attacchi del movimento filo-iraniano contro le posizioni israeliane e l'invasione di terra israeliana del Libano meridionale, che sta conducendo attacchi anche nel Paese vicino. "Diciassette telecamere presso il nostro quartier generale sono state distrutte dall'esercito israeliano", a Naqoura, città costiera nel Libano meridionale, ha affermato la fonte della sicurezza, parlando in condizione di anonimato. "Le telecamere sono state distrutte con quello che sembra essere una sorta di laser", ha precisato la portavoce dell'Unifil, Kandice Ardiel. "I soldati israeliani sono presenti a Naqoura e questa settimana hanno effettuato massicce demolizioni di edifici nel villaggio", ha aggiunto. Già da giovedì, i caschi blu avevano assistito alla distruzione di ampie zone di Naqoura da parte dei soldati israeliani, avvenuta dall'inizio della settimana, ha affermato. "Non solo case e attività commerciali sono state rase al suolo, ma la forza delle esplosioni ha danneggiato anche il quartier generale dell'Unifil", ha specificato. La stessa forza Onu ha riferito che tre caschi blu indonesiani sono stati uccisi in due incidenti separati domenica e lunedì, prima che ieri sie verificasse un'esplosione in una delle sue basi - la cui origine non è stata ancora determinata - che ha ferito altri tre caschi blu indonesiani. L'esercito israeliano ha attribuito l'esplosione di venerdì a un razzo di Hezbollah "che è atterrato su una postazione Unifil".
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Dall'inizio della guerra all'Iran, le scortenstatunitensi di missili stealth a lunga gittata Jassm-Er sono gia' scese anmeno di un quarto della disponibilita' precedente al conflitto. Lonriferisce Bloomberg. Nel dettaglio, prima dell'aggressione alla RepubblicanIslamica gli Stati Uniti avevano 2.300 missili Jassm-Er e ora neglinarsenali ne sarebbero rimasti appena 425 disponibili. Inoltre, dei quasin1.900 missili destinati all'attacco all'Iran piu' di mille sarebbero gia'nstati impiegati, avverte Bloomberg, secondo la quale ripristinare lenscorte potrebbe richiedere anni.
","postId":"3aafa29f-ddff-4b68-8e82-1857e7b86e45","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T17:19:29.810Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T19:19:29+0200","altBackground":false,"title":"MO, Pizzaballa: "Terra lacerata ma nessuna ferita è insanabile"","content":"
"Le porte sono ancora chiuse. Ilnsilenzio e' quasi assoluto, rotto forse dal rumore lontano di cio' che languerra continua a seminare in questa terra santa e lacerata. Tuttavia,nproprio qui, in questo luogo dove la morte e' stata abitata da Dio, lanParola di Dio risuona piu' forte di ogni silenzio". Cosi' il Patriarca dinGerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, presiedendo, nellenprime ore dell'alba la vigilia pasquale al Santo Sepolcro. "E lo dico connsemplicita': anche noi, oggi, celebriamo con una fede provata, fragile,nforse stanca... eppure ancora in piedi. Non perche' siamo forti, manperche' qui ci sostiene Qualcuno", ha sottolineato il porporato rimarcandonche "nessuna terra e' per sempre contesa, nessuna ferita e' per sempreninsanabile" ed esortando a essere "artigiani di speranza" e dinriconciliazione. "Qui la morte non e' stata evitata, ne' attenuata, ma e'nstata affrontata fino in fondo. Dio non ha scelto una via di fuga, ma handeciso di entrare nella condizione umana nella sua realta' piu' profonda,nassumendo su di se' tutte le dimensioni dell'esistenza, compresa quellanche oggi, purtroppo, sperimentiamo in maniera spesso violenta: il dolore enla morte. Non per 'spiegarli' da lontano, ma per abitarli da vicino". "Innquesto momento sembra non ci sia nessuno che possa rotolare via le pietrendelle tombe che la sofferenza per questa situazione di guerra continua anscavare", ha aggiunto Pizzaballa commentando il brano evangelico sullanResurrezione. "Ma proprio per questo ascoltiamo con piu' urgenza landomanda che le donne portavano nel cuore: 'Chi ci rotolera' via lanpietra'. Non e' solo una domanda pratica. E' la domanda di ogni ricerca dinsperanza quando sembra che non ci sia piu' nulla da fare. E' la domanda dinchi ama senza cercare risposte immediate, di chi si avvicina al misteroncon fiducia, anche quando il cammino appare oscurato". "Oggi - ha proseguito - quellandomanda sale da tutta la Terra Santa, e da ogni luogo del mondo segnatondalla violenza. E la risposta non e' un annuncio a vuoto, ma un evento: lanpietra e' stata rotolata via. Non dalla nostra forza, ma dalla potenzandell'amore di Dio che e' piu' forte della morte". Allora, "questa Veglianci interroga: stiamo ancora cercando di rotolare da soli le pietre che cinopprimono? O lasciamo che sia Lui, il Vivente, a precederci? Perche' lanPasqua non e' il risultato dei nostri sforzi di pace, per quantonnecessari. E' il fondamento che rende possibile ogni sforzo. Se ilnsepolcro e' vuoto, allora nulla e' veramente chiuso. Nessuna terra e' pernsempre contesa, nessuna ferita e' per sempre insanabile, nessuna memoriane' per sempre prigioniera dell'odio", ha rimarcato Pizzaballa che hanaggiunto: "Anche quando la guerra sembra dirci il contrario, noi siamonquelli che hanno visto la pietra rimossa", "Gerusalemme, citta' segnatandalla memoria della morte e oggi da tante divisioni, diventa il luogo inncui si annuncia la vita. Non una vita ideale, lontana, spiritualista. Lanvita concreta, quella delle persone, delle case, delle relazioni, dellencomunita'". "E permettetemi di dirlo cosi': se qui, oggi, c'e' unan'pietra' che davvero possiamo portare via, e' quella che ci pesa dentro -nla pietra della rassegnazione, del rancore, della sfiducia. Il Vangelo nonnci chiede di compiere imprese straordinarie, ma di custodire la vita,nanche nelle piccole cose", ha concluso esortando a diventare "per quantonpossiamo, 'pietre vive', segni di riconciliazione, artigiani di speranza,ntestimoni di una vita che la morte non riesce piu' a chiudere".
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E' in corso un nuovo attacco missilistico contronIsraele, la quarta ondata in tre ore. Lo riferiscono le Idf. Secondo ilnTimes of Israel, l'obiettivo e' il nord dello Stato ebraico.
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L'esercito israeliano ha annunciato lanmorte di un soldato negli scontri nel sud del Libano. "Il sergente dinprima classe Guy Ludar, di 21 anni e' caduto durante un combattimento nelnsud del Libano", ha dichiarato l'esercito israeliano. Il numero di soldatinisraeliani uccisi nel sud del Libano sale a 11 dall'inizio dellenoperazioni di terra contro Hezbollah, il mese scorso.
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Il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato che l'Iraq sarà esentato da qualsiasi restrizione al transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riportano oggi i media iraniani, segnalando un trattamento preferenziale per Baghdad mentre Teheran rafforza il controllo su questa strategica via d'acqua. Lo scrive The Guardian.
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Il 60% del ponte dell'autostrada B1 a Karaj è stato danneggiato, con sei dei suoi sette piloni di sostegno gravemente colpiti, dopo essere stato preso di mira da un attacco "nemico" giovedì scorso, secondo quanto riportato dai media iraniani che citano il direttore esecutivo del progetto della tangenziale nord di Karaj. Lo riporta Iran International.
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E' di oltre 1.400 morti, tra cui 126 bambini, ilnbilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano a partire daln2 marzo, quando sono riprese le ostilita' tra Tel Aviv e Hezbollah. Lonriferisce il ministero della Salute di Beirut. Almeno 54 operatorinsanitari e 93 donne figurano tra le vittime.
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Un missile iraniano ha colpito Gerusalemme senzanche le sirene antiaeree riuscissero a dare l'allerta. E' quanto sostienenl'agenzia Fars, che cita fonti israeliane.
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Unem "apprende dell'iniziativa italiana di tassare eventuali extra-profitti delle società energetica avanzata al Commissario Ue per il Clima, Wopke Hoekstra, insieme a Spagna, Portogallo, Austria e Germania e non può evitare di esprimere sorpresa e sconcerto". In una nota l'associazione che riunisce le aziende che operano della lavorazione, della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi, sottolinea come "sarebbe necessario evitare ulteriori elementi di instabilità" mettendo "in crisi un settore che si sta impegnando per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti".
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L'Iran sostiene che l'Iraq sia esente da qualsiasinrestrizione nello stretto di Hormuz.
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Le autorita' del Kuwait hanno riferito di avernintercettato nelle scorse 24 ore 8 missili balistici e 19 droni nelnproprio spazio aereo. Non ci sono ne' feriti ne' danni materiali, aggiungenil ministero della Difesa del Kuwait, secondo Al Jazeera.
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Avevano lanciato uova contro il muro perimetralendell'ambasciata dell'Iran le due giovane iraniane bloccate nella tardanmattinata di oggi da personale della Polizia di Stato mentre, all'esternondell'edificio, partecipavano ad un raduno di protesta organizzato senzanformale preavviso. Gli agenti del commissariato Vescovio avevano raggiuntonla sede diplomatica dopo la segnalazione dell'arrivo dei priminmanifestanti: le due ragazze, rispettivamente di 19 e 21 anni, dopo esserenstate identificate, sono state accompagnate negli uffici del commissariatone denunciate per imbrattamento. Gli altri attivisti, una decina, sononstati allontanati nel giro di pochi minuti.
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Il caccia americano abbattuto in Iran venerdi'npotrebbe essere partito da una delle principali basi Usa nel Regno Unito,nsecondo analisti militari, riaccendendo il dibattito sul coinvolgimentonbritannico nel conflitto. Lo riporta il New York Times. Secondo l'Us AirnForce, il 48th Fighter Wing schiera velivoli F-15E Strike Eagle e F-35Annelle basi di RAF Lakenheath e RAF Feltwell, mentre bombardieri strategicincome B-52 e B-1 sono stati dispiegati presso RAF Fairford. Secondo JustinnBronk del Royal United Services Institute, le immagini diffuse dai medianiraniani dei rottami indicherebbero un F-15E appartenente al 494th FighternSquadron di Lakenheath, sulla base delle marcature visibili sullonstabilizzatore verticale. Tuttavia, ne' il Comando centrale degli StatinUniti ne' il ministero della Difesa britannico hanno confermato l'originendel velivolo. L'eventuale utilizzo di basi britanniche per operazionincontro l'Iran resta un tema sensibile a Londra. Il primo ministro KeirnStarmer, inizialmente contrario a un coinvolgimento diretto, avevanrifiutato di autorizzare l'uso delle basi per i primi attacchinstatunitensi. La posizione e' stata poi progressivamente rivista dopo lenritorsioni iraniane, tra cui un attacco con drone - attribuito a Hezbollahn- contro una base britannica a Cipro. Londra ha quindi autorizzato l'usondelle installazioni per scopi "difensivi e limitati", prima di aprirenanche a operazioni mirate a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, innrisposta all'impennata dei prezzi energetici causata dalle interruzionindei traffici marittimi. Resta tuttavia alta la cautela politica, connun'opinione pubblica britannica largamente scettica rispetto alla campagnanmilitare americana contro l'Iran.
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Il primo ministro slovacco, Robert Fico, ha affermato che l'Unione europea dovrebbe porre fine alle sanzioni su petrolio e gas russi, ripristinare i flussi dell'oleodotto Druzhba e rilanciare il dialogo con Mosca per affrontare la crisi energetica aggravata dalla guerra in Iran. In una dichiarazione diffusa dopo un colloquio con il premier ungherese Viktor Orban, Fico ha sostenuto la necessita' di garantire agli Stati membri l'accesso a tutte le fonti energetiche disponibili, inclusa la Russia, per compensare le carenze di approvvigionamento. Le posizioni di Bratislava e Budapest restano isolate all'interno dell'Ue, dove la maggioranza dei Paesi ha ridotto o interrotto i rapporti energetici con Mosca dopo l'invasione dell'Ucraina.
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Diverse forti esplosioni sono state udite sopranGerusalemme dopo che l'esercito israeliano aveva segnalato il rilevamentondi missili in arrivo dall'Iran. Sono state segnalate almeno seindetonazioni nella citta', a oltre un mese dall'inizio del conflittonscatenato dai raid di Israele e Stati Uniti contro Teheran. In precedenza,ni servizi di soccorso avevano segnalato il ferimento di cinque persone innseguito ad attacchi missilistici su Tel Aviv e in altre aree del centro dinIsraele.
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Il conflitto in corso in Medio Orientenrappresenta un "rischio grave" per l'Africa, con il pericolo di una nuovancrisi del costo della vita, secondo un rapporto congiunto di Unionenafricana, Banca africana di sviluppo e agenzie delle Nazioni Unite. Nelndocumento, elaborato insieme al Programma delle Nazioni unite per lonsviluppo e alla Commissione economica per l'Africa, si sottolinea come ilnMedio Oriente rappresenti il 15,8% delle importazioni africane e il 10,9%ndelle esportazioni, rendendo il continente particolarmente esposto aglinshock derivanti dalla guerra. Secondo gli autori, il conflitto potrebbenrapidamente trasformarsi in una crisi del costo della vita a causandell'aumento dei prezzi di carburanti e alimenti, dei costi di trasporto enassicurazione, nonche' delle pressioni sui tassi di cambio e sui bilancinpubblici. Le prospettive di crescita restano fragili: una perdita di 0,2npunti percentuali del Pil africano e' prevista per il 2026 se il conflittondovesse protrarsi oltre sei mesi. Le difficolta' nell'approvvigionamentondi gas naturale liquefatto dal Golfo rischiano inoltre di incidere sullanproduzione di fertilizzanti, aumentandone i prezzi proprio durante lanstagione delle semine. Il rapporto evidenzia anche che le valute di 29nPaesi africani si sono gia' deprezzate, con effetti negativi sul costo delndebito estero, sulle importazioni e sulle riserve in valuta. Alcuni Paesinpotrebbero beneficiare temporaneamente dell'aumento dei prezzi dellenmaterie prime o della riorganizzazione delle rotte commerciali - comenNigeria e Mozambico - cosi' come alcuni porti africani potrebbero trarrenvantaggio dal dirottamento del traffico via Capo di Buona Speranza.nTuttavia, questi effetti positivi resterebbero limitati e disomogenei. Glinautori avvertono inoltre del rischio di un'intensificazione dei conflittinnel continente, legata a nuove competizioni geopolitiche e al controllo dinrisorse strategiche e rotte marittime, in particolare nel Mar Rosso.nPreoccupa infine la possibile riduzione dei fondi per l'aiuto umanitario,nche potrebbero essere dirottati verso altre crisi.
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Il blocco di internet in Iran entra nella quintansettimana. Lo riporta il gruppo di monitoraggio di internet NetBlocks,nsecondo cui la connettivita' con l'esterno rimane all'1% dei livellinnormali. L'organizzazione afferma che la misura sta "isolando lanpopolazione, mentre le autorita' studiano modi per consentire l'accesso anutenti selezionati tramite un sistema di whitelisting a piu' livelli".nDiversi siti approvati dal governo e figure filo-governative rimangonononline. Chiunque tenti di connettersi a internet utilizzando servizinsatellitari come Starlink rischia fino a due anni di carcere.
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"Abbiamo ricevuto la lettera. La stiamo attualmente valutando e risponderemo a tempo debito". E' quanto dichiara un portavoce della Commissione Ue sulla richiesta dei ministri di cinque Stati membri, Italia inclusa, di una misura per tassare gli extraprofitti sul caro petrolio. "Più in generale, la Commissione sta lavorando a stretto contatto con gli Stati membri su possibili misure politiche mirate in risposta all'attuale crisi energetica che l'Europa sta affrontando. Sebbene non ci troviamo nella stessa situazione, è importante tenere conto degli insegnamenti tratti dal 2022, inclusa la temporanea contribuzione di solidarietà Ue".
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L'Idf ha confermato di aver bombardato oggi impianti petrolchimici nel sud dell'Iran, affermando che tali siti venivano utilizzati da Teheran per la produzione di materiali per missili balistici. Secondo l'esercito, gli attacchi hanno portato all'interruzione di tutta la produzione di materiali chimici, prevedendo che causeranno danni economici per miliardi di dollari. L'agenzia di stampa Fars aveva precedentemente riportato che diversi impianti nella Zona Speciale Petrolchimica di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, erano stati colpiti e che cinque persone erano rimaste ferite.
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L'India ha ripreso l'acquisto di petrolioniraniano per la prima volta dal 2019, interrompendo anni di stop legatinalle pressioni degli Stati Uniti, a causa delle difficolta' dinapprovvigionamento globale provocate dal conflitto in Medio Oriente. Lo hanconfermato il ministero del Petrolio e del gas naturale, spiegando chen"nel contesto delle interruzioni delle forniture in Medio Oriente, lenraffinerie indiane hanno garantito il fabbisogno di greggio, inclusonquello proveniente dall'Iran". Nuova Delhi, terzo importatore mondiale dinpetrolio, non riceveva carichi da Teheran dal 2019 proprio per le sanzioninstatunitensi. Il mese scorso Washington ha pero' allentato temporaneamentenle restrizioni su petrolio e prodotti raffinati iraniani per far frontenalla crisi di offerta. Secondo il governo indiano, il Paese importangreggio da oltre 40 nazioni e le compagnie dispongono di pienanflessibilita' nella scelta dei fornitori in base a criteri commerciali.nNel dettaglio, e' gia' arrivato un primo carico di Gpl: circa 44 milantonnellate di origine iraniana sono state consegnate in settimana nelnporto occidentale di Mangalore, dove il combustibile e' in fase dinscarico. Le autorita' hanno assicurato che le necessita' energetiche delnPaese restano coperte per i prossimi mesi, nonostante le tensioni. Ilnblocco dello stretto di Hormuz da parte dell'Iran - arteria da cuintransita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto a livellonglobale, quota che sale fino all'89% per l'Asia - continua a pesare suinmercati e sui flussi energetici internazionali.
","postId":"7fcebd81-bd4d-464f-a34e-6731a1da29eb","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T15:32:45.829Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T17:32:45+0200","altBackground":false,"title":"Iran, chiuso valico frontiera con l'Iraq dopo attacco mortale ","content":"
L'Iraq ha chiuso il valico di frontiera dinShalamcheh con l'Iran dopo che un raid aereo ha ucciso un cittadinoniracheno sul lato iraniano. Il valico e' una via di approvvigionamentonvitale per le importazioni di cibo dall'Iran in Iraq e qualsiasininterruzione prolungata potrebbe rapidamente compromettere le forniture ainmercati locali, scrivono i media. Cinque cittadini iracheni sono rimastingravemente feriti nei raid che hanno colpito un'area di accoglienzanpasseggeri sul lato iraniano del valico. Le autorita' hanno dichiarato dinaver visto dei droni sorvolare la zona pochi istanti prima dellenesplosioni. Le autorita' di frontiera irachene hanno affermato di esserenstate informate dalle autorita' iraniane che il transito di camion enpasseggeri sarebbe stato ripristinato nelle prossime ore, una voltancompletati i lavori sui sistemi di transito e di controllo passaporti.
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L'Iran ha lanciato diverse salve di missili balistici contro Israele oggi, causando ingenti danni alle abitazioni e ferendo leggermente sei persone, secondo quanto riferito dalle autorità. Lo riporta il Times of Israel.n Missili con testate a grappolo hanno colpito oltre una dozzina di siti nel centro di Israele. Poco dopo l'una di notte, un missile balistico con una testata convenzionale di diverse centinaia di chilogrammi si è schiantato nella zona industriale di Neot Hovav, a sud di Beersheba, provocando un incendio. Un'ora dopo, l'Iran ha lanciato un missile balistico, con testata a grappolo, contro il centro di Israele.n L'esplosione ha causato il parziale crollo di un edificio a Ramat Gan, mentre una linea elettrica ad alta tensione è stata danneggiata nell'attacco a Rosh Ha'ayin, provocando un'interruzione di corrente in alcune zone della città. Un uomo di 45 anni è rimasto leggermente ferito da schegge di vetro a Bnei Brak ed è stato trasportato in ospedale per le cure, secondo quanto riferito dai medici.n Dopo una pausa di 10 ore, una seconda salva di missili balistici è stata lanciata contro il centro di Israele, causando quattro feriti secondo il Times of Israel. L'attacco ha causato gravi danni agli edifici residenziali nelle città centrali di Bnei Brak e Ramat Gan. Le bombe hanno colpito anche Tel Aviv e Petah Tikva, provocando danni a strade e automobili. Durante l'attacco, due submunizioni a grappolo hanno colpito la zona nei pressi del quartier generale delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di Kirya, a Tel Aviv. Un parcheggio adiacente alla base e una scuola vicina hanno subito danni. Non ci sono stati feriti.n L'esplosione di un altro missile iraniano con testata a grappolo, lanciato contro Israele nel tardo pomeriggio di oggi, ha ferito lievemente un uomo di 52 anni. Sono stati segnalati danni anche nei sobborghi di Tel Aviv di Ramat Gan, Givatayim e Bnei Brak, colpiti dall'attacco pomeridiano.
","postId":"f235c135-9861-4c17-8da2-6b531f4c1d85","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T15:19:05.003Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T17:19:05+0200","altBackground":false,"title":"Carburanti, Lufthansa: "Ci saranno criticità con conflitto lungo"","content":"
Il gruppo Lufthansa teme possibili ripercussioni nella fornitura di cherosene in caso di prolungamento del conflitto in Medio Oriente, in un contesto in cui una quota rilevante della produzione globale di carburante per l'aviazione e' concentrata nell'area del Golfo Persico. "La disponibilita' di carburante per il trasporto aereo e' gia' problematica in alcuni aeroporti asiatici", ha dichiarato Grazia Vittadini, responsabile per tecnologia, IT e innovazione, in un'intervista a Die Welt. "Piu' a lungo lo Stretto di Hormuz restera' di fatto impraticabile, piu' la sicurezza degli approvvigionamenti di cherosene diventera' critica". Dall'inizio del conflitto con l'Iran, il passaggio nello Stretto e' considerato a rischio, con ripercussioni sulla logistica energetica globale. Le difficolta' nelle forniture hanno gia' determinato un aumento dei prezzi del cherosene, in alcuni casi superiore al 100%.Le compagnie del gruppo risultano solo parzialmente protette dal rincaro. "Per le nostre compagnie passeggeri, circa l'80% del fabbisogno di carburante per l'anno in corso e' coperto da operazioni di copertura, che attenuano l'impatto del rialzo dei prezzi petroliferi. Tuttavia, anche noi risentiamo dell'aumento dei costi del cherosene", ha aggiunto Vittadini.Anche Michael O'Leary, amministratore delegato dinRyanair, aveva gia' avvertito qualche giorno fa che un prolungamento delnconflitto con l'Iran potrebbe causare, gia' da inizio maggio, interruzioninnelle forniture di carburante, con effetti al rialzo sui prezzi deinbiglietti nei mesi successivi. "Confidiamo che la guerra finisca prima dinallora e che i rischi per l'approvvigionamento scompaiano", ha dichiaratonil dirigente alla rete britannica 'Sky News' in un'intervista rilasciatanil primo aprile. Ryanair, leader in Europa per volume di passeggeri, e'n"ragionevolmente ben coperta" poiche' ha acquistato in anticipo circanl'80% del proprio carburante fino a marzo 2027 al prezzo di 67 dollari alnbarile. A suo avviso, se il conflitto dovesse concludersi e lo Stretto dinHormuz venisse riaperto "a meta' aprile, allora non ci sarebbero rischi"nper l'approvvigionamento di carburante per l'aviazione. Tuttavia, se languerra dovesse continuare "e l'interruzione dell'approvvigionamentonpersistere", le compagnie aeree ritengono che circa il 10, 20 o 25% dellen"forniture potrebbero essere interessate nei mesi di maggio e giugno".
","postId":"86e34d0a-f249-411f-a1e5-e155794309fc","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T15:14:21.461Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T17:14:21+0200","altBackground":false,"title":"Iran, Rubio: "Nipoti Soleimani in custodia Ice, saranno espulse"","content":"
"Fino a poco tempo fa, Hamideh Soleimani Afshar ensua figlia erano titolari di una green card e vivevano nel lusso neglinStati Uniti. Afshar e' la nipote del defunto generale iraniano QasemnSoleimani. E' anche una fervente sostenitrice del regime iraniano, che hancelebrato gli attacchi contro gli americani e si e' riferita al nostronPaese come al "Grande Satana". Questa settimana ho revocato lo statusnlegale sia di Afshar che di sua figlia, che ora sono sotto la custodiandell'Ice, in attesa di essere espulse dagli Stati Uniti". Lo scrive su Xnil segretario di Stato americano, Marco Rubio. "L'amministrazione Trumpnnon permettera' che il nostro Paese diventi un rifugio per cittadininstranieri che sostengono regimi terroristici anti-americani", aggiunge.
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Gli agenti federali americani hanno arrestato negli Stati Uniti, venerdì, la nipote e la pronipote del defunto generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso in un blitz statunitense a gennaio del 2020 con un drone: lo riferisce il Dipartimento di Stato. Le due donne sono state arrestate dopo che il segretario di Stato Marco Rubio ha revocato il loro status di residenza permanente.n "Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia sono ora sotto la custodia dell'U.S. Immigration and Customs Enforcement (Ice)", ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato.
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Le autorita' turche proseguono gli sforzindiplomatici per consentire il passaggio nello Stretto di Hormuz a novennavi di proprieta' turca, ma battenti bandiera di altri Paesi, ancoranbloccate nell'area a causa della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.nLo ha riferito il ministro dei Trasporti, Abdulkadir Uraloglu, spiegandonche all'inizio del conflitto si trovavano nello stretto 15 navi dinproprieta' turca. Di queste, due hanno gia' lasciato la zona, mentrenquattro non hanno richiesto l'uscita - due impegnate nella produzione dinenergia e due nel commercio locale. Restano quindi nove unita' per lenquali Ankara sta lavorando "in coordinamento con il ministero deglinEsteri".
","postId":"e5dc3568-138b-4908-ad4a-6fb9b35c7732","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T15:03:00.010Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T17:03:00+0200","altBackground":false,"title":"Di Palma (Enac): "Situazione carburanti legata a Pasqua non a blocco Hormuz"","content":"
Le difficoltà in alcuni scali aeroportuali per l'approvvigionamento di carburante sono "legate al periodo pasquale di traffico intenso" e non al "blocco dello stretto di Hormuz", si tratta di due "situazioni diverse che non collegherei". E' quanto afferma il presidente dell'Enac, l'ente nazionale per l'aviazione civile, Pierluigi Di Palma, contattato dall'ANSA secondo cui "ovviamente se il conflitto e il blocco dello stretto dovesse continuare", "ci saranno delle conseguenze ma al momento vedo le diplomazie al lavoro per riaprire i traffici" navali e le forniture. Per Di Palma le compagnie operanti in Italia al momento "non hanno modificato la loro operatività", ci "sono sicuramente dei contingency plan" in caso di aggravio della situazione.n Di Palma suggerisce comunque ai consumatori di proteggersi da eventuali cancellazioni sottoscrivendo un'assicurazione al momento di acquistare un biglietto per i prossimi mesi.
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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che la guerra in Medio Oriente ha portato a una "situazione di stallo geostrategico", durante una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo quanto riportato dal suo ufficio. "Il presidente Erdogan ha affermato che il processo avviato dall'intervento contro l'Iran ha portato a una situazione di stallo geostrategico e che la comunità internazionale deve raddoppiare gli sforzi per porre fine a questa guerra", si legge nella dichiarazione. La Turchia ha tentato di mediare per porre fine alle ostilità, in particolare attraverso negoziati condotti con Pakistan ed Egitto. Erdogan ha affermato che il suo Paese sta anche continuando gli sforzi "per raggiungere una soluzione pacifica" al conflitto tra Russia e Ucraina: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato oggi a Istanbul per colloqui con Erdogan. Un alto funzionario ucraino ha dichiarato all'Afp che i colloqui non riguarderanno solo i droni intercettori, ma anche la cooperazione in materia di sicurezza in generale. La presidenza turca ha dichiarato su X che i colloqui si concentreranno "sugli sforzi per un cessate il fuoco e una soluzione duratura".
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Il dipartimento di Stato americano ha annunciatonche la nipote e la pronipote di Qasem Soleimani sono state arrestate danagenti federali negli Stati Uniti. Lo rendono noto media americani secondoncui il segretario di Stato, Marco Rubio, ha revocato il permesso dinsoggiorno permanente alle due parenti dell'ex comandante della Forza Qudsniraniana, ucciso nel 2020 in un raid Usa a Baghdad.
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Ci sono aziende cinesi che forniscono all'Iran informazioni di intelligence utili e utilizzabili che espongono le forze Usa: tuttavia, riferisce il Washington Post, si tratterebbe di "aziende private" e, di fatto, il Partito comunista cinese starebbe cercando di "mantenere le distanze". Quando, cinque settimane fa, è scoppiata la guerra in Iran, gli "investigatori" dei social media, attivi su piattaforme occidentali e cinesi, hanno segnalato un'ondata di post virali che hanno descritto in modo dettagliato le attrezzature presenti nelle basi Usa, i movimenti dei gruppi navali d'attacco americani e altre analisi minuziose. Le informazioni di intelligence provengono da un nuovo mercato in rapida espansione: aziende cinesi, alcune delle quali con legami con l'Esercito popolare di liberazione, che combinano l'intelligenza artificiale con dati open source per commercializzare informazioni che, a loro dire, sarebbero in grado di "svelare" i movimenti delle forze statunitensi. Pechino ha cercato di prendere le distanze da qualsiasi coinvolgimento diretto nella guerra in Iran: tuttavia, queste aziende, molte delle quali sono emerse negli ultimi cinque anni nell'ambito della spinta governativa a sfruttare l'IA del settore privato per scopi militari, stanno capitalizzando sul conflitto. Funzionari Usa ed esperti di intelligence sono divisi sulla questione se gli strumenti commercializzati pubblicamente dalle aziende cinesi costituiscano una minaccia reale o se siano effettivamente usati in modo credibile dagli avversari degli Stati Uniti, ma concordano sul fatto che il proliferare di offerte da parte del settore privato segnali un crescente rischio per la sicurezza e rifletta l'intento di Pechino di proiettare la forza delle proprie capacità di intelligence. La Cina ha investito centinaia di milioni di dollari a sostegno di aziende private impegnate nello sviluppo di un'IA con applicazioni nel settore della difesa, il tutto nell'ambito della sua strategia di integrazione civile-militare. Il mese scorso, inoltre, ha annunciato piani volti a potenziare ulteriormente tali sforzi, inserendoli in una più ampia strategia nazionale quinquennale. Le crescenti capacità delle aziende cinesi nel campo dell'IA stanno rendendo questi strumenti ancora più potenti, evidenziando la sfida sempre più ardua di occultare i movimenti militari statunitensi agli occhi degli avversari. MizarVision, un'azienda con sede a Hangzhou fondata nel 2021, è ad esempio una delle società che utilizza un mix di dati di origine occidentale e cinese, filtrati attraverso l'intelligenza artificiale, per catalogare le attività all'interno delle basi statunitensi in Medio Oriente, tracciare i movimenti navali e identificare la posizione e il numero di specifici velivoli e sistemi di difesa missilistica.
","postId":"151a9e7e-b9bf-4e9b-997e-8aec3c8122f0","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T14:49:08.556Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T16:49:08+0200","altBackground":false,"title":"Protesta davanti all'ambasciata iraniana a Roma, lanciate uova sull'ingresso","content":"
Un gruppo di dissidenti iraniani ha inscenato questa mattina una protesta davanti al ambasciata iraniana a Roma, lanciando delle uova contro il portone della sede diplomatica per manifestare il loro dissenso contro le recenti impiccagioni in Iran di alcuni detenuti politici accusati di avere legami con il gruppo dei Mujahedin del popolo iraniano, un partito politico iraniano, tra i più attivi nell'opposizione al regime teocratico. I dimostranti sono poi stati allontanati dalle forze dell'ordine.n Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha dichiarato che "all'alba di oggi, Vahid Bani Amerian e Abolhassan Montazer sono stati impiccati nella prigione di Ghezel Hesar, a Karaj. I due eroici membri dell'Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano si sono ora uniti ai loro compagni che hanno dato la vita nella lotta per la libertà, tra cui Mohammad Taghavi, Akbar Daneshvar Kar, Babak Alipour e Pouya Ghobadi. La dittatura religiosa al potere in Iran ha ancora una volta versato il sangue di due dei figli più coraggiosi del popolo iraniano, rivelando la propria paura e disperazione di fronte all'opposizione organizzata".n Rajavi, ha poi chiesto nuovamente "una sessione speciale delle Nazioni Unite per affrontare le esecuzioni in corso di prigionieri politici in Iran e per adottare misure immediate e concrete volte a prevenire ulteriori perdite di vite umane".n I sostenitori dei Mujaheddin del Popolo e altri dissidenti iraniani organizzano spesso presidi e proteste di fronte all'ambasciata iraniana a Roma per contestare il regime di Teheran.
","postId":"0f33429c-5dab-4642-90f7-2721ef6bb632","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T14:45:53.770Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T16:45:53+0200","altBackground":false,"title":"Idf: "Ieri colpiti a Beirut centri di comando della forza Quds iraniana"","content":"
L'Idf ha dichiarato che ieri l'aviazione israeliana ha bombardato a Beirut alcuni centri di comando appartenenti alla Forza Quds dei pasdaran iraniani. Lo riporta il Times of Israel. Secondo l'esercito israeliano, i centri di comando appartenevano al corpo libanese della Forza Quds, che "funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento e il consolidamento militare di Hezbollah". Inoltre, l'Idf ha dichiarato di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, "utilizzati dagli alti ufficiali dell'organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah". La Marina israeliana ha anche colpito un posto di osservazione di Hezbollah, aggiunge l'esercito.
","postId":"5da5e6e5-5712-4d7d-896e-08a04a51ab07","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T14:43:30.989Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T16:43:30+0200","altBackground":false,"title":"Iran, Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi","content":"
Secondo quanto riferito dal direttore generalendi Rosatom, Alexei Likhachev, citato dall'agenzia Tass, "la principalenondata di evacuazione" e' partita oggi come previsto. Un totale di 198ndipendenti e' stato trasferito via bus verso il confine con l'Armenia,ncirca 20 minuti dopo il nuovo attacco sulla zona della centrale. Sintratta, ha precisato Likhachev, della piu' ampia evacuazione di personalenrusso dall'impianto dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Il sito dinBushehr, costruito in parte dalla Russia e tuttora supportato da tecnicinrussi, e' stato colpito da un raid attribuito a Stati Uniti e Israele, chensecondo media iraniani ha causato la morte di un agente di sicurezza.nMosca ha reagito con durezza. La portavoce del ministero degli Esteri,nMaria Zakharova, ha condannato "fermamente questa azione nefasta",nchiedendo la cessazione "immediata" degli attacchi contro le installazioninnucleari iraniane, inclusa la centrale di Bushehr. Secondo l'agenzianiraniana Irna, si tratta del quarto attacco contro quest'area affacciatansul Golfo dall'inizio del conflitto, scoppiato il 28 febbraio con inbombardamenti statunitensi e israeliani sull'Iran. Likhachev ha inoltrenavvertito che il rischio di danni gravi o di un incidente nuclearen"aumenta di giorno in giorno". Gia' nelle prime fasi della guerra diversendecine di cittadini russi erano stati evacuati dal sito. Il 25 marzo altrin163 dipendenti avevano lasciato la centrale dopo un precedente attacco,nmentre una parte del personale e' rimasta operativa per garantire ilnfunzionamento minimo dell'impianto.
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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan handefinito la situazione in Medio Oriente uno "stallo geostrategico" in unantelefonata con il segretario generale della NATO Mark Rutte, durante lanquale ha reiterato l'invito ad agire per la pace. "Il presidente Erdogannha affermato che l'intervento contro l'Iran ha portato a una situazione dinstallo geostrategico e chiesto che la comunita' internazionale raddoppingli sforzi per porre fine a questa guerra", ha reso noto l'ufficio dellanpresidenza turca. Erdogan, che ha ricevuto oggi in Turchia il presidentenucraino Volodimir Zelensky, ha ribadito a Rutte che l'impegno "pernraggiungere una soluzione pacifica" al conflitto tra Russia e Ucraina,ncontinua.
","postId":"0ab9d025-471e-469a-a604-4bedd5b2ca08","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T14:40:26.277Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T16:40:26+0200","altBackground":false,"title":"Iran: "Attaccato lo scalo israeliano di Ben Gurion e base Usa in Kuwait"","content":"
L'esercito iraniano ha affermato che le sue forze hanno attaccato l'aeroporto Ben Gurion di Israele, "con l'obiettivo di interrompere il comando e il controllo del traffico aereo militare da parte del nemico, nonché le piattaforme per la guerra elettronica".n Nel frattempo, l'agenzia Fars, vicina alle Guardie della Rivoluzione, ha citato una fonte informata secondo cui, in un altro attacco, le forze iraniane avrebbero preso di mira, con missili balistici e droni kamikaze, una base militare statunitense per comandanti e tecnici del sistema missilistico Himars sull'isola di Bubiyan, in Kuwait.
","postId":"b7889ae5-666e-46ee-88e5-477321256a13","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T14:33:50.207Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T16:33:50+0200","altBackground":false,"title":"Mosca condanna il 'vile' attacco israelo-americano contro l'impianto di Bushehr","content":"
La Russia ha condannato sabato il "vile" attacco statunitense-israeliano contro l'impianto nucleare iraniano di Bushehr, che ospita personale russo, e ha sollecitato la cessazione immediata degli attacchi contro le infrastrutture atomiche. "Condanniamo fermamente questo atto vile, che ha provocato la perdita di vite umane", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. "Gli attacchi contro le infrastrutture nucleari iraniane, compresa la centrale nucleare di Bushehr, devono cessare immediatamente", ha aggiunto.
Le truppe israeliane hanno distrutto in 24 ore 17ntelecamere di sorveglianza del quartier generale dei caschi blu dell'Onunnel sud del Libano, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezzandelle Nazioni Unite all'Afp. Le telecamere si trovavano presso la basendella Unifil a Naqoura, citta' costiera nel sud del Paese. La fonte, chenha parlato in forma anonima, ha attribuito la distruzione all'esercitonisraeliano. Dall'inizio della guerra il 2 marzo tra Israele e Hezbollah,nla missione Onu si trova tra due fuochi: da un lato gli attacchi delnmovimento sciita filo-iraniano contro obiettivi israeliani, dall'altronl'offensiva terrestre israeliana nel sud del Libano, accompagnata da raidnaerei. Secondo la portavoce della missione, Kandice Ardiel, i caschi blunhanno osservato negli ultimi giorni soldati israeliani distruggere ampienporzioni della citta' di Naqoura. Le esplosioni avrebbero danneggiatonanche il quartier generale della missione, oltre ad abitazioni e attivita'ncommerciali. La situazione resta particolarmente tesa anche per le perditentra i peacekeeper: la missione ha riferito della morte di tre caschi blunindonesiani in due distinti incidenti nei giorni scorsi, mentrenun'esplosione avvenuta ieri in una base Onu - la cui origine non e' statandeterminata - ha ferito altri tre militari. L'esercito israeliano hanattribuito quest'ultimo episodio a un razzo lanciato da Hezbollah chenavrebbe colpito una postazione della missione. L'Indonesia ha definitonl'accaduto "inaccettabile", chiedendo un rafforzamento urgente dellenmisure di protezione per i peacekeeper. La missione Onu ha inoltrenrichiamato tutte le parti al rispetto degli obblighi di sicurezza,ninvitando a evitare attivita' militari nelle vicinanze delle basi per nonnmettere a rischio il personale. Secondo le Nazioni Unite, 97 membri dellanmissione sono stati uccisi in episodi di violenza dalla sua creazione neln1978.
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"Ricordate quando ho dato all'Iran dieci giorni pernfare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere:n48 ore prima che si scateni l'inferno su di loro. Gloria a Dio!". Lonscrive su Truth il presidente americano, Donald Trump
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L'Iran compensera' i danni provocati alle sueninfrastrutture dai bombardamenti di Stati Uniti e Israele con i pedagginche saranno imposti per attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta alnJazeera citando il sito iraniano Nour News.
","postId":"a85a9983-ee32-4bc9-a758-e25f6dc51763","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T14:06:22.950Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T16:06:22+0200","altBackground":false,"title":"Bloomberg: "Compagnie aeree Ue si cautelano da rialzi prezzi non da forniture"","content":"
Le principali compagnie aeree europee hanno dei contratti che le proteggono dalle forte oscillazioni dei prezzi dei carburanti ma non dalla mancanza di disponibilità. E' quanto scrive Bloomberg in un'analisi sul fenomeno secondo cui i principali vettori del Continente come Lufthansa, Ryanair o Air France in media coprono, tramite contratti derivati, il 70% del proprio fabbisogno annuo dai rialzi dei prezzi. Tuttavia tali contratti non prevedono e non assicurano la consegna fisica del prodotto sottostante.
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Con l'intensificarsi dei raid contro obiettivinall'interno dell'Iran, il settore petrolchimico emerge come uno deinprincipali bersagli, segnando un possibile passaggio da operazioni ancarattere prevalentemente militare a colpi mirati contro infrastruttureneconomiche strategiche. Il comparto petrolchimico rappresenta uno deinpilastri dell'economia iraniana, garantendo flussi di valuta estera ensostenendo un'ampia rete di industrie collegate, dalla produzione dinfertilizzanti alla plastica e ai prodotti chimici. Danni a questenstrutture rischiano di tradursi in un calo delle esportazioni e dellenentrate, aumentando la pressione sulla valuta nazionale e alimentandonl'inflazione. Le conseguenze si estendono lungo tutta la filieraneconomica: alla perdita di produzione e capacita' di export si aggiungononinterruzioni nelle catene di approvvigionamento e ripercussioni sullenindustrie interne collegate. Inoltre, la riattivazione degli impiantinrichiede tempi e competenze tecniche, rendendo l'impatto non solonimmediato ma anche prolungato. Il cambio di obiettivi riflette unanstrategia piu' ampia volta a esercitare pressione sull'economia iraniana,nandando oltre il campo militare. Secondo analisi citate dai media, questonapproccio mira a ridurre la capacita' di Teheran di finanziare le proprienattivita' e di aggirare le sanzioni internazionali. Tra i siti colpitinfigura la zona speciale petrolchimica di Mahshahr, nella provinciansud-occidentale del Khuzestan, uno dei principali poli industriali delnPaese. Secondo l'agenzia Tasnim, i raid hanno costretto all'evacuazione dindiverse unita' produttive, mentre fonti locali parlano di feriti.nL'impatto potrebbe inoltre estendersi ai mercati globali: i prodottinpetrolchimici iraniani sono utilizzati in numerosi settori, tra cuinplastica, fertilizzanti, automotive e tessile, ed eventuali interruzioninpotrebbero contribuire a carenze e a un aumento dei prezzi a livelloninternazionale.
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L'Europa importa il 30% del suo fabbisogno di carburanti per aerei e questo la rende vulnerabile a colli di bottiglia nell'offerta come quello che si sta verificando ora con la chiusura dello stretto di Hormuz. E' quanto si legge nell'ultimo rapporto della Iata, l'associazione internazionale del traffico aereo pubblicato a novembre, prima quindi del conflitto contro l'Iran. Già in quella data l'associazione ammoniva come nel Continente la capacità di raffinazione per questo tipo di carburante sia in calo e alcune zone dove mancano le infrastutture possono andare incontro a vulnerabilità. Per questo la Iata auspicava di sostituire le raffinerie che sono state chiuse in passato in modo da fare fronte a possibili problemi nella disponibilità.
","postId":"a3b7c962-bdbe-4b77-8d1a-7741fa44abea","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T13:57:40.158Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T15:57:40+0200","altBackground":false,"title":"Media: "Iran autorizza transito navi con beni essenziali a Hormuz verso i suoi porti"","content":"
L'Iran ha dichiarato che concederà l'autorizzazione al transito di navi che trasportano "beni essenziali" attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia semi-ufficiale Tasnim citata dalla Cnn, che sottolinea come non sia chiaro tuttavia quali beni Teheran definisca "essenziali" né se manterrà il blocco nei confronti delle navi provenienti da quelle che considera nazioni ostili. Secondo quanto riferito, l'ordine si applica alle "navi dirette verso i porti iraniani o attualmente presenti nel Mare d'Oman".n Secondo quanto riferito da Tasnim, il vice responsabile per lo sviluppo commerciale Houman Fathi ha inviato una lettera al capo dell'Organizzazione Portuale e Marittima in merito all'autorizzazione al transito di navi che trasportano aiuti umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz.n La lettera recita: "In riferimento all'accordo e all'annuncio del potente governo della Repubblica Islamica dell'Iran e delle vittoriose forze armate del nostro Paese, che autorizzano il transito di navi che trasportano aiuti umanitari, in particolare beni di prima necessità e prodotti per l'allevamento, attraverso lo Stretto di Hormuz, si richiede che, al fine di consentire il transito delle navi dirette verso i porti iraniani o già presenti nel Mar d'Oman, vengano inseriti all'ordine del giorno gli obblighi necessari per il passaggio di tali navi, sulla base dei protocolli emanati. L'elenco delle navi interessate, pronte a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz, verrà inviato per il coordinamento. Auguriamo la vittoria ai guerrieri dell'Islam
","postId":"48e11865-3517-442b-9f57-9b3ea8af586d","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T13:53:43.614Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T15:53:43+0200","altBackground":false,"title":"Iran, Teheran: "Pilota Usa non sarà trattato come a Guantanamo"","content":"
Se dovesse catturarlo, l'Iran non riservera' alnpilota americano disperso lo stesso trattamento che Stati Uniti e Israelenriservano ai loro prigionieri. Ad assicurarlo e' stata la tv di Statoniraniana, voce del regime, in un post su X in risposta a un'americana chenchiedeva di pregare per i militari. "Se l'Iran cattura dei piloti, nonnsaranno trattati come i prigionieri nei centri di detenzione israeliani dinSde Teiman o in quelli gestiti dagli Stati Uniti ad Abu Ghraib enGuantanamo. Rispettiamo il diritto internazionale e la misericordianislamica", si legge nel post.
","postId":"85e35cbd-a3bd-4cba-bd18-0d764b56a383","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T13:48:04.796Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T15:48:04+0200","altBackground":false,"title":"Trump: "Nato partner gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile"","content":"
Donald Trump torna ad accattare la Nato, prendendo di mira un errore che a suo dire avrebbe fatto il New York Times sulla descrizione della sigla dell'Alleanza Atlantica, a pochi giorni dall'incontro di mercoledì alla Casa Bianca tra il tycoon e il segretario generale Mark Rutte. "Il 'New York Times in declino' - la cui mancanza di credibilità, insieme ai costanti attacchi basati su 'Fake News' contro il vostro Presidente preferito, ha causato un crollo assoluto della sua diffusione - ha definito il nostro 'partner' gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile, la Nato, come la 'North American Treaty Organization'", ha scritto il tycoon in un post. "Il nome corretto è 'North Atlantic Treaty Organization'": un errore davvero interessante! Gli standard di assunzione e di formazione presso il Nyt sono crollati drasticamente. Riportate in auge il motto "ALL THE NEWS THAT'S FIT TO PRINT" e "Make America Great Again"! , ha concluso Trump.
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"Non possiamo abituarci" a guerre e violenze e Pasqua ricorda che "il male non ha l'ultima parola". Lo scrive la Cei nel Messaggio di Pasqua.n "Ci affliggono le guerre che devastano popoli e famiglie, la violenza che colpisce i più deboli, le ferite che attraversano le case, le solitudini - si legge nel messaggio a firma del presidente, il card. Matteo Zuppi, e del segretario generale, mons. Giuseppe Baturi - che consumano tante esistenze, la fatica di donne e uomini che si sentono smarriti, stanchi, senza un domani. Ci addolorano le lacrime dei bambini, le paure dei giovani, l'abbandono degli anziani, la sofferenza di chi vede la propria vita segnata dalla povertà, dalla malattia, dall'emarginazione. Non possiamo abituarci a tutto questo. Non possiamo accettare che il male diventi normale, che la durezza vinca sulla compassione, che l'indifferenza prenda il posto della fraternità".n Ma "la Pasqua ci riporta al cuore della nostra fede: il Crocifisso è risorto. Per questo, il male non ha l'ultima parola, la morte non è la fine, le ferite non sono condannate a restare per sempre aperte". "Il Signore risorto ci invita a non restare spettatori: siamo chiamati a scegliere la luce, a custodire la vita, a prenderci cura gli uni degli altri, a essere segni di pace" perché Dio "rifiuta la guerra" e "nessuno può usare" Dio "per giustificare la guerra".n "Nella luce pasquale, desideriamo rivolgere un pensiero particolare a quanti soffrono e attendono un segno di vicinanza nel nostro Paese: ai malati, ai detenuti, a chi è senza lavoro, a chi vive la fatica di educare, a chi è solo, a chi non riesce più a vedere una strada davanti a sé. Il Risorto sta accanto a ciascuno come il viandante di Emmaus, riaccende il cuore, apre gli occhi, rimette in cammino", conclude il messaggio della Cei.
","postId":"0c326ffc-3de4-405e-8b81-b83c4d09c93d","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T13:38:00.532Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T15:38:00+0200","altBackground":false,"title":"Teheran, presi di mira obbiettivi ad aeroporto Ben Gurion","content":"
L'esercito iraniano ha annunciato di avere preso di mira obbiettivi all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, nell'ultima ondata di attacchi. Lo riporta il Tehran Times. Sempre secondo il comunicato dell'esercito, riportato da diversi media iraniani, sono stati colpiti la nuova torre di controllo, i sistemi di navigazione e i radar dello scalo israeliano.
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Il presidente americano, Donald Trump, torna adnattaccare la Nato definendola un partner "molto debole e in gran parteninaffidabile". Lo scrive in un post su Truth in cui attacca il New YorknTimes per aver sbagliato la definizione Nato, scrivendo "Organizzazionendel Trattato Nordamericano invece del nome corretto che e' Organizzazionendel Trattato del Nord Atlantico". "Un errore molto interessante! Glinstandard di assunzione e di formazione al Nyt sono crollati", critica ilncapo della Casa Bianca.
","postId":"10edef1a-45fa-497f-b709-ce213e66750c","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T13:31:31.532Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T15:31:31+0200","altBackground":false,"title":"Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi","content":"
Ha preso il via questa mattina il trasferimento del personale russo in forza alla centrale nucleare di Bushehr, in Iran. Lo ha riferito l'amministratore delegato della società energetica Rosatom, Alexei Likhachev, ai giornalisti a Ekaterinburg. "Come previsto, abbiamo iniziato l'ondata principale di trasferimenti, circa 20 minuti dopo l'attacco" condotto dalle forze di Stati Uniti e Israele, ha spiegato, "gli autobus si sono spostati dallo stabilimento di Bushehr verso il confine armeno, con 198 persone" a bordo.
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La Lufhtansa avvisa di possibili colli di bottiglia nella disponibilità di carburante per gli aerei se si prolungherà il conflitto in Medio Oriente. In una intervista al quoridiano tedesco Die Welt, la responsabile del settore tecnologia e It Grazia Vittadini sottolinea come "ci siano già difficoltà in alcuni scali in Asia". Lufhtansa si è coperta tramite contratti derivati dai rialzi dei prezzi sull'80% delle proprie necessità per il 2026 ma "certamente la crescita ha un impatto anche su di noi", ammette.
nn","postId":"7c9fd4f6-a55a-442a-8040-ebeb8318aeda","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T13:03:26.825Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T15:03:26+0200","altBackground":false,"title":"Intelligence Usa: Teheran ripara in tempi rapidi bunker missilistici","content":"
L’Iran sta riuscendo a ripristinare in tempi molto rapidi i bunker sotterranei e i silos missilistici colpiti dai bombardamenti americani e israeliani, rimettendoli in funzione anche poche ore dopo gli attacchi. Lo riferisce un report dell’intelligence statunitense citato dal New York Times, le cui valutazioni gettano ombre su quanto Washington sia vicina a neutralizzare la capacità missilistica iraniana, uno degli obiettivi chiave del conflitto, nonostante le dichiarazioni trionfalistiche dell’amministrazione di Donald Trump. Il Pentagono ha rivendicato di aver colpito circa 11mila obiettivi in cinque settimane di guerra,evidenziando al tempo stesso un forte calo nei lanci di missili e droni da parte di Teheran. "Continueranno a lanciare missili, ma li abbatteremo", aveva dichiarato lunedì il capo del Pentagono Pete Hegseth, all’indomani di una giornata che aveva registrato il livello più basso di attacchi iraniani. Anche la Casa Bianca ha confermato una riduzione del 90% degli attacchi, interpretandola come segnale di un indebolimento delle capacità produttive e militari iraniane. Secondo l’intelligence statunitense, tuttavia, l’Iran conserva ancora una parte significativa del proprio arsenale e dei lanciatori mobili, molti dei quali nascosti in bunker e caverne per proteggerli dai raid. Teheran starebbe inoltre adottando da tempo una strategia più prudente, con lanci limitati a circa 15–30 missili balistici al giorno, spesso in piccoli gruppi, anche a causa delle difficoltà interne di comando e coordinamento. Le stime restano comunque incerte perché l’Iran utilizza anche sistemi di esca e perché è difficile valutare con precisione i danni effettivi alle infrastrutture sotterranee colpite. In questo contesto, secondo gli analisti citati dal Times, l’obiettivo di Teheran sarebbe soprattutto preservare nel tempo una capacità di deterrenza, anche in vista di un eventuale prolungamento del conflitto o del periodo successivo alla sua conclusione.
nnn","postId":"1bb5bb9c-4213-4bc9-a167-6ce94a206fd2","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T13:02:47.238Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T15:02:47+0200","altBackground":false,"title":"Ryanair: no carenze carburante ma rischi se stop Hormuz fino a maggio","content":"
"Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio." E' quanto fa sapere Ryanair secondo cui "se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l'approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei".
","postId":"9897e104-ca1b-404a-bc1a-de3a06263fc6","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T12:48:24.385Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T14:48:24+0200","altBackground":false,"title":"Nyt, 4 opzioni "rischiose" per Hormuz, tra proposte quella dell'Italia su corridoio umanitario","content":"
"Le opzioni dell'Europa per Hormuz: poche e rischiose". Questo è il titolo di un'analisi del New York Times, che si apre citando la proposta presentata dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani alla riunione in videoconferenza organizzata dal Regno Unito due giorni fa per la creazione di un "corridoio umanitario" che permetta il passaggio sicuro di fertilizzanti e altri beni essenziali. Il piano era una delle diverse proposte provenienti dall'Europa e non solo, volte a impedire che tra le conseguenze della guerra in Iran ci siano anche possibili carestie in Africa. La proposta non è stata approvata e l'incontro si è concluso senza un piano concreto per riaprire lo stretto, militarmente o in altro modo, scrive il giornale americano, osservando che "i leader europei sono sotto pressione da parte del presidente Trump per impegnare risorse militari, porre fine al blocco dello stretto da parte dell'Iran e contrastare la crisi energetica ed economica globale" che si aggrava ogni ora di più. Finora, gli europei non hanno accolto le sue richieste di inviare navi da guerra e continuano a discutere su cosa fare per sbloccare Hormuz, attraverso il quale transita il 20% di petrolio e gas mondiali. Secondo il Nyt, la difficoltà a mettersi d'accordo su un piano comune riflette in parte gli ingranaggi lenti della diplomazia in Europa e in parte il numero considerevole di Paesi, inclusi quelli del Golfo, interessati a salvaguardare lo stretto una volta terminata la guerra. Molti Stati coinvolti nei colloqui, tra cui Italia e Germania, hanno insistito affinché qualsiasi sforzo internazionale nasca sotto l'ombrello dalle Nazioni Unite, il che potrebbe rallentare ulteriormente l'azione. Il giornale passa quindi ad elencare le 4 opzioni possibili a disposizione dell'Europa, degli stati del Golfo e di altri paesi, nessuna delle quali tuttavia appare infallibile, anche ipotizzando uno stop alle operazioni.
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1) Scorte navali - Il presidente francese Emmanuel Macron ha ripetutamente sollevato la possibilità che navi da guerra francesi possano scortare i mercantili attraverso lo stretto dopo la fine della guerra. Funzionari americani hanno spinto affinché gli europei e altri alleati, come il Giappone, scortino navi che battono bandiera dei loro stessi paesi. Il problema è che le scorte navali sono costose. Inoltre, i loro sistemi di difesa aerea da soli potrebbero non essere sufficienti per fermare alcuni tipi di attacchi, come quelli con droni, qualora l'Iran decidesse di ricominciare a sparare."
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2) Bonifica dalle mine - Funzionari tedeschi e belgi, tra gli altri, affermano di essere pronti a inviare dragamine per liberare lo stretto dagli esplosivi dopo la guerra. In realtà, i leader militari occidentali non sono convinti che l'Iran abbia effettivamente minato lo stretto, in parte perché alcune navi iraniane lo attraversano ancora. Quindi, sebbene i dragamine possano essere dispiegati come parte di una scorta navale, potrebbero non avere molto da fare.
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3) Aiuto dall'alto - Inviare jet da combattimento e droni per intercettare qualsiasi attacco aereo iraniano alle navi. Funzionari americani hanno spinto l'Europa a farlo, ma anche questo piano sarebbe piuttosto costoso. E non è ancora garantito che funzioni. L'Iran può attaccare le navi con un singolo soldato su una lancia, e se solo pochi tentativi riescono, ciò potrebbe essere sufficiente a spaventare assicuratori e armatori, scoraggiandoli dal tentare il passaggio.
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4) Tutte queste opzioni, più la diplomazia - Usare negoziati e leve economiche per fare pressione sull'Iran affinché si astenga da futuri attacchi, e impiegare una varietà di mezzi militari per far rispettare tutto questo. Lo sforzo andrebbe oltre l'Europa. Giovedì, il ministero degli Esteri tedesco ha invitato la Cina a usare la sua influenza con l'Iran in modo "costruttivo" per aiutare a porre fine alle ostilità. I negoziati finora sembrano aver fatto poco per fermare i combattimenti, ma questa potrebbe essere la migliore scommessa dell'Europa, in mancanza di una migliore. E se nulla di tutto questo funzionasse? Funzionari iraniani hanno dichiarato questa settimana che avrebbero continuato a controllare il traffico attraverso lo stretto dopo la guerra. Hanno già elaborato piani per far pagare alle navi i pedaggi per il passaggio di Hormuz, che dovrebbe essere una via d'acqua libera secondo il diritto internazionale.
nn","postId":"944374d9-a26c-40e2-b018-c52e8dc38cf2","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T12:41:52.083Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T14:41:52+0200","altBackground":false,"title":"Teheran: "Da inizio guerra colpite 30 università nel Paese"","content":"
Gli attacchi statunitensi e israeliani hanno colpito piu' di 30 universita' in tutto l'Iran dall'inizio della guerra alla fine di febbraio. Lo dice il ministro della Scienza iraniano. "Ad
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oggi, più di 30 universita' sono state prese di mira direttamente", ha dichiarato Hossein Simai Sarraf ai giornalisti durante una visita all'Università Shahid Beheshti, nella zona nord di Teheran, colpita venerdì. Israele ha affermato di aver colpito diversi siti di ricerca e sviluppo legati ai programmi nucleari e di armamento iraniani.
nn","postId":"5863452e-4f08-4215-8f6e-40adf9f0acb2","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T12:38:23.072Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T14:38:23+0200","altBackground":false,"title":"Un'importante figura iraniana chiede la rimozione di Trump anziché dei suoi generali","content":"
Mohsen Rezaee, un alto funzionario iraniano, suggerisce in un post su X che Trump dovrebbe essere rimosso dall'incarico anziché i suoi generali. Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha rimosso dall'incarico diversi alti ufficiali militari, tra cui il capo di stato maggiore dell'esercito americano.
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I Pasdaran sono fiduciosi che l'Iran avrà il pieno controllo dei suoi cieli. "Il nemico deve sapere che disponiamo di moderni sistemi di difesa aerea, costruiti dai brillanti e orgogliosi giovani scienziati del Paese, che vengono svelati uno dopo l'altro sul campo", ha assicurato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, a quanto riferiscono i media iraniani. "Otterremo sicuramente il pieno controllo dei cieli della nostra nazione e dimostreremo al mondo, piu' che mai, l'umiliazione del nemico", ha aggiunto.
nn","postId":"727052d7-bb4e-47b7-aa82-9d62093afecb","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T12:30:32.146Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T14:30:32+0200","altBackground":false,"title":" Gli Stati Uniti intensificano le ricerche del militare scomparso, mentre l'Iran invita il pubblico a trovare il "pilota nemico"","content":"
L'esercito statunitense prosegue freneticamente le ricerche di un pilota scomparso in una zona remota dell'Iran sud-occidentale, dopo che il Paese mediorientale ha abbattuto un aereo da guerra americano e ha lanciato un appello alla popolazione per la cattura del pilota, promettendo una ricompensa. L'aereo, identificato dall'Iran come un F-15E Strike Eagle statunitense, è stato uno dei due attaccati venerdì; un militare è stato tratto in salvo e almeno un altro risulta disperso. Un conduttore di un canale televisivo affiliato alla televisione di stato iraniana ha esortato i residenti a consegnare alla polizia qualsiasi "pilota nemico".
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Ieri, l'aviazione israeliana ha bombardato i centri di comando a Beirut appartenenti alla Forza Quds, il braccio extraterritoriale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, secondo quanto annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF).
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Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che i centri di comando appartenevano al Corpo libanese della Forza Qud, che "funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento delle forze e il radicamento militare di Hezbollah". Inoltre, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, "utilizzati dagli alti funzionari dell'organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah". La Marina israeliana ha inoltre colpito un posto di sorveglianza di Hezbollah, aggiunge l'esercito.
","social":{"socialType":"twitter","src":"https://twitter.com/IAFsite/status/2040390046881050706?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2040381989010727139%7Ctwgr%5E76e28abd416765dc0c4cc828efbfd2de765616c5%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.timesofisrael.com%2Fliveblog-april-4-2026%2F","cookieAllowed":true},"postId":"42351281-9553-48ba-8dba-e361fa4c874a","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T12:17:28.980Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T14:17:28+0200","altBackground":false,"title":"Al Jazeera: Il presidente del parlamento iraniano: Teheran è aperta alla diplomazia bilaterale con i paesi vicini.","content":"n
Il presidente dell'Assemblea consultiva iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha rilasciato un'intervista ai nostri colleghi di Al Jazeera Arabic. Ecco un riassunto di quanto ha affermato:
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L'Iran si è preparato a questo confronto e ha dimostrato la sua capacità di difendersi.
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Questa guerra è la guerra di Israele, e il conseguente collasso della sicurezza e le perdite subite hanno avuto ripercussioni sul mondo intero.
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L'Iran è stato costretto a prendere di mira le basi e gli interessi statunitensi nella regione per preservare la propria presenza.
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L'escalation delle tensioni contro l'Iran incontrerà una risposta decisa e decisa contro gli interessi statunitensi nella regione.
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Il mantenimento della sicurezza regionale è nell'interesse dei paesi che ne fanno parte, e la sicurezza sostenibile è una priorità per l'Iran.
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I paesi della regione possono tutelare i propri interessi attraverso accordi di sicurezza bilaterali e multilaterali, senza interferenze straniere.
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È necessario eliminare le principali cause di insicurezza nella regione e costruire la sicurezza senza il coinvolgimento di Stati Uniti e Israele.
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","postId":"2b0b3dad-0565-4377-baf9-8d71cdbfc795","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T12:16:21.188Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T14:16:21+0200","altBackground":false,"title":"Il Pakistan accoglie con favore il chiarimento dell'Iran sul suo interesse nei media","content":"
Nella giornata di oggi, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha cercato di correggere le notizie diffuse dai media statunitensi che, a suo dire, avevano "travisato" la posizione dell'Iran sugli sforzi del Pakistan per porre fine alla guerra.
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Il ministro degli esteri pakistano Ishaq Dar ha accolto con favore il chiarimento.
","social":{"socialType":"twitter","src":"https://twitter.com/MIshaqDar50/status/2040383424377323905?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2040383424377323905%7Ctwgr%5E751367f8de190be39031f7e900040c572c48c149%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.aljazeera.com%2Fnews%2Fliveblog%2F2026%2F4%2F4%2Firan-war-live-tehran-downs-2-us-warplanes-israel-bombs-lebanon-bridges","cookieAllowed":true},"postId":"2fa94932-2b38-4734-a111-c060526d76e3","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T12:12:33.410Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T14:12:33+0200","altBackground":false,"title":"Teheran protesta per "inerzia" Aiea","content":"
L'Iran ha protestato per quella che considera l'inerzia dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea) di fronte agli attacchi degli alleati sui suoi siti atomici. "Condannare l'attacco alle infrastrutture nucleari pacifiche dell'Iran e porre fine all'inazione è il minimo che ci si aspetta dall'Aiea nell'ambito delle sue responsabilità statutarie", si legge in un post dell'agenzia atomica iraniana. "L'Iran salvaguardera' la propria sovranita' nucleare e richiederà un riesame legale di tale inazione del direttore generale".
","postId":"ae0308f3-149b-4bf2-9eac-8e3aa881e5da","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T12:08:29.458Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T14:08:29+0200","altBackground":false,"title":"Lievi danni a sede di Oracle a Dubai per i detriti di un raid iraniano","content":"
La sede di Oracle a Dubai è stata danneggiata dalla caduta di alcuni detriti per l'intercettazione di un attacco iraniano. Lo ha riferito questa mattina l'ufficio stampa della città emiratina. "Le autorità confermano di essere intervenute per un incidente di lieve entità causato dalla caduta di detriti provenienti da un'intercettazione aerea sulla facciata dell'edificio di Oracle a Dubai Internet City", ha dichiarato l'ufficio stampa di Dubai in un post su X. Nessuno è rimasto ferito nell'incidente, ha aggiunto l'ufficio stampa. Contemporaneamente, l'agenzia iraniana Fars ha riferito che le autorità emiratine tentano di minimizzare l'attacco e che ieri sera, la sede di Oracle negli Emirati è stata nuovamente attaccata dall'Iran "ed è diventata inaccessibile".
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Non è stato catturato il secondo pilota americano del quale si parla da quando ieri nei cieli dell'Iran è stato abbattuto un F-15. Lo affermano le autorità iraniane. Un'unità dei Guardiani della Rivoluzione nella provincia meridionale di Kohgiluyeh e Boyerahmad e il governatore della provincia negano sia stato catturato il secondo membro dell'equipaggio americano dell'F-15, riferisce la Bbc. E, riporta ancora la rete britannica, per il governatore il primo pilota non sarebbe stato salvato dalle forze Usa, mentre i media americani scrivono che è stato tratto in salvo. Il governatore ha parlato di una "tattica del nemico".
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La Cnn continua a riferire che non si conoscono le sorti di un soldato Usa dopo quanto avvenuto ieri. Il New York Times scrive di una corsa contro il tempo dei militari Usa per rintracciarlo. Fonti parlano di operazioni delle forze Usa per localizzare e trarre in salvo il militare, mentre i media ufficiali iraniani hanno offerto una ricompensa a chi lo troverà. Sollecitano la popolazione, rilancia la Bbc, a "catturare vivo il pilota". I canali televisivi iraniani affiliati allo Stato hanno esortato i cittadini a "catturare il pilota vivo" e offerto ricompense. I media iraniani hanno riportato una ricompensa di circa 66 mila dollari, una cifra da capogiro considerata la media salariale mensile del Paese, che si aggira tra i 200 e i 300 dollari.
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Un valico di frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito in un raid attribuito a Israele e Usa, nel quale una persona è morta: lo riportano media iraniani e una fonte di sicurezza irachena. "Il terminal commerciale del valico di frontiera di Shalamcheh, nella città di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese, è stato preso di mira da un attacco aereo dei nemici americani e sionisti," ha riferito l'agenzia di stampa Mehr, citando il vice governatore della provincia del Khuzestan, Valiollah Hayati. "Un conducente iracheno è stato ucciso e due lavoratori iraniani sono rimasti feriti," ha precisato l'agenzia Isna, citando anch'essa Hayati.
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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata ad Al Ain, negli Emirati Arabi Uniti, terza tappa del suo viaggio nei Paesi del Golfo, dopo le precedenti soste in Arabia Saudita e in Qatar. Nel corso della visita è in programma un colloquio con il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan.
","postId":"4274792b-6e01-4eae-9e22-4231dd83fe4b","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T11:57:20.522Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T13:57:20+0200","altBackground":false,"title":"Iran: Foti, "missione Meloni nel Golfo strategica, da opposizioni polemiche irresponsabili"","content":"
“La missione di Giorgia Meloni, prima leader occidentale nei Paesi del Golfo, rappresenta una scelta strategica in un momento particolarmente delicato per gli equilibri internazionali e la sicurezza energetica. Un’azione concreta volta a rafforzare i rapporti con partner fondamentali come Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, tutelando gli interessi nazionali e garantendo approvvigionamenti stabili in un contesto segnato dalle tensioni con l’Iran e dai rischi legati allo Stretto di Hormuz.” Così in una nota il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti.
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“Questo impegno - prosegue il ministro - si inserisce in una strategia più ampia: dopo la visita in Algeria dello scorso marzo per incrementare e diversificare le forniture di gas, il governo Meloni prosegue il proprio lavoro nei Paesi del Golfo con l’obiettivo di consolidare la sicurezza energetica e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini. L’Italia torna così protagonista sulla scena internazionale, con credibilità e autorevolezza, in un’area cruciale per il futuro energetico ed economico globale, costruendo alleanze solide e contribuendo alla de-escalation delle crisi". "Di fronte a questo impegno, le polemiche dell’opposizione appaiono strumentali, irresponsabili e distanti dalla realtà. Solo una sinistra che gioca contro l’Italia può criticare un’azione così rilevante con l’unico obiettivo di anteporre il proprio tornaconto politico all’interesse nazionale. Nei momenti complessi, la scelta del Governo Meloni è chiara: stare dalla parte dell’Italia” conclude Foti.
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L'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno sottolineato la necessità di una de-escalation e del ricorso al dialogo per contenere la crisi nella regione. Lo riferisce l'ufficio dell'emiro del Qatar, precisando che durante l'incontro i due leader hanno esaminato gli sviluppi della situazione regionale e internazionale. Nel corso del loro incontro a Doha, l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani e la premier Giorgia Meloni "hanno discusso delle relazioni di cooperazione bilaterale ed esplorato le modalità per potenziarle e svilupparle in diversi settori, in particolare in quello economico ed energetico". Lo riferisce l'agenzia di stampa Qna.
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I Guardiani della Rivoluzione rivendicano un attacco con un drone contro una nave nello Stretto di Hormuz che definiscono "collegata a Israele che è ora è in fiamme", affermano in un messaggio diffuso su X, aggiungendo che è stata colpita la "Msc Ishyka". Secondo siti specializzati, l'imbarcazione è una portacontainer battente bandiera liberiana.
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Stop alle forniture di gas dall'Iran alla regione meridionale dell'Iraq. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, citando una notizia che arriva dal ministero iracheno per l'Elettricità.
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Un ospedale di Tiro, importante città costiera del sud del Libano, è stato danneggiato nel corso di raid aerei israeliani diretti contro edifici vicini, nei quali almeno 11 persone sono rimaste ferite: lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. L'episodio è avvenuto ad Al-Houch, località vicina a Tiro, dove i raid hanno distrutto due edifici situati vicino a un ospedale, secondo un corrispondente dell'Afp. Finestre della struttura sanitaria sono andata in frantumi e controsoffitti sono crollati, mentre i medici prestavano soccorso, ha riferito la direzione dell'ospedale. La direzione dell'ospedale ha fatto sapere che la struttura "rimarrà aperta per garantire le cure mediche necessarie", ha riferito l'agenzia ufficiale Ani. Anche il porto di Tiro è stato preso di mira: un raid ha colpito una barca turistica su cui dormiva una persona, secondo il corrispondente dell'Afp. Le sue condizioni non sono state specificate. Sono state inoltre danneggiate barche da pesca attraccate.
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Il ministro degli Esteri iraniani, Abbas Araghchi, ha ammonito che l'attaco al sito nucleare di Bushehr avrà conseguenze nel Golfo persico. "Ricordate l'indignazione occidentale per le ostilità nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina? Israele e Stati Uniti hanno bombardato la nostra centrale di Bushehr per ben quattro volte", ha scritto su X. "Le ricadute radioattive porranno fine alla vita nelle capitali del Consiglio di Cooperazione del Golfo, non a Teheran", ha ammonito. "Gli attacchi alle nostre industrie petrolchimiche perseguono obiettivi concreti", ha aggiunto.
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"La posizione dell'Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad. Ciò che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Ieri, il Wall Street Journal ha riferito che l'Iran aveva comunicato ufficialmente ai mediatori la propria indisponibilità a incontrare i funzionari statunitensi a Islamabad nei prossimi giorni.
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L'Iran non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva. A chiarirlo e' stato il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X. "La posizione dell'Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad", ha assicurato. "Cio' che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta", ha aggiunto.
","postId":"3922971f-9fd1-4f90-956b-aa3dca372627","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T10:47:00.130Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T12:47:00+0200","altBackground":false,"title":"Iran: "Niente fuoriuscite di sostanze tossiche nell'area industriale colpita"","content":"
Le autorità iraniane "negano con forza qualsiasi fuoriuscita di sostanze tossiche nella zona petrolchimica speciale di Mahshahr, dopo che oggi è stata colpita dagli Stati Uniti e da Israele": lo ha dichiarato il vicegovernatore generale della provincia di Khuzestan, Valiollah Hayati, citato dall'agenzia Irna. "Le attività della zona sono state interrotte, ma non ci sono preoccupazioni riguardo a problemi di salute pubblica", ha aggiunto. Stamattina Hayati aveva dichiarato stamattina che anche l'area commerciale di confine di Shalamcheh a Khorramshahr, nella provincia di Khuzestan, era stata colpita durante gli attacchi di questa mattina, insieme alla città di Ahvaz.
Nel corso del loro faccia a faccia a Doha, la premier Giorgia Meloni e l'Emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani "hanno approfondito le questioni energetiche, anche alla luce del rapporto consolidato tra Italia e Qatar in questo ambito, confrontandosi sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock subiti", fa sapere Palazzo Chigi. In questo quadro, Meloni "ha assicurato la disponibilità dell’Italia, attraverso le eccellenze del suo sistema produttivo, a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine, fondamentali per la sicurezza energetica su scala globale". È stato anche ribadito come sia "urgente e necessario assicurare la libertà di navigazione attraverso Hormuz".
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I due leader "hanno infine concordato di lavorare congiuntamente per sviluppare ulteriormente la cooperazione e gli investimenti congiunti, per rafforzare ogni dimensione della sicurezza, soprattutto negli ambiti strategici della difesa, delle infrastrutture critiche, della sicurezza alimentare e della cooperazione multilaterale per la gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee", conclude Palazzo Chigi.
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L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) è stata informata dall'Iran che questa mattina un proiettile ha colpito un'area vicina alla centrale nucleare di Bushehr, il quarto incidente di questo tipo nelle ultime settimane. E' quanto si legge in un post su X, nel quale si riferisce la "profonda preoccupazione" del direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, per l'incidente, che tuttavia non ha provocato "alcun aumento dei livelli di radiazione". "I siti delle centrali nucleari o le aree limitrofe non devono mai essere attaccati", ribadisce Grossi, ricordando che "gli edifici ausiliari possono contenere attrezzature di sicurezza vitali" e rinnovando l'appello "alla massima moderazione militare per evitare il rischio di un incidente nucleare".
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Le autorita' iraniane hanno autorizzato il transito da Hormuz di navi che trasportano beni di prima necessita' e umanitari. Lo riferisce l'agenzia Tasnim. "E' stato autorizzato il transito di navi che trasportano beni di prima necessita' e umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz verso i porti iraniani o quelli situati nel Mare di Oman", si legge.
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Un terminal alla frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito da bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Lo riferiscono i media iraniani.
","postId":"92fbd1ab-c1dd-47f8-9096-bf11dfc1e869","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T09:52:00.359Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T11:52:00+0200","altBackground":false,"title":"Teharan: "Le esportazioni da Kharg aumentate durante la guerra" ","content":"
Le esportazioni di petrolio dell'Iran dall'isola di Kharg sono aumentate da quando è iniziata la guerra con Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Isna. "Negli ultimi giorni non solo le esportazioni di petrolio non sono diminuite, ma sono aumentate", ha assicurato Moussa Ahmadi, capo della commissione Energia del parlamento iraniano, citato da Isna. Kharg, al largo della costa occidentale dell'Iran, è un terminal vitale per l'esportazione di greggio tanto che il presidente americano Donald Trump ha più volte minacciato di invaderla o distruggerla.
","postId":"9447503d-a12b-485c-9fc2-677fd3b8af10","postLink":{"title":"Non solo Kharg, quali sono le isole strategiche per l’Iran?","url":"https://tg24.sky.it/mondo/2026/03/15/iran-kharg-isole-stretto-hormuz","imageSrc":"https://tg24.sky.it/assets/images/77019353c6bebe4ae6604f0e9f690ee3e7a895f8/skytg24/it/mondo/2026/03/15/iran-kharg-isole-stretto-hormuz/golfo_persico_getty.jpg?im=Resize,width=1218"}},{"timestamp":"2026-04-04T09:45:08.732Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T11:45:08+0200","altBackground":false,"title":"Media Iran, attacchi di Hezbollah e Houthi verso Israele","content":"
La città israeliana di Kiryat Shmona è stata presa di mira da "missili di Hezbollah", mentre anche gli Houthi, ribelli yemeniti, hanno lanciato attacchi con droni su zone di Israele: lo riferisce l'agenzia iraniana Tasnim.
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E' stato rinviato alla prossima settimane il voto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su una bozza di risoluzione presentata dal Bahrein per il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la Cnn, che cita Reuters, ricordando che il voto, inizialmente previsto per ieri, era stato poi posticipato a oggi. Fonti diplomatiche hanno precisato che non c'è ancora una nuova data per il voto slittato alla prossima settimana.
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La bozza di risoluzione, se adottata, autorizzerebbe i paesi a utilizzare “tutti i mezzi difensivi necessari” per garantire il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, una formulazione che non piace alla Cina, alla Russia e anche alla Francia . Ciò equivarrebbe a “legittimare l'uso illegale e indiscriminato della forza, che porterebbe inevitabilmente a un'ulteriore escalation della situazione e a gravi conseguenze”, aveva dichiarato giovedì il rappresentante cinese all'Onu Fu Cong.
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Cinque persone sono rimaste ferite a causa delle esplosioni segnalate in un sito petrolchimico nel sudovest dell'Iran. Lo riferiscono i media iraniani, come riporta il Guardian. In precedenza l'agenzia Fars aveva parlato di un "attacco di Usa e Israele" nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan. Secondo l'agenzia Tasnim, sono state colpite diverse strutture. Danni sono stati segnalati nel Complesso petrolchimico Bandar Imam. Il vicegovernatore del Khuzestan, Valiollah Hayati, ha parlato di "probabilità molto alta di vittime, morti e feriti, a causa dell'attacco".
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Gli Stati Uniti hanno perso il controllo della guerra dalla seconda settimana di combattimenti. A sostenerlo è Nasr al-Din Amer, esponente di spicco degli Houthi yemeniti, intervistato dall'agenzia iraniana Irna. "La risposta rapida e potente delle prime ore ha dimostrato che i calcoli dei nemici erano sbagliati", ha detto. L'Iran "ha dimostrato di essere piu' forte del previsto e ben presto di sono visti segnali di confusione e perdita di controllo", ha proseguito. Stati Uniti e Israele contavano su una rivolta interna "che non c'è stata" e anzi il sostegno popolare "è stato un fattore chiave del fallimento del nemico", ha assicurato.
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Le forze iraniane e americane continuano a darsi battaglia per trovare il pilota ancora disperso dopo che ieri il primo caccia statunitense è stato abbattuto in territorio iraniano dall'inizio della guerra. Le autorità iraniane hanno esortato la popolazione del sud-ovest del Paese a cercare il pilota dell'F-15, offrendo ricompense di oltre 60 mila dollari ai cittadini che aiuteranno a catturarlo. Secondo Laurel Rapp, direttrice del programma Stati Uniti e Nord America presso Chatham House, il salvataggio del membro dell'equipaggio disperso dal jet abbattuto è "una missione cruciale", riferisce la Bbc, aggiungendo che la cattura del membro dell'equipaggio statunitense rappresenterebbe un "enorme bottino" per l'Iran, offrendogli una "potentissima carta da giocare nelle trattative". Nel frattempo, un alto comandante militare iraniano ha rivendicato che ora, le forze del Paese possono dare "la caccia" agli aerei americani grazie a nuove tattiche e attrezzature. Il generale di brigata Alireza Elhami, comandante della Base congiunta di difesa aerea iraniana, ha affermato infatti che la perdita degli aerei statunitensi è stata "il risultato di tattiche, dell'uso di attrezzature moderne e di innovazioni nei sistemi di difesa aerea (iraniani)", secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Irna e rilanciato da Cnn. Elhami non ha specificato quali fossero queste innovazioni che "hanno causato confusione e disorientamento nel nemico".
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Dopo una pausa di quasi 10 ore, le forze di difesa israeliane hanno rilevato un nuovo attacco balistico proveniente dall'Iran, diretto verso il centro di Israele. Lo riferisce Times of Israel. Intanto questa mattina un proiettile ha colpito la città settentrionale di Kiryat Shmona senza che suonassero le sirene. Secondo i soccorritori, l'impatto ha danneggiato una strada, con schegge che hanno colpito case e auto vicine, ma senza provocare feriti. L'Idf ha avviato un'indagine sull'accaduto.
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Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell'Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell'impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l'Agenzia iraniana per l'energia atomica Secondo l'agenzia "gli impianti principali non sono stati danneggiati".
","postId":"defc193a-4f18-4ebd-841f-2b1d29b74b9b","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T08:47:43.178Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T10:47:43+0200","altBackground":false,"title":"Ghalibaf lancia minacce velate sullo stretto di Bab el-Mandab sul Mar Rosso","content":"
Il leader del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha fatto riferimento, con minacce velate, allo stretto di Bab el-Mandab, importante punto logistico globale che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all'Oceano Indiano, e attraverso cui transita il 14% delle spedizioni commerciali mondiali. "Quale quota delle spedizioni globali di petrolio, Gnl, grano, riso e fertilizzanti attraversa lo stretto di Bab el-Mandeb? Quali Paesi e aziende fanno conto sui maggiori volumi di transito attraverso lo stretto?", ha affermato in un post su X. La milizia yemenita degli Houthi, sostenuta dall'Iran, ha più volte attaccato navi in transito nel Bab el-Mandab, in supporto alla causa palestinese e all'Iran. Lo stretto di Hormuz, nel sud dell'Iran, un punto attraverso cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, è stato di fatto bloccato dall'Iran durante la guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro il Paese.
"Lo Stretto di Hormuz è diventato un vantaggio strategico per l'Iran nelle nuove condizioni di sicurezza e non tornerà mai allo status che aveva prima" dell'avvio di operazioni militari di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Parola del portavoce della presidenza del Parlamento iraniano, Abbas Goudarzi, che nei giorni scorsi ha annunciato l'avvio di un iter per imporre il pagamento per il transito dallo Stretto di Hormuz. In dichiarazioni riportate dall'agenzia iraniana Tasnim, Goudarzi assicura che "la gestione di questa rotta importante è in mano alle forze armate della Repubblica islamica dell'Iran" e che "nessun Paese avrà il diritto di transitarvi senza il permesso dell'Iran", che "difenderà questa posizione strategica con tutto il suo potere militare".
","postId":"89a58e59-540e-4f7d-b370-88388a2f2099","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T08:25:28.853Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T10:25:28+0200","altBackground":false,"title":"Italia e altri 4 Paesi Ue chiedono tassa su extraprofitti delle società energetiche ","content":"
Cinque ministri dell'Economia Ue, tra cui Giancarlo Giorgetti, chiedono una misura per tassare gli extraprofitti delle società energetiche, in reazione all'aumento dei prezzi del carburante per la guerra in Medio Oriente. Oltre che dall'Italia, la richiesta è sottoscritta anche da Germania, Spagna, Portogallo e Austria. "Una soluzione europea", scrivono in una lettera al commissario Ue Wopke Hoekstra, "rappresenterebbe un segnale per i cittadini" e per l'economia dimostrando che "siamo uniti e in grado di agire" e invierebbe un "messaggio chiaro": coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte.
","postId":"1880c03a-bc62-48a7-94e7-cab33426aa10","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T08:14:00.256Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T10:14:00+0200","altBackground":false,"title":"Iran, media: "Esplosioni in sito petrolchimico a Mahshahr"","content":"
Esplosioni nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, in Iran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, che rilancia notizie dell'agenzia iraniana Fars, parlando di fumo che si leva dall'area.
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Nuove tattiche, nuovi equipaggiamenti. Così, dice un generale iraniano, l'Iran "dà la caccia" a velivoli americani. Parole, rilanciate dalla Cnn, dopo che ieri un F-15 americano è stato abbattuto in Iran e un membro dell'equipaggio è ancora disperso e dopo che un A-10 Thunderbolt II è stato colpito ed è precipitato fuori dal territorio iraniano. Secondo il generale di brigata Alireza Elhami, a capo del Comando congiunto della difesa aerea dell'Iran, quanto accaduto è il "risultato di tattiche, impiego di equipaggiamenti moderni e innovazioni nei sistemi di difesa aerea" della Repubblica Islamica.
n
Nessun dettaglio sulle "innovazioni" nelle dichiarazioni riportate dall'agenzia iraniana Irna e rilanciate dalla rete americana. Il generale parla di "confusione e disortientamento per il nemico". I militari iraniani, minaccia secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, sono pronti a tendere imboscate "a jet e droni del nemico". Il generale, rilancia ancora l'emittente, sostiene siano stati intercettati e abbattuti più di 160 droni e decine di missili da crociera mentre proseguono le operazioni militari che Usa e Israele hanno avviato lo scorso 28 febbraio contro l'Iran.
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L'Iran ha minacciato di reagire subito e con fermezza a eventuali attacchi a proprie sedi diplomatiche. "Qualsiasi aggressione contro le ambasciate o le sedi diplomatiche iraniane provocherà una rappresaglia immediata e decisa contro tutte le strutture del regime aggressore nella regione", ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya, a quanto riporta Press tv.
","postId":"2128a668-121c-48f9-9a04-e62f0dbf3da7","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T07:54:59.155Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T09:54:59+0200","altBackground":false,"title":"Ankara, seconda nave turca ha attraversato Hormuz ","content":"
Una seconda nave battente bandiera turca ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. Allo scoppio della guerra il 28 febbraio, c'erano 15 navi di armatori turchi in attesa di attraversare lo stretto strategico, ha ricordato in un'intervista alla Cnn, "due di queste 15 l'hanno passato".
","postId":"3ccb51e0-597e-4e5f-a928-373335618163","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T07:45:15.492Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T09:45:15+0200","altBackground":false,"title":"Meloni giunta in Qatar, vedrà Al Thani","content":"
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta a Doha, in Qatar, per la seconda tappa della sua missione nei Paesi del Golfo, dopo la visita in Arabia Saudita. Durante la permanenza è previsto un incontro con l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani.
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Un nuovo portavoce per i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. E' stato scelto Hossein Mohabi per l'incarico dopo l'uccisione del predecessore durante le operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran, avviate lo scorso 28 febbraio. Lo ha reso noto l'agenzia iraniana Fars, riferendo della nomina dopo il "martirio" di Ali Mohammad Naini, la cui "eliminazione" è stata confermata Israele il 20 marzo.
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Il corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha negato qualsiasi coinvolgimento nell'attacco all'ambasciata statunitense in Arabia saudita. Lo riferisce Press tv. I Pasdaran, si spiega, "hanno condannato l'incidente e attribuito la responsabilità della provocazione ad agenti sionisti". L'Irgc, aggiunge la nota, "ha esortato i paesi mediorientali a rimanere vigili nei confronti dei tentativi americano-sionisti di destabilizzare la regione".
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Gli uffici di Oracle nel polo economico degli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da un attacco iraniano. Lo hanno confermato fonti di Dubai assicurando che si è trattato di un "incidente di lieve entità" che ha danneggiato la facciata dell'edificio. Pochi giorni fa Teheran aveva minacciato di colpire le aziende tecnologiche statunitensi e oggi il distretto di Internet City a Dubai è stato preso di mira. Non sono stati segnalati feriti nè sono stati forniti ulteriori dettagli sui danni. La legge degli Emirati sui crimini informatici vieta di fotografare l'impatto di attacchi iraniani a meno che non vengano pubblicati attraverso canali ufficiali. Molte delle aziende che l'Iran ha minacciato di attaccare si trovano nel distretto di Internet City e nei giorni scorsi i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno inserito 18 aziende statunitensi, tra cui Oracle, nell'elenco degli obiettivi. Le autorità di Dubai hanno aggiunto di essere intervenute poche ore prima per "un incidente causato da detriti di un'intercettazione aerea caduti sulla facciata di un edificio nella zona di Dubai Marina", un'area di lusso nel centro della città.
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Dopo lo scoppio del conflitto in Iran, i costi al self service, sulla rete stradale, hanno registrato - come prevedibile - un importante aumento, parzialmente contenuto dal taglio delle accise deciso dal governo. Anche di questo si è parlato nella puntata del 3 aprile di "Numeri", l'approfondimento di Sky TG24.
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Danni ingenti, più gravi di quanto reso noto sinora. E' la rivelazione del Wall Street Journal dopo l'attacco del mese scorso di droni iraniani contro l'ambasciata Usa in Arabia Saudita. Su quanto avvenuto il 3 marzo il giornale ha sentito ex funzionari americani e altri in servizio. La ricostruzione parla di un drone iraniano finito sul compound Usa a Riad e dell'esplosione di un altro poco dopo. Attacchi, nella notte, che hanno raggiunto un'area dell'ambasciata dove di giorno lavorano centinaia di persone e che hanno provocato danni ingenti in tre piani, sostengono le fonti del giornale. Colpito anche l'ufficio della Cia, affermano. E parlano di un incendio andato avanti per mezza giornata. Una fonte sostiene zone della rappresentanza diplomatica siano danneggiate in modo irreparabile. Il ministero saudita della Difesa aveva invece parlato di un incendio circoscritto e danni di lieve entità.
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Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena ripartita da Gedda (prima tappa della visita nella regione del Golfo, durante la quale sono previsti incontri anche con i leader di Qatar ed Emirati Arabi Uniti) dove ieri sera è stata ricevuta dal Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. Il Presidente Meloni ha voluto esprimere, con la sua presenza, la vicinanza dell’Italia all’Arabia Saudita.
","postId":"871d921c-cd99-4ef1-857b-1a2164d75892","postLink":{"title":"Golfo, Giorgia Meloni lascia Gedda dopo l'incontro con Bin Salman","url":"https://tg24.sky.it/mondo/2026/04/04/giorgia-meloni-golfo-persico-incontri-oggi","imageSrc":"https://tg24.sky.it/assets/images/cb5d9ec875513f89721b737db707b0e701ac60df/skytg24/it/mondo/2026/04/04/giorgia-meloni-golfo-persico-incontri-oggi/meloni_ansa.jpg?im=Resize,width=1218"}},{"timestamp":"2026-04-04T06:03:00.022Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T08:03:00+0200","image":{"imgSrc":"https://tg24.sky.it/assets/images/67e935486ca1311a5a3fe7c3b2c7bc88f7a3f8fb/skytg24/it/mondo/2026/03/11/stretto-hormuz-iran-petrolio-navi-ferme/563_CARTINA_STRETTO_DI_HORMUZ_10_03_26.jpg","imgAlt":"Hormuz","imgCredits":null,"imgCaption":null},"altBackground":true,"title":"Iran, per l'intelligence "improbabile" che Teheran riapra Hormuz ","content":"
E' "improbabile" che l'Iran apra presto lo Stretto di Hormuz. E' il monito contenuto in recenti rapporti di intelligence Usa esaminati dall'agenzia Reuters. Per Teheran il controllo sulla più vitale arteria petrolifera del mondo rappresenta l'unica vera leva nei confronti degli Stati Uniti, hanno detto tre fonti secondo cui l'Iran continuerà a bloccare lo stretto per mantenere alti i prezzi dell'energia e fare pressione su Donald Trump affinchè trovi una rapida via d'uscita dalla guerra. Secondo i rapporti la guerra, concepita per annientare la forza militare dell'Iran, potrebbe in realtà accrescerne l'influenza regionale, dimostrando la capacità di Teheran di minacciare le vie di navigazione. Trump ha cercato di minimizzare la difficoltà di riaprire lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un quinto del commercio mondiale di petrolio e ieri ha lasciato intendere di poter ordinare alle forze statunitensi di riaprire il passaggio.
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Sono 365 i militari Usa feriti dall'avvio, il 28 febbraio scorso, dell'Operazione 'Epic Fury' contro l'Iran. Lo ha reso noto nelle ultime ore il Pentagono, con un nuovo aggiornamento, come riporta il Wall Street Journal. Fra i feriti, si contano 247 soldati dell'Esercito, 63 della Marina, 36 dell'Aeronautica e 19 Marines. Tredici, come già noto, i caduti.
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Sono indonesiani i tre caschi blu rimasti feriti ieri in un'esplosione nel sud del Libano. Lo hanno confermato dallo Un Information Centre (Unic) di Giacarta dopo che ieri Unifil aveva dato notizia del ferimento di tre peacekeeper, trasferiti in ospedale, a seguito di "un'esplosione all'interno di una postazione Onu nei pressi di El Adeisse". Non è chiara "l'origine dell'esplosione".
","postId":"ca4c529f-7933-4ca7-8075-75adf965c7fa","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T05:46:19.029Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T07:46:19+0200","altBackground":false,"title":"Iran, la repressione non si ferma: giustiziati due oppositori ","content":"
La guerra nel Golfo non ferma la macchina repressiva iraniana: due oppositori del regime sono stati giustiziati questa mattina perchè accusati di aver compiuto attacchi armati per conto dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano. Lo hanno reso noto i media locali.
","postId":"d95d8c95-6dd2-41e8-a9fa-4c41abc61fb4","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T05:21:52.197Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T07:21:52+0200","altBackground":false,"title":"Diverse esplosioni nelle zone a nord di Teheran","content":"
Diverse esplosioni sono state udite stamani in zone a nord della capitale iraniana Teheran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera a più di un mese dall'avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l'Iran a cui Teheran non manca di rispondere.
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I tre caschi blu feriti ieri in un'esplosione nel sud del Libano sono cittadini indonesiani. Lo hanno comunicato le Nazioni Unite, dopo che pochi giorni fa, sempre in Libano, altri tre caschi blu dello stesso Paese sono stati uccisi. La Forza Provvisoria delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha dichiarato che l'esplosione è avvenuta all'interno di una struttura ONU vicino a El Adeisse, ferendo tre peacekeeper che sono stati portati d'urgenza in ospedale. Due di loro sono rimasti gravemente feriti. Il Centro Informazioni delle Nazioni Unite (UNIC) a Jakarta ha confermato che erano tutti indonesiani.
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I sobborghi meridionali di Beirut sono stati bombardati almeno due volte all'alba di oggi, secondo quanto riferito da un giornalista dell'AFP che ha sentito potenti esplosioni e visto il fumo salire nel cielo. Contemporaneamente, l'esercito israeliano ha annunciato sui social network di aver "iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut".
","postId":"3e66353c-0d3c-43d9-b991-69c8724cef97","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T04:38:44.325Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T06:38:44+0200","altBackground":false,"title":"Hezbollah, attacco con droni a nord di Israele ","content":"
Hezbollah sostiene un attacco con droni al nord di Israele. Il gruppo armato libanese - fa sapere l'emittente Al Jazeera - afferma di aver attaccato le caserme militari israeliane di Liman, a nord della città di Nahariya, con uno "squadrone di droni d'attacco". L'attacco e' avvenuto alle 00:50 ora locale.
","postId":"d13c65fd-fda8-4921-843c-3def6a51abdf","postLink":{"title":"","url":"","imageSrc":""}},{"timestamp":"2026-04-04T04:38:03.976Z","timestampUtcIt":"2026-04-04T06:38:03+0200","altBackground":false,"title":"Iran abbatte 2 jet Usa, si cerca pilota disperso ","content":"
L'abbattimento di due aerei americani da parte delle forze di difesa aerea iraniana e soprattutto il destino incerto di uno dei piloti, per il quale e' stata avviata una delicata e complessa operazione di ricerca e recupero, rischia di segnare una svolta nel conflitto in Medio Oriente che oggi entra nel suo 36esimo giorno. Quella di ieri per Donald Trump e la sua amministrazione e' stata una giornata da dimenticare cominciata nella mattinata con la notizia dell'abbattimento a Kohgiluyeh, nella provincia di Boyer-Ahmad, di un caccia F-15E, con tanto di immagini trasmesse dalla tv di Stato iraniana, che ha promesso una ricompensa in caso di cattura dei piloti americani. Uno dei membri dell'equipaggio, in realta', sarebbe stato tratto in salvo mentre di un secondo pilota non si sa nulla. Due elicotteri UH-60 Black Hawk coinvolti nelle operazioni di ricerca sono stati colpiti dal fuoco. Diversi militari a bordo sono rimasti leggermente feriti, ma tutti sono sani e salvi. "Se catturate vivi il/i pilota nemico/i e li consegnate alla polizia e alle forze armate iraniane, riceverete una ricompensa generosa", è stato il messaggio letto in tv dalla polizia. Per Trump, il fatto che un caccia statunitense si sia schiantato in Iran (una novità dall'inizio della guerra), con un pilota dato per disperso, non comprometterebbe i possibili negoziati con Teheran: "E' la guerra. Siamo in guerra", ha dichiarato durante un'intervista telefonica con NBC News. Ma mentre il presidente americano tentava di sminuire gli attacchi in vista di eventuali colloqui con la controparte, i mediatori hanno spiegato al 'Wall Street Journal' che gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l'Iran, guidati dal Pakistan, sono "fermi". Secondo loro, l'Iran non e' disposto a incontrare i funzionari americani a Islamabad nei prossimi giorni e le richieste degli Stati Uniti "sono inaccettabili". La proposta di piano di pace inviata da Trump a Teheran pochi giorni fa è stata respinta proprio perché "eccessiva". Verso sera, poi, i media statali iraniani hanno reso noto che nel Golfo Persico si e' schiantato un secondo aereo americano da combattimento, un A-10 Warthog, probabilmente mobilitato per la ricerca del pilota dell'F-15E. Chi era alla guida dell'A-10 è riuscito a eiettarsi e a uscire fuori dal territorio iraniano. Ma la notizia del secondo abbattimento è bastata per far scattare festeggiamenti e celebrazioni per le strade di Teheran. Al Jazeera ha riferito di un intero Paese orgoglioso delle sue forze armate e del suo sistema di difesa militare, nonostante Trump avesse dichiarato in questi ultimi giorni, e ripetuto al mondo intero, che le capacità di difesa aerea del nemico erano state del tutto annientate.
"Ricordate quando ho dato all'Iran dieci giorni per fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere: 48 ore prima che si scateni l'inferno su di loro. Gloria a Dio!". Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump. “Con escalation l'intera regione del Golfo si trasformerà in un "inferno" per loro, ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavoce delle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa.
L'Iran "non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva", ha chiarito il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X.
Almeno cinque persone sono morte nell'attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica. Netanyahu, in un video, ha confermato gli attacchi agli impianti petrolchimici iraniani denunciati sabato da Teheran. "Continueremo a schiacciarli", ha promesso Netanyahu.
Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell'Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell'impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l'Agenzia iraniana per l'energia atomica Secondo l'agenzia "gli impianti principali non sono stati danneggiati". Una nave turca passa lo Stretto di Hormuz, ma Teheran minaccia il Mar Rosso. “Colpita nello Stretto una nave legata a Israele”.
Intanto, è corsa tra Usa e Iran a caccia del pilota disperso dopo che il suo caccia F-15 è stato abbattuto. Gli Usa hanno messo in campo i corpi speciali, mentre Teheran vuole un prigioniero da usare nei negoziati. In Epic Fury sono morti 13 soldati americani e 365 sono rimasti feriti.
Approfondimenti:
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Stretto Hormuz, quali Paesi lo usano di più per gas e petrolio?
Nonostante la maggiore autosufficienza energetica acquisita negli ultimi anni, gli Stati Uniti continuano a importare 23 miliardi di dollari in gas e petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz chiuso dall'Iran. A pagare il conto più salato è tuttavia l'Asia, a partire da Cina e India che "usano" il tratto di mare per quasi 200 miliardi. Di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24, nella puntata del 2 aprile 2026.
Stretto Hormuz, quali Paesi lo usano di più per gas e petrolio?
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Quante riserve di gas e petrolio ha ancora a disposizione l’Italia?
La situazione degli stoccaggi di petrolio e gas in Italia è complessivamente buona nonostante le turbolenze sui mercati energetici seguiti allo shock della guerra di Stati Uniti e Israele all'Iran. Ecco le cifre.
Quante riserve di gas e petrolio ha ancora a disposizione l’Italia?
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Donald Trump può davvero far uscire gli Stati Uniti dalla NATO?
La guerra in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e le difficoltà nel garantire il passaggio delle navi che trasportano gas e petrolio dal Golfo ai mercati globali hanno rialzato la tensione tra Donald Trump e la NATO: il presidente statunitense è tornato ad attaccare i partner europei chiedendo un maggiore coinvolgimento in questi sforzi, riaccendendo una crisi che sembrava essersi placata dopo il caso della Groenlandia.
Donald Trump può davvero far uscire gli Stati Uniti dalla NATO?
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Wsj: "Trump è l'unico presidente a colpire i piani nucleari iraniani"
Il presidente americano Donald Trump ha deciso di ricorrere alla forza militare per impedire all'Iran di acquisire l'arma nucleare, dopo il fallimento della soluzione diplomatica. Una scelta rischiosa: tuttavia, "l'esperienza stranamente dimenticata degli Usa con la Corea del Nord suggerisce che le alternative fossero persino più rischiose", ha sottolineato l'Editorial Board del Wall Street Journal, in un articolo che spezza una lancia a favore del tycoon verso cui è spesso critico, ad esempio sui dazi. Nella sostanza, ci sono limiti "con un avversario" che è determinato, "nonché quello che accade quando gli Usa antepongono l'evitare il conflitto a ogni altra cosa". L'articolo ripercorre i propositi atomici di Pyongyang, la lunga fase di trattative con l'amministrazione di Bill Clinton, fino all'accordo del 1994 negoziato dall'ex presidente Jimmy Carter. Le speranze di aver messo la situazione sotto controllo sono naufragate quando Pyongyang quadruplicò le scorte di plutonio e, nel 2006, condusse il primo test nucleare con il 'caro leader, Kim Jong-il. Da quel momento in poi, le opzioni militari americane sono diventate sempre più rischiose. La Corea del Nord ha tirato dritto per la sua strada: si ritiene ora possieda circa 50 testate atomiche e che stia testando missili balistici intercontinentali che potrebbero, un giorno, raggiungere il territorio continentale degli Usa. L'ultimo test missilistico è di domenica scorsa. La lezione da trarre è che i presidenti degli Stati Uniti hanno atteso troppo a lungo prima di fermare la Corea del Nord, una potenza nucleare. Donald Trump è l'unico presidente "ad aver avuto il coraggio di colpire i piani nucleari iraniani e di consentire a Israele di fare altrettanto, nel corso della guerra di dodici giorni" del 2025. "Non sappiamo come si concluderà l'attuale conflitto con l'Iran, ma sappiamo per certo che, una volta terminato, il regime radicale iraniano non disporrà più di un programma nucleare. Ciò ha reso il mondo un luogo più sicuro", ha concluso l'articolo.
Guerra Iran, colpita a Hormuz nave legata a Israele. VIDEO
Guerra Iran, colpita a Hormuz nave legata a Israele | Video Sky - Sky TG24
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Meloni: quando nel golfo cresce l'instabilità, ne risente potere acquisto famiglie. VIDEO
Meloni: quando nel golfo cresce l'instabilità, ne risente potere acquisto famiglie | Video Sky - Sky TG24
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Trump: "Se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo. Lo impedirò"
"Se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo!". È quanto scrive il presidente americano Donald Trump in un post sul suo social Truth, assicurando che "questo non accadrà agli Stati Uniti d'America finché sarò presidente".
Houthi: "Attaccato l'aeroporto Ben Gurion e siti militari israeliani"
Gli Houthi hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele, affermando di aver preso di mira l'aeroporto internazionale Ben Gurion e siti militari "vitali" nel sud del Paese. Lo scrive al Jazeera.
In una dichiarazione diffusa tramite il media Al-Masirah, affiliato agli Houthi, il gruppo yemenita ha affermato che l'attacco è stato condotto utilizzando un missile a grappolo e numerosi droni.
In precedenza l'esercito israeliano aveva affermato di aver rilevato un missile lanciato dallo Yemen verso il proprio territorio e di aver attivato i propri sistemi di difesa. I media israeliani hanno poi riferito che il missile è caduto in un'area aperta, senza causare vittime né danni.
Iran, 17 arresti a Tel Aviv: manifestante ricoverato, è grave
Sono 17 i dimostranti arrestati dalle forze
dell'ordine a Tel Aviv durante la protesta contro la guerra svoltasi nella
centrale piazza Habima. Lo riferisce la polizia israeliana. Secondo i
soccorritori, un manifestante avrebbe subito un arresto cardiaco e sarebbe
ricoverato in gravi condizioni. Gli attivisti sostengono che l'uomo, un
cinquantenne, sarebbe stato spinto con la forza in un rifugio insieme ad
altre persone che erano scese in piazza, sfidando il divieto di
assembramenti superiori alle 150 persone.
Iran, Teheran: "Con escalation sarà inferno per Usa e Israele"
Se gli Usa e Israele aumenteranno ancora la portata
degli attacchi all'Iran, l'intera regione del Golfo si trasformera' in un
"inferno" per loro. Lo ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavoce
delle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa,
Donald Trump, di scatenare "l'inferno" sulla Repubblica Islamica se non
riaprira' lo Stretto di Hormuz entro lunedi'. "Non dimenticate che se
l'aggressione si estendera', l'intera regione si trasformera' in un
inferno per voi", ha detto il portavoce, "l'illusione di sconfiggere la
Repubblica Islamica dell'Iran si e' trasformata in una palude nella quale
annegherete".
Israele, Herzog al telefono con Papa Leone XIV: 'Iran è una minaccia'
"Ho ricordato i recenti attacchi missilistici su Gerusalemme che sono caduti nell'area di siti sacri per cristiani, musulmani ed ebrei", ha ffatto sapere il presidente israeliano su X. "Anche il popolo iraniano merita un futuro migliore, libero da questo pericoloso e violento regime del terrore".
Israele, Herzog al telefono con Papa Leone XIV: 'Iran è una minaccia'
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Netanyahu: "Come avevo promesso continuiamo a colpire l'Iran"
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha confermato che Israele ha attaccato gli impianti petrolchimici iraniani, dopo che i media iraniani avevano riportato la notizia della morte di almeno cinque persone in un attacco alla zona petrolchimica di Mahshahr. "Dopo aver distrutto il 70% della loro capacità di produrre acciaio, che viene utilizzato come materia prima per le armi usate contro di noi e oggi abbiamo attaccato i loro impianti petrolchimici", ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio pubblicato sul suo account X. "Vi avevo promesso che avremmo continuato a colpire il regime terroristico di Teheran, ed è esattamente quello che stiamo facendo", ha affermato.
Iran, media: "Israele aspetta ok Usa per raid a siti energia Teheran"
Israele si sta preparando ad attaccare le
infrastrutture energetiche iraniane, ma e' in attesa del via libera dagli
Stati Uniti. Lo dice un alto funzionario della difesa israeliana secondo
Sky News. Gli attacchi potrebbero avvenire entro la prossima settimana. Le
dichiarazioni giungono dopo che Donald Trump ha lanciato un ultimatum di
48 ore all'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz.
Iran, media: almeno 5 morti in attacco a sito petrolchimico
Almeno cinque persone sono morte nell'attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica.
Israele chiede evacuazione di area presso la frontiera siro-libanese
Israele chiede l'evacuazione di un'area vicino al valico di frontiera siro-libanese in vista di attacchi aerei.
Ong: "Morte sospetta di 28enne iraniano in centro di detenzione dei Pasdaran"
Hossein Ghavi, un cittadino disabile residente ad Ahvaz, nel sud-ovest dell'Iran arrestato di recente in relazione al conflitto in corso, è morto in circostanze poco chiare in un centro di detenzione dell'intelligence delle Guardie Rivoluzionarie. Fonti locali hanno riferito all'Agenzia di stampa per i diritti umani Hrana (Human rights), organizzazione non governativa dedicata alla difesa dei diritti umani nel Paese, che Hossein Ghavi, 28 anni, era stato arrestato a marzo dalle forze di sicurezza presso una bancarella del tè dove lavorava, presumibilmente per aver filmato le zone bombardate e aver inviato i filmati ai media stranieri.
Secondo le stesse fonti, giovedì 2 aprile, le forze affiliate all'organizzazione di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie hanno informato telefonicamente la famiglia della morte del figlio. Le forze di sicurezza che hanno effettuato la chiamata non hanno fornito alcuna spiegazione in merito alle condizioni della sua detenzione né alle cause del decesso e la salma non è stata ancora restituita alla famiglia. Hossein Ghavi, soffriva di una disabilità alla gamba sinistra ed era l'unico sostentamento della sua famiglia.
Secondo Iran International Ghavi è stato torturato durante la detenzione ed è poi morto in custodia.
Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota"
È in corso una ricerca serrata per trovare il pilota disperso dell’F-15 americano abbattuto venerdì dalla contraerea iraniana. L’altro membro dell’equipaggio è stato tratto in salvo. Teheran ha smentito la cattura del pilota, mentre gli Stati Uniti hanno avviato una vasta operazione di ricerca.
Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota'
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Carburante a rischio, scattano restrizioni in 4 aeroporti italiani
Negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia sono scattate le prime limitazioni di carburante per i voli, dopo che la crisi in Medio Oriente ha messo a rischio le forniture. Air Bp Italia, uno dei principali operatori, ha emesso un Notam, cioè un bollettino rivolto alle compagnie aeree, per informarle che per i prossimi giorni, fino al 9 aprile, nei 4 scali ci saranno delle restrizioni. Nota del Gruppo Save, che gestisce 3 aeroporti veneti: limitazioni "non sono significative. Niente allarmismi".
Carburante a rischio, scattano restrizioni in 4 aeroporti italiani
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Guerra Iran, Meloni: in Golfo per difendere interessi Italia. VIDEO
Guerra Iran, Meloni: in Golfo per difendere interessi Italia | Video Sky - Sky TG24
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Meloni: "Con instabilità in Golfo ne risente potere acquisto"
Quando nel Golfo cresce l'instabilita', non ne
risentono solo gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzi
dell'energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza il
potere d'acquisto delle famiglie". Cosi' la premier Giorgia Meloni, in un
video sui social.
Iran, manifestazione contro guerra: almeno 10 arresti a Tel Aviv
La polizia israeliana ha riferito di aver
arrestato, con l'accusa di disturbo dell'ordine pubblico, dieci persone
tra le oltre mille che oggi hanno manifestato in piazza a Tel Aviv contro
la guerra a Iran e Hezbollah. Lo riferisce Ynet. Secondo gli organizzatori
della protesta, gli arresti sono sedici. Al momento Israele non consente
assembramenti superiori alle 150 persone e la polizia e' intervenuta per
disperdere i dimostranti, in numero molto superiore, riuniti nella
centrale piazza Habima.
Schlein: "Subalternità a Trump sta facendo solo danni"
"'Non possiamo farci carico di asili nido e
assistenza sanitaria, la gente deve capirlo. Siamo una grande potenza,
facciamo le guerre'". Le parole di Trump sono distanti anni luce dai
nostri valori costituzionali, parole deliranti dalle quali l'Italia
migliore si dissocia nella maniera piu' netta. Ma perche' Giorgia Meloni
non riesce a chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi? Perche' non riesce
a dire una parola chiara nonostante famiglie e imprese stiano sopportando
i continui aumenti del carburante e dell'energia? Oggi Meloni chiede
all'Europa cio' che non ha avuto il coraggio di fare fin qui in Italia,
tassare gli extraprofitti delle societa' energetiche. Ma serve una
risposta strutturale: introdurre subito un tetto europeo al prezzo del gas
come si fece nel 2022, e in Italia bisogna aumentare la quota di
rinnovabili per poter scollegare il prezzo dell'energia elettrica da
quello del gas. Per questo occorre semplificare gli iter autorizzativi e
moltiplicare le commissioni che se ne occupano, per accelerare. In Spagna
queste strategie hanno consentito di arrivare a pagare l'energia 18 euro a
megawattora mentre in Italia negli ultimi giorni ha sfiorato i 160 euro a
megawattora. Li' il gas fa il prezzo dell'energia solo per il 15% del
tempo mentre da noi quasi per l'80%". Cosi' la segretaria del Pd Elly
Schlein. "Cosi' non si puo' andare avanti, le famiglie sono in bolletta e
le imprese perdono competitivita'. Inoltre e' notizia di oggi che comincia
a mancare il carburante per i voli aerei che vengono razionati. Intanto la
guerra prosegue e i prezzi rischiano di salire ancora, mangiandosi pure
gli effetti dei decreti del governo, le cui risposte saranno solo un
pannicello caldo se non si pone fine al conflitto - prosegue Schlein -
Essere acriticamente subalterni a Trump ci sta causando solo danni: lui si
deve fermare e questa guerra illegale deve finire, il governo lo deve dire
con chiarezza".
Iran, Idf: "Raid siti petrolchimici, producono materiali per armi"
Gli impianti petrolchimici attaccati da
Israele in Iran "producono materiali per armi". Lo dice il portavoce delle
IDF commentando l'attacco agli impianti petrolchimici in Iran. Nel sito
colpito, afferma il portavoce dell'esercito israeliano, venivano prodotti
materiali chimici per la fabbricazione di armi. L'infrastruttura colpita
si trova a Mahshahr, nel sud-ovest dell'Iran. Le IDF hanno dichiarato che
"e' stato colpito un sito in cui si trovava una delle due infrastrutture
centrali utilizzate per produrre materiali per esplosivi, missili
balistici e altre armi. Il sito e' uno dei principali in cui viene
prodotto il materiale essenziale per i missili balistici".
Decine di migliaia di persone manifestano contro la guerra a Baghdad
Decine di migliaia di sostenitori dell'influente religioso sciita Moqtada al-Sadr si sono riuniti oggi a Baghdad e in tutto l'Iraq per condannare Israele e gli Stati Uniti e chiedere la fine del conflitto in Medio Oriente.
L'Iraq è stato trascinato nella guerra contro la sua volontà, scatenata il 28 febbraio dai raid aerei congiunti statunitensi e israeliani contro l'Iran. I gruppi filo-iraniani attaccano gli interessi americani in Iraq e sono a loro volta soggetti ad attacchi di rappresaglia attribuiti agli Stati Uniti e a Israele.
Decine di migliaia di uomini e alcune donne hanno invaso le strade intorno a Piazza Tahrir, nel centro di Baghdad, oggi pomeriggio, sventolando bandiere irachene e scandendo slogan come: "No a Israele" e "No all'America".
Iran, Meloni: “nel Golfo no visita simbolica ma difesa interessi italiani”
Iran, Meloni: “No visita simbolica ma difesa interessi italiani”
Quella nel Golfo "non è una visita semplicemente simbolica", quello "che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell'Iran. Ma il nostro obiettivo non è semplicemente fare testimonianza, era e deve dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani". Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
Iran, Meloni: “Nel Golfo si decide sicurezza. Importante esserci”
"In questi giorni ho voluto essere in Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti. Credo che per l'Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico. Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall'inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica". Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.
A Bari maratona di musica e parole per la nuova missione Flottilla verso Gaza
"L'appuntamento di oggi è stato pensato per tornare a puntare l'attenzione su Gaza e sul genocidio" contro il popolo palestinese e "per lanciare la prossima missione" della Global Sumud Flotilla "che parte a fine aprile per dirigersi verso Gaza". Lo ha dichiarato Tony La Piccirella, del coordinamento Global Sumud Flotilla, durante la 'maratona' in corso a Bari da stamattina in vista della nuova missione verso Gaza. Sulla spiaggia barese di Pane e Pomodoro, infatti, dalle 11 di questa mattina e fino a sera, si stanno alternando artisti, musicisti, presentatori e pensatori che gratuitamente stanno animando la maratona di musica e parole sostenuta anche dal Comune di Bari. La Piccirella aveva partecipato anche alla prima missione di Flottilla. Mentre l'attivista parla, nelle acque baresi passa l'imbarcazione Zeineddin che fa parte della Global Sumud Flotilla che il 7 aprile salperà per la Sicilia dove si unirà alle altre imbarcazioni provenienti da Spagna e Francia per poi navigare verso Turchia, Grecia, fino a Gaza. "Quello di oggi - ha aggiunto La Piccirella - è soprattutto un momento di solidarietà, perché vogliamo sentirci vicini al popolo palestinese ma anche a tutti i popoli oppressi, oppressi da tutto quello che è accaduto questo inverno, da tutte le operazioni militari promosse da Stati Uniti e da Israele al solo scopo di rubare terra, risorse e vita, di normalizzare la legge del più forte scavalcando ogni principio di diritto e di dignità umana".
Iran, Idf: "Identificato missile lanciato da Yemen"
L'esercito israeliano ha rilevato un missile lanciato
dallo Yemen verso il territorio israeliano, il quinto attacco di questo
tipo dall'inizio della guerra in Medio Oriente. "Le Forze di Difesa
Israeliane (IDF) hanno identificato il lancio di un missile dallo Yemen
verso il territorio israeliano; i sistemi di difesa aerea sono in funzione
per intercettare la minaccia", ha affermato l'esercito.
Più di mille in piazza a Tel Aviv contro la guerra con l'Iran e Hezbollah
"Basta con la guerra infinita": più di mille persone hanno manifestato in serata a Tel Aviv contro la guerra condotta da Israele contro l'Iran e Hezbollah in Libano, chiedendo alle autorità di porvi fine, prima di essere disperse dalla polizia. "Non bombardate! Parlate!", "Basta con le sciocchezze di Bibi", hanno scandito i manifestanti riuniti in piazza Habima, nel cuore della metropoli, come ha osservato un giornalista dell'Afp. Una donna teneva un cartello con la scritta: "Netanyahu è la più grande minaccia all'esistenza di Israele", riferendosi al primo ministro Benyamin Netanyahu, soprannominato "Bibi". Il Medio Oriente è precipitato in una guerra dal 28 febbraio, scatenata dall'attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, a cui Teheran sta rispondendo con attacchi missilistici e con droni contro Israele e diversi paesi della regione.
Iran: Netanyahu conferma attacchi a siti petrolchimici
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu,
in un video pubblicato sulle reti sociali ha confermato gli attacchi agli
impianti petrolchimici iraniani denunciati oggi da Teheran. "Dopo aver
distrutto il 70% della loro capacita' produttiva di acciaio, materia prima
per le armi che usano contro di noi, oggi abbiamo colpito i loro impianti
petrolchimici", ha dichiarato Netanyahu nel filmato, "entrambi
rappresentano la loro fonte di finanziamento per la guerra del terrore
contro di noi e contro il mondo intero". "Continueremo a schiacciarli", ha
promesso Netanyahu.
Onu: "L'Idf distrugge 17 telecamere di sorveglianza dell'Unifil in Libano"
Le truppe israeliane hanno distrutto 17 telecamere di sorveglianza presso il quartier generale delle forze di pace Onu nel Libano meridionale in 24 ore. Lo ha riferito oggi all'Afp una fonte della sicurezza Onu. Dall'inizio della guerra, il 2 marzo, tra Israele e Hezbollah, la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) si trova nel fuoco incrociato tra gli attacchi del movimento filo-iraniano contro le posizioni israeliane e l'invasione di terra israeliana del Libano meridionale, che sta conducendo attacchi anche nel Paese vicino. "Diciassette telecamere presso il nostro quartier generale sono state distrutte dall'esercito israeliano", a Naqoura, città costiera nel Libano meridionale, ha affermato la fonte della sicurezza, parlando in condizione di anonimato. "Le telecamere sono state distrutte con quello che sembra essere una sorta di laser", ha precisato la portavoce dell'Unifil, Kandice Ardiel. "I soldati israeliani sono presenti a Naqoura e questa settimana hanno effettuato massicce demolizioni di edifici nel villaggio", ha aggiunto. Già da giovedì, i caschi blu avevano assistito alla distruzione di ampie zone di Naqoura da parte dei soldati israeliani, avvenuta dall'inizio della settimana, ha affermato. "Non solo case e attività commerciali sono state rase al suolo, ma la forza delle esplosioni ha danneggiato anche il quartier generale dell'Unifil", ha specificato. La stessa forza Onu ha riferito che tre caschi blu indonesiani sono stati uccisi in due incidenti separati domenica e lunedì, prima che ieri sie verificasse un'esplosione in una delle sue basi - la cui origine non è stata ancora determinata - che ha ferito altri tre caschi blu indonesiani. L'esercito israeliano ha attribuito l'esplosione di venerdì a un razzo di Hezbollah "che è atterrato su una postazione Unifil".
Iran, media: "Scorte Usa missili Jassm-Er già scese a un quarto"
Dall'inizio della guerra all'Iran, le scorte
statunitensi di missili stealth a lunga gittata Jassm-Er sono gia' scese a
meno di un quarto della disponibilita' precedente al conflitto. Lo
riferisce Bloomberg. Nel dettaglio, prima dell'aggressione alla Repubblica
Islamica gli Stati Uniti avevano 2.300 missili Jassm-Er e ora negli
arsenali ne sarebbero rimasti appena 425 disponibili. Inoltre, dei quasi
1.900 missili destinati all'attacco all'Iran piu' di mille sarebbero gia'
stati impiegati, avverte Bloomberg, secondo la quale ripristinare le
scorte potrebbe richiedere anni.
MO, Pizzaballa: "Terra lacerata ma nessuna ferita è insanabile"
"Le porte sono ancora chiuse. Il
silenzio e' quasi assoluto, rotto forse dal rumore lontano di cio' che la
guerra continua a seminare in questa terra santa e lacerata. Tuttavia,
proprio qui, in questo luogo dove la morte e' stata abitata da Dio, la
Parola di Dio risuona piu' forte di ogni silenzio". Cosi' il Patriarca di
Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, presiedendo, nelle
prime ore dell'alba la vigilia pasquale al Santo Sepolcro. "E lo dico con
semplicita': anche noi, oggi, celebriamo con una fede provata, fragile,
forse stanca... eppure ancora in piedi. Non perche' siamo forti, ma
perche' qui ci sostiene Qualcuno", ha sottolineato il porporato rimarcando
che "nessuna terra e' per sempre contesa, nessuna ferita e' per sempre
insanabile" ed esortando a essere "artigiani di speranza" e di
riconciliazione. "Qui la morte non e' stata evitata, ne' attenuata, ma e'
stata affrontata fino in fondo. Dio non ha scelto una via di fuga, ma ha
deciso di entrare nella condizione umana nella sua realta' piu' profonda,
assumendo su di se' tutte le dimensioni dell'esistenza, compresa quella
che oggi, purtroppo, sperimentiamo in maniera spesso violenta: il dolore e
la morte. Non per 'spiegarli' da lontano, ma per abitarli da vicino". "In
questo momento sembra non ci sia nessuno che possa rotolare via le pietre
delle tombe che la sofferenza per questa situazione di guerra continua a
scavare", ha aggiunto Pizzaballa commentando il brano evangelico sulla
Resurrezione. "Ma proprio per questo ascoltiamo con piu' urgenza la
domanda che le donne portavano nel cuore: 'Chi ci rotolera' via la
pietra'. Non e' solo una domanda pratica. E' la domanda di ogni ricerca di
speranza quando sembra che non ci sia piu' nulla da fare. E' la domanda di
chi ama senza cercare risposte immediate, di chi si avvicina al mistero
con fiducia, anche quando il cammino appare oscurato". "Oggi - ha proseguito - quella
domanda sale da tutta la Terra Santa, e da ogni luogo del mondo segnato
dalla violenza. E la risposta non e' un annuncio a vuoto, ma un evento: la
pietra e' stata rotolata via. Non dalla nostra forza, ma dalla potenza
dell'amore di Dio che e' piu' forte della morte". Allora, "questa Veglia
ci interroga: stiamo ancora cercando di rotolare da soli le pietre che ci
opprimono? O lasciamo che sia Lui, il Vivente, a precederci? Perche' la
Pasqua non e' il risultato dei nostri sforzi di pace, per quanto
necessari. E' il fondamento che rende possibile ogni sforzo. Se il
sepolcro e' vuoto, allora nulla e' veramente chiuso. Nessuna terra e' per
sempre contesa, nessuna ferita e' per sempre insanabile, nessuna memoria
e' per sempre prigioniera dell'odio", ha rimarcato Pizzaballa che ha
aggiunto: "Anche quando la guerra sembra dirci il contrario, noi siamo
quelli che hanno visto la pietra rimossa", "Gerusalemme, citta' segnata
dalla memoria della morte e oggi da tante divisioni, diventa il luogo in
cui si annuncia la vita. Non una vita ideale, lontana, spiritualista. La
vita concreta, quella delle persone, delle case, delle relazioni, delle
comunita'". "E permettetemi di dirlo cosi': se qui, oggi, c'e' una
'pietra' che davvero possiamo portare via, e' quella che ci pesa dentro -
la pietra della rassegnazione, del rancore, della sfiducia. Il Vangelo non
ci chiede di compiere imprese straordinarie, ma di custodire la vita,
anche nelle piccole cose", ha concluso esortando a diventare "per quanto
possiamo, 'pietre vive', segni di riconciliazione, artigiani di speranza,
testimoni di una vita che la morte non riesce piu' a chiudere".
Iran, Idf: "In corso nuovo attacco missilistico contro Israele"
E' in corso un nuovo attacco missilistico contro
Israele, la quarta ondata in tre ore. Lo riferiscono le Idf. Secondo il
Times of Israel, l'obiettivo e' il nord dello Stato ebraico.
Idf: "Morto un soldato israeliano in Libano"
L'esercito israeliano ha annunciato la
morte di un soldato negli scontri nel sud del Libano. "Il sergente di
prima classe Guy Ludar, di 21 anni e' caduto durante un combattimento nel
sud del Libano", ha dichiarato l'esercito israeliano. Il numero di soldati
israeliani uccisi nel sud del Libano sale a 11 dall'inizio delle
operazioni di terra contro Hezbollah, il mese scorso.
Iran: "L'Iraq sarà esentato dalle restrizione al transito di Hormuz"
Il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato che l'Iraq sarà esentato da qualsiasi restrizione al transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riportano oggi i media iraniani, segnalando un trattamento preferenziale per Baghdad mentre Teheran rafforza il controllo su questa strategica via d'acqua. Lo scrive The Guardian.
Iran: "Il 60% del ponte B1 a Karaj danneggiato nell'attacco"
Il 60% del ponte dell'autostrada B1 a Karaj è stato danneggiato, con sei dei suoi sette piloni di sostegno gravemente colpiti, dopo essere stato preso di mira da un attacco "nemico" giovedì scorso, secondo quanto riportato dai media iraniani che citano il direttore esecutivo del progetto della tangenziale nord di Karaj. Lo riporta Iran International.
Libano: dal 2 marzo oltre 1.400 morti tra cui 126 bambini
E' di oltre 1.400 morti, tra cui 126 bambini, il
bilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano a partire dal
2 marzo, quando sono riprese le ostilita' tra Tel Aviv e Hezbollah. Lo
riferisce il ministero della Salute di Beirut. Almeno 54 operatori
sanitari e 93 donne figurano tra le vittime.
Iran, media: un missile ha colpito Gerusalemme
Un missile iraniano ha colpito Gerusalemme senza
che le sirene antiaeree riuscissero a dare l'allerta. E' quanto sostiene
l'agenzia Fars, che cita fonti israeliane.
Unem: "Sorpresa e sconcerto per ipotesi tassa extraprofitti energia"
Unem "apprende dell'iniziativa italiana di tassare eventuali extra-profitti delle società energetica avanzata al Commissario Ue per il Clima, Wopke Hoekstra, insieme a Spagna, Portogallo, Austria e Germania e non può evitare di esprimere sorpresa e sconcerto". In una nota l'associazione che riunisce le aziende che operano della lavorazione, della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi, sottolinea come "sarebbe necessario evitare ulteriori elementi di instabilità" mettendo "in crisi un settore che si sta impegnando per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti".
Iran: Teheran, Iraq esente da qualsiasi restrizione a Hormuz
L'Iran sostiene che l'Iraq sia esente da qualsiasi
restrizione nello stretto di Hormuz.
Iran, Kuwait intercetta 8 missili e 19 droni in 24 ore
Le autorita' del Kuwait hanno riferito di aver
intercettato nelle scorse 24 ore 8 missili balistici e 19 droni nel
proprio spazio aereo. Non ci sono ne' feriti ne' danni materiali, aggiunge
il ministero della Difesa del Kuwait, secondo Al Jazeera.
Iran: uova contro ambasciata, denunciate due attiviste a Roma
Avevano lanciato uova contro il muro perimetrale
dell'ambasciata dell'Iran le due giovane iraniane bloccate nella tarda
mattinata di oggi da personale della Polizia di Stato mentre, all'esterno
dell'edificio, partecipavano ad un raduno di protesta organizzato senza
formale preavviso. Gli agenti del commissariato Vescovio avevano raggiunto
la sede diplomatica dopo la segnalazione dell'arrivo dei primi
manifestanti: le due ragazze, rispettivamente di 19 e 21 anni, dopo essere
state identificate, sono state accompagnate negli uffici del commissariato
e denunciate per imbrattamento. Gli altri attivisti, una decina, sono
stati allontanati nel giro di pochi minuti.
Iran: media, F-15 abbattuto probabilmente partito da base Gb
Il caccia americano abbattuto in Iran venerdi'
potrebbe essere partito da una delle principali basi Usa nel Regno Unito,
secondo analisti militari, riaccendendo il dibattito sul coinvolgimento
britannico nel conflitto. Lo riporta il New York Times. Secondo l'Us Air
Force, il 48th Fighter Wing schiera velivoli F-15E Strike Eagle e F-35A
nelle basi di RAF Lakenheath e RAF Feltwell, mentre bombardieri strategici
come B-52 e B-1 sono stati dispiegati presso RAF Fairford. Secondo Justin
Bronk del Royal United Services Institute, le immagini diffuse dai media
iraniani dei rottami indicherebbero un F-15E appartenente al 494th Fighter
Squadron di Lakenheath, sulla base delle marcature visibili sullo
stabilizzatore verticale. Tuttavia, ne' il Comando centrale degli Stati
Uniti ne' il ministero della Difesa britannico hanno confermato l'origine
del velivolo. L'eventuale utilizzo di basi britanniche per operazioni
contro l'Iran resta un tema sensibile a Londra. Il primo ministro Keir
Starmer, inizialmente contrario a un coinvolgimento diretto, aveva
rifiutato di autorizzare l'uso delle basi per i primi attacchi
statunitensi. La posizione e' stata poi progressivamente rivista dopo le
ritorsioni iraniane, tra cui un attacco con drone - attribuito a Hezbollah
- contro una base britannica a Cipro. Londra ha quindi autorizzato l'uso
delle installazioni per scopi "difensivi e limitati", prima di aprire
anche a operazioni mirate a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, in
risposta all'impennata dei prezzi energetici causata dalle interruzioni
dei traffici marittimi. Resta tuttavia alta la cautela politica, con
un'opinione pubblica britannica largamente scettica rispetto alla campagna
militare americana contro l'Iran.
Iran: premier slovacco all'Ue, rimuovere sanzioni energia russa
Il primo ministro slovacco, Robert Fico, ha affermato che l'Unione europea dovrebbe porre fine alle sanzioni su petrolio e gas russi, ripristinare i flussi dell'oleodotto Druzhba e rilanciare il dialogo con Mosca per affrontare la crisi energetica aggravata dalla guerra in Iran. In una dichiarazione diffusa dopo un colloquio con il premier ungherese Viktor Orban, Fico ha sostenuto la necessita' di garantire agli Stati membri l'accesso a tutte le fonti energetiche disponibili, inclusa la Russia, per compensare le carenze di approvvigionamento. Le posizioni di Bratislava e Budapest restano isolate all'interno dell'Ue, dove la maggioranza dei Paesi ha ridotto o interrotto i rapporti energetici con Mosca dopo l'invasione dell'Ucraina.
Iran: udite sei esplosioni sopra Gerusalemme
Diverse forti esplosioni sono state udite sopra
Gerusalemme dopo che l'esercito israeliano aveva segnalato il rilevamento
di missili in arrivo dall'Iran. Sono state segnalate almeno sei
detonazioni nella citta', a oltre un mese dall'inizio del conflitto
scatenato dai raid di Israele e Stati Uniti contro Teheran. In precedenza,
i servizi di soccorso avevano segnalato il ferimento di cinque persone in
seguito ad attacchi missilistici su Tel Aviv e in altre aree del centro di
Israele.
Iran, Onu e Ua: "Conflitto rappresenta grave rischio per l'Africa"
Il conflitto in corso in Medio Oriente
rappresenta un "rischio grave" per l'Africa, con il pericolo di una nuova
crisi del costo della vita, secondo un rapporto congiunto di Unione
africana, Banca africana di sviluppo e agenzie delle Nazioni Unite. Nel
documento, elaborato insieme al Programma delle Nazioni unite per lo
sviluppo e alla Commissione economica per l'Africa, si sottolinea come il
Medio Oriente rappresenti il 15,8% delle importazioni africane e il 10,9%
delle esportazioni, rendendo il continente particolarmente esposto agli
shock derivanti dalla guerra. Secondo gli autori, il conflitto potrebbe
rapidamente trasformarsi in una crisi del costo della vita a causa
dell'aumento dei prezzi di carburanti e alimenti, dei costi di trasporto e
assicurazione, nonche' delle pressioni sui tassi di cambio e sui bilanci
pubblici. Le prospettive di crescita restano fragili: una perdita di 0,2
punti percentuali del Pil africano e' prevista per il 2026 se il conflitto
dovesse protrarsi oltre sei mesi. Le difficolta' nell'approvvigionamento
di gas naturale liquefatto dal Golfo rischiano inoltre di incidere sulla
produzione di fertilizzanti, aumentandone i prezzi proprio durante la
stagione delle semine. Il rapporto evidenzia anche che le valute di 29
Paesi africani si sono gia' deprezzate, con effetti negativi sul costo del
debito estero, sulle importazioni e sulle riserve in valuta. Alcuni Paesi
potrebbero beneficiare temporaneamente dell'aumento dei prezzi delle
materie prime o della riorganizzazione delle rotte commerciali - come
Nigeria e Mozambico - cosi' come alcuni porti africani potrebbero trarre
vantaggio dal dirottamento del traffico via Capo di Buona Speranza.
Tuttavia, questi effetti positivi resterebbero limitati e disomogenei. Gli
autori avvertono inoltre del rischio di un'intensificazione dei conflitti
nel continente, legata a nuove competizioni geopolitiche e al controllo di
risorse strategiche e rotte marittime, in particolare nel Mar Rosso.
Preoccupa infine la possibile riduzione dei fondi per l'aiuto umanitario,
che potrebbero essere dirottati verso altre crisi.
Iran: il blocco di Internet entra nella quinta settimana
Il blocco di internet in Iran entra nella quinta
settimana. Lo riporta il gruppo di monitoraggio di internet NetBlocks,
secondo cui la connettivita' con l'esterno rimane all'1% dei livelli
normali. L'organizzazione afferma che la misura sta "isolando la
popolazione, mentre le autorita' studiano modi per consentire l'accesso a
utenti selezionati tramite un sistema di whitelisting a piu' livelli".
Diversi siti approvati dal governo e figure filo-governative rimangono
online. Chiunque tenti di connettersi a internet utilizzando servizi
satellitari come Starlink rischia fino a due anni di carcere.
Ue valuta lettera su tassa extraprofitti petrolio: "Risponderemo"
"Abbiamo ricevuto la lettera. La stiamo attualmente valutando e risponderemo a tempo debito". E' quanto dichiara un portavoce della Commissione Ue sulla richiesta dei ministri di cinque Stati membri, Italia inclusa, di una misura per tassare gli extraprofitti sul caro petrolio. "Più in generale, la Commissione sta lavorando a stretto contatto con gli Stati membri su possibili misure politiche mirate in risposta all'attuale crisi energetica che l'Europa sta affrontando. Sebbene non ci troviamo nella stessa situazione, è importante tenere conto degli insegnamenti tratti dal 2022, inclusa la temporanea contribuzione di solidarietà Ue".
Idf conferma i raid su impianti petrolchimici iraniani: "Usati per produrre missili"
L'Idf ha confermato di aver bombardato oggi impianti petrolchimici nel sud dell'Iran, affermando che tali siti venivano utilizzati da Teheran per la produzione di materiali per missili balistici. Secondo l'esercito, gli attacchi hanno portato all'interruzione di tutta la produzione di materiali chimici, prevedendo che causeranno danni economici per miliardi di dollari. L'agenzia di stampa Fars aveva precedentemente riportato che diversi impianti nella Zona Speciale Petrolchimica di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, erano stati colpiti e che cinque persone erano rimaste ferite.
India torna a comprare greggio iraniano, non accadeva dal 2019
L'India ha ripreso l'acquisto di petrolio
iraniano per la prima volta dal 2019, interrompendo anni di stop legati
alle pressioni degli Stati Uniti, a causa delle difficolta' di
approvvigionamento globale provocate dal conflitto in Medio Oriente. Lo ha
confermato il ministero del Petrolio e del gas naturale, spiegando che
"nel contesto delle interruzioni delle forniture in Medio Oriente, le
raffinerie indiane hanno garantito il fabbisogno di greggio, incluso
quello proveniente dall'Iran". Nuova Delhi, terzo importatore mondiale di
petrolio, non riceveva carichi da Teheran dal 2019 proprio per le sanzioni
statunitensi. Il mese scorso Washington ha pero' allentato temporaneamente
le restrizioni su petrolio e prodotti raffinati iraniani per far fronte
alla crisi di offerta. Secondo il governo indiano, il Paese importa
greggio da oltre 40 nazioni e le compagnie dispongono di piena
flessibilita' nella scelta dei fornitori in base a criteri commerciali.
Nel dettaglio, e' gia' arrivato un primo carico di Gpl: circa 44 mila
tonnellate di origine iraniana sono state consegnate in settimana nel
porto occidentale di Mangalore, dove il combustibile e' in fase di
scarico. Le autorita' hanno assicurato che le necessita' energetiche del
Paese restano coperte per i prossimi mesi, nonostante le tensioni. Il
blocco dello stretto di Hormuz da parte dell'Iran - arteria da cui
transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto a livello
globale, quota che sale fino all'89% per l'Asia - continua a pesare sui
mercati e sui flussi energetici internazionali.
Iran, chiuso valico frontiera con l'Iraq dopo attacco mortale
L'Iraq ha chiuso il valico di frontiera di
Shalamcheh con l'Iran dopo che un raid aereo ha ucciso un cittadino
iracheno sul lato iraniano. Il valico e' una via di approvvigionamento
vitale per le importazioni di cibo dall'Iran in Iraq e qualsiasi
interruzione prolungata potrebbe rapidamente compromettere le forniture ai
mercati locali, scrivono i media. Cinque cittadini iracheni sono rimasti
gravemente feriti nei raid che hanno colpito un'area di accoglienza
passeggeri sul lato iraniano del valico. Le autorita' hanno dichiarato di
aver visto dei droni sorvolare la zona pochi istanti prima delle
esplosioni. Le autorita' di frontiera irachene hanno affermato di essere
state informate dalle autorita' iraniane che il transito di camion e
passeggeri sarebbe stato ripristinato nelle prossime ore, una volta
completati i lavori sui sistemi di transito e di controllo passaporti.
Missili israeliani sferzano il centro di Israele, ingenti danni e sei feriti
L'Iran ha lanciato diverse salve di missili balistici contro Israele oggi, causando ingenti danni alle abitazioni e ferendo leggermente sei persone, secondo quanto riferito dalle autorità. Lo riporta il Times of Israel.
Missili con testate a grappolo hanno colpito oltre una dozzina di siti nel centro di Israele. Poco dopo l'una di notte, un missile balistico con una testata convenzionale di diverse centinaia di chilogrammi si è schiantato nella zona industriale di Neot Hovav, a sud di Beersheba, provocando un incendio. Un'ora dopo, l'Iran ha lanciato un missile balistico, con testata a grappolo, contro il centro di Israele.
L'esplosione ha causato il parziale crollo di un edificio a Ramat Gan, mentre una linea elettrica ad alta tensione è stata danneggiata nell'attacco a Rosh Ha'ayin, provocando un'interruzione di corrente in alcune zone della città. Un uomo di 45 anni è rimasto leggermente ferito da schegge di vetro a Bnei Brak ed è stato trasportato in ospedale per le cure, secondo quanto riferito dai medici.
Dopo una pausa di 10 ore, una seconda salva di missili balistici è stata lanciata contro il centro di Israele, causando quattro feriti secondo il Times of Israel. L'attacco ha causato gravi danni agli edifici residenziali nelle città centrali di Bnei Brak e Ramat Gan. Le bombe hanno colpito anche Tel Aviv e Petah Tikva, provocando danni a strade e automobili. Durante l'attacco, due submunizioni a grappolo hanno colpito la zona nei pressi del quartier generale delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di Kirya, a Tel Aviv. Un parcheggio adiacente alla base e una scuola vicina hanno subito danni. Non ci sono stati feriti.
L'esplosione di un altro missile iraniano con testata a grappolo, lanciato contro Israele nel tardo pomeriggio di oggi, ha ferito lievemente un uomo di 52 anni. Sono stati segnalati danni anche nei sobborghi di Tel Aviv di Ramat Gan, Givatayim e Bnei Brak, colpiti dall'attacco pomeridiano.
Carburanti, Lufthansa: "Ci saranno criticità con conflitto lungo"
Il gruppo Lufthansa teme possibili ripercussioni nella fornitura di cherosene in caso di prolungamento del conflitto in Medio Oriente, in un contesto in cui una quota rilevante della produzione globale di carburante per l'aviazione e' concentrata nell'area del Golfo Persico. "La disponibilita' di carburante per il trasporto aereo e' gia' problematica in alcuni aeroporti asiatici", ha dichiarato Grazia Vittadini, responsabile per tecnologia, IT e innovazione, in un'intervista a Die Welt. "Piu' a lungo lo Stretto di Hormuz restera' di fatto impraticabile, piu' la sicurezza degli approvvigionamenti di cherosene diventera' critica". Dall'inizio del conflitto con l'Iran, il passaggio nello Stretto e' considerato a rischio, con ripercussioni sulla logistica energetica globale. Le difficolta' nelle forniture hanno gia' determinato un aumento dei prezzi del cherosene, in alcuni casi superiore al 100%.Le compagnie del gruppo risultano solo parzialmente protette dal rincaro. "Per le nostre compagnie passeggeri, circa l'80% del fabbisogno di carburante per l'anno in corso e' coperto da operazioni di copertura, che attenuano l'impatto del rialzo dei prezzi petroliferi. Tuttavia, anche noi risentiamo dell'aumento dei costi del cherosene", ha aggiunto Vittadini.Anche Michael O'Leary, amministratore delegato di
Ryanair, aveva gia' avvertito qualche giorno fa che un prolungamento del
conflitto con l'Iran potrebbe causare, gia' da inizio maggio, interruzioni
nelle forniture di carburante, con effetti al rialzo sui prezzi dei
biglietti nei mesi successivi. "Confidiamo che la guerra finisca prima di
allora e che i rischi per l'approvvigionamento scompaiano", ha dichiarato
il dirigente alla rete britannica 'Sky News' in un'intervista rilasciata
il primo aprile. Ryanair, leader in Europa per volume di passeggeri, e'
"ragionevolmente ben coperta" poiche' ha acquistato in anticipo circa
l'80% del proprio carburante fino a marzo 2027 al prezzo di 67 dollari al
barile. A suo avviso, se il conflitto dovesse concludersi e lo Stretto di
Hormuz venisse riaperto "a meta' aprile, allora non ci sarebbero rischi"
per l'approvvigionamento di carburante per l'aviazione. Tuttavia, se la
guerra dovesse continuare "e l'interruzione dell'approvvigionamento
persistere", le compagnie aeree ritengono che circa il 10, 20 o 25% delle
"forniture potrebbero essere interessate nei mesi di maggio e giugno".
Iran, Rubio: "Nipoti Soleimani in custodia Ice, saranno espulse"
"Fino a poco tempo fa, Hamideh Soleimani Afshar e
sua figlia erano titolari di una green card e vivevano nel lusso negli
Stati Uniti. Afshar e' la nipote del defunto generale iraniano Qasem
Soleimani. E' anche una fervente sostenitrice del regime iraniano, che ha
celebrato gli attacchi contro gli americani e si e' riferita al nostro
Paese come al "Grande Satana". Questa settimana ho revocato lo status
legale sia di Afshar che di sua figlia, che ora sono sotto la custodia
dell'Ice, in attesa di essere espulse dagli Stati Uniti". Lo scrive su X
il segretario di Stato americano, Marco Rubio. "L'amministrazione Trump
non permettera' che il nostro Paese diventi un rifugio per cittadini
stranieri che sostengono regimi terroristici anti-americani", aggiunge.
Usa, arrestati i parenti del generale iraniano Soleimani
Gli agenti federali americani hanno arrestato negli Stati Uniti, venerdì, la nipote e la pronipote del defunto generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso in un blitz statunitense a gennaio del 2020 con un drone: lo riferisce il Dipartimento di Stato. Le due donne sono state arrestate dopo che il segretario di Stato Marco Rubio ha revocato il loro status di residenza permanente.
"Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia sono ora sotto la custodia dell'U.S. Immigration and Customs Enforcement (Ice)", ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato.
Iran: Turchia negozia per passaggio nove navi turche
Le autorita' turche proseguono gli sforzi
diplomatici per consentire il passaggio nello Stretto di Hormuz a nove
navi di proprieta' turca, ma battenti bandiera di altri Paesi, ancora
bloccate nell'area a causa della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Lo ha riferito il ministro dei Trasporti, Abdulkadir Uraloglu, spiegando
che all'inizio del conflitto si trovavano nello stretto 15 navi di
proprieta' turca. Di queste, due hanno gia' lasciato la zona, mentre
quattro non hanno richiesto l'uscita - due impegnate nella produzione di
energia e due nel commercio locale. Restano quindi nove unita' per le
quali Ankara sta lavorando "in coordinamento con il ministero degli
Esteri".
Di Palma (Enac): "Situazione carburanti legata a Pasqua non a blocco Hormuz"
Le difficoltà in alcuni scali aeroportuali per l'approvvigionamento di carburante sono "legate al periodo pasquale di traffico intenso" e non al "blocco dello stretto di Hormuz", si tratta di due "situazioni diverse che non collegherei". E' quanto afferma il presidente dell'Enac, l'ente nazionale per l'aviazione civile, Pierluigi Di Palma, contattato dall'ANSA secondo cui "ovviamente se il conflitto e il blocco dello stretto dovesse continuare", "ci saranno delle conseguenze ma al momento vedo le diplomazie al lavoro per riaprire i traffici" navali e le forniture. Per Di Palma le compagnie operanti in Italia al momento "non hanno modificato la loro operatività", ci "sono sicuramente dei contingency plan" in caso di aggravio della situazione.
Di Palma suggerisce comunque ai consumatori di proteggersi da eventuali cancellazioni sottoscrivendo un'assicurazione al momento di acquistare un biglietto per i prossimi mesi.
Erdogan sente Rutte: "Impasse geostrategica, sforzi per porre fine a guerra Iran"
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che la guerra in Medio Oriente ha portato a una "situazione di stallo geostrategico", durante una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo quanto riportato dal suo ufficio. "Il presidente Erdogan ha affermato che il processo avviato dall'intervento contro l'Iran ha portato a una situazione di stallo geostrategico e che la comunità internazionale deve raddoppiare gli sforzi per porre fine a questa guerra", si legge nella dichiarazione. La Turchia ha tentato di mediare per porre fine alle ostilità, in particolare attraverso negoziati condotti con Pakistan ed Egitto. Erdogan ha affermato che il suo Paese sta anche continuando gli sforzi "per raggiungere una soluzione pacifica" al conflitto tra Russia e Ucraina: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato oggi a Istanbul per colloqui con Erdogan. Un alto funzionario ucraino ha dichiarato all'Afp che i colloqui non riguarderanno solo i droni intercettori, ma anche la cooperazione in materia di sicurezza in generale. La presidenza turca ha dichiarato su X che i colloqui si concentreranno "sugli sforzi per un cessate il fuoco e una soluzione duratura".
Iran: arrestate nipote e pronipote Soleimani negli Usa
Il dipartimento di Stato americano ha annunciato
che la nipote e la pronipote di Qasem Soleimani sono state arrestate da
agenti federali negli Stati Uniti. Lo rendono noto media americani secondo
cui il segretario di Stato, Marco Rubio, ha revocato il permesso di
soggiorno permanente alle due parenti dell'ex comandante della Forza Quds
iraniana, ucciso nel 2020 in un raid Usa a Baghdad.
Wp: "Da aziende private cinesi intelligence all'Iran su truppe Usa"
Ci sono aziende cinesi che forniscono all'Iran informazioni di intelligence utili e utilizzabili che espongono le forze Usa: tuttavia, riferisce il Washington Post, si tratterebbe di "aziende private" e, di fatto, il Partito comunista cinese starebbe cercando di "mantenere le distanze". Quando, cinque settimane fa, è scoppiata la guerra in Iran, gli "investigatori" dei social media, attivi su piattaforme occidentali e cinesi, hanno segnalato un'ondata di post virali che hanno descritto in modo dettagliato le attrezzature presenti nelle basi Usa, i movimenti dei gruppi navali d'attacco americani e altre analisi minuziose. Le informazioni di intelligence provengono da un nuovo mercato in rapida espansione: aziende cinesi, alcune delle quali con legami con l'Esercito popolare di liberazione, che combinano l'intelligenza artificiale con dati open source per commercializzare informazioni che, a loro dire, sarebbero in grado di "svelare" i movimenti delle forze statunitensi. Pechino ha cercato di prendere le distanze da qualsiasi coinvolgimento diretto nella guerra in Iran: tuttavia, queste aziende, molte delle quali sono emerse negli ultimi cinque anni nell'ambito della spinta governativa a sfruttare l'IA del settore privato per scopi militari, stanno capitalizzando sul conflitto. Funzionari Usa ed esperti di intelligence sono divisi sulla questione se gli strumenti commercializzati pubblicamente dalle aziende cinesi costituiscano una minaccia reale o se siano effettivamente usati in modo credibile dagli avversari degli Stati Uniti, ma concordano sul fatto che il proliferare di offerte da parte del settore privato segnali un crescente rischio per la sicurezza e rifletta l'intento di Pechino di proiettare la forza delle proprie capacità di intelligence. La Cina ha investito centinaia di milioni di dollari a sostegno di aziende private impegnate nello sviluppo di un'IA con applicazioni nel settore della difesa, il tutto nell'ambito della sua strategia di integrazione civile-militare. Il mese scorso, inoltre, ha annunciato piani volti a potenziare ulteriormente tali sforzi, inserendoli in una più ampia strategia nazionale quinquennale. Le crescenti capacità delle aziende cinesi nel campo dell'IA stanno rendendo questi strumenti ancora più potenti, evidenziando la sfida sempre più ardua di occultare i movimenti militari statunitensi agli occhi degli avversari. MizarVision, un'azienda con sede a Hangzhou fondata nel 2021, è ad esempio una delle società che utilizza un mix di dati di origine occidentale e cinese, filtrati attraverso l'intelligenza artificiale, per catalogare le attività all'interno delle basi statunitensi in Medio Oriente, tracciare i movimenti navali e identificare la posizione e il numero di specifici velivoli e sistemi di difesa missilistica.
Protesta davanti all'ambasciata iraniana a Roma, lanciate uova sull'ingresso
Un gruppo di dissidenti iraniani ha inscenato questa mattina una protesta davanti al ambasciata iraniana a Roma, lanciando delle uova contro il portone della sede diplomatica per manifestare il loro dissenso contro le recenti impiccagioni in Iran di alcuni detenuti politici accusati di avere legami con il gruppo dei Mujahedin del popolo iraniano, un partito politico iraniano, tra i più attivi nell'opposizione al regime teocratico. I dimostranti sono poi stati allontanati dalle forze dell'ordine.
Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha dichiarato che "all'alba di oggi, Vahid Bani Amerian e Abolhassan Montazer sono stati impiccati nella prigione di Ghezel Hesar, a Karaj. I due eroici membri dell'Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano si sono ora uniti ai loro compagni che hanno dato la vita nella lotta per la libertà, tra cui Mohammad Taghavi, Akbar Daneshvar Kar, Babak Alipour e Pouya Ghobadi. La dittatura religiosa al potere in Iran ha ancora una volta versato il sangue di due dei figli più coraggiosi del popolo iraniano, rivelando la propria paura e disperazione di fronte all'opposizione organizzata".
Rajavi, ha poi chiesto nuovamente "una sessione speciale delle Nazioni Unite per affrontare le esecuzioni in corso di prigionieri politici in Iran e per adottare misure immediate e concrete volte a prevenire ulteriori perdite di vite umane".
I sostenitori dei Mujaheddin del Popolo e altri dissidenti iraniani organizzano spesso presidi e proteste di fronte all'ambasciata iraniana a Roma per contestare il regime di Teheran.
Idf: "Ieri colpiti a Beirut centri di comando della forza Quds iraniana"
L'Idf ha dichiarato che ieri l'aviazione israeliana ha bombardato a Beirut alcuni centri di comando appartenenti alla Forza Quds dei pasdaran iraniani. Lo riporta il Times of Israel. Secondo l'esercito israeliano, i centri di comando appartenevano al corpo libanese della Forza Quds, che "funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento e il consolidamento militare di Hezbollah". Inoltre, l'Idf ha dichiarato di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, "utilizzati dagli alti ufficiali dell'organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah". La Marina israeliana ha anche colpito un posto di osservazione di Hezbollah, aggiunge l'esercito.
Iran, Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi
Secondo quanto riferito dal direttore generale
di Rosatom, Alexei Likhachev, citato dall'agenzia Tass, "la principale
ondata di evacuazione" e' partita oggi come previsto. Un totale di 198
dipendenti e' stato trasferito via bus verso il confine con l'Armenia,
circa 20 minuti dopo il nuovo attacco sulla zona della centrale. Si
tratta, ha precisato Likhachev, della piu' ampia evacuazione di personale
russo dall'impianto dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Il sito di
Bushehr, costruito in parte dalla Russia e tuttora supportato da tecnici
russi, e' stato colpito da un raid attribuito a Stati Uniti e Israele, che
secondo media iraniani ha causato la morte di un agente di sicurezza.
Mosca ha reagito con durezza. La portavoce del ministero degli Esteri,
Maria Zakharova, ha condannato "fermamente questa azione nefasta",
chiedendo la cessazione "immediata" degli attacchi contro le installazioni
nucleari iraniane, inclusa la centrale di Bushehr. Secondo l'agenzia
iraniana Irna, si tratta del quarto attacco contro quest'area affacciata
sul Golfo dall'inizio del conflitto, scoppiato il 28 febbraio con i
bombardamenti statunitensi e israeliani sull'Iran. Likhachev ha inoltre
avvertito che il rischio di danni gravi o di un incidente nucleare
"aumenta di giorno in giorno". Gia' nelle prime fasi della guerra diverse
decine di cittadini russi erano stati evacuati dal sito. Il 25 marzo altri
163 dipendenti avevano lasciato la centrale dopo un precedente attacco,
mentre una parte del personale e' rimasta operativa per garantire il
funzionamento minimo dell'impianto.
Iran, Erdogan chiama Rutte: "Agire per fine conflitto"
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha
definito la situazione in Medio Oriente uno "stallo geostrategico" in una
telefonata con il segretario generale della NATO Mark Rutte, durante la
quale ha reiterato l'invito ad agire per la pace. "Il presidente Erdogan
ha affermato che l'intervento contro l'Iran ha portato a una situazione di
stallo geostrategico e chiesto che la comunita' internazionale raddoppi
gli sforzi per porre fine a questa guerra", ha reso noto l'ufficio della
presidenza turca. Erdogan, che ha ricevuto oggi in Turchia il presidente
ucraino Volodimir Zelensky, ha ribadito a Rutte che l'impegno "per
raggiungere una soluzione pacifica" al conflitto tra Russia e Ucraina,
continua.
Iran: "Attaccato lo scalo israeliano di Ben Gurion e base Usa in Kuwait"
L'esercito iraniano ha affermato che le sue forze hanno attaccato l'aeroporto Ben Gurion di Israele, "con l'obiettivo di interrompere il comando e il controllo del traffico aereo militare da parte del nemico, nonché le piattaforme per la guerra elettronica".
Nel frattempo, l'agenzia Fars, vicina alle Guardie della Rivoluzione, ha citato una fonte informata secondo cui, in un altro attacco, le forze iraniane avrebbero preso di mira, con missili balistici e droni kamikaze, una base militare statunitense per comandanti e tecnici del sistema missilistico Himars sull'isola di Bubiyan, in Kuwait.
Mosca condanna il 'vile' attacco israelo-americano contro l'impianto di Bushehr
La Russia ha condannato sabato il "vile" attacco statunitense-israeliano contro l'impianto nucleare iraniano di Bushehr, che ospita personale russo, e ha sollecitato la cessazione immediata degli attacchi contro le infrastrutture atomiche. "Condanniamo fermamente questo atto vile, che ha provocato la perdita di vite umane", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. "Gli attacchi contro le infrastrutture nucleari iraniane, compresa la centrale nucleare di Bushehr, devono cessare immediatamente", ha aggiunto.
Le truppe israeliane hanno distrutto in 24 ore 17
telecamere di sorveglianza del quartier generale dei caschi blu dell'Onu
nel sud del Libano, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza
delle Nazioni Unite all'Afp. Le telecamere si trovavano presso la base
della Unifil a Naqoura, citta' costiera nel sud del Paese. La fonte, che
ha parlato in forma anonima, ha attribuito la distruzione all'esercito
israeliano. Dall'inizio della guerra il 2 marzo tra Israele e Hezbollah,
la missione Onu si trova tra due fuochi: da un lato gli attacchi del
movimento sciita filo-iraniano contro obiettivi israeliani, dall'altro
l'offensiva terrestre israeliana nel sud del Libano, accompagnata da raid
aerei. Secondo la portavoce della missione, Kandice Ardiel, i caschi blu
hanno osservato negli ultimi giorni soldati israeliani distruggere ampie
porzioni della citta' di Naqoura. Le esplosioni avrebbero danneggiato
anche il quartier generale della missione, oltre ad abitazioni e attivita'
commerciali. La situazione resta particolarmente tesa anche per le perdite
tra i peacekeeper: la missione ha riferito della morte di tre caschi blu
indonesiani in due distinti incidenti nei giorni scorsi, mentre
un'esplosione avvenuta ieri in una base Onu - la cui origine non e' stata
determinata - ha ferito altri tre militari. L'esercito israeliano ha
attribuito quest'ultimo episodio a un razzo lanciato da Hezbollah che
avrebbe colpito una postazione della missione. L'Indonesia ha definito
l'accaduto "inaccettabile", chiedendo un rafforzamento urgente delle
misure di protezione per i peacekeeper. La missione Onu ha inoltre
richiamato tutte le parti al rispetto degli obblighi di sicurezza,
invitando a evitare attivita' militari nelle vicinanze delle basi per non
mettere a rischio il personale. Secondo le Nazioni Unite, 97 membri della
missione sono stati uccisi in episodi di violenza dalla sua creazione nel
1978.
Trump: "Iran ha 48 ore per accordo o si scatenerà l'inferno"
"Ricordate quando ho dato all'Iran dieci giorni per
fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere:
48 ore prima che si scateni l'inferno su di loro. Gloria a Dio!". Lo
scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump
Iran, media: "Pedaggi Hormuz usati per riparare infrastrutture"
L'Iran compensera' i danni provocati alle sue
infrastrutture dai bombardamenti di Stati Uniti e Israele con i pedaggi
che saranno imposti per attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta al
Jazeera citando il sito iraniano Nour News.
Bloomberg: "Compagnie aeree Ue si cautelano da rialzi prezzi non da forniture"
Le principali compagnie aeree europee hanno dei contratti che le proteggono dalle forte oscillazioni dei prezzi dei carburanti ma non dalla mancanza di disponibilità. E' quanto scrive Bloomberg in un'analisi sul fenomeno secondo cui i principali vettori del Continente come Lufthansa, Ryanair o Air France in media coprono, tramite contratti derivati, il 70% del proprio fabbisogno annuo dai rialzi dei prezzi. Tuttavia tali contratti non prevedono e non assicurano la consegna fisica del prodotto sottostante.
Iran, perchè il petrolchimico è ora in mirino raid
Con l'intensificarsi dei raid contro obiettivi
all'interno dell'Iran, il settore petrolchimico emerge come uno dei
principali bersagli, segnando un possibile passaggio da operazioni a
carattere prevalentemente militare a colpi mirati contro infrastrutture
economiche strategiche. Il comparto petrolchimico rappresenta uno dei
pilastri dell'economia iraniana, garantendo flussi di valuta estera e
sostenendo un'ampia rete di industrie collegate, dalla produzione di
fertilizzanti alla plastica e ai prodotti chimici. Danni a queste
strutture rischiano di tradursi in un calo delle esportazioni e delle
entrate, aumentando la pressione sulla valuta nazionale e alimentando
l'inflazione. Le conseguenze si estendono lungo tutta la filiera
economica: alla perdita di produzione e capacita' di export si aggiungono
interruzioni nelle catene di approvvigionamento e ripercussioni sulle
industrie interne collegate. Inoltre, la riattivazione degli impianti
richiede tempi e competenze tecniche, rendendo l'impatto non solo
immediato ma anche prolungato. Il cambio di obiettivi riflette una
strategia piu' ampia volta a esercitare pressione sull'economia iraniana,
andando oltre il campo militare. Secondo analisi citate dai media, questo
approccio mira a ridurre la capacita' di Teheran di finanziare le proprie
attivita' e di aggirare le sanzioni internazionali. Tra i siti colpiti
figura la zona speciale petrolchimica di Mahshahr, nella provincia
sud-occidentale del Khuzestan, uno dei principali poli industriali del
Paese. Secondo l'agenzia Tasnim, i raid hanno costretto all'evacuazione di
diverse unita' produttive, mentre fonti locali parlano di feriti.
L'impatto potrebbe inoltre estendersi ai mercati globali: i prodotti
petrolchimici iraniani sono utilizzati in numerosi settori, tra cui
plastica, fertilizzanti, automotive e tessile, ed eventuali interruzioni
potrebbero contribuire a carenze e a un aumento dei prezzi a livello
internazionale.
Iata: l'Europa importa il 30% del fabbisogno di carburante per aerei
L'Europa importa il 30% del suo fabbisogno di carburanti per aerei e questo la rende vulnerabile a colli di bottiglia nell'offerta come quello che si sta verificando ora con la chiusura dello stretto di Hormuz. E' quanto si legge nell'ultimo rapporto della Iata, l'associazione internazionale del traffico aereo pubblicato a novembre, prima quindi del conflitto contro l'Iran. Già in quella data l'associazione ammoniva come nel Continente la capacità di raffinazione per questo tipo di carburante sia in calo e alcune zone dove mancano le infrastutture possono andare incontro a vulnerabilità. Per questo la Iata auspicava di sostituire le raffinerie che sono state chiuse in passato in modo da fare fronte a possibili problemi nella disponibilità.
Media: "Iran autorizza transito navi con beni essenziali a Hormuz verso i suoi porti"
L'Iran ha dichiarato che concederà l'autorizzazione al transito di navi che trasportano "beni essenziali" attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia semi-ufficiale Tasnim citata dalla Cnn, che sottolinea come non sia chiaro tuttavia quali beni Teheran definisca "essenziali" né se manterrà il blocco nei confronti delle navi provenienti da quelle che considera nazioni ostili. Secondo quanto riferito, l'ordine si applica alle "navi dirette verso i porti iraniani o attualmente presenti nel Mare d'Oman".
Secondo quanto riferito da Tasnim, il vice responsabile per lo sviluppo commerciale Houman Fathi ha inviato una lettera al capo dell'Organizzazione Portuale e Marittima in merito all'autorizzazione al transito di navi che trasportano aiuti umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz.
La lettera recita: "In riferimento all'accordo e all'annuncio del potente governo della Repubblica Islamica dell'Iran e delle vittoriose forze armate del nostro Paese, che autorizzano il transito di navi che trasportano aiuti umanitari, in particolare beni di prima necessità e prodotti per l'allevamento, attraverso lo Stretto di Hormuz, si richiede che, al fine di consentire il transito delle navi dirette verso i porti iraniani o già presenti nel Mar d'Oman, vengano inseriti all'ordine del giorno gli obblighi necessari per il passaggio di tali navi, sulla base dei protocolli emanati. L'elenco delle navi interessate, pronte a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz, verrà inviato per il coordinamento. Auguriamo la vittoria ai guerrieri dell'Islam
Iran, Teheran: "Pilota Usa non sarà trattato come a Guantanamo"
Se dovesse catturarlo, l'Iran non riservera' al
pilota americano disperso lo stesso trattamento che Stati Uniti e Israele
riservano ai loro prigionieri. Ad assicurarlo e' stata la tv di Stato
iraniana, voce del regime, in un post su X in risposta a un'americana che
chiedeva di pregare per i militari. "Se l'Iran cattura dei piloti, non
saranno trattati come i prigionieri nei centri di detenzione israeliani di
Sde Teiman o in quelli gestiti dagli Stati Uniti ad Abu Ghraib e
Guantanamo. Rispettiamo il diritto internazionale e la misericordia
islamica", si legge nel post.
Trump: "Nato partner gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile"
Donald Trump torna ad accattare la Nato, prendendo di mira un errore che a suo dire avrebbe fatto il New York Times sulla descrizione della sigla dell'Alleanza Atlantica, a pochi giorni dall'incontro di mercoledì alla Casa Bianca tra il tycoon e il segretario generale Mark Rutte. "Il 'New York Times in declino' - la cui mancanza di credibilità, insieme ai costanti attacchi basati su 'Fake News' contro il vostro Presidente preferito, ha causato un crollo assoluto della sua diffusione - ha definito il nostro 'partner' gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile, la Nato, come la 'North American Treaty Organization'", ha scritto il tycoon in un post. "Il nome corretto è 'North Atlantic Treaty Organization'": un errore davvero interessante! Gli standard di assunzione e di formazione presso il Nyt sono crollati drasticamente. Riportate in auge il motto "ALL THE NEWS THAT'S FIT TO PRINT" e "Make America Great Again"! , ha concluso Trump.
Cei: "Nessuno può usare Dio per giustificare le guerre"
"Non possiamo abituarci" a guerre e violenze e Pasqua ricorda che "il male non ha l'ultima parola". Lo scrive la Cei nel Messaggio di Pasqua.
"Ci affliggono le guerre che devastano popoli e famiglie, la violenza che colpisce i più deboli, le ferite che attraversano le case, le solitudini - si legge nel messaggio a firma del presidente, il card. Matteo Zuppi, e del segretario generale, mons. Giuseppe Baturi - che consumano tante esistenze, la fatica di donne e uomini che si sentono smarriti, stanchi, senza un domani. Ci addolorano le lacrime dei bambini, le paure dei giovani, l'abbandono degli anziani, la sofferenza di chi vede la propria vita segnata dalla povertà, dalla malattia, dall'emarginazione. Non possiamo abituarci a tutto questo. Non possiamo accettare che il male diventi normale, che la durezza vinca sulla compassione, che l'indifferenza prenda il posto della fraternità".
Ma "la Pasqua ci riporta al cuore della nostra fede: il Crocifisso è risorto. Per questo, il male non ha l'ultima parola, la morte non è la fine, le ferite non sono condannate a restare per sempre aperte". "Il Signore risorto ci invita a non restare spettatori: siamo chiamati a scegliere la luce, a custodire la vita, a prenderci cura gli uni degli altri, a essere segni di pace" perché Dio "rifiuta la guerra" e "nessuno può usare" Dio "per giustificare la guerra".
"Nella luce pasquale, desideriamo rivolgere un pensiero particolare a quanti soffrono e attendono un segno di vicinanza nel nostro Paese: ai malati, ai detenuti, a chi è senza lavoro, a chi vive la fatica di educare, a chi è solo, a chi non riesce più a vedere una strada davanti a sé. Il Risorto sta accanto a ciascuno come il viandante di Emmaus, riaccende il cuore, apre gli occhi, rimette in cammino", conclude il messaggio della Cei.
Teheran, presi di mira obbiettivi ad aeroporto Ben Gurion
L'esercito iraniano ha annunciato di avere preso di mira obbiettivi all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, nell'ultima ondata di attacchi. Lo riporta il Tehran Times. Sempre secondo il comunicato dell'esercito, riportato da diversi media iraniani, sono stati colpiti la nuova torre di controllo, i sistemi di navigazione e i radar dello scalo israeliano.
Trump: "Nato partner molto debole e in gran parte inaffidabile"
Il presidente americano, Donald Trump, torna ad
attaccare la Nato definendola un partner "molto debole e in gran parte
inaffidabile". Lo scrive in un post su Truth in cui attacca il New York
Times per aver sbagliato la definizione Nato, scrivendo "Organizzazione
del Trattato Nordamericano invece del nome corretto che e' Organizzazione
del Trattato del Nord Atlantico". "Un errore molto interessante! Gli
standard di assunzione e di formazione al Nyt sono crollati", critica il
capo della Casa Bianca.
Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi
Ha preso il via questa mattina il trasferimento del personale russo in forza alla centrale nucleare di Bushehr, in Iran. Lo ha riferito l'amministratore delegato della società energetica Rosatom, Alexei Likhachev, ai giornalisti a Ekaterinburg. "Come previsto, abbiamo iniziato l'ondata principale di trasferimenti, circa 20 minuti dopo l'attacco" condotto dalle forze di Stati Uniti e Israele, ha spiegato, "gli autobus si sono spostati dallo stabilimento di Bushehr verso il confine armeno, con 198 persone" a bordo.
Lufthansa avvisa difficoltà su carburante in caso di conflitto lungo
La Lufhtansa avvisa di possibili colli di bottiglia nella disponibilità di carburante per gli aerei se si prolungherà il conflitto in Medio Oriente. In una intervista al quoridiano tedesco Die Welt, la responsabile del settore tecnologia e It Grazia Vittadini sottolinea come "ci siano già difficoltà in alcuni scali in Asia". Lufhtansa si è coperta tramite contratti derivati dai rialzi dei prezzi sull'80% delle proprie necessità per il 2026 ma "certamente la crescita ha un impatto anche su di noi", ammette.
Intelligence Usa: Teheran ripara in tempi rapidi bunker missilistici
L’Iran sta riuscendo a ripristinare in tempi molto rapidi i bunker sotterranei e i silos missilistici colpiti dai bombardamenti americani e israeliani, rimettendoli in funzione anche poche ore dopo gli attacchi. Lo riferisce un report dell’intelligence statunitense citato dal New York Times, le cui valutazioni gettano ombre su quanto Washington sia vicina a neutralizzare la capacità missilistica iraniana, uno degli obiettivi chiave del conflitto, nonostante le dichiarazioni trionfalistiche dell’amministrazione di Donald Trump. Il Pentagono ha rivendicato di aver colpito circa 11mila obiettivi in cinque settimane di guerra,evidenziando al tempo stesso un forte calo nei lanci di missili e droni da parte di Teheran. "Continueranno a lanciare missili, ma li abbatteremo", aveva dichiarato lunedì il capo del Pentagono Pete Hegseth, all’indomani di una giornata che aveva registrato il livello più basso di attacchi iraniani. Anche la Casa Bianca ha confermato una riduzione del 90% degli attacchi, interpretandola come segnale di un indebolimento delle capacità produttive e militari iraniane. Secondo l’intelligence statunitense, tuttavia, l’Iran conserva ancora una parte significativa del proprio arsenale e dei lanciatori mobili, molti dei quali nascosti in bunker e caverne per proteggerli dai raid. Teheran starebbe inoltre adottando da tempo una strategia più prudente, con lanci limitati a circa 15–30 missili balistici al giorno, spesso in piccoli gruppi, anche a causa delle difficoltà interne di comando e coordinamento. Le stime restano comunque incerte perché l’Iran utilizza anche sistemi di esca e perché è difficile valutare con precisione i danni effettivi alle infrastrutture sotterranee colpite. In questo contesto, secondo gli analisti citati dal Times, l’obiettivo di Teheran sarebbe soprattutto preservare nel tempo una capacità di deterrenza, anche in vista di un eventuale prolungamento del conflitto o del periodo successivo alla sua conclusione.
Ryanair: no carenze carburante ma rischi se stop Hormuz fino a maggio
"Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio." E' quanto fa sapere Ryanair secondo cui "se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l'approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei".
Nyt, 4 opzioni "rischiose" per Hormuz, tra proposte quella dell'Italia su corridoio umanitario
"Le opzioni dell'Europa per Hormuz: poche e rischiose". Questo è il titolo di un'analisi del New York Times, che si apre citando la proposta presentata dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani alla riunione in videoconferenza organizzata dal Regno Unito due giorni fa per la creazione di un "corridoio umanitario" che permetta il passaggio sicuro di fertilizzanti e altri beni essenziali. Il piano era una delle diverse proposte provenienti dall'Europa e non solo, volte a impedire che tra le conseguenze della guerra in Iran ci siano anche possibili carestie in Africa. La proposta non è stata approvata e l'incontro si è concluso senza un piano concreto per riaprire lo stretto, militarmente o in altro modo, scrive il giornale americano, osservando che "i leader europei sono sotto pressione da parte del presidente Trump per impegnare risorse militari, porre fine al blocco dello stretto da parte dell'Iran e contrastare la crisi energetica ed economica globale" che si aggrava ogni ora di più. Finora, gli europei non hanno accolto le sue richieste di inviare navi da guerra e continuano a discutere su cosa fare per sbloccare Hormuz, attraverso il quale transita il 20% di petrolio e gas mondiali. Secondo il Nyt, la difficoltà a mettersi d'accordo su un piano comune riflette in parte gli ingranaggi lenti della diplomazia in Europa e in parte il numero considerevole di Paesi, inclusi quelli del Golfo, interessati a salvaguardare lo stretto una volta terminata la guerra. Molti Stati coinvolti nei colloqui, tra cui Italia e Germania, hanno insistito affinché qualsiasi sforzo internazionale nasca sotto l'ombrello dalle Nazioni Unite, il che potrebbe rallentare ulteriormente l'azione. Il giornale passa quindi ad elencare le 4 opzioni possibili a disposizione dell'Europa, degli stati del Golfo e di altri paesi, nessuna delle quali tuttavia appare infallibile, anche ipotizzando uno stop alle operazioni.
1) Scorte navali - Il presidente francese Emmanuel Macron ha ripetutamente sollevato la possibilità che navi da guerra francesi possano scortare i mercantili attraverso lo stretto dopo la fine della guerra. Funzionari americani hanno spinto affinché gli europei e altri alleati, come il Giappone, scortino navi che battono bandiera dei loro stessi paesi. Il problema è che le scorte navali sono costose. Inoltre, i loro sistemi di difesa aerea da soli potrebbero non essere sufficienti per fermare alcuni tipi di attacchi, come quelli con droni, qualora l'Iran decidesse di ricominciare a sparare."
2) Bonifica dalle mine - Funzionari tedeschi e belgi, tra gli altri, affermano di essere pronti a inviare dragamine per liberare lo stretto dagli esplosivi dopo la guerra. In realtà, i leader militari occidentali non sono convinti che l'Iran abbia effettivamente minato lo stretto, in parte perché alcune navi iraniane lo attraversano ancora. Quindi, sebbene i dragamine possano essere dispiegati come parte di una scorta navale, potrebbero non avere molto da fare.
3) Aiuto dall'alto - Inviare jet da combattimento e droni per intercettare qualsiasi attacco aereo iraniano alle navi. Funzionari americani hanno spinto l'Europa a farlo, ma anche questo piano sarebbe piuttosto costoso. E non è ancora garantito che funzioni. L'Iran può attaccare le navi con un singolo soldato su una lancia, e se solo pochi tentativi riescono, ciò potrebbe essere sufficiente a spaventare assicuratori e armatori, scoraggiandoli dal tentare il passaggio.
4) Tutte queste opzioni, più la diplomazia - Usare negoziati e leve economiche per fare pressione sull'Iran affinché si astenga da futuri attacchi, e impiegare una varietà di mezzi militari per far rispettare tutto questo. Lo sforzo andrebbe oltre l'Europa. Giovedì, il ministero degli Esteri tedesco ha invitato la Cina a usare la sua influenza con l'Iran in modo "costruttivo" per aiutare a porre fine alle ostilità. I negoziati finora sembrano aver fatto poco per fermare i combattimenti, ma questa potrebbe essere la migliore scommessa dell'Europa, in mancanza di una migliore. E se nulla di tutto questo funzionasse? Funzionari iraniani hanno dichiarato questa settimana che avrebbero continuato a controllare il traffico attraverso lo stretto dopo la guerra. Hanno già elaborato piani per far pagare alle navi i pedaggi per il passaggio di Hormuz, che dovrebbe essere una via d'acqua libera secondo il diritto internazionale.
Teheran: "Da inizio guerra colpite 30 università nel Paese"
Gli attacchi statunitensi e israeliani hanno colpito piu' di 30 universita' in tutto l'Iran dall'inizio della guerra alla fine di febbraio. Lo dice il ministro della Scienza iraniano. "Ad
oggi, più di 30 universita' sono state prese di mira direttamente", ha dichiarato Hossein Simai Sarraf ai giornalisti durante una visita all'Università Shahid Beheshti, nella zona nord di Teheran, colpita venerdì. Israele ha affermato di aver colpito diversi siti di ricerca e sviluppo legati ai programmi nucleari e di armamento iraniani.
Un'importante figura iraniana chiede la rimozione di Trump anziché dei suoi generali
Mohsen Rezaee, un alto funzionario iraniano, suggerisce in un post su X che Trump dovrebbe essere rimosso dall'incarico anziché i suoi generali. Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha rimosso dall'incarico diversi alti ufficiali militari, tra cui il capo di stato maggiore dell'esercito americano.
Pasdaran: "Otterremo controllo cieli e umilieremo il nemico"
I Pasdaran sono fiduciosi che l'Iran avrà il pieno controllo dei suoi cieli. "Il nemico deve sapere che disponiamo di moderni sistemi di difesa aerea, costruiti dai brillanti e orgogliosi giovani scienziati del Paese, che vengono svelati uno dopo l'altro sul campo", ha assicurato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, a quanto riferiscono i media iraniani. "Otterremo sicuramente il pieno controllo dei cieli della nostra nazione e dimostreremo al mondo, piu' che mai, l'umiliazione del nemico", ha aggiunto.
Gli Stati Uniti intensificano le ricerche del militare scomparso, mentre l'Iran invita il pubblico a trovare il "pilota nemico"
L'esercito statunitense prosegue freneticamente le ricerche di un pilota scomparso in una zona remota dell'Iran sud-occidentale, dopo che il Paese mediorientale ha abbattuto un aereo da guerra americano e ha lanciato un appello alla popolazione per la cattura del pilota, promettendo una ricompensa. L'aereo, identificato dall'Iran come un F-15E Strike Eagle statunitense, è stato uno dei due attaccati venerdì; un militare è stato tratto in salvo e almeno un altro risulta disperso. Un conduttore di un canale televisivo affiliato alla televisione di stato iraniana ha esortato i residenti a consegnare alla polizia qualsiasi "pilota nemico".
TOI: Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito i centri di comando della Forza Quds iraniana a Beirut
Ieri, l'aviazione israeliana ha bombardato i centri di comando a Beirut appartenenti alla Forza Quds, il braccio extraterritoriale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, secondo quanto annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF).
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che i centri di comando appartenevano al Corpo libanese della Forza Qud, che "funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento delle forze e il radicamento militare di Hezbollah". Inoltre, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, "utilizzati dagli alti funzionari dell'organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah". La Marina israeliana ha inoltre colpito un posto di sorveglianza di Hezbollah, aggiunge l'esercito.
Al Jazeera: Il presidente del parlamento iraniano: Teheran è aperta alla diplomazia bilaterale con i paesi vicini.
Il presidente dell'Assemblea consultiva iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha rilasciato un'intervista ai nostri colleghi di Al Jazeera Arabic. Ecco un riassunto di quanto ha affermato:
L'Iran si è preparato a questo confronto e ha dimostrato la sua capacità di difendersi.
Questa guerra è la guerra di Israele, e il conseguente collasso della sicurezza e le perdite subite hanno avuto ripercussioni sul mondo intero.
L'Iran è stato costretto a prendere di mira le basi e gli interessi statunitensi nella regione per preservare la propria presenza.
L'escalation delle tensioni contro l'Iran incontrerà una risposta decisa e decisa contro gli interessi statunitensi nella regione.
Il mantenimento della sicurezza regionale è nell'interesse dei paesi che ne fanno parte, e la sicurezza sostenibile è una priorità per l'Iran.
I paesi della regione possono tutelare i propri interessi attraverso accordi di sicurezza bilaterali e multilaterali, senza interferenze straniere.
È necessario eliminare le principali cause di insicurezza nella regione e costruire la sicurezza senza il coinvolgimento di Stati Uniti e Israele.
Il Pakistan accoglie con favore il chiarimento dell'Iran sul suo interesse nei media
Nella giornata di oggi, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha cercato di correggere le notizie diffuse dai media statunitensi che, a suo dire, avevano "travisato" la posizione dell'Iran sugli sforzi del Pakistan per porre fine alla guerra.
Il ministro degli esteri pakistano Ishaq Dar ha accolto con favore il chiarimento.
Teheran protesta per "inerzia" Aiea
L'Iran ha protestato per quella che considera l'inerzia dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea) di fronte agli attacchi degli alleati sui suoi siti atomici. "Condannare l'attacco alle infrastrutture nucleari pacifiche dell'Iran e porre fine all'inazione è il minimo che ci si aspetta dall'Aiea nell'ambito delle sue responsabilità statutarie", si legge in un post dell'agenzia atomica iraniana. "L'Iran salvaguardera' la propria sovranita' nucleare e richiederà un riesame legale di tale inazione del direttore generale".
Lievi danni a sede di Oracle a Dubai per i detriti di un raid iraniano
La sede di Oracle a Dubai è stata danneggiata dalla caduta di alcuni detriti per l'intercettazione di un attacco iraniano. Lo ha riferito questa mattina l'ufficio stampa della città emiratina. "Le autorità confermano di essere intervenute per un incidente di lieve entità causato dalla caduta di detriti provenienti da un'intercettazione aerea sulla facciata dell'edificio di Oracle a Dubai Internet City", ha dichiarato l'ufficio stampa di Dubai in un post su X. Nessuno è rimasto ferito nell'incidente, ha aggiunto l'ufficio stampa. Contemporaneamente, l'agenzia iraniana Fars ha riferito che le autorità emiratine tentano di minimizzare l'attacco e che ieri sera, la sede di Oracle negli Emirati è stata nuovamente attaccata dall'Iran "ed è diventata inaccessibile".
Teheran smentisce cattura pilota americano disperso
Non è stato catturato il secondo pilota americano del quale si parla da quando ieri nei cieli dell'Iran è stato abbattuto un F-15. Lo affermano le autorità iraniane. Un'unità dei Guardiani della Rivoluzione nella provincia meridionale di Kohgiluyeh e Boyerahmad e il governatore della provincia negano sia stato catturato il secondo membro dell'equipaggio americano dell'F-15, riferisce la Bbc. E, riporta ancora la rete britannica, per il governatore il primo pilota non sarebbe stato salvato dalle forze Usa, mentre i media americani scrivono che è stato tratto in salvo. Il governatore ha parlato di una "tattica del nemico".
La Cnn continua a riferire che non si conoscono le sorti di un soldato Usa dopo quanto avvenuto ieri. Il New York Times scrive di una corsa contro il tempo dei militari Usa per rintracciarlo. Fonti parlano di operazioni delle forze Usa per localizzare e trarre in salvo il militare, mentre i media ufficiali iraniani hanno offerto una ricompensa a chi lo troverà. Sollecitano la popolazione, rilancia la Bbc, a "catturare vivo il pilota". I canali televisivi iraniani affiliati allo Stato hanno esortato i cittadini a "catturare il pilota vivo" e offerto ricompense. I media iraniani hanno riportato una ricompensa di circa 66 mila dollari, una cifra da capogiro considerata la media salariale mensile del Paese, che si aggira tra i 200 e i 300 dollari.
Media Iran: raid israelo-americano su un valico di frontiera con l'Iraq, un morto
Un valico di frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito in un raid attribuito a Israele e Usa, nel quale una persona è morta: lo riportano media iraniani e una fonte di sicurezza irachena. "Il terminal commerciale del valico di frontiera di Shalamcheh, nella città di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese, è stato preso di mira da un attacco aereo dei nemici americani e sionisti," ha riferito l'agenzia di stampa Mehr, citando il vice governatore della provincia del Khuzestan, Valiollah Hayati. "Un conducente iracheno è stato ucciso e due lavoratori iraniani sono rimasti feriti," ha precisato l'agenzia Isna, citando anch'essa Hayati.
Iran: Meloni negli Emirati Arabi Uniti, vedrà bin Zayed
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata ad Al Ain, negli Emirati Arabi Uniti, terza tappa del suo viaggio nei Paesi del Golfo, dopo le precedenti soste in Arabia Saudita e in Qatar. Nel corso della visita è in programma un colloquio con il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan.
Iran: Foti, "missione Meloni nel Golfo strategica, da opposizioni polemiche irresponsabili"
“La missione di Giorgia Meloni, prima leader occidentale nei Paesi del Golfo, rappresenta una scelta strategica in un momento particolarmente delicato per gli equilibri internazionali e la sicurezza energetica. Un’azione concreta volta a rafforzare i rapporti con partner fondamentali come Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, tutelando gli interessi nazionali e garantendo approvvigionamenti stabili in un contesto segnato dalle tensioni con l’Iran e dai rischi legati allo Stretto di Hormuz.” Così in una nota il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti.
“Questo impegno - prosegue il ministro - si inserisce in una strategia più ampia: dopo la visita in Algeria dello scorso marzo per incrementare e diversificare le forniture di gas, il governo Meloni prosegue il proprio lavoro nei Paesi del Golfo con l’obiettivo di consolidare la sicurezza energetica e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini. L’Italia torna così protagonista sulla scena internazionale, con credibilità e autorevolezza, in un’area cruciale per il futuro energetico ed economico globale, costruendo alleanze solide e contribuendo alla de-escalation delle crisi". "Di fronte a questo impegno, le polemiche dell’opposizione appaiono strumentali, irresponsabili e distanti dalla realtà. Solo una sinistra che gioca contro l’Italia può criticare un’azione così rilevante con l’unico obiettivo di anteporre il proprio tornaconto politico all’interesse nazionale. Nei momenti complessi, la scelta del Governo Meloni è chiara: stare dalla parte dell’Italia” conclude Foti.
Iran: Qatar, con Meloni sottolineata necessità de-escalation
L'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno sottolineato la necessità di una de-escalation e del ricorso al dialogo per contenere la crisi nella regione. Lo riferisce l'ufficio dell'emiro del Qatar, precisando che durante l'incontro i due leader hanno esaminato gli sviluppi della situazione regionale e internazionale. Nel corso del loro incontro a Doha, l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani e la premier Giorgia Meloni "hanno discusso delle relazioni di cooperazione bilaterale ed esplorato le modalità per potenziarle e svilupparle in diversi settori, in particolare in quello economico ed energetico". Lo riferisce l'agenzia di stampa Qna.
Iran: Pasdaran dicono di aver colpito una nave legata a Israele nello Stretto di Hormuz
I Guardiani della Rivoluzione rivendicano un attacco con un drone contro una nave nello Stretto di Hormuz che definiscono "collegata a Israele che è ora è in fiamme", affermano in un messaggio diffuso su X, aggiungendo che è stata colpita la "Msc Ishyka". Secondo siti specializzati, l'imbarcazione è una portacontainer battente bandiera liberiana.
Iran, tv: stop a fornitura gas al sud dell'Iraq
Stop alle forniture di gas dall'Iran alla regione meridionale dell'Iraq. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, citando una notizia che arriva dal ministero iracheno per l'Elettricità.
Beirut, ospedale nel sud danneggiato in raid israeliani, 11 feriti
Un ospedale di Tiro, importante città costiera del sud del Libano, è stato danneggiato nel corso di raid aerei israeliani diretti contro edifici vicini, nei quali almeno 11 persone sono rimaste ferite: lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. L'episodio è avvenuto ad Al-Houch, località vicina a Tiro, dove i raid hanno distrutto due edifici situati vicino a un ospedale, secondo un corrispondente dell'Afp. Finestre della struttura sanitaria sono andata in frantumi e controsoffitti sono crollati, mentre i medici prestavano soccorso, ha riferito la direzione dell'ospedale. La direzione dell'ospedale ha fatto sapere che la struttura "rimarrà aperta per garantire le cure mediche necessarie", ha riferito l'agenzia ufficiale Ani. Anche il porto di Tiro è stato preso di mira: un raid ha colpito una barca turistica su cui dormiva una persona, secondo il corrispondente dell'Afp. Le sue condizioni non sono state specificate. Sono state inoltre danneggiate barche da pesca attraccate.
Araghchi: "Bushehr attaccata ma le radiazioni uccideranno il Golfo"
Il ministro degli Esteri iraniani, Abbas Araghchi, ha ammonito che l'attaco al sito nucleare di Bushehr avrà conseguenze nel Golfo persico. "Ricordate l'indignazione occidentale per le ostilità nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina? Israele e Stati Uniti hanno bombardato la nostra centrale di Bushehr per ben quattro volte", ha scritto su X. "Le ricadute radioattive porranno fine alla vita nelle capitali del Consiglio di Cooperazione del Golfo, non a Teheran", ha ammonito. "Gli attacchi alle nostre industrie petrolchimiche perseguono obiettivi concreti", ha aggiunto.
Iran: "Mai rifiutato di andare a Islamabad, grati per gli sforzi di mediazione"
"La posizione dell'Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad. Ciò che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Ieri, il Wall Street Journal ha riferito che l'Iran aveva comunicato ufficialmente ai mediatori la propria indisponibilità a incontrare i funzionari statunitensi a Islamabad nei prossimi giorni.
Araghchi: "Vogliamo le condizioni per una vera fine della guerra"
L'Iran non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva. A chiarirlo e' stato il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X. "La posizione dell'Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad", ha assicurato. "Cio' che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta", ha aggiunto.
Iran: "Niente fuoriuscite di sostanze tossiche nell'area industriale colpita"
Le autorità iraniane "negano con forza qualsiasi fuoriuscita di sostanze tossiche nella zona petrolchimica speciale di Mahshahr, dopo che oggi è stata colpita dagli Stati Uniti e da Israele": lo ha dichiarato il vicegovernatore generale della provincia di Khuzestan, Valiollah Hayati, citato dall'agenzia Irna. "Le attività della zona sono state interrotte, ma non ci sono preoccupazioni riguardo a problemi di salute pubblica", ha aggiunto. Stamattina Hayati aveva dichiarato stamattina che anche l'area commerciale di confine di Shalamcheh a Khorramshahr, nella provincia di Khuzestan, era stata colpita durante gli attacchi di questa mattina, insieme alla città di Ahvaz.
Meloni vede Emiro Qatar: "Urgente e necessario assicurare la libertà della navigazione Hormuz"
Nel corso del loro faccia a faccia a Doha, la premier Giorgia Meloni e l'Emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani "hanno approfondito le questioni energetiche, anche alla luce del rapporto consolidato tra Italia e Qatar in questo ambito, confrontandosi sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock subiti", fa sapere Palazzo Chigi. In questo quadro, Meloni "ha assicurato la disponibilità dell’Italia, attraverso le eccellenze del suo sistema produttivo, a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine, fondamentali per la sicurezza energetica su scala globale". È stato anche ribadito come sia "urgente e necessario assicurare la libertà di navigazione attraverso Hormuz".
I due leader "hanno infine concordato di lavorare congiuntamente per sviluppare ulteriormente la cooperazione e gli investimenti congiunti, per rafforzare ogni dimensione della sicurezza, soprattutto negli ambiti strategici della difesa, delle infrastrutture critiche, della sicurezza alimentare e della cooperazione multilaterale per la gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee", conclude Palazzo Chigi.
Grossi (Aiea): "Preoccupati per attacco Bushehr, no aumento radiazioni"
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) è stata informata dall'Iran che questa mattina un proiettile ha colpito un'area vicina alla centrale nucleare di Bushehr, il quarto incidente di questo tipo nelle ultime settimane. E' quanto si legge in un post su X, nel quale si riferisce la "profonda preoccupazione" del direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, per l'incidente, che tuttavia non ha provocato "alcun aumento dei livelli di radiazione". "I siti delle centrali nucleari o le aree limitrofe non devono mai essere attaccati", ribadisce Grossi, ricordando che "gli edifici ausiliari possono contenere attrezzature di sicurezza vitali" e rinnovando l'appello "alla massima moderazione militare per evitare il rischio di un incidente nucleare".
Autorizzato il transito di navi umanitarie da Hormuz
Le autorita' iraniane hanno autorizzato il transito da Hormuz di navi che trasportano beni di prima necessita' e umanitari. Lo riferisce l'agenzia Tasnim. "E' stato autorizzato il transito di navi che trasportano beni di prima necessita' e umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz verso i porti iraniani o quelli situati nel Mare di Oman", si legge.
Iran, colpito un terminal a confine con l'Iraq
Un terminal alla frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito da bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Lo riferiscono i media iraniani.
Teharan: "Le esportazioni da Kharg aumentate durante la guerra"
Le esportazioni di petrolio dell'Iran dall'isola di Kharg sono aumentate da quando è iniziata la guerra con Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Isna. "Negli ultimi giorni non solo le esportazioni di petrolio non sono diminuite, ma sono aumentate", ha assicurato Moussa Ahmadi, capo della commissione Energia del parlamento iraniano, citato da Isna. Kharg, al largo della costa occidentale dell'Iran, è un terminal vitale per l'esportazione di greggio tanto che il presidente americano Donald Trump ha più volte minacciato di invaderla o distruggerla.
Non solo Kharg, quali sono le isole strategiche per l’Iran?
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Media Iran, attacchi di Hezbollah e Houthi verso Israele
La città israeliana di Kiryat Shmona è stata presa di mira da "missili di Hezbollah", mentre anche gli Houthi, ribelli yemeniti, hanno lanciato attacchi con droni su zone di Israele: lo riferisce l'agenzia iraniana Tasnim.
Rinviato alla prossima settimana il voto dell'Onu su Hormuz
E' stato rinviato alla prossima settimane il voto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su una bozza di risoluzione presentata dal Bahrein per il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la Cnn, che cita Reuters, ricordando che il voto, inizialmente previsto per ieri, era stato poi posticipato a oggi. Fonti diplomatiche hanno precisato che non c'è ancora una nuova data per il voto slittato alla prossima settimana.
La bozza di risoluzione, se adottata, autorizzerebbe i paesi a utilizzare “tutti i mezzi difensivi necessari” per garantire il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, una formulazione che non piace alla Cina, alla Russia e anche alla Francia . Ciò equivarrebbe a “legittimare l'uso illegale e indiscriminato della forza, che porterebbe inevitabilmente a un'ulteriore escalation della situazione e a gravi conseguenze”, aveva dichiarato giovedì il rappresentante cinese all'Onu Fu Cong.
Iran, media: "Almeno 5 feriti in attacco a sito petrolchimico"
Cinque persone sono rimaste ferite a causa delle esplosioni segnalate in un sito petrolchimico nel sudovest dell'Iran. Lo riferiscono i media iraniani, come riporta il Guardian. In precedenza l'agenzia Fars aveva parlato di un "attacco di Usa e Israele" nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan. Secondo l'agenzia Tasnim, sono state colpite diverse strutture. Danni sono stati segnalati nel Complesso petrolchimico Bandar Imam. Il vicegovernatore del Khuzestan, Valiollah Hayati, ha parlato di "probabilità molto alta di vittime, morti e feriti, a causa dell'attacco".
Houthi: "Gli Usa hanno perso il controllo della guerra"
Gli Stati Uniti hanno perso il controllo della guerra dalla seconda settimana di combattimenti. A sostenerlo è Nasr al-Din Amer, esponente di spicco degli Houthi yemeniti, intervistato dall'agenzia iraniana Irna. "La risposta rapida e potente delle prime ore ha dimostrato che i calcoli dei nemici erano sbagliati", ha detto. L'Iran "ha dimostrato di essere piu' forte del previsto e ben presto di sono visti segnali di confusione e perdita di controllo", ha proseguito. Stati Uniti e Israele contavano su una rivolta interna "che non c'è stata" e anzi il sostegno popolare "è stato un fattore chiave del fallimento del nemico", ha assicurato.
Corsa tra americani e iraniani per trovare il pilota disperso dell'F-15
Le forze iraniane e americane continuano a darsi battaglia per trovare il pilota ancora disperso dopo che ieri il primo caccia statunitense è stato abbattuto in territorio iraniano dall'inizio della guerra. Le autorità iraniane hanno esortato la popolazione del sud-ovest del Paese a cercare il pilota dell'F-15, offrendo ricompense di oltre 60 mila dollari ai cittadini che aiuteranno a catturarlo. Secondo Laurel Rapp, direttrice del programma Stati Uniti e Nord America presso Chatham House, il salvataggio del membro dell'equipaggio disperso dal jet abbattuto è "una missione cruciale", riferisce la Bbc, aggiungendo che la cattura del membro dell'equipaggio statunitense rappresenterebbe un "enorme bottino" per l'Iran, offrendogli una "potentissima carta da giocare nelle trattative". Nel frattempo, un alto comandante militare iraniano ha rivendicato che ora, le forze del Paese possono dare "la caccia" agli aerei americani grazie a nuove tattiche e attrezzature. Il generale di brigata Alireza Elhami, comandante della Base congiunta di difesa aerea iraniana, ha affermato infatti che la perdita degli aerei statunitensi è stata "il risultato di tattiche, dell'uso di attrezzature moderne e di innovazioni nei sistemi di difesa aerea (iraniani)", secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Irna e rilanciato da Cnn. Elhami non ha specificato quali fossero queste innovazioni che "hanno causato confusione e disorientamento nel nemico".
Dopo 10 ora di pausa, nuovo lancio di missili iraniani su Israele
Dopo una pausa di quasi 10 ore, le forze di difesa israeliane hanno rilevato un nuovo attacco balistico proveniente dall'Iran, diretto verso il centro di Israele. Lo riferisce Times of Israel. Intanto questa mattina un proiettile ha colpito la città settentrionale di Kiryat Shmona senza che suonassero le sirene. Secondo i soccorritori, l'impatto ha danneggiato una strada, con schegge che hanno colpito case e auto vicine, ma senza provocare feriti. L'Idf ha avviato un'indagine sull'accaduto.
Iran, missile cade vicino alla centrale di Bushehr: un morto
Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell'Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell'impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l'Agenzia iraniana per l'energia atomica Secondo l'agenzia "gli impianti principali non sono stati danneggiati".
Ghalibaf lancia minacce velate sullo stretto di Bab el-Mandab sul Mar Rosso
Il leader del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha fatto riferimento, con minacce velate, allo stretto di Bab el-Mandab, importante punto logistico globale che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all'Oceano Indiano, e attraverso cui transita il 14% delle spedizioni commerciali mondiali. "Quale quota delle spedizioni globali di petrolio, Gnl, grano, riso e fertilizzanti attraversa lo stretto di Bab el-Mandeb? Quali Paesi e aziende fanno conto sui maggiori volumi di transito attraverso lo stretto?", ha affermato in un post su X. La milizia yemenita degli Houthi, sostenuta dall'Iran, ha più volte attaccato navi in transito nel Bab el-Mandab, in supporto alla causa palestinese e all'Iran. Lo stretto di Hormuz, nel sud dell'Iran, un punto attraverso cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, è stato di fatto bloccato dall'Iran durante la guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro il Paese.
Teheran: "Lo Stretto di Hormuz? Nulla sarà più come prima"
"Lo Stretto di Hormuz è diventato un vantaggio strategico per l'Iran nelle nuove condizioni di sicurezza e non tornerà mai allo status che aveva prima" dell'avvio di operazioni militari di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Parola del portavoce della presidenza del Parlamento iraniano, Abbas Goudarzi, che nei giorni scorsi ha annunciato l'avvio di un iter per imporre il pagamento per il transito dallo Stretto di Hormuz. In dichiarazioni riportate dall'agenzia iraniana Tasnim, Goudarzi assicura che "la gestione di questa rotta importante è in mano alle forze armate della Repubblica islamica dell'Iran" e che "nessun Paese avrà il diritto di transitarvi senza il permesso dell'Iran", che "difenderà questa posizione strategica con tutto il suo potere militare".
Italia e altri 4 Paesi Ue chiedono tassa su extraprofitti delle società energetiche
Cinque ministri dell'Economia Ue, tra cui Giancarlo Giorgetti, chiedono una misura per tassare gli extraprofitti delle società energetiche, in reazione all'aumento dei prezzi del carburante per la guerra in Medio Oriente. Oltre che dall'Italia, la richiesta è sottoscritta anche da Germania, Spagna, Portogallo e Austria. "Una soluzione europea", scrivono in una lettera al commissario Ue Wopke Hoekstra, "rappresenterebbe un segnale per i cittadini" e per l'economia dimostrando che "siamo uniti e in grado di agire" e invierebbe un "messaggio chiaro": coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte.
Iran, media: "Esplosioni in sito petrolchimico a Mahshahr"
Esplosioni nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, in Iran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, che rilancia notizie dell'agenzia iraniana Fars, parlando di fumo che si leva dall'area.
Cnn: "Ancora disperso il pilota Usa, Teheran parla di novità per dare caccia ai jet"
Nuove tattiche, nuovi equipaggiamenti. Così, dice un generale iraniano, l'Iran "dà la caccia" a velivoli americani. Parole, rilanciate dalla Cnn, dopo che ieri un F-15 americano è stato abbattuto in Iran e un membro dell'equipaggio è ancora disperso e dopo che un A-10 Thunderbolt II è stato colpito ed è precipitato fuori dal territorio iraniano. Secondo il generale di brigata Alireza Elhami, a capo del Comando congiunto della difesa aerea dell'Iran, quanto accaduto è il "risultato di tattiche, impiego di equipaggiamenti moderni e innovazioni nei sistemi di difesa aerea" della Repubblica Islamica.
Nessun dettaglio sulle "innovazioni" nelle dichiarazioni riportate dall'agenzia iraniana Irna e rilanciate dalla rete americana. Il generale parla di "confusione e disortientamento per il nemico". I militari iraniani, minaccia secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, sono pronti a tendere imboscate "a jet e droni del nemico". Il generale, rilancia ancora l'emittente, sostiene siano stati intercettati e abbattuti più di 160 droni e decine di missili da crociera mentre proseguono le operazioni militari che Usa e Israele hanno avviato lo scorso 28 febbraio contro l'Iran.
Teheran: "Se le nostre ambasciate vengono attaccate reagiremo subito"
L'Iran ha minacciato di reagire subito e con fermezza a eventuali attacchi a proprie sedi diplomatiche. "Qualsiasi aggressione contro le ambasciate o le sedi diplomatiche iraniane provocherà una rappresaglia immediata e decisa contro tutte le strutture del regime aggressore nella regione", ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya, a quanto riporta Press tv.
Ankara, seconda nave turca ha attraversato Hormuz
Una seconda nave battente bandiera turca ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. Allo scoppio della guerra il 28 febbraio, c'erano 15 navi di armatori turchi in attesa di attraversare lo stretto strategico, ha ricordato in un'intervista alla Cnn, "due di queste 15 l'hanno passato".
Meloni giunta in Qatar, vedrà Al Thani
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta a Doha, in Qatar, per la seconda tappa della sua missione nei Paesi del Golfo, dopo la visita in Arabia Saudita. Durante la permanenza è previsto un incontro con l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani.
I Pasdaran scelgono il nuovo portavoce, è Hossein Mohabi
Un nuovo portavoce per i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. E' stato scelto Hossein Mohabi per l'incarico dopo l'uccisione del predecessore durante le operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran, avviate lo scorso 28 febbraio. Lo ha reso noto l'agenzia iraniana Fars, riferendo della nomina dopo il "martirio" di Ali Mohammad Naini, la cui "eliminazione" è stata confermata Israele il 20 marzo.
I Pasdaran negano l'attacco all'ambasciata Usa a Riad: "Colpa di Israele"
Il corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha negato qualsiasi coinvolgimento nell'attacco all'ambasciata statunitense in Arabia saudita. Lo riferisce Press tv. I Pasdaran, si spiega, "hanno condannato l'incidente e attribuito la responsabilità della provocazione ad agenti sionisti". L'Irgc, aggiunge la nota, "ha esortato i paesi mediorientali a rimanere vigili nei confronti dei tentativi americano-sionisti di destabilizzare la regione".
Colpita la sede di Oracle a Dubai: "Danni lievi"
Gli uffici di Oracle nel polo economico degli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da un attacco iraniano. Lo hanno confermato fonti di Dubai assicurando che si è trattato di un "incidente di lieve entità" che ha danneggiato la facciata dell'edificio. Pochi giorni fa Teheran aveva minacciato di colpire le aziende tecnologiche statunitensi e oggi il distretto di Internet City a Dubai è stato preso di mira. Non sono stati segnalati feriti nè sono stati forniti ulteriori dettagli sui danni. La legge degli Emirati sui crimini informatici vieta di fotografare l'impatto di attacchi iraniani a meno che non vengano pubblicati attraverso canali ufficiali. Molte delle aziende che l'Iran ha minacciato di attaccare si trovano nel distretto di Internet City e nei giorni scorsi i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno inserito 18 aziende statunitensi, tra cui Oracle, nell'elenco degli obiettivi. Le autorità di Dubai hanno aggiunto di essere intervenute poche ore prima per "un incidente causato da detriti di un'intercettazione aerea caduti sulla facciata di un edificio nella zona di Dubai Marina", un'area di lusso nel centro della città.
Il prezzo medio di benzina, diesel e gasolio pre e post-guerra. I DATI
Dopo lo scoppio del conflitto in Iran, i costi al self service, sulla rete stradale, hanno registrato - come prevedibile - un importante aumento, parzialmente contenuto dal taglio delle accise deciso dal governo. Anche di questo si è parlato nella puntata del 3 aprile di "Numeri", l'approfondimento di Sky TG24.
Il prezzo medio di benzina, diesel e gasolio pre e post-guerra. I DATI
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Caccia Usa abbattuto, Trump: "Non influisce sui negoziati". VIDEO
Wsj: "In ambasciata Usa a Riad danni ingenti, più gravi di quanto reso noto"
Danni ingenti, più gravi di quanto reso noto sinora. E' la rivelazione del Wall Street Journal dopo l'attacco del mese scorso di droni iraniani contro l'ambasciata Usa in Arabia Saudita. Su quanto avvenuto il 3 marzo il giornale ha sentito ex funzionari americani e altri in servizio. La ricostruzione parla di un drone iraniano finito sul compound Usa a Riad e dell'esplosione di un altro poco dopo. Attacchi, nella notte, che hanno raggiunto un'area dell'ambasciata dove di giorno lavorano centinaia di persone e che hanno provocato danni ingenti in tre piani, sostengono le fonti del giornale. Colpito anche l'ufficio della Cia, affermano. E parlano di un incendio andato avanti per mezza giornata. Una fonte sostiene zone della rappresentanza diplomatica siano danneggiate in modo irreparabile. Il ministero saudita della Difesa aveva invece parlato di un incendio circoscritto e danni di lieve entità.
Iran, Meloni ripartita da Gedda: sforzi per soluzione diplomatica nel conflitto
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena ripartita da Gedda (prima tappa della visita nella regione del Golfo, durante la quale sono previsti incontri anche con i leader di Qatar ed Emirati Arabi Uniti) dove ieri sera è stata ricevuta dal Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. Il Presidente Meloni ha voluto esprimere, con la sua presenza, la vicinanza dell’Italia all’Arabia Saudita.
Golfo, Giorgia Meloni lascia Gedda dopo l'incontro con Bin Salman
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Iran, per l'intelligence "improbabile" che Teheran riapra Hormuz
E' "improbabile" che l'Iran apra presto lo Stretto di Hormuz. E' il monito contenuto in recenti rapporti di intelligence Usa esaminati dall'agenzia Reuters. Per Teheran il controllo sulla più vitale arteria petrolifera del mondo rappresenta l'unica vera leva nei confronti degli Stati Uniti, hanno detto tre fonti secondo cui l'Iran continuerà a bloccare lo stretto per mantenere alti i prezzi dell'energia e fare pressione su Donald Trump affinchè trovi una rapida via d'uscita dalla guerra. Secondo i rapporti la guerra, concepita per annientare la forza militare dell'Iran, potrebbe in realtà accrescerne l'influenza regionale, dimostrando la capacità di Teheran di minacciare le vie di navigazione. Trump ha cercato di minimizzare la difficoltà di riaprire lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un quinto del commercio mondiale di petrolio e ieri ha lasciato intendere di poter ordinare alle forze statunitensi di riaprire il passaggio.
Iran, Pentagono: "365 militari feriti da avvio operazioni, 13 i caduti"
Sono 365 i militari Usa feriti dall'avvio, il 28 febbraio scorso, dell'Operazione 'Epic Fury' contro l'Iran. Lo ha reso noto nelle ultime ore il Pentagono, con un nuovo aggiornamento, come riporta il Wall Street Journal. Fra i feriti, si contano 247 soldati dell'Esercito, 63 della Marina, 36 dell'Aeronautica e 19 Marines. Tredici, come già noto, i caduti.
Libano, sono indonesiani i 3 caschi blu feriti in esplosione nel sud
Sono indonesiani i tre caschi blu rimasti feriti ieri in un'esplosione nel sud del Libano. Lo hanno confermato dallo Un Information Centre (Unic) di Giacarta dopo che ieri Unifil aveva dato notizia del ferimento di tre peacekeeper, trasferiti in ospedale, a seguito di "un'esplosione all'interno di una postazione Onu nei pressi di El Adeisse". Non è chiara "l'origine dell'esplosione".
Iran, la repressione non si ferma: giustiziati due oppositori
La guerra nel Golfo non ferma la macchina repressiva iraniana: due oppositori del regime sono stati giustiziati questa mattina perchè accusati di aver compiuto attacchi armati per conto dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano. Lo hanno reso noto i media locali.
Diverse esplosioni nelle zone a nord di Teheran
Diverse esplosioni sono state udite stamani in zone a nord della capitale iraniana Teheran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera a più di un mese dall'avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l'Iran a cui Teheran non manca di rispondere.
Israele, razzo Hezbollah contro Unifil, 3 i feriti
I tre caschi blu feriti ieri in un'esplosione nel sud del Libano sono cittadini indonesiani. Lo hanno comunicato le Nazioni Unite, dopo che pochi giorni fa, sempre in Libano, altri tre caschi blu dello stesso Paese sono stati uccisi. La Forza Provvisoria delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha dichiarato che l'esplosione è avvenuta all'interno di una struttura ONU vicino a El Adeisse, ferendo tre peacekeeper che sono stati portati d'urgenza in ospedale. Due di loro sono rimasti gravemente feriti. Il Centro Informazioni delle Nazioni Unite (UNIC) a Jakarta ha confermato che erano tutti indonesiani.
Libano: bombardamenti a Beirut, Idf colpisce siti Hezbollah
I sobborghi meridionali di Beirut sono stati bombardati almeno due volte all'alba di oggi, secondo quanto riferito da un giornalista dell'AFP che ha sentito potenti esplosioni e visto il fumo salire nel cielo. Contemporaneamente, l'esercito israeliano ha annunciato sui social network di aver "iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut".
Hezbollah, attacco con droni a nord di Israele
Hezbollah sostiene un attacco con droni al nord di Israele. Il gruppo armato libanese - fa sapere l'emittente Al Jazeera - afferma di aver attaccato le caserme militari israeliane di Liman, a nord della città di Nahariya, con uno "squadrone di droni d'attacco". L'attacco e' avvenuto alle 00:50 ora locale.
Iran abbatte 2 jet Usa, si cerca pilota disperso
L'abbattimento di due aerei americani da parte delle forze di difesa aerea iraniana e soprattutto il destino incerto di uno dei piloti, per il quale e' stata avviata una delicata e complessa operazione di ricerca e recupero, rischia di segnare una svolta nel conflitto in Medio Oriente che oggi entra nel suo 36esimo giorno. Quella di ieri per Donald Trump e la sua amministrazione e' stata una giornata da dimenticare cominciata nella mattinata con la notizia dell'abbattimento a Kohgiluyeh, nella provincia di Boyer-Ahmad, di un caccia F-15E, con tanto di immagini trasmesse dalla tv di Stato iraniana, che ha promesso una ricompensa in caso di cattura dei piloti americani. Uno dei membri dell'equipaggio, in realta', sarebbe stato tratto in salvo mentre di un secondo pilota non si sa nulla. Due elicotteri UH-60 Black Hawk coinvolti nelle operazioni di ricerca sono stati colpiti dal fuoco. Diversi militari a bordo sono rimasti leggermente feriti, ma tutti sono sani e salvi. "Se catturate vivi il/i pilota nemico/i e li consegnate alla polizia e alle forze armate iraniane, riceverete una ricompensa generosa", è stato il messaggio letto in tv dalla polizia. Per Trump, il fatto che un caccia statunitense si sia schiantato in Iran (una novità dall'inizio della guerra), con un pilota dato per disperso, non comprometterebbe i possibili negoziati con Teheran: "E' la guerra. Siamo in guerra", ha dichiarato durante un'intervista telefonica con NBC News. Ma mentre il presidente americano tentava di sminuire gli attacchi in vista di eventuali colloqui con la controparte, i mediatori hanno spiegato al 'Wall Street Journal' che gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l'Iran, guidati dal Pakistan, sono "fermi". Secondo loro, l'Iran non e' disposto a incontrare i funzionari americani a Islamabad nei prossimi giorni e le richieste degli Stati Uniti "sono inaccettabili". La proposta di piano di pace inviata da Trump a Teheran pochi giorni fa è stata respinta proprio perché "eccessiva". Verso sera, poi, i media statali iraniani hanno reso noto che nel Golfo Persico si e' schiantato un secondo aereo americano da combattimento, un A-10 Warthog, probabilmente mobilitato per la ricerca del pilota dell'F-15E. Chi era alla guida dell'A-10 è riuscito a eiettarsi e a uscire fuori dal territorio iraniano. Ma la notizia del secondo abbattimento è bastata per far scattare festeggiamenti e celebrazioni per le strade di Teheran. Al Jazeera ha riferito di un intero Paese orgoglioso delle sue forze armate e del suo sistema di difesa militare, nonostante Trump avesse dichiarato in questi ultimi giorni, e ripetuto al mondo intero, che le capacità di difesa aerea del nemico erano state del tutto annientate.
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